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venerdì 8 maggio 2026

“Sisma”, il terremoto a teatro

 



Lo spettacolo “Sisma” all’Auditorium Zanon (foto di Manuela Filipuzzi)

Il 6 maggio scorso, a cinquant’anni esatti dal terremoto che cambiò per sempre il volto del Friuli, l’Auditorium Zanon di Udine ha accolto “Sisma”, lo spettacolo prodotto dall’Ecomuseo che intreccia teatro, divulgazione scientifica e memoria collettiva. La data stessa ha conferito alla giornata un significato particolare, portando al centro il tema della ricostruzione: quella materiale, fatta di paesi rialzati pietra dopo pietra, e quella umana, nata dalla solidarietà, dalla responsabilità condivisa e dalla capacità delle comunità di riconoscersi parte di un destino comune. Attraverso dati sismologici, paesaggi sonori e immagini generate dai sismogrammi, i protagonisti dello spettacolo Daniele Tenze e Alberto Rizzo hanno restituito al pubblico il senso di una terra fragile ma resiliente, dove il terremoto non è soltanto evento geologico, ma memoria viva che continua a interrogare il presente e il futuro.

Allo spettacolo hanno assistito numerose classi dell’ISIS Malignani, nell’ambito di una collaborazione tra l’Istituto e l’Ecomuseo finalizzata alla valorizzazione del LAB Terremoto. Il laboratorio, attivo dal 2016 a Gemona, si rivolge a insegnanti e studenti offrendo un approfondimento multidisciplinare del fenomeno sismico, anche in relazione alla vulnerabilità del territorio e alle modalità con cui è avvenuta la ricostruzione. Replica dopo replica, “Sisma” conferma la sua vocazione civile oltre che culturale, proponendosi con un linguaggio contemporaneo accessibile a tutti. Il tour dello spettacolo proseguirà sabato 16 maggio alle ore 20.30 al Teatro Comunale “Marlena Bonezzi” di Monfalcone, nell’ambito del Festival Scienza Under18 Isontina. Un nuovo appuntamento per continuare a riflettere sul rapporto tra uomo e territorio, sulla consapevolezza del rischio e sul ruolo della memoria nel dare continuità ai legami tra le generazioni.

Daniele Tenze, attore e geologo formatosi tra l’Accademia teatrale e il corso di laurea in Geoscienze dell’Università di Trieste, opera da anni come divulgatore scientifico in musei, scuole e centri didattici, sviluppando percorsi che uniscono linguaggio teatrale e comunicazione della scienza. In “Sisma” porta in scena un racconto che annoda conoscenza scientifica, esperienza umana e memoria collettiva.

Alberto Rizzo, musicista e ricercatore audiovisivo, si è diplomato in Musica Elettronica al Conservatorio di Padova e laureato in “Music and Sonic Media” alla Sussex University. La sua ricerca esplora il rapporto tra suono, spazio e percezione attraverso pratiche sperimentali che fondono arte, tecnologia e ambienti immersivi, elementi che nello spettacolo trasformano i dati sismologici in paesaggi sonori e visivi.

CANTINE VOLPI protagonista a EustachiOra Dai Colli Tortonesi alle vie di Milano: tre vini, due tappe, un territorio da riscoprire

 



Ci sono territori che restano in secondo piano finché qualcuno non decide di raccontarli davvero.
Dal 11 al 19 maggio, EustachiORA, la degustazione itinerante che anima il quartiere Eustachi di Milano, accende i riflettori sui Colli Tortonesi, portando in città una delle realtà storiche del territorio, Cantine Volpi.

Un progetto che continua a costruire un ponte tra quartiere e territorio, trasformando Milano in punto di incontro per storie, vini e identità diverse. Si cammina tra i locali, si assaggia, si scopre un’esperienza senza formalismi, nata con l’obiettivo di far conoscere e apprezzare il vino in modo autentico e immediato, divulgando la cultura del vino.

 

Protagonista di questa edizione è una cantina che attraversa oltre un secolo di storia. Cantine Volpi nasce nel 1914, quando Cristina, insieme ai suoi due figli, apre a Tortona l’osteria “Cappel Verde”, iniziando a servire vino a bicchiere. Da lì, un’evoluzione costante, dal commercio negli anni ’30 tra Milano e Genova, alla costruzione delle prime strutture produttive negli anni ’50, fino a diventare un punto di riferimento per il territorio dei Colli Tortonesi.

Oggi, alla guida della quarta e quinta generazione della famiglia, la cantina continua a crescere mantenendo saldo il legame con il territorio e investendo in innovazione, qualità e sostenibilità.

Sono in un’area di confine, tra Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Liguria, un crocevia di influenze che si riflette anche nei vini. I Colli Tortonesi sono una terra fertile e complessa, caratterizzata da suoli argillosi e sedimentari che conferiscono ai vini una marcata sapidità e grande personalità. Qui trovano spazio vitigni storici come Barbera, Cortese, Dolcetto e soprattutto Timorasso, bianco autoctono che negli ultimi anni ha conquistato un ruolo centrale nella scena enologica italiana.

Parte fondamentale di questo percorso è La Zerba, la tenuta di Volpedo acquisita nei primi anni 2000 e oggi cuore produttivo dell’azienda. Un progetto che unisce recupero, ricerca e visione, con vigneti coltivati in biologico e una forte attenzione all’equilibrio tra uomo e natura.

Il risultato sono vini che raccontano il territorio con precisione e coerenza, mantenendo uno stile riconoscibile e contemporaneo.

Un calice, anche questa volta, diventa un modo per attraversare luoghi, storie e generazioni.

EustachiORA continua a essere un itinerario urbano dedicato al vino, accessibile e diffuso, che porta a Milano territori meno scontati e identità da scoprire.
Due tappe, tre calici, un percorso tra i locali del quartiere.

 

 

 

 

LA DEGUSTAZIONE

1° TAPPA - Polpetta DOC via B. Eustachi,8
Metodo Classico 914 – Pinot Nero Brut
Colli Tortonesi DOC Timorasso Derthona “La Zerba” 2024

2° TAPPA - Sapori Solari via A. Stoppani,11
Colli Tortonesi DOC Timorasso Riserva Derthona “Zerba Antica” 2022

 

 

I VINI

Metodo Classico 914 – Pinot Nero Brut

UVE: Pinot Nero

VINIFICAZIONE: Raccolta delle uve esclusivamente a mano in cassetta. I grappoli interi vengono riposti in pressa dove avviene una pressatura soffice. Il mosto fiore viene travasato in vasca d’acciaio dove fermenta a una temperatura controllata di 15°C. FML non svolta.

Rifermentazione a 15°C in bottiglia per circa 30 mesi dove raggiunge 5-6 atmosfere di pressione.

 

PERIODO DI CONSERVAZIONE: 5 anni (a bottiglia chiusa) 5 giorni (dall’apertura)

 

Colli Tortonesi DOC Timorasso Derthona “La Zerba” 2024

UVE: Timorasso

VINIFICAZIONE: Uva diraspata e pressata. Fermentazione in vasche di acciaio a temperatura controllata tra 12-15°C. FML non svolta. Batonnage.

AFFINAMENTO cemento

 

PERIODO DI CONSERVAZIONE:10 anni (a bottiglia chiusa) 3 giorni (dall’apertura)

 

 

Colli Tortonesi DOC Timorasso Riserva Derthona “Zerba Antica” 2022

UVE: Timorasso

VINIFICAZIONEUva diraspata e pressata. Fermentazione in vasche di acciaio a temperatura controllata tra 12-15°C. FML non svolta. Batonnage.

AFFINAMENTO cemento

 

PERIODO DI CONSERVAZIONE: 5 anni (a bottiglia chiusa) 3 giorni (dall’apertura)

  

COME PARTECIPARE:

 

Sei un privato, acquista il TICKET DEGUSTAZIONE in vendita nella prima tappa €.15,00 \ 2 TAPPE = 3 CALICI + 1 calice sempre disponibile nell’ultima tappa, valido tutta la settimana.
Ogni partecipante potrà scoprire la storia dei vini tramite QR code oppure dialogare direttamente con il personale dei locali.

I locali manterranno i propri orari e giornata di chiusura


EustachiORA continua a essere un ponte tra chi coltiva e chi degusta: un percorso accessibile che porta a Milano territori iconici del vino italiano.

Due tappe, tre calici, un itinerario urbano per scoprire l’eleganza e la profondità dei vini italiani.

L’obiettivo del distretto? Ribaltare la naturale competizione, puntando invece alla condivisione, unendo commercianti, abitanti della zona, e addetti ai lavori, ognuno con la propria tradizione e particolarità, senza snaturare l’eccellenza di nessuno, ma ribadendo la propria unicità, donando un valore aggiunto alla qualità della vita e al benessere della vita milanese.
Il distretto e le sue strade diventano così il palcoscenico ideale per un percorso a tappe e far incontrare il cittadino con il mondo dell’enologia, accorciando così la distanza con i territori italiani.

 

"Dedicato a te", la nuova esperienza allo chef’s table di Daniel Canzian

 


Il bancone dedicato e un menu creato sulle preferenze dell’ospite, da scoprire insieme allo chef. Una cena mai uguale, fatta di dialogo, racconto e sorpresa.

 

 

Milano, 07 maggio 2026 – A partire dal mese di giugno, lo chef Daniel Canzian propone nel suo ristorante milanese “Dedicato a te”, una nuova esperienza pensata per vivere lo chef’s table in modo ancora più personale e coinvolgente.

 

Per una sera, il bancone in legno che affaccia sulla cucina viene dedicato a una coppia, una famiglia o un piccolo gruppo di ospiti. La proposta non è un menu degustazione standard, ma un percorso costruito su misura: al momento della prenotazione vengono raccolte alcune preferenze attraverso semplici domande — come “C’è un sapore o un profumo di cucina che ti riporta a un momento felice?” — così da creare un menu realmente dedicato e autentico.

 

Lo chef’s table diventa una piccola scena aperta sulla cucina: le tende che incorniciano il banco si trasformano in un sipario calibrato sul numero degli ospiti. Al centro resta il dialogo con lo chef e con la sua brigata, che accompagnano la cena tra racconti e curiosità.

 

“Dedicato a te” nasce proprio da questa idea: una serata in cui gli ospiti non sono spettatori ma interlocutori che partecipano a un’esperienza pensata per loro, fatta di quella leggerezza che rende la cucina un momento di piacere e condivisione.

 

Il percorso prevede un menu di 6 portate con abbinamento vini o pairing analcolico dedicato ed è disponibile una sola sera a settimana, su prenotazione. Il prezzo è di 320 euro a persona.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Contatti

DanielCanzian Ristorante

Via Castelfidardo angolo San Marco 20121, Milano

 

Orari

Dal martedì al sabato dalle ore 12:00 alle ore 15:00 e dalle ore 19:00 alle ore 23:00 – domenica e lunedì chiuso

 

 

 

Info e prenotazioni

Tel. +02 63793837

Danielcanzian.com

IG @daniel_canzian

 


NASCE LA MILANO HOSPITALITY WEEK: UNA NUOVA INIZIATIVA DEDICATA AL BERE BENE IN CITTÀ

 


 Dall’8 all’11 maggio, Milano ospita la prima edizione della Milano Hospitality Week, la nuova iniziativa dedicata all’ospitalità contemporanea nata dall’idea di un gruppo di bartender milanesi e pensata per valorizzare la città come punto di riferimento internazionale per il mondo dell’hospitality. 

 
Per quattro giorni, alcune delle realtà più rappresentative della mixology milanese accoglieranno ospiti e professionisti provenienti da tutto il mondo attraverso un calendario diffuso di aperitivi, brunch, guest shift e momenti di incontro. Tra i protagonisti dell’iniziativa: Bulgari Hotel, Moebius, Camparino, Rita Cocktails, Ceresio7, 1930, The Carlton e Dry Milano, insieme a bartender e ospiti internazionali coinvolti nel programma
 
Identità Golose sarà Media Partner del progetto, condividendone la visione e l’obiettivo di creare una rete sempre più strutturata attorno ai temi dell’accoglienza e del beverage. Una partnership che si inserisce in un percorso di naturale attenzione verso il mondo dell’ospitalità che da anni rappresenta una componente centrale di Identità Milano 2026, il Congresso internazionale di alta cucina, pasticceria, mixology, servizio di sala e hôtellerie che anche quest’anno approfondirà i temi dell’accoglienza contemporanea in tutte le sue forme. 
 
Questa edizione zero della Milano Hospitality Week rappresenta il punto di partenza di un progetto destinato a crescere nei prossimi anni attraverso contenuti tecnici, momenti formativi e iniziative rivolte agli operatori del settore, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo e al consolidamento della community hospitality milanese e internazionale. 
 
Il programma:
 
8 MAGGIO
18:30 – 20:00 BULGARI HOTEL
Opening aperitif
21:00 – 00:00 MOEBIUS
Guests shift with Soko, Pine & Co, Kiez
 
9 MAGGIO
12:30 – 15:00 CAMPARINO
Camparino Experience & Industry Brunch 
21:00 – 00:00 MOEBIUS
Guests shift with Zest, Alice, Try-Cycle from Seoul
 
10 MAGGIO
11:30 -– 16:30 RITA COCKTAILS
Brunch & guest shift with Antiquario, Bar Quadronno Milano
18:30 – 22:30 CERESIO7
Guests shift with Boadas Barcellona, Argo Hong Kong, Kwant London, Press Club & Service Bar Washington DC
22:30 – 01:00 1930
Guest shift with Angelita Madrid
 
11 MAGGIO
19:00 – 21:30 THE CARLTON
Guest shift with Donovan, Salvatore Calabrese, Federico Pavan
21:00 – 01:00 DRY MILANO
Locale Firenze, Atrium bar, Gucci giardino, Aguardiente, La Punta, Dialogue, Fede CocktailLab, Shub

FORUM INTERNAZIONALE DELLA CUCINA ITALIANA

 

Dal riconoscimento UNESCO al futuro della cucina italiana nel mondo

 
 
 
 

11 maggio 2026 | Auditorium Fiera Milano – RHO
ore 16.00–19.00

Dal 10 dicembre 2025, giorno in cui l’UNESCO ha riconosciuto la cucina italiana Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, l’Italia si è trovata di fronte a una responsabilità nuova: trasformare un riconoscimento simbolico in un motore concreto di sviluppo culturale, economico e diplomatico. Il Forum Internazionale della Cucina Italiana — realizzato con e grazie al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste — è il primo passo ufficiale di questo percorso.

Un punto di partenza storico

La più grande organizzazione culturale al mondo ha finalmente attribuito alla cucina italiana il riconoscimento che merita: non solo un patrimonio gastronomico, ma un asset strategico di straordinaria rilevanza culturale ed economica per il Paese. Da quel 10 dicembre, qualcosa è cambiato. Abbiamo capito che la cucina italiana non è solo tradizione da preservare, ma un potente strumento di soft power, un veicolo di identità, un motore di crescita.

Il Forum Internazionale della Cucina Italiana nasce da questa consapevolezza. È un’occasione unica per osservare, immaginare e agire insieme: con i talenti della cucina, dell’imprenditoria e dell’industria alimentare. Sognare e progettare, ma soprattutto attuare.

Il Forum: formato, visione, obiettivi

Il Forum è concepito con un format serrato e ad alta densità di contenuti, lontano dall’autoreferenzialità che spesso caratterizza i convegni di settore. Niente monologhi lunghi: uno stile fluido con ritmo, alternanza di interventi, visual storytelling e contributi utili. Al centro, uno sguardo onesto e non retorico sulla realtà della cucina italiana nel mondo.

I lavori si articolano in tre blocchi tematici:

  • RADIOGRAFARE — La cucina italiana oggi: dati, scenari globali, modelli vincenti di ristorazione.
  • IMMAGINARE — Quale cucina italiana vogliamo raccontare? Autenticità, evoluzione, identità culturale e nuovi linguaggi.
  • AGIRE — Dalla visione alle linee guida: progetti concreti, manifesti, clausole di salvaguardia.

L’evento, aperto su invito, si concluderà con un documento di sintesi per dare indicazioni sulle strade da intraprendere.

I protagonisti

Il Forum riunisce alcune delle voci più autorevoli e originali della scena gastronomica, imprenditoriale e culturale italiana: *

  • Nicola Bertinelli, Presidente Consorzio del Parmigiano Reggiano
  • Marco Bolasco, Giornalista gastronomico e fondatore di Topic Edizioni
  • Alessandro Borghese, Chef e conduttore televisivo
  • Massimo Bottura, Chef, ambasciatore della cucina italiana nel mondo
  • Enrico Buonocore, CEO & Founder di Buonocore Hospitality Group
  • Antonio Cellie, Ceo Fiere di Parma
  • Francesco Cerea, General Manager Eventi Esterni e Comunicazione Gruppo Da Vittorio
  • Simone Cinotto, Prof. Ordinario di Storia Contemporanea – Università Scienza Gastronomiche Pollenzo
  • Luca D’Alba, General Manager Avolta FB Italy
  • Daniele Demichele, DonPasta, Regista, Esperto di cucina
  • Maddalena Fossati, direttrice de La Cucina Italiana
  • Tommaso Nastasi, Deloitte Strategy & Value Creation Leader
  • Mattia Pinto, Importatore di prodotti Italiani per la Cina
  • Federico Quaranta, Giornalista e conduttore TV
  • Romana Tamburini, Presidente Surgital

*In ordine alfabetico

I lavori si chiuderanno con l’intervento dell’On. Gianmarco Mazzi, Ministro del Turismo e del Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali On. Francesco Lollobrigida.

 
 
 
 
 

Informazioni pratiche

Data: 11 maggio 2026
Orario: dalle ore 16.00 alle ore 19.00
Luogo: Auditorium Fiera Milano, Rho (MI)
Accesso: Su invito
Realizzato in collaborazione con Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste

L’evento potrà essere seguito in diretta streaming collegandosi www.forumcucinaitaliana.it

Catalonia in Venice: Claudia Pagès Rabal, Paper Tears

 Evento collaterale della 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia

A cura dell’Institut Ramon Llull | Curata da Elise Lammer

 

 

L’Institut Ramon Llull presenta Catalonia in Venice: Claudia Pagès Rabal, Paper Tears in occasione della 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia. L’installazione, curata da Elise Lammer, sarà aperta al pubblico dal 9 maggio al 22 novembre presso i Docks Cantieri Cucchini, a San Pietro di Castello

 

 

Docks Cantieri Cucchini.

San Pietro di Castello 40A,

30122 Venezia

 

 

Paper Tears, Claudia Pagès Rabal, Catalonia in Venice 2026. Courtesy of Institut Ramon Llull. Photo by Flavio Coddou


Catalonia in Venice: Claudia Pagès Rabal, Paper Tears è un’installazione che indaga le filigrane della carta come dispositivi simbolici e politici. Attraverso proiezioni laser, uno schermo LED scultoreo e una colonna sonora avvolgente, queste tracce - generate durante il processo di fabbricazione della carta e storicamente legate all’origine e all’autenticità - vengono portate alla luce e interrogate. Il lavoro invita a riflettere su come i sistemi istituzionali di conoscenza e di autorità si siano formati nel tempo, fino a entrare in tensione con il presente.

 

Le filigrane sono proiettate sulle pareti dello spazio Catalonia in Venice e attivate da un insieme di personaggi eterogenei che le commentano, adottando registri intuitivi più che retoriche istituzionali. Da segni legati al passato, si trasformano progressivamente in forme instabili e ibride, entrando in relazione con realtà contemporanee, mentre i performer attraversano falde acquifere storiche e rotte strategiche dell’acqua in Catalogna.

 

L’installazione si articola attraverso molteplici punti di vista, sia nella sua dimensione complessiva sia nelle singole voci e componenti sonore, oscillando tra narrazione collettiva ed esperienza individuale. La sua struttura, spaziale e concettuale, si ispira alle reti sotterranee e superficiali di acqua dolce e salata - livelli, maree e flussi - che costituiscono l’ossatura topologica del progetto.

 

Al centro del lavoro si trova un archivio di filigrane cartarie del XV secolo, conservate presso il Museu Molí Paperer de Capellades (Catalogna). Questi segni, visibili solo in controluce, riflettono un interesse che attraversa da tempo la ricerca dell’artista. Risalgono a una fase storica cruciale, in cui le rotte commerciali mediterranee declinavano mentre quelle atlantiche si espandevano, segnando l’avvio di nuove dinamiche di circolazione e di potere. In questo contesto, la carta si diffonde insieme a idee, contratti e codici che formalizzano autorità, proprietà e regolazione. Venezia e la Catalogna occupavano allora posizioni strategiche in questa trasformazione, le cui logiche continuano a influenzare il presente.

 

In francese, l’espressione en filigrane indica ciò che resta sotto la superficie: un’idea, un’emozione o una tensione che sfugge a una formulazione diretta ma continua a essere presente.

 

Attraversare Paper Tears può somigliare a entrare in una macchina del tempo: non per ricostruire un momento storico, ma per mettere in relazione elementi emblematici di un’epoca con le condizioni contemporanee. In un contesto segnato da conflitti geopolitici, crisi migratorie e stati di emergenza, l’opera rivela una continuità inquietante tra le infrastrutture di potere del passato e quelle del presente.


Claudia Pagès Rabal è un’artista visiva, performer e scrittrice con base a Barcellona. Nella sua pratica intreccia parole, corpi, musica e movimento, dando forma a dispositivi visivi e linguistici — installazioni video, opere su carta e libri — in cui convergono ambiti di ricerca come la linguistica, la psicoanalisi e gli studi decoloniali. Il suo lavoro è stato presentato in numerose istituzioni internazionali, tra cui mumok, Vienna (2025); Index, Stoccolma (2025); Chisenhale Gallery, Londra (2025); IVAM, Valencia (2024); SculptureCenter, New York (2024); CA2M, Madrid (2023); Fundació Joan Miró, Barcellona (2023); Tabakalera, Donostia (2022); Vleeshal, Middelburg (2022); MACBA, Barcellona (2022); Kunstverein Braunschweig (2021) e Sharjah Art Foundation (2018). Ha inoltre partecipato alla 18ª Biennale di Istanbul (2025) e a Manifesta 15, Barcellona (2024). Il suo primo romanzo, Més de dues aigües, è stato pubblicato in catalano da Empúries Narrativa nel 2024.

 

Elise Lammer (Losanna, Svizzera) è direttrice di Halle Nord a Ginevra. La sua ricerca si concentra sul ruolo dello spazio — pubblico e domestico — nella costruzione e nell’espressione dell’identità. Di natura transdisciplinare, il suo lavoro adotta un approccio transgenerazionale e intersezionale, volto a mettere in discussione e riconsiderare narrazioni storiche spesso integrate in modo monolitico e unilaterale, rileggendole alla luce del presente. In qualità di autrice, ricercatrice e curatrice, ha contribuito a numerosi progetti internazionali, collaborando con istituzioni quali il Calouste Gulbenkian Museum (Lisbona), mumok – Museum Moderner Kunst Stiftung Ludwig (Vienna), MACRO (Roma), Schinkel Pavilion (Berlino), Centre Culturel Suisse (Parigi), MAMCO (Ginevra), Kunsthaus Glarus (Glarona), Musée cantonal des Beaux-Arts (Losanna) e l’Istituto Svizzero di Roma, tra le altre.

 

L’Institut Ramon Llull è un’istituzione pubblica impegnata nella promozione internazionale della lingua e della cultura catalana. Cura e organizza la partecipazione della Catalogna e delle Isole Baleari agli Eventi Collaterali delle Esposizioni Internazionali d’Arte e di Architettura della Biennale di Venezia. Presente alla Biennale Arte dal 2009 e alla Biennale Architettura dal 2012, seleziona ogni anno i progetti attraverso una commissione internazionale di esperti, rinnovata a ogni edizione. Per maggiori informazioni sul processo di selezione e sulla giuria di quest’anno, è possibile consultare il sito dedicato.


Catalonia in Venice: Claudia Pagès Rabal, Paper Tears Docks Cantieri Cucchini. San Pietro di Castello 40A, 30122 Venezia

9 maggio > 22 novembre 2026

9.05 – 27.09: 11:00 – 19:00 29.09 – 22.11: 10:00 – 18:00 Chiuso il lunedì (eccetto 11 maggio, 1 giugno, 7 settembre e 16 novembre)