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lunedì 22 giugno 2026

LE MOSTRE DELL'ESTATE DI CENTRALE FIES con Monia Ben Hamouda e Industria Indipendente 16 - 26 luglio 2026

 


NOVITA’ SULL’EFFICACIA DEL TAPPO CORONA DURANTE L’INVECCHIAMENTO DEL VINO SPUMANTE

 

CREALIS PE.DI PRESENTA I RISULTATI DI UNO STUDIO SCIENTIFICO SVOLTO IN COLLABORAZIONE CON L’UNIVERSITA’ DI REIMS CHAMPAGNE-ARDENNE



Bodio Lomnago (VA), 22 giugno 2026 – Una collaborazione tra il team di Gérard Liger-Belair dell'Università di Reims Champagne-Ardenne e CREALIS PE.DI ha consentito di comprendere meglio come la capsule de tirage influenzi il potenziale di maturazione dei vini spumanti elaborati secondo il metodo classico e, in particolare il potenziale di conservazione delle diverse permeabilità delle guarnizioni dei tappi corona della gamma CREALIS PE.DI. Lo studio rivela inoltre l'impatto della temperatura di conservazione, parametro chiave per i produttori interessati allo stoccaggio delle bottiglie fuori terra.

Un approccio inedito per misurare i trasferimenti di CO₂

In un recente studio scientifico dedicato alla conservazione della CO₂ nei vini spumanti elaborati secondo il metodo classico, i ricercatori dell'Università di Reims Champagne-Ardenne hanno sviluppato un modello che consente di prevedere l'evoluzione dell'anidride carbonica durante l'invecchiamento sui lieviti e di stimare la durata massima di conservazione compatibile con le normative europee.

Per alimentare questo modello, i ricercatori si sono avvalsi delle uniche misurazioni note effettuate in condizioni reali di invecchiamento, nell'ambito di una collaborazione con CREALIS PE.DI, specialista dei tappi corona per la seconda fermentazione del metodo classico. Nel corso di cinque anni di invecchiamento sui lieviti, diversi lotti di bottiglie sono stati monitorati per misurare le perdite di CO₂ con diversi livelli di permeabilità attraverso i tappi corona della gamma CREALIS PE.DI: TOP, TOP+3, TOP+, TOP Z e TOP S.

«L'assenza di misurazioni in situ ottenute su lunghi periodi costituiva fino ad ora un ostacolo importante, a causa dei vincoli sperimentali associati. I dati prodotti nell'ambito dei lavori di CREALIS PE.DI hanno permesso di superare questa limitazione e di stabilire un modello aggiornato che mette in evidenza l'influenza preponderante della permeabilità della guarnizione dei tappi corona sulla ritenzione della CO₂» riferisce Gérard Liger-Belair, professore all'Università di Reims Champagne-Ardenne.

Temperatura di cantina e scelta della chiusura: due parametri chiave

Poiché lo stoccaggio delle bottiglie in una cantina termoregolata rappresenta una sfida economica e climatica per i produttori, lo studio risponde a questi interrogativi, evidenziando anche l'effetto combinato della temperatura di invecchiamento e della permeabilità della chiusura. Le simulazioni mostrano infatti che l'aumento della temperatura di cantina accelera le perdite di CO₂ e riduce sensibilmente la durata massima di invecchiamento compatibile con il mantenimento di una pressione sufficiente nella bottiglia. Queste informazioni permettono ai produttori di trovare l'equilibrio tra eventuali modifiche delle temperature di stoccaggio e la salvaguardia dei loro vini, al fine di ridurre potenzialmente l'impatto ecologico associato alla termoregolazione delle loro cantine fuori terra.

Una migliore comprensione del potenziale di maturazione

Un’altra evidenza importante di questo studio riguarda il potenziale di maturazione. Il modello sviluppato consente di valutare il momento in cui una bottiglia rischia di scendere al di sotto della soglia regolamentare di pressione fissata a 3,5 bar a 20 °C dopo la sboccatura. Gli autori sottolineano quindi che il controllo degli scambi gassosi diventa una leva strategica per le cuvée destinate a invecchiamenti prolungati. Lo studio mostra inoltre che i formati grandi, in particolare i magnum, conservano naturalmente meglio la CO₂ e presentano un potenziale di maturazione superiore rispetto alle bottiglie standard.


L'intero studio è disponibile QUI

 

CREALIS PE.DI al cuore dell'innovazione enologica

Grazie alla sua collaborazione con i team di ricerca dell'Università di Reims Champagne-Ardenne, CREALIS PE.DI contribuisce all'avanzamento delle conoscenze scientifiche sui fenomeni di trasferimento gassoso nei vini spumanti. Frutto di questa collaborazione, CREALIS PE.DI ha sviluppato l'applicazione Up2Bubbly by PE.DI.

Up2Bubbly by PE.DI non è una semplice app, ma uno strumento enologico rigoroso e basato sulla scienza, pensato per supportare le decisioni enologiche nel metodo tradizionale di vinificazione, fornendo informazioni predittive sullo scambio di gas durante la seconda fermentazione in bottiglia. Permette ai professionisti di modellare l'evoluzione della pressione di CO₂ e di stimare l'ingresso di ossigeno durante l'invecchiamento sui lieviti, aiutando a comprendere e gestire meglio l'effervescenza e i processi ossidativi. 

Lo strumento, gratuito, intuitivo e browser-based, rende facilmente accessibile la modellazione scientifica avanzata nella pratica quotidiana delle cantine. I suoi algoritmi predittivi si basano su ricerche scientifiche validate e traducono fenomeni complessi in indicazioni operative pratiche.

 

Chi è CREALIS

CREALIS, forte di 70 anni di esperienza, opera nel settore delle soluzioni di chiusura con la più ampia e diversificata gamma disponibile per i mercati del vino fermo e spumante, dei distillati, della birra, dell’acqua minerale premium, dell’olio d’oliva e dell’aceto. Il gruppo, che nel 2025 ha raggiunto un fatturato di 235 milioni di euro, conta circa 1.300 dipendenti e 13 siti produttivi distribuiti tra Francia, Italia, Portogallo, Spagna, Stati Uniti, Australia e Messico. I prodotti CREALIS sono commercializzati in oltre 70 Paesi nel mondo.


CREALIS S.p.A.

Via Luigi Galvani 1

21020 Bodio Lomnago (VA) - Italy

www.crealisgroup.com

 

Le proposte dell'estate

 

GIN MARE PORTA L’ESTATE IN GIRO PER L’ITALIA CON “L’ORA DEL MARE”

 

Un tour di 30 tappe da nord a sud per celebrare il Mare Tonic, la cultura dell'aperitivo mediterraneo e la community dei bartender

 
 
 
 

Milano, giugno 2026 – C’è un momento della giornata in cui il sole cambia angolazione, l’aria sa di sale e il primo sorso è quello che conta. Gin Mare lo chiama L’Ora del Mare e quest’estate lo porta in giro per tutta Italia, coinvolgendo locali e bartender in un viaggio dedicato alla cultura dell’aperitivo mediterraneo.

Dal 12 giugno al 2 agosto 2026, il gin mediterraneo per eccellenza animerà 30 locali selezionati tra beach club, rooftop e cocktail bar d’autore, in un tour che attraversa sette regioni: Piemonte, Liguria, Toscana, Veneto, Lazio, Puglia e Sicilia.

Il format è semplice quanto evocativo: ogni tappa è un invito a rallentare, scegliere il proprio ritmo e assaporare un Mare Tonic, il signature drink di Gin Mare, nelle location più belle della penisola, dalle terrazze affacciate sulla laguna veneta alle calette più esclusive della Sicilia. Un’esperienza resa ancora più unica da ogni singolo locale, che per l’occasione firmerà una drink list dedicata ricca di inediti cocktail (base Gin Mare, naturalmente!).

LE TAPPE

Il tour prende il via il 12 giugno in Piemonte, a Cambiano presso il GAF e a Torino a La Reserve per muoversi poi verso la Liguria con gli appuntamenti ad Al Chiosco e Oasi Al Mare.

Si scende poi nel cuore della Toscana estiva, toccando Firenze con Villa Vittoria e The Lodge Club, Viareggio con il Giallo Viareggio, Punta Ala con il Golf Beach e la Versilia con Casa Fiori Chiari.

A seguire il Veneto, con il Capannina Beach a Jesolo e il Sand Beach Club a Chioggia, per poi passare al Lazio con le tappe romane e del litorale: il Bagno Saint Tropez e il Calasol a Fregene, la Grotta Aurelia a Civitavecchia, lo Sky Garden a Roma (Trastevere) e il Marine Village.

Il grand tour si conclude al sud. In Puglia i locali inclusi sono il Tule Botanical Beach Club a Barletta, il Cala Diavolo a Monopoli, il C Beach a Ostuni, il THOT a Porto Cesareo e il Pai Beach & Restaurant. Infine, la Sicilia, dove le ultime due settimane toccano indirizzi iconici come l’Amocù a Catania, il Controvento e il Lounge Beach Scala dei Turchi ad Agrigento, e a Palermo il Cala Manbrù, l’Ìsula, l’Habibi Beach Club, il Citysea Rooftop e il Seäson.

COS’È L’ORA DEL MARE

Più di un tour: è un manifesto dell’aperitivo vissuto a modo mediterraneo. Gin Mare incarna l’essenza stessa dell’estate mediterranea e ne racconta la cultura attraverso i suoi ingredienti più iconici: il rosmarino, l’oliva arbequina, il basilico e il timo. Una filosofia di condivisione e relax che trova in questo viaggio lungo la penisola la sua massima espressione.

Il Mare Tonic, il perfect serve protagonista del tour, è la sintesi perfetta di questa identità: Gin Mare, tonica, ghiaccio e un rametto di rosmarino. Una botanica chiave, che diventa il cuore pulsante dell’intera esperienza: se l’impatto visivo è affidato a un imponente muro di rosmarino presente in ogni tappa, il coinvolgimento diventa totale al momento del servizio. Ogni Mare Tonic è infatti accompagnato da una card con un rametto fresco, invitando l’ospite a completare il proprio cocktail in prima persona. Una ricetta che non ha bisogno di spiegazioni, solo del posto giusto per berla.

LA COMMUNITY DEI BARTENDER AL CENTRO DELL’ESPERIENZA

Dietro ogni esperienza memorabile c’è il contributo di chi la rende possibile: specialisti della mixology e professionisti dell’ospitalità sono infatti parte integrante del progetto. In ogni tappa, Gin Mare collabora con bartender e locali partner per dare vita a un’esperienza che valorizza la cultura dell’aperitivo mediterraneo e il rituale del servizio. Attraverso un programma dedicato di formazione e advocacy sul brand e sul perfect serve, i bartender diventano protagonisti del racconto di Gin Mare, contribuendo a diffondere una visione dell’ospitalità fatta di condivisione, attenzione ai dettagli e convivialità.

Le location coinvolte saranno, inoltre, personalizzate con elementi visivi ispirati all’universo mediterraneo di Gin Mare, creando un’atmosfera distintiva capace di trasformare ogni tappa in un’esperienza immersiva.

Georg Baselitz A cura di Denise Wendel-Poray Edito da Skira