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martedì 24 febbraio 2026

“Nuovi OGM, vecchie logiche” Il futuro dell’agricoltura risiede nella biodiversità

 


A SANA Food 2026 il convegno di “Futuro Bio” accende il confronto su nuovi OGM, tracciabilità e tutela del biologico

 

 

Bologna, 24 febbraio 2026 – Si è tenuto oggi, martedì 24 febbraio, presso la Lab Academy (Padiglione 18) di BolognaFiere, nell’ambito di SANA Food 2026, il convegno “Nuovi OGM, vecchie logiche: nella biodiversità il futuro dell’agricoltura”, promosso dal progetto “Futuro Bio” di Demeter Italia.

 

Al centro dell’incontro il tema dei nuovi OGM e delle Nuove Tecniche Genomiche (NGT), oggetto di una proposta normativa europea che potrebbe portare a una profonda deregolamentazione del settore.

 

Ad aprire il confronto è stato Giovanni BuccheriDirettore di Demeter Italia:
“Parliamo di un argomento apparentemente tecnico, ma che in realtà ha conseguenze e un impatto su tutto il nostro sistema agroalimentare, come cittadini e come consumatori. La proposta europea sulla deregulation dei nuovi OGM rischia di intaccare garanzie fondamentali come la tracciabilità e la possibilità di distinguere chiaramente i prodotti. Se vengono meno etichettatura e trasparenza, si toglie al consumatore la possibilità di capire cosa mangia e di scegliere consapevolmente”.

 


Buccheri ha ricordato come in passato il Parlamento europeo abbia modificato radicalmente proposte legislative solo in pochissimi casi, ma ha anche sottolineato che “già nei primi anni Duemila si riuscì a bloccare l’introduzione degli OGM grazie a una forte mobilitazione”.

 

Il Presidente di Demeter Italia, Enrico Amico, ha ribadito la posizione netta dell’associazione: “Demeter Italia si è schierata fin da subito. Questo tema tocca un principio fondante dell’agricoltura biodinamica: l’azienda agricola è un organismo vivente, un tutt’uno in cui i diversi fattori della produzione interagiscono tra loro. Tutto parte dal seme, che è la forma vivente più raffinata, la vita che riprende ogni volta”.

 

Amico ha ricordato che già oggi gli standard Demeter, condivisi in oltre 60 Paesi attraverso Demeter International, escludono l’impiego di sementi ottenute tramite forme di genetica applicata che alterano i processi naturali: “Nei prodotti a marchio Demeter non è consentito l’uso di sementi maschio-sterili o sottoposte a correzioni citoplasmatiche in laboratorio. La nostra non è una scelta di rinuncia, ma di valore: è un arricchimento del sistema agricolo, non una limitazione. Chi sceglie biologico e biodinamico deve avere la certezza che questi semi non vengano utilizzati, per questo chiediamo maggiore chiarezza, trasparenza e la piena tutela del diritto di scelta del consumatore”.

 

Ad approfondire il quadro normativo europeo è stata Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio, che ha richiamato la recente evoluzione legislativa:
“A fine gennaio la Commissione Ambiente del Parlamento Europeo si è espressa sulle NGT, dopo che a dicembre gli Stati membri avevano già approvato lo status del trilogo. Anche l’Italia ha votato a favore. Ora l’ultimo passaggio spetta al Parlamento europeo”.

Mammuccini ha spiegato che la nuova proposta distingue tra NGT1, considerate equivalenti alle piante naturali e quindi prive di obblighi di tracciabilità, etichettatura e valutazione d’impatto, e NGT2, assimilate agli OGM tradizionali.

 

“Il rischio – ha affermato – è la totale deregolamentazione delle NGT1. Non ci sarà valutazione d’impatto ambientale, non ci sarà etichettatura: si nega la trasparenza nei confronti del cittadino. L’impatto più forte sarà per il biologico e il biodinamico, che rischiano contaminazioni e la perdita della fiducia costruita negli anni”.

 

Tra i punti cruciali: principio di precauzione, diritto alla scelta del consumatore, tracciabilità delle filiere e tutela delle sementi. “Se produciamo nello stesso modo del convenzionale, perché il cittadino dovrebbe continuare ad avere fiducia nel biologico? Dobbiamo garantire almeno tre aspetti: brevetti, etichettatura e tracciabilità, per poter escludere il biologico dalla normativa sulle NGT. Da qui ad aprile lavoreremo con una campagna mirata e con lettere ai parlamentari europei per tutelare il settore”.

 

Il contributo scientifico è stato affidato a Salvatore Ceccarelli, già Professore ordinario di Genetica Agraria all’Università di Perugia, che ha messo in discussione l’impianto teorico delle nuove tecniche genomiche: “L’agricoltura italiana ha bisogno di scienza, ma di quale scienza parliamo? La biodiversità è la base della sicurezza alimentare, della salute e della resilienza ai cambiamenti climatici. Vecchi e nuovi OGM rappresentano una corsa verso l’uniformità, e l’uniformità significa maggiore vulnerabilità”.

 

Ceccarelli ha spiegato come i nuovi OGM, presentati in Italia come TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita), non abbiano nulla a che vedere con l’evoluzione naturale:
“l’evoluzione nasce dall’interazione continua tra organismi e ambiente. Le NGT intervengono sul genoma in modo puntuale, ma ignorano il principio fondamentale della selezione naturale: quando l’ambiente cambia, anche insetti, patogeni e microrganismi si evolvono e si adattano. È lo stesso motivo per cui i batteri diventano resistenti agli antibiotici. Pensare di risolvere un problema complesso con una singola modifica genetica significa introdurre una soluzione fragile e temporanea”.

 

Portando l’esempio del riso resistente al brusone ottenuto tramite editing genetico, Ceccarelli ha sottolineato come esistano già alternative agronomiche efficaci: “Per contrastare il brusone è stato creato un riso geneticamente resistente, ma studi condotti in Cina hanno dimostrato che alternare due varietà nello stesso campo può ridurre l’incidenza della malattia fino al 90%. Invece di produrre una varietà ‘resistente’ è bastato valorizzare la biodiversità”.

 

Secondo Ceccarelli, le NGT rappresentano quindi “soluzioni temporanee che aumentano la vulnerabilità dei sistemi agricoli, soprattutto in un contesto di cambiamento climatico e incertezza ambientale. Al contrario, la biodiversità offre stabilità, resilienza e non è brevettabile: è un bene comune”.

 

Il convegno si inserisce nel progetto “Futuro Bio”, finanziato dal MASAF e promosso da Demeter Italia, con l’obiettivo di divulgare i benefici dei prodotti biologici e biodinamici e di promuovere un modello agricolo fondato sulla fertilità dei suoli, sulla vitalità delle comunità rurali e su un rapporto equilibrato e virtuoso tra cibo, salute e ambiente.

PEDAGOGIA DELLA SPERANZA

 


Parte la programmazione 2026 della GAMeC,

dedicata all'educazione come pratica di libertà e

trasformazione

 

Martedì 24 febbraio l'inaugurazione della mostra Eau di Ana Silva,

preceduta dalla presentazione del volume "An Orobic Journey",

evoluzione cartacea del magazine online Pensare come una

montagna.

 

Domenica 1 marzo il workshop di Marie Moïse negli spazi della

GAMeC e il talk di Telmo Pievani e Juan Carlos De Martin

all'Auditorium di Piazza Libertà.

 

Nelle prossime settimane il calendario si arricchirà di nuovi

appuntamenti del Public Program e di una rassegna di proiezioni

dedicata ai temi di Pedagogia della Speranza, ampliando le

occasioni di incontro, approfondimento e partecipazione.

 



 

www.gamec.it


Prende oggi il via Pedagogia della Speranza, il nuovo programma interdisciplinare della GAMeC - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo dedicato all'educazione come pratica di libertà e trasformazione.

 

Ispirato al pensiero del pedagogista brasiliano Paulo Freire, del quale propone una rilettura e un'attualizzazione, il programma si sviluppa sotto la direzione artistica di Lorenzo Giusti, attraverso un processo di coprogettazione che vede parimenti coinvolti il Dipartimento Educativo della GAMeC, guidato da Sara Tonelli con Rachele Bellini, e il team curatoriale formato da Sara Fumagalli, Valentina Gervasoni e Irene Guandalini.

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MARTEDÌ 24 FEBBRAIO

PRESENTAZIONE DEL VOLUME "AN OROBIC JOURNEY"

E INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA DI ANA SILVA

 

La serata inaugurale di oggi martedì 24 febbraio, aperta al pubblico, si articola in due momenti: alle 18:00 viene presentato il volume An Orobic Journey. On Migratory Restlessness, Community, and Multispecies Geographies, a cui segue, alle 19:00, l'inaugurazione della prima mostra personale in un'istituzione italiana dell'artista angolana-portoghese Ana Silva.

 

Il volume, pubblicato da Lenz, rappresenta l'estensione del magazine online che ha accompagnato il progetto Pensare come una montagna - Il Biennale delle Orobie, e apre una serie di riflessioni sul futuro della montagna e sui modi in cui la si abita, sulla migrazione delle specie, sulle comunità - animali, vegetali e umane - che nascono attorno a un luogo o sui saperi antichi trasmessi attraverso la conoscenza delle piante o degli spiriti.

L'incontro è condotto dal direttore della GAMeC Lorenzo Giusti e dalla curatrice Valentina Gervasoni. Partecipano inoltre il naturalista e ornitologo Enrico Bassi, che illustra la sua ricerca sull'avifauna nell'ecosistema alpino, e Alessandra Mignatti, cultrice della materia "Studi teatrali", che interviene con un focus storico-culturale dedicato al rapporto del territorio bergamasco con la foresta e il selvaggio.

 

A conclusione dell'incontro, alle 19:00, viene inaugurata Eau, la mostra ideata da Ana Silva per lo Spazio Zero della GAMeC: il progetto espositivo, nato in collaborazione con una rete di ricamatrici locali invitate dall'artista a intervenire su alcune sue opere tessili, affronta una delle crisi più gravi del nostro tempo: l'accesso all'acqua.

Attraverso il linguaggio del ricamo - tradizionalmente associato alla cura, alla memoria e alla resistenza - Silva denuncia la carenza di acqua e rende visibile una realtà in cui questa non rappresenta un diritto, ma un privilegio. Pratica tessile, ricerca sociale e attenzione ambientale si intrecciano così nello spazio espositivo, in una rilettura critica del quotidiano.

 

Durante la serata viene inoltre presentato il progetto Fiato, che l'artista multimediale giulia deval ha sviluppato in collaborazione con la GAMeC nell'ambito del suo percorso di dottorato in Nuovi Media e Pratiche Critico-Curatoriali della all'Accademia Albertina di Torino e all'Accademia di Belle Arti G. Carrara | Politecnico delle Arti di Bergamo. La ricerca di deval si colloca al confine tra musica e arte contemporanea, ponendo al centro la vocalità; performance, installazione e video sono i mezzi con cui l'artista esplora i condizionamenti ambientali, culturali e politici che modellano la voce.

Attraverso l'ascolto delle voci dei minatori di Dossena e il dialogo con materiali d'archivio - tra cui le ricerche etnomusicologiche di Roberto Leydi - Fiato indaga gli effetti dell'esposizione prolungata alle polveri di silice sull'apparato vocale. L'installazione alla GAMeC mette in relazione fonti scritte, materiali audiovisivi e testimonianze raccolte durante il lavoro sul campo.

Slow Wine Fair e SANA Food: insieme per scrivere il futuro del vino buono, pulito e giusto, e del cibo biologico, sostenibile e di qualità

 

Arrivederci a BolognaFiere dal 21 al 23 febbraio 2027 per la sesta edizione di Slow Wine Fair e la terza di SANA Food

Bologna, 24 febbraio – Si chiude consolidando un percorso condiviso vincente la seconda edizione congiunta di Slow Wine Fair e SANA Food: al doppio appuntamento organizzato da BolognaFiere hanno partecipato 16.000 visitatori e 350 buyer internazionali, in arrivo da 30 Paesi, mentre sono stati più di 2.000 gli incontri B2B con le oltre 1.100 cantine presenti a Slow Wine Fair (per oltre il 60% biologiche o biodinamiche) e le 300 aziende di SANA Food.
A confermare il successo delle due manifestazioni non sono soltanto i numeri, ma anche la qualità e la profondità dei contenuti proposti. Centrale il tema portante dell’edizione 2026, la giustizia sociale, declinata attraverso incontri e confronti che hanno visto protagonisti giovani vignaioli, viticoltrici e ospiti impegnati in progetti di inclusione sociale e promozione della parità di genere, le cui esperienze sono sempre più determinanti nell’affermare l’idea di un vino giusto e di qualità.
Un dibattito che ha ribadito con forza la necessità di un maggiore supporto istituzionale per tutelare le condizioni dei lavoratori, non solo in vigna ma più in generale in tutto il comparto agricolo, e per accompagnare la transizione verso un sistema alimentare capace di coniugare qualità, sostenibilità ambientale e responsabilità sociale.
Mentre il tema centrale di SANA Food 2026 è stato il ruolo del biologico, perno di una cultura alimentare sana e sostenibile capace di tutelare la salute delle persone e dell'ambiente, preservare la biodiversità e contribuire a contrastare gli impatti climatici. Al centro del racconto, le piccole e medie aziende biologiche e biodinamiche: realtà produttive d'eccellenza che portano avanti una tradizione rispettosa della terra e delle tipicità dei territori, dimostrando come qualità e rispetto per gli ecosistemi siano valori inscindibili.
La manifestazione è stata anche l’occasione per fare il punto sul presente e sul futuro del biologico italiano durante la settima edizione di Rivoluzione Bio - Gli Stati Generali del Biologico, promossa da BolognaFiere in collaborazione con FederBio e AssoBio, con la cura scientifica di Nomisma e il supporto di ICE-Agenzia. L’indagine di Nomisma ha messo in luce come il fuori casa (ristorazione commerciale e collettiva) rappresenti per il biologico un canale strategico non solo per il suo peso numerico e per l’ampia consumer base, ma anche perché per l’operatore è spesso espressione di una scelta etica e di sostenibilità, e di una proposta coerente con le esigenze di benessere e salute del consumatore, e a quest’ultimo offre l’opportunità di scoprire e provare ingredienti innovativi o prodotti bio che difficilmente sceglierebbe per le preparazioni in cucina.
«L’esito di questa seconda edizione congiunta di SANA Food e Slow Wine Fair è estremamente positivo – ha commentato Rossano Bozzi, Direttore Business Unit BolognaFiere –, soprattutto per la qualità del pubblico professionale coinvolto. Per tre giorni, BolognaFiere ha dato voce alle migliori espressioni dell’alimentazione biologica, rispettosa della biodiversità e consapevole, costruendo un percorso altamente selezionato – oggi unico in Italia – dedicato al food&wine sostenibile e di qualità. L'affluenza è aumentata in misura significativa, attestandosi a 16.000 visitatori (+6% rispetto all'edizione 2025), e ciò conferma l’interesse concreto di un pubblico altamente qualificato: ristorazione di qualità e collettiva, osti ed enotecari, risto-retail, distribuzione specializzata, importatori e distributori, con una presenza internazionale sempre più rilevante. Grazie al contributo dei partner organizzativi e delle istituzioni, abbiamo messo in connessione in modo strutturato cibo e vino, produzione e mercato, Italia ed estero, generando valore economico, cultura e tutela dei territori. Con SANA Food e Slow Wine Fair, BolognaFiere consolida una piattaforma integrata di confronto, formazione, networking e business pensata per un comparto che non sempre trova l’attenzione che merita. Bologna rafforza così il proprio ruolo di capitale dell’alimentazione sana e del vino buono, pulito e giusto, e di incubatore europeo di un modello di sviluppo che unisce crescita economica, cultura alimentare e responsabilità verso il futuro».
«Slow Wine Fair e SANA Food – ha sottolineato Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia – hanno visto come protagonista la rete di produttori e viticoltori di Slow Food. A loro va un grande ringraziamento perché sono un esempio dell’agricoltura che la nostra associazione vuole valorizzare e far conoscere: di qualità, virtuosa, rigenerativa del suolo e attenta al benessere delle persone. Le cantine presenti a Slow Wine Fair e i produttori dei Presìdi e delle reti Slow Food che hanno animato gli spazi di SANA Food sono portatori di valori sociali, ambientali, culturali e identitari. È a partire da queste donne e questi uomini che il settore può innescare una nuova rigenerazione, sociale e ambientale. La viticoltura, che ha sempre avuto una funzione di traino di tutto il comparto, deve continuare nella crescita umana, culturale, sociale ed economica di tutti coloro che concorrono alla coltivazione dell’uva, siano essi stranieri (il più delle volte), donne o giovani. In questo cambiamento anche noi cittadini possiamo fare la differenza, compiendo scelte d'acquisto consapevoli e divenendo co-produttori. Possiamo essere protagonisti di una rivoluzione che parte dal basso perché il cibo non è solo prezzo, ma soprattutto valore, e non può essere trattato come una qualsiasi altra merce. Ogni protagonista della filiera agroalimentare è chiamato a giocare il proprio ruolo con rispetto per il vivente tutto e contribuire a un futuro buono pulito e giusto per tutte e tutti».

Le fa eco Giancarlo Gariglio, coordinatore della Slow Wine Coalition: «La qualità organolettica non basterà più a dar valore a un vino. La partita oltre che sulla sostenibilità, considerato prerequisito dagli appassionati attenti, si giocherà su una visione virtuosa di partecipazione della cantina alla crescita della comunità in cui si trova a operare. Questo messaggio funzionerà se si stringerà una forte alleanza tra chi il vino lo fa in un certo modo – siamo grati a queste donne e uomini coraggiosi – chi lo consuma, ma soprattutto chi lo sa raccontare e vendere nel modo giusto. Che poi è il senso della Slow Wine Coalition».
«Questa edizione di SANA Food, in sinergia con Slow Wine Fair, ci consegna un messaggio chiaro: il cibo biologico, espressione delle diversità territoriali, insieme al vino buono, pulito e giusto rappresenta oggi un asse strategico per il futuro dell'agroalimentare italiano, un’ottima ragione per consolidare la collaborazione tra BolognaFiere, FederBio e Slow Food. Investire nella transizione agroecologica non è solo una scelta etica, ma una leva fondamentale per garantire sostenibilità economica, sociale e ambientale. La partecipazione particolarmente significativa registrata quest'anno ha confermato il successo del nuovo format, che pone al centro i sistemi locali e le piccole e medie aziende agricole biologiche e biodinamiche, sempre più presenti anche nel canale dei consumi fuori casa. Realtà che costituiscono un motore essenziale per la rigenerazione delle aree rurali e interne, dove contribuiscono a costruire economie solide e reti sociali vitali. I dati presentati confermano che il biologico è un settore in salute, pronto a compiere un ulteriore salto di qualità e ad affermarsi sempre più come modello di sviluppo dell'intero comparto agroalimentare. Adesso occorre affrontare le criticità con politiche lungimiranti, con investimenti strategici in ricerca, innovazione e formazione, cogliendo l'imminente introduzione del Marchio del biologico italiano per rafforzare ulteriormente il settore, grazie anche al supporto di campagne di comunicazione dedicate » dichiara Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio.
I numeri di Slow Wine Fair 2026 

Slow Wine Fair e SANA Food 2026 chiudono l’edizione con 16.000 ingressi confermando una partecipazione ampia e qualificata, in crescita in un momento di difficoltà del mondo del vino. Numerosa la presenza di appassionati – con ingresso dedicato nella giornata di domenica – accanto a operatori del settore che hanno potuto conoscere e degustare una selezione unica di vini espressione del Manifesto del vino buono, pulito e giusto, cogliendo appieno la sinergia tra le due manifestazioni e visitando entrambe. Sul fronte B2B, oltre 2.000 gli appuntamenti professionali tra cantine e operatori del settore bio e tanti contatti informali con 350 buyer internazionali, selezionati anche grazie alla collaborazione con Italian Trade Agency (ICE) e alla piattaforma di business matching messa a disposizione da BolognaFiere, che ha permesso ai professionisti di profilare in maniera dettagliata le aziende e le etichette corrispondenti ai loro interessi. Significativa anche la partecipazione di ristoratori ed enotecari, interlocutori fondamentali per la diffusione di una cultura del vino attenta alla qualità e alla sostenibilità. A loro è stato dedicato il Premio Carta Vini Terroir e Spirito Slow, che valorizza l’alleanza strategica tra il mondo della ristorazione – e non solo – e il lavoro delle vignaiole e dei vignaioli impegnati in una produzione responsabile. Le categorie premiate sono state 14, con l’aggiunta, in questa edizione, del riconoscimento alla migliore selezione di caffè.


Sono oltre 1.100 gli espositori di Slow Wine Fair – con oltre il 60% di cantine certificate biologiche e/o biodinamiche o in conversione – provenienti da tutte le regioni italiane e da 28 Paesi. Più di 100 gli eventi in programma, tra cui le 14 masterclass e le conferenze e presentazioni nell’Arena Reale Mutua, main partner dell’evento. Tra i momenti più significativi, il dialogo tra il Cardinale Matteo Maria Zuppi e il fondatore di Slow Food Carlo Petrini con i giovani vignaioli presenti all’evento. In Casa Slow Food sono stati invece protagonisti i progetti dell’associazione,  a partire dai nuovi Presìdi e dai prossimi appuntamenti in calendario. Numerose e seguite anche le degustazioni realizzate negli spazi delle istituzioni regionali alla scoperta di prodotti e produttoritra i quali Regione Sardegna - LAORE, Regione Calabria - Dipartimento Agricoltura, Regione Lazio - Arsial, Regione Lombardia e Regione Campania. Tra le novità più apprezzate di questa edizione, l’area dedicata alla Banca del Vino - Annate Storiche e i Temporary Tasting, che hanno offerto ai visitatori percorsi di degustazione mirati e tematici. Confermati e sempre più frequentati anche gli spazi dedicati ai torrefattori della Slow Food Coffee Coalition, la sesta edizione della Fiera dell’Amaro d’Italia, l’area Mixology Lab dedicata al mondo degli spirits e la presenza dei produttori di sidro, a testimonianza di una proposta capace di dialogare con l’intero universo delle bevande di qualità.


I numeri di SANA Food 2026
In uno scenario in cui la cucina italiana è stata riconosciuta come patrimonio culturale immateriale dell’umanità UNESCO, SANA Food 2026 consolida il proprio ruolo di piattaforma di riferimento per un’alimentazione fuori casa sana e sostenibile, che mette al centro territori, cultura e sviluppo.
La manifestazione archivia un’edizione intensa e partecipata, che ha favorito sinergie commerciali e lo sviluppo del comparto all’insegna di qualità, sostenibilità, biodiversità e innovazione.
Tra i protagonisti di SANA Food, il comparto biologico italiano, che sfiora i 7 miliardi di euro di vendite e rappresenta un asset economico e culturale in grado di orientare l’intero sistema produttivo, dal campo alla tavola, con un impatto diretto sulle comunità locali.
300 espositori che hanno preso parte a SANA Food hanno proposto prodotti di specialità, da filiere di qualità, referenze DOP, IGP, veg e biologiche, oltre al social food e all’offerta di imprese sostenibili. Il sostegno del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste si è concretizzato attraverso uno stand e un programma di incontri istituzionali, a conferma del ruolo strategico della manifestazione nella promozione dell’agroalimentare italiano di qualità.
Fondamentali le storiche collaborazioni con FederBio e V-Label Italia, insieme alla nuova partnership con Slow Food, che ha portato in fiera i produttori delle reti Slow Food, protagonisti di degustazioni, tavole rotonde e momenti formativi.
Tra i principali attori del settore, CIA - Agricoltori Italiani e Coldiretti hanno contribuito a rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese. Con 18 aziende biologiche, CIA ha portato un esempio concreto di agricoltura sostenibile e diversità territoriale. Apt Emilia-Romagna, la Regione Sardegna con l’Agenzia Regionale Laore Sardegna e la Fondazione Distretto Sardegna BIO, la Regione Calabria e la Camera di Commercio di Bologna hanno animato collettive formate da oltre 40 aziende, valorizzando produzioni locali d’eccellenza e storie di tradizione e innovazione.
Formazione e cultura gastronomica hanno avuto a SANA Food ampio spazio anche grazie alla nuova collaborazione dell’Associazione Italiana Cuochi: nell’area OoH Lab!, nove masterclass hanno consentito agli operatori professionali di approfondire tecniche, ingredienti e tipicità italiane. Una particolare attenzione è stata dedicata alla cultura del gusto e della qualità attraverso tre masterclass su olio extravergine di oliva, aceto balsamico e miele rivolte ai buyer internazionali.
SANA Novità si è confermato, con oltre 100 prodotti e più di 50 aziende, il luogo dove l’innovazione prende forma, diventando opportunità concrete. Uno spazio che non solo anticipa le tendenze del food service, ma le orienta, mettendo in connessione aziende e professionisti alla ricerca di qualità, autenticità e nuove prospettive di mercato.
Appuntamento all’edizione 2027, dal 21 al 23 febbraio!
Slow Wine Fair gode del patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, del Comune di Bologna, della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Bologna, e di Confcommercio Ascom Bologna. Con il supporto di ICE - Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, della Regione Emilia-Romagna e di FIPE. In collaborazione con Amaroteca e ANADI - Associazione Nazionale Amaro d’Italia, Demeter e Drink Factory. Main partner: Guala Closures, Reale Mutua e WinterHalter. In kind partner: Acqua S. Bernardo, Bormioli Luigi, Gruppo Saida, IP Industrie del Freddo Professionale, Pefc Italia, Pulltex e Wolf System. Media partner: Affaritalian.it, Bar.it, Green Retail, Horecanews.it, I Grandi Vini, Il Gusto Gruppo Gedi, Italy Export, Luxury Food & Beverage Magazine, Premiata Salumeria Italiana, QN Quotidiano Nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno, TecnAlimentaria Beverage Industry.

SANA Food è organizzata da BolognaFiere in collaborazione con FederBio e Slow Food, in partnership con V Label Italia,  Associazione Italiana Cuochi e World IAC, e con il supporto di ICE-Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane. La manifestazione è patrocinata dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dalla Regione Emilia-Romagna, dal Comune di Bologna e dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Bologna. Sponsor tecnico: Ecostoviglie by Minimo Impatto.

Loffredo Foundation for Arts & Inclusion con Iconic Art System presenta la mostra WILD BY DESIGN