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domenica 1 marzo 2026

Vino e arte alla Fondazione Officine Saffi

 

Crediamo che il vino, come l’arte, sia prima di tutto un’espressione di bellezza, nata dall’equilibrio tra natura, tempo e visione dell’uomo.
E desideriamo condividere questa bellezza con voi.

 

Per questo siamo particolarmente felici di condividere con voi una nuova collaborazione che accompagnerà tutto il 2026: Conte Vistarino sarà Wine Partner ufficiale della Fondazione Officine Saffi, uno dei luoghi più autorevoli dedicati all’arte della ceramica contemporanea e alla sua cultura.

In occasione delle inaugurazioni delle mostre e dei principali eventi della Fondazione, brinderemo insieme con i nostri Metodo Classico — e non solo — creando abbinamenti pensati per accompagnare non soltanto le opere, ma anche il sentimento degli artisti che le hanno create, il linguaggio delle forme, il messaggio profondo di ogni concept espositivo. 

IL primo appuntamento
Il primo appuntamento di questo percorso sarà la mostra
“L’ultima estate in città” di Giovanna Silva, in programma dall’11 marzo al 2 aprile 2026 negli spazi della Fondazione Officine Saffi, in via Niccolini 35a a Milano.

L’inaugurazione su invito si terrà martedì 10 marzo alle ore 18.30.

La mostra
Realizzata in collaborazione con Officine Saffi Lab, la mostra di Giovanna Silva indaga le architetture della città di Milano attraverso immagini sospese tra astrazione e riconoscibilità, capaci di restituire una visione urbana e insieme familiare e sfuggente. Per ciascuna fotografia, l’artista ha affidato al Team creativo di Officine Saffi Lab la progettazione e la realizzazione artigianale di una cornice in ceramica: un dialogo raffinato tra la solidità plastica della materia e la leggerezza apparente delle immagini.

Saremo felici di accompagnare questo affascinante racconto con i nostri vini, cercando in ogni calice un dialogo e una risonanza con le atmosfere, le emozioni e le storie che l’arte sa suggerire.

Scopri tutto sulla mostra di Giovanna Silva


Brindiamo insieme a un nuovo percorso che unisce due mondi che amiamo profondamente — il vino e la creatività — nel segno della bellezza condivisa!

Ci vediamo in galleria!
Il Team Conte Vistarino

SOL EXPO AL VIA OGGI A VERONA, LA PIETRA (SOTTOSEGRETARIO MASAF): “PRONTO IL PIANO OLIVICOLO NAZIONALE, 300 MILIONI PER AUMENTARE DEL 25% LA PRODUZIONE"

 


BRICOLO (PRES. VERONAFIERE): “LAVORO DI SQUADRA TRA ISTITUZIONI E FILIERA È LA CHIAVE PER VALORIZZARE L’ECCELLENZA DELL’OLIO MADE IN ITALY”

 

#Take 1 
 

Verona, 1° marzo 2026 -. “L’anno scorso a Sol Expo abbiamo presentato la bozza del piano olivicolo nazionale che mancava da oltre due decenni. Dopo un anno di lavoro, siamo riusciti a completare questo disegno che nei prossimi giorni sarà al vaglio della Conferenza Stato Regioni. Si tratta di un piano fondamentale che dà una strategia al settore e che potrà contare su risorse per 300 milioni a disposizione della filiera con l’obiettivo di riuscire ad aumentare la produzione dell’extra vergine di oliva nazionale di almeno il 25% nei prossimi 5 o 6 anni”. Lo ha dichiarato il sottosegretario del Masaf Patrizio La Pietra, intervenuto oggi all’inaugurazione di Sol Expo, la rassegna dedicata alla filiera dell’olio e dell’olivo in programma fino a martedì 3 marzo a Veronafiere.

Con 230 aziende in quartiere da Italia, Slovenia, Spagna e Ungheria, oltre alle principali associazioni di settore e un palinsesto di oltre 90 eventi, Sol Expo di conferma una vetrina internazionale per la filiera.
Per il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo: “Il punto di forza di Sol Expo è quello di riunire tutti gli stakeholder, che sono coinvolti già nella fase decisionale e strategica della manifestazione. Siamo convinti che il lavoro di squadra con istituzioni, associazioni di categoria, regioni e consorzi sia la risposta per promuovere al meglio uno dei prodotti simbolo dell’eccellenza Made in Italy”.
Anche per il direttore aggiunto del Coi – Consiglio oleicolo internazionale, Abderraouf Laajimi: “Sol Expo riflette non solo la vitalità e l’eccellenza di questo comparto economico italiano, ma anche l’impegno di tutta la comunità dell’olio in Italia in questo momento globale caratterizzato da forti tensioni e dall’apertura di nuovi mercati. Dobbiamo prestare sempre più attenzione alla protezione dei consumatori dei produttori e degli standard di autenticità del prodotto”.

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#Take 2
 
SOL EXPO 2026, MIN. LOLLOBRIGIDA: DIFENDERE L’OLIO EVO MADE IN ITALY SIGNIFICA DIFENDERE IL GIUSTO PREZZO, NON PUÒ COSTARE 3 EURO
COLTIVA ITALIA INCENTIVA LA PRODUZIONE, NO ESTIRPI OLIVI PER INSTALLAZIONE PANNELLI SOLARI
 
Verona, 1° marzo 2026 - “Dobbiamo saper raccontare l’olio extravergine d’oliva anche a chi, nel resto del pianeta, non ha idea di cosa sia davvero. Spiegarlo significa farlo assaggiare, farne conoscere la storia e il valore, così da far comprendere perché un olio extravergine d’oliva non può essere venduto a 2,99 euro e nemmeno 5 euro – lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, in visita oggi nella prima giornata di SOL Expo, la manifestazione dedicata all’olivo e all’olio, in programma a Veronafiere fino a martedì 3 marzo –. Il valore economico serve a premiare la produzione iniziale: un prodotto di qualità si realizza solo se chi lo produce ha il giusto reddito. Il prezzo corretto deve corrispondere anche al rispetto dell’ambiente, delle regole sul lavoro, alla qualità e al benessere. Oggi – ha proseguito – produciamo quantità non sufficienti a coprire il nostro export e di fatto portiamo all’estero più di quanto riusciamo a produrre. Dobbiamo quindi aumentare e proteggere le nostre produzioni. Nel piano Coltiva Italia abbiamo inserito 300 milioni di euro per garantire investimenti, il ripopolamento del settore olivicolo e la protezione dalle fitopatie, tra cui la Xylella. Adotteremo inoltre un intervento molto importante – ha concluso il ministro –: vieteremo in modo radicale l’installazione di pannelli solari a terra ovunque ci siano olivi. Vedere estirpare un olivo per installare un pannello solare è per me intollerabile e non lo tollereremo”.

sabato 28 febbraio 2026

MUCIV – Museo delle Civiltà annuncia Nuove acquisizioni per le collezioni storiche e contemporanee, progetti di digitalizzazione, restauri, riallestimenti e cantieri in corso per condividere il più grande museo italiano di arti e culture del mondo, dalla preistoria alla contemporaneità

 


venerdì 27 febbraio 2026

MUCIV-Museo delle Civiltà annuncia Le fiabe sono vere... Storia popolare italiana

 



MATTIA MORENI Dalla formazione a “L'ultimo sussulto prima della grande mutazione” a cura di Claudio Spadoni

 

Il genio irrequieto del Novecento nella più ampia antologica mai realizzata: cinque mostre in cinque luoghi chiave della vita di Mattia Moreni (1920 – 1999) per celebrare il suo profondo legame con la Romagna

da settembre 2025 a maggio 2026

 

quinta mostra:

MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna

Dalla regressione della specie all’umanoide a cura di Serena Simoni

 

1 marzo – 3 maggio 2026

 

MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna Via di Roma 13, Ravenna

 

Installation view, Mattia Moreni. Dalla regressione della specie all’umanoide, MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna





Ravenna, 27 febbraio 2026. Il MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna dal 1 marzo al 3 maggio 2026 propone l'ultimo evento di un ampio progetto - curato da Claudio Spadoni e promosso da Associazione Mattia- che mette in rete cinque importanti musei della Romagna nella celebrazione del lavoro di uno dei più importanti pittori italiani del ‘900, Mattia Moreni (1920-1999), artista pavese di nascita, torinese di formazione, ma che dopo lunghi soggiorni parigini ha legato il suo nome al territorio romagnolo dove ha sempre vissuto dal ’70 in poi

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Dopo le mostre di Bagnacavallo, Forlì, Santa Sofia e Bologna - che hanno indagato temi particolari quali la formazione e il periodo informale, alcune serie storiche, dalle Angurie agli Autoritratti,fino alla ricostruzione dell'antologica bolognese curata nel 1965 da Arcangeli, a Ravenna si inaugura una esposizione dedicata alla produzione degli ultimi 20 anni di vita del maestro.

Le serie della Regressione della Specie e degli Umanoidi rappresentano infatti ultimi approdi della ricerca di una delle figure più originali e inquiete dell’arte italiana del secondo Novecento. La mostra al MAR - curata da Serena Simoni - raccoglie una trentina di grandi opere suddivise in due sezioni per

illustrare la produzione dall’inizio degli anni Ottanta e il 1999, anno della scomparsa di Moreni. Segue una terza sezione che presenta un ricco apparato fotografico e documentario allo scopo di mostrare l'interesse che numerosi critici italiani e internazionali hanno dedicato ai diversi periodi del suo lavoro. Dopo aver portato a conclusione a metà degli anni Settanta il celebre ciclo delle Angurie, Moreni dà spazio alla scrittura: fra il 1975 e il decennio successivo scrive L'ignoranza fluida e L'Assurdo razionale perché necessario, testi in cui confluiscono le riflessioni sulle cause di quella che egli definisce la "regressione" della specie. Strettamente legati a questi scritti nascono quindi gli ultimi due cicli dell'attività artistica di Moreni.

Nella prima sezione - la Regressione della Specie e Belle Arti (1983-1995) - sono esposte le opere in cui Moreni si fa testimone dell'involuzione delle Belle Arti, speculare al declino umano. Moreni nota come fin dall'inizio del Novecento l'arte abbia spento la capacità creativa dandosi all’elaborazione di forme primitiviste o dedicandosi a sterili formalismi. Questa regressione decadente o consapevole si esemplifica in oggettio in geometrie indisciplinate che raccontano le tappe di un’arte estetizzante, infantilistica, manierata o consumista. Per chiarire il processo di questa produzione “degli asili nido e asili patologici”, Moreni enfatizza la produzione infantile e psichiatrica dell’Art Brut: lo stile volutamente regressivo, patologico, è il rovescio della medaglia di un tempo alla deriva, anestetizzato dai mass-media e dal consumismo di massa.

A seguito di questa serie, Moreni inizia l'ultimo ciclo degli Umanoidi (1995-1999), conseguenza naturale della Regressione della Specie. Il ciclo ritrae robot in attesa dell’intelligenza artificiale e umanoidi che rimandano agli autoritratti a cui fin dal 1986 Moreni applica dispositivi, elettrodi e laser, fino all’ibridazione col computer. La genetica e l’elettronica, infatti, per Moreni offriranno la possibilità di ibridazione o sostituzione dei computer all'essere umano. I suoi Umanoidi nascono sotto la specie di “identikit” - figure esemplari della mutazione antropologica in atto - di quella rivoluzione senza idealità alla quale l'artista intende assistere in modo distaccato. La pittura si fa sempre più veloce e nitida per corrispondere al “pulito, l’eleganza e il distacco dell'età elettronica".

Se si considerano gli sviluppi tecnologici che l'artista non aveva ancora visto - l’attuale invasività di internet e dei social nel privato di milioni di individui, profilati e indirizzati anche in senso politico, la pervasività globale del mondo delle merci, la mancanza di chiarezza informativa, l'uso capzioso delle intelligenze artificiali - non si può che confermare l'attualità di questa ultima serie di Moreni.

 

Il ciclo espositivo è iniziato al Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo, nella sede distaccata dedicata all’arte contemporanea dell’Ex Convento di San Francesco – con la mostra Dagli esordi ai cartelli, a cura di Davide Caroli e Claudio Spadoni, dal 21 settembre 2025 all’11 gennaio 2026. Poi al Museo Civico San Domenico a Forlì dal 18 ottobre 2025 all’11 gennaio 2026 sono esposte le opere che risalgono al periodo delle Angurie, a cura di Rocco Ronchi; alla Galleria d’Arte Contemporanea Vero Stoppioni di Santa Sofia (FC) dal 15 novembre 2025 all’11 gennaio 2026sono visibili gli Autoritratti e le opere conservate presso la Galleria che rappresentano il nucleo più cospicuo delle opere di Moreni conservate in un museo pubblico, a cura di Denis Isaia; al MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna del Settore Musei Civici del Comune di Bologna dal 30 gennaio al 31 maggio 2026 si intende rievocare la grande mostra del '65 all'allora Galleria d'Arte Moderna di Bologna (poi diventata MAMbo) curata all’epoca da Francesco Arcangeli che rappresenta la prima personale di Moreni all'interno di un'istituzione pubblica, per la cura di Pasquale Fameli e Claudio Spadoni. A concludere il ciclo espositivo la tappa al MAR di Ravenna.

Mattia Moreni. Dalla formazione a “L’ultimo sussulto prima della grande mutazione” rappresenta un’occasione unica per riscoprire, con sguardo unitario, l’opera di un maestro scomodo, potente, necessario. Già negli anni Cinquanta, critici del calibro di Michel Tapié e Pierre Restany, lo avevano inserito tra i pochi italiani protagonisti della scena europea, in grado di confrontarsi con gli artisti informali americani, riconoscendone l’assoluta originalità. Il progetto, realizzato con il patrocinio di Regione Emilia – Romagna, Alma Mater Studiorum Università di Bologna – Dipartimento delle Arti, Comune di Bagnacavallo, Comune di Santa Sofia, Comune di Forlì, Comune di Bologna e Comune di Ravenna e grazie alla preziosa collaborazione e al prestito di generosi collezionisti, e al supporto di Manifattura Ceccarelli, Teikos Solutions e Associazione Controcorrente, è accompagnato da un catalogo edito da Dario Cimorelli Editore che include le fotografie di tutte le opere esposte nelle cinque sedi.