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sabato 4 luglio 2026

URBAN ASSASSINERIA APRE A MILANO

 



L’anima croccante di Bari conquista Milano. I fondatori Celso Laforgia e Michele Salvati aprono URBAN ASSASSINERIA, il nuovo tempio meneghino degli Spaghetti all'Assassina.

Milano, 30 giugno 2026– Il panorama gastronomico milanese si prepara ad accogliere un'ondata di puro fuoco e sapore pugliese. Apre ufficialmente i battenti a Milano, dopo il collaudato esordio del 2021 di Bari, Urban Assassineria, l'atteso progetto culinario nato dalla sinergia tra lo Chef Celso Laforgia e Michele Salvati. Un locale che promette di diventare il nuovo punto di riferimento per gli amanti dei sapori veraci e della tradizione culinaria del Sud, riletta con eleganza e tecnica contemporanea.

Al centro del palcoscenico di Urban Assassineria c'è un protagonista assoluto: lo Spaghetto all'Assassina. Nata a Bari a cavallo tra gli anni '60 e '70, questa ricetta è un capolavoro di genialità e recupero. Crudi e cotti direttamente in una padella di ferro nero, risottati in un denso brodo di pomodoro concentrato e peperoncino, questi spaghetti si distinguono per la loro consistenza unica, croccante e deliziosamente bruciacchiata. Un piatto dal fascino ruvido e irresistibile, consacrato a livello mondiale dall'attore hollywoodiano Stanley Tucci che durante la sua celebre docuserie "Searching for Italy", è rimasto letteralmente folgorato da questa preparazione, tanto da portare  lo chef Laforgia e la sua Assassina fuori dai confini pugliesi, consacrandolo nell'olimpo della gastronomia internazionale.

«Portare l'autentico Spaghetto all'Assassina a Milano non è solo una sfida gastronomica, è una vera e propria missione culturale," dichiara lo Chef Laforgia. "Ho lavorato anni per affinare la tecnica senza mai snaturare l'essenza di questo piatto. Il segreto è tutto nel controllo del fuoco e nell'ascolto della padella: devi sentire la voce del pomodoro che “chiacchiera” e accarezzare gli spaghetti pian piano con un gesto ritmico e delicato. Voglio che i milanesi chiudano gli occhi e, assaggiando quel 'bruciacchiatello' perfetto, si sentano immediatamente trasportati tra i vicoli di Bari».

Al fianco dello Chef c'è Michele Salvati, prima amico d’infanzia e poi anima organizzativa del progetto, che ha curato l'accoglienza e l'identità del locale per garantire un'esperienza a 360 gradi.

«Quando con Celso abbiamo iniziato a immaginare Urban Assassineria, avevamo un obiettivo molto chiaro in mente: creare un luogo che sapesse di casa, ma che avesse il respiro e l'eleganza di una città cosmopolita come Milano," aggiunge Michele. "Milano è una piazza esigente, che sa riconoscere e premiare la qualità e l'autenticità vera, quella senza compromessi. Accogliere i nostri ospiti, farli sedere alla nostra tavola e farli innamorare perdutamente della nostra tradizione è l’obiettivo che vogliamo raggiungere».

La filosofia alla base di questa scelta è chiara: mantenere intatta la base semplice e riconoscibile di questo piatto iconico ma giocare con abbinamenti creativi e inediti, capaci di sorprendere senza mai tradirne l’anima originale.

Proprio seguendo questo spirito, e per celebrare l'arrivo in città, «che è la seconda provincia della Puglia» ironizza lo chef, si è deciso di dedicare a Milano due versioni esclusive dai nomi fortemente cinematografici ed evocativi: «"Milano Calibro 9"che unisce la dolcezza del datterino giallo a un croccante pane abbrustolito in burro chiarificato al profumo di limone, erbette e salvia in pastella, rimandando il ricordo alla panatura della cotoletta alla milanese;  "Milano Rovente", un vero e proprio abbraccio culinario tra Nord e Sud, spaghetti alle cime di rape, stracotto di ossobuco (sedano, carote cipolla, burro e salvia) cotto 8 ore con fonduta di taleggio allo zafferano».

Non possono mancare nella narrativa dello chef Laforgia il bao che nel menu troviamo in diverse versioni: brasciola, bombetta, rape e parmigiana e due bao con forte ispirazione milanese: bao con Cotoletta alla milanese e bao Risotto allo zafferano con «crocchè di riso servito con fonduta di grana e zafferano.»  Il suo personale omaggio al risotto al salto.

Anche gli antipasti e i dolci parlano pugliese: «i crostini squadrati, fatti con l’impasto del tarallo, sono serviti con stracciatella, capocollo, pomodoro secco, braciola e cime di rape. Vogliamo sorprendere poi con la nostra rivisitazione del tiramisù qui, al posto dei savoiardi, abbiamo pensato alle fette di pane di Altamura, fragrante e croccante e una spiccata nota di lievito. Giocando poi con allusione abbiamo: La monaca di Monza. La classica Tetta della monaca con impasto al caffè e crema chantilly alla mandorla, proprio a ricordare il caffè leccese. Non mancano spumoni, semifreddi a base di olio di oliva e ovviamente, il re: il pasticciotto».

Oltre agli spaghetti all’Assassina, il menu propone un viaggio nella cultura enogastronomica pugliese, dove piccoli e selezionati produttori sono i testimoni della ricchezza di questa terra. Dall’olio ai vini naturali e biologici, agli amari, fino alla ormai famosa birra Raffo tutto sa di mare, di terra e di accoglienza tipicamente italiana.

«Quando entri da Urban Assassineria, stai mettendo i piedi in Puglia e ti devi sentire a casa!».

 

 

 

URBAN ASSASSINERIA

Corso di Porta Romana 131 (MM Porta Romana) 

orari estivi: aperto solo a cena dalle 18.00 alle 23.00

Giorno di chiusura: domenica

Da settembre l’apertura sarà anche a pranzo

www.urbanassassineria.com


venerdì 3 luglio 2026

ROBOT torna al Parco Archeologico di Kainua: il 10 luglio il concerto del percussionista iraniano Mohammad Reza Mortazavi nell’Acropoli etrusca

 

FOOD & DRINK / ORGOGLIO CAMUNO

 



Nella Guida delle birre 2026-2027 di Slow Food

per la prima volta un pub della Valle Camonica:

"Faustino, l'assicurazione italiana contro la grande sete" di Bienno

riconosciuto ‘Locale Eccellente’


Aperto a fine 2024, è una vera e propria "taverna belga" d'avanguardia ispirandosi al locale omonimo di Eizeringen, fra i ‘templi’ della birra

più famosi al mondo. Con la benedizione del ‘guru’ Lorenzo “Kuaska" Dabove. Anche l’atmosfera è tipica, con la Buchetta della Birra, ispirata

alle storiche buchette del vino fiorentine

e reinterpretata in chiave brassicola.



Bienno (BS). Il Pub "Faustino, l'assicurazione italiana contro la grande sete" di Bienno (BS) è stato inserito nella categoria dei Locali Eccellenti nella Guida delle birre 2026-2027 di Slow Food presentata di recente a Brescia (866 i locali selezionati in tutta italia di cui solo 126 hanno ottenuto l’eccellenza).


Faustino’, vera e propria "taverna belga”, è il primo locale ad ottenere questo riconoscimento in Valle Camonica, confermandosi un punto di riferimento assoluto per gli amanti della birra in territorio camuno. Un traguardo straordinario che riscrive la mappa della cultura brassicola nella zona. Per la birreria di Bienno è un premio conquistato per la dedizione e la qualità della sua proposta. Ecco tutti i dettagli su questo successo.


La Guida alle Birre d’Italia di Slow Food, che compie 30 anni, seleziona e recensisce i migliori produttori e luoghi di spillatura del Paese. Il titolo di "Locale Eccellente" non viene assegnato semplicemente a chi vende buona birra, ma misura la cura nella conservazione e nel servizio (temperature, pulizia delle linee, scelta del bicchiere corretto), la selezione delle referenze (che sia attenta, identitaria e di altissimo livello), la capacità del personale di fare cultura del prodotto, guidando il cliente nella scelta.


In Valle Camonica, area storicamente più legata al vino (IGT Valcamonica) e alla ristorazione tradizionale, nessun locale era mai riuscito a imporsi a questi livelli nella Guida di Slow Food


Faustino’ è considerato ‘un faro belga’ nel cuore di Bienno.

Aperto a dicembre 2024 da Fausto Fontana, ispirato anche dall’amico Lorenzo “Kuaska" Dabove, un vero guru nel settore, il Pub si trova nel centro storico del suggestivo borgo medievale, in via Romanino 1. Già il primo anno si era imposto come una vera e propria "taverna belga" d'avanguardia, diventando Club Chimay e Ambasciatore Orval (titolo assegnato annualmente dalle omonime abbazie trappiste belghe ai locali e ai ristoranti che si distinguono per la perfetta conservazione, conoscenza e servizio delle celebri birre), Club Pagus, (etichetta prodotta a Rogno, BG, 4 medaglie, di cui 2 d’oro, al Brussels Beer Challenge 2025, dove è stato il birrificio italiano più premiato della competizione. Aveva anche preso il Premio Filiera di SlowFood, che l’ha inserito nella Guida alle etichette di birre imperdibili, e in precedenza l’Oscar Green di Coldiretti).


Il nome stesso del locale, ‘Faustino, l'assicurazione italiana contro la grande sete", ironico e accattivante, dichiara la sua missione: è infatti lo stesso del famoso pub ‘In de Verzekering tegen de Grote Dorst’ ovvero "L'assicurazione contro la grande sete", a Eizeringen, piccolo villaggio in Belgio, nel comune di Lennik, a circa 30 minuti d'auto da Bruxelles, uno dei ‘templi’ della birra più famosi al mondo, specializzato in birre a fermentazione spontanea, come Lambic e Gueuze. ‘Faustino’ lo scoprì durante un viaggio con Lorenzo “Kuaska" Dabove e non ha faticato ad avere subito l'approvazione e la benedizione dei titolari, i fratelli Kurt e Yves Panneels per riprendere lo stesso nome della loro insegna in Italia. Una dichiarazione di forte personalità di cui i clienti trovano conferma nell’esperienza del servizio che consente una immersione totale nella cultura birraria belga. E si può vivere solo qui in tutta la Valle.


La Selezione: ‘Faustino’ vanta una cantina con più di 200 etichette. La proposta spazia dalle iconiche birre Trappiste, fino al mondo acido dei Lambic e del Geuze a fermentazione spontanea, senza dimenticare le produzioni artigianali moderne.

La didattica: Faustino ha fin da subito puntato sulla divulgazione, ospitando masterclass e serate con i massimi esperti del settore (in primis Lorenzo “Kuaska" Dabove).


L’ambientazione d’autore: infine tra gli elementi che rendono unico il locale c'è anche la Buchetta della Birra, ispirata alle storiche buchette del vino fiorentine e reinterpretata in chiave brassicola. Una piccola finestra ricavata nel muro attraverso la quale vengono servite le birre ai clienti, trasformando il gesto della mescita in un'esperienza originale che unisce tradizione italiana, cultura birraria e spirito conviviale. La buchetta è diventata uno dei simboli di ‘Faustino’ richiamando appassionati e curiosi. La cornice artistica è stata progettata e disegnata dall'architetto e designer fiorentino Guglielmo Renzi, che ha trasformato questo elemento della tradizione toscana in un'opera contemporanea perfettamente integrata con la filosofia di ‘Faustino’ e di Bienno, famoso come ‘borgo degli artisti’, dove cultura, design e birra di qualità si incontrano.


Il riconoscimento SlowFood consacra ‘Faustino’ non solo come orgoglio della Valle Camonica, ma in particolare come meta imperdibile per i beer geek di tutta la Lombardia.

Faustino’ sarà poi presente per il debutto della sua prima Gueuze a targa propria alla rassegna nazionale di Rapolano Terme (Siena) in settembre, al Villaggio della birra.

LE BECCHERIE PRESENTA IL NUOVO MENÙ ESTIVO. IL TERRITORIO VENETO TRA MEMORIA E CONTEMPORANEITÀ

 



Con l'arrivo dell'estate, Le Beccherie rinnova la propria proposta gastronomica con un menù che rafforza il dialogo tra territorio, stagionalità e ricerca culinaria.
Un percorso che guarda alle radici della tradizione veneta, attraverso una sensibilità contemporanea, mantenendo al centro la qualità e il rispetto della materia prima, e l'esperienza dell’ospite.

Il nuovo menù nasce dalla volontà di valorizzare eccellenze locali e produzioni identitarie, trasformandole in una narrazione gastronomica che accompagna il cliente lungo un viaggio fatto di sapori riconoscibili, tecnica e memoria.
«Abbiamo voluto dare ancora più spazio ai prodotti del nostro territorio, costruendo un’offerta che unisce tradizione, qualità e attenzione all'esperienza di chi sceglie Le Beccherie», spiega Paolo Lai, titolare del ristorante.

Tra i piatti che meglio raccontano questa filosofia emerge il “Tre baccalà”, interpretazione che rende omaggio a uno dei grandi protagonisti della cucina veneta attraverso tre diverse lavorazioni. Accanto a questa proposta trovano spazio ingredienti simbolo della Marca Trevigiana, come il fagiolo Verdon di Roncade, inserito in una preparazione che vede protagoniste le ostriche.

Particolare attenzione è stata dedicata al servizio, con l'introduzione di preparazioni completate direttamente al tavolo. Una scelta che restituisce centralità al gesto gastronomico e crea un rapporto più diretto tra cucina e ospite. Ne sono esempio gli "Spaghetti Felicetti all'arrabbiata con Parmigiano Reggiano Vacche Rosse”, ultimati davanti al cliente così da valorizzare la dimensione esperienziale della degustazione.

Il menù continua, poi, a raccontare il territorio attraverso piatti che reinterpretano ingredienti e tradizioni locali, come i “Tortelli Zero”, omaggio ai peperoni di Zero Branco, e la "Faraona con pane e peverada”, rilettura di un classico della cucina territoriale.

A chiudere il percorso resta il simbolo più celebre della storia del ristorante: il Tiramisù originale de Le Beccherie, nato proprio qui nei primi anni Settanta e diventato uno dei dessert italiani più conosciuti al mondo.

Completano l'offerta i percorsi degustazione "Noi" e "Beccherie 1962".
Quest'ultimo rappresenta un omaggio alla storia del ristorante e al risotto alla Cima, ricetta ideata da Alba Campeol in occasione della mostra dedicata a Cima da Conegliano nel 1962, testimonianza del legame che da sempre unisce Le Beccherie alla cultura, all'arte e alla tradizione gastronomica veneta.

Con il nuovo menù estivo, Le Beccherie conferma così la propria identità, una cucina che guarda al futuro senza perdere il legame con la propria storia, trasformando il patrimonio gastronomico del territorio in un'esperienza contemporanea e autentica.


L'ESTATE HA IL SAPORE DI GARDA DOC

 


TUTTO PRONTO PER LA QUINDICESIMA EDIZIONE DI VINOVIP CORTINA

 

Summer Fancy Food Show: AFIDOP rafforza la presenza dei formaggi DOP e IGP italiani negli Stati Uniti