6 novembre 2026 - 28 febbraio 2027 |
MUSEO DI ARTI DECORATIVE ACCORSI-OMETTO |
«Le Muse di Capucci sono coloro in grado di abitare la meraviglia, all’altezza della meraviglia perché hanno in sé la capacità di comprenderla e di farsi tramite del compimento di un anelito di infinito.»
La mostra Roberto Capucci. Vestire LE muse, a cura di Silvia Mira, storica dell’arte e del costume, invita il pubblico a intraprendere un viaggio sorprendente in cui l’abito dà forma tangibile a un ideale senza tempo di bellezza.
«Il Museo Accorsi-Ometto è lieto di ospitare questa mostra dedicata a Roberto Capucci, uno dei rappresentanti del Made in Italy. Con l'unicità della sua moda, Capucci è stato messaggero universale dell'eccellenza italiana. Pertanto anche il nostro Museo, attento all'artigianalità e alla maestria delle competenze, si rende partecipe nella diffusione di questo messaggio», dichiara Luca Mana, Direttore del Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto.
Cinquanta abiti raccontano le storie di donne straordinarie, appartenenti al mondo della cultura, dell’arte, della scienza e dell’aristocrazia, protagoniste di un percorso attraverso l’inimitabile universo creativo di Capucci. Al centro, il rapporto tra il Maestro e le donne per le quali crea. Vere e proprie architetture di seta, in cui la ricerca sui volumi, sul colore e sulla materia incontra l’unicità della persona, amplificando il gesto e la presenza nello spazio.
«Perché la magia unica di Roberto Capucci risiede proprio in questo istinto rabdomantico in grado di trovare l’esatto centro della propria musa e di renderlo palpabile attraverso la materia.», spiega Silvia Mira, curatrice della mostra.
Tra le protagoniste dell’arte di Capucci, la duchessa Maria Luisa Gaetani d’Aragona, oltre a Marisa, Valentina e Violetta Nasi e Clementina Marini Clarelli, che hanno messo a disposizione parte del loro guardaroba personale in occasione della mostra.
«Il mondo di Roberto Capucci è cristallizzato nel ricordo dei saloni bianchi dalle pareti a specchio dei suoi atelier a Roma. Nel tempo quel mondo si è trasformato in una costante fonte di ispirazione non solo per chi della moda si è nutrito e si nutre, ma per fotografi e scultori, pittori e anche floricoltori che anni fa dedicarono al sarto capitolino una qualità di rosa dalle infinite sfumature rosa. [...] Luoghi sospesi nel tempo e nello spazio accomunati da un’unica presenza: un genio dall’inesauribile creatività», scrive Gianluca Bauzano nel saggio per il catalogo della mostra.
Quell’idea di meraviglia ha radici precise. La natura e la storia dell’arte alimentano un linguaggio personale: fiori, foglie, ali e minerali si traducono in pieghe, sovrapposizioni e accostamenti cromatici; suggestioni pittoriche e architettoniche diventano strutture da indossare.
Come osserva Cristina Giorgetti, «Capucci rinnovò la sua fedeltà all’alta moda intendendola e presentandola come campo di libera sperimentazione». |
![]() |
ROBERTO CAPUCCI, Abito da sposa, 1989. Collezione privata. Photo Paolo Robino |
LA MOSTRA
I BOZZETTI E LE ILLUSTRAZIONI Completa il progetto espositivo, quasi come un atelier ideale, un’ampia selezione di bozzetti e illustrazioni di Capucci, suddivisa per decenni dagli anni Cinquanta agli anni Duemila, che documenta la fase progettuale e la costruzione dei volumi. Di particolare interesse, ed esposti per la prima volta a Torino, sono i bozzetti della prima collezione Capucci, dell’autunno/inverno 1951.
UN TRIBUTO A MARIA LUISA GAETANI D’ARAGONA Una mostra nella mostra è quella dedicata a Maria Luisa Gaetani d'Aragona. Attraverso una quindicina di abiti scelti dal suo guardaroba personale, l'esposizione offre l’occasione per raccontare alcuni aspetti della vita della duchessa, tra viaggi, arte e attività filantropiche. |


.jpg)
.jpg)

.png)
.jpg)
.jpg)
.jpg)

