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martedì 9 giugno 2026

Anteprima Terra Madre Tropea

 


Prorogata l’apertura della mostra “I Macchiaioli”: è possibile visitarla fino a domenica 5 luglio 2026

 



 Prorogata l’apertura della mostra “I Macchiaioli”, in corso a Palazzo Reale di Milano, fino a domenica 5 luglio 2026.

Prodotta da Palazzo Reale, 24 ORE Cultura – Gruppo Il Sole 24 ORE e Civita Mostre e Musei, e inaugurata lo scorso 3 febbraio, l’esposizione sta registrando un grande successo di pubblico e di critica, con un’affluenza costante e trasversale per età e provenienza.

Sono infatti 90.000 i visitatori che in 4 mesi (dal 3 febbraio) hanno potuto ammirare le oltre 100 opere dei protagonisti del movimento dei Macchiaioli, confermando l’interesse per una stagione fondamentale della pittura italiana dell’Ottocento.

Alla luce delle numerose richieste del pubblico e dell’elevata affluenza registrata, la mostra — inizialmente prevista fino al 14 giugno — resterà quindi aperta fino al 5 luglio 2026. Le prossime settimane rappresenteranno dunque un’ulteriore occasione per il pubblico di visitare la mostra e approfondire uno dei momenti chiave della storia dell’arte italiana.

L’UNA NELL’ALTRA NUOVE ACQUISIZIONI NELLA COLLEZIONE BEVILACQUA LA MASA

 a cura di Giovanni Giacomo Paolin

 

9 luglio - 16 agosto 2026

 

Sala del Camino, SS. Cosma e Damiano, Giudecca – Venezia

 



 


Venezia, 09 giugno 2026 – Dal 9 luglio al 16 agosto 2026, la Fondazione Bevilacqua La Masa presenta L’una nell’altra, la mostra a cura di Giovanni Giacomo Paolin che riunisce nella Sala del Camino ai SS. Cosma e Damiano alla Giudecca, una serie di opere recentemente acquisite dall’Istituzione.

 

L’appuntamento si colloca all’interno di Time after Time, il progetto di Stefano Coletto ideato per implementare e promuovere la collezione BLM sostenendo gli artisti del programma storico degli Atelier. L’iniziativa è sostenuta da PAC 2025 – Piano per l’Arte Contemporanea e Cantica21, iniziative promosse dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

 

L’una nell’altra nasce come occasione per riflettere sul rapporto profondo tra artista, città e permanenza. Le opere in mostra condividono infatti una relazione diretta con Venezia e con la storia stessa della Fondazione: tutti gli artisti coinvolti hanno attraversato gli Atelier Bevilacqua La Masa, vivendo la città non come semplice sfondo, ma come luogo di formazione, confronto e trasformazione.

 

Attraverso installazioni, pittura, video, fotografia e scultura, la mostra mette in dialogo pratiche e linguaggi differenti, accomunati da una riflessione sul paesaggio contemporaneo, sulla fragilità, sulla trasformazione e sull’idea di traccia.

 

Con L’una nell’altra, la Fondazione Bevilacqua La Masa conferma il proprio impegno nel sostegno alle nuove generazioni e nella costruzione di una collezione in continua trasformazione, capace di raccontare, oltre alle opere acquisite, anche relazioni, percorsi ed esperienze da cui esse prendono forma.

 


La Fondazione Bevilacqua La Masa, istituzione del Comune di Venezia, è una delle realtà più antiche e significative in Italia dedicate al sostegno e alla valorizzazione dell’arte contemporanea. Fondata nel 1898 per volontà della duchessa Felicita Bevilacqua La Masa, promuove fin dalle origini la crescita degli artisti emergenti attraverso esposizioni, premi, attività formative e l’assegnazione annuale degli Atelier, istituiti nel 1901 come primo programma pubblico in Italia dedicato alla giovane arte e oggi, grazie anche alla collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia, il più esteso del Paese, con 28 studi.

 

Il sostegno agli artisti emergenti si sviluppa inoltre attraverso la Collezione Bevilacqua La Masa, riconosciuta dal MiC – Ministero della Cultura, che contribuisce ad arricchire il patrimonio pubblico attraverso l’acquisizione delle opere più meritevoli. A questo si affianca la Mostra Collettiva – giunta oggi alla sua 108ª edizione – che rappresenta un’importante occasione per gli artisti di confrontarsi con i processi di selezione e con la valutazione critica del proprio lavoro.

 

Parallelamente, la Fondazione BLM affianca al dialogo costante con la comunità culturale e artistica locale, cui è storicamente legata, un programma di mostre e collaborazioni internazionali in occasione delle Esposizioni Internazionali d’Arte e di Architettura della Biennale di Venezia. Attraverso una rete di relazioni con gallerie, musei e curatori di tutto il mondo, ospita nelle proprie sedi – la Galleria di Piazza San Marco, Palazzetto Tito, Palazzo Carminati e il Complesso dei SS. Cosma e Damiano alla Giudecca – progetti dedicati alla ricerca artistica contemporanea e ai temi del presente.

 

www.bevilacqualamasa.it

Consorzio Morellino di Scansano: eletto il nuovo Consiglio di Amministrazione per il triennio 2026-2029 Bernardo Guicciardini Calamai confermato presidente per il terzo mandato consecutivo

 

UN COCKTAIL ROSA PER IL GIRO D’ITALIA

 



Lha ideato Luca Azzolina, Cuzziol Spirits Expert, ed è stato presentato ufficialmente in occasione del passaggio della tappa sul Muro di Ca del Poggio

 

 

San Pietro di Feletto (TV), 9 giugno 2026 – Un cocktail rosa per il passaggio del Giro d’Italia sul Muro di Ca’ del Poggio.

 

La ricetta – a base di Hoxton Tropical Gin, Vermouth Bianco Maffio Morosa, succo di limone fresco e soda al pompelmo Three Cents – è stata è stata ideata da Luca Azzolina, Cuzziol Spirits Expert, che ha unito i brand Hoxton e Maffio, entrambi sponsor dell'evento, in un drink ideale per il momento dell'aperitivo estivo.

 

Il drink è una rivisitazione del Paloma, di colorazione rosa e guarnito con della scorza di pompelmo e un rametto di rosmarino.

 

Grazie all'esperienza dei suoi consulenti e alla qualità dei suoi prodotti, Cuzziol Drink Experience riesce a offrire un esclusivo servizio di personalizzazione dell'esperienza nel beverage, affiancando il gestore HoReCa dall'approvvigionamento alla somministrazione al cliente finale.

 

L'azienda si sta infatti specializzando sempre più sulla costruzione di progetti tailor made per i professionisti anche per quanto riguarda la creazione di signature drinks e di drink lists studiate per una determinata clientela.

 

Presentato sul Muro di Ca’ del Poggio nella giornata dei 25 mila appassionati giunti sull’iconica salita di San Pietro di Feletto per assistere allo spettacolare passaggio della Corsa Rosa, il cocktail rosa di Cuzziol Drink Experience non ha mancato di arricchire con un tocco di allegria e colore una giornata indimenticabile, all’insegna di sport e territorio. 

 

In allegato: foto del passaggio del Giro d’Italia sul Muro di Ca’ del Poggio e della preparazione del cocktail rosa.

 

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ABOUT CA DEL POGGIO

 

C’è il Prosecco. E c’è il mare. Ca’ del Poggio Ristorante & Resort a San Pietro di Feletto, nel Trevigiano, coniuga alla perfezione le due anime della famiglia Stocco. Quella marinara, che ha portato Fortunato e la moglie Maria Stella ad affrontare una qualificata esperienza di ristorazione a Bibione, prima di trasferirsi a San Pietro di Feletto. E quella collinare, interpretata dai figli Alberto e Marco, che con l’aiuto dei genitori hanno fatto propria la tradizione familiare, rivisitandola con un tocco di modernità ed eleganza. Ca’ del Poggio Ristorante & Resort è aperto a San Pietro di Feletto, lungo la Strada del Prosecco Superiore Docg, dal 18 ottobre 1994, nel 2024 ha festeggiato dunque i 30 anni di attività.

Se il panorama sulle Colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene, Patrimonio Mondiale UNESCO dal 2019, che si ammira dalle sale di Ca’ del Poggio Ristorante & Resort va dritto al cuore, il palato degli ospiti della famiglia Stocco è deliziato da una cucina marinara che, grazie alla creatività degli chef Marco Stocco e Vincenzo Vairo, si è ormai imposta all’attenzione dei più severi gourmet.

Molto conosciuto nell’ambiente sportivo - in via dei Pascoli, unica salita certificata dalla Federazione Ciclistica Italiana, ribattezzata Muro di Ca’ del Poggio e gemellata con il Muro di Grammont e il Mûr-de-Bretagne, sono già transitate le edizioni 2009, 2013, 2014, 2017, 2020, 2022, 2024 e 2025 del Giro d’Italia, il Campionato Italiano Professionisti del 2010 e le edizioni 2018 e 2021 del Giro d’Italia Under 23 - Ca’ del Poggio Ristorante & Resort dispone di 80 coperti inseriti in un ambiente elegante e al tempo stesso familiare, in cui Alberto Stocco e i suoi collaboratori fanno sentire gli ospiti come a casa loro.

Dal maggio 2013, l’offerta turistica di Ca’ del Poggio è arricchita dall'Hotel Villa del Poggio, una struttura dotata di ogni comfort (e con una meravigliosa terrazza panoramica) che si integra alla perfezione con l’ospitalità offerta dal ristorante, trasformando quest’angolo della Marca Trevigiana - a 60 km da Venezia - in una specie di paradiso per una clientela che ama immergersi nell’atmosfera rilassata ed elegante delle colline del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg. Nelle vicinanze sono disponibili campi da golf e da equitazione, oltre a percorsi naturalistici da esplorare a piedi o con le mountain bike messe a disposizione dall’hotel, per una vacanza all’insegna del benessere e del relax.  

Nei dintorni si sviluppa inoltre il Sentiero di Papa Giovanni XXIII, un percorso di meditazione, pace e spiritualità dedicato alla memoria del “Papa Buono”, che, quando era ancora Patriarca di Venezia, amava ritirarsi tra le colline di San Pietro di Feletto per riposarsi e ritemprare lo spirito. 

Le ricerche del cardinale Loris Francesco Capovilla, storico segretario personale di Angelo Giuseppe Roncalli sin dagli anni veneziani, e di don Nilo Faldon, insigne storico locale, unite alla testimonianza della gente del luogo, hanno permesso di definire i luoghi toccati dallabituale cammino del futuro san Giovanni XXIII durante i suoi soggiorni a San Pietro di Feletto, dove esiste anche una millenaria Pieve visitata ogni anno da migliaia di fedeli.

 

TEDESCHI A “SORSI D’AUTORE 2026” CON GA.RY E NICALÒ

 

Il Due Stelle Michelin Gennaro Esposito sarà il guest chef della Cena dei Mille di Parma

 


Il patron de La Torre del Saracino di Vico Equense firmerà il primo piatto della settima edizione, prevista martedì 8 settembre

 

E continua a crescere il fatturato al consumo delle 6 filiere della Parma Food Valley:

raggiunti nel 2025 i 12,5 miliardi di euro, con un +8,7% sul 2024 e un +33% rispetto al pre-Covid

 

Biglietti in vendita da mercoledì 8 luglio alle 10 su Vivaticket

 

Parma, 9 giugno 2026 – Sarà il Due Stelle Michelin Gennaro Esposito il guest chef della settima edizione della Cena dei Mille di Parma. L’annuncio è stato dato oggi da Fondazione Parma UNESCO Creative City of Gastronomy nel corso della conferenza stampa organizzata all’Allianz MiCo di Milano, all’interno di Identità Golose. Chef patron de La Torre del Saracino di Vico Equense, uno dei ristoranti più rappresentativi della gastronomia italiana contemporanea, Esposito sarà l’ospite d’onore dell’evento portando il piatto iconico ‘Minestra di pasta mista con pesci di scoglio’. Il format sarà quello ormai consolidato: la tavolata di circa 400 metri si snoderà sotto il cielo stellato di Piazza Garibaldi e Strada della Repubblica, con 1.000 ospiti chiamati a degustare le eccellenze del territorio nel cuore del centro storico cittadino. Esposito entra così nell’albo d’oro di un evento che dal 2018 ha ospitato alcune delle firme più importanti della cucina italiana e internazionale: Carlo Cracco, Norbert Niederkofler, Chicco Cerea ed Enrico Crippa (edizione 2022 post Covid), Enrico Bartolini e Riccardo Monco nel 2023, Davide Oldani con Iginio Massari nel 2024 e l’ultima edizione firmata da Giancarlo Perbellini.

 

LA CRESCITA CONTINUA DELLE FILIERE DELLA PARMA FOOD VALLEY

Durante la serata non mancheranno naturalmente tutti i prodotti delle 6 filiere che compongono la Parma Food Valley: Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, pasta (Barilla), pomodoro (Mutti e Rodolfi Mansueto), latte (Parmalat) e alici (Delicius, Rizzoli Emanuelli e Zarotti).

Aziende e consorzi che sono peraltro in costante crescita: le 6 filiere hanno infatti raggiunto nel 2025 un fatturato al consumo complessivo di 12,5 miliardi di euro, +8,7% rispetto agli 11,5 miliardi del 2024 e +33% rispetto ai 9,4 miliardi registrati nel periodo pre-pandemia.

Nel dettaglio, la filiera della pasta guidata da Barilla vale 4,88 miliardi di euro, quella del Parmigiano Reggiano 3,96 miliardi, il Prosciutto di Parma 1,6 miliardi e il comparto latte rappresentato da Parmalat 1,05 miliardi di euro. Per quanto riguarda il pomodoro, Mutti e Rodolfi raggiungono complessivamente 912 milioni di euro, mentre la filiera delle alici, composta da Delicius, Rizzoli Emanuelli e Zarotti, genera un fatturato al consumo di circa 150 milioni di euro. Un patrimonio produttivo che continua ad avere una forte vocazione internazionale, con una quota export che supera il 45% del totale.

 

DALL’APERITIVO AL DOLCE: TUTTE LE FIRME DELLA CENA DEI MILLE 2026

Durante la Cena dei Mille saranno presenti tutte le eccellenze del territorio, attraverso le rivisitazioni degli chef che realizzeranno un menu ad hoc per l’occasione. Come da tradizione si partirà con l’area aperitivo, dove i grandi protagonisti saranno i prodotti delle sei filiere della Parma Food Valley. A questi si affiancheranno i Consorzi di Tutela della Coppa di Parma, del Salame Felino, del Fungo di Borgotaro e un’altra Dop come il Culatello di Zibello oltre ai Vini dei Colli di Parma che realizzerà un bottiglia dedicata e l’immancabile presenza di Coppini Arte Olearia.

La cena si svilupperà poi attraverso un menu di quattro portate. L’antipasto sarà realizzato da Parma Quality Restaurants, il primo piatto come detto sarà di Gennaro Esposito per poi passare al secondo all’associazione ChefToChef Emilia Romagna e il dessert di ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana.

Per l’edizione 2026, Fondazione Parma UNESCO Creative City of Gastronomy ha inoltre siglato una prestigiosa partnership con il Consorzio del Franciacorta, che accompagnerà tutte le portate della cena con i propri vini, mentre lato beverage è stata rinnovata la partnership con Acqua Panna e San Pellegrino.

Non mancheranno inoltre alcuni partner storici dell’evento, a partire da Bormioli Luigi, che realizzerà ancora una volta un piatto dedicato alla Cena dei Mille, e Coccinelle a firmare i braccialetti della serata.

 

BIGLIETTI IN VENDITA DALL’8 LUGLIO

L’attesissima vendita dei biglietti è prevista per mercoledì 8 luglio alle 10 su Vivaticket con un costo i 150 euro a persona oltre i diritti di prevendita, con una parte del ricavato che sarà destinato ad attività di beneficenza; nella passata edizione sono stati devoluti 20mila euro a Emporio Market Solidale Parma, realtà che sostiene circa 1.900 nuclei famigliari per oltre 6.000 persone. La cifra è stata utilizzata per anticipare l’acquisto di un mezzo elettrico, destinato a servire prodotti a oltre 200 famiglie in città che non riescono a passare direttamente all’Emporio. Mentre il ricavato della Cena dei Mille 2026 servirà per coprire interamente l’importo. Una data, quella dell’8 luglio, da segnare in agenda considerando il risultato registrato nell’ultima edizione, quando il sold out è stato raggiunto in meno di un’ora dall’apertura delle vendite.

Infine in caso di maltempo, la cena si svolgerà sotto i portici di via Mazzini.

 

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI:

 

Gennaro Esposito, guest chef della settima edizione: «Parma è una città che ho imparato a conoscere nel tempo, attraverso i suoi prodotti, i suoi sapori e le persone che la rendono così speciale. Il mio rapporto con questo territorio è nato proprio dalla gastronomia: un percorso fatto di incontri, di scoperte e di amicizie preziose, come quella con Massimo Spigaroli, che da molti anni rappresenta per me un punto di riferimento. Attraverso lui ho avuto modo di conoscere un territorio straordinario, capace di custodire eccellenze uniche, ma anche una cultura dell'accoglienza e del lavoro che ne definisce l'identità più autentica. Parma è una città ricca di storia, fascino e visione, dove la grande tradizione gastronomica convive con una ristorazione di qualità e con un tessuto imprenditoriale illuminato. Per questo sono particolarmente felice di partecipare a un evento che celebra la convivialità come valore universale, trasformando la città in una grande tavola condivisa e offrendo a noi chef l'opportunità di raccontare, attraverso la cucina, il nostro percorso, le nostre radici e la nostra idea di ospitalità»

 

Massimo Spigaroli, presidente di Fondazione Parma UNESCO Creative City of Gastronomy: «La Cena dei Mille rappresenta al meglio la capacità della Parma Food Valley di fare sistema, mettendo attorno allo stesso tavolo imprese, consorzi, istituzioni, chef e partner che condividono una visione comune. I numeri delle nostre sei filiere parlano chiaro: i 12,5 miliardi di euro di fatturato al consumo raggiunti nel 2025 testimoniano la forza di un territorio che continua a crescere e a consolidare il proprio ruolo di riferimento nel panorama agroalimentare italiano e internazionale. Siamo quindi particolarmente orgogliosi di accogliere Gennaro Esposito, all’interno di una presenza che conferma il prestigio raggiunto dalla Cena dei Mille».

 

Michele Guerra, sindaco di Parma: «La Cena dei Mille si conferma come un evento fortemente identitario per il nostro territorio, che è stato non a caso molto imitato in questi anni. È una occasione per mettere in dialogo la nostra cucina e le sue tradizioni con la creatività degli chef ospiti, un momento di racconto della città attraverso la convivialità con un fine benefico. Essere città creativa della gastronomia UNESCO significa tenere insieme queste dimensioni e Parma sa essere squadra e fare sistema attorno ai valori del cibo come prezioso motore di socialità e cultura».

La Fondazione Parma UNESCO Creative City of Gastronomy è stata costituita nel 2017, a seguito della nomina di Parma a Città Creativa UNESCO per la Gastronomia, avvenuta nel dicembre 2015 dal Direttore generale dell'UNESCO.

L'obiettivo della Fondazione è promuovere la cultura legata al patrimonio enogastronomico, coinvolgendo le istituzioni pubbliche e private, gli operatori economici e commerciali, e la popolazione del territorio cui tale patrimonio appartiene, unendo in modo strategico i prodotti e i territori di origine