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Dopo il successo di pubblico e di critica al
Sundance Film Festival e alla Festa del Cinema di Roma
A 60 anni dalla nascita
mentre diventa Trending Topic mondiale su TikTok
Attraverso i suoi messaggi audio
il ritratto intimo e sincero di uno dei cantautori più grandi di sempre
e l’ultimo vocale lasciato alla madre
in segreteria telefonica
Diretto della regista nominata agli Oscar® Amy Berg
e co-prodotto da Brad Pitt
EVENTO SPECIALE AL CINEMA
SOLO IL 16, 17, 18 MARZO
Apertura prevendite a partire dal 4 febbraio
Trailer ufficiale: https://youtu.be/OoSVHPxsr_U
Dopo il successo raccolto al Sundance Festival e alla Festa del Cinema di Roma arriva nelle sale italiane come evento speciale, solo il 16, 17, 18 marzo, a 60 anni dalla nascita, IT’S NEVER OVER: JEFF BUCKLEY, diretto dalla regista candidata all’Oscar Amy Berg (Deliver Us from Evil, Janis: Little Girl Blue, West of Memphis) e co-prodotto da Brad Pitt. Le prevendite apriranno a partire dal 4 febbraio e l’elenco delle sale sarà a breve disponibile su nexostudios.it.
Dal 13 febbraio, sarà inoltre disponibile per Sony Music in formato vinile e CD la versione deluxe di “Live at Sin-é”, il celebre EP di Jeff Buckley pubblicato nel 1993. La versione originaria, composta da quattro tracce registrate in un piccolo club di Manhattan, è stata ampliata in un cofanetto rigido che contiene quattro vinili con altrettante copertine progettate individualmente, un libretto con note di copertina e foto a colori e versioni live di brani iconici come “Grace”, “Last Goodbye” e “Hallelujah” di Leonard Cohen”. “Live at Sin-é” è disponibile in pre order al link: https://bio.to/JeffBuckley.
Un solo album, il primo (Grace, 1994), è bastato perché Jeff Buckley (1966-1997), figlio del grande Tim Buckley, entrasse nella storia della musica, prima della tragica morte nelle acque di un affluente del Mississippi a trent’anni, nel 1997. Il documentario di Amy Berg ne ricostruisce la vita e l’itinerario artistico nel contesto culturale della New York degli anni Ottanta e Novanta. Raccontato attraverso materiali d’archivio inediti provenienti dal patrimonio personale di Buckley e testimonianze intime della madre Mary Guibert, delle ex compagne Rebecca Moore e Joan Wasser, dei suoi ex compagni di band — tra cui Michael Tighe e Parker Kindred — e di artisti come Ben Harper e Aimee Mann, IT’S NEVER OVER: JEFF BUCKLEY illumina una delle figure più iconiche ed enigmatiche della musica contemporanea.
Spiega la regista Amy Berg: “Non ricordo un periodo della mia vita in cui non pensassi di fare un film su Jeff Buckley. Ci penso almeno da quando ho iniziato a fare film nel 2006. O forse dal ’94, quando per la prima volta ho ascoltato Grace… Mary, la madre di Jeff, è la prima persona che ho incontrato per abbozzare la cosa. All’epoca, 18 anni fa, lei pensava a un biopic. Ma i suoi materiali d’archivio erano indimenticabili: penso per esempio all’ultimo struggente messaggio vocale lasciato in segreteria telefonica. Io ero certa che ne sarebbe venuto fuori un documentario; e nel 2019 la mia proposta è stata accettata. Un bel travaglio d’amore, per noi che non lo abbiamo conosciuto, avvicinarci a lui il più possibile”.
Jeff Buckley nacque il 17 novembre 1966 nella contea di Orange, in California, e morì in un tragico incidente per annegamento a Memphis il 29 maggio 1997. Emerso nella scena avant-garde dei club di New York nei primi anni Novanta, si impose come uno degli artisti musicali più straordinari della sua generazione, acclamato da pubblico, critica e colleghi musicisti. La sua prima registrazione commerciale, l’EP di quattro brani Live At Sin-é, uscì nel novembre 1993 per Columbia Records: catturava Buckley e la sua chitarra elettrica in un minuscolo caffè dell’East Village di New York, il quartiere che aveva scelto come casa. Al momento dell’uscita, nell’autunno del 1993, Buckley era già entrato in studio per lavorare al suo album di debutto Grace, insieme a Mick Grøndahl (basso), Matt Johnson (batteria) e al produttore Andy Wallace. In quella fase furono registrati sette brani originali (tra cui Lover, You Should Have Come Over e Last Goodbye) e tre cover, tra cui Hallelujah di Leonard Cohen e Corpus Christi Carol di Benjamin Britten.
Il chitarrista Michael Tighe divenne in seguito l’ultimo membro stabile dell’ensemble di Jeff Buckley e co-scrisse il brano So Real, aggiunto all’album poco prima della sua pubblicazione. Grace uscì negli Stati Uniti il 23 agosto 1994. Nel giugno 1994, Jeff Buckley e la sua band intrapresero il primo di una serie di tour consecutivi che si sarebbero protratti per oltre due anni. Molto del materiale eseguito durante i tour del 1995 e 1996 venne registrato e pubblicato sia su EP promozionali, come il Grace EP, sia postumo su album come Mystery White Boy e Live à L’Olympia. Il 13 aprile 1995 venne annunciato che Grace aveva fatto guadagnare a Jeff Buckley il prestigioso Grand Prix International du Disque – Académie Charles Cros 1995, premio assegnato da una giuria composta da produttori, giornalisti, dal presidente di France Culture e da professionisti dell’industria musicale. In precedenza, il riconoscimento era stato conferito, tra gli altri, a Édith Piaf, Jacques Brel, Yves Montand, Georges Brassens, Bruce Springsteen, Leonard Cohen, Bob Dylan, Joan Baez e Joni Mitchell. Conclusi i lunghi e impegnativi tour di Grace, Buckley iniziò a lavorare al materiale per il suo secondo album. Tra la metà del 1996 e l’inizio del 1997 sperimentò nuove sessioni di registrazione con la band tra New York e Memphis, con Tom Verlaine come produttore. Terminato quel ciclo di sessioni, Jeff rimandò la band a New York, restando a Memphis per continuare a sviluppare il lavoro in corso e realizzando numerose registrazioni casalinghe su quattro piste, da presentare ai compagni di band e ai dirigenti della casa discografica. Alcune erano revisioni dei brani incisi con Verlaine, altre composizioni del tutto nuove. Buckley iniziò anche una serie di esibizioni soliste regolari – ma per lo più anonime – ogni lunedì sera al Barrister’s di Memphis, dove metteva alla prova il nuovo materiale. Il suo ultimo concerto lì si tenne lunedì 26 maggio 1997. La sera della sua morte, Jeff Buckley stava andando a incontrare la band, in arrivo da New York, per dare inizio a tre settimane di prove in vista del nuovo album My Sweetheart, The Drunk; il produttore Andy Wallace, già al lavoro su Grace, avrebbe poi raggiunto il gruppo a Memphis per registrare il disco. Dopo la morte di Buckley, le registrazioni prodotte da Verlaine e i demo di Jeff furono pubblicati da Columbia con il titolo Sketches for My Sweetheart the Drunk il 26 maggio 1998. A quasi trent’anni dalla sua scomparsa, e con numerose uscite postume, l’eredità di Jeff Buckley continua a crescere e la sua musica a vivere. I suoi fan includono leggende del rock, artisti pop, seguaci fedelissimi e un’intera nuova generazione di appassionati in tutto il mondo. L’unico album in studio pubblicato in vita da Jeff Buckley, Grace, continua a resistere nel tempo.
IT’S NEVER OVER: JEFF BUCKLEY è distribuito in esclusiva per l’Italia da Nexo Studios in collaborazione Radio CAPITAL, MYmovies, SONY MUSIC ITALIA.
La
Dop entra nel cast della storica serie di Rai 3 in occasione del debutto della
star internazionale Whoopi Goldberg. Un connubio che celebra la versatilità del
prodotto, dalla tradizione napoletana al mercato statunitense
Reggio Emilia, 3 febbraio 2026 – Il Parmigiano Reggiano approda sul set di Un posto al sole per una collaborazione che unisce
l’eccellenza del Made in Italy al fascino della serie più longeva della
televisione italiana. Nelle prossime puntate del daily drama, prodotto da Rai
Fiction, Fremantle e Centro di Produzione TV Rai di Napoli e in
onda su Rai 3, la Dop è protagonista accanto a una guest star
d’eccezione: l’attrice premio Oscar Whoopi Goldberg, star di
film classici quali Il colore viola, Ghost – Fantasma e Sister
Act. L’ingresso della Goldberg nel
cast, nel ruolo dell’imprenditrice americana Eleanor Price, coincide con le
celebrazioni per il trentesimo anniversario della fiction ambientata a Napoli.
Il Parmigiano Reggiano si inserisce nel tessuto narrativo della serie,
dimostrando ancora una volta la sua straordinaria capacità di dialogare con varie
culture gastronomiche.
Il pubblico può seguire l’integrazione
del Parmigiano Reggiano nelle trame della serie in tre momenti chiave: nella
puntata di stasera, 3 febbraio, si vede il personaggio di Rosa intenta a
grattugiare il formaggio Dop; domani, 4 febbraio, il personaggio di Goldberg,
Eleanor sarà impegnata nella preparazione della tipica ricetta napoletana “pasta,
patate e provola”, completandola con una generosa grattugiata di Parmigiano
Reggiano, in un incontro di sapori degno di un premio; infine, il 23 febbraio,
il prodotto tornerà protagonista in una scena ambientata a casa del personaggio
dell’attrice statunitense, sottolineandone il consumo come scelta di qualità
anche per palati internazionali.
La presenza del Parmigiano Reggiano in Un posto al sole non è solo un matrimonio con la cucina
partenopea, ma un segnale della sua forte vocazione internazionale: gli Stati
Uniti, patria di Goldberg, rappresentano infatti il primo mercato estero
per l’esportazione della Dop, pari al 22,5% della quota export totale. Non
si tratta, inoltre, del primo incontro tra l’attrice e il Consorzio: Goldberg
aveva già manifestato il suo sincero apprezzamento per il prodotto nella
rubrica Whoopi’s Favorite Things del celebre programma The
View sulla tv ABC, partecipando alla “Pronunciation Challenge” (l’iniziativa
lanciata a novembre 2024 che sfidava i consumatori USA a pronunciare
correttamente “Parmigiano Reggiano”), mostrando una forma di Parmigiano
Reggiano serigrafata con il suo volto ed esibendosi in una (quasi) perfetta
pronuncia del nome.
La Fondazione Zucchelli apre il 2026 con le mostre All of a sudden, a cura di Parsec |
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Luce Santini, Overturned, 2025 (Concorso Zucchelli - Premio al Talento) |
La Fondazione Zucchelli rinnova la sua missione di sostegno e promozione dei giovani talenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, con il progetto espositivo All of a sudden, a cura del collettivo Parsec, che si articola su due sedi nell’ambito di ARTEFIERA e ART CITY Bologna. Le vincitrici e i vincitori del Concorso Zucchelli 2025 e del premio Art Up 2025 esporranno le proprie opere d’arte in un contesto artistico di visibilità internazionale.
Negli spazi di Zu.Art giardino delle arti, in occasione della vernice di #2 All of a sudden e di Art City White Night (6 e 7 febbraio), si potrà sperimentare l’installazione interattiva di videomapping Interaction Zucchelli: una creazione immersiva con il coinvolgimento del pubblico mediante l'utilizzo di una tastiera, che intreccia musica, immagine e narrazione per ricostruire la figura di Carlo Zucchelli in una forma contemporanea e coinvolgente. Il progetto originario è stato ideato nel 2025 da Fondazione Zucchelli insieme all’Accademia di Belle Arti di Bologna con la collaborazione dei docenti Danilo Danisi e Mikkel Garro e del Maestro Alessandro Branchi del Conservatorio di Musica di Bologna, ed è stato realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna l.r. 2/2022.
ARTEFIERA | Dal 6 all’8 febbraio, nella sezione riservata alle istituzioni, sarà visitabile la mostra #1 All of a sudden composta da opere di sette studenti e studentesse dell’Accademia di Belle Arti di Bologna che hanno ricevuto riconoscimenti dalla Fondazione: Luce Santini (Concorso Zucchelli - Premio al Talento), Federico Grilli (Concorso Zucchelli - Premio Residenza d’artista di Alchemilla), Dionysis Saraji (Concorso Zucchelli - Menzione Speciale e Art Up - Premio Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna per la Grafica/Illustrazione); Alice Fidone (Art Up - Premio Banca di Bologna per la Critica), Biennio Fotografia (Art Up - Premio Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna per i Collezionisti), Emma Masut (Art Up - Premio Falconi Leidi per i Collezionisti), Michele Cotelli (Art Up - Premio Fondazione Lucio Saffaro per il rapporto fra Arte e Scienza. Il titolo fa infatti riferimento a un avvenimento improvviso, un’azione che si compie in un attimo preciso: il momento in cui qualcosa accade pur senza ancora definirsi. Le opere selezionate ci invitano a riconoscere la forza generativa dell’istante come soglia in cui il reale si apre alla possibilità. #1 All of a sudden segna la nona partecipazione di Fondazione Zucchelli ad ARTEFIERA. ART CITY Bologna | VERNICE | Venerdì 6 febbraio dalle 18 alle 21 (con apertura al pubblico dal giorno prima), Fondazione Zucchelli inaugura la mostra #2 All of a sudden e presenta il risultato del progetto di videomapping interattivo Interaction Zucchelli. Negli spazi espositivi di Zu.Art giardino delle arti, sono proposte le opere dei vincitori del Concorso Zucchelli 2025 (Luce Santini, Federico Grilli, Dionysis Saraji, Alessia Abbenante, Cecilia Berto, Tobia Corradin) e dei premi Art Up 2025 (Alice Fidone, Biennio Fotografia, Emma Masut, Michele Cotelli). Qui le opere d’arte, come afferma Parsec, "pur costruendosi attraverso ricerche, media e sensibilità differenti, convergono in un ambito di riflessione che indaga ciò che si prepara ad accadere e ciò che potrebbe cambiare, il territorio in cui le cose prendono forma, si trasformano e restano in bilico". L'esposizione, parte del programma OFF di ABABO Art Week e realizzata con la collaborazione del Dipartimento di Comunicazione e didattica dell'arte dell’Accademia di Belle Arti Bologna, proseguirà fino al 31 luglio 2026 con accesso su prenotazione. Nelle giornate di ART CITY Bologna, accompagna la mostra un programma di momenti musicali al pianoforte, a cura di Roberta Ciancio, Direttrice della Scuola Piano Suzuki, che confermano l’inclinazione naturale di Fondazione Zucchelli per la commistione tra le arti. Nel 2026, Fondazione Zucchelli raggiunge la sua dodicesima partecipazione ad ART CITY Bologna.
Informazioni eventi.fondazionezucchelli@gmail.com | www.fondazionezucchelli.it
All of a sudden A cura di Parsec
#1 Arte Fiera, ingresso Costituzione - Pad. 26, stand B60 Orari di apertura al pubblico: 6 febbraio h 12-19; 7 e 8 febbraio h 11-19
#2 Zu.Art giardino delle arti, Vicolo Malgrado 3/2, Bologna Vernice: venerdì 6 febbraio h 18-21 con installazione interattiva Interaction Zucchelli; h 19.30 momento musicale al pianoforte. Orari durante ART CITY: Giovedì 5 febbraio h 14-19; sabato 7 febbraio h 18-23 (nell'ambito di ART CITY Bologna 2026 e ART CITY White Night in occasione di ARTEFIERA) con installazione interattiva Interaction Zucchelli; h 18, 21 e 22 momenti musicali al pianoforte; domenica 8 febbraio h 14-19: h 18 momento musicale al pianoforte. Orari dal 9 febbraio al 31 luglio 2026: da lunedì a venerdì h 9-12 su appuntamento scrivendo a eventi.fondazionezucchelli@gmail.com e durante i concerti estivi in giardino.
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Federico Grilli, Quarto tempo, 2025 (Concorso Zucchelli - Premio Residenza d’artista di Alchemilla) |
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Alice Fidone, Beyond Time, 2025 (Art Up - Premio Banca di Bologna per la Critica) |
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Biennio di Fotografia, Un caro amico_autobus 37, 2025 |
L’azienda di Castiglione di Sicilia è stata scelte per rappresentare l’eccellenza vitivinicola italiana
Catania, 28 Gennaio 2026- Sarà l’Etna Doc Rosso 2023 di Cottanera a rappresentare
l’eccellenza vitivinicola siciliana ai Giochi olimpici invernali MilanoCortina.
Il vino dell’azienda di Castiglione di Sicilia è stato scelto tra le 26 etichette che
racconteranno i principali territori del vino italiano nella carta dei vini di Musa, la
hospitality house di Casa Italia allestita a Milano, Cortina e Livigno.
La selezione, curata per conto del Coni dal team di LT Wine & Food Advisory, segue linee
guida che mettono in evidenza le denominazioni di riferimento e i vitigni autoctoni,
rappresentando l’intera filiera nazionale: dai grandi player al mondo cooperativo fino alle
piccole produzioni.
Cottanera, nel versante nord dell’Etna, è l’unica azienda siciliana scelta per rappresentare
la Sicilia, in una selezione che racchiude sedici regioni per un totale di ventisei referenze.
“Siamo onorati di rappresentare la Sicilia e l’eccellenza della produzione vitivinicola
siciliana in un contesto così prestigioso ed internazionale come i Giochi olimpici invernali
MilanoCortina – commenta Francesco Cambria, che gestiscono .Questo riconoscimento
– continua - conferma che ad essere premiata non è solo la qualità della nostra produzione
ma anche il territorio che rappresentiamo, l’Etna, e la sua unicità che raccontiamo
attraverso i nostri vini, sempre fedeli alle caratteristiche del territorio e alla sua
valorizzazione”.
Il vino scelto è l’ Etna Rosso DOC fatto da uve 100% di Nerello Mascalese che sintetizza
ed esprime al meglio le caratteristiche del versante nord del vulcano, grazie alla sua
mineralità, eleganza ed alla sua grande profondità ed eleganza
L’azienda Cottanera, nata nel 1960 a Castiglione di Sicilia, a 750 mt di altitudine, negli anni
è diventata un presidio di viticoltura innovativa coniugando la qualità della produzione
con l’ospitalità integrata nel territorio.
Nel 2024, nasce il progetto Dimora Cottanera, tredici camere country chic, immersi nei
vigneti, dove l’architettura dei luoghi è definita dalla pietra nera dell’Etna e dall’eleganza
di un design che interpreta in chiave contemporanea gli elementi identificativi del vulcano.
Cottanera inoltre ha ideato “Cottanera visioni”, la rassegna artistica che ospita ogni anno
in cantina un artista e le sue opere con l’obiettivo di creare un museo a cielo aperto alle
pendici del vulcano.
“Il vino è ambasciatore dei nostri territori e si fa portavoce di storie uniche che raccontano
persone, paesaggi” - commenta Mariangela Cambria, responsabile dell’hospitality e del
marketing per Cottanera -. Insieme alla nostra idea di vitivinicoltura- intesa come rispetto
dell’integrità del territorio e del lavoro sapiente dell’uomo – portiamo avanti l’idea di un
enoturismo contemporaneo che traduce in esperienze le peculiarità del territorio e di altri
elementi come l’arte”- conclude Mariangela Cambria.