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mercoledì 1 aprile 2026

Resonant in tour

 

Risultati oltre le attese per il ciclo di conferenze di studio e confronto sull’effetto di un suolo attivo nel calice




I cinque incontri organizzati nelle cantine italiane sono stati l’occasione per approfondire il valore del suolo in enologia, discutere di viticoltura resiliente e assaggiare vini ottenuti da diverse varietà, per comprendere come il vero plus del “terroir” non sono le sue parti inanimate come rocce e minerali ma la sua parte vitale, composta da microorganismi attivi.

Per far fronte ai cambiamenti climatici che stanno sempre più influenzando la viticoltura, SOP s.r.l - Save Our Planet ha ideato la tecnologia Resonant, capace di intervenire sui microorganismi del terreno, migliorandone il rapporto con la vite e favorendone l’adattamento, con la convinzione che la cura, le lavorazioni e l’attenzione al terreno possono influenzare molto la vita microbica.

I cinque incontri si sono svolti in Emilia Romagna, in Friuli Venezia Giulia, in Veneto e in Toscana e sono stati l’occasione per condividere e toccare con mano gli studi che hanno portato allo sviluppo di questa importante innovazione tecnologica con gli operatori del settore, viticoltori, enologi e agronomi.

Durante gli incontri è stato presentato uno studio condotto da Resonant insieme all’Università di Padova, Milano e UC Davis, focalizzato sull’applicazione di Resonant® Fortify White su vigneti di Chardonnay. I risultati sono chiari, evidenti: le piante mostrano una crescita vegetativa più equilibrata, con una drastica riduzione delle gemme cieche, una maggiore capacità di resistere allo stress idrico e un incremento della resa che arriva fino al 16%, senza compromettere la qualità dell’uva. A questo si aggiunge un dato particolarmente interessante per chi lavora in cantina, ovvero un aumento significativo dell’Azoto Prontamente Assimilabile nel mosto, che cresce fino a punte del 60% .

Sono numeri importanti, soprattutto perché arrivano da prove in campo, su vigneti reali, ma acquistano ancora più significato se letti all’interno di questo approccio. Non si tratta di “spingere” la pianta, ma di metterla nelle condizioni di funzionare meglio, rafforzando le relazioni naturali tra radici e microbiota e lasciando che sia il sistema stesso a trovare un equilibrio più stabile. 

Durante ogni evento l’enologo Andrea Moser ha guidato una degustazione comparata, accompagnando i partecipanti in un percorso che partiva dal bicchiere per tornare poi al vigneto. I vini provenivano dagli stessi appezzamenti, con la stessa varietà e lo stesso protocollo di vinificazione; l’unica variabile era la gestione del suolo con o senza l’utilizzo di Resonant.

Un altro elemento che ha reso questi incontri particolarmente efficaci è stata la qualità del confronto che si è creata. La presenza di Marco Poggianella, CEO di SOP, insieme ai tecnici SOP e ai ricercatori coinvolti nello studio, ha permesso di mantenere sempre aperto il collegamento tra ricerca scientifica e applicazione pratica. Le domande sono state dirette, spesso molto concrete, e in alcuni casi anche critiche. È proprio questo tipo di confronto che permette a un progetto di crescere e di diventare realmente utile per chi lavora ogni giorno in vigneto e in cantina.

Da questa esperienza emerge con chiarezza che il tema del suolo non è più rimandabile. Non è un elemento accessorio né una scelta ideologica, ma il punto di partenza da cui dipende tutto il resto. È lì che si costruiscono gli equilibri della pianta, è lì che si definisce la qualità della materia prima ed è da lì che, inevitabilmente, prende forma il vino.


 

SOP S.r.l. Società Benefit è un’azienda italiana certificata B Corp che sviluppa tecnologie per l’attivazione dei processi biologici del suolo e l’ottimizzazione delle interazioni suolo-pianta, con oltre venticinque anni di ricerca applicata in ambito agronomico. Resonant for Wine applica questo approccio sistemico alla viticoltura, favorendo l’equilibrio della rizosfera, l’efficienza fisiologica della vite e la capacità adattativa dei vigneti, traducendo la vitalità del suolo in qualità e identità del vino.

www.resonanttechnology.eu


“MIGLIOR SOMMELIER DELLA LIGURIA JUNIOR 2026”: VINCONO IL SANREMESE LUCA NOTARI E LA SPEZZINA MORENA PENNA

 


L’iniziativa di Ais Liguria si è tenuta oggi all’Istituto di Istruzione Superiore “E. Ruffini – D. Aicardi” di Arma di Taggia e ha visto partecipare 30 studenti e studentesse delle classi terze, quarte e quinte di tutti gli Istituti alberghieri della Liguria


 

Taggia (IM). Si è tenuta oggi, mercoledì 1° aprile 2026, all’Istituto di Istruzione Superiore “E. Ruffini – D. Aicardi” di Arma di Taggia la III edizione del concorso regionale “Il Miglior Sommelier della Liguria Junior”. L’evento è promosso e coordinato da Associazione Italiana Sommelier della Liguria.

 

Per quanto riguarda le sezioni quinte, a vincere il titolo di “Miglior Sommelier della Liguria junior” è il sanremese Luca Notari, di 18 anni, studente dell’Istituto Ruffini Aicardi di Arma di Taggia. Seconda classificata Denise Luisa Sessarego, di 18 anni, iscritta all’Istituto Alberghiero Marco Polo di Genova; terzo classificato Luca Ancona, di 18 anni, studente del Nuovo Polo Scolastico di Finale Ligure (SV).

 

Per le sezioni terze e quarte, prima classificata la spezzina Morena Pennadi 16 anni, studentessa dell’Istituto Professionale Alberghiero "G. Casini" della Spezia. Al secondo posto la sedicenne spezzina Rita Puglisi, sempre dell’Istituto Professionale Alberghiero "G. Casini". In terza posizione Romeo Lai, diciassettenne proveniente da Soldano (IM), studente dell’Istituto Ruffini Aicardi di Arma di Taggia (IM).

 

Al primo classificato di ogni categoria (terze-quarte e quinte) è stato conferito il titolo di “Sommelier della Liguria Junior”, attestato da un diploma di merito nonché una borsa di studio, consistente nell’iscrizione gratuita ai tre livelli del Corso Qualificazione Sommelier Ais. Al secondo classificato di ogni categoria è stato consegnato un diploma di merito e l’iscrizione gratuita al primo e secondo livello del Corso di Qualificazione Sommelier Ais. I terzi classificati di ogni categoria hanno ricevuto, oltre al diploma di merito, l’iscrizione gratuita al primo livello del Corso di Qualificazione Sommelier AIS. A tutti gli altri studenti e studentesse partecipanti di entrambe le categorie, Ais Liguria ha donato attrezzature del sommelier e testi sul mondo del vino.

 

Il concorso ha visto la partecipazione di 30 studenti e studentesse appartenenti alle classi terze, quarte e quinte di tutti gli Istituti alberghieri della Liguria. Tra questi: Accademia del Turismo Lavagna (GE), IPSSEOA M. Polo Genova, IPSSEOA N Bergese Sestri Ponente (GE), Nuovo Polo Scolastico di Finale Ligure (SV), IPSSEOA F.M. Giancardi Alassio (SV), IPSSEOA G. Casini La Spezia, ISS Ruffini Arma di Taggia (IM), IIS “Marsano” Istituto Eno-Gastronomico (GE).

 

I partecipanti hanno affrontato una prima prova scritta, sulle conoscenze nell’ambito delle tecniche di servizio del sommelier (servizio delle acque, presa della comanda di un vino, presentazione e servizio di un vino), in Enografia Ligure (i “terroir” liguri, le DOC e le IGT, i vitigni più diffusi), nell’analisi sensoriale del vino con metodologia e terminologia AIS e in cenni di abbinamento piatti della tradizione ligure con i vini regionali. 

 

A seguire, si è svolta la prova pratica finale, con il riconoscimento delle attrezzature del sommelier e dei bicchieri, la presa della comanda di un vino in base a una portata ordinata dal cliente, la mise en place al vassoio dei calici al tavolo del cliente, il servizio del vino al calice e la presentazione orale delle caratteristiche dello stesso. Gli studenti e le studentesse delle classi quinte si sono occupati poi di effettuare il servizio del vino con stappatura di una bottiglia sul guéridon di servizio e, a seguire, dell’analisi sensoriale del vino con commento orale. I partecipanti minorenni non hanno affrontato la prova di degustazione dei vini.

 

La giuria che ha eletto i “Miglior Sommelier della Liguria Junior” era composta dal presidente di Ais Liguria Marco Rezzano, dal referente didattica di Ais Liguria Davide Sacchi, dal delegato Ais di Imperia Giovanni Carlo Orengo, dal produttore Luca Calvini e dal giornalista Claudio Porchia. Presente, inoltre, Roberto Lauriana in qualità di coordinatore regionale del Concorso “Miglior Sommelier Junior”.

 

Info: https://www.aisliguria.it/

TORNA VINITALY AND THE CITY DAL 10 AL 12 APRILE. TRE GIORNI TRA ARTE, MUSICA E GRANDI DEGUSTAZIONI NEL CUORE DI VERONA

 

PRESENTATO OGGI A VERONAFIERE IL FUORI SALONE DEDICATO AI WINE-LOVER

Presentazione Vinitaly and The City 2026
 
Verona, 1° aprile 2026. Settanta appuntamenti per innumerevoli occasioni di scoprire l’Italia in bicchiere, in un unico evento diffuso per il centro storico di Verona. È Vinitaly and The City, il fuori salone di Veronafiere dedicato ai winelover che, dal 10 al 12 aprile, animerà vicoli e piazze della città di Romeo e Giulietta con un’altra intramontabile storia d’amore, quella degli italiani con il vino. E a raccontarla saranno non solo tasting, masterclass e degustazioni, ma un ricco programma - illustrato oggi a Veronafiere nel corso nella conferenza stampa di presentazione della tre-giorni - di visite guidate, appuntamenti letterari, e non solo.

Debutta infatti nella serata di sabato (ore 20, Piazza Bra) lo spettacolo immersivo “Dentro c’è l’Italia”, un intreccio tra danza, teatro e canto organizzato da Veronafiere e Masaf in collaborazione con ICE Agenzia con la firma artistica e la regia di Giuliano Peparini. Centocinquanta artisti si esibiranno sulla scalinata di Palazzo Barbieri per raccontare la terra, il tempo, la trasmissione dei saperi e la passione che caratterizzano da sempre la cultura del vino. La nuova edizione del fuorisalone è stata presentata oggi a Veronafiere.

Per il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo: “Vinitaly and the City è il frutto di una sinergia vincente con le istituzioni, dal Comune di Verona alla Provincia di Verona, fino alla Fondazione Cariverona, con il coinvolgimento delle realtà culturali e di business cittadine. Abbiamo creato un’esperienza immersiva capace di raccontare il mondo del vino tra le bellezze monumentali della nostra città con un format che, oltre a valorizzare la nostra città, sta crescendo su scala nazionale. Dopo il successo calabrese, che quest’anno raddoppia le tappe con Sibari a luglio e Reggio Calabria ad agosto, si conferma uno strumento di promozione unico, in fase di studio anche in altre Regioni. Il grande seguito digitale e la partecipazione attiva dei consumatori dimostrano come il vino possa diventare il cuore di un racconto culturale capace di unire l'Italia intera".

Per Alessia Rotta, assessora al Commercio e alle Manifestazioni del Comune Verona: “Dopo la bella esperienza olimpica e paralimpica Vinitaly riporta la città di Verona al centro della scena italiana e internazionale. La sinergia tra città e fiera consente di realizzare al meglio la nostra missione di promuovere la cultura e il turismo del territorio. La contaminazione che si è realizzata in questi anni con un lavoro molto fecondo e fruttuoso sta raccogliendo l’interesse e la partecipazione di sempre più attività economiche ed esercizi commerciali che vogliono essere coinvolte in questa grande festa della città”.

Quest’anno abbiamo cercato di favorire l’incontro con il patrimonio culturale della città potenziando i token esperienza – ha aggiunto Marta Ugolini, assessora alla Cultura e al Turismo del Comune di Verona –, che rendono ancora più accessibili le visite guidate a monumenti e musei. Sarà un’occasione di scoperta anche per i veronesi e per gli abitanti di tutta la provincia”.

Secondo Flavio Massimo Pasini, presidente della Provincia di Verona: "Ogni anno a Vinitaly and The City ci troviamo in piazza con una duplice posta in gioco: rafforzare l’identità cittadina come luogo vivo e impegnato e allargare la voglia di partecipazione della comunità anche a giovani, famiglie ed enocuriosi. Una scommessa vinta anche in questa edizione in cui continuiamo ad aprire palazzi della Provincia rendendo accessibili sale e spazi ancora sconosciuti".

Alla conferenza stampa, moderata dal giornalista Paolo Massobrio, erano presenti anche Barbara Ferro, amministratrice delegata di Veronafiere, Gianni Bruno, direttore generale vicario di Veronafiere, e Martina Valea, event manager di Vinitaly and the City.

THE WINE NET A VINITALY TOURISM 2026 CON UNO STAND CONDIVISO: IL VINO COOPERATIVO SI RACCONTA ATTRAVERSO I SUOI TERRITORI

 


La Rete tra le cooperative italiane mette un focus sulle proprie identità territoriali e presenta una masterclass in cui abbina vini, prodotti tipici ed esperienze enoturistiche
 
Dopo la partecipazione a Wine Paris e Prowein, The Wine Net, la Rete tra le eccellenze cooperative italiane, approda a Vinitaly aderendo al progetto di Vinitaly Tourism per valorizzare, oltre alla qualità dei propri prodotti, la forza attrattiva dei suoi territori e la ricchezza dei suoi percorsi esperienziali.
 
Ciascuna cooperativa sarà presente al Vinitaly con un proprio spazio espositivo, ma la rete avrà anche uno stand comune, l’11B all’interno dell’area Vinitaly Tourism, nella galleria tra i padiglioni 2 e 3. L’appuntamento più prestigioso e strategico del vino italiano dedica uno spazio specifico al turismo del vino, riconoscendolo come leva strategica per lo sviluppo del settore; un’area centrale e strutturata, pensata per ospitare operatori, incontri B2B e momenti di confronto tra mondo del vino e turismo.
 
The Wine Net sarà presente nell’area Vinitaly Tourism con il proprio stand e sarà protagonista di una masterclass pensata per raccontarsi attraverso i propri territori, per generare valore, relazione e posizionamento: 6 vini in degustazione e in abbinamento a 6 prodotti tipici con il racconto, da parte delle 6 aziende della Rete, delle proprie proposte enoturistiche: Enoturismo cooperativo: sei regioni, sei vini, sei esperienze avrà luogo lunedì 13 aprile alle ore 12.30 nell’Area Vinitaly Tourism, nella galleria tra i padiglioni 2 e 3.
 
Tour operator, agenzie di viaggio e giornalisti potranno interfacciarsi con un unico partner, The Wine Net, per conoscere un pacchetto diversificato e strutturato di proposte enoturistiche distribuite su tutto il territorio nazionale.
 
Nata per affrontare in modo congiunto le sfide dei mercati globali, The Wine Net riunisce sei cooperative distribuite lungo tutta la Penisola, espressione di territori e denominazioni di alto valore: La Guardiense, CVA Canicattì, Cantina Frentana, Cantina Vignaioli del Morellino di Scansano, Colli del Soligo e Pertinace; un modello, quello di The Wine Net, che negli anni ha dimostrato la propria efficacia, fondando la crescita su strategie condivise, coordinamento commerciale e capacità di presentarsi come interlocutore unico e affidabile per gli operatori internazionali.
 
La partecipazione alle grandi fiere si inserisce in un percorso ormai consolidato. Presentarsi insieme non è solo una scelta organizzativa, ma una leva strategica: consente di ampliare i contatti, favorire contaminazioni tra portafogli e offrire agli operatori una proposta multiregionale articolata, capace di rispondere a esigenze diverse.
 
Il vino cooperativo italiano ha le carte in regola per proporsi come un’eccellenza, sul piano produttivo e sul piano dell’accoglienza. Le aree rappresentate da The Wine Net sono enologicamente tra le più vocate del Paese e il loro appeal turistico chiude il cerchio dal punto di vista del valore: suggestivi luoghi da visitare, vini eccellenti da degustare nella propria cornice; territori insigniti dal riconoscimento Unesco, come le Langhe e le colline del Prosecco DOCG; luoghi avvolti dal fascino unico della storia, come il Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento; contesti che richiamano un turismo lento ed eco-compatibile, come la Costa dei Trabocchi o le suggestive colline del Sannio beneventano; il dolce equilibrio tra borghi, mare, collina e campagna della Maremma. Un patrimonio che, condiviso e messo a sistema, racconta un’Italia autentica, al di là di narrazioni stereotipate e destinazioni necessariamente convenzionali, dove l’unicità dei territori diventa esperienza, relazione e prospettiva di crescita, e in cui la valorizzazione dei territori diventa leva concreta di competitività.
 
The Wine Net: stand 11B, area Vinitaly Tourism - galleria tra i padiglioni 2 e 3
 
Masterclass The Wine Net: Lunedì 13 aprile 2026, ore 12.30 – 13.30, area Vinitaly Tourism - Galleria tra i padiglioni 2 e 3
 
Per registrarsi consultare il sito: bit.ly/MasterclassTheWineNet

Diesel Farm: la primavera prende vita tra vigneti, degustazioni ed esperienze all’aria aperta

 

Il Consorzio Lugana a Vinitaly 2026: un viaggio tra suono e intrattenimento con la “Soundscape” e Vinitaly and the Night

 

garage BENTIVOGLIO Tobia di Ferruccio Laviani

 Il nuovo appuntamento del progetto espositivo di Palazzo Bentivoglio,

porta nella sua vetrina su strada a Bologna, la lampada Tobia ideata nel 2019 per Foscarini da Ferruccio Laviani

 

1 – 25 aprile 2026

mercoledì - sabato, ore 19.00 - 23.00

 

garage BENTIVOGLIO

via del Borgo di San Pietro 3A, Bologna

www.palazzobentivoglio.org

 

Ferruccio Laviani, Tobia, 2019, garage BENTIVOGLIO, Palazzo Bentivoglio, ph. Carlo Favero.


Bologna, 1 aprile 2026. Dal 1° al 25 aprile 2026 la vetrina su via del Borgo di San Pietro a Bologna che ospita il progetto garage BENTIVOGLIO di Palazzo Bentivoglio, presenta Tobia, la scultura luminosa disegnata da Ferruccio Laviani nel 2019 per Foscarini.

 

Come tutte le lampade progettate da Laviani, pensate non come prodotto unico, ma declinate in famiglie che includono versioni a terra, a muro, a soffitto, anche Tobia è stata ideata come luminator e come applique.

 

Realizzata con un tubo di metallo piegato che a poco più di un metro da terra disegna una doppia curvatura, questa presa a mezz’aria– parte centrale del progetto – offre non solo una impugnatura salda per essere spostata, ma cita anche (forse) la Callimaco di Ettore Sottsass che l’architetto cremonese ha in studio.

 

Ferruccio Laviani, del resto, come scrive Davide Trabucco, curatore del progetto garage BENTIVOGLIO, è un autore difficilmente inquadrabile che, come un dj, attraversa generi, mixa maestri, reinventa stili, creando sempre nuovi classici: nella scelta del materiale per Tobia si ritrovano infatti i prodromi del design industriale, mentre la sua linea ininterrotta richiama i corrimano della M1 di Albini e Helg.

 

Coniugando tecnologia ed estetica, Laviani, partendo dalla maniglia, esalta il valore plastico del tubo piegato, un semplice gesto che garantisce a Tobia l’autonomia formale che ogni buon prodotto di design ambisce ad avere.

 

garage BENTIVOGLIO è un progetto nato con l’idea di realizzare arte “quasi” pubblica, attraverso una serie di esposizioni ospitate nel piccolo garage con vetrina del Palazzo, su Via del Borgo di San Pietro a Bologna. L'idea centrale è quella di presentare di volta in volta un pezzo singolo, giocando sul fascino della vetrina: l'opera viene teatralizzata come se fosse merce esposta, seducente, da guardare.