blogazzurro

blogazzurro

martedì 27 ottobre 2026

Zanzibar : il luogo dei desideri dove la cultura dell’accoglienza si combina con l’eccellenza delle proposte enogastronomiche – I vini dell' Azienda Agricola Aradelli


Alberto e Paola sono i numi tutelari di Zanzinar, a Castel San Giovanni.

“ Un luogo dei desideri, ove celebrare l’incontro, l’amicizia, godendo dei piatti, dei drink e

delle iniziative, come gli Aperiwines. “

Creatività (tanta!), un saldo legame con la tradizione della cucina piacentina, che porta Zanzibara proporre i classici della gastronomia dei Colli.


Fra questi ha riscosso un successo pieno il Bataro : si tratta di una sorta di focaccina o panino schiacciato, la cui etimologia viene ricondotta al verbo batt, cioè battere in dialetto piacentino, quindi pane battuto. È realizzato con farina, acqua, sale, lievito e, in alcune varietà, latte e farina di mais. Talvolta venivano aggiunti zucchero e miele. Il composto viene lavorato e poi steso fino a creare una sottile forma ovale da mettere in forno per una cottura veloce. Tradizionalmente si utilizzava la stufa per far cuocere l'impasto o anche il forno a legna, dove i batarö erano cotti sfruttando il calore residuo quando il pane era pronto e veniva levato, e oggi si utilizzano i forni elettrici capaci di alte temperature.Il batarö viene farcito con i prodotti locali: pancetta piacentina, coppa piacentina e formaggi della zona, tuttavia esistono numerose varianti con diversi salumi, formaggi e ingredienti di stagione. Le varianti dolci con farcitura di marmellata o crema alle nocciole sono un fenomeno moderno.”

Alberto e Paola hanno proposto il Bataro della Valtidone : Pancetta Nostrana Dop e zola (gorgonzola) ; Coppa Piacentina DOP e Robiola ; Cotto San Giovanni e Fontina ; il Bataro vegetariano.



Francesco Aradelli ha abbinato il Gutturnio Frizzante con la Pancetta e zola ; la Malvasia 2023 con la Coppa e un ottimo Cabernet Sauvignon con il Cotto San Giovanni e Fontina.

"....Eccoci quindi ai giorni nostri con la quinta generazione. Francesco Aradelli, affascinato fin da piccolo dal lavoro del papà Luciano in cantina, dopo gli studi di agraria a Piacenza viene inserito in Azienda per portare una ventata di innovazione nei processi di vinificazione, attualizzare i metodi di lavorazione, di vendita e il delicato compito di fondere la tradizione con la modernità."

“Il segreto per fare un buon prosciutto cotto? Che sia ben cotto! Solo così si sviluppano gli aromi naturali della carne.” Angelo Capitelli.

Nel 1994, Capitelli creò un nuovo prodotto, oggi unanimemente riconosciuto come precursore della linea produttiva dei cosiddetti “cotti fuori stampo”.

Perché la ricetta del prosciutto San Giovanni risale a più di 100 anni fa. La carne viene preparata con cura conservando la sua forma naturale. Viene poi insaporita con un infuso di erbe e spezie attraverso un procedimento lento e delicato. Infine viene cotto fuori stampo per un giorno intero.


Francesco Aradelli ha poi presentato la sua ultima creazione, KryoSymphonia, spumante di Malvasia,

con residuo zuccherino importante, per davvero l’espressione più estrema dell’aromaticità della

Malvasia di Candia.


“ Abbiamo sempre sostenuto – commenta Renzo Lupatin, giornalista e presidente di Borghi d’Europa -, che la cultura dell’accoglienza deve combinarsi, anche un po’ magicamente, con l’eccellenza delle proposte enogastromomiche. Qui allo Zanzibar si respira una atmosfera ‘altra’, che ci restituisce la voglia di sta insieme, di fare comunità. Il Viaggio del gusto che stiamo raccontando ne è la prova più autemtica.”



lunedì 26 ottobre 2026

BACCANALE 2026, IMOLA APRE LE PORTE ALLA CUCINA ITALIANA SENZA CONFINI

 


Tra lezioni magistrali, dialoghi e degustazioni parte “Incontri”, l’edizione 2026 dedicata all’UNESCO, con una settimana di nuovi appuntamenti in arrivo

 

Imola, lunedì 26 ottobre 2026 - Si è aperto all’insegna dello scambio il Baccanale 2026, intitolato “Incontri: La cucina italiana senza confini”. L’edizione è dedicata al riconoscimento UNESCO ottenuto dalla cucina italiana e fino a domenica 15 novembre fa di Imola un approdo per sapori, culture e storie diverse. Nel primo weekend, sabato 24 e domenica 25 ottobre, la città ha accolto un pubblico curioso e generoso, protagonista di incontri tra la tradizione romagnola e altre geografie, tra chi cucina e chi assaggia, tra ciò che si conosce e ciò che arriva da lontano.

A dare il via alla rassegna è stata la cerimonia inaugurale di sabato 24 ottobre, ospitata al Teatro Ebe Stignani alla presenza del Sindaco Marco Panieri, dell’Assessore alla Cultura, Politiche giovanili e Legalità Giacomo Gambi e dell’Assessore ai Lavori pubblici, Centro storico e Attività produttive Pierangelo Raffini.

“Il Baccanale rappresenta una delle manifestazioni più identitarie e sentite della nostra città, un appuntamento che sa rinnovarsi costantemente aprendosi al confronto e al futuro. Il calore e la grande partecipazione di questo primo fine settimana dimostrano quanto il tema 'Incontri. La cucina italiana senza confini' sia riuscito ad appassionare i cittadini e i visitatori. Celebriamo il cibo non solo come eccellenza gastronomica – nel segno dell'importante riconoscimento UNESCO – ma come formidabile strumento di dialogo, relazione e accoglienza tra culture e comunità diverse. Imola si conferma così un vivace luogo di incontro aperto al mondo, capace di valorizzare l'intreccio tra radici storiche, produzioni d'eccellenza e tradizioni lontane. Questo avvio straordinario è il risultato di un grande gioco di squadra: ringrazio sentitamente tutti i dipendenti comunali, i partner, gli sponsor, le associazioni e i ristoratori che rendono possibile tutto questo. L'energia che si respira in città è solo l'inizio di un meraviglioso viaggio, e invito tutti a continuare a scoprire i tanti eventi che ci accompagneranno nelle prossime settimane.” dichiara Marco Panieri, sindaco di Imola.

Come da tradizione, la giornata è continuata con la lezione magistrale, quest’anno dal titolo “La cultura non ama i confini”, di Massimo Montanari e dalla lettura teatrale di Paola Minaccioni: un primo appuntamento che ha invitato a guardare al cibo non solo come espressione gastronomica, ma come una lente attraverso cui leggere la storia e la società.

 

“L’edizione 2026, dedicata al riconoscimento della cucina italiana come patrimonio dell’umanità, lo fa in un modo molto forte, ponendo come titolo “Incontri” e come sottotitolo “L’assenza di confini”. È un modello di cucina che si è costruito nei secoli attraverso l’incontro fra culture. La cultura non ama i confini e quindi nemmeno la cucina. Noi parliamo di cucina italiana e non di cucina d’Italia, perché non ci sono confini politici. La cultura è qualcosa che appartiene a tutti e la cucina è cultura. La cucina italiana, storicamente, ha operato come una spugna dal punto di vista gastronomico e poi ha restituito. È la cucina più esportata, quella più replicata nel mondo. E da questo si capisce anche perché l’UNESCO le abbia dato questo riconoscimento come patrimonio dell’umanità. Il Baccanale di Imola vuole riflettere e aiutare a riflettere su questo aspetto così importante, che si riflette proprio nel titolo “Incontri" ha dichiarato Massimo Montanari, Professore emerito di Storia dell'alimentazione all'Università di Bologna e Direttore scientifico di Baccanale.

La giornata è proseguita con la consegna del Garganello d’Oro, il premio con cui il Comune di Imola ha celebrato la Presidente di Slow Food Barbara Nappini per la promozione della cultura del cibo.

Sempre sabato è partito “L’identikit della cucina italiana”, un format in tre appuntamenti che affronta il tema dell’edizione da tre prospettive, tra lingua, antropologia e riflessione sulla tradizione. Il primo, “Giovanna Frosini - Avventure di gusto e di parole”, è partito dalla lingua italiana del cibo, dove le parole, come ingredienti e ricette, custodiscono storie antiche e moderne e scambi di ogni genere, in dialogo tra Giovanna Frosini dell’Accademia della Crusca e Massimo Montanari.

Infine c’è stata la cooking demonstration “Zighinì e Romagna” ha fatto dialogare la cucina eritrea con i sapori del territorio: lo zighinì, piatto simbolo dell’Eritrea, è stato reinterpretato con richiami romagnoli, tra racconti di storia e tecniche che hanno preceduto la degustazione.

Domenica 25 ottobre il dialogo tra Barbara Nappini e Massimo Montanari, “Slow Food, 40 anni a presidio del cibo buono, pulito e giusto”, ha ripercorso la storia di Slow Food a Imola dagli anni Ottanta a oggi. A seguire, il “Pranzo dei 40 anni” ha chiuso il weekend a tavola. Un’apertura che ha mostrato come la cucina italiana, quando supera i propri confini, non smetta di riconoscersi: si allarga, si contamina e diventa ogni volta qualcosa di nuovo.

La partecipazione e il calore del primo weekend hanno già indicato la rotta di un’edizione pronta a regalare, giorno dopo giorno, nuovi spunti e nuove scoperte. Ora lo sguardo si sposta sui giorni che arrivano: da lunedì 26 ottobre il Baccanale riparte.

Mercoledì 28 ottobre si aprirà “Pane senza confini”, ciclo di tre appuntamenti a cura di Antonella Campanini e Massimo Montanari che proseguirà mercoledì 4 e 11 novembre. Partendo da uno degli alimenti più universali della tavola, il percorso metterà in relazione storia, attualità e assaggi, per mostrare come il pane assuma forme e significati differenti nelle tradizioni di numerosi popoli.

Giovedì 29 ottobre Chiara Maci darà voce ai protagonisti del gusto che hanno animato le proposte gastronomiche della rassegna: ristoratori, pizzaioli, pasticceri e barman racconteranno il proprio mestiere, la creatività e le idee che stanno dietro ai piatti e alle esperienze di questi giorni.

“La cucina italiana senza confini. Un tema che permette di raccontare una tradizione, quella italiana, che non è rimasta immobile ma viva. Fatta di scambi di culture, incroci di vite, senza mai perdere la propria identità” Ha dichiarato Chiara Maci.

Venerdì 30 ottobre la cucina diventerà gesto di solidarietà con “Montecatone nel cuore”, la cena di beneficenza firmata dagli chef Max Mascia del San Domenico di Imola e Simone Finetti di Villa Albertina di Argenta, realizzata in collaborazione con Torrefazione Caffè Gourmet. Una serata in cui cucina d’autore e convivialità saranno al servizio di un progetto a sostegno della Fondazione Montecatone.

“Il Baccanale è il momento più importante dell’ anno per noi ristoratori. La scelta del tema, la costruzione del menu nei nostri ristoranti ma anche le cene che facciamo tutti assieme nella tensostruttura in Piazza Matteotti. Sono momenti di condivisione, di INCONTRI anche tra di noi e tra le nostre cucine. Ognuna con la sua identità ma pronta a mescolarsi e unirsi alle altre” racconta Max Mascia.

“È la prima volta per me a Baccanale e quando mi hanno chiesto di partecipare per me è stato un privilegio e un piacere perché so che è una manifestazione molto sentita, quindi sono stato felice di aver ricevuto questa opportunità. È bello anche tornare a cucinare dopo tanti anni con Max, che è uno chef che stimo moltissimo. Lui è una grande persona e un grande cuoco dal quale ho imparato molto. In poco tempo lui è riuscito a insegnarmi tanto, quindi sono felice di cucinare in questa occasione e sono felice anche di mostrare cos’è diventato Simone dopo tutti questi anni di gavetta in giro per il mondo. Una quattro mani tra San Domenico e Villa Albertina è veramente motivo di grande orgoglio. Non vedo l’ora di cominciare!”, dichiara Simone Finetti.

“Per noi della Torrefazione Gourmet è un grande onore affiancare la Fondazione Montecatone per questo importante evento. “Montecatone nel Cuore” non è solo il titolo della serata, ma un invito a tutti gli imolesi a sostenere l’Istituto di Montecatone quale eccellenza sanitaria del nostro territorio, ma anche ad aiutare la Fondazione Montecatone nei suoi progetti di reinserimento sociale e lavorativo dei pazienti. Sono felice che al nostro appello abbiano da subito aderito due importanti chef come Max Mascia e Simone Finetti, ma anche altri sponsor e fornitori come la Tenuta Umberto Cesari e DRINNK”, dichiara Carlo Alberto Asioli, titolare Torrefazione Gourmet.


Domenica 1 novembre prenderà il via il ciclo “Il cibo incontra”, il format che mette la gastronomia in dialogo con personalità e discipline diverse. Ad aprirlo sarà Chiara Valerio, scrittrice, saggista e conduttrice radiofonica, che si confronterà con il professore Massimo Montanari sulla dimensione politica e sociale del cibo, leggendo la cultura gastronomica come metafora della democrazia e della mentalità italiana.

Il viaggio del Baccanale è solo all’inizio, e già la città ne respira l’energia: profumi che arrivano da luoghi lontani, saperi che dialogano con tradizioni locali, immaginari che si trasformano in esperienze condivise. “Un mondo di spezie” continua a intrecciare culture, storie e sapori, ricordando che ogni aroma è un invito ad attraversare confini, ad ascoltare e a lasciarsi sorprendere. E Imola, ancora una volta, ne è il palcoscenico più autentico.

 

Baccanale 2026 è realizzato con il contributo di Consorzio Con.Ami - Progetto Terre&Motori, Territorio Turistico Bologna-Modena e la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola e il prezioso supporto degli Sponsor: Gruppo Eurovo, CLAI, Cefla, AspiagService - Despar, SIMEI, La BCC Ravennate forlivese e imolese, CANNAMELA, Confcommercio ASCOM Imola, CNA Imola Associazione Metropolitana, ASSIMPRESE SOC. COOP., Confesercenti del territorio imolese, ITALIQA, Torrefazione Caffè Gourmet, Ricci Bus, Frantoio Valsanterno, Unconventional Events – Monsterland

 

 

Per ulteriori informazioni: baccanaleimola.it


Il Sole 24 Ore e Città di Torino presentano STATI GENERALI DELLA CULTURA 2026 Geografie Culturali

 


Auditorium grattacielo Intesa Sanpaolo

Corso Inghilterra 3, Torino

Mercoledì 4 novembre 2026, 9:30 – 13:00

 

Evento in presenza e online

Per informazioni e iscrizioni: 24oreventi.com/sgctorino2026

 

La cultura ridisegna la geografia dell’Italia, facendo emergere nuovi luoghi, comunità ed esperienze capaci di trasformare i territori.

A queste nuove geografie è dedicata l’edizione 2026 degli Stati Generali della Cultura, promossi dal Gruppo Il Sole 24 ORE e Città di Torino, in collaborazione con Fondazione per la Cultura Torino e nell'ambito del percorso di Candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033, in programma mercoledì 4 novembre, dalle 9:30 alle 13:00, presso l’Auditorium del Grattacielo Intesa Sanpaolo.

L’appuntamento, dal titolo “Geografie Culturali”, riunirà istituzioni, artisti, operatori e rappresentanti delle imprese.

Accanto ai grandi poli e alle città d’arte, emergono infatti nuovi luoghi di produzione culturale, distretti creativi, comunità e territori che sperimentano modelli innovativi di partecipazione e valorizzazione del patrimonio. Una trasformazione che coinvolge l’intero Paese e rende la cultura una leva per la crescita economica, la coesione sociale e l’attrattività dei territori.

 

Il programma torinese tradurrà questo scenario in un confronto tra esperienze e settori diversi: dalle città come laboratori di politiche culturali alla rigenerazione dei territori, fino alle reti tra istituzioni, imprese e comunità. Tra i temi affrontati, la candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033, l’accessibilità dell’arte, la capacità della cultura di fare sistema e il futuro della musica italiana. I lavori si apriranno alle 9:30 con i saluti istituzionali di Stefano Lo Russo, Sindaco della Città di Torino, e Federico Silvestri, Amministratore Delegato del Gruppo Il Sole 24 ORE.

Alle 10:00, lo scrittore e fumettista Matteo Bussola sarà protagonista della conversazione “Scrivere con le immagini, disegnare con le parole”, dedicata al mestiere di raccontare e alle possibilità espressive nate dall’incontro tra linguaggi visivi e scrittura.

Alle 10:20, il panel “Le geografie di una capitale europea della cultura” metterà a confronto Chiara Bobbio, Dirigente della Divisione Cultura, Archivio, Musei e Biblioteche della Città di Torino, Paola Borrione, Presidente e Head of Research della Fondazione Santagata, Marina Chiarelli, Assessore alla Cultura, Pari opportunità, Politiche giovanili Regione Piemonte, Rosanna Purchia, Assessora alla Cultura del Comune di Torino, ed Elvira Rilova, Responsabile della Dimensione Europea e Internazionale nella candidatura di Las Palmas de Gran Canaria 2031. Modera Agostino Riitano, Direttore della candidatura della Città di Torino a Capitale Europea della Cultura per il 2033.

Alle 11:00, il visual talk “L’arte è di tutti” vedrà dialogare Alice Pasquini, artista visiva, ed Elisabetta Roncati, Digital Content Creator, autrice e co-founder di Art Nomade Milan. A seguire, Alessandra Scaglioni, Responsabile Programmi di Radio 24 e Podcast del Gruppo Il Sole 24 ORE, approfondirà il tema “Come si racconta l’arte che si vede”.

Alle 11:25, il confronto “Imprese, territori e progetti: quando la cultura fa sistema” coinvolgerà Licia Mattioli, Presidente di Consulta Torino, Ermete Realacci, Presidente della Fondazione Symbola, Bruno Sconocchia, Presidente di AssoConcerti, e Francesca Velani, Vicepresidente e Direttrice Cultura e sostenibilità di Promo PA Fondazione. Il panel sarà arricchito da una case history di Italgas.

Alle 12:25 Enzo Mazza, CEO FIMI – Federazione Industria Musicale Italiana porterà sul palco un tema quanto mai attuale: AI e industria creativa: le nuove regole del gioco.

Alle 12:35, il panel “Il futuro della musica italiana” riunirà Andrea Miccichè, Presidente di NUOVO IMAIE, Massimiliano Pani, discografico, editore e produttore musicale, e un rappresentante di Spotify. Modera Frank Pagano, contributor del Sole 24 Ore, advisor e autore. La chiusura dei lavori è prevista alle 13:00.

Con “Geografie Culturali”, gli Stati Generali della Cultura 2026 tornano a interrogarsi sulle mappe materiali e simboliche che connettono persone, luoghi e linguaggi, offrendo uno spazio di confronto sulle politiche e sulle progettualità capaci di rendere la cultura una risorsa condivisa e un motore di sviluppo.

 

Gli Stati Generali della Cultura – Torino sono a cura de Il Sole 24 Ore e Città di Torinoin collaborazione con Fondazione per la Cultura Torino e nell'ambito del percorso di Candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033. Main Partner dell’evento sono Intesa Sanpaolo, Italgas e SIAE.

Per informazioni e iscrizioni: 24oreventi.com/sgctorino2026.


TENUTA MALAVASI AL MERANO WINEFESTIVAL: IL LAGO DI GARDA TRA TRADIZIONE E RICERCA ENOLOGICA

 




Una masterclass il 6 novembre mette a confronto tre interpretazioni della Turbiana e un rosso

da Petit Verdot in purezza, raccontando le due anime produttive della cantina gardesana

Milano, xx ottobre 2026 - Dalla Turbiana, vitigno simbolo del Lugana, al Petit Verdot, varietà internazionale tradizionalmente associata ai grandi vini rossi strutturati: Tenuta Malavasi - realtà vitivinicola del Basso Garda - porta al 35° Merano WineFestival un percorso di degustazione che racconta due diverse espressioni del territorio del Lago di Garda, tra identità varietale e ricerca enologica.

Venerdì 6 novembre 2026, dalle ore 15:00 alle 16:00, la cantina sarà protagonista della Masterclass “Tenuta Malavasi e le sue peculiarità enoiche sul Lago di Garda”, in programma presso l’Hotel Terme Merano. L'incontro offrirà a professionisti del settore, giornalisti e appassionati l'occasione di approfondire la filosofia produttiva dell'azienda attraverso quattro etichette rappresentative del suo percorso enologico.

La degustazione, con la partecipazione di Daniele Malavasi, Günther Hölzl e Matteo Bernabei, metterà in dialogo tre vini Lugana DOC a base di Turbiana e un rosso ottenuto da Petit Verdot in purezza: Camilla Lugana DOC 2025, San Giacomo Lugana DOC 2025, Hottone Lugana Riserva DOC 2023 e Mulinero 2017.

Il primo percorso di degustazione sarà dedicato alla Turbiana, varietà che identifica il Lugana e ne esprime il legame con il paesaggio vitivinicolo gardesano. Camilla, San Giacomo e Hottone Lugana Riserva offriranno tre interpretazioni dello stesso vitigno: dalla freschezza e dall'espressione varietale delle versioni DOC fino alla maggiore struttura e complessità della Riserva, per approfondire le diverse possibilità espressive della denominazione.

Accanto alla tradizione del Lugana, la masterclass proporrà una prospettiva meno convenzionale sul territorio attraverso Mulinero 2017, un vino rosso da Petit Verdot in purezza. Una scelta produttiva che riflette la volontà di Tenuta Malavasi di esplorare le potenzialità di una varietà internazionale in un contesto enologico diverso da quelli ai quali è tradizionalmente associata, contribuendo a definire un'identità aziendale riconoscibile.

Il confronto tra questi quattro vini diventa così un'occasione per leggere il territorio del Garda da due prospettive complementari: da un lato, la valorizzazione di un vitigno profondamente legato alla denominazione Lugana; dall'altro, la ricerca di nuove espressioni attraverso il Petit Verdot. Un dialogo che mette al centro la diversità delle scelte enologiche e il rapporto tra vitigno, territorio e visione produttiva.

 

Tenuta Malavasi: identità gardesana e visione contemporanea

La partecipazione al Merano WineFestival rappresenta per Tenuta Malavasi un'opportunità di confronto con il panorama enologico italiano e internazionale e un momento per condividere il lavoro svolto sul patrimonio vitivinicolo del Basso Garda.

La cantina, con sede a Pozzolengo, in provincia di Brescia, è specializzata nella valorizzazione della Turbiana e della denominazione Lugana DOC. La filosofia produttiva si fonda su sostenibilità agricola, vinificazioni poco invasive e attenzione all'identità territoriale. Accanto alle tre etichette Lugana — Camilla, San Giacomo e Hottone Riserva — la ricerca aziendale si estende al Petit Verdot, dando vita a interpretazioni che ampliano il racconto enologico del territorio gardesano.

Attraverso la masterclass di Merano, Tenuta Malavasi propone quindi un percorso che supera la lettura del Garda attraverso un'unica varietà, mettendo in evidenza la possibilità di coniugare tradizione, sperimentazione e personalità produttiva.

 

INFORMAZIONI SULLA MASTERCLASS

Manifestazione: 35° Merano WineFestival

Titolo: Tenuta Malavasi e le sue peculiarità enoiche sul Lago di Garda

Data: venerdì 6 novembre 2026

Orario: 15:00–16:00

Luogo: Hotel Terme Merano

 

La degustazione sarà condotta con la partecipazione di Daniele Malavasi, Günther Hölzl e Matteo Bernabei e prevede quattro etichette rappresentative del percorso produttivo della cantina:

 

•          Camilla Lugana DOC 2025

•          San Giacomo Lugana DOC 2025

•          Hottone Lugana Riserva DOC 2023

•          Mulinero 2017

 


IL COLLI EUGANEI DOC TORNA A MILANO

 


Appuntamento il 4 novembre con FISAR per un viaggio sensoriale tra i rossi di origine bordolese e i prodotti tipici del territorio euganeo

 

I vini rossi della DOC Colli Euganei tornano protagonisti a Milano. Mercoledì 4 novembre 2026, l’Andreola Hotel (Via Domenico Scarlatti, 24) ospiterà una giornata di degustazioni esclusive grazie alla collaborazione con FISAR Milano. L'evento, dedicato sia agli operatori del settore che agli appassionati, offrirà un focus unico sulle eccellenze nate dalle storiche uve bordolesi coltivate sui Colli Euganei fin dalla prima metà dell’Ottocento. Il programma si articolerà in due momenti distinti: dalle ore 15:30 (riservato a stampa e operatori HORECA), sessioni di assaggio dedicate ai professionisti del settore. Dalle ore 18:30 (aperto al pubblico), via al Walk-around Tasting. Una degustazione diffusa che vedrà la partecipazione diretta dei produttori euganei, ideale per esplorare le diverse sfumature stilistiche e territoriali della denominazione. Il momento centrale della serata scatterà alle ore 21:00 con una Masterclass esclusiva. Il Sommelier Maurizio Spinelli e il Presidente del Consorzio di Tutela Vini Colli Euganei, Gianluca Carraro, guideranno i partecipanti in un approfondimento tecnico per analizzare le potenzialità evolutive e il profilo organolettico di questi grandi vini.

 

Ad accompagnare i banchi d'assaggio ci sarà una selezione gastronomica d'eccellenza, studiata per valorizzare i prodotti iconici del territorio. Gli ospiti potranno degustare il Prosciutto Crudo Veneto DOP, i formaggi Grana Padano DOP e Asiago DOP e l'olio extravergine di oliva di alta qualità grazie alle etichette EVO Olivalto e EVO Moonlight.

Il legame tra viticoltura e ambiente è il vero segreto dei vini della DOC Colli Euganei, una zona recentemente riconosciuta come Riserva della Biosfera MAB Unesco. Prodotti da uve Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Carménère, questi vini si distinguono per il colore rosso rubino e una firma stilistica moderna: intensi e robusti, ma capaci di mantenere freschezza e sapidità, con un bouquet che spazia dai frutti rossi fino a note di tabacco, spezie e tostatura.

 

Apertura al pubblico: dalle 18:30 alle 23:00 – evento a pagamento (da 20€ a 50€) con prenotazione obbligatoria entro il 31 ottobre 2026. Il ricavato della partecipazione verrà devoluto in beneficenza.

 

Per informazioni e prenotazioni: www.fisarmilano.org

 

 


MERANO WINEFESTIVAL 2026, L’ITALIA DEL VINO DA NORD A SUD TRA PREMI, VERTICALI E MASTERCLASS

 

IMMAGINI ALLESTIMENTO MOSTRA HERMANN NITSCH: AZIONE E PENSIERO