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lunedì 20 luglio 2026

Autunno 2026 al MACRO

 Marialba Russo, Gaia De Megni, Robin Rimbaud (Scanner)

e la proroga delle mostre SHE DEVIL 14, Amelia Rosselli e Hito Steyerl: fotografia, immagine in movimento e suono per la nuova stagione del museo

 


 

opening al pubblico 24 settembre 2026

 

La programmazione del MACRO è promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale
e Azienda Speciale Palaexpo, prodotta e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo,
e ideata dalla direttrice artistica Cristiana Perrella

 



 

MACRO – Museo d'Arte Contemporanea di Roma

via Nizza 138 – 00198 Roma

www.museomacro.it

 

 

Marialba Russo, Al ristorante, 1974 | Gaia De Megni, Maria's Dream, 2026 | Robin Rimbaud, Imogen, May


Roma, 20 luglio 2026. Il MACRO – Museo d'Arte Contemporanea di Roma inaugura il 24 settembre la stagione autunnale con un programma che intreccia fotografia, immagine in movimento e ricerca sonora, confermando il museo come luogo di produzione culturale, sperimentazione e dialogo tra discipline. Fulcro della nuova stagione è Sguardo rovescio, la prima grande mostra museale italiana dedicata a Marialba Russo, aperta dal 24 settembre 2026 al 31 gennaio 2027, che riporta al centro una delle ricerche più originali della fotografia italiana del secondo Novecento. Negli spazi della sala video e della sala audio prende inoltre avvio il nuovo ciclo di programmazione con Maria's Dream di Gaia De Megni e 52 Spaces di Robin Rimbaud (Scanner), in programma dal 24 settembre all'8 novembre 2026.

 

Prorogate fino al 20 settembre SHE DEVIL 14, storica rassegna di videoarte che esplora la molteplicità dei mondi e delle visioni femminili, insieme ad Amelia Rosselli, un canto nel suo spazio, mostra sonora che invita il pubblico a entrare in contatto diretto con la voce e la produzione della poeta. Continua fino all’1 novembre la videoinstallazione Mechanical Kurds di Hito Steyerl, mentre prosegue fino al 15 novembre 2026 la grande mostra personale di Miriam Cahn, inaugurata a giugno, consolidando il dialogo tra le nuove aperture e uno dei principali progetti espositivi della programmazione 2026.

 

Sguardo rovescio, a cura di Cristiana Perrella ed Elena Magini, è la prima grande mostra dedicata da un museo italiano a Marialba Russo: nata a Giugliano (Napoli) nel 1947, l’artista è tra le autrici che, a partire dalla fine degli anni Sessanta, hanno contribuito a ridefinire il linguaggio fotografico in Italia, intrecciando pratica artistica, antropologia visiva e osservazione del sociale. Allestita nella Galleria del MACRO, l'esposizione riunisce sei nuclei fondamentali della sua produzione degli anni Settanta – tra cui Al ristorante, il 29 settembre 1974; Travestimento; Il Passaggio; Il Parto; Della serie delle centotrenta figure di spalle e Cult Fiction – restituendo la complessità di una ricerca che ha saputo anticipare temi oggi centrali nel dibattito contemporaneo, quali il corpo, il genere, il rito e la costruzione culturale dell'identità.

 

Il titolo Sguardo rovescio allude al capovolgimento operato da Marialba Russo rispetto al punto di vista canonico di un’Italia ancora patriarcale: "un'altra esperienza dello sguardo", per usare le parole della stessa Russo, che spiazza le convenzioni della fotografia dell'epoca, interrogando la rappresentazione della mascolinità dal punto di vista di un'autrice e restituendo una visione altra, autonoma e originale, rispetto a una realtà raccontata principalmente dallo sguardo maschile.

 

Il progetto al MACRO, che include un allestimento di Archivio Personale, si sviluppa inoltre in dialogo con una seconda sede della mostra al MUCIV-Museo delle Civiltà, rafforzando il percorso di collaborazione tra istituzioni culturali avviato sia dal MACRO che dal MUCIV. Intitolata Immagini della Madonna dell’Arco (After), e a cura di Cristiana Perrella, Elena Magini, Andrea Viliani e Francesca Romana Uccella, la mostra al MUCIV è dedicata al lavoro sul campo che Russo svolse nel 1971 e che ha portato ad una collaborazione tra il 1972 e il 1977 con l'allora Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, nell'ambito delle campagne di ricerca sulle culture popolari e subalterne italiane coordinate dall'antropologa Annabella Rossi.

 

Il programma di settembre al MACRO si completa nella Sala Video con Maria's Dream di Gaia De Megni (Santa Margherita Ligure, 1993), a cura di Maria Lodovica Ferrari. L’opera prodotta da Careof (Milano) e vincitrice di ArteVisione 2024, verrà presentata per la prima volta in uno spazio museale. Il video, girato in pellicola 16 mm, prende la forma di una ricerca personale e intima, in cui la memoria familiare dialoga con l'immaginario del cinema italiano. Filo conduttore di Maria’s Dream è Monica Vitti, emblema dell'antidiva: attrice capace di sottrarsi ai codici del divismo del proprio tempo, imponendo sullo schermo una presenza inquieta, ironica e profondamente moderna. La sua figura diventa per De Megni l'occasione per interrogare i modelli con cui il cinema ha costruito e fissato l'immagine del femminile nella cultura e nello sguardo collettivo.

 

Nella Sala Audio sarà invece possibile ascoltare 52 Spaces di Robin Rimbaud aka Scanner(Londra, 1964), sempre a cura di Maria Lodovica Ferrari. Il lavoro sonoro, realizzato nel 2002 in occasione del novantesimo anniversario della nascita del regista Michelangelo Antonioni, è ispirato a L'eclisse (1962), film interpretato da Monica Vitti, attrice prediletta di Antonioni. Dialoghi, rumori, paesaggi urbani e frammenti musicali del film vengono scomposti, trasformati e riassemblati, intrecciandosi con registrazioni ambientali raccolte dall'artista tra le strade di Roma: la città reale e quella filmata si sovrappongono così in un unico tessuto acustico. Ne nasce un racconto enigmatico che invita il pubblico a fermarsi e ad abitare uno spazio di pura contemplazione.

 

Legati dalla figura di Vitti e dal cinema di Antonioni, i due progetti restituiscono, attraverso linguaggi differenti, una visione di Roma che è prima di tutto paesaggio interiore: una città sospesa in una temporalità propria, fatta di memorie, attese e ritorni. Le due visioni mettono in relazione arti visive, e cultura cinematografica, ampliando la riflessione del museo sulle possibilità narrative dell'immagine e del suono e ribadendo la sua natura di luogo plurale della cultura contemporanea.

 

Ad accompagnare la programmazione espositiva, il public program propone una serie di appuntamenti che approfondiscono le questioni aperte dalle mostre attraverso conversazioni, masterclass e performance. Il 1 ottobre Didier Fiúza Faustino, artista concettuale e architetto franco-portoghese e autore, con il suo studio Bureau des Mésarchitectures, del progetto allestitivo della mostra di Miriam Cahn, Ciò che mi guarda, terrà una masterclass dedicata al rapporto tra architettura, corpo e spazio espositivo, approfondendo la propria ricerca tra arte, design e pratiche dell'abitare. Il 7 ottobre Scanner, protagonista del progetto sonoro 52 Spaces, presenterà una live performance che rilegge L'eclisse di Antonioni, estendendo la riflessione sul rapporto tra immagine, memoria e paesaggio acustico. Il 22 ottobre, infine, un incontro dedicato alla mostra Mechanical Kurds metterà in dialogo il lavoro dell’artista Hito Steyerl con il pensiero di Paolo Benanti, teologo e francescano del Terzo Ordine Regolare, tra le principali voci italiane sul rapporto tra intelligenza artificiale, innovazione tecnologica ed etica, per riflettere sulle implicazioni politiche e sociali delle tecnologie contemporanee.

Attraverso mostre, opere audiovisive e public program, il MACRO prosegue il proprio lavoro di sperimentazione e approfondimento, proponendo un programma che mette in dialogo pratiche artistiche, temi contemporanei e pubblici diversi.

HENNESSY x “DeBÍ TiRAR MáS FOToS WORLD TOUR” DI BAD BUNNY: HENNESSY HA TRASFORMATO MILANO IN UNA TAPPA DIFFUSA DEL TOUR, TRA MUSICA, MIXOLOGY E ATMOSFERE ISPIRATE A PUERTO RICO

 

E SE IL FUTURO FOSSE GIÀ STATO SCRITTO?

 



DUE CAPOLAVORI ASSOLUTI TORNANO AL CINEMA 

IN UN MAGNIFICO RESTAURO 4K PER INDAGARE

IL RAPPORTO TRA UOMO, MACCHINA E AI


2001: ODISSEA NELLO SPAZIO

di Stanley Kubrick


MATRIX

di Lana e Lilly Wachowski 


Al via in autunno il nuovo ciclo Nexo Studios Back to Cult 

con due titoli visionari che hanno rivoluzionato la storia del cinema superando i confini del genere e diventando esperienze visive uniche, capaci di interrogare, ancora oggi, la relazione tra identità, coscienza e realtà





Mi dispiace, David, purtroppo non posso farlo”

HAL 9000 a David Bowman

2001: Odissea nello Spazio


Proprio nei giorni dell’arrivo nelle sale dell’Odissea di Christopher Nolan, Nexo Studios è lieta di annunciare l’arrivo nelle sale per l’autunno 2026 di 2001: ODISSEA NELLO SPAZIO e MATRIX, i primi titoli della nuova stagione di NEXO STUDIOS BACK TO CULT.


Si comincia il 26, 27 e 28 ottobre con MATRIX, scritto e diretto da Lana e Lilly Wachowski nel 1999 e vincitore di quattro Premi Oscar®. Ambientato in un futuro distopico e costruito con un’estetica cyberpunk, il film immagina un mondo in cui le macchine hanno soggiogato l’umanità. Quando Morpheus offre a Neo la possibilità di scoprire la verità, lo pone di fronte a una scelta irreversibile divenuta leggendaria ed entrata nel linguaggio comune: ingerire la pillola blu e continuare a vivere nell’ignoranza, oppure scegliere la pillola rossa e affrontare la realtà, per quanto difficile da accettare. Dopo aver compiuto la sua scelta, Neo scopre la verità: gli esseri umani giacciono in capsule artificiali, immersi in una simulazione collettiva chiamata Matrix, mentre i loro corpi vengono sfruttati dalle macchine come fonte energetica. In questo senso MATRIX rappresenta una riflessione filosofica in cui l’identità si dissolve tra umano e macchina: un interrogativo aperto su chi siamo quando ciò che chiamiamo “realtà” può essere soltanto una costruzione della coscienza. Così, disvelata la natura del mondo in cui vive, Neo intraprende un percorso di addestramento che lo porterà a padroneggiare le regole della simulazione e a unirsi alla lotta dei ribelli guidati da Morpheus, con l’obiettivo di liberare l’umanità dal controllo delle macchine. Nel cast Keanu Reeves, Laurence Fishburne, Carrie-Anne Moss, Hugo Weaving, Gloria Foster, Joe Pantoliano e Robert Taylor. La colonna sonora è divenuta una pietra miliare e fonde le partiture orchestrali del compositore Don Davis con una selezione di brani celebri.


Si prosegue il 16, 17 e 18 novembre con 2001: ODISSEA NELLO SPAZIO di Stanley Kubrick, capolavoro assoluto della storia del cinema, opera visionaria capace di superare i confini del genere fantascientifico per diventare riflessione universale sull’esistenza. Uscito nel 1968 e ispirato al racconto La sentinella di Arthur C. Clarke - che firmerà la sceneggiatura assieme al regista e pubblicherà in seguito il romanzo omonimo - 2001: ODISSEA NELLO SPAZIO esplora il legame tra uomo, tempo, spazio e tecnologia, interrogandosi sul destino della conoscenza e sull’evoluzione dell’intelligenza umana. Il racconto si sviluppa come un viaggio lungo milioni di anni: dalla preistoria, in cui un gruppo di uomini-scimmia, guidati dall’apparizione di un enigmatico monolite nero, scopre l’uso delle armi e compie un salto evolutivo decisivo, fino al 2001, quando un’astronave in missione verso Giove diventa il teatro di un confronto silenzioso e inquietante con l’intelligenza artificiale HAL 9000. Nel cast figurano Keir Dullea, Gary Lockwood, William Sylvester, Daniel Richter e Leonard Rossiter, mentre l'immaginario sonoro del film è segnato dalle celebri pagine di Richard Strauss e Johann Strauss II. A partire dall'iconica apertura di Così parlò Zarathustra, poema sinfonico ispirato all'opera filosofica di Friedrich Nietzsche, la musica contribuisce a conferire al film la sua dimensione epica e metafisica. Candidato a quattro Premi Oscar® e vincitore per i migliori effetti speciali, 2001: ODISSEA NELLO SPAZIO resta una delle opere più radicali e influenti di Kubrick, punto di riferimento imprescindibile nella storia del cinema.

La stagione proseguirà con altri titoli che saranno via via annunciati.


Nexo Studios Back to Cult è un progetto esclusivo di Nexo Studios.


#BackToCult26





CALENDARIO 

BACK TO CULT 2026


26, 27 e 28 ottobre 

MATRIX


16, 17 e 18 novembre 

2001: ODISSEA NELLO SPAZIO


Gin Mare: Mediterraneo per natura, e per scelta

 

Dal cinema all'identità sonora, due progetti, un unico protagonista: il Mare Nostrum, da sempre al centro dell'identità di Gin Mare.

 
 
 
 

C’è un luogo che per alcuni è semplicemente un mare, ma che da sempre rappresenta molto di più: cultura, convivialità, bellezza autentica e un preciso stile di vita. È il Mediterraneo, elemento fondante dell’identità di Gin Mare, che fin dalle sue origini ne ha fatto la propria essenza racchiudendone aromi, atmosfere e filosofia nel claim che lo definisce: “Mediterraneo per natura”.

Un legame che oggi si rinnova attraverso due nuovi progetti: da un lato Mare Mio, il racconto cinematografico che accompagna l’uscita di The Odyssey nelle sale italiane, dall’altro Inno Liquido, l’identità sonora che dà voce a The State of Mare. Due linguaggi diversi, cinema e suono, uniti dallo stesso obiettivo: raccontare il Mediterraneo e contribuire concretamente alla sua tutela.

Dal Mediterraneo al grande schermo: Gin Mare porta Mare Mio nelle sale cinematografiche italiane

Da sempre scenario di viaggi epici e grandi racconti, il Mediterraneo torna protagonista sul grande schermo con l’uscita di The Odyssey di Christopher Nolan, dedicato al leggendario viaggio di Ulisse attraverso il Mare Nostrum.

È proprio in questo contesto che Gin Mare sceglie di inserirsi portando in selezionate sale cinematografiche italiane, in apertura a The Odyssey, un videoracconto dedicato a “Mare Mio by Gin Mare”, il progetto di tutela ambientale che dal 2021 rappresenta l’impegno concreto del brand nella protezione del Mediterraneo. Un’iniziativa che ogni anno solca il mare per raccogliere rifiuti in superficie e sui fondali, contribuendo alla salvaguardia di uno degli ecosistemi più fragili e preziosi, e che ha già rimosso oltre 5 tonnellate di rifiuti.

La scelta di affiancare la proiezione del film con questo contenuto speciale, distribuito in oltre 600 sale cinematografiche italiane, nasce dalla volontà di trasformare un momento di intrattenimento in un’occasione di consapevolezza, portando l’attenzione sulla salvaguardia del Mediterraneo proprio all’interno di una storia che di quel mare fa il proprio scenario naturale.

Inno Liquido: il Mediterraneo diventa suono

Ma il Mediterraneo non è soltanto un paesaggio da osservare, è anche il setting perfetto per l’aperitivo, abitudine che in Italia si vive quasi come un’istituzione: e come ogni istituzione, merita il proprio territorio. Nasce da qui The State of Mare, il concept firmato Gin Mare che trasforma il rito dell’aperitivo in un territorio simbolico, un luogo mentale e culturale dove le relazioni tornano al centro e di cui si diventa cittadini semplicemente riconoscendosi nello stile di vita mediterraneo, senza bisogno di passaporti o confini geografici.

Da questa visione nasce Inno Liquido, l’inno ufficiale di The State of Mare: il progetto di identità sonora firmato da Tudor Laurini, in arte Klaus, DJ, producer e creator, che dopo essersi immerso nei paesaggi, nei profumi e nell’universo valoriale del brand ha scelto di raccontarlo attraverso il sampling musicale, il suo linguaggio narrativo d’elezione.

Il risultato è una mappatura sonora della mediterraneità costruita a partire dal campionamento diretto dei suoni più iconici del brand e di luoghi incontaminati del Mediterraneo. Dalle grotte alle onde, fino alla sabbia che assorbe l’acqua: ogni registrazione ha permesso di catturare non un suono isolato ma l’intero processo, diventando la base ritmica delle composizioni, dal tintinnio del ghiaccio in un bicchiere fino ai suoni che accompagnano la preparazione di un Mare Tonic.

Il percorso confluirà in un vinile celebrativo con acqua di mare racchiusa al suo interno: un lato dedicato alla colonna sonora del Mediterraneo, l’altro a una selezione di rielaborazioni e sperimentazioni nate dagli stessi suoni campionati durante il viaggio. La traccia sarà inoltre disponibile sulle principali piattaforme di streaming musicale. A raccontare il dietro le quinte sarà lo stesso Klaus, che porterà il pubblico dentro lo studio e tra le onde con un videoracconto esclusivo su YouTube e Instagram, svelando ogni fase della lavorazione della traccia, dal primo suono campionato all’ultima nota.

Mediterraneo per natura, oggi più che mai

Due iniziative diverse, ma unite dallo stesso filo conduttore: raccontare come, per Gin Mare, il Mediterraneo non sia solo un’origine o una fonte di ispirazione, ma l’elemento che dà forma a ogni progetto. È in questo che si disvela il significato più autentico del claim: essere “Mediterraneo per natura” significa trasformare questo mare in azione, linguaggi e cultura, per celebrarlo e proteggerlo oggi più che mai.

IL VIOLINO DI ANDREA CASTA ACCOMPAGNA IL RISVEGLIO DELLE DOLOMITI: TORNA IL SUNRISE CONCERT DI MOVIMËNT IN ALTA BADIA

 

Mercoledì 6 agosto, alle ore 6.00, Piz La Ila sopra La Villa ospita la quinta edizione dell’appuntamento all’alba firmato Movimënt. Apertura straordinaria degli impianti, concerto davanti al Club Moritzino e colazione in quota completano una delle esperienze più attese dell’estate in Alta Badia

Alta Badia, 20 luglio 2026_Manca poco al grande appuntamento musicale che ogni estate anima le vette di Movimënt. Mercoledì 6 agosto torna infatti il Sunrise Concert, giunto alla sua quinta edizione, uno degli eventi simbolo della stagione estiva in Alta Badia. Alle ore 6.00, quando le prime luci del giorno inizieranno a illuminare le Dolomiti, il pubblico potrà raggiungere Piz La Ila, sopra La Villa, grazie all’apertura straordinaria degli impianti e assistere a un concerto unico nel suo genere, immerso nel paesaggio dell’altopiano.

Il ritrovo è previsto nelle prime ore del mattino presso la stazione di partenza della cabinovia Piz La Ila, che per l’occasione aprirà eccezionalmente dalle 5.45 alle 6.15, consentendo ai partecipanti di raggiungere la quota prima dell’alba. Il concerto si svolgerà davanti al Club Moritzino, trasformato per l’occasione in un palcoscenico naturale affacciato sulle Dolomiti.

Ad animare l’alba saranno le note di Andrea Casta, violinista elettrico conosciuto a livello internazionale e celebre per il suo iconico archetto luminoso. Con il suo stile che fonde sonorità contemporanee e musica classica, l’artista accompagnerà il sorgere del sole in una performance pensata per dialogare con il paesaggio e con l’atmosfera delle prime ore del mattino. Casta, come gli scorsi anni, sarà accompagnato da uno Special Guest, che verrà rivelato sui canali social di Movimënt e Club Moritzino.

Dopo il successo delle passate edizioni, il Sunrise Concert si conferma uno degli appuntamenti più attesi dell’estate di Movimënt. Un evento che negli anni ha saputo conquistare residenti, ospiti e appassionati di musica, richiamati dalla possibilità di vivere la montagna in un momento insolito della giornata, quando il silenzio e la luce del mattino regalano uno spettacolo naturale unico. Al termine del concerto, previsto intorno alle 7.45, la mattinata proseguirà con la colazione al Club Moritzino, con prodotti tipici e specialità locali da condividere in un’atmosfera conviviale. La discesa sarà possibile con la riapertura della cabinovia a partire dalle ore 8.30.

I posti sono limitati e la partecipazione è su prenotazione (https://shop.dolomitisuperski.com/companyshop.ashx?valley=300&zone=22&area=592&lang=94) attraverso lo shop online di Movimënt. 

Per qualche ora, prima che l’estate entri nel pieno della giornata, saranno la musica e le prime luci del mattino a scandire il tempo, accompagnando il risveglio delle Dolomiti da uno dei punti più panoramici dell’Alta Badia.