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Ci sono territori che restano in secondo piano finché qualcuno non decide di raccontarli davvero.
Dal 11 al 19 maggio, EustachiORA, la degustazione itinerante che anima il quartiere Eustachi di Milano, accende i riflettori sui Colli Tortonesi, portando in città una delle realtà storiche del territorio, Cantine Volpi.
Un progetto che continua a costruire un ponte tra quartiere e territorio, trasformando Milano in punto di incontro per storie, vini e identità diverse. Si cammina tra i locali, si assaggia, si scopre un’esperienza senza formalismi, nata con l’obiettivo di far conoscere e apprezzare il vino in modo autentico e immediato, divulgando la cultura del vino.
Protagonista di questa edizione è una cantina che attraversa oltre un secolo di storia. Cantine Volpi nasce nel 1914, quando Cristina, insieme ai suoi due figli, apre a Tortona l’osteria “Cappel Verde”, iniziando a servire vino a bicchiere. Da lì, un’evoluzione costante, dal commercio negli anni ’30 tra Milano e Genova, alla costruzione delle prime strutture produttive negli anni ’50, fino a diventare un punto di riferimento per il territorio dei Colli Tortonesi.
Oggi, alla guida della quarta e quinta generazione della famiglia, la cantina continua a crescere mantenendo saldo il legame con il territorio e investendo in innovazione, qualità e sostenibilità.
Sono in un’area di confine, tra Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Liguria, un crocevia di influenze che si riflette anche nei vini. I Colli Tortonesi sono una terra fertile e complessa, caratterizzata da suoli argillosi e sedimentari che conferiscono ai vini una marcata sapidità e grande personalità. Qui trovano spazio vitigni storici come Barbera, Cortese, Dolcetto e soprattutto Timorasso, bianco autoctono che negli ultimi anni ha conquistato un ruolo centrale nella scena enologica italiana.
Parte fondamentale di questo percorso è La Zerba, la tenuta di Volpedo acquisita nei primi anni 2000 e oggi cuore produttivo dell’azienda. Un progetto che unisce recupero, ricerca e visione, con vigneti coltivati in biologico e una forte attenzione all’equilibrio tra uomo e natura.
Il risultato sono vini che raccontano il territorio con precisione e coerenza, mantenendo uno stile riconoscibile e contemporaneo.
Un calice, anche questa volta, diventa un modo per attraversare luoghi, storie e generazioni.
EustachiORA continua a essere un itinerario urbano dedicato al vino, accessibile e diffuso, che porta a Milano territori meno scontati e identità da scoprire.
Due tappe, tre calici, un percorso tra i locali del quartiere.
LA DEGUSTAZIONE
1° TAPPA - Polpetta DOC via B. Eustachi,8
Metodo Classico 914 – Pinot Nero Brut
Colli Tortonesi DOC Timorasso Derthona “La Zerba” 2024
2° TAPPA - Sapori Solari via A. Stoppani,11
Colli Tortonesi DOC Timorasso Riserva Derthona “Zerba Antica” 2022
I VINI
Metodo Classico 914 – Pinot Nero Brut
UVE: Pinot Nero
VINIFICAZIONE: Raccolta delle uve esclusivamente a mano in cassetta. I grappoli interi vengono riposti in pressa dove avviene una pressatura soffice. Il mosto fiore viene travasato in vasca d’acciaio dove fermenta a una temperatura controllata di 15°C. FML non svolta.
Rifermentazione a 15°C in bottiglia per circa 30 mesi dove raggiunge 5-6 atmosfere di pressione.
PERIODO DI CONSERVAZIONE: 5 anni (a bottiglia chiusa) 5 giorni (dall’apertura)
Colli Tortonesi DOC Timorasso Derthona “La Zerba” 2024
UVE: Timorasso
VINIFICAZIONE: Uva diraspata e pressata. Fermentazione in vasche di acciaio a temperatura controllata tra 12-15°C. FML non svolta. Batonnage.
AFFINAMENTO cemento
PERIODO DI CONSERVAZIONE:10 anni (a bottiglia chiusa) 3 giorni (dall’apertura)
Colli Tortonesi DOC Timorasso Riserva Derthona “Zerba Antica” 2022
UVE: Timorasso
VINIFICAZIONE: Uva diraspata e pressata. Fermentazione in vasche di acciaio a temperatura controllata tra 12-15°C. FML non svolta. Batonnage.
AFFINAMENTO cemento
PERIODO DI CONSERVAZIONE: 5 anni (a bottiglia chiusa) 3 giorni (dall’apertura)
COME PARTECIPARE:
Sei un privato, acquista il TICKET DEGUSTAZIONE in vendita nella prima tappa €.15,00 \ 2 TAPPE = 3 CALICI + 1 calice sempre disponibile nell’ultima tappa, valido tutta la settimana.
Ogni partecipante potrà scoprire la storia dei vini tramite QR code oppure dialogare direttamente con il personale dei locali.
I locali manterranno i propri orari e giornata di chiusura
EustachiORA continua a essere un ponte tra chi coltiva e chi degusta: un percorso accessibile che porta a Milano territori iconici del vino italiano.
L’obiettivo del distretto? Ribaltare la naturale competizione, puntando invece alla condivisione, unendo commercianti, abitanti della zona, e addetti ai lavori, ognuno con la propria tradizione e particolarità, senza snaturare l’eccellenza di nessuno, ma ribadendo la propria unicità, donando un valore aggiunto alla qualità della vita e al benessere della vita milanese.
Il distretto e le sue strade diventano così il palcoscenico ideale per un percorso a tappe e far incontrare il cittadino con il mondo dell’enologia, accorciando così la distanza con i territori italiani.
Il bancone dedicato e un menu creato sulle preferenze dell’ospite,
da scoprire insieme allo chef. Una cena mai uguale, fatta di dialogo, racconto
e sorpresa.
Milano, 07 maggio 2026 – A partire dal mese di giugno, lo chef
Daniel Canzian propone nel suo ristorante milanese “Dedicato a te”, una nuova
esperienza pensata per vivere lo chef’s table in modo ancora più personale e
coinvolgente.
Per una sera, il bancone in legno che
affaccia sulla cucina viene dedicato a una coppia, una famiglia o un piccolo
gruppo di ospiti. La proposta non è un menu degustazione standard, ma un
percorso costruito su misura: al momento della prenotazione vengono raccolte
alcune preferenze attraverso semplici domande — come “C’è un sapore o un
profumo di cucina che ti riporta a un momento felice?” — così da creare un menu
realmente dedicato e autentico.
Lo chef’s table diventa una piccola scena
aperta sulla cucina: le tende che incorniciano il banco si trasformano in un
sipario calibrato sul numero degli ospiti. Al centro resta il dialogo con lo
chef e con la sua brigata, che accompagnano la cena tra racconti e curiosità.
“Dedicato a te” nasce proprio da questa
idea: una serata in cui gli ospiti non sono spettatori ma interlocutori che
partecipano a un’esperienza pensata per loro, fatta di quella leggerezza che
rende la cucina un momento di piacere e condivisione.
Il percorso prevede un menu di 6 portate
con abbinamento vini o pairing analcolico dedicato ed è disponibile una sola
sera a settimana, su prenotazione. Il prezzo è di 320 euro a persona.
Contatti
DanielCanzian
Ristorante
Via
Castelfidardo angolo San Marco 20121, Milano
Orari
Dal
martedì al sabato dalle ore 12:00 alle ore 15:00 e dalle ore 19:00 alle ore
23:00 – domenica e lunedì chiuso
Info
e prenotazioni
Tel.
+02 63793837
IG @daniel_canzian
Dall’8 all’11 maggio, Milano ospita la prima edizione della Milano Hospitality Week, la nuova iniziativa dedicata all’ospitalità contemporanea nata dall’idea di un gruppo di bartender milanesi e pensata per valorizzare la città come punto di riferimento internazionale per il mondo dell’hospitality.
Dal riconoscimento UNESCO al futuro della cucina italiana nel mondo | ||
11 maggio 2026 | Auditorium Fiera Milano – RHO |
Informazioni praticheData: 11 maggio 2026 L’evento potrà essere seguito in diretta streaming collegandosi www.forumcucinaitaliana.it |
Evento collaterale della 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia
A cura dell’Institut Ramon Llull | Curata da Elise Lammer
L’Institut Ramon Llull presenta Catalonia in Venice: Claudia Pagès Rabal, Paper Tears in occasione della 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia. L’installazione, curata da Elise Lammer, sarà aperta al pubblico dal 9 maggio al 22 novembre presso i Docks Cantieri Cucchini, a San Pietro di Castello
Paper Tears, Claudia Pagès Rabal, Catalonia in Venice 2026. Courtesy of Institut Ramon Llull. Photo by Flavio Coddou
Catalonia in Venice: Claudia Pagès Rabal, Paper Tears è un’installazione che indaga le filigrane della carta come dispositivi simbolici e politici. Attraverso proiezioni laser, uno schermo LED scultoreo e una colonna sonora avvolgente, queste tracce - generate durante il processo di fabbricazione della carta e storicamente legate all’origine e all’autenticità - vengono portate alla luce e interrogate. Il lavoro invita a riflettere su come i sistemi istituzionali di conoscenza e di autorità si siano formati nel tempo, fino a entrare in tensione con il presente.
Le filigrane sono proiettate sulle pareti dello spazio Catalonia in Venice e attivate da un insieme di personaggi eterogenei che le commentano, adottando registri intuitivi più che retoriche istituzionali. Da segni legati al passato, si trasformano progressivamente in forme instabili e ibride, entrando in relazione con realtà contemporanee, mentre i performer attraversano falde acquifere storiche e rotte strategiche dell’acqua in Catalogna.
L’installazione si articola attraverso molteplici punti di vista, sia nella sua dimensione complessiva sia nelle singole voci e componenti sonore, oscillando tra narrazione collettiva ed esperienza individuale. La sua struttura, spaziale e concettuale, si ispira alle reti sotterranee e superficiali di acqua dolce e salata - livelli, maree e flussi - che costituiscono l’ossatura topologica del progetto.
Al centro del lavoro si trova un archivio di filigrane cartarie del XV secolo, conservate presso il Museu Molí Paperer de Capellades (Catalogna). Questi segni, visibili solo in controluce, riflettono un interesse che attraversa da tempo la ricerca dell’artista. Risalgono a una fase storica cruciale, in cui le rotte commerciali mediterranee declinavano mentre quelle atlantiche si espandevano, segnando l’avvio di nuove dinamiche di circolazione e di potere. In questo contesto, la carta si diffonde insieme a idee, contratti e codici che formalizzano autorità, proprietà e regolazione. Venezia e la Catalogna occupavano allora posizioni strategiche in questa trasformazione, le cui logiche continuano a influenzare il presente.
In francese, l’espressione en filigrane indica ciò che resta sotto la superficie: un’idea, un’emozione o una tensione che sfugge a una formulazione diretta ma continua a essere presente.
Attraversare Paper Tears può somigliare a entrare in una macchina del tempo: non per ricostruire un momento storico, ma per mettere in relazione elementi emblematici di un’epoca con le condizioni contemporanee. In un contesto segnato da conflitti geopolitici, crisi migratorie e stati di emergenza, l’opera rivela una continuità inquietante tra le infrastrutture di potere del passato e quelle del presente.
Claudia Pagès Rabal è un’artista visiva, performer e scrittrice con base a Barcellona. Nella sua pratica intreccia parole, corpi, musica e movimento, dando forma a dispositivi visivi e linguistici — installazioni video, opere su carta e libri — in cui convergono ambiti di ricerca come la linguistica, la psicoanalisi e gli studi decoloniali. Il suo lavoro è stato presentato in numerose istituzioni internazionali, tra cui mumok, Vienna (2025); Index, Stoccolma (2025); Chisenhale Gallery, Londra (2025); IVAM, Valencia (2024); SculptureCenter, New York (2024); CA2M, Madrid (2023); Fundació Joan Miró, Barcellona (2023); Tabakalera, Donostia (2022); Vleeshal, Middelburg (2022); MACBA, Barcellona (2022); Kunstverein Braunschweig (2021) e Sharjah Art Foundation (2018). Ha inoltre partecipato alla 18ª Biennale di Istanbul (2025) e a Manifesta 15, Barcellona (2024). Il suo primo romanzo, Més de dues aigües, è stato pubblicato in catalano da Empúries Narrativa nel 2024.
Elise Lammer (Losanna, Svizzera) è direttrice di Halle Nord a Ginevra. La sua ricerca si concentra sul ruolo dello spazio — pubblico e domestico — nella costruzione e nell’espressione dell’identità. Di natura transdisciplinare, il suo lavoro adotta un approccio transgenerazionale e intersezionale, volto a mettere in discussione e riconsiderare narrazioni storiche spesso integrate in modo monolitico e unilaterale, rileggendole alla luce del presente. In qualità di autrice, ricercatrice e curatrice, ha contribuito a numerosi progetti internazionali, collaborando con istituzioni quali il Calouste Gulbenkian Museum (Lisbona), mumok – Museum Moderner Kunst Stiftung Ludwig (Vienna), MACRO (Roma), Schinkel Pavilion (Berlino), Centre Culturel Suisse (Parigi), MAMCO (Ginevra), Kunsthaus Glarus (Glarona), Musée cantonal des Beaux-Arts (Losanna) e l’Istituto Svizzero di Roma, tra le altre.
L’Institut Ramon Llull è un’istituzione pubblica impegnata nella promozione internazionale della lingua e della cultura catalana. Cura e organizza la partecipazione della Catalogna e delle Isole Baleari agli Eventi Collaterali delle Esposizioni Internazionali d’Arte e di Architettura della Biennale di Venezia. Presente alla Biennale Arte dal 2009 e alla Biennale Architettura dal 2012, seleziona ogni anno i progetti attraverso una commissione internazionale di esperti, rinnovata a ogni edizione. Per maggiori informazioni sul processo di selezione e sulla giuria di quest’anno, è possibile consultare il sito dedicato.
Catalonia in Venice: Claudia Pagès Rabal, Paper Tears Docks Cantieri Cucchini. San Pietro di Castello 40A, 30122 Venezia
9 maggio > 22 novembre 2026
9.05 – 27.09: 11:00 – 19:00 29.09 – 22.11: 10:00 – 18:00 Chiuso il lunedì (eccetto 11 maggio, 1 giugno, 7 settembre e 16 novembre)