blogazzurro

blogazzurro

giovedì 24 settembre 2026

Il presidente della Repubblica apre Terra Madre: «La biodiversità è un patrimonio gigantesco che protegge la salute umana, connota l'ambiente e la nostra vita. Siamo chiamati a una grande alleanza che ci veda impegnati per la pace tra i popoli»

 


La cerimonia oggi al Teatro Regio di Torino. Nappini ai 1500 delegati:

«Siete la prova che esiste un’altra idea di mondo»

 

 

«La biodiversità è un patrimonio gigantesco che protegge la salute umana, connota l'ambiente e la nostra vita. È un patrimonio che ci interpella: la molteplicità genetica ha permesso al genere umano di svilupparsi nei millenni. Senza responsabilità, senza cura di questa ricchezza, l’uomo può comprimerla fino a distruggerla, e a distruggersi. La biodiversità è sfida cruciale per il futuro». Con queste parole, pronunciate durante la cerimonia di inaugurazione di Terra Madre Salone del Gusto 2026, il presidente della Repubblica Italiana ha aperto la 16esima edizione dell’evento internazionale più importante dedicato al cibo e alle politiche agricole, nel centro di Torino dal 24 al 27 settembre.

 

«Carlo Petrini – ha aggiunto il presidente della Repubblica Italiana – l’ha descritta molto bene come “la chiave della nostra sopravvivenza”. È una responsabilità per la quale si deve operare sia dalla base, attraverso la partecipazione popolare, sia dal vertice delle istituzioni nazionali e sovranazionali. Se oggi pure tacciono molti di coloro che fino a ieri irridevano l’allarme per i cambiamenti in atto, il declino si presenta ugualmente inarrestabile in assenza di urgenti iniziative. Arcigola, Slow Food, Salone del Gusto, Terra Madre sono altrettante pagine di un libro che ha saputo unire tradizione e creatività, come rispetto, conoscenza, riscoperta e attualizzazione delle radici. Il futuro non può, non deve essere azzerato da un presente che si faccia onnivoro. Siamo quindi chiamati, coltivatori, allevatori, pescatori, cuochi, gastronomi, consumatori, a una grande alleanza, a una comunità del cibo che, insieme, ci veda impegnati per la pace tra i popoli. Alla terra occorre voler bene. È un modo per voler bene a noi stessi e a chi verrà dopo di noi. L’agricoltura è un comparto chiave, va sviluppata e difesa. Ne va, ed è persino ovvio nella sua semplicità, del futuro del genere umano. Auguri a Terra Madre Salone del Gusto: saranno giorni di incontro, di conoscenza, di riflessione per tante persone. Un’occasione per seminare ancora. Chi conosce la terra sa bene che non bisogna mai smettere di seminare, anche nei momenti difficili».

 

«Anche se vi accuseranno di essere sognatori o ingenui, siate e coltivate la diversità: perché significa credere in un’altra idea di mondo, un mondo nel quale il cibo buono, pulito e giusto è un diritto di tutte e tutti. Un mondo nel quale l’acqua, la terra, l’aria, le piante e gli animali, cioè le basi biologiche della vita, sono sacre e come tali rispettate» ha affermato la presidente di Slow Food Italia Barbara Nappini. L’edizione, come evidenziato nel titolo della manifestazione Biodiversity - Be diversity, che quest’anno celebra in modo particolare e in tutte le sue forme la biodiversità, tema su cui Slow Food lavora da quarant’anni: non solo come diversità agricola di varietà vegetali e razze animali, ma anche come ricchezza sociale e culturale. Una biodiversità che è garanzia di vita e di benessere. «Siate e coltivate diversità – ha aggiunto Nappini – perché vi condurrà a costruire dove c’è distruzione, ristabilire equilibrio dove c’è iniquità, portare il bello e il buono dove ci sono brutture, e sfamerà la vostra fame di giustizia e di pace». Poi, rivolgendosi ai 1500 delegati di Terra Madre arrivati a Torino da 120 Paesi e parlando, per loro tramite, ai milioni di contadini, pastori, pescatori, cuochi, artigiani che in ogni angolo del pianeta lavorano avendo cura della terra, ha aggiunto: «Voi siete già la transizione agroecologica che agisce dal basso, la state traducendo in esperienze concrete e collettive, voi siete già un’altra idea di mondo nella quale ci riconosciamo parte del vivente e in cui produrre il cibo quotidiano significa avere cura di Madre Terra e non distruggerla».

 

L’edizione 2026 di Terra Madre Salone del Gusto è la prima senza la presenza del fondatore di Slow Food, Carlo Petrini, scomparso a maggio. «Carlo aveva un dono raro: sapeva far sentire una persona proveniente da una piccola comunità rurale come se la sua voce fosse importante nel plasmare il futuro del mondo – lo ha ricordato il presidente dell’associazione della Chiocciola, Edward Mukiibi, che lo conobbe nel 2008 quando arrivò a Torino come delegato di Terra Madre dall’Uganda –. Ci ha insegnato che ogni comunità, per quanto piccola o remota, custodisce conoscenze che il mondo non può permettersi di perdere. Oggi siamo qui perché il mondo ha bisogno della nostra voce e delle nostre azioni collettive, siamo qui per rifiutare la fame, l'ingiustizia, i nazionalismi, la guerra e la distruzione della biodiversità, fondamento della nostra vita. E soprattutto siamo qui perché crediamo che il cibo possa essere una forza di trasformazione. Il futuro che vogliamo sarà realtà quando le persone si riapproprieranno del potere di produrre cibo, proteggere i semi, condividere conoscenze e prendersi cura della biodiversità». 

 

Nel corso della cerimonia è intervenuto il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio. «Oggi è un giorno bellissimo e difficile insieme – le sue parole –. Bellissimo perché Terra Madre e il Salone del Gusto sono una festa che torna nel centro della città. È un giorno di dolore perché manca la presenza fisica di Carlin Petrini, ma c'è la sua presenza emotiva e ideale molto forte che ci porta a guardare con fiducia al futuro e ai giovani. Credo che da questa edizione di Terra Madre, alla presenza del presidente della Repubblica che da sempre richiama la fiducia dei giovani, possa davvero arrivare un’iniezione di speranza e di fiducia nei giovani e nel futuro».

 

«La presenza del presidente della Repubblica per Terra Madre è motivo di grande orgoglio per la nostra città. In questi anni, questa manifestazione ha creato legami tra persone e comunità di ogni parte del mondo –  ha sottolineato il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo –. Torino è diventata la loro casa, il luogo in cui tornare per ritrovarsi. Qui arrivano persone da Paesi diversi. Portano con sé culture, tradizioni, storie. Terra Madre dà una risposta concreta: crea occasioni per conoscersi e confrontarsi. Quando queste storie si incontrano, nessuno perde la propria: tutti ne escono più ricchi. Oggi, qui, è impossibile non pensare a Carlin Petrini: ci ha insegnato che un’idea può nascere in un luogo preciso, mettere radici e poi parlare al mondo. Terra Madre è la prova vivente di quella visione».

 

Anche Re Carlo d’Inghilterra, in un messaggio letto dall’ambasciatore del Regno Unito in Italia, Stephen Hickey, ha ricordato il fondatore di Slow Food. «Tutti i miei incontri con Carlo hanno significato moltissimo per me. La sua passione, la sua ardente umanità e il suo umorismo mi hanno sempre risollevato il morale e, come per tanti altri, mi mancherà la sua presenza vitale e insostituibile più di quanto possa mai esprimere a parole». La lettera di Re Carlo d’Inghilterra, nella quale si sottolinea di Petrini «il buon senso, l’umanità e i valori civili in un mondo che ne ha così disperatamente bisogno», si chiude con queste parole: «Sebbene Carlo ci abbia lasciati, la sua eredità rimane più viva che mai. Il suo invito a partecipare al primo incontro di Terra Madre, nel 2004, si è rivelato indimenticabile sotto ogni aspetto e mi ha profondamente colpito. Ora, a più di vent’anni di distanza, la missione del movimento Slow Food sembra più centrale e urgente che mai. Mi rincuora enormemente che l’incontro di quest’anno si concentri sulla biodiversità come fondamento della Natura. La biodiversità è alla base non solo del cibo buono, pulito e giusto per il quale tutti voi lavorate instancabilmente, ma anche dell’armonia essenziale da cui dipendono tutta la vita e la prosperità. In questi giorni trepidi e ricchi di sfide, non posso che esortarvi a rimanere ambiziosi e pieni di speranza, ricordando l’esortazione di Carlo: “Chi semina utopia, raccoglie realtà”. Prego affinché lo spirito di Carlo vi guidi e che le vostre riflessioni portino abbondanti frutti».

 

Prima della cerimonia inaugurale, Barbara Nappini ed Edward Mukiibi hanno incontrato il presidente della Repubblica Italiana. Nell’occasione, Nappini e il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida gli hanno consegnato gli Atlanti dell’Arca del Gusto, l’ultimo visionario progetto del fondatore Carlo Petrini, il cui sogno era proprio quello di donarli al presidente della Repubblica Italiana. Composto da 18 volumi illustrati, organizzati su base regionale e geografica, racchiude varietà vegetali, razze animali, pani, formaggi, salumi, dolci a rischio estinzione: 1450 prodotti da salvare che rappresentano, per dirla con le parole del fondatore di Slow Food Carlo Petrini «semi di futuro, possibilità per costruire un mondo migliore». 

Mukiibi ha consegnato al presidente, a nome della rete globale della Chiocciola, una lettera che raccoglie le speranze, le preoccupazioni e le aspirazioni di milioni di persone che credono in un cibo buono, pulito e giusto per tutti. «Gli ho chiesto di aiutarci a portare il nostro messaggio oltre queste mura, perché le sfide che affrontiamo oggi non si fermano ai confini nazionali. Affrontare le crisi del nostro tempo richiede una leadership globale, ma deve partire dall'ascolto delle persone che ne subiscono direttamente le conseguenze. Insieme ricordiamo ai leader politici di tutto il mondo che la pace, la giustizia alimentare e la tutela della biodiversità sono scelte politiche» ha sottolineato il presidente di Slow Food.  

 

Durante la cerimonia inaugurale sono intervenuti quattro delegati di Terra Madre, in rappresentanza di tutta la rete internazionale di Slow Food: Ireri Elisa Origel Rodriguez dal Messico, Mohamed Abdikadir Somo dalla Somalia, Xu Kung-Lien da Taiwan, e Yuliia Pitenko dall’Ucraina.

Vino, Castello del Terriccio fa incetta di premi Lupicaia 2021 con 98/100 nei Top 100 Wines of Italy 2026 di James Suckling e nella Guida Essenziale ai Vini d’Italia di DoctorWine.

 



5 Grappoli Bibenda alle annate 2021 di Lupicaia e Castello del Terriccio

Nuovi importanti riconoscimenti per i vini di Castello del Terriccio: Lupicaia 2021 è stato premiato con 98 punti da parte della testata internazionale jamessuckling.com, che l’ha incluso nella Top 100 Wines of Italy 2026 di James Suckling (47° posto), la selezione che ogni anno riunisce i migliori vini italiani individuati dalla redazione attraverso migliaia di degustazioni. Lupicaia 2021 è stato inoltre inserito nella “Guida Essenziale ai Vini d’Italia” di DoctorWine by Daniele Cernilli, con il punteggio di 98/100. Infine, Lupicaia 2021 e Castello del Terriccio 2021 hanno conquistato i 5 Grappoli BIBENDA 2027, massimo riconoscimento attribuito dalla Guida Bibenda, il “Libro Guida ai Migliori Vini d’Italia”.

Vittorio Piozzo di Rosignano, alla guida di Castello del Terriccio, commenta: “Questi riconoscimenti rappresentano un’importante conferma del lavoro che portiamo avanti da anni, con rigore e continuità, sia in vigneto sia in cantina. Un lavoro che ci consente di ottenere risultati soddisfacenti anche in un contesto esterno complesso e in una fase in cui il settore sta affrontando diverse sfide. Per quanto riguarda l’ultima vendemmia, il 2026 è stato un anno impegnativo, caratterizzato dalla scarsità di precipitazioni e da temperature elevate. Nonostante queste condizioni, il nostro territorio ha dimostrato ancora una volta la propria particolare vocazione. La posizione ventilata dei vigneti, insieme a un’attenta gestione agronomica e delle risorse idriche, ci ha permesso di arrivare alla vendemmia con uve perfettamente sane e con buoni livelli di acidità e zuccheri. Ci aspettiamo quindi di ottenere vini di grande interesse, capaci di esprimere profondità, struttura ed equilibrio”.

Lupicaia, punta di diamante della tenuta, nasce nel 1993 e proviene dall’omonimo vigneto, una delle aree più vocate della proprietà. È prodotto prevalentemente da Cabernet Sauvignon con Petit Verdot, e si distingue per struttura, complessità e capacità di evoluzione nel tempo. La selezione manuale delle uve e l’affinamento in legno sono parte integrante di un processo produttivo orientato alla precisione e alla profondità espressiva.

Castello del Terriccio, prodotto per la prima volta nel 2000, occupa a sua volta un posto centrale nell’identità enologica della Tenuta. Insieme a Lupicaia, rappresenta una delle etichette attraverso cui Castello del Terriccio ha costruito nel tempo una presenza riconoscibile nel panorama del vino italiano, esprimendo le caratteristiche di un territorio collinare affacciato sulla costa toscana.

Completano il quadro di vini rossi di Castello del Terriccio Tassinaia, corposo e complesso, prodotto con taglio bordolese e maturato in botte per circa 20 mesi, e Gian Annibale, nato come omaggio al Cavalier Gian Annibale Rossi di Medelana ed espressione della valorizzazione del vitigno Petit Verdot.

Informazioni su Castello del Terriccio

Immerso tra colline di leccio, macchia mediterranea e vigneti che degradano dolcemente verso il mare, a Castellina Marittima (a un’ora da Pisa e a circa 15 minuti dalla spiaggia più vicina), Castello del Terriccio evoca un angolo di Toscana dove natura, storia e vino si fondono in perfetta armonia. Arroccata su una collina, la tenuta domina un paesaggio incantato profumato di erbe spontanee e brezza marina, dove nelle giornate limpide l’arcipelago toscano si staglia all’orizzonte. Oggi la tenuta produce vini di qualità straordinaria — tra cui il celebre Lupicaia (prodotto dal 1993), potente ed elegante dopo oltre 22 mesi di affinamento in tonneaux — insieme a vini importanti come Tassinaia (prodotto dal 1992), Castello del Terriccio e il più recente Gian Annibale. Alla guida della tenuta c’è Vittorio Piozzo di Rosignano, la cui famiglia custodisce Castello del Terriccio da oltre un secolo. Sotto la sua visione, la proprietà si è affermata come un punto di riferimento dell’eccellenza toscana, dove patrimonio, paesaggio e viticoltura sono preservati con cura straordinaria. www.terriccio.it

PAV - Parco Arte Vivente presenta TEATRUM BOTANICUM 2026 Fermenti a cura di Rosita Ronzini

 



Il Comune di Quargnento presenta la mostra CARLO CARRÁ, ENZO CACCIOLA, @parallel.fbx Dal Novecento al contemporaneo: il colore diventa materia e I.A.