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Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato conferma il proprio impegno al fianco delle aziende associate promuovendo momenti concreti di aggiornamento e crescita professionale. In questa direzione si inserisce l’iniziativa formativa dedicata all’“AI Operativa per PMI e Professionisti”, organizzata da Kodexa, società specializzata in soluzioni software e nell’adozione dell’intelligenza artificiale in ambito aziendale.
L’evento, tenutosi il 16 aprile 2026 presso la sede di Kodexa, ha coinvolto produttori e operatori del settore in un’intera giornata di lavoro, con l’obiettivo di trasferire competenze pratiche e strategiche per trasformare il potenziale dell’intelligenza artificiale in un vero e proprio asset operativo.
Il programma didattico è stato strutturato per fornire strumenti immediatamente applicabili nella gestione d’impresa: dall’utilizzo dell’AI nei processi aziendali alle tecniche di prompting strategico, fino alla creazione di assistenti digitali personalizzati per supportare attività come il customer care, la gestione delle vendite e l’organizzazione interna. Un percorso pensato per rendere l’innovazione accessibile e concreta, anche per realtà di dimensioni medio-piccole.
L’iniziativa, promossa dal Consorzio tra le aziende consociate, nasce con l’obiettivo di accompagnare i produttori nella comprensione delle potenzialità e delle applicazioni dell’intelligenza artificiale anche nel settore vinicolo, offrendo strumenti utili per affrontare le nuove sfide del mercato con maggiore consapevolezza e competitività. In un contesto in cui la trasformazione digitale rappresenta un fattore sempre più determinante, il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato ribadisce il proprio ruolo non solo nella tutela e promozione della denominazione, ma anche come punto di riferimento per lo sviluppo e l’innovazione delle aziende associate. Essere al fianco dei produttori significa oggi favorire l’accesso a competenze e tecnologie in grado di migliorare l’efficienza aziendale, aprire nuove opportunità e rafforzare il posizionamento sui mercati.
Con iniziative come questa, il Consorzio conferma la volontà di sostenere attivamente la crescita del proprio sistema produttivo, promuovendo una cultura d’impresa sempre più orientata al futuro.
IL CONSORZIO BARBERA D’ASTI E VINI MONFERRATO
Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, fondato nel 1946, ha il compito di tutelare e promuovere le sue denominazioni per garantire la loro diffusione e la loro immagine sui mercati nazionali e internazionali, anche attraverso appositi marchi distintivi. Attualmente il Consorzio conta più di 430 aziende associate e 12 denominazione tutelate.
Una grande opera collettiva tra Ca’ Tron e il Padiglione Venezia, nata per celebrare le storie di chi vive e custodisce Venezia, in occasione della Biennale Arte 2026
a cura di Cesare Biasini Selvaggi e Giulia Abate
Ca’ Tron Santa Croce 1957, Venezia 9 maggio – 28 giugno 2026 e Padiglione Venezia Giardini della Biennale 9 maggio – 22 novembre 2026
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Venezia, 17 aprile 2026. A tre anni dalla scomparsa di Ilya Kabakov, Venezia rende omaggio a una delle più importanti coppie artistiche della scena internazionale con Diario veneziano, progetto monumentale e partecipato concepito da Ilya ed Emilia Kabakov. Frutto della loro visione condivisa, l’opera pone al centro le storie, le memorie e gli oggetti dei veneziani, restituendo un intenso autoritratto corale della città e riaffermando la forza poetica e concettuale che ha reso il duo una figura di riferimento nell’arte contemporanea mondiale. Presentato in concomitanza con la 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, il progetto, curato da Cesare Biasini Selvaggi e Giulia Abate, si sviluppa in un dialogo tra città e Biennale, articolandosi tra il piano nobile di Ca’ Tron, storico palazzo cinquecentesco affacciato sul Canal Grande e sede dell’Università Iuav di Venezia, e il Padiglione Venezia ai Giardini, all’interno del progetto espositivo Note persistenti, curato da Giovanna Zabotti con Denis Isaia e Cesare Biasini Selvaggi. Dal 9 maggio al 28 giugno 2026, la mostra, organizzata da BAM e patrocinata dal Comune di Venezia, trasformerà Ca’ Tron in un grande dispositivo narrativo e relazionale. Non una mostra su Venezia, ma una mostra con Venezia. Il progetto affonda le proprie radici nel 1993, quando Ilya ed Emilia Kabakov idearono per Gand, in occasione della mostra collettiva Rendez (-) Vous al Museum van Hedendaagse Kunst, un’installazione fondata sulla narrazione collettiva. Oggi quell’intuizione viene ripensata per la città lagunare, assumendo una forma nuova, profondamente immersa nel presente e nella sua dimensione civile, radicandosi nella lunga relazione che la coppia ha avuto con il luogo e i suoi cittadini. Protagonisti dell’opera sono circa 550 abitanti della città metropolitana di Venezia, appartenenti a diverse generazioni, contesti sociali e aree urbane: ciascuno è stato invitato a scrivere una pagina di diario raccontando il proprio legame con la città e ad affidare alla mostra un oggetto personale capace di rappresentarlo simbolicamente. Frammenti di vite, memorie, desideri, nostalgie e speranze esposte in teche con approccio museografico hanno composto così un mosaico umano stratificato e sorprendente, sospeso tra passato e futuro, organizzato in diverse sezioni. Le categorie coinvolte spaziano da negozianti a imprenditori, artigiani, pensionati, casalinghe, terzo settore, volontariato, sport, studenti, gondolieri, creativi, operatori culturali, liberi professionisti, mestieri del mare, ristoratori, albergatori, famiglie storiche, giornalisti, pubblici dipendenti, fino a diverse confessioni religiose. |
La Tenuta Del Paguro presenta una selezione di vini coltivati sulle colline di Riolo Terme, che subiscono un affinamento subacqueo, sviluppato dalla Tenuta a partire
dalle antiche tradizioni romane. I vini riposano per mesi a 30 mt di profondità, al largo di Marina di Ravenna, all’interno di un reef creatosi in seguito all’esplosione
della prima piattaforma Eni, la piattaforma del Paguro,nel 1965.
La fauna marina che abita il reef, unica nell’adriatico, è ripresa nei nomi delle bottiglie. I vini, grazie a questo particolare affinamento, acquisiscono grande grande
armonia e bevibilità.
La piattaforma del Paguro viene inghiottita dal mare cinque decenni fa e, dopo un iniziale smarrimento,
silenziosa incomincia la sua metamorfosi sottomarina, sfrontata si offre, e diviene insperata dimora di forme di vita inattese. Uno sguardo ardito da una prospettiva inconsueta ha visto nel reef artificiale una culla, un ventre accogliente e, ad una profondità di trenta metri, quel mare dove tutto può accadere ospita e custodisce per dodici mesi il nostro vino, stringendolo in un’oscurità abissale e mantenendolo a temperatura costante.
Il vino della Tenuta del Paguro si abbandona a un oblio amniotico, nero. L’estatica quiete si infrange, e squarcia l’oscurità il baluginio di una bottiglia, che, riluttante, abbandona l’ebbro sonno.
Esule sulla terra, il vino cela echi del suo sommerso passato e con stizza concede a chi lo degusta i doni
strappati al mare.
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