blogazzurro

blogazzurro

martedì 20 ottobre 2026

FondazioneMARCONI e GióMARCONI GIANNI COLOMBO Vocale con accento a cura di Marco Scotini

 


MILANO WINE WEEK AWARDS 2026: 142 RESTAURANT SI AGGIUDICA IL PREMIO PER LA SUA CARTA VINI

 



Un traguardo che celebra la passione di Sandra Ciciriello e la sua capacità di trasformare la ricerca enologica in una storia di incontri e condivisione

 

Milano, 20 ottobre 2026 - Si è tenuta ieri sera, lunedì 19 ottobre, la cerimonia dei Milano Wine Week Awards 2026, durante la quale 142 Restaurant si è aggiudicato il premio per la Carta Vini. Un riconoscimento che valorizza il lavoro di ricerca e selezione enologica di Sandra Ciciriello, Founder & Owner del progetto, e una carta che riflette la sua visione personale del vino, costruita nel tempo attraverso la conoscenza diretta dei produttori, la fiducia e la stima per il loro lavoro.

 

“Sono felice che esistano riconoscimenti capaci di dare valore alla sala, perché dietro ogni esperienza riuscita al ristorante c’è un lavoro di squadra in cui ogni ruolo è fondamentale. La sala è il luogo in cui tutto prende vita: è fatta di attenzione, ascolto e sensibilità, ma soprattutto della capacità di creare una relazione con l’ospite e accompagnarlo alla scoperta di qualcosa di nuovo. È quello che cerco di fare ogni giorno anche attraverso il vino, scegliendo bottiglie che raccontino storie, territori e persone, e condividendo la passione di chi le produce. Per me, il valore di questo lavoro sta proprio qui: trasformare una scelta in un racconto e un calice in un’occasione di incontro” Afferma Sandra Ciciriello.

 

La selezione di 142 Restaurant nasce dal desiderio di dare spazio a produttori capaci di esprimere, attraverso i propri vini, l’identità dei territori da cui provengono. Ogni bottiglia porta con sé una storia fatta di lavoro e passione, che Sandra Ciciriello sceglie di condividere con i propri ospiti, andando oltre il semplice assaggio.

Da questa visione prende forma “Coltivare il Futuro”, il format di appuntamenti mensili dedicato al vino e ai suoi protagonisti. Guidati da Sandra Ciciriello, gli incontri accolgono i produttori presenti in carta, offrendo loro l’occasione di raccontare il proprio percorso, le scelte produttive e il legame con il territorio. Il racconto prosegue a tavola, dove lo Chef Federico Zappalà propone piatti studiati per valorizzare le caratteristiche e le sfumature dei vini protagonisti della serata. È Sandra Ciciriello a creare il filo conduttore tra calice e piatto, accompagnando gli ospiti alla scoperta degli abbinamenti enogastronomici e raccontandone le scelte, gli equilibri e le suggestioni, grazie alla sua profonda conoscenza del mondo del vino e alla sua sensibilità gastronomica.

 

Il riconoscimento ai Milano Wine Week Awards 2026 conferma quindi il valore di un progetto in cui la carta vini è espressione di una ricerca che nasce dall'incontro e si alimenta nel tempo. Per 142 Restaurant, il vino diventa così un'occasione per avvicinare persone, sensibilità e visioni diverse, dando vita a un'esperienza di ospitalità in cui ogni calice racconta qualcosa di più: il lavoro di chi lo produce e la passione di chi lo sceglie e lo condivide.

 


 


TORREVILLA, VENDEMMIA 2026: RACCOLTA ANTICIPATA E BUONI RISULTATI QUALITATIVI

 


La luce che non muore Venezia e Oderzo celebrano il centenario di Cesco Magnolato

 A cent’anni dalla nascita del Maestro del Basso Piave (1926-2022), figura cardine dell'arte veneta del Secondo Novecento, l’Accademia di Belle Arti di Venezia e la Città di Oderzo promuovono una grande mostra diffusa e un convegno di studi per omaggiare la sua sfolgorante parabola creativa di pittore e incisore

 

 

22 ottobre 2026 – 24 gennaio 2027

VENEZIA / ODERZO

 


Cesco Magnolato, Ricordi d'estate, olio su tela, 2001; Cesco Magnolato, Capriccio ovale, 1965; Cesco Magnolato, Autunno, olio su tela, 1996; Cesco Magnolato, Volto tra il fogliame, olio su tela, 2000


Venezia – Oderzo, 20 ottobre 2026. Nel centenario della nascita del Maestro Cesco Magnolato (Noventa di Piave, 22 ottobre 1926 – San Donà di Piave, 12 dicembre 2022), l’Accademia di Belle Arti di Venezia e la Città di Oderzo uniscono le forze per dare vita a un prestigioso palinsesto di eventi espositivi e di approfondimento critico. La rassegna, intitolata “La luce che non muore. Incisioni e dipinti”, intende restituire intatta la straordinaria forza del segno e la profonda umanità dei protagonisti che hanno popolato l'universo creativo dell'artista.

 

Il debutto a Venezia: la mostra e il convegno all'Accademia

Le celebrazioni prenderanno ufficialmente il via giovedì 22 ottobre 2026, giorno esatto del compleanno del Maestro, proprio nel luogo che lo vide prima studente d’eccellenza e poi storico docente titolare della cattedra di Tecniche dell’Incisione per ben trentadue anni, dal 1952 al 1984.

 

La mostra (22 ottobre 2026 – 24 gennaio 2027): presso i locali della biblioteca dell'Accademia (Fondamenta Zattere Allo Spirito Santo, 423), completamente riallestiti per l'occasione, sarà inaugurata un'esposizione, curata da Evelina Piera Zanon e Diana Ferrara, di circa venti incisioni. Si tratta di lavori rari, realizzati in diversi periodi creativi e oggi custoditi nel prestigioso Fondo Storico dell'Istituto.

 

Il convegno di studi: Nella stessa giornata inaugurale si terrà un importante convegno dedicato alla figura e alla produzione grafica e pittorica di Magnolato. L'incontro vedrà gli interventi del Direttore dell'Accademia Riccardo Caldura, della Storica dell’arte Lorena Gava, del già professore Gianfranco Quaresimin e dei docenti di Discipline d’Arte Grafica dell'Istituto, un tempo allievi del Maestro.

A proposito del valore del percorso storico e formativo dell'artista all'interno dell'istituzione, il Direttore dell'Accademia, Riccardo Caldura, dichiara:

 

“Un’Accademia che cambia non può non ripensare alla propria storia e alle figure che ne hanno contraddistinto l’identità e l’eccellenza nel tempo. Si guardano i maestri, dai quali imparare e prendere spunto per proseguire lungo quella traccia, per innovarla anche prendendo altre direzioni.”

 

Il percorso espositivo diffuso a Oderzo (24 ottobre 2026 – 24 gennaio 2027)

A partire da sabato 24 ottobre 2026, il baricentro delle celebrazioni si sposterà a Oderzo, polo culturale a cui il Maestro è rimasto profondamente legato anche per aver ricoperto il ruolo di Direttore Artistico di Ca’ Lozzio Incontri dal 2005 al 2022.

 

La mostra diffusa a Oderzo, curata dalla storica dell'arte Lorena Gava, si articolerà in tre sedi cittadine d'eccezione:

 

Palazzo Foscolo (Fondazione Oderzo Cultura): Un percorso cronologico di 45 opere che ripercorre le tappe principali della carriera di Magnolato. Si parte dalle storiche acqueforti delle “Baracche” e del “Toro” del 1954 — anno della sua consacrazione internazionale con la vittoria del Primo Premio per l’Incisione alla XXVII Biennale di Venezia — per esplorare i temi della fatica contadina del Basso Piave, il dramma degli esodi rurali degli anni '50 e '60 e le celebri composizioni delle "finestre" (dialogo intimo tra spazio interno ed esterno).

 

Museo del Duomo: Un nucleo di 25 lavori tra grafiche e dipinti (anche di grandi dimensioni) interamente dedicati al sacro. Riunite per la prima volta in uno spazio unico di raccoglimento, spiccano le intense raffigurazioni della Crocifissione, della Deposizione e le stazioni della Via Crucis.

 

Cà Lozzio Incontri: Oltre trenta opere che approfondiscono la matrice figurativa del Maestro, aprendo al contempo una sezione speciale dedicata alle sue affascinanti sperimentazioni astratte, informali e ai dinamismi emotivi di ascendenza futurista.

 

La storica dell'arte e curatrice Lorena Gava sottolinea così il significato antropologico e visivo della mostra:

“L'universo creativo di Cesco Magnolato torna oggi a parlarci con una potenza emotiva intatta. Attraverso i solchi della lastra e le sciabolate cromatiche delle sue tele, l'artista ha saputo tracciare l'anima di un territorio, il Basso Piave, popolando le sue opere di braccianti e donne stravolti dalla fatica ma pervasi da una dignità solenne. Questa mostra diffusa è un diario visivo necessario che celebra non solo la sofferenza terrena e la voce degli ultimi ma anche una straordinaria e modernissima forza espressiva che nella luce non trova solo un elemento visivo, ma una profonda e modernissima dimensione interiore”.

 

L'intero progetto espositivo è accompagnato da un esaustivo catalogo monografico contenente una ricca documentazione iconografica, critica e bibliografica sulla lunga e straordinaria carriera dell'artista.

 

 


INFO, ORARI E CONTATTI

 

Accademia di Belle Arti di Venezia (22 ottobre 2026 - 24 gennaio 2027)

Indirizzo: Fondamenta Zattere Allo Spirito Santo, 423 - Venezia

Orari: Dal lunedì al venerdì, ore 10:00 - 18:00

Contatti: Tel. 041 2413752 | biblioteca@accademiavenezia.it

 

Palazzo Foscolo - Fondazione Oderzo Cultura (24 ottobre 2026 - 24 gennaio 2027)

Indirizzo: Via Garibaldi 65 - Oderzo (TV)

Orari: Da martedì a domenica (lunedì chiuso)

Contatti: Tel. 0422 718013 | www.oderzocultura.it

 

Museo del Duomo di Oderzo (24 ottobre 2026 - 24 gennaio 2027)

Indirizzo: Ingresso da via Mazzini e Piazza Grande - Oderzo (TV)

Orari: Sabato e domenica dalle ore 15:00 alle 18:30

Contatti: Tel. 0422 717590 | parrocchiadioderzo@libero.it

 

Cà Lozzio Incontri (24 ottobre 2026 - 24 gennaio 2027)

Indirizzo: Via Maggiore di Piavon 23 - Oderzo (TV)

Orari: Sabato e domenica dalle ore 15:00 alle 24:00

Contatti: Tel. 0422 752111 | incontricalozzio@gmail.com

PRESENTATO IL RAPPORTO “IL MERCATO USA E L’ENOTURISMO” I WINE LOVERS USA AMANO L’ITALIA MA NON CERCANO SOLO IL VINO E IL CIBO.

 

VINCE IL MODELLO CHE COMBINA AUTENTICITÀ, CITTÀ D’ARTE E TERRITORI VITATI. 

 

Realizzato dall’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico per Vinitaly Tourism, il report conferma il forte potere attrattivo dell’Italia: il 79% degli intervistati statunitensi riconosce nel Bel Paese una destinazione capace di offrire esperienze enogastronomiche autentiche e il 47% considera desiderabile un viaggio nel nostro Paese con almeno un’esperienza enoturistica nei prossimi 24 mesi. Si impongono le regioni, in primis Sicilia e Toscana, dove il vino è porta di accesso al territorio, alla cultura, al paesaggio e alle identità locali. Il rischio da evitare è considerare l’esperienza in cantina come se fosse fine a sé stessa. I contributi sulla California invitano a valutare il rapporto tra prezzi, contenuto dell’esperienza e valore percepito, senza attribuire ai soli costi la diminuzione delle visite

Bergamo/Verona, 20/10/2026  –  Sicilia e Toscana sono le regioni più considerate dagli intervistati per un viaggio in Italia, che consolidano il rapporto particolarmente forte con l’Italia e con le sue eccellenze enogastronomiche. È quanto emerge dal Rapporto “Il mercato USA e l’enoturismo”, realizzato dall’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico, presieduta da Roberta Garibaldi (docente all’Università di Bergamo), per Vinitaly Tourism e l’evento di New York. Questo report analizza comportamenti, aspettative e propensione al viaggio del mercato statunitense nei confronti delle esperienze legate al vino in Italia.


L’indagine evidenzia come l’enoturismo sia ormai una componente consolidata delle esperienze di viaggio dei turisti statunitensi intervistati: il 60% ha partecipato almeno una volta, negli ultimi tre anni, a un’attività legata al vino e il 39% ha svolto queste esperienze esclusivamente negli Stati Uniti, mentre il 22% le ha vissute anche o esclusivamente all’estero, il 16% sia negli Stati Uniti sia in altri Paesi e il 6% soltanto all’estero. Si tratta quindi di un mercato già abituato al prodotto enoturistico, ma con ampi margini di sviluppo internazionale.


Tra quanti hanno già partecipato ad almeno un’esperienza enoturistica, nel 42% dei casi il vino ha rappresentato la motivazione principale del viaggio e nel 38% una delle motivazioni principali. Per il turista statunitense il vino è dunque molto più di una semplice degustazione: diventa una porta di accesso al territorio, alla cultura, al paesaggio e alle identità locali.

L’immagine dell’Italia risulta particolarmente positiva. Il 79% degli intervistati riconosce nel nostro Paese una destinazione capace di offrire esperienze enogastronomiche autentiche. Il 73% ritiene che l’Italia disponga di paesaggi vitivinicoli unici, vini eccellenti e attrazioni enologiche capaci di rappresentare un’opportunità di arricchimento culturale. Il 67% apprezza inoltre la possibilità di incontrare le persone del luogo e conoscere la storia delle cantine e dei loro vini. Il dato evidenzia come la relazione con produttori e comunità locali sia parte integrante dell’esperienza ricercata. Il 71% associa infine l’Italia a esperienze enologiche di fascia alta o di lusso. In prospettiva, quasi un intervistato su due guarda all’Italia: il 47% considera desiderabile un viaggio nel nostro Paese che includa almeno un’esperienza enoturistica nei prossimi 24 mesi.


Tra le regioni prese in considerazione dai potenziali enoturisti americani emergono Sicilia (82%), Toscana (81%) e Piemonte (56%). Tra le altre destinazioni subregionali e i territori del vino figurano la Costiera Amalfitana (67%), l’area del Prosecco (60%), Chianti (59%), Etna (58%), Montalcino (56%), Cinque Terre e Montepulciano (55%), Franciacorta (54%), Langhe/Barolo (53%) e Valpolicella (52%).



Non solo cantina. L’idea del viaggio richiede un’esperienza immersiva più completa

La cultura costituisce uno dei principali fattori di attrazione. Il 66% ritiene che combinare le esperienze enologiche con la visita a città storiche e siti culturali renda l’Italia più attraente come destinazione. Contemporaneamente, il 65% considera importante vivere i paesaggi vitivinicoli e la campagna italiana. Ne emerge un modello di viaggio capace di mettere in relazione le città d’arte con le aree rurali e i territori del vino. Tra i 474 intervistati che non escludono un viaggio legato al vino in Italia nei prossimi 24 mesi, compresi gli indecisi, il 54% sceglierebbe un viaggio che combina la visita alle città con escursioni ed esperienze legate al vino, mentre il 37% sarebbe interessato a un viaggio incentrato principalmente sulle regioni vitivinicole. La dimensione gastronomica e conviviale è importante ma non totalizzante. In ogni caso, il 39% degli intervistati sogna, durante il viaggio in Italia, un pranzo o una cena nel ristorante di una cantina, e il 36% una cena a lume di candela tra i vigneti. Le degustazioni al tramonto e quelle abbinate ai prodotti gastronomici del territorio raggiungono entrambe il 33%. Si tratta di proposte ad alto valore esperienziale ed emozionale, capaci di integrare vino, cibo, paesaggio e socialità.


«La ricerca restituisce un turista americano interessato all’Italia, ma molto articolato nelle motivazioni e nei comportamenti – sottolinea Roberta Garibaldi –. Accanto al wine lover esperto troviamo viaggiatori per i quali il vino rappresenta un modo per conoscere un territorio, la sua gastronomia, il paesaggio, la cultura e le persone. È proprio questa integrazione uno dei grandi punti di forza dell’offerta enoturistica italiana. Il dato interessante è che, mentre negli Stati Uniti stanno cambiando i consumi di vino, l’interesse verso i luoghi, le esperienze e le culture del vino continua a esprimere un potenziale significativo. L’Italia possiede una straordinaria varietà di territori vitivinicoli e di proposte, dalle esperienze nelle grandi destinazioni del vino a quelle nei territori meno conosciuti. I risultati evidenziano al tempo stesso quanto siano importanti, per il pubblico statunitense, la possibilità di programmare il viaggio, reperire informazioni chiare e prenotare le esperienze attraverso i canali che dichiara di voler utilizzare. Sono elementi che concorrono alla qualità complessiva dell’esperienza e alla capacità del nostro sistema di dialogare con questo mercato».

 

California, modelli in evoluzione

Il Rapporto affianca alla ricerca sulla domanda due contributi di studiosi statunitensi: Angelo A. Camillo, della Sonoma State University, e Matthew J. Stone, della California State University, Chico.


Nel contributo di Matthew J. Stone emerge che il 58% dei viaggiatori statunitensi dichiara di bere vini locali in almeno la metà dei propri viaggi, rispetto al 52% del 2020. Un’indicazione che suggerisce come, mentre cambiano i comportamenti di consumo, il vino possa continuare a rappresentare una componente significativa dell’esperienza di viaggio.


Nel suo contributo, Camillo interpreta la fase attuale della California, laboratorio enoturistico statunitense, come un riassetto strutturale dell’economia del vino e dei modelli di ospitalità. Richiama in particolare la situazione in Napa Valley, che presenta difficoltà Ecco i dati sull’occupazione alberghiera: tra gennaio e agosto 2025 era circa il 10% sotto i livelli del 2019, pur aumentando rispetto al 2024. Si tratta di un indicatore distinto dalle visite in cantina. Per le tariffe di degustazione, Stone riporta medie di 79 dollari per le formule standard e 125 per le reserve a Napa, e rispettivamente 47 e 95 dollari a Sonoma. Il caso mette in evidenza come la crisi riguardi non soltanto i consumi, ma anche l’accessibilità economica dell’esperienza e la necessità di ripensare prezzi, ospitalità e relazione con il visitatore.


Anche l’offerta enoturistica statunitense sta evolvendo. L’analisi evidenzia una crescente articolazione delle proposte: accanto alla degustazione trovano maggiore spazio gastronomia, natura, cultura, eventi, attività outdoor e wellness. Parallelamente si osserva una maggiore attenzione alla diversificazione dei livelli di esperienza e di prezzo e all’inclusione di accompagnatori che consumano poco o non consumano alcol. L’evoluzione dei wine club e delle attività direct-to-consumer mostra inoltre come l’esperienza in cantina venga sempre più considerata all’interno di una relazione più ampia con il visitatore, che può continuare attraverso acquisto, comunicazione e membership.


Prenotabilità e intermediazione

L’organizzazione del viaggio costituisce un altro elemento centrale per il pubblico statunitense. Il 55% considera importante poter prenotare online visite ed esperienze in cantina, Per i futuri viaggi in Italia, il 49% indica le piattaforme online di prenotazione delle esperienze, come Viator e GetYourGuide, tra i canali che utilizzerebbe prima della partenza, mentre il 43% le utilizzerebbe durante il soggiorno. Il dato evidenzia la rilevanza dichiarata di questi strumenti nel processo di scelta e prenotazione del pubblico statunitense.


I canali intermediati mantengono comunque un ruolo determinante: il 62% indica agenzie di viaggio e tour operator per prenotare le esperienze enoturistiche prima della partenza. Il 43% preferisce un pacchetto completamente organizzato e il 41% un viaggio parzialmente organizzato, in cui almeno alcuni servizi siano prenotati in anticipo. Solo il 16% sceglierebbe di pianificare il viaggio interamente in autonomia.


Anche la mobilità entra nella costruzione dell’esperienza. L’automobile si conferma al vertice delle preferenze per raggiungere e attraversare i territori enogastronomici italiani: il 42% l’auto a noleggio, mentre il 25% considera auto o minibus con conducente. Il dato documenta la centralità dell’accessibilità e dei collegamenti nei territori rurali all’interno dell’esperienza di viaggio.



ANTHONY GENOVESE È “MAESTRO DI CUCINA” AI FOOD&WINE ITALIA AWARDS

 

BLOODY MARE: IL MEDITERRANEO SI VESTE DI ROSSO

 




Milano, ottobre 2026 - Nel Mediterraneo, la fine di ottobre ha un sapore preciso: negli uliveti comincia la raccolta delle olive e le serate, sempre più lunghe, invitano a ritrovarsi intorno a una tavola. È in questo clima che cade Halloween, e Gin Mare sceglie di celebrarlo a modo suo: senza maschere, con un rituale di convivialità e un cocktail dal rosso profondo.

La scelta cade sul Bloody Mare, reinterpretazione mediterranea di un grande classico. Al centro, Gin Mare e le sue botaniche distintive (oliva Arbequina, rosmarino, timo e basilico), che dialogano con pomodoro, vino rosso, miele e paprika affumicata, ravvivati da una nota piccante. Un cocktail dal colore rubino intenso, sapido ed erbaceo, avvolgente e insieme vibrante, pensato per essere sorseggiato con calma.

Il segreto è il tempo: il mix va preparato in anticipo e lasciato riposare, perché dolcezza, spezie e note affumicate trovino il loro equilibrio. Un gesto semplice, quasi un rituale, perfetto per aprire una cena tra amici la sera del 31 ottobre e per tutte le serate d’autunno che verranno.

Bloody Mare: la ricetta

Il mix (dosi per circa 3 cocktail):

  • 600 ml di succo di pomodoro
  • 70 ml di vino rosso
  • 15 ml di aceto
  • 10 ml di miele
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaino di pepe nero
  • ½ cucchiaino di paprika affumicata
  • 6–10 gocce di Tabasco

Versare tutti gli ingredienti in una caraffa e mescolare fino a ottenere una miscela omogenea. Lasciare riposare in frigorifero per almeno un’ora.

Il cocktail:

  • 50 ml di Gin Mare
  • 200 ml di mix Bloody Mare
  • 10 ml di succo di lime

In un highball colmo di ghiaccio versare Gin Mare e il mix, completare con il succo di lime e mescolare delicatamente. Guarnire con un rametto di rosmarino fresco e un’oliva Arbequina, richiamo alle botaniche che definiscono l’identità del gin.

Che lo si serva la notte di Halloween o in una qualsiasi sera d’autunno, il Bloody Mare porta in tavola tutto il carattere del Mediterraneo: un invito a rallentare, a condividere e a brindare insieme, nel segno di quella convivialità che da sempre è al cuore di Gin Mare.