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sabato 17 ottobre 2026

Eurovinum - I vini rifermentati in bottiglia : dall’azienda agricola Sergio Moro di Farra di Soligo (TV) all’Azienda agricola Saccomani nei Colli Piacentini




Sono ormai 20 i produttori della Marca Trevigiana che hanno sottoscritto il disciplinare volontario

Col Fondo Agricolo.

"Ci piacciono le mani - commenta Erik Moro, che con il padre segue l’Azienda Agricola Sergio Moro a Farra di Soligo (TV) -.” Quelle che si sporcano, che affondano nella terra, che selezionano un acino alla volta, che tagliano tralci, che gesticolano, che affettano salumi, che stringono altre mani. Abbiamo scelto di mettere, sotto il nome ColFondo Agricolo, tutte queste mani e quello che fanno per proteggere la tradizione dei rifermentati in bottiglia delle colline trevigiane. Un progetto che unisce i nomi di diciassette viticoltori, e delle rispettive aziende, con l’ambizione di portare lontanissimo – sì, anche sulla Luna – il vino della loro tradizione contadina. Un vino longevo che non ha paura di invecchiare, nemmeno in bottiglia. "


Annota la giornalista Antonella Pianca : “Il frizzante colfondo Batistàra, soprannome con il quale era conosciuta la Famiglia Moro, fa parte del progetto ”Colfondo Agricolo”. Un progetto nato dalla volontà di quattordici vignaioli per salvaguardare e valorizzare i rifermentati in bottiglia, conosciuti anche come vini col fondo, sur lie o sui lieviti. Il prosecco colfondo è il frizzante della tradizione rurale delle colline di Valdobbiadene, Conegliano ed Asolo. I lieviti contenuti nella bottiglia, con i primi tepori primaverili riprendono la fermentazione e, una volta terminata la loro azione, si depositano sul fondo della bottiglia; il vino risulta frizzante, secco e longevo.Una fascetta di colore diverso per ogni annata differenzia le bottiglie rigorosamente chiuse con tappo a corona. Ogni bottiglia, che deriva da uve selezionate dei Colli Trevigiani, è l’autentica interpretazione di ciascun produttore e trasmette la peculiarità del terroir e dell’annata da cui proviene. “Un vino lento, rispettoso del tempo e dei tempi”, che mantiene la tipica fragranza e freschezza di questa tipologia di vino. “Non una bevanda, ma la sublimazione di una vita, quella del vignaiolo”, come testimoniano i vignaioli come Erik, che aderiscono al progetto Colfondo Agricolo.”




Alla ricerca dei vini rifermentati, il viaggio enoico di Borghi d’Europa ci porta nei Colli Piacentini, al progetto costruito con la collaborazione informativa della Strada dei vini e dei sapori dei Colli Piacentini.

“Ci troviamo a Diolo, frazione di Lugagnano val d’Arda. La parte più alta delle nostre terre si trova nella riserva naturale geologica del piacenziano. Sono terre dal colore pacato, sabbiose, ricche di fossili risalenti al periodo del pliocene mediterraneo. I vini rispecchiano il terreno, leggeri nel colore e floreali nell’aroma senza eccesso di tannino e acidità.”


Così inizia il suo racconto Claudia, dell’Azienda Agricola Saccomani che assieme al fratello Luca

propone una viticoltura biologica nei Colli Piacentini.



“Da secoli queste colline sono vitate. I nostri nonni producevano vino per loro e venivano premiati per la magnifica uva da tavola prodotta, oggi rimane solo una piccola parte della tradizionale coltivazione di uva da tavola, e ci si è specializzati nella produzione di vini rifermentati in bottiglia”.


L’iniziativa voluta da Borghi d’Europa nell’ambito del progetto L’Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI-Iniziativa adriatico Ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriativo ionica), in occasione del turno di Presidenza Italiana alla IAI, ha portato alla collaborazione informativa con la Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini e la Strada del Po.


“Siamo una famiglia, radicata in questo luogo da generazioni- continua Claudia-. Un filo di costa tranquillo e silenzioso immerso tra le prime colline del piacentino. Poche persone spesso amiche, tanta natura che lavora instancabile, animali che immersi nel silenzio ti riconoscono a distanza.

Qui manca la rincorsa alla produzione, al contrario, è un lavoro lento, continuo, di precisione e attesa. Ognuno ha il suo posto, ogni elemento viene rispettato nel suo ruolo e nel suo tempo.


“Siamo convinti che solamente salvaguardando l’ecosistema sarà possibile custodire e tramandare questa terra così come ci è stata consegnata. Lavoriamo secondo i principi della lotta biologica, rispettiamo le api e i nostri asini producono per noi il fertilizzante di cui le nostre vigne necessitano.”


L’Azienda produce soprattutto vini d’annata a rifermentazione naturale in bottiglia, con il solo uso di lieviti indigeni come ci ha insegnato la tradizione di famiglia.




“La rifermentazione in bottiglia – osserva Renzo Lupatin, giornalista e presidente di Borghi d’Europa-, secondo il metodo ancestrale è una tecnica di spumantizzazione artigianale che affonda le sue radici nella tradizione contadina. Questo metodo prevede che il vino venga imbottigliato prima del completamento della fermentazione alcolica, permettendo ai lieviti naturali di completare la fermentazione in bottiglia, producendo così bollicine fini e un leggero deposito di lieviti sul fondo.”

venerdì 16 ottobre 2026

DOP E IGP, NEL 2027 A DESENZANO DEL GARDA LA PRIMA EXPO EUROPEA DELLE ECCELLENZE AGROALIMENTARI

 L’annuncio a Mantova durante l’evento promosso da AREPO e Regione Lombardia in occasione della firma della Dichiarazione di Mantova per la tutela e la valorizzazione delle Indicazioni Geografiche. Beduschi: “Portiamo tra i cittadini un patrimonio di qualità, storia e identità”

 

Mantova, 16 ottobre 2026 – Sarà Desenzano del Garda, in provincia di Brescia, a ospitare nel 2027 la prima Expo europea delle DOP e IGP, un grande appuntamento internazionale dedicato alle eccellenze agroalimentari certificate, ai territori di origine e alle filiere produttive che rappresentano uno dei principali patrimoni economici e culturali dell'Unione europea.

 

L'annuncio è arrivato ieri sera a Palazzo Te, a Mantova, durante l'incontro Expo europea delle DOP e IGP, promosso nell'ambito delle iniziative di Regione Lombardia e AREPO, l'Associazione delle Regioni Europee per i Prodotti di Origine.

La manifestazione, concepita come evento itinerante di respiro europeo, debutterà in Italia con l'obiettivo di riunire produttori, consorzi, istituzioni, operatori economici e cittadini attorno al patrimonio delle oltre 3.700 indicazioni geografiche europee che generano un valore complessivo di circa 80 miliardi di euro. Un progetto che punta a coniugare promozione delle produzioni certificate, turismo, cultura, gastronomia e nuove opportunità di collaborazione commerciale.

 

“Le DOP e le IGP rappresentano uno straordinario patrimonio economico e culturale che dobbiamo far conoscere sempre di più ai cittadini europei”, ha dichiarato Alessandro Beduschi, assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione Lombardia e presidente di AREPO. "Da qui nasce l'idea di un'Expo europea itinerante, capace di portare tra la gente il valore delle nostre produzioni e dei territori da cui provengono. È un progetto ambizioso, condiviso con il mondo delle indicazioni geografiche, che ha trovato un importante incoraggiamento anche a livello europeo. Il debutto in Lombardia nel 2027 rappresenta un'opportunità per valorizzare un modello di sviluppo fondato su qualità, reputazione e identità”.

 

A presentare il progetto e la scelta di Desenzano del Garda è stato Mauro Rosati, direttore generale di Origin Italia, che ha illustrato la visione di una manifestazione capace di superare la dimensione strettamente settoriale delle denominazioni.

 

“Le indicazioni geografiche non rappresentano soltanto un valore economico, ma custodiscono cultura, ambiente, paesaggio e patrimonio dei territori”, ha spiegato Rosati. “Abbiamo immaginato una grande Expo che metta insieme tutte queste dimensioni e consenta ai cittadini europei di sentirsi parte di questo straordinario progetto. Desenzano del Garda è una scelta significativa perché ospita la sede del Consorzio Grana Padano, la più grande DOP al mondo per valore della produzione. Vogliamo costruire una piattaforma europea che unisca gastronomia, turismo, cultura e scambio di competenze, creando nuove opportunità di crescita e collaborazione”.

 

Il progetto ha raccolto l'interesse della Commissione europea, rappresentata a Mantova da Diego Canga Fano, direttore generale aggiunto della DG AGRI, che ha sottolineato la portata internazionale dell'iniziativa e le opportunità economiche che potrà generare.

 

“È una sfida storica: mai nessuno ha messo insieme le oltre 3.700 indicazioni geografiche europee”, ha spiegato Canga Fano. “L’auspicio è che questa manifestazione diventi soprattutto un luogo in cui i produttori possano conoscersi, dialogare e fare business insieme. Un produttore italiano deve poter incontrare un produttore francese o polacco e avviare un progetto comune. Oggi molte opportunità vengono perse proprio per la mancanza di dialogo”.

 

L'Expo si inserisce nel percorso avviato con la Dichiarazione di Mantova, sottoscritta ieri a Palazzo Ducale dalle Regioni aderenti ad AREPO e presentata alla Commissione europea come contributo alla definizione del Piano d'Azione sulle Indicazioni Geografiche. Il documento individua sei priorità per rafforzare la competitività delle produzioni certificate, la tutela delle denominazioni e il ruolo dei territori nelle politiche europee.

 

“Le Indicazioni Geografiche rafforzano l'identità dei nostri prodotti e creano un punto di riferimento per il consumatore, che può scegliere in modo consapevole e informato ciò che consuma. Una certificazione riconoscibile permette ai prodotti autentici di distinguersi in un contesto di concorrenza sleale”, ha sottolineato Matteo Zoppas, Presidente dell’Agenzia ICE. “Le Indicazioni Geografiche sono anche uno strumento importante per contrastare l'Italian Sounding, un fenomeno che secondo le stime di Coldiretti supera i 120 miliardi di euro, a fronte dei 72 miliardi del nostro export agroalimentare reale. Un divario che penalizza il lavoro e gli investimenti delle nostre aziende”.

 

“Il nostro territorio ha fatto della qualità agroalimentare uno dei suoi principali punti di forza, costruendo nel tempo un patrimonio di eccellenze riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo”, ha rimarcato Gian Domenico Auricchio, presidente di Unioncamere Lombardia e della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia. “Ospitare la prima Expo europea delle DOP e IGP rappresenta un'importante opportunità per valorizzare questo patrimonio, rafforzare la competitività delle nostre imprese e creare nuove occasioni di sviluppo economico e collaborazione internazionale”.

Sulla centralità delle produzioni certificate si è soffermato anche Ettore Prandini, presidente nazionale di Coldiretti: “Le DOP e le IGP sono lo strumento fondamentale per difendere e valorizzare l'identità dei nostri prodotti. Dobbiamo esportare non soltanto le eccellenze agroalimentari, ma anche il nostro modello alimentare e la cultura che le accompagna”.

 

Un ruolo centrale nell'organizzazione della prima edizione sarà svolto dal territorio di Desenzano del Garda, sede del Consorzio di tutela del Grana Padano, che ha manifestato la propria disponibilità a contribuire allo sviluppo dell'iniziativa.

 

“Saremo in prima fila in questo progetto”, ha confermato Renato Zaghini, presidente del Consorzio Grana Padano. “È una bella sfida e siamo lieti che parta da Desenzano, dove abbiamo la nostra sede e dove intendiamo realizzare importanti investimenti per rafforzare anche la dimensione turistica e l’attrattività del territorio”.

DALLA TARTUFAIA ALLE TERME, L’AUTUNNO FIRMATO LA GENISIA

 



LO CHAMPAGNE DAY 2026 ARRIVA A CASTELLAMONTE: MAISON MASSUCCO TRA GLI EVENTI UFFICIALI DEL COMITÉ CHAMPAGNE

 


l 23 ottobre Maison Massucco ospita una degustazione delle cuvée Alberto Massucco Champagne e dei vignerons importati, accompagnata da una proposta gastronomica firmata I 3 Re di Castellamonte. 


Tra le protagoniste, Millésimé 2020 Alberto e Ma Vie en Rose


Castellamonte (TO), 16 ottobre 2026 – Lo champagne può essere molto più del vino del brindisi. La sua acidità e la sua freschezza, così come i differenti assemblaggi, gli permettono di dialogare con la cucina e di accompagnare momenti diversi della tavola. È una delle ragioni per cui, accanto alle grandi occasioni, lo champagne sta conquistando un posto sempre più naturale anche nella gastronomia.


È questo lo spirito con cui Maison Massucco celebra lo Champagne Day, venerdì 23 ottobre, ospitando a Castellamonte uno degli appuntamenti ufficiali della giornata promossa dal Comité Champagne in tutto il mondo. La serata prevede una degustazione delle cuvée di produzione Alberto Massucco Champagne e di quelle importate Bonnevie-Bocart e Jean Philippe Trousset, accompagnate da una proposta gastronomica firmata dal ristorante I 3 Re di Castellamonte. La formula a passaggio consentirà di sperimentare diversi abbinamenti con la cucina, mentre cocktail a base di champagne concluderanno la serata.


Una scelta che riflette la filosofia di Alberto Massucco, convinto fautore di un’idea di champagne senza schemi rigidi, capace di accompagnare l’intero menù “senza la noia di dover cambiare vino a ogni portata”.


Ed è proprio attraverso due cuvée molto diverse che Maison Massucco propone di leggere questa versatilità: Millésimé 2020 Alberto e Ma Vie en Rose Millésimé 2018.


Il primo nasce da 100% Chardonnay dei due villaggi Grand Cru della Côte des Blancs, Avize (90%) e Mesnil (10%). Le uve della vendemmia 2020 fermentano in fût e riposano sui lieviti per tre anni; dopo il dégorgement, il dosaggio è di 2 g/l. Nel calice presenta profumi fruttati accompagnati da note burrose, un perlage fine e delicato e una struttura capace di acquisire profondità con il tempo. Un Blanc de Blancs in cui freschezza, eleganza e complessità ne sostengono la vocazione gastronomica.


Ma Vie en Rose interpreta invece il Pinot Noir in versione rosé: 90% Pinot Noir di Bouzy e 10% vin rouge di Ambonnay. Le uve, tutte della vendemmia 2018, fermentano in fût e restano sui lieviti per tre anni e mezzo. Lo Champagne non è filtrato, svolge la fermentazione malolattica ed è dosato a 0 g/l. Il colore rosa dai riflessi aranciati anticipa un profilo aromatico intenso, che dalla frutta esotica passa alle fragoline di bosco e ai lamponi, con una nota finale di pompelmo rosa. La bollicina finissima ne esalta freschezza, luminosità e componente fruttata.


Due Champagne profondamente diversi, quindi, che mostrano come vitigno, terroir, annata, vinificazione e dosaggio possano costruire interpretazioni differenti dello stesso vino e, di conseguenza, modi diversi di stare a tavola. È proprio questa dimensione gastronomica a essere al centro dell’appuntamento del 23 ottobre a Maison Massucco, dove le diverse cuvée della gamma Alberto Massucco saranno proposte in abbinamento alla cucina de I 3 Re.


Lo Champagne Day diventa così, per Maison Massucco, non soltanto un momento celebrativo ma un’occasione per portare il pubblico dentro la propria idea di Champagne: un vino da conoscere, da bere e da abbinare, oltre la tradizione del solo brindisi.


CHAMPAGNE DAY 2026
23 ottobre 2026
Maison Massucco – Castellamonte (TO)
Degustazione della gamma Alberto Massucco Champagne e Vignerons
Abbinamenti Champagne e cucina a cura de I 3 Re di Castellamonte

www.maisonmassucco.it

IL CONSORZIO TUTELA VINI D’ACQUI A PROWEIN MUMBAI

 

FATTORIA LA MALIOSA OSPITA SAVING EVERY DROP IN WINE, ​PRIMA EDIZIONE DEL COMMUNITY DAY DI THE PORTO PROTOCOL

 



Il 14 novembre l’azienda agricola fondata da Antonella Manuli a Saturnia, in Maremma toscana, accoglierà il meeting internazionale dedicato al futuro della viticoltura sostenibile

 
Fattoria La Maliosa aprirà le sue porte sabato 14 novembre 2026 per ospitare il Community Day di The Porto Protocol, il primo evento della rete globale impegnata nel contrasto ai cambiamenti climatici nel mondo del vino che riunisce produttori, ricercatori e professionisti in una giornata di confronto e di scambio di opinioni.
 
L’incontro avrà come focus le soluzioni pratiche presentate nel rapporto internazionale Saving Every Drop in Wine insieme all’esperienza sul campo dell’azienda agricola toscana fondata da Antonella Manuli, diventata un modello di riferimento della produzione vinicola sostenibile. La difesa dei vigneti da eventi climatici estremi richiede una vera e propria gestione strategica delle risorse idriche: non si tratta semplicemente di ridurre i consumi, ma di permettere al terreno di accogliere, trattenere e valorizzare ogni singola goccia di pioggia, limitando al massimo i fenomeni erosivi. Poiché il settore agricolo impiega una quota rilevante delle riserve idriche globali, il tema è particolarmente attuale per la comunità scientifica e per l’intero comparto.
 
“Siamo felici di ospitare la prima edizione italiana e globale del Community Day di The Porto Protocol, rete e piattaforma di condivisione di conoscenze nata per affrontare il cambiamento climatico e promuovere la sostenibilità dell’intera filiera del vino – dichiara Antonella Manuli, fondatrice de La Maliosa e brand ambassador per l’Italia di The Porto Protocol –. Si tratta di un network aperto in cui produttori, viticoltori, scienziati, università, fornitori e distributori condividono dati, esperienze e strategie concrete per ridurre l’impatto ambientale. Accogliere queste figure è un’occasione per condividere il lavoro che portiamo avanti ogni giorno, ascoltare esperienze diverse e cercare insieme risposte concrete per tutelare l’acqua e il suolo. Le risposte non possono restare patrimonio delle singole aziende. Durante il Community Day vogliamo mettere la nostra esperienza in vigneto a confronto con altre realtà e con la ricerca, per condividere pratiche e opinioni”. ​
 
The Porto Protocol ha scelto l'Italia per la ricchezza e la diversità della comunità, che qui riunisce produttori vinicoli, fornitori di servizi, università ed enti di certificazione. Un progetto permesso dalla disponibilità e determinazione di Antonella Manuli, che ha trasformato il suo impegno per la sostenibilità in azioni concrete.
 
Ad aprire i lavori della giornata di studi sarà il Prof. Stefano Poni dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, seguito da una tavola rotonda moderata da Costanza Fregoni (Donne della Vite). Il dibattito vedrà il confronto tra mondo accademico e produttori d’eccellenza, con gli interventi di Franco Meggio (Università di Padova), Lucrezia Lamastra (Università Cattolica), Michele Manelli (Salcheto), Klára Benová (Emidio Pepe) e Marco Broggi (Perleuve).
 
Il programma pomeridiano proseguirà con una masterclass esclusiva dedicata ai vini delle aziende aderenti a The Porto Protocol guidata da Cristina Mercuri MW, prima donna italiana proclamata Master of Wine e tra le principali figure internazionali del settore
 
A chiudere l’evento sarà il workshop pratico Measuring Biodiversity in the Vineyard, condotto sul campo da Simone Mazzola (3Bee) insieme ad Antonella Manuli: un’occasione per misurare sul terreno la biodiversità del vigneto e del paesaggio circostante attraverso nuove tecnologie e strumenti di monitoraggio.
 
Evento aperto previa registrazione. Per iscrizioni: Porto Protocol Community Day 2026
 

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