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lunedì 26 ottobre 2026

BACCANALE 2026, IMOLA APRE LE PORTE ALLA CUCINA ITALIANA SENZA CONFINI

 


Tra lezioni magistrali, dialoghi e degustazioni parte “Incontri”, l’edizione 2026 dedicata all’UNESCO, con una settimana di nuovi appuntamenti in arrivo

 

Imola, lunedì 26 ottobre 2026 - Si è aperto all’insegna dello scambio il Baccanale 2026, intitolato “Incontri: La cucina italiana senza confini”. L’edizione è dedicata al riconoscimento UNESCO ottenuto dalla cucina italiana e fino a domenica 15 novembre fa di Imola un approdo per sapori, culture e storie diverse. Nel primo weekend, sabato 24 e domenica 25 ottobre, la città ha accolto un pubblico curioso e generoso, protagonista di incontri tra la tradizione romagnola e altre geografie, tra chi cucina e chi assaggia, tra ciò che si conosce e ciò che arriva da lontano.

A dare il via alla rassegna è stata la cerimonia inaugurale di sabato 24 ottobre, ospitata al Teatro Ebe Stignani alla presenza del Sindaco Marco Panieri, dell’Assessore alla Cultura, Politiche giovanili e Legalità Giacomo Gambi e dell’Assessore ai Lavori pubblici, Centro storico e Attività produttive Pierangelo Raffini.

“Il Baccanale rappresenta una delle manifestazioni più identitarie e sentite della nostra città, un appuntamento che sa rinnovarsi costantemente aprendosi al confronto e al futuro. Il calore e la grande partecipazione di questo primo fine settimana dimostrano quanto il tema 'Incontri. La cucina italiana senza confini' sia riuscito ad appassionare i cittadini e i visitatori. Celebriamo il cibo non solo come eccellenza gastronomica – nel segno dell'importante riconoscimento UNESCO – ma come formidabile strumento di dialogo, relazione e accoglienza tra culture e comunità diverse. Imola si conferma così un vivace luogo di incontro aperto al mondo, capace di valorizzare l'intreccio tra radici storiche, produzioni d'eccellenza e tradizioni lontane. Questo avvio straordinario è il risultato di un grande gioco di squadra: ringrazio sentitamente tutti i dipendenti comunali, i partner, gli sponsor, le associazioni e i ristoratori che rendono possibile tutto questo. L'energia che si respira in città è solo l'inizio di un meraviglioso viaggio, e invito tutti a continuare a scoprire i tanti eventi che ci accompagneranno nelle prossime settimane.” dichiara Marco Panieri, sindaco di Imola.

Come da tradizione, la giornata è continuata con la lezione magistrale, quest’anno dal titolo “La cultura non ama i confini”, di Massimo Montanari e dalla lettura teatrale di Paola Minaccioni: un primo appuntamento che ha invitato a guardare al cibo non solo come espressione gastronomica, ma come una lente attraverso cui leggere la storia e la società.

 

“L’edizione 2026, dedicata al riconoscimento della cucina italiana come patrimonio dell’umanità, lo fa in un modo molto forte, ponendo come titolo “Incontri” e come sottotitolo “L’assenza di confini”. È un modello di cucina che si è costruito nei secoli attraverso l’incontro fra culture. La cultura non ama i confini e quindi nemmeno la cucina. Noi parliamo di cucina italiana e non di cucina d’Italia, perché non ci sono confini politici. La cultura è qualcosa che appartiene a tutti e la cucina è cultura. La cucina italiana, storicamente, ha operato come una spugna dal punto di vista gastronomico e poi ha restituito. È la cucina più esportata, quella più replicata nel mondo. E da questo si capisce anche perché l’UNESCO le abbia dato questo riconoscimento come patrimonio dell’umanità. Il Baccanale di Imola vuole riflettere e aiutare a riflettere su questo aspetto così importante, che si riflette proprio nel titolo “Incontri" ha dichiarato Massimo Montanari, Professore emerito di Storia dell'alimentazione all'Università di Bologna e Direttore scientifico di Baccanale.

La giornata è proseguita con la consegna del Garganello d’Oro, il premio con cui il Comune di Imola ha celebrato la Presidente di Slow Food Barbara Nappini per la promozione della cultura del cibo.

Sempre sabato è partito “L’identikit della cucina italiana”, un format in tre appuntamenti che affronta il tema dell’edizione da tre prospettive, tra lingua, antropologia e riflessione sulla tradizione. Il primo, “Giovanna Frosini - Avventure di gusto e di parole”, è partito dalla lingua italiana del cibo, dove le parole, come ingredienti e ricette, custodiscono storie antiche e moderne e scambi di ogni genere, in dialogo tra Giovanna Frosini dell’Accademia della Crusca e Massimo Montanari.

Infine c’è stata la cooking demonstration “Zighinì e Romagna” ha fatto dialogare la cucina eritrea con i sapori del territorio: lo zighinì, piatto simbolo dell’Eritrea, è stato reinterpretato con richiami romagnoli, tra racconti di storia e tecniche che hanno preceduto la degustazione.

Domenica 25 ottobre il dialogo tra Barbara Nappini e Massimo Montanari, “Slow Food, 40 anni a presidio del cibo buono, pulito e giusto”, ha ripercorso la storia di Slow Food a Imola dagli anni Ottanta a oggi. A seguire, il “Pranzo dei 40 anni” ha chiuso il weekend a tavola. Un’apertura che ha mostrato come la cucina italiana, quando supera i propri confini, non smetta di riconoscersi: si allarga, si contamina e diventa ogni volta qualcosa di nuovo.

La partecipazione e il calore del primo weekend hanno già indicato la rotta di un’edizione pronta a regalare, giorno dopo giorno, nuovi spunti e nuove scoperte. Ora lo sguardo si sposta sui giorni che arrivano: da lunedì 26 ottobre il Baccanale riparte.

Mercoledì 28 ottobre si aprirà “Pane senza confini”, ciclo di tre appuntamenti a cura di Antonella Campanini e Massimo Montanari che proseguirà mercoledì 4 e 11 novembre. Partendo da uno degli alimenti più universali della tavola, il percorso metterà in relazione storia, attualità e assaggi, per mostrare come il pane assuma forme e significati differenti nelle tradizioni di numerosi popoli.

Giovedì 29 ottobre Chiara Maci darà voce ai protagonisti del gusto che hanno animato le proposte gastronomiche della rassegna: ristoratori, pizzaioli, pasticceri e barman racconteranno il proprio mestiere, la creatività e le idee che stanno dietro ai piatti e alle esperienze di questi giorni.

“La cucina italiana senza confini. Un tema che permette di raccontare una tradizione, quella italiana, che non è rimasta immobile ma viva. Fatta di scambi di culture, incroci di vite, senza mai perdere la propria identità” Ha dichiarato Chiara Maci.

Venerdì 30 ottobre la cucina diventerà gesto di solidarietà con “Montecatone nel cuore”, la cena di beneficenza firmata dagli chef Max Mascia del San Domenico di Imola e Simone Finetti di Villa Albertina di Argenta, realizzata in collaborazione con Torrefazione Caffè Gourmet. Una serata in cui cucina d’autore e convivialità saranno al servizio di un progetto a sostegno della Fondazione Montecatone.

“Il Baccanale è il momento più importante dell’ anno per noi ristoratori. La scelta del tema, la costruzione del menu nei nostri ristoranti ma anche le cene che facciamo tutti assieme nella tensostruttura in Piazza Matteotti. Sono momenti di condivisione, di INCONTRI anche tra di noi e tra le nostre cucine. Ognuna con la sua identità ma pronta a mescolarsi e unirsi alle altre” racconta Max Mascia.

“È la prima volta per me a Baccanale e quando mi hanno chiesto di partecipare per me è stato un privilegio e un piacere perché so che è una manifestazione molto sentita, quindi sono stato felice di aver ricevuto questa opportunità. È bello anche tornare a cucinare dopo tanti anni con Max, che è uno chef che stimo moltissimo. Lui è una grande persona e un grande cuoco dal quale ho imparato molto. In poco tempo lui è riuscito a insegnarmi tanto, quindi sono felice di cucinare in questa occasione e sono felice anche di mostrare cos’è diventato Simone dopo tutti questi anni di gavetta in giro per il mondo. Una quattro mani tra San Domenico e Villa Albertina è veramente motivo di grande orgoglio. Non vedo l’ora di cominciare!”, dichiara Simone Finetti.

“Per noi della Torrefazione Gourmet è un grande onore affiancare la Fondazione Montecatone per questo importante evento. “Montecatone nel Cuore” non è solo il titolo della serata, ma un invito a tutti gli imolesi a sostenere l’Istituto di Montecatone quale eccellenza sanitaria del nostro territorio, ma anche ad aiutare la Fondazione Montecatone nei suoi progetti di reinserimento sociale e lavorativo dei pazienti. Sono felice che al nostro appello abbiano da subito aderito due importanti chef come Max Mascia e Simone Finetti, ma anche altri sponsor e fornitori come la Tenuta Umberto Cesari e DRINNK”, dichiara Carlo Alberto Asioli, titolare Torrefazione Gourmet.


Domenica 1 novembre prenderà il via il ciclo “Il cibo incontra”, il format che mette la gastronomia in dialogo con personalità e discipline diverse. Ad aprirlo sarà Chiara Valerio, scrittrice, saggista e conduttrice radiofonica, che si confronterà con il professore Massimo Montanari sulla dimensione politica e sociale del cibo, leggendo la cultura gastronomica come metafora della democrazia e della mentalità italiana.

Il viaggio del Baccanale è solo all’inizio, e già la città ne respira l’energia: profumi che arrivano da luoghi lontani, saperi che dialogano con tradizioni locali, immaginari che si trasformano in esperienze condivise. “Un mondo di spezie” continua a intrecciare culture, storie e sapori, ricordando che ogni aroma è un invito ad attraversare confini, ad ascoltare e a lasciarsi sorprendere. E Imola, ancora una volta, ne è il palcoscenico più autentico.

 

Baccanale 2026 è realizzato con il contributo di Consorzio Con.Ami - Progetto Terre&Motori, Territorio Turistico Bologna-Modena e la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola e il prezioso supporto degli Sponsor: Gruppo Eurovo, CLAI, Cefla, AspiagService - Despar, SIMEI, La BCC Ravennate forlivese e imolese, CANNAMELA, Confcommercio ASCOM Imola, CNA Imola Associazione Metropolitana, ASSIMPRESE SOC. COOP., Confesercenti del territorio imolese, ITALIQA, Torrefazione Caffè Gourmet, Ricci Bus, Frantoio Valsanterno, Unconventional Events – Monsterland

 

 

Per ulteriori informazioni: baccanaleimola.it


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