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mercoledì 24 giugno 2026

SABATO 18 LUGLIO 2026 dalle ore 18:30 alle ore 23:00 Cortile Castello di Barolo – Piazza Falletti, BAROLO La presentazione della guida Go Wine in inglese dedicata al Piemonte del Vino WINERIES OF ITALY PIEDMONT

 


ROSÉ DAY 2026: Tenuta Malavasi celebra Rosa del Lago, uno dei rarissimi Petit Verdot vinificati in rosa

 



Dalle colline moreniche del Lago di Garda, un rosato che unisce personalità,

ricerca e vocazione territoriale


Milano, 24 giugno 2026 - Il 26 giugno si celebra il Rosé Day, la giornata internazionale dedicata ai vini rosati. Per l'occasione, Tenuta Malavasi, realtà vinicola del Basso Garda, porta nel calice una delle espressioni più originali del panorama enologico italiano: Rosa del Lago, un rosato che nasce da Petit Verdot vinificato in rosa.


Prodotto esclusivamente da uve Petit Verdot coltivate nel Vigneto Moscatello a Pozzolengo, sulle colline moreniche del Lago di Garda, Rosa del Lago rappresenta una scelta distintiva e identitaria. Una rarità nel panorama enologico italiano: un Petit Verdot vinificato in rosa. Una scelta che colloca Tenuta Malavasi tra le pochissime aziende ad aver intrapreso questa strada, valorizzando il potenziale più inedito di un vitigno generalmente associato a vini rossi di grande struttura.


Nel calice si presenta con un brillante colore rosa cerasuolo. Al naso emergono delicate note di lampone e susina, mentre al palato si distingue per la sua morbidezza avvolgente, sostenuta da una piacevole freschezza che ne valorizza equilibrio e bevibilità.

Versatile negli abbinamenti e perfetto per la stagione estiva, Rosa del Lago interpreta in modo originale il mondo dei rosati contemporanei, raccontando al tempo stesso il carattere del territorio gardesano e la vocazione alla sperimentazione che da sempre contraddistingue Tenuta Malavasi.


In occasione del Rosé Day, Rosa del Lago diventa così il simbolo di una visione innovativa del vino rosato, capace di trasformare un vitigno internazionale come il Petit Verdot in un'esperienza inedita e fortemente identitaria, dove territorio, ricerca e personalità si incontrano nel calice.


BROLO DEI POETI DI TENUTA SANTA MARIA: IL CRU MURATO DEL CINQUECENTO CHE DÀ ORIGINE A UN AMARONE RISERVA DI 14 ANNI

 



 

Ad Arbizzano di Negrar, i Fratelli Bertani firmano una Riserva prodotta solo nelle migliori annate, che nasce da un ecosistema unico tra vigneto storico, bosco e acque di origine romana

 

 

Arbizzano di Negrar (Verona), XX maggio 2026 - Tenuta Santa Maria, nel cuore della Valpolicella Classica, è una realtà storica profondamente radicata nel territorio e riconosciuta come una delle espressioni più autorevoli dell’Amarone. Guidata oggi dai Fratelli Bertani, coniuga storia, artigianalità e ricerca agronomica in una visione in cui il tempo e la precisione del lavoro definiscono l’identità dei vini.

Brolo dei Poeti è il cru di Tenuta Santa Maria che nasce da un luogo unico nel panorama di questo territorio. Ad Arbizzano di Negrar, un muro lungo 3,5 chilometri cinge fin dal XVI secolo un sistema agricolo autosufficiente composto da vigneto, bosco, laghetto e acque di tre fonti di origine romana, convogliate attraverso canalette in pietra ancora oggi attive nei periodi più aridi. Il suo nome richiama il salotto letterario che Ippolito Pindemonte animava in questi luoghi alla fine del Settecento, accogliendo nelle estati alcuni tra i più illustri poeti, artisti e intellettuali dell'epoca. All’interno di questo spazio chiuso si definisce un microcosmo produttivo, in cui suolo, esposizione e microclima concorrono a costruire un’identità precisa. Il vigneto, su suolo marnoso calcareo esposto a sud est e con viti che superano i 35 anni di età, è il cuore di un sistema che non è solo agricolo, ma anche paesaggistico, progettato fin dalle origini come equilibrio tra funzione e forma.

 

Da queste parcelle nasce l’Amarone Classico Riserva DOCG Brolo dei Poeti, prodotto solo nelle migliori annate e in quantità estremamente limitata, con un affinamento di quattordici anni in grandi botti di rovere di Slavonia.

Quattordici anni in botte cambiano il vino in un modo che nessun altro percorso restituisce. Non è una scelta di stile, è quello che il Brolo richiede, e noi la seguiamo sin dalla prima annata”, afferma Giovanni Bertani. “È un tempo che si percepisce nel calice, nella profondità aromatica e nel modo in cui il vino si apre e si evolve senza perdere equilibrio”.

A questa visione si affianca quella di Guglielmo Bertani: “Un affinamento così lungo consente un’integrazione progressiva della materia. L’ossigenazione lenta in botte permette ai tannini di distendersi naturalmente e alle componenti aromatiche di fondersi con precisione. È un processo che richiede controllo costante e grande pazienza, ma che restituisce un Amarone più misurato, costruito sulla definizione e non sulla concentrazione”.

 

Il vigneto murato, sviluppato tra Cinquecento e Settecento, è una delle più antiche testimonianze italiane di paesaggio vitato ancora integro. Il modello richiama quello dei clos di Borgogna: un perimetro che definisce e protegge un sistema chiuso in cui suolo, esposizione, microclima e patrimonio varietale esclusivo concorrono a costruire un'identità di luogo precisa e non riproducibile altrove. Nella Valpolicella, dove l'Amarone nasce quasi sempre da assemblaggi su vigneti differenti, un cru murato con cloni propri e un percorso produttivo autonomo resta una rarità assoluta nel panorama regionale. Già nell’Ottocento il Brolo fu oggetto di una relazione agronomica dell’Accademia di Scienze e Agricoltura di Verona, illustrata dal fotografo Moritz Lotze, che documenta la conversione precoce al sistema Guyot ad alta densità a partire dal 1874, con una densità documentata di circa 5.900 ceppi per ettaro.

Cuore pulsante del vigneto è un clone proprietario di Corvina, selezionato dalle viti più antiche e preservato come patrimonio genetico esclusivo della Tenuta. A differenza dei cloni più diffusi in Valpolicella, che tendono a esprimere una marcata impronta di ciliegia, questo clone si distingue per un profilo aromatico più sottile e riconoscibile: note di fragola e lampone che costituiscono una firma precisa, ritrovabile come filo conduttore in tutti i vini nati dal Brolo. A completare l'impianto, accanto alla Corvina, si trovano Rondinella, Oseleta e altre varietà autoctone del territorio.

 Il Brolo integra, inoltre, una porzione di bosco, contribuendo a ricreare un ecosistema completo in cui vite, acqua e vegetazione definiscono un equilibrio agronomico e ambientale distintivo.

La vendemmia è manuale e avviene tra le prime in Valpolicella: una scelta agronomica intenzionale, che preserva l'acidità naturale delle uve e contribuisce a costruire il profilo fresco e minerale che contraddistingue il vino. L'appassimento avviene nell'antico fruttaio su arelle di canna, con ventilazione naturale, per circa tre mesi. Il lungo affinamento in botte accompagna un’evoluzione lenta e continua, basata su un processo di ossigenazione progressiva che consente di integrare tannini e componenti aromatiche in profondità. Nel calice, il vino si presenta con un rosso granato profondo, tannini vellutati e un profilo complesso di spezie calde, cacao, tabacco e frutta matura, sostenuto da una freschezza minerale che ne prolunga la persistenza.

Un Amarone che costruisce il proprio equilibrio nel tempo, più che nella concentrazione.

La prima annata del cru è il 2007, seguita dal millesimo 2010. Da allora Brolo dei Poeti nasce solo nelle annate eccezionali, da una selezione delle parcelle migliori e più alte del vigneto, in tiratura rarissima. Ogni bottiglia è numerata. Brolo dei Poeti è l’Amarone della tenuta che completa quattordici anni di affinamento in botte, riallacciando idealmente il filo con la firma storica dell'Amarone delle origini, quello degli anni Sessanta, vinificato per preservare freschezza, tensione e precisione. Una scelta che Tenuta Santa Maria ha mantenuto con coerenza anche negli anni in cui la tendenza generale della Valpolicella si orientava verso vini da appassimenti più concentrati e prolungati, spesso accompagnati da residui zuccherini più marcati. Solo il 3% degli Amaroni prodotti in Valpolicella porta la menzione Riserva: un dato che misura la selettività di questa tipologia, prodotta solo quando l'annata lo consente davvero.

Più di un vino, Brolo dei Poeti rappresenta un’idea compiuta di territorio e di tempo. In esso la visione della Famiglia Bertani si traduce in una forma precisa e coerente, in cui paesaggio, sapere agronomico e misura dell’attesa convergono in un Amarone capace di esprimere una delle interpretazioni più rigorose e riconoscibili della Valpolicella Classica.


MOTTOLINO: NON SOLO ADRENALINA, UNA MONTAGNA DA VIVERE INSIEME

 

Bike park, sentieri e sport outdoor restano il cuore dell’esperienza Mottolino, che amplia la propria offerta con attività, servizi e spazi dedicati alle famiglie, per trasformare ogni giornata in montagna in un’occasione di scoperta, gioco e condivisione

Livigno, 24 giugno 2026 _ Da sempre Mottolino è sinonimo di sport, adrenalina e divertimento all’aria aperta. D’inverno con uno dei comprensori sciistici più apprezzati delle Alpi, d’estate come punto di riferimento per la bike e le attività outdoor. All’interno di questa filosofia, il comprensorio propone esperienze e servizi pensati anche per le famiglie, affinché bambini, ragazzi e adulti possano vivere la montagna insieme senza rinunciare alla vocazione dinamica che da sempre caratterizza il Mottolino.

Il cuore di questa proposta è il Larix Park, il parco avventura immerso in un bosco di larici a pochi passi dal centro di Livigno. Qui il divertimento prende forma attraverso 10 percorsi, identificati da colori diversi e progettati con livelli di difficoltà progressivi, così da accompagnare ogni partecipante in un’esperienza adatta alle proprie capacità. Ponti tibetani, passerelle sospese, liane, carrucole, zip line e numerosi passaggi ispirati al mondo della montagna trasformano il bosco in un grande spazio di gioco dove mettersi alla prova, superare piccole paure e vivere un’avventura in totale sicurezza.

L’organizzazione dei percorsi accompagna la crescita dei bambini attraverso esperienze pensate per abilità differenti. Per i più piccoli, fino ai tre anni, all’ingresso del parco è presente l’Area Yepi, uno spazio gioco a libero accesso con casette e passerelle in legno, altalene, sabbionaia e altre strutture dedicate, dove divertirsi sotto la supervisione di un adulto. Dai tre anni è invece possibile affrontare il percorso fucsia, una carrucola posta a circa due metri dal suolo che rappresenta il primo approccio al mondo dei percorsi sospesi, consentendo di prendere confidenza con velocità ed equilibrio in totale sicurezza. Da qui si passa gradualmente ai percorsi successivi, fino alle attrazioni più spettacolari come il celebre Quick Jump del percorso nero.

Il Larix Park è pensato anche come luogo dove trascorrere del tempo oltre l’attività sportiva. Al suo interno si trova il Larix Bar, dotato di un’ampia terrazza immersa nel verde dove concedersi una pausa tra un percorso e l’altro senza lasciare il parco. La proposta comprende bibite, panini, taglieri, polenta con salsiccia e gelato, permettendo alle famiglie di fermarsi per un pranzo o una merenda in un contesto rilassato. Per i più piccoli sono disponibili matite colorate e disegni della mascotte Yepi da colorare ai tavolini, mentre il bar rappresenta anche un piacevole punto di sosta lungo il Sentiero dell’Arte.

Tra le attività dedicate ai più piccoli, torna il Summer Camp, in programma dal 3 luglio al 3 settembre, rivolto ai partecipanti dai 3 ai 12 anni. Dal lunedì alla domenica, con esclusione del giovedì, dalle 9.00 alle 16.00, il programma propone ogni giorno attività differenti tra giochi all’aria aperta, laboratori creativi, cucina ed esperienze nella natura, accompagnate da uno staff multilingue. Il servizio comprende pranzo, merenda e biglietto di andata e ritorno della cabinovia, offrendo una soluzione completa per vivere la montagna in serenità.

L’esperienza prosegue poi all’arrivo della telecabina, dove il M’eating Point rappresenta uno dei principali luoghi di ritrovo del comprensorio. In vista della stagione estiva, l’area giochi dedicata ai bambini è stata ulteriormente ampliata con nuovi scivoli, altalene e spazi per il divertimento, mentre continua la proposta dello Yepi Meal, il menu dedicato ai più piccoli disponibile sia al M’eating Point sia al Larix Park, pensato per rendere ancora più piacevole la pausa pranzo. Nelle vicinanze troverà inoltre spazio la nuova Learn & Flow Area, uno spazio aperto a tutti coloro che desiderano avvicinarsi al mondo della bicicletta passo dopo passo con percorsi studiati per acquisire gradualmente tecnica e sicurezza.

Anche la proposta gastronomica accompagna questa filosofia di accoglienza. Se il Larix Bar permette di vivere l’intera giornata all’interno del parco avventura, Kosmo – Taste the Mountain, il bistrot alla base dell’impianto, affronta la sua prima stagione estiva con la pizza entrata a far parte dell’offerta durante l’inverno, ampliando così una proposta semplice e conviviale capace di mettere d’accordo grandi e piccoli.

All’interno di una realtà che continua a identificarsi con lo sport, l’avventura e il divertimento outdoor, Mottolino rafforza parallelamente anche la propria attenzione verso le famiglie, costruendo un’esperienza sempre più completa dove ogni componente può vivere la montagna secondo le proprie passioni e ritrovarsi, alla fine della giornata, con un’esperienza condivisa.


Mottolino_ È una delle due aree sciistiche dell’altopiano di Livigno, nel Piccolo Tibet. Prima ski area italiana a credere e investire nel freestyle e punto di riferimento per un target giovane e cool grazie al suo snowpark, sede delle gare di half pipe, slopestyle e big air durante le Olimpiadi Milano Cortina 2026. In inverno si salta con lo snowboard, in estate si scende dai pendii in mtb al Mottolino Bike Park, uno tra i primi bike park d’Italia e punto di riferimento per tutti gli appassionati di downhill e freeride.  

https://www.mottolino.com/ 

Canali social: @mottolinolivigno

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