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venerdì 12 giugno 2026

TENUTA SETTE PONTI SCEGLIE UN LUOGO UNICO AL MONDO PER CELEBRARE I 25 ANNI DI ORENO: IL PONTE BURIANO, IMMORTALATO DA LEONARDO DA VINCI NELLA MONNA LISA

 



EL PORTEÑO PORTA LA PARILLA OLTRE I LOCALI: NASCE “EL PORTEÑO A CASA TUA”, IL NUOVO SERVIZIO CATERING PREMIUM

 


Non più solo un ristorante ma un’esperienza che può prendere forma ovunque.

 

Il fuoco che si accende, il profumo della carne alla griglia, il ritmo della sala che prende vita: El Porteño porta la sua esperienza fuori dal ristorante e la trasforma in un format itinerante. Nasce “El Porteño a Casa Tua”, il nuovo servizio catering premium pensato per portare l’identità del brand direttamente in location private e aziendali.

Il debutto è avvenuto in occasione delle finali della El Porteño Golden Cup, dove il team ha firmato il pranzo di gala composto da oltre 450 commensali e trasformandolo nella prima vera esperienza immersiva del nuovo progetto.

 

El Porteño a Casa Tua” è la traduzione fuori sede di un mondo preciso, fatto di calore, spettacolo e cucina argentina contemporanea. Al centro, naturalmente, c’è lei, la griglia, cuore pulsante dell’esperienza. La parilla non è solo tecnica di cottura, ma rituale e racconto, dove il fuoco diventa scenografia, il taglio della carne un momento condiviso, la preparazione parte integrante dello spettacolo.

Attorno alla parilla si costruisce un’esperienza completa: dall’accoglienza elegante ma spontanea al servizio di sala dinamico e coinvolgente, in un ritmo che alterna convivialità e intrattenimento, ma sempre accompagnato da grande attenzione alla materia prima e alla qualità esecutiva.

Il risultato è un format capace di trasportare l’energia dei ristoranti El Porteño in qualsiasi contesto, creando eventi che parlano tanto al palato quanto all’immaginario.

 

Un servizio su misura, tra cucina e spettacolo

Il servizio nasce per essere costruito su misura in ogni dettaglio con menù sviluppati in funzione dell’occasione e degli ospiti e modalità di servizio che possono spaziare da formule più classiche a soluzioni dinamiche con live cooking e interazione diretta con la cucina.

A rendere il tutto ancora più immersivo, la possibilità di integrare elementi iconici del mondo El Porteño come il tango argentino, direttamente ispirato al dinner show di El Porteño Prohibido.

Un progetto pensato per adattarsi a diverse occasioni, dalle cene private agli eventi corporate, dai gala alle brand experience, mantenendo sempre lo stesso obiettivo: creare momenti memorabili.

 

Infine, la presenza di una squadra completa composta da chef, brigata, asador esperti della parilla, personale di sala e team accoglienza garantisce autenticità e qualità portando fuori sede il modello operativo dei ristoranti.

 

Con “El Porteño a Casa Tua”, il gruppo amplia il proprio raggio d’azione rispondendo a una domanda sempre più forte: quella di esperienze gastronomiche immersive, personalizzate e ad alto contenuto emotivo, capaci di uscire dal ristorante senza perdere identità.


Il Crema Wine Festival edizione 2026 secondo la Cantina Madri Leone

 





Il Crema Wine Festival edizione 2026 si è confermato una vetrina d’eccellenza straordinaria al  secondo anno di partecipazione dell'azienda agricola pugliese Madri Leone. 


Per la Cantina situata nel Tavoliere ad est del Mare Adriatico  (e guidata tutta al femminile dalle sorelle Marilia e Linda Leone) è stata un’esperienza memorabile. I banchi d’assaggio hanno visto un flusso continuo di visitatori. sono stati incontraticentinaia di appassionati wine lovers sinceri e degustatori esperti che hanno dimostrato una grandissima competenza e curiosità autentica.


Raccontare la nascita delle bottiglie di Madri Leone è stato un vero orgoglio, ogni calice versato ha fatto nascere un dialogo profondo sul territorio. 


Il festival di Crema fa della cultura del vino il suo punto di forza. Questo evento ha un valore commerciale e strategico inestimabile per Madri Leone: difatti ha permesso di toccare con mano le richieste del mercato attuale.


Il contatto diretto con il cliente finale pulsa di energia positiva.Oltre ai winelovers, il confronto tra addetti ai lavori è stato vitale, così come è stato fondamentale interfacciarsi e confrontarsi a lungo con moltissimi colleghi produttori.


Condividere sfide, visioni e trend futuri arricchisce sempre la crescita di una realtà come Madri Leone, oltre a far aumentare la consapevoiezza del lavoro svolto, sia in vigna che in Cantina.


Madri Leone ha portato a casa contatti preziosi e tantissimo entusiasmo rinnovato. Il Crema Wine Festival si è confermato come un appuntamento ormai imperdibile, dal quale attingere per trasformare tutti gli ottimi incontri in nuove grandi opportunità.

LA CASA DEGLI SPIRITI FESTEGGIA 30 ANNI E APRE UN NUOVO CAPITOLO CON LA SECONDA GENERAZIONE

 

DA DOMANI APRE AL PUBBLICO LA MOSTRA "Chagall con Maria Lai. Il villaggio interiore"

 

13 giugno – 27 settembre 2026
CaMuC e Stazione dell'Arte, Ulassai (NU)

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Ulassai celebra i vent’anni della Fondazione Stazione dell’Arte con
“Chagall con Maria Lai. Il villaggio interiore”,
una mostra inedita che mette in reazione l'universo lirico di uno degli artisti più amati di sempre con la grammatica poetica della grande pioniera ulassese tessitrice di storie.

Dal 13 giugno, un percorso espositivo di oltre settanta opere curato da Paul Schneiter e Marco Peri esplora i vissuti complessi, le geografie dell'anima e il valore universale del racconto che accomunano due protagonisti dell’arte del Novecento.




Marc Chagall, Il gallo viola, 1966-72. Olio, gouache e inchiostro su tela, 89,3x78,3 cm. Private Collection © Chagall ® by SIAE 2026

Dal 13 giugno la Stazione dell’Arte e il CaMuC di Ulassai ospiteranno una mostra di grande rilievo dedicata al dialogo tra le opere di Marc Chagall e Maria Lai.

Le opere di Chagall, attraversate da un lirismo visionario e fiabesco, popolato di figure sospese, animali simbolici e paesaggi della memoria, entreranno in relazione con una selezione di lavori di Maria Lai, artista che ha trasformato il legame con il proprio territorio, le tradizioni orali e il gesto del cucire in una personale grammatica poetica.

La mostra nasce dall’intuizione di un possibile campo di risonanza tra due artisti apparentemente lontani per geografia e linguaggio, ma profondamente accomunati dalla capacità di trasformare le proprie radici in immaginazione universale. Per entrambi, il villaggio d’origine non è soltanto un luogo reale, ma uno spazio interiore: una matrice poetica che continua a generare immagini, racconti e visioni.

Vitebsk, città natale di Chagall, e Ulassai, paese d’origine di Maria Lai, diventano così luoghi della memoria e dell’immaginazione, territori interiori continuamente reinventati attraverso l’arte. Le oltre settanta opere in mostra – tra dipinti, incisioni, libri d’artista, tessiture e opere su carta – costruiscono un percorso che mette al centro il valore del racconto e della fiaba.

Attraverso il confronto tra due universi espressivi profondamente personali, la mostra invita il pubblico a riconoscere come l’arte possa custodire storie intime e collettive e, allo stesso tempo, trasformarle in immagini capaci di parlare universalmente.

La mostra Chagall con Maria Lai. Il villaggio interiore curata da Paul Schneiter e Marco Peri, è promossa dal Comune di Ulassai e prodotta dalla Fondazione Stazione dell’Arte con il supporto organizzativo di Arthemisia.

Il Direttore della Stazione dell’Arte Marco Peri afferma: “La mostra inaugura le celebrazioni per i vent’anni della Fondazione Stazione dell’Arte, aperta l’8 luglio 2006 per volontà di Maria Lai e dell’Amministrazione comunale di Ulassai. Un anniversario significativo che restituisce il senso profondo di questo museo: un luogo nato dal dono dell’artista al proprio paese e pensato come un’eredità culturale viva, dedicata all’incontro e alla crescita attraverso l’arte contemporanea.
Accogliere le opere di Marc Chagall, uno tra gli artisti più poetici del Novecento, permette alle opere di Maria Lai una rilettura inattesa. Il confronto tra i due artisti non cerca somiglianze formali, ma apre uno spazio di risonanze profonde: il racconto che si trasforma in immagini, il legame con la Sardegna come sorgente immaginativa, la capacità dell’arte di abitare una dimensione sospesa tra esperienza vissuta e visione poetica.”

La mostra è finanziata dall’Unione Europea attraverso il programma NextGenerationEU, nell’ambito del PNRR | Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, per la rigenerazione culturale, sociale ed economica dei borghi.


LA MOSTRA
Dove andare quando non resta più alcun luogo da chiamare casa?
In un mondo sempre più lacerato dall’inasprirsi dei conflitti e dagli spostamenti causati dalla crisi climatica, la ricerca condotta da Chagall lungo tutta la vita di un luogo in cui mettere radici smette di appartenere soltanto alla storia del Novecento e diventa, piuttosto, uno specchio della nostra realtà in trasformazione.
L’opera di Chagall conserva oggi intatta la propria attualità proprio perché l’artista ha conosciuto questa stessa forma di cancellazione. Quando Vitebsk, la sua città natale nell’Impero russo – oggi in Bielorussia – gli fu sottratta fisicamente, distrutta dall’esercito tedesco nel 1941, Chagall non cedette alla nostalgia, ma continuò a custodire la città e la sua cultura all’interno di un paesaggio interiore. Questa architettura portatile lo sostenne durante l’esilio forzato della Seconda guerra mondiale, diventando il nucleo originario della sua energia creativa, che l’artista avrebbe infine radicato nel Sud della Francia, dove si stabilì dopo il 1950.
Troppo spesso la storia dell’arte ha rinchiuso Chagall in una dimensione di nostalgia sognante, riducendolo a un pittore sentimentale di memorie folkloriche. Seguendo i motivi figurativi ricorrenti che attraversano l’intero arco della sua carriera, dalle prime formulazioni giovanili fino alle opere degli ultimi anni, questa mostra indaga il modo in cui l’artista ricostruisce una patria perduta nella geografia privata della propria mente.
Il percorso espositivo è scandito da diversi autoritratti dell’artista, realizzati tra il 1922 e il 1968, che fanno sì che la presenza di Chagall accompagni i visitatori come una guida personale attraverso il viaggio della sua vita.
Sebbene a prima vista possa sembrare che ci sia poco in comune tra Marc Chagall e Maria Lai, entrambi gli artisti dovettero viaggiare lontano da casa per perseguire la propria formazione artistica. Chagall lasciò la natia Vitebsk per San Pietroburgo e in seguito per Parigi, mentre Lai partì dalla Sardegna alla volta di Roma, alla ricerca di quella maestria che i loro luoghi d'origine non potevano offrirle. Al di là dei rispettivi spostamenti geografici, entrambi furono profondamente segnati dai traumi della guerra e dovettero affrontare discriminazioni: Chagall come immigrato ebreo e Lai come donna in lotta per il riconoscimento all'interno del patriarcale mondo dell'arte italiano. Entrambi gli artisti hanno portato con sé la propria architettura interiore per tutta la vita, attingendo il proprio vocabolario artistico dai loro villaggi interiori.





Sedi
Ulassai
CaMuC, Via Garibaldi 49
Stazione dell’Arte, S.P. 11
 
Date
13 giugno – 27 settembre 2026
 
Orari di apertura
Martedì – Domenica
09:30 – 13:00 / 14:30 – 19:30
Lunedì chiuso
 
Info, biglietti e prenotazioni
T. +39 0782 208111
stazionedellarte@tiscali.it
 
Attività per il pubblico
Per il pubblico sono previste visite guidate tutti i giorni, incluse nel biglietto d’ingresso, nei seguenti orari:
9:30 – 11:00 – 14:30 – 16:00
Le attività saranno condotte dalle guide della Stazione dell’Arte.
 
Informazioni e prenotazioni gruppi
stazionedellarte@tiscali.it
 
Sito web
www.stazionedellarte.com/
camuc.it/
 
Social e Hashtag ufficiale
#ChagallLaiUlassai
#ChagallUlassai
@stazionedellarte

VILLA FRANCIACORTA A SOSTEGNO DELLA VITA

 



La cantina al fianco di Chefs For Life, iniziativa che unisce alta cucina, convivialità e solidarietà

Dopo l’evento dell’8 giugno a Verona, il 1° luglio Villa Franciacorta ospiterà Chef di calibro mondiale rendendo protagonista il borgo di Villa Franciacorta

“Solidarietà significa impegno concreto, al di là delle parole!” Villa Franciacorta, cantina gestita dalla Famiglia Bianchi-Pizziol, ha deciso di confermare l’impegno verso la solidarietà rinnovando la collaborazione con Chefs For Life, iniziativa charity che unisce grandi chef e aziende, per sostenere realtà impegnate nella ricerca scientifica, nella cura della persona e nel sociale. I vini di Villa Franciacorta sono protagonisti, con i piatti creati dalle “brigate” (ogni volta diverse) di Chefs For Life nel corso di tutti gli eventi 2026. In particolare, dopo il primo appuntamento il 6 maggio nella prestigiosa tenuta toscana Villa Viesca, della famiglia Ferragamo, lunedì 8 giugno, si è tenuto a Verona, presso il Giardino Giusti, MasterChef for Life. L’evento culinario e solidale – con 160 partecipanti e oltre 25mila Euro raccolti per la ricerca sulla fibrosi cistica – ha visto collaborare in coppia ex protagonisti del celebre cooking show televisivo e chef, molti dei quali stellati.

 Il 1° luglio il format arriva nel borgo di Villa Franciacorta. In questa occasione il borgo si trasformerà in un grande ristorante a cielo aperto. Il tavolo verrà allestito nel centro del borgo ed una squadra di Chefs For Life – con il supporto del resident chef Mauro Zacchetti di Ela, osteria in Villa - presterà la propria opera pro-bono, creando piatti unici ispirati dai vini di Villa Franciacorta. La serata del 1° luglio verrà dedicata alla Carolina Zani Melanoma Foundation, impegnata nella prevenzione, nella diagnosi precoce e nella ricerca scientifica sul melanoma.

Dopo aver “vissuto” con gioia luoghi iconici e di grande valore storico come Villa Viesca e il Giardino Giusti, saremo orgogliosi di accogliere Chefs For Life nel nostro antico borgo per questa importante occasione” ha dichiarato Roberta Bianchi.Da oltre dieci anni sosteniamo Chefs For Life perché è un progetto che mette davvero al centro le persone e trasforma la collaborazione tra eccellenze italiane in un qualcosa di concreto, davvero tangibile e lo fa attraverso il buon cibo e il buon vino perché il Convivio sia nutrimento per il corpo e per l’anima. Un approccio fatto di pochi proclami e molti risultati, in cui ci riconosciamo pienamente. Per Villa Franciacorta, l’impegno sociale è parte integrante del nostro modo di fare impresa. I valori che mio padre ci ha trasmesso continuano a guidarci ogni giorno e rappresentano una visione destinata a rimanere sempre attuale, attraverso le generazioni”.

L’evento dell’8 giugno ha visto una formula di cucina collaborativa e spettacolare, con i 16 ex concorrenti di Masterchef che hanno affiancato 16 chef professionisti del circuito Chefs for Life. I 32 cuochi hanno lavorato in squadra, creando piatti a quattro mani per gli ospiti della serata. Mon Satèn, con la sua classe ed eleganza, ha accolto gli ospiti all’aperitivo; a seguire Boké, il rosé 100% Pinot Nero di Villa Franciacorta, è stato abbinato alla pizza gourmet di Franco Pepe, riconosciuto come miglior pizzaiolo al mondo e recentemente insignito del premio Miglior Chef 2026 da Elle Gourmet Award.

 

Informazioni su Villa Franciacorta

Villa Franciacorta è una delle cantine storiche della Franciacorta, fondata nel 1960 da Alessandro Bianchi, oggi riconosciuta per la produzione di vini ottenuti esclusivamente da millesimati da uve di propria produzione.  Situata nel borgo cinquecentesco di Monticelli Brusati, l’azienda custodisce la storica cantina dell’epoca a cui si affiancano molteplici cantine ipogee e rappresenta oggi il luogo in cui vino, ospitalità e cultura del territorio si fondono, armonizzano regalando un’esperienza unica e di grande spessore. All’interno del borgo sorge anche Elà, osteria in Villa, ristorante di charme che propone una cucina raffinata e identitaria. A completare l’offerta, l’Agriturismo Villa Gradoni Charme & Nature, struttura dedicata all’accoglienza immersa nei vigneti della tenuta. Tra le etichette più rappresentative di Villa Franciacorta spiccano Emozione Brut, il primo Franciacorta della cantina nato nel 1978, Mon Satèn, uno dei satèn più iconici della Franciacorta, Diamant Pas Dosè e l’Extra Blu, Extra Brut, espressioni autentiche dello stile della cantina e delle grandi potenzialità di questo terroir. Da sempre guidata da una forte visione familiare, Villa Franciacorta coniuga tradizione, sostenibilità e innovazione, promuovendo una cultura d’impresa fondata sulla qualità, sulla responsabilità sociale e sulla creazione di valore per la comunità. www.villafranciacorta.it

 

Informazioni su Chefs For Life

Chefs For Life è un progetto solidale nato nel 2015 che riunisce alcuni tra i più autorevoli chef, professionisti della ristorazione e aziende d’eccellenza italiane con l’obiettivo di sostenere iniziative benefiche a favore di bambini, famiglie e persone in situazioni di fragilità. Attraverso eventi enogastronomici e cene charity organizzati in tutta Italia, Chefs For Life trasforma la cucina in uno strumento concreto di solidarietà, raccogliendo fondi destinati a enti e associazioni impegnati nel sociale. Negli anni, il progetto ha coinvolto centinaia di professionisti e partner, contribuendo a sostenere numerose attività benefiche e confermandosi come una delle più significative iniziative di responsabilità sociale nel panorama dell’alta ristorazione italiana. www.chefsfor.life

 

Chefs For Life, 8 giugno, Verona (Giardino Giusti): gli chef coinvolti

La brigata stellare: Liubica Komlenic, Chicco Cerea, Bobo Cerea, Chiara Pavan, Franco Pepe, Giancarlo Morelli, Diego Crosara, Tomaz Kavcic, Peter Brunel, Giuseppe Di Iorio, Salvatore Bianco, Massimo Fezzardi, Alberto Quadrio, Debora Vena, Fabio Mazzolini, Carlo Bresciani, Giuseppe Lamanna, Mauro Lazzari.

La brigata Masterchef Italia: Matteo Canzi, Antonio Lorenzon, Antonio Colasanto, Anna Zhang, Rubina Rovini, Tracy Eboigbodin, Simone Finetti, Jack Canevali, Francesco Aquila, Dalia Rivolta, Niccolò Califano, Irene Volpe, Monir Ebbardary, Matteo Lee, Edoardo Franco, Eleonora Riso.

HANNAH Marco Di Giovanni installazione site-specific