Milano, 5 ottobre 2026 – Che cosa succede all’arte quando un’opera smette di essere solo un’opera e diventa un asset, una voce di bilancio, una scommessa sul proprio futuro economico? E quale ruolo rimane all’artista, alla critica e al dissenso in un mondo dell’arte in cui il prezzo sembra essere diventato il segnale più convincente del valore? Sono alcune delle domande al centro di Ugo Nespolo. Scritti distopici, il nuovo volume in libreria per Skira, che raccoglie saggi e articoli attraverso cui l’autore osserva, con lucidità e ironia, le trasformazioni del mondo dell’arte contemporanea.
Artista e intellettuale, protagonista di una ricerca che attraversa pittura, scultura e cinema, Nespolo ha sempre affiancato alla sua attività creativa una riflessione sul mondo dell’arte e sui suoi cambiamenti. I saggi e gli articoli raccolti in questo volume nascono proprio da questo sguardo, quello di un artista che ha vissuto in prima persona importanti momenti della ricerca artistica contemporanea e che da sempre studia e scrive di estetica e di sistema dell'arte.
«Se la distopia è un dispositivo critico l’arte si mostra come il suo laboratorio privilegiato», scrive Nespolo nell’introduzione al volume. È da qui che prende forma una riflessione sul sistema dell’arte contemporanea e sulle sue trasformazioni, in cui l’opera rischia di diventare un asset e l’artista di agire come un’autentica impresa.
Scritti distopici raccoglie saggi e articoli scritti da Ugo Nespolo tra il 2022 e il 2026 per le pagine culturali di alcuni tra i principali quotidiani italiani, come Il Sole 24 Ore, La Stampa e Il Foglio, e per Il Giornale dell’Arte, insieme ad altri testi redatti in momenti diversi. Il filo che li lega non è celebrativo né polemico: è piuttosto il tentativo di osservare come sia cambiata l’arte e quale ruolo abbia oggi nei sistemi sociali e nella vita delle persone.
Nati da fatti, mostre e tendenze, questi testi mostrano infatti una riflessione costante sul rapporto tra arte e mercato. Nespolo osserva la trasformazione del giudizio critico in «interessato rumore di fondo» e del valore estetico in valore di scambio, interrogandosi su quando e perché un’opera d’arte finisca per diventare qualcosa di diverso. Gli scritti raccolti nel volume si interrogano così sullo spazio che rimane oggi al dissenso, sul ruolo dei critici manager e sul modo di muoversi in un Artworld in cui il prezzo sembra essere diventato il segnale più convincente.
Il titolo Scritti distopici nasce dalla malinconia che emerge dalle pieghe del mercato e dal silenzio degli artisti, ma anche dalla convinzione che un’opera possa ancora provare a dire qualcosa che un prezzo non riesce a contenere. Non c’è nostalgia per gli anni dell’avanguardia né per presunti tempi eroici: c’è invece l’osservazione del presente, con affetto e lucidità, fino alla constatazione che qualcosa si è inceppato.
Il volume è arricchito dalla prefazione di Marcello Barison, filosofo e scrittore, docente di Estetica presso la Libera Università di Bolzano. Accompagnano i testi, le fotografie in bianco e nero di Gianni Berengo Gardin e i disegni e le elaborazioni grafiche di Ugo Nespolo.
È inoltre in lavorazione il Catalogo Ragionato di Ugo Nespolo, un importante progetto editoriale dedicato alla produzione dell’artista. Le prenotazioni apriranno nel mese di settembre 2026, mentre il volume sarà disponibile in libreria all’inizio del 2027.
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