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giovedì 26 febbraio 2026

Premio Letterario Pietro Cheli 🌿

 

Il Premio Letterario Pietro Cheli è un nuovo riconoscimento dedicato ai libri che raccontano e valorizzano la cultura dell’enogastronomia e della tavola.
Istituito nell’ambito del Campionato Mondiale di Pesto Genovese al Mortaio
www.pestochampionship.it), nasce per celebrare il cibo come fenomeno culturale capace di raccontare identità, territori e relazioni tra i popoli.
Il Premio è dedicato a Pietro Cheli, figura di riferimento nel panorama culturale italiano, sempre attento alla qualità, alla curiosità e alla profondità dei contenuti. Il suo percorso professionale è stato caratterizzato dalla capacità di raccontare la cultura in modo accessibile e mai banale, con particolare attenzione ai linguaggi contemporanei e ai cambiamenti della società. Pietro Cheli è stato per molti anni giurato del Campionato, contribuendo a valorizzare il legame tra cultura e tradizione gastronomica.
Al premio possono concorrere opere in lingua italiana che esplorino il mondo dell’enogastronomia nelle sue molteplici dimensioni: storica, letteraria, sociale, economica e di costume.
La cerimonia di premiazione si svolgerà a Genova il 21 marzo a Palazzo Ducale, in occasione delle iniziative legate al Campionato, in un contesto che celebra l’incontro tra cultura, territorio e tradizione.

📚 Libri in concorso
Di seguito l’elenco aggiornato delle opere (ad oggi) candidate al Premio:
  • Cucina apertaTommaso Melilli - 66th and 2nd
  • Lambrusco in fabulaEnrico Zucchi - Aliberti
  • Fatto a fetteAnna Prandoni - Cinquesensi
  • Il piatto, Annabelle Hirsch - Corbaccio
  • Come si cucina un mammut?Uta Seeburg - Corbaccio
  • Made in KoreaNoemi Pelagalli - Corbaccio
  • Tutti a tavolaMassimo Montanari e Pier Luigi Petrillo - Editori Laterza
  • Cinque benedizioni per un matrimonioSeo Maiko - Edizioni e/o
  • Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi d’ItaliaLuca Iaccarino - EDT
  • Ho fatto il pienoEdoardo Ferrera - èMultiverso
  • Tavole DOC Liguria 2025 - èMultiverso
  • Il pesce a Milano 2025 - èMultiverso
  • Cantine DOC Liguria 2025 - èMultiverso
  • Dieta mediterraneaVincenza Gianfredi e Daniele Nucci - Gribaudo
  • La grammatica del cioccolato e del cacaoClara e Gigi Padovani - Gribaudo
  • Barolo girlsClara e Gigi Padovani - Gribaudo
  • L'integrale Sacro - Iperborea
  • Come brace copertaAlice Malerba - Mondadori
  • Un sogno di polvere e acquaCelestina Bialetti e AlessandroBarbaglia - Mondadori
  • SpritzFabio Giavedoni e Michele Rocchetti - Quinto Quarto
  • La Sicilia dei sapori segretiGiusi Battaglia - RCS mediagroup
  • Sogni di zenzeroMareme Cisse e Lidia Tilotta - Slow Food Editore
  • CibariaLuigi Ferrando e Gabriele Pino - Slow Food Editore
  • Cucina in famigliaMyriam Sabolla - Slow Food Editore
  • Geografia del gustoMassimo Montanari - Touring Club Italiano
  • Tokyo è una grande cucinaFlavio Parisi - UTET
  • Cavallette a colazioneGaia Cottino - UTET
Il Premio Letterario Pietro Cheli si propone di diventare un punto di riferimento per autori, editori e lettori interessati al racconto del cibo come esperienza culturale, contribuendo a costruire uno spazio di confronto e valorizzazione delle migliori produzioni editoriali dedicate a questo ambito.
Per maggiori informazioni o per partecipare, è possibile scrivere a:
📧 premiocheli@gmail.com

Il vincitore sarà proclamato il 21 Marzo 2026 a Genova durante l’XI edizione del Campionato Mondiale di Pesto al Mortaio.

Febbraio 2026 Il Musée des Confluences e il MUDEC - Museo delle Culture di Milano firmano un accordo di collaborazione per il periodo 2027-2034

 Il Musée des Confluences e il MUDEC- Museo delle Culture di Milano, hanno siglato una partnership pluriennale per il periodo 2027-2034. Questa collaborazione mira a sviluppare l'offerta culturale delle due istituzioni, promuovere il patrimonio universale e favorire la circolazione delle opere e delle conoscenze.

Il Musée des Confluences e il MUDEC sono due musei dedicati alle culture del mondo, ma sono anche radicati nella loro epoca grazie alle tematiche che trattano. Si tratta di due istituzioni contemporanee, inaugurate rispettivamente nel 2014 e nel 2015.

Promuovere lo scambio di mostre e competenze museali

La partnership consente l'accoglienza e la coproduzione di mostre temporanee realizzate sia dal MUDEC che dal Musée des Confluences. L'accordo prevede anche prestiti e depositi di oggetti conservati dal Musée des Confluences, destinati alla nuova mostra permanente del MUDEC. Le due istituzioni potranno condurre congiuntamente studi scientifici, formazioni incrociate dei team e organizzazione di conferenze ed eventi culturali.

Un gemellaggio di lunga data tra Lione e Milano

La firma di questo accordo riflette la volontà comune di rafforzare i legami transalpini che uniscono già le città di Lione e Milano, gemellate dal 1967, e, più in generale, di contribuire alla diffusione della cultura a livello europeo.

 

« Il Musée des Confluences e il Museo delle Culture di Milano condividono la stessa apertura al mondo attraverso un approccio interdisciplinare. Questo accordo di collaborazione apre la strada a una programmazione incrociata e rafforza il legame tra le due istituzioni e i loro territori. » Hélène Lafont-Couturier, Direttrice del Musée des Confluences

 

«Questa collaborazione nasce dal gemellaggio tra Milano e Lione e dal fatto che sia il MUDEC che il Musée des Confluences sono musei pubblici caratterizzati da una prospettiva internazionale.»

Marina Pugliese, Direttrice Area Museo delle Culture, Progetti Interculturali e Arte nello Spazio Pubblico Comune di Milano

 

 

Il musée des Confluences

Situato sulla punta di Lione, tra il Rodano e la Saona, il Musée des Confluences apre le porte al mondo. Erede delle collezioni dei musei lionesi ormai scomparsi, tra cui il Musée Guimet e il Museo di Storia Naturale, il Musée des Confluences propone un racconto delle origini, della vita e della storia dell'umanità attraverso il dialogo tra le scienze.

Unico nel panorama museale europeo, il Musée des Confluences invita tutti a meravigliarsi e a condividere le conoscenze. È il museo più visitato in Francia dopo i grandi musei parigini.

TABÙ. EGON SCHIELE al cinema il 20, 21, 22 aprile

 


Dopo il successo di Klimt & Schiele. Eros e Psiche

che aveva portato nelle sale 65.000 spettatori

 

UN NUOVO VIAGGIO AL CINEMA 

TRA I CORPI DELL’EROS E DELLO SCANDALO 

NELLA GIOVINEZZA RIBELLE DELL’ARTISTA 

Nexo Studios La Grande Arte al Cinema” torna nelle sale italiane. Si parte il 20, 21, 22 aprile con TABÙ. EGON SCHIELE, prodotto da 3D Produzioni e Nexo Studios, diretto da Michele Mally, autore del soggetto che firma anche la sceneggiatura assieme ad Arianna Marelli. Ad accompagnare gli spettatori sulle tracce dell’artista c’è Erika Carletto, attrice esordiente capace di rievocare con il suo canto le atmosfere di Vienna e Praga di allora. A cavallo tra Otto e Novecento, queste città, mostrate attraverso filmati d’archivio, furono i centri propulsori delle rivoluzioni e delle contraddizioni che caratterizzano ancora la nostra contemporaneità. La colonna sonora, d’impatto fortemente emotivo, è caratterizzata dalle musiche originali composte ed interpretate dalla violinista Laura Masotto e sarà disponibile in digitale su etichetta Nexo Digital. L’elenco delle sale che proietteranno il film sarà presto disponibile su nexostudios.it e le prevendite apriranno a partire dal 20 marzo.

 

Nella “corsa folle” della vita di Schiele (1890-1918), costellata da centinaia di quadri e migliaia di opere su carta, c’è un eterno ritorno: quello al paese di nascita della madre dell’artista, Krumau, Český Krumlov oggi, in Repubblica Ceca. TABÙ. EGON SCHIELE si snoda a partire da qui: dall’Atelier Egon Schiele – la casa con giardino dove il pittore abitò con la compagna e modella Wally Neuzil. Proprio nella cittadina della Boemia, che ai tempi di Schiele faceva parte dell’Impero austro-ungarico, affonda la radice di un’arte capace di sovvertire le regole estetiche, morali e psicologiche del tempo e di condurci – ancora oggi – all’essenza dell’essere umano. È infatti dall’architettura di Krumau che Egon Schiele, ancora ragazzo, impara a osservare da una prospettiva inedita, destinata a diventare il marchio della sua visione e a tradursi nei suoi disegni: lo sguardo dall’alto. Una prospettiva capace di farci riflettere sulle dinamiche stesse del guardare, sulla sua “violenza” e sulla sua forza erosiva. Krumau è una città che alterna curve morbide – il fiume Moldava che abbraccia e allo stesso tempo stringe il centro storico – ed elementi angolari e spigolosi: le case medievali, le strade tortuose. Una figura per certi versi materna, come quella così presente nella produzione di Schiele, pronta a interrogarci sul desiderio inconscio di ritorno all’origine, sul tentativo di riconnettersi alla dimensione da cui dipende l’immagine che tutti abbiamo di noi stessi. Il rapporto di Schiele con la madre Marie, del resto, era segnato dalla mancanza di affetto e dal conflitto, così come solitudine e senso di estraneità segnarono la relazione con Edith Harms, sposata nel 1915 dopo l’abbandono del grande amore Wally. L’affinità elettiva più profonda restò sempre quella con la sorella Gerti, di cui solo oggi emergono nuovi dati biografici.

 

L’esplorazione di tutte queste connessioni visive e interiori è possibile grazie agli interventi di esperti e studiosi: Jane Kallir, curatrice del catalogo completo delle opere; Ralph Gleis e Elisabeth Dutz, rispettivamente Direttore e Curatrice capo dell’Albertina di Vienna; Kerstin Jesse, curatrice del Leopold Museum di Vienna; Verena Gamper, Curatrice del Belvedere di Vienna; Klára Sváčková del Museum Fotoatelier Seidel, Český Krumlov; Elio Grazioli e Otto M. Urban, storici dell’arte; Maddalena Mazzocut-Mis, filosofa; Micaela Riboldi, psicanalista; Amelia Valtolina, germanista; gli scrittori Romina Casagrande e Alessandro Banda; la regista Gerda Leopold.

 

Snodo cruciale del film è il 1910, anno in cui si afferma lo stile unico di Schiele. È proprio nel 1910 che la Cometa di Halley attraversa il cielo, lasciando una scia luminosa che unisce le latitudini e ridisegna le cronologie. Sotto quel cielo possiamo immaginare Egon che cammina per le strade di Praga insieme a Franz Kafka (1883-1924), altra figura ricorrente nel docufilm. Non vi è prova che i due si siano mai conosciuti o incontrati, ma il loro destino e la loro arte si incrociano allora come oggi, offrendoci nuove chiavi per penetrare anche l’universo kafkiano: il suo tempo onirico, il disturbo che continua a provocare, esattamente come spesso “disturbano” i corpi contorti di Schiele. Del resto, in quella Vienna fu proprio la percezione del tempo a cambiare: un tempo non più lineare e causale, ma condensato, affettivo, “fatale”, come le “ore stellari” di cui parlava Stefan Zweig, in cui nascita e morte sono legate in modo indissolubile. Tutti respiravano il senso di una fine. Nel 1918, anno in cui muoiono Schiele ma anche Gustav Klimt e molti altri protagonisti della Vienna d’oro, crolla l’Impero austro-ungarico, mentre nasce la Cecoslovacchia.

 

La storia di Egon Schiele finisce qui, mentre quella di Kafka continua. Ma è soprattutto il nostro mondo che, ormai, ha cominciato la propria storia: l’eterno ritorno, l’ossessione per la morte, l’autoanalisi istintiva e ossessiva, il sentirsi sbagliati e insieme sfacciatamente presenti al mondo rivelano uno Schiele talmente contemporaneo da dare ancora, violentemente, fastidio. Schiele ci costringe a pensare ai nostri tabù. Quelli di allora come quelli di oggi.

 

 

Per il 2026, la stagione di Nexo Studios La Grande Arte al Cinema è distribuita in esclusiva per l’Italia con i media partner Radio CapitalSky ArteMYmovies, e in collaborazione con Abbonamento Musei.

 

 

BEEFBAR MILANO E WORLD’S 101 BEST STEAK RESTAURANTS INSIEME PER UNA CENA ESCLUSIVA

 

Giovedì 5 marzo, quattro protagonisti della carne d’eccellenza si riuniscono sotto le volte di Portrait Milano dando vita a una collaborazione inedita
Milano, 26 febbraio 2026 – Dopo essersi confermato tra i protagonisti della scena steakhouse internazionale, giovedì 5 marzo Beefbar Milano ospiterà per la prima volta una cena esclusiva a otto mani in collaborazione con World’s 101 Best Steak Restaurants, all’interno del progetto internazionale The Rare Tour: un appuntamento che riunirà alcune tra le realtà più autorevoli della classifica in un’unica serata interamente dedicata alla carne d’eccellenza.
Non è un caso che la tappa italiana del tour approdi proprio qui. Nel 2025 Beefbar si è infatti confermato, per il terzo anno consecutivo, primo classificato nella categoria Multiple Outlets della celebre classifica World’s 101 Best Steak Restaurants, riconoscimento che premia i migliori gruppi internazionali di ristorazione specializzati nel settore. Un traguardo che consolida il ruolo di Beefbar come punto di riferimento globale nel mondo della carne, e che rende Milano il palcoscenico perfetto per accogliere questa speciale celebrazione. 
Per una sera, la cappella dell’ex Seminario Arcivescovile diventata cuore di Beefbar all’interno di Portrait Milano, si trasformerà in un luogo di incontro tra quattro cucine, identità e modi di interpretare la carne. Accanto allo chef Mauro Mancano e alla brigata di Beefbar Milano, saranno ai fornelli tre chef ospiti provenienti da ristoranti presenti nella prestigiosa classifica: Lorenzo Aniello de I Due Cippi dal 1976 a Saturnia (GR); Luca Brasi de La Braseria a Osio Sotto (BG); e Vincenzo Dilorenzo del ristorante Regina Bistecca a Firenze. Dalla Maremma alla Lombardia, fino a Firenze, territori diversi ma uniti da una visione comune: rispetto assoluto per la materia prima, tecnica rigorosa e capacità di leggere la tradizione con sensibilità. Il risultato sarà un menu costruito come un dialogo, dove ogni portata racconterà una storia diversa ma coerente, legata dalla stessa passione per la carne d’eccellenza. 
Ad accompagnare il percorso degustazione sarà una selezione di etichette firmate Petra Montebambolipartner della serata, con un pairing ideato per valorizzare ogni portata del menu e curato insieme all’Head Sommelier di Beefbar Milano Gabriele Pica. La cena sarà l’occasione per presentare alcune nuove etichette di Montebamboli, progetto nato dall’intuizione della famiglia Moretti che racconta la Costa Toscana da una prospettiva inedita: quella delle vigne in alta quota, a circa 400 metri di altitudine nel cuore delle Colline Metallifere, da cui nascono vini eleganti, immediati e profondamente legati al paesaggio circostante. 
Dalla stessa organizzazione dei World’s 101 Best Steak Restaurants arriva quindi un riconoscimento che va oltre la classifica: 

È un vero piacere accogliere l’élite della scena steakhouse italiana a Milano per il Rare Tour. Da Beefbar, il nostro ristorante ospitante e numero 1 al mondo nella categoria Multiple Outlets, a I Due Cippi, classificato al n. 4, insieme a La Braseria (Osio Sotto) e Regina Bistecca (Firenze), tutti presenti nella top 30 dei World’s 101 Best Steak Restaurants. Sono davvero entusiasta di celebrare insieme l’artigianalità, l’ospitalità italiana e la ricerca condivisa dell’eccellenza.” EF Knobelspies, CEO & Publisher. 
 
Beefbar ha appena celebrato vent’anni di storia, ed essere riconosciuti ancora una volta nella classifica dei World’s 101 Best Steak Restaurants è per noi motivo di grande orgoglio. Mi emoziona ospitare proprio a Milano una tappa del Rare Tour, nel mio paese di origine, in questo luogo che riflette le radici profonde dell’attività della mia famiglia: riunire qui altri importanti ristoranti presenti nella classifica è il segno di come, in questi anni, si sia creata una vera e propria comunità di professionisti che condividono la stessa visione della carne d’eccellenza.” Riccardo GiraudiCEO di Giraudi Group e fondatore di Beefbar
Accogliere a Milano alcuni tra i migliori interpreti internazionali della steakhouse culture rappresenta un momento significativo nel percorso avviato da Beefbar vent’anni fa: ridefinire l’esperienza della carne in chiave contemporanea e cosmopolita, senza mai rinunciare alla qualità. La cena del 5 marzo si inserisce alla perfezione in questa visione, come occasione di confronto tra identità diverse e ulteriore espressione della continua evoluzione del brand. 

mercoledì 25 febbraio 2026

Aspettando la primavera... Tante idee regalo per la festa del papà by Kasanova

 

MonumenTO Torino Capitale La forma della memoria