martedì 23 luglio 2019

Giovanni Campus. Tempo in processo Rapporti, misure, connessioni a cura di Francesco Tedeschi BUILDING capitolo 1, Milano Rapporti, misure, connessioni 45°28’12.985” N 9°11’30.465” E BUILDING, via Monte di Pietà 23, 20121, Milano



Press preview: 12 settembre, ore 12.00
Inaugurazione: giovedì 12 settembre 2019, ore 18
13 settembre 2019 – 12 ottobre 2019
MA*GA
capitolo 2, Gallarate 
Rapporti, misure, connessioni
45°39’15.416” N 8°47'52.386” E

MA*GA, via Egidio de Magri 1, 21013, Gallarate (VA)
Inaugurazione: sabato 21 settembre 2019, ore 18
22 settembre 2019 – 10 novembre 2019
BUILDING e MA*GA presentano Giovanni Campus. Tempo in processo. Rapporti, misure, connessioni, un progetto espositivo in due capitoli dedicato alla sperimentazione di Giovanni Campus, a cura di Francesco Tedeschi: due mostre complementari che inaugurano rispettivamente il 12 settembre da BUILDING a Milano e il 21 settembre al MA*GA di Gallarate.

Giovanni Campus. Tempo in processo. Rapporti, misure, connessioni si compone di diversi momenti, scanditi dai quattro piani della galleria milanese e nell’ambiente “open space” del museo di Gallarate. Al centro di ciascuno di essi vi è il principio che guida da tempo l’opera dell’artista e che si definisce con la qualificazione di “Tempo in processo”. Fin dagli anni Settanta, infatti, Campus opera sull’unitarietà di allestimenti in cui i singoli elementi si collegano fra di loro, in una continuità da intendersi in senso temporale, prima che spaziale. Il “tempo” è al centro della sua attenzione, come parte di un processo dialettico in cui le forme, le geometrie, le relazioni tra materia e colore rispondono a una logica fondata sul valore del complesso strutturale.

Dice a proposito Campus, in un intervento del 2014: “La spazialità dell’epoca moderna, nella sua evoluzione scientifico-tecnologica, ormai è un “tempo in processo“, in continuo, ineluttabile divenire.
La rappresentazione figurale (l’installazione – l’ambiente) sul piano operativo viene a compiersi in rimando reciproco, in una dinamica aggregativa di progressiva messa a punto, tra strumenti e categorie, tra segnicità espressive plastiche e rimandi simbolici (assi in legno, strutture euclidee, spazi interni ed esterni, momenti e fasi temporali). Questa rappresentazione, nella sua lettura, sensibile-intelligibile, assorbe le differenze, non occupa né interviene sullo spazio come luogo aperto, ma lo coinvolge e lo incorpora”.

Con Rapporti, misure, connessioni. 45°28’12.985” N 9°11’30.465” E Giovanni Campus elabora negli ambienti di BUILDING un intervento per il piano terra che vede in relazione di continuità alcuni lavori degli ultimi anni Settanta, in cui le tele monocrome sono attraversate da corde che tracciano un percorso aperto e continuo, con lavori degli anni recenti, dove le piastrine di ferro accompagnano e modificano le tele in un processo che ha una forte impronta di unitarietà di sviluppo a parete, completato da alcuni elementi tridimensionali. Al primo piano l’accento viene portato sul rapporto tra forma aperta e chiusa, così come viene accentuato il senso di un dialogo tra bidimensionalità e tridimensionalità, nel rincorrersi di motivi complementari, sempre a partire da alcuni lavori di recente realizzazione. Il terzo livello, in un percorso che guarda alle varie fasi della storia dell’artista, presenta lavori in cemento degli anni Ottanta in cui l’artista si misura con i caratteri della forma e con il suo rapporto con il suolo, radice di ogni azione nello spazio. Infine, all’ultimo piano, il recupero a ritroso delle radici di un fare fondato nella storia di una lunga consuetudine con i temi della costruzione e della percezione ha il suo fulcro nella ripresentazione di alcuni lavori in metacrilato, eseguiti negli anni Settanta e rarissimamente esposti in seguito, che si raccolgono attorno alla Struttura modulare continua dimensionale, esposta in occasione di una personale effettuata nel 1973 e presentata da Umbro Apollonio.

Al MA*GA di Gallarate, con Rapporti, misure, connessioni. 45°39’15.416” N 8°47'52.386” E, Campus ha pensato a un unico progetto che, attraverso un dialogo che si estende dalla continuità della parete allo spazio intero, mette in gioco forme geometriche distribuite in un rapporto tra immagine e sviluppo, teso a sottolineare, anche in questo caso, la continuità di una logica creativa unitaria, che comprende lavori degli anni Ottanta e altri di più recente elaborazione. Le diverse serie, tra affermazioni, pause e riflessioni, combinano lavori grafico-pittorici con materiali plastici, dialogando con le caratteristiche dello spazio, ma imponendosi a esso con la forza dialogante delle forme.

De Vivo Pasticceria lancia il babà in vasocottura al mojito per l’estate



Limited edition per l’estate 2019: la pasticceria De Vivo lancia il babà lievitato al mojito in vaso cottura.
Si tratta di un lievitato che viene cotto in un barattolo ad hoc di vetro, che permette di mantenere inalterate le caratteristiche di elasticità e godibilità della pasta del babà, facile da portare e con una durata di conservazione più lunga, senza l’aggiunta di conservanti.
Oltre ai classici, che vengono proposti tutto l’anno (al rhum, al gusto delizia al limone e al chocorhum), questa estate si aggiunge il gusto mojito: farcito con una delicata ganache al lime e menta con infuso al rhum, che richiama la fresca e tipica bevanda dell’estate, il mojito appunto.
Si può acquistare la limited edition tramite l’e-shop al seguente link https://www.pasticceriadevivoshop.it/it/prodotti/prodotti-confezionati/scaffali/baba-lievitato-al-mojito.html a 10 euro per 400 grammi.

Pasticceria e gelateria De Vivo: 

Il laboratorio Pasticceria De Vivo nasce negli anni Trenta a Pompei come panificio per i gourmet che transitavano tra gli scavi archeologici e il santuario. Una regola fondamentale è applicata oggi come allora dalla famiglia: l'utilizzo del lievito madre. Sessant'anni e due generazioni dopo, oggi la pasticceria è guidata da Marco De Vivo con l'ausilio della moglie Ester e della figlia Simona. Il laboratorio si estende per 300 mq e conta mediamente 14 unità dedite alla produzione giornaliera, nel rispetto di insegnamenti e tecniche tramandati e affinati negli anni. Dalla Campania le creazioni De Vivo sono esportate anche all’estero in Francia, Svizzera, Spagna e Germania.
La pasticceria De Vivo offre ogni giorno una golosa selezione di prodotti tipici napoletani e torte dal design innovativo, fatti con passione e sapienza. La lavorazione del cacao, rigorosamente "monorigine", si trasforma in cioccolatini, praline e tavolette dal profumo e aroma autentico.La varietà dei gelati, rigorosamente artigianali, è preparata utilizzando solo ingredienti freschi e naturali.
 

PHOTOLOGY AIR 2019 IL VIAGGIO Una conversazione con Luca Vitone e Elvio Manuzzi DOMENICA 28 LUGLIO ORE 21.15 TENUTA BUSULMONE Contrada Busulmone, Noto (Siracusa)




Ingresso a pagamento con prenotazione obbligatoria
 t. 348.3596923 | air@photology.com

BIGLIETTO INTERO € 10, RIDOTTO € 7


Un viaggio a ritroso lungo la rotta migratoria del popolo Rom, da Bologna a Chandigarh in India, per scoprire e riscoprire una popolazione da sempre frammentaria ma dalla fortissima identità culturale.

Photology è lieta di presentare domenica 28 luglio alle ore 21.15 “Il Viaggio”, conversazione con Luca Vitone ed Elvio Manuzzi sul progetto di Luca Vitone Romanistan, realizzato e promosso grazie al sostegno di Italian Council, MiBAC e Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato che prevede una mostra (Museo Pecci dal 7 novembre), un libro fotografico e un film.

Luca Vitone, docente presso la Nuova Accademia di Belle Arti a Milano, ha iniziato a lavorare con la comunità Rom nel 1994 realizzando una mostra per la Galleria Christian Nagel di Colonia dal titolo “Der unbestimmte Ort” (Il luogo imprecisato) in collaborazione con la comunità Rom della città di Colonia in Germania.

25 anni dopo l’artista genovese classe 1964 ha compiuto un viaggio durato sei settimane partendo dalla città di Bologna, dove per la prima volta nel 1422 la presenza di persone Rom è stata ufficialmente documentata, per arrivare nella città di Chandigarh in India passando per Slovenia, Croazia, Serbia, Romania, Bulgaria, Macedonia, Grecia, Turchia, Georgia, Armenia, Iran, Pakistan.

Nell'attuale momento storico, punteggiato da migrazioni di massa senza precedenti, e con l’Europa che propri in questi giorni sta prendendo in considerazione di rivedere il Trattato di Dublino, il progetto di Luca Vitone assume un'importanza notevole.

Domenica 28 in tenuta Busulmone Luca Vitone illustrerà con Elvio Manuzzi (filmaker, tecnico del suono e del montaggio) il concetto di migrazione, il senso di appartenenza a un luogo, l’identità del popolo Rom e le sue relazioni con altre popolazioni attraverso video, fotografie, registrazioni live di suoni e musica, mappe geografiche, sensazioni personali e altri materiali raccolti durante il viaggio intrapreso.

Gli appuntamenti di Photology AIR in Tenuta Busulmone proseguiranno sabato 10 Agosto 2019 con "A Star is born”: in occasione della notte di San Lorenzo il pubblico partecipante avrà la possibilità di osservare le stelle cadenti attraverso l'uso dei telescopi messi a disposizione dall'Associazione Astrofili Netini "Nuccia Corradina Ferro".

Laura Morante madrina di Mangiacinema





L'attrice ritirerà il Premio Mangiacinema - Creatrice di Sogni e presenterà "La tragedia di un uomo ridicolo"
 

SALSOMAGGIORE TERME (Parma) – È Laura Morante la madrina della sesta edizione di Mangiacinema - Festa del cibo d’autore e del cinema goloso, che si svolgerà a Salsomaggiore Terme dal 25 settembre al 2 ottobre e che sarà dedicata a Bernardo Bertolucci.
La Morante sarà l'ospite d'onore della prima giornata mercoledì 25 settembre, racconterà la sua carriera e ritirerà il Premio Mangiacinema - Creatrice di Sogni (nato nel 2016 e consegnato, nelle precedenti edizioni del Festival diretto dal giornalista Gianluigi Negri, a nomi come Pupi e Antonio Avati, Milena Vukotic, Elio Pandolfi, Enrico Vanzina, Maurizio Nichetti, Carlo Delle Piane, Paola Pitagora, Maria Grazia Cucinotta, Francesco Barilli, tra gli altri). Inoltre presenterà al cinema La tragedia di un uomo ridicolo di Bertolucci, di cui è stata interprete al fianco di Ugo Tognazzi e Anouk Aimée.

IL BATTESIMO CINEMATOGRAFICO CON I FRATELLI BERTOLUCCI
Curiosamente i primi due film di Laura Morante portano la firma dei fratelli Bertolucci. Dopo aver debuttato a teatro, giovanissima, con Carmelo Bene, esordisce sul grande schermo con Giuseppe Bertolucci in Oggetti smarriti (1980). L’anno successivo, con il suo secondo film, va a Cannes con un ruolo importante: quello di Laura (personaggio che ha il suo stesso nome) ne La tragedia di un uomo ridicolo di Bernardo Bertolucci. Interpreta la fidanzata di Ricky Tognazzi, il figlio rapito di un industriale del formaggio, proprietario di un grande caseificio parmense. E recita con l’immenso Ugo Tognazzi (al quale è stata dedicata la prima edizione di Mangiacinema nel 2014) che nel 1981 fu premiato a Cannes con la Palma d’oro come migliore attore, riconoscimento meritato delle sue doti drammatiche.

IL SODALIZIO CON MORETTI E GLI ALTRI CLASSICI CONTEMPORANEI DI UNA STRAORDINARIA ATTRICE
Nel 1981 la Morante gira inoltre il suo primo film con Nanni Moretti: Sogni d’oro, nel cui titolo, sempre curiosamente, la prima e meravigliosa parola è anche quella che definisce il premio principale del Festival Mangiacinema. Poi con Moretti sono arrivati Bianca (e la Sacher) e La stanza del figlio (per il quale ha vinto il David di Donatello). E altri classici contemporanei con Salvatores (Turné), Amelio (I ragazzi di via Panisperna), Virzì (Ferie d’agosto), Verdone (L’amore è eterno finché dura, premiata con il Nastro d’Argento).
Senza dimenticare una grande amicizia e collaborazione (Il nascondiglio, Il figlio più piccolo, Con il sole negli occhi) con altri due importanti fratelli del cinema italiano, Pupi e Antonio Avati, che dodici mesi fa hanno festeggiato a Mangiacinema cinquant’anni di carriera.

L’arte contemporanea entra in cantina a Terra Argillosa




Innovativo progetto di ospitalità, arte e cultura sui colli di Offida. Inaugurata la prima di una serie di opere che andranno a formare una collezione permanente tra vigna e cantina. Ispirate al territorio, sono realizzate da artisti emergenti ospitati nel corso del tempo


Una collezione permanente di opere d’arte ospitata tra vigne e cantina per gustare e condividere quotidianamente sensibilità e creatività diverse ispirate alla natura e all’essenza del luogo: è stato inaugurato nei giorni scorsi a Offida (Ascoli Piceno) l’innovativo progetto “Terra Argillosa Arte contemporanea”.

Si tratta un percorso di vino, cultura e ospitalità fortemente legato al territorio ideato dall’azienda agricola biologica Terra Argillosa, evoluzione di PS Winery, e curato da Matilde Galletti, destinato a crescere anno dopo anno grazie al coinvolgimento di alcuni giovani artisti emergenti chiamati a esprimere il proprio talento lasciandosi ispirare liberamente dalle atmosfere, dalle tradizioni e dalle persone che formano l’unicum irripetibile del luogo.

Terra Argillosa Arte contemporanea è la strada che abbiamo scelto per dare voce agli spazi della cantina, al vigneto e alla nostra terra – raccontano Raffaele Paolini e Sara Tirabassi, marito e moglie titolari di Terra Argillosa – e per crescere come azienda e famiglia condividendo la bellezza che ci circonda con chi si presenta ogni giorno alla nostra porta. Nei prossimi anni continueremo a ospitare periodicamente giovani artisti emergenti per ascoltarne il racconto del territorio in cui viviamo attraverso la loro personale visione e creatività. Le loro opere troveranno spazio all’ombra della bottaia, tra i filari di Pecorino e Montepulciano, nella sala degustazione e in tutti quegli spazi aperti al pubblico in cui trascorriamo la maggior parte del nostro tempo”.

La prima opera della mostra permanente, inaugurata sabato scorso, è “Gemma speronata” di Claudio Corfone, un’installazione realizzata con tubi di neon e un telo che, ispirandosi alla vite a cordone speronato e giocando con i colori giallo, arancione e ciclamino, richiama nello scorrere delle stagioni in campagna la cura e la protezione di una gemma metaforica e simbolica da cui tutto nasce. L’opera, collocata all’interno della sala degustazione, sarà sempre visitabile durante gli orari di apertura della cantina.

Claudio Corfone (Foggia, 1985) vive e lavora a Milano. Dopo gli studi di scenografia e arti visive all’Accademia di Belle Arti di Brera e la partecipazioni a successivi workshop in Italia e all’estero, ha iniziato a esporre i propri lavori nel 2013 ricevendo riconoscimenti (Premio Santa Croce Grafica nel 2015) e dando vita a mostre e progetti artistici in varie regioni italiane.

IL GRUPPO VERONAFIERE ACCELERA IN BRASILE: QUATTRO EVENTI NEI PROSSIMI DUE MESI Le manifestazioni sono dedicate ai settori del marmo, del vino, dell’industria metalmeccanica e dell’edilizia

Verona, 23 luglio 2019 - Si preannunciano due mesi ad alta intensità per Veronafiere Do Brasil, la società controllata dal gruppo Veronafiere che fa da avamposto nel mercato del Sud America per il settore lapideo, il mondo del vino, la metalmeccanica e l’edilizia. All’indomani dello storico accordo commerciale raggiunto tra Unione Europea e i Paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay), Veronafiere consolida la propria presenza in Brasile con quattro eventi in calendario tra agosto e settembre.

Già oggi l’Ue rappresenta il principale partner commerciale del blocco sudamericano: le esportazioni europee verso quest’area hanno raggiunto i 45 miliardi in valore nel 2018, mentre le importazioni hanno toccato quota 42,6 miliardi. E i numeri, proprio in virtù della nuova intesa, sono destinati a crescere.
“L’America latina rappresenta un mercato dalle grandi potenzialità, in particolare alla luce del nuovo accordo Ue-Mercosur, raggiunto dopo quasi vent’anni di trattative e non senza polemiche”, spiega Maurizio Danese, presidente di Veronafiere. “Tramite le attività della società controllata Veronafiere Do Brasil il nostro gruppo continua a rafforzare la propria presenza in questa regione nell’ottica di una sempre maggiore internazionalizzazione”. Una presenza, come sottolinea Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, “che si conferma di grande trasversalità, interessando settori molto diversi. La nuova intesa tra Ue e Mercosur, sebbene presenti alcuni profili di criticità in tema di tutela dei nostri prodotti agroalimentari, diventa tuttavia strategica: si stima, infatti, che le imprese europee risparmieranno oltre 4 miliardi di euro all’anno grazie alla rimozione di gran parte dei dazi sulle esportazioni in quest’area, che conta oltre 280 milioni di persone”.

A Vitoria, capitale dello Stato di Espìrito Santo, Veronafiere Do Brasil organizzerà dal 6 all’8 agosto le manifestazioni Mec Show – Salone della metalmeccanica, dell’energia e dell’automazione, ed Expo Construções – Fiera delle costruzioni. Mec Show è considerato l’appuntamento più importante per il settore industriale di Espìrito Santo con i suoi 150 espositori nazionali e oltre 13mila visitatori altamente qualificati in arrivo dal Brasile e dagli altri Paesi del Sud America, ma anche da Stati Uniti, Francia e Norvegia. Expo Construções è invece dedicata ai professionisti dell’edilizia, settore in continua crescita in Brasile, e conta un centinaio di aziende espositrici e oltre 5mila visitatori tra impresari edili, responsabili acquisti, architetti, ingegneri. Non poteva poi mancare il tradizionale appuntamento con Cachoeiro Stone Fair - Fiera internazionale del marmo e del granito, arrivata alla trentesima edizione: ad ospitarla, dal 27 al 30 agosto, sarà la città di Cachoeiro de Itapemirim, riconosciuta come il più importante polo di lavorazione e distribuzione di marmo, granito e pietra naturale dell’America latina. Oltre 200 aziende presenteranno le più recenti novità del settore lapideo a una platea di 16mila visitatori da tutto il Brasile e da altri 18 Paesi.

Dal marmo si passa poi al vino e all’enomeccanica con la seconda edizione di Wine South America, in programma dal 25 al 27 settembre a Bento Gonçalves, sempre nello Stato di Espìrito Santo. Un evento che ha l’obiettivo di legare, nel nome del vino, l’America latina con l’Europa: da una parte le esportazioni dei Paesi produttori verso il Mercosur, dall’altra la creazione di joint venture e collaborazioni tra aziende brasiliane e italiane. Il Brasile è infatti il primo importatore di vino tra i Paesi emergenti, per un valore di 325 milioni di euro nel 2017, ma finora la quota italiana, sebbene sia in aumento, è ferma tra il 10 e il 15%: le potenzialità di crescita per le imprese del Belpaese sono quindi altissime.  

 

La Società Umanitaria di Alghero presenta “Cinema delle terre del mare. Festival itinerante per cinefili in movimento” Dal 30 luglio al 9 agosto ad Alghero

in collaborazione con
Fondazione Sardegna Film Commission,
Assessorato regionale alla Cultura, Comune di Alghero,
Fondazione Alghero 

 Sabato 27 luglio, ore 21.30 - Piazza Juharia 
Anteprima del festival con installazione di Marco Velli e proiezione di
Tempi Moderni di Charlie Chaplin,
sonorizzazione live di Raimondo Dore
Tutto pronto per la nuova edizione di “Cinema delle terre del mare – Festival itinerante per cinefili in movimento”, l’evento realizzato dalla Società Umanitaria di Alghero in collaborazione con l’assessorato regionale alla Cultura, il Comune di Alghero e la Fondazione Alghero, e con il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission.
Primo appuntamento sabato 27 luglio ad Alghero con l’anteprima dell’edizione 2019 del festival. A partire dalle 21.30, la piazza della Juharia si trasforma in una scatola magica capace di riportare il pubblico indietro nel tempo. Grazie all’installazione ideata e curata dal giovane scenografo, regista, costumista e performer Marco Velli, sarà possibile entrare nel mondo in bianco e nero di Charlie Chaplin, in particolare dentro il più lucido, profetico, tenero e amaro dei suoi film, Tempi Moderni.
Velli - laureato all’Accademia di Belle Arti di Brera, collabora agli allestimenti di importanti spettacoli teatrali rappresentati in tutta Italia, e con artisti del calibro di Antonio Marras, Lella Costa e Marco Baliani – ha immaginato una scenografia ispirata a quella originale del film, essenziale per esprimere il messaggio d’amore di Chaplin nei confronti dell’uomo, contro la società e le sue macchine: l’eterna lotta tra gli uomini e gli oggetti è esasperata dalla presenza ingombrante degli ingranaggi, che nel film sono sia il punto di partenza per gli slanci comici di Charlot, sia il simbolo del pericolo che incombe.
Dentro questo microcosmo in bianco e nero, proprio come si faceva all’epoca di Chaplin, la proiezione delle immagini del film sarà accompagnata dal vivo dalle improvvisazioni sonore di Raimondo Dore, polistrumentista e compositore che ha collaborato con molti grandi della musica classica e del jazz. Rispettando la bellezza delle musiche volute dall’autore e accettando un rapporto fisico di musica e immagini di grande complessità, Dore – che ha composto ed eseguito colonne sonore per documentari RAI e per il corto “I Sentieri della foresta” - troverà al pianoforte temi nuovi per rispecchiarsi dentro il delicato intrigo del film, che più di tutti ha saputo anticipare la spietatezza dell’epoca moderna.
Una grande sarabanda dello spirito umano fatta di gioie, di cadute e dell’intensità della bellezza del vivere.

 DA MARTEDI' 30 LUGLIO A GIOVEDI' 9 AGOSTO AL VIA LA NUOVA EDIZIONE DEL FESTIVAL  
Archiviata l’anteprima di sabato, l’appuntamento con Cinema delle terre del mare è per martedì 30 luglio, giorno del taglio del nastro per questa nuova edizione, che andrà in scena tutte le sere sino a venerdì 9 agosto.
Ben 12 giorni di festival su spiagge mozzafiato e altri luoghi incantevoli, con pellicole indipendenti, grandi classici, b-movies e proiezioni per ragazzi, per un totale di 26 film da tutto il mondo, con anteprime regionali e nazionali, circa 40 ospiti italiani e internazionali. E ancora tavole rotonde, il grande fumetto contemporaneo, concerti e dj set d’autore negli scenari più suggestivi della Riviera del Corallo.
Programma completo disponibile sul sito: www.umanitaria.it/cinema-delle-terre-del-mare/
 LA STORIA: ALGHERO CITTÀ DEL CINEMA  
Cinema delle terre del mare è un progetto firmato dalla Società Umanitaria di Alghero che riannoda i fili della memoria guardando agli anni '60 e '70, al periodo del Meeting internazionale del Cinema quando la città catalana era una delle capitali europee del cinema internazionale. Un’epoca d’oro in cui in Riviera non ci si stupiva di incontrare Liz Taylor o Roger Moore, di imbattersi nell’ultima produzione di Carlo Lizzani o di Francis Ford Coppola. Ma Cinema delle terre del mare non è un festival che vive di vecchi ricordi, è anzi fortemente proiettato nel futuro con l’obiettivo di rilanciare Alghero come città del Cinema in Sardegna

 GLI OSPITI E LE CONTAMINAZIONI: IL FESTIVAL IN PILLOLE 
Cinema delle terre del mare è da sempre un festival aperto e inclusivo, che ama spaziare tra i generi e le arti. Ogni giorno, a partire dalle 18, si potrà assistere a opere indipendenti su temi sociali nella categoria Indie; agli storici film che hanno visto l’isola come set naturale nella categoria Sardinia B movie; agli incontri sulle più celebri colonne sonore con Soundtracks; e poi il cinema rivolto ai ragazzi e alle ragazze nella sezione Young Adult; e infine le proiezioni in spiaggia, dopo il tramonto, per la categoria Night on earth. Spazio anche alle tavole rotonde con Stories: approfondimenti e focus con ospiti e addetti ai lavori.

Tra gli appuntamenti di un cartellone ogni giorno ricco di spunti, si distingue la proiezione di “Formentera Lady”, per la prima volta in Italia grazie agli schermi di Cinema delle terre del mare. Il film diretto dal regista valenciano Pau Durà racconta la storia di Samuel, vecchio hippie che dagli anni ’70 porta a casa la giornata come menestrello nelle bettole di Formentera. La visita di sua figlia Anna lo costringerà a fare i conti con il tempo che passa in una storia sempre sul crinale tra dramma e commedia. Ospite della serata, in programma venerdì 2 agosto a partire dalle 22 alla spiaggia Maria Pia, il produttore David Ciurana

Un incontro tutto al femminile, invece, quello in programma sabato 3 agosto sempre alla spiaggia Maria Pia: Ragazze la vita trema è il titolo del forum con alcune tra le più importanti fumettiste italiane affermate ed emergenti. Saranno protagoniste Cristina Portolano, napoletana classe ’86 pluripremiata per i suoi lavori di graphic journalism e di racconto a fumetti; Silvia Rocchi, 33enne pisana che ha esordito con le biografie a fumetti di Alda Merini e Tiziano Terzani per approdare poi a Rizzoli, con cui ha pubblicato “Brucia”, la sua prima graphic novel; e Josephine Yole Signorelli, in arte “Fumettibrutti”, il nuovo grande fenomeno del fumetto italiano nato sul web: catanese classe ’91, ha recentemente esordito per Feltrinelli Comics con “Romanzo esplicito”.

Un’altra importante tavola rotonda è quella fissata per venerdì 2 agosto come unico appuntamento mattutino del festival: alle 11,30 a Lo Quarter si parlerà di “Lavori in corso. Forum sul nuovo cinema indipendente sardo”, con la regista Stefania Muresu e i registi Daniele Atzeni, Stefano Deffenu, Antonio Maciocco e Marco Antonio Pani. Un’occasione per scoprire in anteprima i film che verranno, i progetti cinematografici ancora da realizzare.

Ma Cinema delle terre del mare è anche un festival di contaminazione tra le arti, come testimonia lo spettacolo “Andante sul mare” di Moreno Solinas e Igor Urzelai, una performance di danza contemporanea in anteprima nazionale, in scena al Centro di Accoglienza Vel Marì giovedì 8 agosto, a partire dalle 20. Uno spettacolo che è un invito a fermarci, a rallentare, a notare il tempo che passa e l'attenzione che fluttua. Una chiamata dal mare, un lento abbandono della terraferma, un immaginare cosa significhi sparire in quel profondo, un andare incontro a chi sta sull'altra sponda.

Ampio e di qualità anche lo spazio riservato alla musica: tra dj-set d’autore e concerti ecco in evidenza il Tormentone live di Scarda, in programma mercoledì 7 agosto dalle 20 al parco di Porto Conte. Cantautore calabrese trapiantato a Roma, Scarda deve proprio al cinema il suo esordio discografico, grazie alla colonna sonora della fortunata trilogia di “Smetto quando voglio”, che gli è valsa una candidatura ai David di Donatello per la miglior canzone originale. Reduce dalla recente pubblicazione del sue terzo disco, il musicista ha da poco tagliato il traguardo dei 100 mila ascoltatori mensili su Spotify.
 LUOGHI E TERRITORIO: UN FESTIVAL ITINERANTE 
Il rapporto con il mare e il legame con il territorio sono due dei temi centrali di Cinema delle terre del mare. Da qui la necessità di essere un festival itinerante che ogni giorno esplora e racconta i suoi luoghi d’elezione. Nascono così gli itinerari cine-turistici, nati lo scorso anno da un'idea della Società Umanitaria in  collaborazione con A S'Andira (Agenzia di servizi per il turismo culturale in Sardegna).
Il progetto farà scoprire ai visitatori le tracce di un passato illustre con una visita guidata che lega la storia del territorio a quella del cinema. Due i movietour in programma, durante i quali i partecipanti saranno accompagnati nei luoghi che hanno fatto da sfondo ai grandi film, o che hanno ospitato manifestazioni cinematografiche e televisive importanti come il Meeting Internazionale del Cinema.

Martedì 30 luglio sarà la volta dell’itinerario urbano, con partenza dallo Scalo Tarantiello per una passeggiata cinematografica in città sulle tracce Richard Burton e della leggendaria e controversa figura del bandito sardo Graziano Mesina, raccontata nei film "Barbagia. La società del malessere" e "I protagonisti".
Mercoledì 7 agosto il viaggio toccherà invece alcune tra le più belle località del litorale: da Porto Conte a Capo Caccia sulle orme di James Bond, che interpretato da Roger Moore con Barbara Bach nel ruolo della spia sovietica Anya Amasova, ha dato vita sulla litoranea a uno degli inseguimenti più spettacolari della storia del cinema. Un itinerario che evoca anche la straordinaria Liz Taylor de “La scogliera dei desideri”.

Agli itinerari turistici si aggiungono le tappe delle proiezioni, ogni giorno diverse. E allora diventeranno cinema le splendide spiagge Rafael, Hermeu, Rosanna, Lazzaretto e Vel Marì; diventerà cinema il Mirador Giuni Russo, con la sua vista mozzafiato su tutta la Rada di Alghero, passando dal centro storico e guardando sino a Capo Caccia, dove tutto è cominciato cinquant’anni fa.

 CULTURA E IMPRESA: DAL TURISMO ALL’INDUSTRIA CINEMATOGRAFICA 
Cinema delle terre del mare è una manifestazione che crede nella cultura anche come motore economico per il territorio, grazie all’indotto turistico che è in grado di generare ma anche, e soprattutto, grazie alla possibilità che il festival offre a registi, autori e produttori di riscoprire la Sardegna come un grande set cinematografico a cielo aperto. Fondamentale in questo senso è la collaborazione con la Fondazione Sardegna Film Commission, ente di governance regionale per il potenziamento della filiera audiovisiva in Sardegna, che interviene nel festival organizzando per gli ospiti degli speciali location scouting alle scoperte di luoghi, comunità e beni artistici materiali e immateriali. Attività consueta per la Fondazione, che opera su tutto il territorio regionale per far conoscere l’isola nei suoi aspetti più inconsueti e originali alle produzioni nazionali e internazionali interessate a girare in Sardegna, attraendo talenti e capitali di investimento. La missione della Sardegna Film Commission incontra quindi l’impegno della Società Umanitaria di Alghero, che beneficia  anche del sostegno dell’assessorato regionale alla Cultura, del Comune di Alghero e della Fondazione Alghero.

lunedì 22 luglio 2019

A Gambettola torna la festa dei sapori romagnoli “A suon di passatelli”




Dopo il successo dello scorso anno, appuntamento al Parco Fellini giovedì 25 luglio con passatelli, vini e birre artigianali e il concerto de Il Cantiere Rock Agricolo


Una grande festa di sapori romagnoli in una serata di mezz’estate ricca di gusto, musica e spensieratezza: al Parco Fellini di Gambettola giovedì 25 luglio torna l’attesissima festa “A suon di passatelli”.

Protagonisti della seconda edizione dell’evento organizzato da ASPASSO Buona Romagna insieme alla cooperativa Idea di Gambettola, con il patrocinio del Comune di Gambettola, saranno ovviamente i passatelli romagnoli e altre golosità di ASPASSO, il food truck che porta in giro su quattro ruote la passione per i piatti della tradizione romagnola e da fine aprile ha inaugurato un locale stabile proprio all’interno del parco di via Sopra Rigossa 785.

Dalle ore 19 si potrà cenare all’interno del parco su tavoli o coperte in modalità pic-nic scegliendo tra piatti di passatelli e piadina fritta in differenti gustose versioni da abbinare a birre artigianali del birrificio Mazapegul, o a una selezione di vini di Italia nel Bicchiere, con la possibilità di menù bimbi e bibite analcoliche.

La colonna sonora della serata sarà firmata dalla band Il Cantiere Rock Agricolo, che dalle ore 21.30 salirà sul palco per intrattenere tutti con originali canzoni rock in dialetto, spaziando dai brani del loro primo cd “Gatulen” uscito nel 1993 alle canzoni più recenti fino al brano inedito “A mò d’andé a cà” scritto in collaborazione con Maurizio Balestra. e le cover di brani conosciuti rivisitati in chiave agricola. Come da tradizione la band alternerà alle canzoni originali alcuni siparietti divertenti.

A impreziosire la serata sarà la mostra en plein air delle meravigliose tende da spiaggia dell’antica Stamperia Pascucci di Gambettola con i disegni del maestro Ilario Fioravanti dedicata al magico mondo del circo. L’esposizione delle opere della storica bottega artigianale, dal 1826 uno dei simboli più autentici della Romagna con le sue creazioni che uniscono tradizione e creatività, rimarrà allestita all’interno del Parco Fellini fino alla fine di luglio.

L’ingresso al parco è libero e aperto a tutti. Si consiglia di portarsi una coperta.
Per informazioni: tel. 351 9956313 o info@aspassofood.it.

La luce e i silenzi: Orazio Gentileschi e la pittura caravaggesca nelle Marche del Seicento a cura di Anna Maria Ambrosini Massari e Alessandro Delpriori 2 agosto – 8 dicembre 2019 Pinacoteca Civica Bruno Molajoli Fabriano (AN)




La Regione Marche, il Ministero per i Beni e le Attività culturali, il Comune di Fabriano e Anci Marche presentano la mostra La luce e i silenzi: Orazio Gentileschi e la pittura caravaggesca nelle Marche del Seicento a cura di Anna Maria Ambrosini Massari e Alessandro Delpriori, che coinvolgerà non solo la Pinacoteca Civica Bruno Molajoli di Fabriano, ma anche due evidenze storico-artistiche molto importanti della città, il Duomo e la Chiesa di San Benedetto.

L’esposizione fa parte del progetto Mostrare le Marche, nato dal protocollo d’intesa fra la Regione, il Mibac, l’Anci Marche, la Conferenza Episcopale e i Comuni di Macerata, Ascoli Piceno, Fermo, Loreto, Matelica e Fabriano per promuovere la conoscenza e lo sviluppo dei territori colpiti dal sisma del 2016. La mostra è l’ultima di un ciclo di 5 grandi mostre che hanno già interessato le città di Loreto, Macerata, Ascoli Piceno, Fermo, Matelica. Ora è Fabriano e il suo territorio a raccontare un altro grande artista - Orazio Gentileschi - che lavorò e soggiornò nelle Marche nel secondo decennio del Seicento, puntando i riflettori sulla sua attività marchigiana con importanti scoperte, confronti, anche inediti, e un ulteriore approfondimento del rapporto di Gentileschi con Caravaggio e l’influenza che questo suo caravaggismo ebbe sulla regione.

Fabriano, per la sua posizione e la sua storia è universalmente riconosciuta come osservatorio speciale e privilegiato sui fatti artistici che, a partire dalle Marche, hanno avuto poi un impatto ben più vasto. Dopo l’esposizione su Gentile da Fabriano nel 2006 e il prestigioso riconoscimento ricevuto dall’Unesco, la città ospita un’altra grande mostra sulla figura e l’attività di Orazio Gentileschi, pittore commovente, caravaggesco elegiaco e limpido, che rivela uno speciale focus nel momento fabrianese e marchigiano.

La mostra infatti riunisce i capolavori realizzati tra Ancona (1606-1607), con quelli del periodo fabrianese (1613-1619),  la sublime Circoncisione e Fabriano, con La Vergine del Rosario oggi nella Pinacoteca Civica, la Visione di Santa Francesca romana oggi a Urbino (Galleria Nazionale delle Marche), l’intensa Maddalena per l’Università dei Cartai, nucleo di una stanza tematica in cui Gentileschi viene messo a confronto con Guerrieri, il grande caravaggesco marchigiano cui è riservata una mostra nella mostra, Baglione, Turchi, Valentin, Vouet, Cagnacci e molti altri.
Infine, le opere della Cattedrale di San Venanzio, tra cui la Crocefissione, e della Chiesa di San Benedetto, contesti ricchissimi, sono parte integrante del progetto e del percorso espositivo e riflettono, a gradazioni diverse, la conversione caravaggesca dell’artista.

Quest’ultima rappresenta un tema focale della mostra e di grande suggestione, la cui analisi viene proposta per la prima volta in relazione alle Marche, terra dove Caravaggio è grande assente in quanto ad opere, se pur documentate, ma presentissimo nel lascito di Gentileschi e compagni.
La mostra, anche grazie a novità di opere e documenti, alcuni sorprendenti, sia per quanto riguarda Gentileschi che per altri protagonisti, allarga l’indagine sul territorio per gettare luce su incontri, incroci e incidenze dei numerosi artisti che, nel ‘raggio di Caravaggio’, ne hanno diffuso la dirompente novità in territorio marchigiano.

Una novità-curiosità accattivante, che si deve alla giovane ricercatrice di Sassoferrato Lucia Panetti è quella che riconosce il volto di Artemisia, nota figlia del pittore e grande pittrice, all’epoca quattordicenne, nella Circoncisione di Ancona: tra gli angeli nel cielo il suo ritratto è nelle vesti di Santa Cecilia che suona l’organo portativo.

Si riuniscono in questa occasione brani altissimi del filone caravaggesco nelle Marche, a partire dalle opere del protagonista marchigiano per eccellenza del settore, Giovan Francesco Guerrieri al quale è riservata particolare attenzione, quasi una mostra nella mostra, e altrettanto rilievo avrà l’opera del romano Giovanni Baglione, folgorato da Caravaggio del quale diventerà poi acerrimo nemico, artista che fu molto attivo per le Marche.
Notevoli e diversificate le presenze che mostrano la fatale influenza del genio del Merisi anche in questa parte d’Italia: da Alessandro Turchi a Valentin de Boulogne, da Bartolomeo Manfredi ad Antiveduto Gramatica, da Giovanni Serodine ad Angelo Caroselli, fino a Carlo Bononi, la cui pala realizzata per il monastero delle clarisse cappuccine ed oggi a Brera, tornerà per la prima volta a Fabriano dopo le spoliazioni napoleoniche del 1811.  

La mostra vuole anche dimostrare come ci siano state presenze altrettanto preziose tra coloro che hanno fatto da contrappunto alla diffusione del linguaggio caravaggesco, mostrandone l’impatto ma con un’inflessione più classicista, tra Bologna e Roma, come in Giovanni Lanfranco, Simone Cantarini, Guido Cagnacci, Giuseppe Puglia, Girolamo Buratti o nel dibattersi di due anime e due epoche, come in Pomarancio, Andrea Lilli e Filippo Bellini.

L’esposizione La luce e i silenzi: Orazio Gentileschi e la pittura caravaggesca nelle Marche del Seicento ha voluto instaurare un rapporto forte con il territorio e con il caravaggismo che attraversò la regione, per questo rappresenta un’occasione unica per ammirare opere emblematiche di un momento fra i più memorabili della storia dell’arte, con uno slancio verso la modernità mai visto prima, che ha aperto la porta alle emozioni, alla loro forza vitale e drammatica, al loro dibattersi profondo che è ancora il nostro.

La mostra si avvale di un prestigioso comitato scientifico, del quale fanno parte alcuni dei massimi esperti dell’argomento, tra cui Gianni Papi, Daniele Benati, Raffaella Morselli e Keith Christiansen.

Con il biglietto della mostra inoltre sarà possibile visitare fino al 3 novembre anche un’altra esposizione in corso a Camerino Dalla polvere alla luce: l’arte recuperata promossa dall’Arcidiocesi di Camerino - San Severino Marche e dal Comune di Camerino e realizzata con il contributo della Regione Marche. La mostra è allestita in parte nella Chiesa del Seminario, unica chiesa agibile di Camerino, e in parte nell’adiacente deposito attrezzato “Venanzina Pennesi”, che è aperto al pubblico per l’occasione grazie al finanziamento della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Marche. È un piccolo, ma preziosissimo spazio dove sono state accolte e rese fruibili circa trenta opere, recuperate grazie anche ai Carabinieri del Nucleo Tutela Beni Culturali e ai Vigili del Fuoco, che si sono adoperati con tenacia e determinazione per mettere in salvo le opere d’arte della città di Camerino e del territorio dell’Arcidiocesi.

CALICI DI STELLE: MONTE ZOVO CELEBRA LO SBARCO SULLA LUNA

Venerdì 2 agosto l'Azienda Agricola di Caprino Veronese organizza una serata in cantina tra calici e telescopi, ricordando i 50 anni dallo sbarco sulla Luna
Una passeggiata impressa nella storia, quella di Neil Armstrong sul satellite terrestre il 20 luglio 1969. Venerdì 2 agosto dalle ore 20.00 l'Azienda Agricola Monte Zovo celebrerà il cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla Luna con un evento in cantina che coniugherà sapori e astronomia. La manifestazione rientra nella rassegna Calici di Stelle ideata dal Movimento Turismo Vino, che per la notte di San Lorenzo promuove centinaia di appuntamenti in tutta Italia in una formula che unisce la filosofia del buon bere al mondo dell'arte e della cultura. Il 2 agosto i presenti potranno degustare una selezione di vini Monte Zovo in abbinamento a burger gourmet scelti e preparati da Oblò Comfort Food Verona. Tra un assaggio e l'altro, si potranno visitare i diversi locali della cantina in un'inedita veste 'astrale', pensata e allestita dall'associazione scientifico-culturale EmpiricaMente. Dalla terrazza affacciata sull'anfiteatro morenico che circonda la tenuta Monte Zovo, si potranno osservare al telescopio Giove e Saturno. In barricaia, invece, si potrà ammirare la volta celeste grazie al planetario Discovery. Il tutto sotto la guida di esperti astrofili che accompagneranno il pubblico in un vero e proprio viaggio dalle vigne allo spazio. Anche il dress code della serata sarà a tema lunare, con la richiesta di indossare un abito o un accessorio di color argento.
INFO IN BREVE | Calici di stelle
Quando: venerdì 2 agosto 2019, anche in caso di maltempo
Dove: Azienda Agricola Monte Zovo, località Zovo, 23, Caprino Veronese (VR)
Orario: ingresso previsto dalle 20.00 alle 20.30, chiusura alle 23.30. I burger verranno serviti dalle 20.30 alle 22.00
Ingresso: il costo del biglietto è di 30 euro, comprensivo di due burger gourmet, due calici di vino, itinerario allestito a tema per la serata e proiezione a semisfera nel planetario Discovery di circa 30 minuti. Acquistando il biglietto su Eventbrite entro il 26 luglio il costo è di 25 euro
Bambini: il prezzo d'ingresso per i minori di 18 anni è di 15 euro. Solo i maggiorenni hanno accesso alle degustazioni
Per info e prenotazioni: ospitalità@montezovo.com

14-15 settembre 2019 Festival Franciacorta in Cantina



Torna il Festival del Franciacorta in Cantina, l’imperdibile appuntamento per gli amanti del bello e del buono che avranno l’occasione di trascorrere un rilassante weekend alla riscoperta dei luoghi dove nasce il Franciacorta. Sabato 14 e domenica 15 settembre, le cantine apriranno le porte per accogliere chiunque vorrà degustare le varie tipologie di Franciacorta e divertirsi in compagnia vivendo un’esperienza unica.

Giunta alla sua decima edizione, la kermesse non cessa di sorprendere, con proposte coinvolgenti e una ricca offerta di iniziative dedicate all’intrattenimento e all’approfondimento enogastronomico e culturale. Un appuntamento quindi adatto a tutti: dagli enoappassionati, che potranno partecipare a verticali e degustazioni a tema, agli amanti del buon cibo, che godranno delle gustose proposte di ristoratori locali e chef, tra tradizione e innovazione. Ampio spazio sarà dedicato agli sportivi, che potranno avventurarsi tra i vigneti e le colline facendo trekking e percorrendo itinerari a piedi o in bicicletta, così come alle famiglie che avranno la possibilità di divertirsi con iniziative ludiche e pic-nic nella natura. Non c’è poi occasione migliore per perdersi tra i molteplici luoghi di interesse storico, i castelli, i monasteri e i musei che costellano la Strada del Franciacorta dove i cultori dell’arte avranno solo l’imbarazzo della scelta tra affascinanti borghi, abbazie e ville immerse nel verde.

Una proposta ricca, che attira sempre più visitatori da tutta Italia, per i quali sono stati pensati pacchetti turistici ad hoc con proposte di soggiorno per il weekend in combinazioni di ogni tipo tra cantine, agriturismo, hotel, ristoranti e trattorie. Per coloro che visitano la Franciacorta per la prima volta, o per chi vuole girarla in comodità, sono disponibili anche dei bus tour gratuiti della durata di tre ore circa, che partendo da Rovato fanno sosta da alcuni produttori accompagnati da una guida turistica che racconterà il territorio.

Il punto di ritrovo principale saranno ovviamente le cantine, che per i loro ospiti hanno ideato eventi originali e fantasiosi. La prenotazione delle visite è obbligatoria contattando direttamente le cantine. Gli orari di apertura, salvo diverse indicazioni, saranno dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 19.00.

Per scoprire quale itinerario è più adatto alle proprie esigenze e passioni, è a disposizione dei visitatori il nuovo sito www.festivalfranciacorta.it, dove ciascuno può  trovare il percorso ideale.

Il nuovo sito nasce con l’intento di fornire una guida per esplorare il territorio, semplice da utilizzare e sempre a portata di mano! La scoperta dei luoghi e degli eventi che rendono unica la Franciacorta sono alla base della navigazione, che è stata pensata appositamente per semplificare e personalizzare questa esperienza, in modo intuitivo. Per far sì che i visitatori possano identificare l’itinerario più adatto ai loro interessi e passioni, festivalfranciacorta.it è stato arricchito con una funzionalità “gaming”. In apertura, infatti, il sito presenta un mini-questionario, che attraverso un semplice swipe right o left, consente all'utente di costruire il suo itinerario perfetto in Franciacorta.

Ogni itinerario contiene diverse tappe: cantine, ristoranti e alberghi. Tutto il necessario per visitare la Franciacorta, scoprire posti nuovi e non annoiarsi mai!

10 itinerari per 10 diverse "personalità", pensati appositamente per chi è più amante della natura, per chi cerca l'avventura, per i wine-lovers naturalmente, per chi desidera godersi un po' di relax con la famiglia.

@franciacorta

Le 64 cantine aderenti al Festival Franciacorta in cantina
1701 - Abrami Elisabetta - Alberelle - Antica Fratta - Azienda Agricola Fratelli Berlucchi - Barboglio De Gaioncelli - Bariselli Gabriella - Barone Pizzini - Bellavista - Berlucchi Guido - Bersi Serlini - Biondelli – Boccadoro - Bonfadini - Bosio - Ca’ Del Bosco - Ca’ D’or - Castello Bonomi Tenute In Franciacorta – Castello Di Gussago La Santissima - Castelveder - Cavalleri – Clarabella - Colline Della Stella Di Arici Andrea - Contadi Castaldi - Corte Aura – Corte Fusia - CorteBianca - Derbusco Cives - Faccoli Lorenzo - Ferghettina – IBarisèi - Il Dosso - La Costa Di Ome - La Fiòca - La Fiorita - La Montina – La Riccafana di Riccardo Fratus - La Torre - Lantieri De Paratico – Le Cantorie- Le Marchesine - Lovera - Majolini - Marchesi Antinori Tenuta Montenisa - Marzaghe – Massussi Luigi - Mirabella - Monte Rossa - Mosnel - Pian Del Maggio – Plozza Ome - Quadra - Ricci Curbastro - Romantica - Ronco Calino - San Cristoforo - Tenuta Ambrosini - Tenuta Montedelma - Tenuta Moraschi - Turra - Uberti - Ugo Vezzoli – Villa Crespia - Villa Franciacorta

I buoni motivi per vivere l’estate nella Sicilia de Le Soste di Ulisse




Terrazze con viste mozzafiato e piscine, bellezze naturali e luoghi storici, piatti gourmet e vini da degustare in luoghi unici. L’Associazione Le Soste di Ulisse, con i suoi 47 membri tra ristoranti gourmet, charming hotel e pasticcerie storiche collocati nei luoghi più suggestivi dell’isola, propone numerosi buoni motivi per scegliere di visitare la Sicilia durante le vacanze estive.

Palermo, 22 luglio 2019 – Una meta estiva che non può che mettere d’accordo tutti: la Sicilia. Che si voglia godere del dolce far niente di fronte a un mare scintillante o andare alla scoperta della sua antichissima storia, godere della natura mediterranea o della cucina isolana, la Sicilia è il posto ideale. Sono tantissimi i luoghi magici di quest’isola, distribuiti tra i suoi tre storici valli: Val di Noto, Val Dèmone e Val di Mazara. Visitarli scegliendo l’ospitalità delle strutture associate a Le Soste di Ulisse è un’occasione per completare l’esperienza nel modo più autentico, con la possibilità di organizzare il proprio Grand Tour all’insegna dell’ospitalità siciliana.

Resort con viste mozzafiato, piscine e terrazze sul mare lungo coste e promontori caratterizzati da bellissime spiagge e scogli, o ancora, immersi nei tipici paesaggi dell’entroterra siciliano o sulle isole. Da qui godere del tramonto o di cieli stellati lontani dalle luci delle grandi città ha un sapore unico; un sogno per gli amanti del relax e di un lusso dal carattere mediterraneo. Terra ambita da fenici, greci, saraceni, romani, normanni, spagnoli e francesi, ogni angolo della Sicilia ha vicende da raccontare. Un crocevia di culture che si ritrova tra antichi insediamenti fenici, templi dorici o palazzi e chiese in stile Barocco. Il paesaggio siciliano, tanto bello quanto vario, offre aree interne brulle e quasi selvagge, parchi e riserve naturali, paesaggi vulcanici e isole incantevoli, tutti luoghi che racchiudono in sé i vividi colori e le luci del Mediterraneo. Bellezze storiche, artistiche e architettoniche, tradizione e folklore unici oltre a un’atmosfera e un’ospitalità tipica siciliana ben rappresentata in tutte le location de Le Soste di Ulisse. Per gli appassionati della cucina gourmet, del buon vino, della pasticceria siciliana, quest’isola è un ‘continente’ tutto da scoprire attraverso una ristorazione di altissima qualità, anche stellata. Piatti che hanno in sé tutto il carattere della tradizione, realizzati con materia prime di eccellenza da chef di altissimo livello. Possibilità di soggiornare in wine resort che uniscono la tradizione vitivinicola all’ospitalità autentica. Tutto questo contribuisce a rendere unica una visita in terra siciliana, creando un incanto indimenticabile e la voglia di non lasciare una terra che accoglie lo straniero e lo fa sentire a casa.

Come ricorda lo chef bistellato Pino Cuttaia, Presidente de Le Soste di Ulisse, “il ruolo dell’Associazione rispetto al territorio siciliano è di portare e far tornare nella nostra terra sempre più ospiti, profondamente appassionati delle eccellenze di cui siamo artefici, comprese quelle artistiche, storiche, culturali e architettoniche”.
 

sabato 20 luglio 2019

Vino è Musica: in Puglia è festa di sapori, di ceramiche e musica


A Grottaglie(TA) si riaccende la magia. Dal 23 al 27 luglio un fitto programma di eventi intorno alla cultura del vino. Blind tasting, laboratori del gusto, concerti, spettacoli, mostre e la grande competizione artistica “Mondial tornianti”.
Grottaglie si conferma capitale del buon bere e ospita nuovamente Vino è Musica, la rassegna enogastronomica che celebra la cultura, le tradizioni, l’arte, il territorio e i molteplici sapori del Sud Italia. La manifestazione quest’anno compie 10 anni, affermandosi, così, come l’evento enologico di riferimento dell‘estate pugliese.
Vino è Musica per la sua decima edizione ospita oltre 100 aziende vitivinicole provenienti dalla Puglia, Basilicata, Calabria e Campania: due giorni di attività di settore, dedicati ai lavori del blind tasting, e due giorni di attività aperte al grande pubblico nel Quartiere delle Ceramiche, luogo simbolo dell’arte ceramica grottagliese.
Quello che promette il programma di questa edizione a doppia cifra è una ricca e variegata proposta di eventi di alto livello intorno alla cultura del vino.
Si parte con la competizione enoica per l’assegnazione del Premio Vino è Musica. Il 23 e 24 luglio, all’interno della panoramica Sala San Francesco del Monun, nel cuore del centro storico di Grottaglie, si apriranno le attività dedicate al blind tasting: l'evento riservato al confronto dei vini prodotti da vitigni territoriali con la finalità di individuare le etichette che meglio rappresentano le tipicità del vitigno di appartenenza. La commissione tecnica, presieduta dall’assaggiatore internazionale di vini Enzo Scivetti, degusterà“alla cieca le oltre 300 etichette in gara valutandone colore, gusto e profumo e decretando, per ciascuna tipologia, i vini vincitori.
Dal 26 al 27 luglio il programma della rassegna di apre ufficialmente a winelovers e visitatori. Oltre 300 etichette in degustazione sparse tra i percorsi “on the road”, 9 laboratori del gusto sulle panoramiche terrazze delle botteghe ceramiche e 3 enoteche “en plein air. Ma non finisce qui! 5 saranno gli chef che, immersi nel Quartiere delle Ceramiche, tra note jazz, rock e indie di 14 band esclusivamente “made in Puglia”, presenteranno ai tanti winelover la loro rivisitazione di piatti tradizionali, in chiave “street food”, mentre 5 ristoratori del territorio, a loro volta, proporranno i lori abbinamenti nei laboratori di degustazione.
Grande novità per il decimo anno sarà la presenza delle enoteche #Vinoemusica. Tre enoteche dove sarà possibile degustare le migliori produzioni delle aziende: i vini di punta, le etichette di pregio. Confermata la presenza del consorzio di tutela del rosso più famoso di Puglia: il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria che, con le sue associate, sarà presente nell’enoteca a loro riservata. Spazio anche ai vini naturali con un’enoteca “al naturale” dove si potranno degustare i vini dei produttori che hanno partecipato alla prima edizione di “Evoluzione Naturale”: la prima fiera pugliese dedicata proprio ai vini artigianali.
Oltre ai percorsi di degustazione “on the road”, a Vino è Musica si animano anche le terrazze panoramiche delle botteghe dei ceramisti con una serie di laboratori del gusto.  Le sfumature del Primitivo di Manduria tra Terra e Mare, i vini macerati, le espressioni del vitigno di Puglia, l'incontro con altri territori con vitigni autoctoni lucani e campani da scoprire, i vini della Guida Slowine, le Bollicine del nostro Sud. E se questo non bastasse, per la decima edizione la rassegna varca i confini nazionali e, grazie alla collaborazione con il Concours Mondial de Bruxelles, porterà i cinque sensi in un emozionate viaggio intorno al globo alla scoperta dei sapori, dei profumi, dei colori dei vini da vitigni autoctoni selezionati tra quelli vincitori della recente 26° edizione del CBM.
Ma i laboratori di Vino è Musica guardano anche al sociale, presentando un progetto per promuovere l’integrazione lavorativa di persone svantaggiate in contesti protetti. Il 27 luglio nel suggestivo giardino di Casa Vestita, sarà presentato il progetto veneto “Fuori di Campo”. Il progetto di agricoltura biologica nasce con l’obiettivo di favorire uno sviluppo sostenibile dell’ambiente, producendo cibo sano lontano dalle logiche di sfruttamento dei terreni e delle risorse naturali attuando pratiche a basso impatto ambientale nel rispetto del territorio e di chi ci lavora. Ma Fuori di Campo è soprattutto un progetto sociale per promuovere l’integrazione lavorativa di persone svantaggiate in contesti protetti.
La musica accompagnerà il visitatore in questa esplosione di colori, profumi e sapori della terra. Oltre 14 gruppi, dislocati lungo il percorso, amplificheranno il viaggio multisensoriale con note rock, pop, jazz e folk. Attesissimo il cameo di Diodato, che per l’occasione si esibirà in un’inedita versione acustica. Ma c’è dell’altro! La decima edizione della rassegna sarà all'insegna dell'allegria. Il 27 luglio previsto un particolarissimo TG dedicato al food, al wine e all'attualità nazionale ideato e scritto dalla redazione di Lercio.it. Telegiornali ironici, rubriche improbabili e il meglio del repertorio del sito satirico più famoso e amato d’Italia accompagneranno i tanti winelover in uno spassoso viaggio all’insegna dell'informazione, in bilico tra realtà e finzione.
Ma c’è più! Il ricco programma della decima edizione promette ancora grandi emozioni.
Un’area del Quartiere delle Ceramiche sarà dedicata agli incontri. “Direzione a Sud”, allestita come postazione “radio” sarà il luogo dedicato agli approfondimenti, agli incontri e alle discussioni: si parlerà di enoturismo, di promozione del territorio e di case history del mondo del food and wine e della valorizzazione delle eccellenze territoriali
Vino è Musica poi, vive tra le botteghe e nelle botteghe: non solo i laboratori di degustazione sulle terrazze del Quartiere delle Ceramiche, quest’anno dieci botteghe artigianali saranno protagoniste della prima mostra itinerante targata Vino è Musica.
La mostra, ovviamente, avrà come tema il vino. Le opere saranno visitabili all’interno delle botteghe aderenti all’iniziativa e saranno segnalate sulla mappa della manifestazione.
Inoltre, nella due giorni della kermesse aperta al grande pubblico, il Quartiere delle Ceramiche sarà il “terreno di gioco” di “Mondial Tornianti”: la grande sfida al tornio, per plasmare con mani e creatività oggetti e forme d’arte frutto di talento e destrezza. Esperti artigiani e ceramisti da tutto il mondo si ritroveranno a Grottaglie per l’appassionante competizione ideata oltre 30 anni fa a Faenza.
E ancora, laboratori didattici rivolti ai piccoli visitatori all’interno del Museo della Ceramica, visite alla mostra di ceramica contemporanea “MediTERRAneo” e oltre 50 botteghe artigiane da visitare dove le mani dei maestri figulini, tinte di terra e colore, modellano e dipingono da oltre cinque secoli.
Insomma, Vino è Musica è l’appuntamento imperdibile per tutti i winelovers che vogliono approfondire il mondo del vino abbinando gastronomia mediterranea riproposta in chiave street-food, storia, arte, musica e cultura.
La rassegna Vino è Musica è un evento ecofriendly grazie alla richiesta della certificazione volontaria “Ecofesta Puglia”, unica in Italia a intervenire negli eventi per ridurne l’impatto ambientale.
L’iniziativa è promossa da Intersezioni, Qiblì Srl e Fatìa con il sostegno dell’ assessorato alle risorse agroalimentari della Regione Puglia e del Comune di Grottaglie ed è organizzata in partnership con Confagricoltura Taranto, Gal Magna Grecia, Slow Food Grottaglie – Vigne e Ceramiche, Sistema Museo.