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lunedì 9 febbraio 2026

VALDO SPUMANTI PRESENTA PURØ, IL SUO NUOVO SPUMANTE DEALCOLATO. L’ECCELLENZA ENOLOGICA CENTENARIA IN VERSIONE ZERO ALCOL

 


Nell’anno del suo centenario e in anteprima internazionale a Wine Paris 2026, Valdo Spumanti presenta il suo nuovo spumante dealcolato PURØ – Alcohol Free Blanc de Blancs che interpreta con autenticità e coerenza i nuovi trend di consumo.

In un contesto globale in continua evoluzione dove qualità, benessere e trasparenza guidano le scelte dei consumatori, Valdo compie un ulteriore passo nel proprio percorso di innovazione enologica, inaugurando una visione moderna del bere responsabile. La crescente attenzione verso un consumo di alcol più consapevole rappresenta una sfida e un’opportunità per il mondo del vino, Valdo ha scelto di interpretare questa tendenza con coerenza, etica e qualità, restando fedele alla propria identità produttiva e stilistica.

PURØ è prodotto esclusivamente da una selezione di uve bianche Glera, Chardonnay e Traminer coltivate nella tenuta friulana I Magredi, di proprietà Valdo, nell’areale delle Grave del Friuli. Vinificato in bianco e successivamente dealcolizzato attraverso un delicato processo a bassa temperatura, il prodotto preserva purezza, freschezza, struttura e autenticità senza aggiunta di aromi. Etichettato come vino spumante dealcolato presenta una clean label valorizzata dal QR code U-LABEL, a garanzia di massima trasparenza verso il consumatore.

Il risultato è uno spumante dal colore giallo paglierino tenue, con note di mela, fiori bianchi e delicati sentori agrumati. Al palato è bilanciato e avvolgente, sostenuto da una piacevole acidità che dona slancio e freschezza. PURØ è perfetto per l’aperitivo e nella mixology alcohol free più raffinata e contemporanea.

Questa nuova etichetta è più di una novità: è una scelta enologica capace di offrire l’esperienza di un brindisi emozionale ed elegante a chi preferisce non consumare alcol. Una bollicina che permette di condividere momenti speciali senza rinunciare allo stile, al rito e al fascino del brindisi italiano, ampliando il concetto stesso di convivialità.

PURØ si inserisce nel più ampio progetto che Valdo dedica alla categoria “low & no alcohol”. Lo scorso anno l’azienda aveva già introdotto il Blanc de Blancs 8% alc. Dry, spumante a bassa gradazione alcolica prodotto principalmente da uve Glera.

«La nuova categoria “low & no alcohol” rappresenta una nuova categoria di bollicine ma con radici nel mondo del vino, lontana dai soft drink e dalle bevande zuccherate e artificiali.» dichiara Pierluigi Bolla, Presidente di Valdo Spumanti «Un nuovo concetto di spumanti dedicati a stili di consumo molto attuali e a consumatori con esigenze diverse dove la qualità è sempre più centrale. Per questo abbiamo scelto di non utilizzare aromi aggiunti lavorando solo su basi vino di qualità, con processi rispettosi della materia prima e costante trasparenza verso il consumatore. Questa visione rappresenta un primo passo in un progetto più ampio, che punta a portare l’etica e i canoni del vino anche in ambiti produttivi dove l’alcol non è più protagonista».

Con PURØ, Valdo conferma il proprio ruolo di protagonista del Made in Italy, capace di coniugare tradizione centenaria e innovazione, anticipando i trend di consumo e rafforzando il posizionamento internazionale del brand.

Valdo Spumanti, fondata nel 1926 a Valdobbiadene, è una delle realtà di riferimento nel panorama degli spumanti italiani, con oltre 200 ettari di vigneti controllati e una quota export pari a circa il 50% del fatturato. Da sempre interprete autorevole dello stile italiano nel mondo, l’azienda continua a investire in qualità, sostenibilità e visione strategica guardando con fiducia alle sfide del futuro.

Grande successo per le mostra "CHAGALL. Testimone del suo tempo" al Palazzo dei Diamanti di Ferrara

 


Sono stati 140.402 i visitatori della mostra Chagall, testimone del suo tempo allestita a Palazzo dei Diamanti dall’11 ottobre 2025 all’8 febbraio 2026. 

La mostra ha raccontato attraverso 200 opere, tra dipinti, disegni e incisioni, e due sale immersive che hanno consentito al pubblico di ammirare due sue creazioni monumentali (la decorazione del soffitto dell'Opéra Garnier di Parigi e le vetrate della sinagoga dell’Hadassah Medical Center di Gerusalemme) in una dimensione coinvolgente e spettacolare, la biografia e i molteplici aspetti della produzione di uno dei più importanti e amati maestri dell’arte del Novecento. Il percorso espositivo ha evidenziato la profonda umanità dell’opera di Chagall, artista visionario e plurale che è stato capace di trasformare l’esperienza personale in riflessione universale sull’identità, la memoria, l’esilio, la spiritualità, gli affetti e la gioia di vivere.

L’esposizione è stata prodotta e organizzata da Fondazione Ferrara Arte e Arthemisia, in collaborazione con Servizio Cultura, Turismo e rapporti con l’Unesco del Comune di Ferrara e il contributo della Regione Emilia-Romagna. La rassegna ha avuto Ricola come special partnerFrecciarossa come mobility partner e ha ottenuto il supporto di Copma.

Sui 140.402 ingressi, i biglietti venduti in prevendita sono stati complessivamente 84.944 mentre i restanti sono stati acquistati presso la biglietteria di Palazzo dei Diamanti. 
Il giorno più visitatè stato il 6 febbraio, con 2.977 ingressi.
La rassegna è stata  molto apprezzata dai gruppi scolastici: sono 632 le classi che hanno prenotato e visitato la rassegna per un totale di 13.070 studenti provenienti soprattutto da Ferrara e dalla Provincia (367 classi per un totale di 7.406 studenti), ma altrettanto positivo il numero delle classi prenotate provenienti da altre città, 265 per un totale di 5.664 studenti coinvolti.
Ottimo risultato anche per il bookshop e in particolare per il catalogo della mostra: sono state vendute 6.036 copie.
 
«Si conclude una mostra straordinaria, che ha portato a Ferrara oltre 140 mila visitatori provenienti da tutta Italia e dall’estero, confermando il forte richiamo culturale della nostra città e la sua capacità di ospitare eventi di respiro internazionale. Questo risultato dimostra come gli investimenti nel settore culturale, portati avanti in questi anni, rappresentino una scelta strategica fondamentale per lo sviluppo e l’attrattività del territorio, con ricadute significative sull’indotto complessivo della città, anche in chiave turistica. La partecipazione di moltissime scolaresche e di gruppi organizzati testimonia inoltre la solidità di un progetto pensato per coinvolgere pubblici diversi. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questo traguardo: il presidente della Fondazione Ferrara Arte Vittorio Sgarbi, il direttore Pietro Di Natale e il suo staff, Arthemisia, i curatori, i partner e tutto il personale coinvolto. Continueremo su questa strada, con nuove iniziative volte a rafforzare ulteriormente il ruolo di Ferrara come capitale dell’arte e della cultura» afferma Alan Fabbri, Sindaco di Ferrara.

«La mostra Chagall, testimone del suo tempo ha ottenuto un risultato di assoluto rilievo, confermato non solo dall’ampia partecipazione del pubblico, ma anche da un riconoscimento critico unanime. Un esito che sottolinea in modo chiaro la bontà delle scelte della Fondazione Ferrara Arte e il lavoro di tutti i professionisti che operano a Palazzo dei Diamanti. Ora siamo pronti ad accogliere, dal 14 marzo al 19 luglio, la grande mostra, annunciata da tempo, Andy Warhol. Ladies and Gentlemen, cui seguirà, dal 19 settembre, l’esposizione Da Monet a Van Gogh a Kandinsky. Nuovi sguardi sulla natura e la modernità, organizzata in collaborazione con il Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam» aggiunge Marco Gulinelli, Assessore alla Cultura.

Il Presidente della Fondazione Ferrara Arte, Vittorio Sgarbi, dichiara «Ci sono artisti che non appartengono soltanto alla storia: sono essi stessi storia. Marc Chagall è uno di questi e il pubblico glielo riconosce, come ha dimostrato il grande successo della mostra che gli abbiamo dedicato a Ferrara. Grazie alle numerose opere presentate in un percorso inedito, costruito con intelligenza e sensibilità, i visitatori hanno potuto entrare in sintonia con il suo mondo interiore e, insieme, ripercorrere la sua vicenda umana e artistica, intrecciata agli eventi del suo tempo. Ognuno ne è uscito portando con sé qualcosa di Chagall, qualcosa di vivo presente nelle sue opere, che, come lui stesso sosteneva, è “il fascino e il profondo significato di ciò che ci sta davvero a cuore”».

Pietro Di Natale, direttore della Fondazione Ferrara Arte precisa «Marc Chagall, celebrato in tutto il mondo, ha incantato anche i cittadini e i turisti di Ferrara. La mostra ha ricevuto grandi apprezzamenti per la qualità e la ricchezza del percorso espositivo, per l’allestimento coinvolgente ed emozionante e per l’attenzione riservata a lavori di straordinaria importanza ma meno noti, dalle illustrazioni per le Favole di La Fontaine alle monumentali creazioni degli anni Sessanta, come la decorazione del soffitto dell’Opéra di Parigi e la serie di vetrate per la sinagoga dell’ospedale Hadassah di Gerusalemme. I visitatori hanno gradito molto gli affondi sull’eterna memoria della sua terra e delle tradizioni ebraico-russe, sul tema del doppio profilo, che invita a riflettere sull’identità complessa e sfaccettata dell’essere umano, e sui dipinti dedicati ai fiori che, raccolti in vasi, diventano emblemi dello sradicamento, riflettendo la vita stessa di Chagall. Ringrazio tutto il mio staff assieme ad Arthemisia e ai curatori con i quali abbiamo lavorato in grande sintonia».

Iole Siena, Presidente Arthemisia commenta «Il successo di questa mostra ci emoziona profondamente. Vedere una partecipazione così ampia conferma quanto Chagall sia uno degli artisti più amati di tutti i tempi e come la collaborazione con la Fondazione Ferrara Arte abbia prodotto un risultato straordinario. Questa esposizione è stata pensata per sorprendere e coinvolgere tutti, grandi e piccoli. L’allestimento, unico nel suo genere, ha permesso ai visitatori di entrare nel mondo di Chagall in modo quasi tangibile. Avere a Ferrara opere così rare è stato un vero privilegio, e vedere il pubblico emozionarsi davanti ad esse è stato impagabile. Ringrazio il Comune di Ferrara, la Fondazione Ferrara Arte e i curatori Francesca Villanti e Paul Schneiter, oltre a tutti coloro che hanno reso possibile questo progetto. Chagall ci ha parlato attraverso le sue opere, e il pubblico lo ha ascoltato».

DOMÌNI VENETI CELEBRA SAN VALENTINO CON I GRANDI VINI DELLA VALPOLICELLA CLASSICA

 

C’è un vino capace più di altri di raccontare l’amore: quello che nasce da una terra generosa, da mani sapienti e da un tempo lento, fatto di attesa e cura. Per San Valentino, Domìni Veneti, la firma d’eccellenza di Cantina Valpolicella Negrar, propone una selezione di etichette pensate per celebrare i sentimenti con stile, autenticità ed eleganza. 

Nel cuore della Valpolicella Classica, Domìni Veneti custodisce una tradizione vitivinicola che affonda le radici nella storia, reinterpretandola con uno sguardo contemporaneo. Vini che parlano di territorio, artigianalità e passione, ideali per accompagnare una cena romantica o un momento speciale da condividere. 

 

 

 

LE PROPOSTE DOMÌNI VENETI PER SAN VALENTINO 

Amarone della Valpolicella Classico DOCG Domìni Veneti 

Simbolo per eccellenza dell’intensità e della profondità, l’Amarone è il vino delle grandi occasioni. Avvolgente, complesso, con note di frutta rossa matura, spezie dolci e cacao, è il compagno ideale per una serata importante, capace di emozionare sorso dopo sorso. Perfetto in abbinamento a piatti strutturati per un brindisi che resta nella memoria. 

Valpolicella Ripasso Classico Superiore DOC Domìni Veneti 

Equilibrio, morbidezza e carattere: il Ripasso unisce la freschezza del Valpolicella alla struttura dell’Amarone, regalando un vino versatile, elegante e avvolgente. Ideale per una cena a due, accompagna con armonia primi piatti saporiti, carni rosse e formaggi stagionati. 

Recioto della Valpolicella Classico DOCG Domìni Veneti 

Il vino dell’amore per tradizione. Dolce, vellutato e intenso, con profumi di ciliegia sotto spirito, cioccolato e spezie, il Recioto è il finale perfetto per una cena romantica, in abbinamento a dessert al cioccolato o semplicemente da sorseggiare insieme, per chiudere la serata con un gesto di pura dolcezza. 

Il turismo riparte dalle persone: al via BIT 2026

 

Dal nuovo concept che parte dalle persone, al Travel Makers Fest come sistema nervoso trasversale di contenuti e relazioni: BIT 2026 è un ecosistema che intreccia filiera, business e idee, enfatizzato dalla contemporaneità con le competizioni indoor dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 a pochi passi.

Milano, 9 febbraio 2026 – Al via domani, 10 febbraio, la 46.ma edizione di BIT – Borsa Internazionale del Turismo, presentata da Fiera Milano al quartiere di Rho fino a giovedì 12 febbraio, in una giornata inaugurale che vede la partecipazione del Ministro del Turismo Daniela Santanchè.

BIT 2026 si propone con un nuovo approccio al viaggio e all’industria turistica, a partire dalle persone prima ancora che dalle destinazioni e dal prodotto. Una piattaforma di riferimento per interpretare il presente e anticipare il futuro.

 

“In una fase di evoluzione in cui il viaggio è sempre più esperienza, identità e relazione”, commenta Emanuele Guido, Head of Home, Fashion and Leisure Exhibitions di Fiera Milano, “con più di 1.000 espositori, dei quali oltre il 39% esteri da 54 Paesi, il nuovo concept di BIT coniuga la dimensione business con i contenuti, le relazioni e una visione strategica che mette al centro le persone. Oggi il ruolo di una manifestazione va oltre l’incontro tra domanda e offerta, per diventare uno spazio comune in cui tutti gli attori interagiscono per creare valore lungo tutta la filiera. Con questo obiettivo, BIT 2026 si propone come una piattaforma viva, capace di leggere i cambiamenti verso un turismo più autentico, sostenibile e orientato al futuro”.

Al centro la community dei Travel Makers

Da questo netto cambio di prospettiva prende forma la figura dei Travel Makers: una community trasversale che riunisce operatori, destinazioni, professionisti, storyteller, content creator e viaggiatori consapevoli. Tutti accomunati dalla volontà di progettare, raccontare e vivere il viaggio come esperienza autentica e significativa. Perché, da chi il viaggio lo crea o lo propone a chi lo vive, siamo tutti Travel Makers.

BIT 2026 diventa così uno spazio di confronto in cui i confini tra chi offre, chi comunica e chi viaggia diventano sempre più fluidi, riflettendo l’evoluzione reale del settore. Una visione che si traduce anche nel nuovo calendario da martedì a giovedì, articolato su tre giornate pensate per favorire contaminazione, dialogo e networking tra mondi diversi ma interconnessi.

Il Travel Makers Fest e la visione culturale di BIT 2026

Una rivoluzione che prende forma in particolare nel Travel Makers Fest, vero e proprio sistema nervoso della manifestazione: un palinsesto di contenuti e relazioni che si sviluppa in sei arene tematiche con centinaia di appuntamenti in tre giorni, tra talk, panel e workshop. Il tema di questa edizione, Costruire ponti. Immaginare nuovi ecosistemi, sarà declinato in cinque fil rouge – Discovery, Backstage, (Im)Possible, This Must Be the Place e BIT&Friends – che delineano un percorso fatto di storie, processi, visioni e pratiche operative.

A orientare contenuti e riflessioni è il Think Tank di BIT 2026, luogo di incontro fra professionisti con competenze diverse e complementari, coordinato da un Advisory Board internazionale di esperti, manager e osservatori del turismo. Il loro contributo ha supportato la definizione dei temi chiave della manifestazione, offrendo una lettura articolata delle trasformazioni in corso: dai nuovi modelli di viaggio al ruolo della tecnologia, dalle aspettative delle nuove generazioni alla necessità di costruire ecosistemi turistici più equilibrati e inclusivi.

Il programma completo del Travel Makers Fest è disponibile sul sito BIT 2026.

Un ecosistema che unisce contenuti, filiera e business

Integrato strategicamente con i contenuti del Fest, BIT 2026 presenta un percorso espositivo strutturato in sei distretti – Italy, World, Travel Expert, Hospitality, Transportation e Innovation – che restituiscono una visione completa della filiera turistica. Dalle destinazioni italiane e internazionali ai servizi per il viaggio, dall’ospitalità alle soluzioni per la mobilità e l’innovazione, il layout accompagna i visitatori attraverso le diverse anime del settore.

La manifestazione consolida inoltre la propria vocazione business grazie a strumenti pensati per facilitare l’incontro tra domanda e offerta. Speedy Meeting è il format di incontri che consente a espositori e operatori di avviare contatti mirati in tempi rapidi; la Digital Platform estende le opportunità di networking e matching anche online, prima e dopo l’evento; l’Incentive Program supporta un network globale di buyer selezionati e brand ambassador, che favoriscono la qualità e l’efficacia delle relazioni professionali.

Rilevante la selezione di hosted buyer altamente profilati da tutto il mondo, provenienti per il 52% dall’Europa, 22% dalle Americhe, 16% dall’Asia e 10% da Medio Oriente e Africa. Oltre all’Italia, i Paesi più rappresentati sono, nell’ordine, Stati Uniti, Brasile, Cina, Repubblica Ceca, Argentina, Emirati Arabi Uniti, Paesi Scandinavi (Svezia, Norvegia, Danimarca, Finlandia), Germania e Canada, per un totale di oltre 50 paesi di provenienza.

 

Tra le attività di maggiore impatto si segnalano i luxury travel advisor (28%) e gli operatori di viaggi d’affari e corporate (23%), mentre tra le aree di interesse spiccano gli hotel e catene alberghiere (47%) e le Destination Management Company (DMC, 34%). Le specializzazioni confermano il taglio sempre più esperienziale e lifestyle del settore: i buyer interessati al turismo enogastronomico sono il 54%, mentre il 48% ricerca opzioni nel lusso e un altro 48% le opportunità della cultura. Benessere e vacanze termali sono di interesse per il 36% e city break e visite a località specifiche per il 34%, con un 28% che guarda infine ai viaggi incentive.

 

La gamma di espositori, rappresentativa dell’intera filiera, riunisce in un unico ecosistema destinazioni, operatori, servizi, tecnologie e mobilità. L’offerta spazia dal turismo leisure e organizzato all’hospitality, dai trasporti alle soluzioni digitali, con una forte attenzione a innovazione, sostenibilità e qualità dell’esperienza.

 

Solo per citarne alcuni, la rappresentanza delle regioni italiane attraversa l’intero Paese, mentre dall’Europa si segnalano, tra gli altri, Azzorre, Grecia, Moldavia Polonia, Sarajevo e Svizzera, e Algeria, Corea del Sud, Cuba, Egitto, Giappone, Giordania, Mongolia, Nicaragua, Thailandia, Tunisia e Visit USA dal medio-lungo raggio. Gli operatori spaziano dai Tour Operator quali Dimensione Turismo, Expedia Taap, Going, I grandi Viaggi, La Tua Londra Mamberto, Travel Friends, alle catene dell’ospitalità come BWH, Blu Hotels, Leonardo Hotels, Mangia’s. E ancora, dal mondo dei trasporti con Air Cairo, Air China, Air France, All Nippon Airways, British Airways, China Airlines, Delta, Egyptair, Eva Airways, Hertz, Iberia, ITA Airways, KLM, Korean Air, Norwegian Cruise Line, Royal Air Maroc, SEA Aeroporti di Milano, Singapore Airlines, TAP, Trenitalia, Trenord, United Airlines, Viva Cruises, fino alle realtà più innovative della tecnologia e del digitale al servizio del turismo, quali Blastness, Great Place To Work, Heymondo, Holidoit, Noovy, Sibylla, Smartness, Titanka! e Worldpay.

 

Il catalogo completo degli espositori può essere consultato sul sito BIT 2026.

 

Di particolare rilievo quest’anno il parterre di autorevoli collaborazioni. In primo piano gli Unique Partner, che portano visioni e progettualità in grado di intercettare nuovi modi di vivere il viaggio: il Luxury Partner Autentico Hotels, l’AI Solution Partner Fiven, il Destination Partner Polish Tourism Organization e il Rent a Car Partner Sicily By Car.

 

I Premium PartnerBluserena, Gattinoni, HeyLight, InLombardia-Regione Lombardia, Trenitalia e Trenord – supportano la manifestazione con competenze, servizi e contenuti che spaziano dall’ospitalità alla mobilità, dalla promozione territoriale alle nuove soluzioni per il turismo organizzato.

 

A completare l’ecosistema, i partner BIT&FriendsAccenture, Edulia-Treccani, FTO – Federazione Turismo Organizzato, GetYourGuide, Mondadori Bookstore, Netcomm, Storytelling Festival-La Content e The Data Appeal Company – contribuiscono alla costruzione dei contenuti e del dibattito, arricchendo il palinsesto con punti di vista trasversali e competenze specialistiche.

 

Radio Partner dell’edizione è RDS 100% Grandi Successi, che non solo trasmetterà direttamente dai padiglioni per tutti e tre i giorni di BIT come local radio, ma organizza anche uno speciale DJ set nella serata di mercoledì 11 febbraio.

A rafforzare il proprio posizionamento nei network professionali italiani e internazionali, BIT 2026 aderisce inoltre a Netcomm, il consorzio del commercio digitale italiano.

BIT e Milano Cortina 2026: una simultaneità strategica

Ad arricchire ulteriormente il contesto di rilevanza internazionale di BIT sarà la contemporaneità con i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, che vedrà disputare alcune delle principali competizioni sul ghiaccio al Milano Ice Park, la venue olimpica realizzata all’interno del quartiere espositivo.

 

In particolare, a pochi passi dai padiglioni della manifestazione si disputeranno le gare di pattinaggio di velocità nel Milano Speed Skating Stadium, il torneo di hockey femminile su ghiaccio si tiene nella Milano Rho Ice Hockey Arena. Una simultaneità che fa di BIT 2026 un osservatorio ancora più puntuale sul rapporto tra grandi eventi, attrattività delle destinazioni e capacità di accoglienza dei territori, in una settimana in cui Milano è al centro dell’attenzione mondiale.

 

L’appuntamento con BIT 2026 è a Fiera Milano da domani, martedì 10 febbraio a giovedì 12 febbraio.

 

 

BIT 2026 in breve

BIT 2026 nasce come risposta a una domanda centrale per un settore del turismo in continua evoluzione: di cosa ha bisogno oggi l’industria del viaggio per creare valore. La manifestazione si propone come una piattaforma professionale dove il settore si incontra non solo per fare business, ma per costruire contenuti e relazioni di qualità e interpretare i cambiamenti in atto.

BIT integra networking, contenuti e momento espositivo in una visione strategica, con l’obiettivo di generare valore lungo tutta la filiera del turismo mettendo in relazione operatori, destinazioni, istituzioni e nuove professionalità. In una parola, la community dei Travel Makers: tutti coloro che, con ruoli e contributi diversi lungo la filiera, progettano, raccontano, sviluppano e vivono il viaggio attraverso competenze, idee, esperienze e narrazioni.

Il Travel Makers Fest rappresenta il cuore culturale della manifestazione: un format di incontri e talk che esplora il turismo come ecosistema complesso, dove sostenibilità, mobilità, cultura, tecnologia ed eventi si intrecciano. Il Fest mette esperti, accademici e protagonisti del settore in dialogo su trend e casi concreti, contribuendo a costruire valore condiviso prima, durante e dopo l’evento.

Hanno confermato la loro presenza a BIT 2026, tra gli altri:

ENIT, ABRUZZO, BASILICATA, CALABRIA, CAMPANIA, EMILIA ROMAGNA, FRIULI VENEZIA GIULIA, LAZIO, LIGURIA, LOMBARDIA, MARCHE, MOLISE, PIEMONTE, PUGLIA, SARDEGNA, SICILIA, TOSCANA, UMBRIA, VENETO; ADMINISTRADORA DE HOTELES DE MEXICO IG, AGENZIA IGC (EXPEDIA TAAP), ALZARA GRUPO DE COMUNICACION SL (CUBA), ASSOCIAZIONE VISIT USA, AUTENTICO HOSPITALITY, BLASTNESS, BREAKWATER SRL, COMPASS BANCA SPA, CONSORZIO DEL FORMAGGIO PARMIGIANO REGGIANO, DOOR TRAVEL LDA, EDOGRAF HELPFLY, EGYPTIAN TOURISM AUTHORITY, ENTE TURISMO REPUBBLICA DOMINICANA, EVA AIRWAYS, FIVEN S.P.A., GALAXY EXPEDITIONS CORP, GREAT PLACE TO WORK, I GRANDI VIAGGI SPA, ITALIA TRASPORTO AEREO (ITA AIRWAYS), JORDAN TOURISM BOARD, KOREA TOURISM ORGANIZATION, LA TUA LONDRA, LEON TRAVEL SRL, LEONARDO HOTELS ITALY, LOCATE DISTRICT SPA, NICARAGUAN TOURISM BOARD, SI NATIONAL PR-CENTRE (UZBEKISTAN), SINGAPORE AIRLINES, SMART INSURANCE CORREDURIA DE SEGUROS SL, SOCIETA' P.A. ESERCIZI AEROPORTUALI S.E.A., TITANKA! S.P.A., TRENORD SRL, UFFICIO TURISTICO POLACCO.


Per maggiori informazioni:

bit.fieramilano.it 

IG @bitmilano

PORTOFRANCO

 Una mostra collettiva con progetti speciali e interventi site-specific

torna ad abitare Palazzo Soranzo Novello:

23 artisti italiani e internazionali lavorano tra memoria, rigenerazione urbana e comunità, per un progetto che intreccia arte e territorio e restituisce al centro storico di Castelfranco Veneto uno spazio di incontro e immaginazione collettiva.

 

Con opere e interventi di

Vincenzo Agnetti, Marco Bongiorni, Thomas Braida, Rachele Calisti, Maurizio Cattelan, Flavio Favelli, Agata Ferrari Bravo, Anna Galtarossa, Goldschmied & Chiari, Adam Gordon, Guido Guidi, Agnese Guido, Duane Hanson, Sacha Kanah, Silvia Mariotti, Francesca Mirabile, Silvia Negrini, Marta Ravasi, Fabio Roncato, SC_NC, Raoul Schultz, Vedovamazzei, Zoe Williams

 

 

Fino al 15 febbraio 2026

 



 

 

Palazzo Soranzo Novello

Corso 29 aprile, 23 - Castelfranco Veneto (TV)

portofranco.eu

 

Vedute della mostra PORTOFRANCO, a cura di Rossella Farinotti, Palazzo Soranzo Novello, Castelfranco Veneto,

15 Novembre 2025 - 15 Febbraio 2026, ph. Cosimo Filippini


Castelfranco Veneto (TV), 9 febbraio 2026. Ultima settimana per visitare PORTOFRANCO, la mostra collettiva a cura di Rossella Farinotti che ha trasformato Palazzo Soranzo Novello in un laboratorio di sperimentazione artistica e dialogo culturale.

Dopo due anni di ricerca e progettazione, il Palazzo – gioiello architettonico del XVIII secolo restituito alla città – accoglie un’esposizione che intreccia linguaggi, generazioni e prospettive in un percorso corale dedicato al tema del doppio.

 

«PORTOFRANCO nasce grazie alla visione dell’Assessore alla cultura di Castelfranco Veneto, Roberta Garbuio, e dalla spinta appassionata e creativa di Daniele Costa e Lisa Rebellato – dichiara Rossella Farinotti, curatrice del progetto –. Insieme abbiamo intrapreso una strada con un percorso durato due anni per giungere qui. Nel Palazzo sono tracciati gli immaginari pensati che, solidamente, hanno preso vita. Narrazioni che arrivano da diverse parti del nostro contesto quotidiano e passato, grazie agli artisti di diverse generazioni e provenienze. Ogni traccia, dettaglio e racconto che agisce in questo luogo nasce per strabordare all’esterno, per creare una comunità di pensiero che viene riattivata grazie all’arte contemporanea. Per ripristinare un porto franco».

 

Con il contributo di 23 artisti nazionali e internazionali di generazioni diverse, scelti per la rilevanza dei rispettivi percorsi e la capacità di attivare una riflessione critica e stratificata negli spazi del Palazzo, PORTOFRANCO offre al pubblico l’esperienza di un panorama artistico dinamico e in continua evoluzione, messo in dialogo con la città e le sue memorie.

 

Tra le opere esposte in dialogo con gli spazi lungamente abbandonati, anche produzioni site-specific e progetti speciali, attraverso i quali la mostra restituisce una visione dell’arte contemporanea come strumento di relazione e trasformazione sociale.

 

Protagonisti dei progetti speciali i VENERDISABATO con una performance, Alberto Zanetti con un intervento che trasforma le stanze dell’antica sede bancaria in racconto visivo sul tema del doppio, o Thyself Agency– collettivo fondato da Luca De Levaed Emma Rose Hodne – con un progetto site specific che coinvolge direttamente il pubblico accogliendolo nel corridoio d’ingresso con un’agenzia di viaggi esperienziali. E ancora Daniele Costa che con il video Tenuto immerso riattiva la memoria degli spazi abbandonati in una narrazione poetica.

Tra gli interventi che estendono la mostra oltre il Palazzo, Alice Ronchi presenta al Museo Casa Giorgione Temple of Light (Sun) e Temple of Light (Moon), due sculture in acciaio specchiato che dialogano con il celebre fregio giorgionesco e con la città.

 

Tra saloni veneziani e ambienti plasmati dall’estetica degli anni Settanta, nei cortili e nei luoghi di transito come il piano scale, la mostra sviluppa un itinerario immersivo su più piani, in cui ogni opera dialoga con l’identità stratificata del luogo.

Dalle sculture totemiche di Anna Galtarossa, che nel cortile espone la nuova installazione Scacciapensieri, alla serie Escape room di Silvia Negrini che con la tecnica dell’intarsio intreccia motivi decorativi presenti nel Palazzo, fino all’intervento site-specific di Maurizio Cattelan composto da due piccoli ascensori, possibile via di fuga da un tempo sospeso, ogni opera rinnova la relazione tra spazio e tempo, trasformando Palazzo Soranzo Novello in un dispositivo simbolico capace di rielaborare la memoria.

 

Il percorso comprende anche l’iperrealistica Flea Market Lady di Duane Hanson, che introduce una riflessione sulla realtà e l’illusione, l’intervento di Goldschmied & Chiari, che trasforma i saloni veneziani in specchi di luce e colore, Fabio Roncato, che costruisce un racconto dove scultura, video e reperti fossili in bronzo si fondono, e le fotografie di Guido Guidi, capaci di cogliere dettagli dell’architettura della Tomba Brion di Carlo Scarpa attivati dal passaggio di luce.

In mostra anche le installazioni di Thomas Braida, Silvia Mariotti, Agata Ferrari Bravo, Sacha Kanah, Adam Gordon e Marco Bongiorni che animano le sale con una pluralità di linguaggi dal gesto pittorico alla costruzione ambientale, e le opere di Vincenzo Agnetti, Rachele Calisti, Agnese Guido, Francesca Mirabile e Zoe Williams.

SC_NC presenta una scultura di chiavi ritrovate, simbolo di memorie perdute, trasformando lo spazio in un archivio vivente, Marta Ravasi trasfigura con delicatezza un arredo dell’ex ufficio in dispositivo pittorico, gli interventi site-specific di Flavio Favelli e Vedovamazzei restituiscono vita ad anfratti dimenticati con gesti ironici e spiazzanti, mentre Raoul Schultz con le sue Toponomastiche, Numeri anagrafici e Calendar guida il visitatore attraverso il Palazzo.

 

Accompagna l’esposizione un public program (visitabile sul sito web della mostra) con talk, performance, laboratori, percorsi di accessibilità, residenze e collaborazioni con realtà artigiane ed eccellenze locali, con l’obiettivo di restituire alla comunità cittadina uno spazio di incontro e immaginazione collettiva.

 

«Con la mostra PORTOFRANCO – spiega Stefano Marcon, Sindaco di Castelfranco Veneto – diamo avvio a una nuova stagione culturale per la nostra città. Palazzo Soranzo Novello compie un ulteriore passo nel suo percorso per diventare un luogo vivo, aperto e condiviso, dove l’arte contemporanea dialoga con la storia e con la comunità. Questo progetto è un’ulteriore testimonianza della volontà di investire nella cultura come motore di crescita civile, sociale ed economica, capace di generare valore e senso di appartenenza. PORTOFRANCO è un punto di partenza, un segnale di fiducia nel potere dell’arte di costruire relazioni, rigenerare spazi e ispirare nuove visioni per la città e per le generazioni future».

 

Continua Roberta Garbuio, Assessore alla cultura di Castelfranco Veneto: «La mostra nasce dal desiderio di costruire un dialogo continuo tra patrimonio e contemporaneità, tra la memoria della nostra città e le energie creative del presente. Con questo progetto vogliamo rendere la cultura accessibile, condivisa e partecipata, capace di coinvolgere cittadini, artisti, scuole e imprese in un percorso comune. Palazzo Soranzo Novello diventa così uno spazio aperto alle idee, un laboratorio dove la bellezza incontra la sperimentazione e dove la cultura si conferma come bene comune e motore di comunità. Ringrazio gli artisti e lo staff organizzatore per aver accettato questa sfida permettendo a Castelfranco di ampliare gli sguardi abbracciando un nuovo pubblico».

 

Un’idea, quella espressa dall’Assessore, che trova piena realizzazione in PORTOFRANCO, progetto che segna l’inizio di una nuova stagione per Palazzo Soranzo Novello. Edificato nel Settecento e acquisito dal Comune nel 2021, il Palazzo è oggi al centro di un ampio processo di valorizzazione culturale. Un tempo dimora patrizia e successivamente sede della Banca Popolare di Castelfranco Veneto, si prepara a diventare in futuro Museo Civico della città. Dopo l’evento inaugurale del 2023 Temporanea. Esibire. Documentare. Recuperare, l’edificio si conferma crocevia di memorie, linguaggi e visioni, pronto ad accogliere pratiche artistiche contemporanee e nuove comunità in dialogo.

 

«Sostenere il progetto PORTOFRANCO significa restituire voce e futuro a Palazzo Soranzo Novello – afferma Mario Pozza, Presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno|Dolomiti –. Questo luogo straordinario, custode della memoria di Castelfranco Veneto, torna a vivere come casa dell’arte, delle idee e delle nuove generazioni. La Camera di Commercio crede nel potere della cultura quando sa rigenerare spazi, ispirare comunità e creare opportunità. PORTOFRANCO è un invito a riscoprire il nostro patrimonio guardando avanti, con creatività e orgoglio».

 

Conclude Rossella Farinotti, curatrice della mostra: «Ringrazio l’amministrazione pubblica della città di Castelfranco, Casa Museo Giorgione nelle persone di Matteo Melchiorre e Marta Favaron e i nostri straordinari sponsor. Grazie alle artiste e agli artisti che hanno immediatamente accettato questa sfida. Ringrazio Eleonora, Alessia e Chiara: un team incredibile».

 

PORTOFRANCO è un progetto a cura di Rossella Farinotti promosso e realizzato da NOT Titled YET, con il patrocinio della Regione Veneto e in collaborazione con il Comune di Castelfranco Veneto, con il contributo di Camera di Commercio di Treviso-Belluno e la partnership con Azimut Capital Management.


Il Public Program di PORTOFRANCO

 

In continuità con la mostra, che esplora i temi della memoria, della trasformazione e del rapporto tra intimità e collettività, il Public Program sviluppa e amplia tali riflessioni attraverso un calendario articolato di performance, conversazioni, incontri e momenti di approfondimento interdisciplinare.

 

venerdì 13 e sabato 14 febbraio, ore 11.00, 15.00 e 18.00 | PERFORMANCE

Gli ultimi appuntamenti riportano l’attenzione sulla dimensione performativa e sul patrimonio culturale veneto, con le performance di VENERDISABATO che venerdì 13 e sabato 14 febbraio, alle 11.00, 15.00 e 18.00, tornano ancora una volta a mettere in risonanza parola e spazio, memoria e immaginazione.

 

venerdì 13 febbraio dalle ore 18.00 | INCONTRO

La sera di venerdì 13 febbraio invece, dalle 18.00 alle 20.00, il Public Program si conclude con l’incontro dedicato al tema del collezionismo in cui Sandra e Giancarlo Bonollo, Valter Cassandro e Gastone Ranzato dialogheranno con l'artista Fabio Roncato, moderati da Sabrina Comin, sulla “passione veneta” per la raccolta e la tutela delle opere, riflettendo sul ruolo dei collezionisti nella costruzione di un patrimonio condiviso.

 




CON IL PATROCINIO DI: Regione Veneto

IN COLLABORAZIONE CON: Comune di Castelfranco Veneto e Museo Casa Giorgione

IN COLLABORAZIONE E CON IL CONTRIBUTO DI: Camera di Commercio Treviso-Belluno

MAIN PARTNER: Azimut Capital Management

ENTE ORGANIZZATORE: NOT Titled YET

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INFORMAZIONI UTILI

Apertura

15 novembre 2025 – 15 febbraio 2026

Orari di visita

Lunedì, martedì e mercoledì: chiuso

Giovedì, venerdì, sabato e domenica: 10.00 – 19.00

Ingresso con biglietto

INTERO - € 10

Castelfranco Card: chiunque acquisti il biglietto intero ha diritto anche alla visita degli altri siti presenti all'interno della città di Castelfranco Veneto (Museo Casa Giorgione, Torre, Camminamento delle mura, Studiolo Vicolo dei Vetri, Teatro Accademico) con validità di un anno.

RIDOTTO - € 5

Residenti nel comune di Castelfranco Veneto, Under 25, Over 65, gruppi con più di 15 partecipanti.

SCUOLE/UNDER 18 - € 1

GRATUITO

Bambini fino ai 6 anni, portatori di handicap, guide turistiche autorizzate, capogruppo o guida propria per gruppi, giornalisti accreditati

Sede

Palazzo Soranzo Novello

Corso 29 Aprile, 23

31033 Castelfranco Veneto (TV)

info@portofranco.eu / www.portofranco.eu