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lunedì 21 settembre 2026

THE SEA IS CLOSER THAN YOU SEE

 

La sostenibilità entra nel futuro della filiera: il Consorzio Vini del Trentino presenta il 3° Bilancio di Sostenibilità

 


La sostenibilità non è più soltanto una dimensione ambientale, ma una componente sempre più centrale della capacità di un territorio vitivinicolo di creare valore, tutelare le proprie risorse e affrontare con consapevolezza le trasformazioni del mercato. È questo il filo conduttore della presentazione del 3° Bilancio di Sostenibilità del Consorzio Vini del Trentino che si terrà mercoledì 30 settembre 2026 dalle 17:00 alle 19.30 presso l’ITAS Forum in via Adalberto Libera 13 a Trento.

Un appuntamento pensato per fare il punto sul percorso intrapreso dal comparto e, soprattutto, per mettere a confronto prospettive e competenze diverse. Il Consorzio Vini del Trentino, organismo di rappresentanza e tutela della vitivinicoltura trentina, svolge un ruolo di coordinamento e valorizzazione della filiera e del territorio. Il suo impegno sulla sostenibilità si inserisce in un percorso sviluppato negli anni, che coinvolge le aziende e affronta il tema nella sua dimensione ambientale, economica e sociale. Un percorso che trova nel Bilancio di Sostenibilità uno strumento di misurazione, trasparenza e confronto e non soltanto un documento di rendicontazione.

La presentazione del Bilancio di Sostenibilità 2025 nasce proprio con questo spirito: raccontare ciò che è stato fatto, leggere i dati e aprire una riflessione sulle sfide che attendono il vino trentino. Il programma mette infatti in dialogo il mondo della produzione con quello della formazione, della grande distribuzione e della comunicazione, offrendo una lettura della sostenibilità che parte dal vigneto ma arriva fino al consumatore e ai mercati internazionali.

Ad aprire i lavori, moderati da Patrizia Orsingher, saranno i saluti istituzionali e l’intervento del presidente del Consorzio Vini del Trentino Albino Zenatti, con la partecipazione delle autorità provinciali. “La sostenibilità è una responsabilità che riguarda l'intera filiera e che non può essere affrontata come un tema isolato, - commenta il presidente Zenatti - il Bilancio di Sostenibilità ci permette di dare concretezza a un percorso che coinvolge quotidianamente le nostre imprese e il territorio in cui operano. Il nostro obiettivo è continuare a costruire una viticoltura capace di guardare al futuro, mantenendo insieme qualità, competitività, tutela dell'ambiente e capacità di generare valore per le comunità trentine”.

Dalla qualità del vino alla qualità del sistema

Il primo approfondimento sarà affidato a Cristina Mercuri, DipWSET, Wine Educator e Keynote Speaker, che affronterà il tema “Coltivare valore - Dal vigneto al mercato globale: la sostenibilità come infrastruttura della qualità”. Un titolo che interpreta la sostenibilità in una prospettiva particolarmente attuale: non come elemento accessorio della produzione, ma come infrastruttura sulla quale costruire la qualità e la credibilità di un vino sui mercati.

A seguire, lo sguardo si sposterà sulla grande distribuzione con Astrid Palmieri, Direttore Corporate Sustainability di Esselunga S.p.A., chiamata a raccontare “La sostenibilità nella filiera della GDO”. La presenza di una figura manageriale direttamente impegnata sui temi della sostenibilità all'interno di uno dei principali operatori italiani della grande distribuzione consentirà di ampliare il confronto oltre i confini della produzione, mettendo in evidenza aspettative, criteri e nuove dinamiche che interessano la filiera e il rapporto con il consumatore.

Sarà quindi Stefano Rizzi dell'Ufficio Tutela del Consorzio Vini del Trentino a presentare “I numeri del Bilancio di Sostenibilità”, portando al centro dell'incontro dati e indicatori attraverso i quali leggere concretamente il percorso compiuto dal sistema vitivinicolo trentino.

“Un Bilancio di Sostenibilità ha valore quando riesce a trasformare un percorso complesso in informazioni leggibili, verificabili e utili per orientare le scelte future - sottolinea il direttore generale del Consorzio Vini del Trentino, Graziano Molon. - Per questo abbiamo voluto costruire una presentazione che non si limitasse ai numeri, ma che mettesse quei numeri in relazione con le esperienze delle imprese, con le esigenze del mercato e con il lavoro che il Consorzio porta avanti quotidianamente. La sostenibilità, per noi, significa soprattutto capacità di migliorare nel tempo e di rendere questo miglioramento misurabile”.

Le imprese raccontano la sostenibilità vissuta sul campo

Il cuore della seconda parte dell'incontro sarà la tavola rotonda “La sostenibilità vista dalle imprese”, condotta da Fabio Piccoli, Direttore Responsabile di Wine Meridian, che porterà il confronto direttamente all'interno delle aziende.

A partecipare saranno Goffredo Pasolli per Gaierhof - Maso Poli, Barbara Mottini per Vallarom, Martina Centa per Roeno, Paolo Dorigati per Dorigati, Federico Simoni per Cantine Monfort - Maso Cantanghel, Ludovico Berteotti per Cantina d'Isera e Francesca Tinazzi per Cantina Tinazzi.

La scelta di coinvolgere sette realtà produttive rappresenta uno degli elementi più significativi dell'appuntamento: la sostenibilità viene infatti riportata dalla dimensione teorica e istituzionale a quella concreta delle decisioni aziendali. Esperienze, dimensioni e sensibilità differenti permetteranno di mettere a fuoco le opportunità ma anche le difficoltà di un percorso che richiede investimenti, competenze, continuità e capacità di misurarsi con un mercato in rapida evoluzione.

Il confronto consentirà inoltre di evidenziare come la sostenibilità possa assumere forme diverse all'interno delle aziende, mantenendo però un obiettivo comune: rafforzare la capacità della filiera vitivinicola trentina di preservare il proprio patrimonio ambientale e territoriale, creando al tempo stesso valore economico e sociale.

La presentazione del Bilancio di Sostenibilità 2025 si propone così non soltanto come momento di restituzione di un lavoro già svolto, ma come occasione di dialogo e assunzione di responsabilità verso il futuro. Per il Consorzio Vini del Trentino, infatti, rendicontare la sostenibilità significa anche rendere visibile un processo collettivo nel quale produttori, istituzioni, mercato e territorio sono chiamati a confrontarsi e a crescere insieme.

 

Donne e birra: la prima indagine nazionale fotografa una filiera professionale segnata da stereotipi e discriminazioni




 Il 40% indica difficoltà legate al genere e il 24,5% dichiara di aver subito episodi di sessismo, sminuimento professionale o molestie. La formazione e il fare rete emergono come strumenti fondamentali per costruire un settore più inclusivo Settembre 2026 – Donne preparate, altamente qualificate e presenti in ruoli chiave lungo tutta la filiera, ma ancora costrette, in molti casi, a confrontarsi con stereotipi, difficoltà nel vedere riconosciuta la propria professionalità e comportamenti sessisti. 

È questa la fotografia che emerge dalla prima indagine nazionale dedicata alle donne che operano nel settore birrario italiano, promossa dall’Associazione Le Donne della Birra col patrocinio della Consigliera di Parità della Regione Lombardia e con il supporto alla raccolta dati di ADHOR, AssoBirra e Unionbirrai. Il sondaggio ha coinvolto 212 donne, per un totale di oltre 4.500 risposte, e restituisce per la prima volta un quadro articolato della presenza femminile nella filiera della birra. 

Le partecipanti operano in tutta Italia e rappresentano realtà professionali molto diverse: dai birrifici artigianali ai grandi gruppi industriali, dalle aziende di distribuzione ai pubblici esercizi. Le aree maggiormente rappresentate sono produzione, commerciale e vendite, eventi e somministrazione, ma non mancano ruoli specialistici nei settori marketing, risorse umane, finanza e procurement. 

Il profilo che emerge è quello di una presenza femminile tutt’altro che marginale: le rispondenti sono prevalentemente comprese tra i 35 e i 54 anni, presentano un livello di istruzione elevato e vantano spesso una significativa esperienza professionale. Una parte consistente ha inoltre investito in una formazione specifica attraverso corsi per mastri birrai, sommelier della birra, degustatrici, analisi sensoriale e spillatura. 

La competenza come risposta ai pregiudizi 

Proprio la formazione tecnica rappresenta uno degli elementi trasversali emersi dall’indagine. Per molte professioniste, infatti, acquisire competenze specialistiche è un passaggio fondamentale per ottenere credibilità e rispetto in un ambiente ancora fortemente caratterizzato da una presenza maschile. Ma è sul fronte delle barriere di genere che emergono le criticità più significative. Circa una donna su due non dichiara di aver incontrato difficoltà legate al genere, mentre il 40% segnala invece ostacoli specifici. Il problema principale non sembra essere la mancanza di competenza, quanto piuttosto la difficoltà nel vedere riconosciuta la propria autorevolezza professionale. 

Diverse intervistate riferiscono di dover dimostrare più dei colleghi uomini il proprio valore per essere prese sul serio, in particolare nei rapporti con clienti e fornitori. Persistono inoltre stereotipi legati alla forza fisica necessaria per lavorare in produzione e alla maternità, ancora percepita in alcuni casi come un possibile ostacolo alla continuità professionale e alla crescita di carriera. 

Sessismo e molestie: un problema ancora presente L’indagine ha affrontato anche il tema dell’inclusività degli ambienti di lavoro. Il 55% delle intervistate considera il proprio contesto professionale inclusivo, ma una quota significativa racconta esperienze di sessismo, sminuimento professionale e molestie. Il 24,5% dichiara di aver subito personalmente episodi di questo tipo, mentre il 12,7% afferma di aver assistito a situazioni analoghe. In alcuni casi, le conseguenze delle denunce sono state particolarmente pesanti, arrivando a episodi di mobbing. 

Il quadro, tuttavia, mostra anche segnali di evoluzione. Nelle aziende di maggiori dimensioni si registra una crescente attenzione alla prevenzione delle molestie e all’organizzazione di ambienti di lavoro più inclusivi. Tra gli strumenti indicati compare anche la Certificazione della parità di genere UNI/PdR 125:2022, che può contribuire a strutturare politiche aziendali orientate all’equità. Fare rete per cambiare Tra le indicazioni emerse dal sondaggio, il fare rete assume un ruolo centrale. Le associazioni femminili vengono considerate strumenti importanti per rompere l’isolamento, creare occasioni di confronto e mentoring e costruire una maggiore solidarietà professionale. 

Ma il cambiamento, secondo le partecipanti, deve coinvolgere anche la comunicazione. Le professioniste chiedono di superare un immaginario ancora legato a codici maschili e all’oggettivazione del corpo femminile, per restituire alla birra la sua dimensione di prodotto culturale e professionale. Accanto al cambiamento culturale, l’indagine individua alcune azioni concrete: rafforzare la formazione tecnica e scientifica, introdurre programmi aziendali sui bias inconsci, sostenere percorsi STEM, adottare strumenti come la certificazione della parità di genere, promuovere l’equità salariale e monitorare la presenza femminile nei ruoli di leadership. 

Tra le proposte figurano inoltre misure a sostegno della genitorialità, come maggiore flessibilità oraria, smart working e congedi parentali più evoluti. Un settore che piace alle donne Nonostante le criticità evidenziate, il giudizio complessivo sull’esperienza professionale nel settore rimane positivo. Il mondo della birra viene descritto come stimolante, creativo e ricco di opportunità.

È proprio da questo elemento che l’Associazione Le Donne della Birra intende partire: non da una contrapposizione tra uomini e donne, ma dalla volontà di costruire un settore nel quale il genere non rappresenti un ostacolo alla crescita professionale. “Questa indagine ci restituisce una fotografia importante – dichiara Federica Felice, presidente dell’Associazione Le Donne della Birra. – Abbiamo incontrato donne competenti, formate, appassionate e protagoniste a tutti gli effetti della filiera birraria, ma abbiamo anche raccolto testimonianze che mostrano quanto alcuni stereotipi siano ancora presenti.

 Il nostro obiettivo è trasformare questa fotografia in uno strumento di cambiamento: vogliamo che nel mondo della birra competenza, professionalità e talento siano riconosciuti senza differenze di genere. Per questo continueremo a promuovere formazione, confronto e occasioni per fare rete, coinvolgendo donne e uomini dell’intero settore.” •

 I risultati del sondaggio verranno presentati nel corso dell’8^ edizione del convegno Filiera della Birra il 15 ottobre 2026, dalle 13.30 alle 18.00 presso il Palazzo della Cultura in Via Eritrea 21 a Milano 

Il 23 novembre la Consigliera Michela Cimatoribus condurrà un webinar ospite di EBCU (European Beer Consumers Union), durante il quale saranno presentati i risultati della ricerca (iscrizione gratuita dal sito: https://www.ebcu.org/webinars/).


Credits Foto Federica Felice

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