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sabato 16 maggio 2026

Oltre 100 protagonisti dell’architettura e dell’hospitality ad Ancona per la prima tappa di Vette e Onde Experience 2026. Alla Mole Vanvitelliana si è tenuto il confronto sulla nautica, il nuovo lusso e lo sviluppo dei territori.

 

Grande attenzione per la lectio magistralis di Luca Dini

Ancona, 15 maggio 2026_Architettura, yacht design, ospitalità diffusa e sviluppo dei territori sono stati i temi al centro della prima tappa di Vette e Onde Experience 2026, il format dedicato all’evoluzione del turismo contemporaneo che ha scelto Ancona, recentemente nominata Capitale italiana della Cultura 2028, per inaugurare il nuovo ciclo “Destinazioni Insolite”.

Nella cornice della Mole Vanvitelliana, oltre 100 tra architetti, investitori, operatori dell’hospitality, aziende e protagonisti del settore nautico si sono confrontati sulle nuove traiettorie dell’accoglienza contemporanea, tra waterfront, slow tourism, hotellerie evoluta e valorizzazione del paesaggio.

Con Vette e Onde Experience 2026 vogliamo intensificare il dialogo tra tutti gli attori che contribuiscono a trasformare un territorio - dalle istituzioni agli investitori, fino ai progettisti e agli operatori dell’hospitality - per costruire nuove visioni di sviluppo condiviso. Ancona, appena nominata Capitale Italiana della Cultura 2028, rappresenta oggi un’opportunità straordinaria per attivare investimenti e nuovi progetti legati all’ospitalità e alla valorizzazione del territorio”, ha commentato Marisa Corso, CEO di MC International, ideatrice curatrice del progetto Vette e Onde, nato su un’idea condivisa con gli architetti Ambra Piccin e Monica Gasperini.

Ad aprire la giornata i saluti istituzionali dell’Assessore al Turismo e Borghi Daniele Beradinelli e di Gloria Vitali, presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Ancona. 

L’Assessore Berardinelli ha affermato “Stiamo cercando di proporre alla Regione un progetto che possa affiancare la città di Ancona alla fiera della nautica a Cannes, che è un evento a cui sono interessati i nostri costruttori e i nostri cantieri, questo evento potrebbe avere anche una ricaduta dal punto di vista turistico” e ha concluso: “La nostra città non è ancora conosciuta fino in fondo come luogo di destinazione, molte volte è stata considerata come luogo di passaggio, invece deve diventare luogo di destinazione perché ha tutte le carte in regola per esserlo”.

Il primo panel, “Le Marche: nuovo lusso e slow tourism”, moderato da Antonella Cotta Ramusino, ha approfondito il ruolo crescente della nautica e delle nuove forme di hospitality nello sviluppo turistico del territorio marchigiano.

Tra i protagonisti del confronto: Maurizio Minossi, Presidente di AMYC – Associazione Marche Yachting and Cruising; Raffaella Peloso, Senior Director e Head of Valuation Hotels Italy di CBRE; Marco Girotto, General Manager Trains – La Dolce Vita Orient Express; Marco Bognolo, Vice President Basic Design di Fincantieri che nel suo speech ha messo in evidenza “quanto amicizia e professionalità siano le basi per progetti di successo, nel lavoro e nella vita”; Fredrik Johansson, Co-Founder Tillberg Design of Sweden, il cui commento all’evento è stato “in questi due giorni ho imparato molto e creato una rete di contatti professionali davvero preziosi”; e Alejandra Obregon, luxury yacht and superyacht design executive che ha detto: “È stato un summit di approfondimento sulle tecnologie più avanzate che stanno guidando l’innovazione e ridefinendo gli standard della cantieristica contemporanea. Il tutto in una città che non conoscevo e che si è rivelata una destinazione dal fascino inaspettato”. E proprio su questo aspetto che Raffaella Peloso, Senior Director e Head of Valuation Hotels Italy di CBRE ha sottolineato che “Oggi è fondamentale ampliare lo sguardo anche verso destinazioni ancora poco esplorate, ma con un forte potenziale di sviluppo, integrandole in una visione più ampia dell’ospitalità contemporanea. Questo significa ripensare l’esperienza turistica in modo più articolato, considerando anche il ruolo crescente di nuove forme di mobilità e viaggio, come i treni di lusso, sempre più parte integrante dell’esperienza complessiva della destinazione”. 

Nel corso del dibattito è emersa la necessità di ripensare il concetto di ospitalità attraverso modelli sempre più integrati tra esperienza, mobilità, progettazione e valorizzazione del paesaggio.

 “Il lusso oggi non è più legato soltanto alla destinazione finale, ma alla qualità del tempo vissuto durante il viaggio. Progetti come LA DOLCE VITA ORIENT EXPRESS dimostrano come il treno, per esempio, possa trasformarsi da semplice mezzo di trasporto a vera esperienza di ospitalità in movimento, dove paesaggio, lentezza e scoperta del territorio diventano parte integrante del soggiorno. Lo stesso sta accadendo nel mondo della nautica, con hotel galleggianti e yacht esperienziali che ridefiniscono il concetto stesso di accoglienza”, ha commentato Marco Girotto, General Manager di La Dolce Vita Orient Express.

Grande attenzione per la lectio magistralis di Luca Dini, fondatore dello studio internazionale LUCA DINI Design & Architecture, dedicata al rapporto tra yacht design, architettura e paesaggio.

Nel suo intervento, Dini ha raccontato il mare come “laboratorio di ricerca progettuale”, sottolineando come lo yacht design rappresenti oggi uno dei luoghi più avanzati di sperimentazione tra innovazione tecnologica, ingegneria e cultura del progetto italiano.

Al centro del suo intervento, “il mare come laboratorio progettuale e non solo come orizzonte”, ha detto Dini. Nello yacht design si concentrano infatti alcune delle sfide più complesse dell’architettura contemporanea: “l’equilibrio tra forma e funzione, l’integrazione tra ingegneria e artigianalità, la capacità di progettare spazi sofisticati in un contesto mobile e in costante dialogo con l’ambiente naturale”, ha specificato il designer.

La seconda parte della giornata, moderata dal giornalista de Il Resto del Carlino Giacomo Giampieri, ha acceso i riflettori sul potenziale dell’entroterra marchigiano con il talk “Le Marche: dal mare all’entroterra, il connubio perfetto”. Dopo l’introduzione dell’assessore regionale allo Sviluppo Economico Giacomo Bugaro, il confronto ha coinvolto Luca Boldrini (FM Architettura), Guido Guidi (The Begin Hotels), Marco Gilardi (Minor Hotels), Alessandro Massari(Massari Design), Laura Pomponi (Luxury Projects Atelier), Marco Piva (Studio Marco Piva) e Alessio Zambito (B&B Hotels Italia). 

Tanti gli spunti emersi per guardare al futuro: “La vera differenza nell’ospitalità risiede nella capacità di costruire esperienze riconoscibili e autentiche”, ha spiegato Marco Gilardi che ha raccontato come: “L’Italia rappresenta un mercato chiave per Minor Hotels che continua a investire nello sviluppo e nella valorizzazione del proprio portfolio: il lancio di 4 nuovi brand (Colbert Collection, Minor Reserve Collection, The Wolseley Hotels e iStay by NH) risponde alla crescente diversificazione della domanda e alla necessità di intercettare segmenti differenti”. Progetti quindi con un focus molto chiaro: Se guardiamo a territori come le Marche, il tema oggi è rendere sostenibile quanto già esiste, attraverso accessibilità, servizi integrati e una visione gestionale solida nel tempo”, ha aggiunto Gilardi specificando quanto il ruolo degli operatori dell’ospitalità diventa centrale nel contribuire allo sviluppo di queste destinazioni, al fine di renderle coerenti e competitive a livello internazionale.

Un altro tema emerso è il cambio di passo dell’ospitalità che dovrebbe essere sempre più “sussurrata e realizzata in luoghi ricchi di storia e stratificazioni, destinazioni e atmosfere che non urlano, ma che hanno il sapore dell’autenticità”, ha detto Guido Guidi: “Perché, oggi, il vero lusso è il Tempo. Tempo per osservare, per respirare, per riconnettersi con sé stessi e con ciò che ci circonda. È da questa visione che nasce l’idea di Accoglienza di The Begin Hotels: far sentire chiunque arrivi da noi e nei nostri luoghi parte integrante del luogo e non semplicemente di passaggio”. Una visione comune sottolineata anche da Marco Piva che ha commentato: “Vette e Onde si conferma come un momento di aggregazione e di incontro strategico tra gli attori del mondo creativi e i protagonisti del made in italy geniale”.

Con la tappa di Ancona prende così ufficialmente il via il percorso 2026 di Vette e Onde Experience, che proseguirà il 26 giugno sul Lago Maggiore, al Castello Dal Pozzo, e si concluderà il 18 settembre in Trentino-Alto Adige, con due appuntamenti dedicati alle nuove prospettive dell’ospitalità tra paesaggio, architettura e sviluppo delle destinazioni.

Vette e Onde Experience è un format di MC International e Arzanà

venerdì 15 maggio 2026

Tuttofood: il Vegan è ormai radicato nei distretti dell’agroalimentare italiano

 


L’Osservatorio VEGANOK ha analizzato 71 aziende e brand presenti a Tuttofood 2026, 15 regioni rappresentate, 21 macro-categorie merceologiche: dallo studio emerge il radicamento dell’offerta vegana nelle filiere agroalimentari italiane

 Roma, 15 maggio 2026 Il vegan certificato non è più una nicchia giovane, marginale o legata solo alle nuove tendenze plant-based, ma è ormai parte integrante dell’agroalimentare italiano, e attraversa imprese storiche, filiere produttive centrali e territori distribuiti lungo tutta la penisola.

È quanto emerge dall’analisi realizzata dall’Osservatorio VEGANOK sulle 71 aziende e brand presenti nella mappa VEGANOK a Tuttofood 2026, una fotografia che permette di leggere con maggiore precisione il ruolo del cibo vegetale nel mercato alimentare italiano.

L’indagine ha ricostruito la distribuzione geografica, l’anzianità aziendale, le categorie merceologiche, la presenza nei padiglioni fieristici e la continuità del rapporto con la certificazione. Il risultato è un identikit chiaro: il vegan certificato non vive più solo nello scaffale alternativo, ma si inserisce nelle categorie quotidiane dell’alimentazione, nelle filiere del Made in Italy e nelle strategie di aziende già consolidate.

Tra le realtà analizzate sono rappresentate 15 regioni italiane e 21 macro-categorie merceologiche. Inoltre, 37 aziende e brand, pari al 52% del campione, hanno ricevuto il riconoscimento VEGANOK “10 anni insieme”, assegnato alle realtà che hanno mantenuto nel tempo una relazione continuativa con la certificazione.

Un ecosistema maturo: l’83% delle aziende ha più di 20anni

Uno dei dati più significativi riguarda l’anzianità aziendale. Su 71 realtà analizzate, 59 hanno più di 20 anni, pari all’83% del totale. Ancora più rilevante, 39 aziende hanno oltre 50 anni, cioè il 55% del campione.

Il dato corregge una percezione ancora diffusa: quella del vegan come settore presidiato soprattutto da start-up, brand giovani o aziende nate sull’onda delle nuove tendenze di consumo. L’analisi VEGANOK mostra invece un ecosistema composto in larga parte da imprese strutturate, storiche e radicate nei territori.

Tra le aziende presenti nella mappa VEGANOK a Tuttofood 2026, 21 sono secolari, con oltre 100 anni di storia. La timelineparte dal 1760 e include realtà come Molino Rossetto, Farchioni Olii, Riso Scotti, Nuova Industria Biscotti Crich, Serena Wines1881, Zuegg, Fabbri 1905, La Molisana, Bauli-Doria, Petti Group e molte altre.

Questo dato evidenzia un passaggio strategico: la certificazione vegan non rappresenta una rottura con la tradizione alimentare italiana, ma uno strumento con cui anche aziende longeve aggiornano il proprio posizionamento, rendono più leggibile la propria offerta e rispondono a una domanda di mercato sempre più orientata a trasparenza e verificabilità.

«Da oltre vent’anni VEGANOK lavora per rendere il vegan riconoscibile, verificabile e accessibile, sia per i consumatori sia per le aziende. Vedere oggi imprese storiche, realtà industriali e produzioni territoriali scegliere e confermare nel tempo la certificazione conferma che il vegan non è una tendenza passeggera, ma un’informazione di valore per il mercato. Il nostro compito è continuare a garantire uno standard chiaro, credibile e indipendente, capace di accompagnare le aziende in un percorso di trasparenza e di offrire ai consumatori uno strumento semplice per orientarsi», dichiara Sauro Martella, co-founder di VEGANOK.

Il Made in Italy alimentare vegano

La distribuzione territoriale conferma il legame tra vegancertificato e grandi distretti produttivi dell’agroalimentare italiano.

La regione più rappresentata è il Veneto, con 12 aziende e brand, seguita dalla Lombardia, con 11 realtà, e dall’Emilia-Romagna, con 7. Seguono Piemonte, Toscana e Campania, ciascuna con 6aziende.

Guardando alle macroaree, il Nord concentra 37 aziende, pari al 52% del totale. Il Centro ne raccoglie 13, cioè il 18%, mentre Sud e Isole arrivano a 21 aziende, pari al 30%.

Il dato restituisce una geografia articolata. Da un lato il Nord conferma il proprio peso industriale; dall’altro, quasi un’azienda su tre proviene dal Mezzogiorno e dalle Isole, aree fortemente legate a produzioni agroalimentari mediterranee come pasta, conserve, olio, prodotti da forno, pomodoro, bevande e specialità territoriali. Il vegan certificato appare quindi come una leva che non sostituisce l’identità produttiva italiana, ma si innesta nelle sue filiere reali.

Anche la distribuzione merceologica smentisce un secondo stereotipo: quello secondo cui il vegan certificato riguarderebbe soprattutto sostituti della carne, prodotti alternativi o referenze altamente innovative. Tra le aziende VEGANOK presenti a Tuttofood 2026, le categorie più rappresentate sono profondamente legate alla produzione alimentare italiana più riconoscibile.

Al primo posto ci sono conserve e sughi, con 13 aziende. Seguono pasta e taralli, con 9 aziende, e bakery e snack, con 6. Poi bevande e biscotti, con 5 aziende ciascuna, seguite da farine e preparati e olio EVO, entrambe con 4 aziende.

Le prime sette categorie raccolgono 46 aziende su 71, pari al 64,8% del totale.

Si tratta di comparti centrali del Made in Italy alimentare, non di categorie periferiche. Conserve, pasta, prodotti da forno, biscotti, farine, olio e bevande fanno parte della dispensa quotidiana, del retail, della ristorazione e dell’export.

Per le aziende, questo dato è particolarmente rilevante: la certificazione vegan non si limita a presidiare una domanda etica o identitaria, ma diventa un’informazione di prodotto utile in categorie di largo consumo, dove chiarezza in etichetta, reputazione e fiducia incidono sempre di più sulle scelte di acquisto e sulle relazioni commerciali.

«Questa analisi ci restituisce un dato molto concreto: il vegan certificato è ormai dentro le dinamiche reali dell’industria alimentare italiana. Le aziende presenti a Tuttofood 2026 raccontano un ecosistema maturo, composto da imprese storiche, filiere territoriali e categorie centrali della dispensa italiana. Per l’Osservatorio VEGANOK, misurare questi dati significa andare oltre la semplice presenza in fiera: significa capire dove si sta muovendo il mercato, quali aziende stanno integrando il vegan nelle proprie strategie e quanto la certificazione sia diventata uno strumento di chiarezza, fiducia e posizionamento», afferma Laura Serpilli, direttrice dell’Osservatorio VEGANOK.

 Fonte studio: “L’Italia che sceglie VEGANOK: l’identikit delle aziende a Tuttofood 2026” dell’Osservatorio VEGANOK (www.veganok.com/osservatorio)

Albergo Pietrasanta presenta ARTE IN VACANZA

  

Un progetto espositivo realizzato in collaborazione con la galleria Viasaterna, che negli spazi settecenteschi dell’albergo presenta circa 20 opere fotografiche dedicate alla natura come campo di esplorazione, trasformazione e connessione

 

dal 23 maggio 2026 con opere di Stefano Caimi, Alessandro Calabrese, Giovanni Chiaramonte, Teresa Giannico, Guido Guidi, Takashi Homma, Leonardo Magrelli e Carolina Sandretto

 

 

OPENING

venerdì 22 maggio ore 18.30

 

Guido Guidi, Forlì, 1971. Courtesy Viasaterna | Stefano Caimi, Phytosynthesis – Rubus ulmifolius f. rubescens, 2026. Courtesy Viasaterna | Takashi Homma, New Waves, 2025-01, 2025. Courtesy Viasaterna | Carolina Sandretto, Internal Memories | External Memories, 9 Unique Polaroids, 2020 | Giovanni Chiaramonte, Senza Titolo, Milano 1999. Courtesy Cartacea Galleria | Teresa Giannico, A picture of a floral arrangement, 2025. Courtesy Viasaterna | Alessandro Calabrese, Still Life #02 dalla serie Hierarchy of Genres, 2021. Courtesy Viasaterna

 



 

www.albergopietrasanta.com

 


Pietrasanta, 14 maggio 2026 – Nel 2026, in occasione del trentesimo anniversario, l’Albergo Pietrasanta promuove una serie di iniziative celebrative, tra cui ARTE IN VACANZA, un programma espositivo estivo che, negli spazi del settecentesco Palazzo Barsanti Bonetti, mette in dialogo opere fotografiche contemporanee e la collezione permanente dell’albergo.

 

Realizzata quest’anno in collaborazione con la galleria Viasaterna, la mostra riunisce circa 20 opere di otto artistiStefano Caimi, Alessandro Calabrese, Giovanni Chiaramonte, Teresa Giannico, Guido Guidi, Takashi Homma, Leonardo Magrelli e Carolina Sandretto – accomunati da una riflessione sulla Natura intesa non come elemento statico, ma come organismo mutevole, spazio di relazione e terreno di ricerca visiva.

 

La mostra nasce dalla volontà di indagare la natura non come soggetto statico di rappresentazione, ma come campo dinamico di esplorazione, trasformazione e relazione. La selezione riunisce artisti che, attraverso linguaggi e pratiche differenti, condividono l’uso della fotografia come strumento di ricerca capace non solo di registrare il reale, ma anche di reinterpretarlo, scomporlo e ricostruirlo restituendo una molteplicità di sguardi sul paesaggio e sulle sue trasformazioni. In questo percorso, la natura emerge come esperienza mutevole e complessa: nelle opere di Takashi Homma e Carolina Sandretto la natura rivela il proprio mutare nel tempo; nei lavori di Stefano Caimi, Alessandro Calabrese, Teresa Giannico e Leonardo Magrelli l’immagine naturale viene decostruita e reinventata; mentre le fotografie Guido Guidi e Giovanni Chiaramonte esplorano una dimensione più astratta e contemplativa, affidata alla luce, all’ombra e alla profondità dello sguardo.

 

Con ARTE IN VACANZA, l’Albergo Pietrasanta si trasforma in uno spazio di stratificazioni e attraversamenti: camere, corridoi e aree comuni accolgono le opere come presenze capaci di modificare la percezione degli ambienti e il rapporto quotidiano con essi. Le fotografie convivono con i visitatori, accompagnando i momenti di quiete e di passaggio, insinuandosi nella dimensione privata dell’esperienza dell’ospitalità.

 

Le opere di Guido Guidi e Giovanni Chiaramonte invitano a uno sguardo lento e contemplativo sul paesaggio. Guidi si concentra sugli aspetti più marginali della realtà quotidiana, restituendo profondità poetica a ciò che spesso sfugge allo sguardo. Per Chiaramonte, il paesaggio è invece una struttura complessa di relazioni, in cui elementi naturali e architettonici diventano segni da osservare e interpretare. Takashi Homma e Carolina Sandretto esplorano la natura attraverso il tempo e la trasformazione. Mentre Homma osserva il mare come immagine di mutamento continuo e impermanenza, Sandretto, con le sue polaroid a doppia esposizione realizzate durante il Covid, restituisce una visione poetica del paesaggio, sospesa tra vicinanza e distanza, attesa e cambiamento. Nelle ricerche di Stefano Caimi e Leonardo Magrelli la fotografia diventa strumento di trasformazione del visibile. Caimi rielabora digitalmente immagini e forme naturali per rivelarne ritmi e connessioni nascoste, mentre Magrelli mette in discussione la percezione attraverso opere lenticolari in continua metamorfosi, che cambiano con il movimento dell’osservatore. Teresa Giannico e Alessandro Calabrese riflettono sulla costruzione dell’immagine fotografica contemporanea. Giannico crea nuove composizioni a partire da frammenti visivi trovati online, evocando pittura e collage e Calabrese indaga invece il rapporto tra fotografia e pittura, alterando e rifotografando l’immagine per ridefinire i confini del medium fotografico.

 

L’intero progetto nasce da un’idea di convivenza tra arte e vita, cifra distintiva dell’identità dell’albergo sin dalla sua fondazione. Le opere che abitano gli ambienti dell’Albergo non sono pensate come elementi da esporre secondo un percorso museale, ma come presenze da condividere, inserite naturalmente negli spazi dell’abitare e della quotidianità. In questo senso, l’Albergo Pietrasanta si configura come un luogo ibrido, sospeso tra casa, collezione e spazio espositivo.

 

Era il 1996 quando Rosa e Gilberto Sandretto trasformarono il palazzo storico in un luogo aperto all’incontro e alla relazione, dove la collezione – costruita a partire dagli anni Ottanta tra Italia e contesti internazionali – trovava spazio secondo una logica di convivenza spontanea, lontana da un ordinamento tradizionale. Negli ultimi anni l’ingresso di Carolina Sandretto, fotografa e development manager, ha contribuito ad ampliare ulteriormente questa visione, rafforzando il dialogo tra ospitalità, ricerca fotografica e progettualità contemporanea.

 

A Milano, quante emozioni in poco tempo

 






Si conclude La Grande Bellezza Milano 2026 con oltre 150 presenze di puro "trade" di qualità.

In un periodo intenso e pregno di appuntamenti La Grande Bellezza Milano lascia il segno.

"Abbiamo montato le "soft" con possibile pioggia prevista. Non abbiamo avuto paura, abbiamo osato, è stata la scelta vincente." Queste le parole di Raffaele Vecchione, fondatore e degustatore di WinesCritic.com società di critica di vino tra le più giovani a livello internazionale al termine del pomeriggio di degustazione.

La metafora al mondo dei motori e alla decisione di rischiare tanto pur di ottenere il massimo dalla giornata di tasting.

“La scelta è stata vincente, uscire all'esterno nei Chiostri di San Barnaba, godere delle temperature miti ed un piacevole sole timido nonostante l'incertezza del meteo e possibili temporali previsti ha colpito tutti”, prosegue Raffaele.

Tanti i commenti positivi dalla manifestazione che fa registrare un +30% di presenze e si conferma un evento di nicchia, ricco di operatori del settore scelti con cura.

Tanti i complimenti per la selezione dei vini, per la cura dei dettagli e per la splendida location, che in primavera è ancora più preziosa.

La giovane compagnia di critica WinesCritic.com degusta oltre 4000 vini l'anno ed ha una visione in mente ben chiara :

Riportare interesse verso la critica, che può essere sana e costruttiva, può avvicinare, può aiutare a migliorarsi, superarsi.

Un obbiettivo difficile ma in target con il buon senso, l'empatia e l'amore per la materia che muovono le giornate di Raffaele Vecchione e Federica Ferone.

Ringraziamenti speciali al termine della manifestazione vanno allo staff della location I Chiostri di San Barnaba, altamente qualificato e professionale, alla mano esperta e goduriosa di Frariè, Bistrot e Catering Napoletano a Milano, al Dj Gimbo, a tutte le aziende che hanno presentato i vini e agli operatori del settore che hanno rinnovato la loro fiducia o che hanno scelto per la prima volta

La Grande Bellezza Milano.

Vince il premio Miglior Scatto Luigi Carriaggio, in arte su instagram gigi_wine_spoiler. Per lui una bottiglia di Nèmesi IGT Toscana 2021 che non è invece stata assegnata come Premio Condivisione.

"Uno dei pochi eventi degno di nota a Milano", tra i commenti che si sono sentiti in sala da rappresentati decisamente influenti sulla piazza lombarda.

"È stato un evento bellissimo, veramente avete curato tutto voi?" Un secondo commento che gratifica e sancisce l'operato di oltre 4 mesi.

"Ci vediamo l'anno prossimo, noi ci saremo".

Forse l'augurio più bello che gli operatori della città di Milano lasciano nel cuore di Raffaele e Federica che possono finalmente tirare un sospiro di sollievo, congratularsi a vicenda prima di pensare alla prossima tappa del Tour.

Grazie Milano, è stato splendido, proprio come lo avevamo immaginato. Raffaele e Federica.

Qlhype presenta Leddy, la nuova mascotte dallo stile sostenibile

 





Qlhype, la piattaforma online di moda circolare fondata da Ignazio Moser e Cecilia Rodriguez, presenta Leddy, la nuova mascotte: cool nei colori nero e verde fluo del brand, è destinata a diventare il volto di Qlhype e un’icona di stile sostenibile. Svelata al pubblico in occasione del flash mob tenutosi a Milano, in Largo La Foppa, Leddy ha animato l’evento coinvolgendo i presenti e andando a rafforzare l'identità del marchio attraverso la sua figura riconoscibile e distintiva.

 

Insieme a Leddy alcuni volti noti del piccolo schermo come Megan Ria e Maddalena Svevi, entrambe ballerine italiane diventate famose nel 2022 partecipando al programma Amici di Maria De Filippi, che hanno eseguito una performance artistica a ritmo di musica.

 

Qlhype non rappresenta solo un fashion e-commerce che riduce il consumo eccessivo di fast fashion, ma una vera e propria community fatta di persone che condividono la stessa passione e attenzione per la moda. Capace di offrire ai propri clienti un’esperienza sia fisica sia online di shopping responsabile, Qlhype ti permette di avere uno stile sostenibile: dagli abiti e accessori nuovi o pre-loved dei brand più noti, a rarità vintage d'archivio, off-season e di campionario, sino a capi provenienti dagli armadi di celebrities – tutti autenticati da un team di esperti – l’assortimento è ampio. 

 

Tiktok: @leddy_qlhype - @qlhype

Instagram: @leddy_qlhype - @qlhype

 

 


 

FINE JEWELLERY martedì 19 maggio 2026