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lunedì 16 marzo 2026

Fondazione Amici della Fenice presenta VENEZIAPIANOFESTIVAL Il primo festival pianistico a Venezia 21 - 26 marzo 2026

 

MONTEVERRO: IL RESPIRO DELLA MAREMMA PER UNA PASQUA D'AUTORE

 

CIBO E VINO: IL BAROLO DOCG 2022 DELL’AGRICOLA MARRONE

 





Si è conclusa da poco la decima edizione di Grandilanghe, rassegna che racconta le eccellenze non solo delle pregevoli Langhe, ma  anche di altre zone vocate piemontesi, la redazione di Borghi d’Europa riprende le degustazioni mirate a tavola, cercando di esaltare etichette rappresentative dei propri terroir di appartenenza.

Tra queste c’è indubbiamente il  Barolo Docg dell’Agricola Marrone di La Morra, azienda a conduzione familiare, che nella sede della Cantina dove i grandi rossi invecchiano  in legno gestisce anche il Ristorante, che con lo Chef Paolo Garabello al timone propone una cucina prettamente territoriale, con tocchi di creatività che non guastano.

A tavola è stato provato il Barolo Docg 2022: le Uve Nebbiolo provengono da Castiglione Falletto a 350 m con suoli ricchi marne argillose con alta percentuale di sabbia e da La Morra a 300 m con terreni bianchi argilloso calcarei.

Di colore rosso rubino con riflessi granati, al naso si percepisce un bel mix tra note di confettura di piccoli frutti rossi e note perlopiù speziate che ricordano i chiodi di garofano, noce moscata e un po’ di vaniglia, al palato ha un’ottima beva e sapidità con un tannino molto ingentilito, è sicuramente ancora molto giovane.

Borghi d’Europa ha scelto di provarlo con un Arrosto di Arista e patate al forno:  scelta azzeccata perché il rosso di Marrone si contrappone alla grassezza della carne, esaltandone pero la dolcezza e delicatezza.

Invece, tra i piatti gustosi del Ristorante Marrone Cantina con Cucina, il Barolo Docg 2022 è perfetto col Tajarin al ragù di Fassona.

 

“A Visionary at Altitude – N vijionar sö alalt”: la mostra fotografica di Stefano Zardini alla Fabbrica del Vapore di Milano nel Circuito OFF di MIA Photo Fair BNP Paribas

 


DA ZIO A NIPOTE: DEBUTTA GABRIELE MANZONI BIANCO ASOLO MONTELLO DOC DI GIUSTI WINE

 



La novità dell’azienda di Ermenegildo Giusti è dedicata a Gabriele Zanatta e sarà presentata in anteprima a Vinitaly
 
Giusti Wine presenta Gabriele Manzoni Bianco Asolo Montello Doc, il nuovo vino dell’azienda dedicato a Gabriele Zanatta, enologo e nipote del fondatore Ermenegildo Giusti. La nuova etichetta della realtà di Nervesa della Battaglia (Treviso) farà il suo debutto durante Vinitaly, in programma a Veronafiere dal 12 al 15 aprile 2026. ​
 
Da uve Incrocio Manzoni in purezza, Gabriele è un tributo al territorio del Montello, luogo dove la varietà esprime al meglio le sue caratteristiche fin dalla nascita, negli anni Trenta del Novecento, grazie al lavoro di Luigi Manzoni, preside della Scuola Enologica di Conegliano che creò il vitigno partendo dalle varietà Riesling Renano e Pinot Bianco. I vigneti si trovano all’interno della Tenuta Abazia, una delle undici proprietà di Giusti Wine e situata ai piedi dell’Abbazia di Sant’Eustachio, luogo simbolo del Montello oggi restituito alla comunità grazie al restauro finanziato dalla famiglia Giusti.
 
Sull’etichetta è raffigurata una beccaccia, uccello tipico del luogo, pronta a spiccare il volo e a esplorare nuovi orizzonti proprio come Gabriele, nato a Nervesa della Battaglia e cresciuto tra i vigneti, ma con lo sguardo sempre rivolto al futuro. Per il nipote di Ermenegildo Giusti il vino rappresenta una vera e propria vocazione fin dall’inizio, un cammino tracciato con determinazione tra le aule della Scuola Enologica di Conegliano e i laboratori dell’Università di Udine, dove ha coronato gli studi con il massimo dei voti. Nella cantina di famiglia, tra una vendemmia e l’altra, la teoria si è fatta vita. Oggi, dopo essersi misurato con diverse realtà del settore, è tornato a casa per guidare l’evoluzione tecnica dell’azienda. Accanto all’enologo Mirco Pozzobon e sotto la guida prestigiosa di Graziana Grassini, incarna la sintesi perfetta tra l’identità profonda della famiglia e la precisione della tecnica moderna.
 
“Devo ammetterlo: all’inizio non volevo produrre questo vino – spiega Ermenegildo Giusti –. Avevo il timore che il mercato estero non fosse pronto a capirlo. Ma quando l’ho assaggiato in cantina durante l’affinamento, ho cambiato idea. Ho capito che rappresenta la vera espressione di ciò che può fare una viticoltura sana e mirata sul Montello, sfatando il mito che non sia una terra da bianchi di struttura. A convincermi definitivamente a fare questo salto è stato il mio team di enologi, soprattutto Gabriele: mi hanno trasmesso la loro passione, spingendomi a scommettere su un progetto che omaggia una varietà autoctona fondamentale per il nostro territorio”.
 
“Mi sono innamorato di questo vino da subito, quando la sua produzione non era neppure certa – continua Gabriele Zanatta –. Ecco perché lo zio ha deciso di dargli il mio nome: un sorso tenace, una caratteristica che contraddistingue anche me”.
 
Giallo brillante con bagliori dorati chiari e lucenti e di buona consistenza, Gabriele Asolo Montello Doc esprime al naso grande eleganza e una buona intensità, con una sinfonia di profumi che richiama la frutta gialla matura, i fiori bianchi e gialli e sottili erbe aromatiche. Susina, biancospino, maggiorana e timo si accordano perfettamente con le note di chiusura di gesso e sabbia. In bocca rivela un grande equilibrio tra morbidezza e sapidità, mostrando allo stesso tempo persistenza ed eleganza. I sentori di frutta, fiori e erbe aromatiche ritornano e regalano una piacevole beva pienamente armonica.
 
Gabriele Manzoni Bianco Asolo Montello Doc sarà in vendita a partire da metà aprile al prezzo di 22 euro in cantina e nello shop online.
 

OLIMPIADI E PARALIMPIADI 2026: IL BILANCIO DI CORTINA SKIWORLD

 

Marco Zardini: “Un’eredità che va oltre lo sport e rafforza il modello Cortina”

Cortina d’Ampezzo, 16 marzo 2026_ I Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026 lasciano a Cortina un’eredità che va ben oltre il ricordo delle grandi competizioni sportive. L’evento ha infatti acceso i riflettori su una destinazione che negli ultimi anni ha saputo evolversi attorno a tre elementi chiave: sport, accessibilità e qualità dell’esperienza di montagna.

“I Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026 lasciano molto più di un ricordo sportivo – afferma Marco Zardini, presidente di Cortina Skiworld, Consorzio Impianti a Fune di Cortina d'Ampezzo, Auronzo, Misurina e San Vito di Cadore -. "Questo appuntamento internazionale ha messo in luce il percorso di crescita che Cortina ha intrapreso negli ultimi anni, rafforzando il suo ruolo tra le grandi destinazioni alpine.”

Si respira grande soddisfazione in città al termine dei Giochi. Cortina ha confermato innanzitutto la capacità della località di ospitare eventi internazionali di altissimo livello, dimostrando la solidità delle infrastrutture sportive, l’efficienza dell’organizzazione e la qualità del sistema turistico.

“Le piste e gli impianti che hanno accolto le competizioni – prosegue Zardini – sono tornati subito dopo a disposizione degli sciatori e degli ospiti. Qui, sarà possibile sciare sulle stesse piste che hanno visto gareggiare i campioni olimpici e paralimpici, mantenendo viva l’eredità sportiva dell’evento e continuando a rappresentare un patrimonio per tutta la destinazione”. 

Le Paralimpiadi hanno inoltre evidenziato un altro elemento centrale dell’identità di Cortina: l’accessibilità. Negli ultimi anni la località ha lavorato per rendere la montagna sempre più inclusiva e fruibile, sviluppando servizi, infrastrutture e percorsi pensati per ospiti con esigenze diverse. L’esperienza paralimpica ha dimostrato come inclusione e accessibilità possano diventare parte integrante dell’offerta turistica alpina.

Accanto alla dimensione sportiva e all’attenzione all’accessibilità, Cortina ha rafforzato il legame tra attività sportiva, salute e qualità della vita. Sul territorio opereranno strutture sanitarie e centri specializzati nella medicina dello sport e nella riabilitazione che contribuiscono a costruire un contesto in cui sport, benessere e ambiente naturale convivono e si rafforzano reciprocamente.

Questi elementi si inseriscono in un ecosistema più ampio che comprende ospitalità, lifestyle alpino, gastronomia e cultura, componenti che negli ultimi anni hanno contribuito a rafforzare l’attrattività internazionale della località.

“L’eredità dei Giochi – conclude il presidente Zardini – ha reso ancora più evidente questo percorso di evoluzione. Cortina oggi si presenta come una destinazione capace di trasformare la visibilità dei grandi eventi sportivi in un progetto territoriale più ampio e duraturo. È in questo equilibrio tra tradizione alpina e innovazione, tra competizione sportiva e qualità della vita, che prende forma quello che possiamo definire il modello Cortina”.


CORTINA SKIWORLD - il Consorzio Esercenti Impianti a Fune di Cortina d’Ampezzo, San Vito di Cadore, Auronzo e Misurina riunisce otto società di impianti di risalita, distribuite in quattro destinazioni diverse. Un comprensorio sciistico che comprende 5 ski aree (Faloria – Cristallo, Tofana - 5 Torri - Lagazuoi, San Vito di Cadore, Auronzo, Misurina) con più di 70 piste da sci, di cui 13 nere, e 35 impianti. L’accessibilità e la sostenibilità rappresentano le missioni importanti per il Consorzio, che grazie alle società che rappresenta, rende la montagna aperta quasi undici mesi l’anno, accessibile a tutti.