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giovedì 28 maggio 2026

Ripristinate altre cinque strutture per la regimazione delle acque di piena

 


Ad Argenta recuperata la piena funzionalità delle chiaviche Gallo, Mistroni e del Pero. Lavori conclusi anche sui manufatti di scarico della cassa e dell'impianto Bassarone

Per la rigenerazione idraulica di queste strutture idrauliche, la Bonifica Renana ha investito 3,5 milioni di euro

ARGENTA - Nella bassa pianura argentana, posta tra gli argini di terra in cui - dal 1765 al 1813 - furono inalveati Reno, Idice e Sillaro, convergono tutte le acque scolanti anche della pianura bolognese. Si tratta, infatti, di uno dei principali nodi idraulici regionali, costituito da canali artificiali, impianti idrovori di sollevamento, casse di accumulo e moltissimi altri manufatti di regolazione delle acque. Su questi ultimi si è incentrata una delle attività di ripristino post-alluvionale che la Bonifica Renana sta complentando nel territorio di Argenta.

"Nello specifico - spiega per il Consorzio l' ing. Giulia BERNAGOZZI, direttore dei lavori - La chiavica Gallo (sull'argine delle Pastore) serve a sgrondare nel canale Lorgana, le eventuali piene di Idice che qui giungono tramite le Savenelle. Sullo stesso argine, la chiavica Durazzo riversa le acque scolanti dell'omonimo canale sempre nella Lorgana che è ad un livello più basso. Invece, la Mistroni è la chiavica che scola le acque del canale Durazzo nel canale Saiarino. Si è intervenuti in modo strutturale anche sui due manufatti di scarico che regolano il funzionamento sia della cassa che dell'impianto idrovoro denominati entrambi Bassarone".

La realizzazione di questi interventi da parte del Consorzio è stata possibile grazie allo stanziamento di 3,5 milioni di euro da parte della Struttura commissariale governativa per la ricostruzione post alluvione.

 Valentina BORGHI, presidente della Bonifica Renana, completa l'analisi specificando che "Il Consorzio sta attuando una vera e propria rigenerazione idraulica del proprio reticolo scolante: sia della rete dei canali artificiali che delle strutture idrauliche diffuse sul territorio. Questa è la 73° opera conclusa del programma straordinario di lavori realizzati sul reticolo consortile. Reticolo che pochi sanno essere artificiale e che consente l'immissione delle acque di pianura nei corsi d'acqua regionali, per poi farle giungere al mare. Grazie ad opere come queste, aumenta sia la sicurezza idraulica sia la possibilità di approvvigionamento irriguo, a vantaggio dell'intera comunità".

Didascalia: nella foto in alto, l'ing. Giulia Bernagozzi (direttrice dei lavori) con i tecnici della Bonifica Renana e dell'impresa esecutrice

MADE IN MALGA 2026 14^ edizione Evento nazionale dei formaggi di montagna 4-6 e 11-13 settembre ’26 Asiago VI

 

Internet e borghi, a Matera il confronto nazionale sul futuro della connettività

 



Cybersecurity, intelligenza artificiale, infrastrutture digitali, CUP e operatori di prossimità: questi alcuni degli argomenti al centro di APMAT26, l’evento promosso da Assoprovider il 5 giugno 2026 a Casa Cava. Tra gli ospiti l’onorevole Enzo Amich

Una giornata di confronto tra imprese, istituzioni e stakeholder su connettività, cybersecurity e cooperazione europea nelle tlc. Il prossimo 5 giugno 2026 Matera ospiterà APMAT26 – “Connettere dove gli altri non arrivano. Operatori di prossimità e sviluppo digitale delle aree interne”, l’evento nazionale promosso da Assoprovider dedicato al futuro delle infrastrutture digitali, della connettività e della sicurezza digitale.

L’appuntamento si svolgerà presso Casa Cava, dalle 10:00 alle 18:00, e riunirà operatori TLC, imprese ICT, istituzioni, stakeholder e professionisti del settore per confrontarsi sul ruolo strategico degli operatori di prossimità nello sviluppo digitale dei territori e delle aree interne. 

Il ruolo strategico degli operatori di prossimità

APMAT26 metterà al centro il contributo delle imprese indipendenti delle telecomunicazioni, realtà che ogni giorno garantiscono connettività, servizi digitali e infrastrutture nei territori dove spesso i grandi operatori non riescono ad arrivare con la stessa capillarità.

«L’evento di Matera sarà un’importante occasione di confronto tra imprese, istituzioni e stakeholder sui temi che oggi determinano il futuro delle infrastrutture digitali: sicurezza e resilienza delle reti, cybersecurity, Direttiva NIS2, intelligenza artificiale, sovranità digitale e sostenibilità delle infrastrutture», dichiara Antonella Oliviero, presidente di Assoprovider. «Con APMAT26 vogliamo valorizzare il ruolo strategico degli operatori di prossimità, imprese che ogni giorno garantiscono connettività e servizi digitali nelle aree interne, contribuendo concretamente alla coesione territoriale e alla crescita del Paese», continua Oliviero.

La presenza dell’On. Enzo Amich

Tra gli ospiti molto atteso è l'intervento dell’On. Enzo Amich, membro della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati e Presidente dell’Intergruppo parlamentare “Sostenibilità Digitale e Sovranità Tecnologica”.

La sua partecipazione rafforza il dialogo istituzionale sui temi delle infrastrutture digitali, della sovranità tecnologica e del ruolo strategico degli operatori di prossimità nello sviluppo del Paese.

Sicurezza digitale, NIS2 e intelligenza artificiale

Nel corso della giornata saranno affrontati alcuni dei temi più rilevanti per il futuro del settore: sviluppo delle infrastrutture digitali, sicurezza delle reti, resilienza dei sistemi, protezione dei dati e continuità operativa dei servizi essenziali.

Particolare attenzione sarà dedicata alla cybersecurity e all’evoluzione del quadro normativo europeo legato alla Direttiva NIS2, oltre al ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nella gestione, nel monitoraggio e nella protezione delle infrastrutture digitali.

Canone Unico Patrimoniale, una sessione strategica per i Soci

Alla luce della recente sentenza della Corte di Cassazione sul Canone Unico Patrimoniale, Assoprovider ha deciso di integrare il programma di APMAT26 – Matera con un momento specifico di confronto dedicato ai Soci.

Con la decisione n. 12225 del 1° maggio 2026, le Sezioni Unite hanno chiarito la natura tributaria del Canone Unico Patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria, attribuendo le relative controversie alla giurisdizione del giudice tributario. Dopo il laboratorio tecnico APLab, nel pomeriggio del 5 giugno, si aprirà una sessione strategica con l’Avv. Gallotto e il Consiglio Direttivo di Assoprovider, dedicata al nuovo scenario determinato dalla sentenza sul CUP.

Una dimensione sempre più europea

L’edizione 2026 segna anche un importante passo verso una dimensione internazionale, con la partecipazione di AOTEC, l’associazione spagnola che raggruppa gli operatori di prossimità, e della rete europea ELFA, un’alleanza tra associazioni di operatori, di cui Assoprovider è parte, che raggruppa 17 paesi europei e rappresenta circa 1200 operatori.

APMAT26 ha inoltre ottenuto il patrocinio del CNI – Consiglio Nazionale degli Ingegneri e del C3i – Comitato Italiano Ingegneria dell’Informazione. Un riconoscimento che rafforza il valore tecnico e istituzionale dell’appuntamento, in particolare sui temi della cybersecurity, della resilienza delle reti e dell’evoluzione degli obblighi tecnici e regolatori per gli operatori. In questo quadro si inserisce l’intervento di Lorenzo Ivaldi, coordinatore del GTL Cybersecurity del C3i, dal titolo “NIS2 e Telco: la nuova frontiera della cyber resilience”, dedicato al rapporto tra Direttiva NIS2, telecomunicazioni e nuove esigenze di cyber resilience per gli operatori.

L’iniziativa vedrà, inoltre, il coinvolgimento di partner e aziende del settore come Tenda, Alea, Sice Telecom e Vayu. La partecipazione è gratuita previa registrazione sul sito di Assoprovider.

Chi è Assoprovider: Assoprovider è una Associazione Indipendente di aziende che svolgono l'attività di Internet Service Provider (ISP), o comunque una attività inerente lo sviluppo di progetti di business attraverso l’utilizzo organico della rete Internet. Nata nel Luglio 1999  si prefigge di combattere le logiche di potere e di spartizione dei grandi carriers e delle compagnie di telefonia fino a diventare l’Associazione più rappresentativa in termini numerici dei Service Provider italiani. Info: https://assoprovider.it/

FRESCHELLO, IL BRAND INTRAMONTABILE CHE HA RISCRITTO LE REGOLE DEL CONSUMO DI VINO

 


Pierpaolo Cielo, Vicepresidente di Cielo e Terra, racconta il percorso di un brand che nei primi mesi del 2026 segna +11% nelle vendite, continuando a sfidare ogni logica di mercato.

Vicenza, 26 maggio 2026 - C'è un vino che quasi certamente è passato almeno una volta nel carrello della spesa di ogni famiglia italiana. Non si porta in regalo a una cena importante, non compare nelle liste dei sommelier, eppure da trent'anni Freschello occupa un posto che nessun competitor è riuscito a scalzare: quello della tavola di ogni giorno. Nel 2026, anno del suo anniversario, il brand di Cielo e Terra registra una crescita a doppia cifra nei primi quattro mesi dell'anno. Un risultato che, in un mercato dove il consumo quotidiano di vino è strutturalmente in calo, suona quasi come un paradosso.

A spiegarlo è Pierpaolo Cielo, Vicepresidente e Direttore Commerciale dell'azienda di famiglia che ripercorre tre decenni di scelte controcorrente e qualche lezione che il mondo del largo consumo farebbe bene ad ascoltare.

L'intuizione originale: arrivare prima della crisi

Quando nel 1996 la famiglia Cielo lanciò Freschello, il mercato della Grande Distribuzione era dominato dal frizzantino da 1,5 litri. Nessuno lo metteva in discussione. «Mio padre ebbe l'intuizione di anticipare la crisi di questo formato», racconta Pierpaolo Cielo, «proponendo un vino vivace, fresco e leggero nella bottiglia da 750 ml». Non si trattava di inseguire un trend: si trattava di vederlo arrivare prima che si palesasse.

L'operazione fu consolidata nel 1999 con l'ingresso della Cantina dei Colli Berici, che garantì una base produttiva territoriale stabile - Garganega e Merlot di pianura a bassa gradazione - capace di sostenere grandi volumi senza ricorrere agli acquisti spot sul mercato. Una scelta che, come Cielo sottolinea con nettezza, ha rappresentato il vero argine contro la deriva qualitativa: «Chi acquista cisterne distrugge la fedeltà del consumatore. Noi abbiamo fatto il contrario».

La regola delle tre P e la scommessa sul prezzo fisso

Prodotto, Prezzo, Posto. Pierpaolo Cielo sintetizza così la formula che ha tenuto Freschello ai vertici delle classifiche di vendita per decenni, aggiungendo un quarto elemento spesso sottovalutato: la coerenza. La scelta dell'"every day low price" - ovvero un prezzo stabile, senza la dipendenza da promozioni aggressive - ha costruito nel tempo qualcosa di più difficile da replicare di qualsiasi campagna pubblicitaria: la fiducia.

«Pur non essendo oggi il prodotto con il prezzo più basso in assoluto, Freschello è diventato un'identità di marca», afferma Cielo. Ed è precisamente questa identità a renderlo immune - o quasi - dall'avanzata dei prodotti a marchio del distributore (MDD). «La GDO lo utilizza per dimostrare la propria competitività. I consumatori riconoscono il brand e restano fedeli». Un meccanismo che Cielo paragona, senza falsa modestia, a quello di Nutella o Barilla: brand che non competono sul prezzo più basso, ma sull'irrinunciabilità.

Pionieri del "low alcohol" trent'anni prima

C'è un aspetto della storia di Freschello che merita particolare attenzione nel contesto attuale: la gradazione contenuta. Quando il mercato globale del vino iniziava appena a interrogarsi sul tema "low alcohol", Freschello aveva già fatto quella scelta trent'anni prima, non per calcolo strategico ma per lettura sociologica. «Le famiglie cercavano quantità più piccole e gradazioni inferiori», ricorda Pierpaolo Cielo. «Freschello ha intercettato questo bisogno».

Il prodotto di punta oggi è "Vivo" - bianco, rosso e rosè - un vino leggermente mosso che, stando ai dati Circana Group, si conferma stabilmente ai vertici delle classifiche di sell-out. Una performance che Cielo non attribuisce alla fortuna, ma alla coerenza: «Siamo rimasti fedeli a quella visione originale, adattando il linguaggio senza tradire il contenuto».

Il tappo a vite, il QR code e il rapper virtuale Fresh Kello

Non tutto è stato semplice. L'adozione del tappo a vite fu accolta con diffidenza dalla GDO, preoccupata dalla reazione dei consumatori. Fu invece una delle mosse più azzeccate: pratico, moderno, perfetto per un prodotto che non chiede di essere celebrato ma di essere aperto. «Inizialmente temuta dalla GDO, è stata invece premiata dai consumatori per la sua praticità», sottolinea Cielo.

Per il trentesimo anniversario, l'azienda ha introdotto il QR code in etichetta e, soprattutto, ha lanciato Fresh Kello: un testimonial virtuale che rappa e comunica sui social con i codici della Gen Z. Una scelta che potrebbe sembrare dissonante per un brand nato negli anni Novanta, ma che Cielo difende con la logica di chi conosce bene il proprio consumatore: «Intercettiamo un mondo di giovani universitari che vive il vino in contesti informali di aggregazione». Freschello come punto di ingresso, non di arrivo. Un vino che si mescola allo spritz, alla sangria, ai cocktail casalinghi. «Finché riusciremo a essere percepiti come un marchio "amico", accessibile e di qualità, continueremo a occupare un posto privilegiato sulla tavola degli italiani».

Sostenibilità e volumi: un'equazione possibile

Cielo e Terra è B Corp certificata, e Pierpaolo Cielo è categorico nel respingere l'idea che sostenibilità e competitività siano in contraddizione: «Non percepiamo la sostenibilità come un costo, bensì come una leva strategica». Un posizionamento che, nel contesto attuale, acquista un peso specifico ulteriore: la certificazione non è solo uno strumento di comunicazione, ma un metodo di lavoro che incide sull'efficienza operativa e sulla riduzione degli sprechi.

La solidità finanziaria del progetto, che rappresenta circa il 12% del fatturato complessivo del Gruppo, è sostenuta anche dalle linee premium destinate all'export: una diversificazione che permette di assorbire le pressioni sui margini senza scaricarle sul prezzo finale di Freschello.

Guardare avanti: «El vin bon al momento bon»

Alla domanda su cosa sarà Freschello tra trent'anni, Pierpaolo Cielo risponde con la sobrietà di chi non ha bisogno di fare proclami: «Dovremo continuare a innovare senza snaturarci». I segmenti su cui puntare sono i frizzanti a 8,5% e gli spumanti a 10,5%. Sul filone "zero alcol", invece, Cielo frena: «Spesso manca di qualità. La nostra filosofia resta quella di offrire "el vin bon al momento bon"».

Una frase in dialetto veneto, quasi un manifesto. Che suona più autentica di qualsiasi claim costruito a tavolino.

 

 

 

 

 

PREMIO INTERNAZIONALE “ARENA D’ORO©” A SABRINA BERGAMASCO E CHIARA CASTAGNINI, TITOLARI DEL CAFFÈ DANTE DI VERONA

 

Nell’incomparabile cornice delle Dolomiti al via l’estate di benessere, sport e gusto dell’Hotel Granbaita Dolomites di Selva di Val Gardena