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giovedì 9 aprile 2026

WinesCritic.com La Grande Bellezza Le eccellenze del vino italiano in degustazione a Firenze

 


Lunedì 27 aprile 2026 La Grande Bellezza farà tappa nella città di Firenze. Dalle 16:00 alle 21:00, gli spazi dell’Hotel Tivoli Palazzo Gaddi (Via del Giglio, 9) ospiteranno una selezione dei migliori produttori italiani scelti dall’enologo e critico Raffaele Vecchione. Giunto alla nona edizione, l’evento organizzato da WinesCritic.com è ormai uno degli appuntamenti più importanti per i professionisti del mondo del vino e per gli appassionati alla ricerca di etichette di prestigio. Nel cuore della capitale del Rinascimento italiano, La Grande Bellezza offre l’esperienza, unica ed esclusiva, di poter degustare in un Walk Around Tasting circa 50 referenze di 16 produttori, che fanno parte dell’élite del mondo del vino italiano.

L’evento è aperto sia agli operatori del settore che agli appassionati.

 

Il programma prevede un primo momento di degustazione -dalle 16:00 alle 17:30- riservato ai soli operatori del settore (giornalisti, distributori, buyers, sommelier, ristoratori ed enotecari).

Dalle 17:30 alle 21:00 La Grande Bellezza aprirà le porte anche al pubblico degli appassionati.

 

I produttori presenti a La Grande Bellezza-Firenze

Barbanera, Castello di Bossi, Celestino Pecci, Fontanavecchia, Giodo, La Rasina, Lazzeretti, Pian delle Querci, Podere Sapaio, Poderi Gianni Gagliardo, Quintodecimo, Rocca di Castagnoli, Talosa, Tenuta Licinia, Valiano, Villa Poggio Salvi.

 

Le Masterclass

All’interno del programma de La Grande Bellezza, sono previste due Masterclass condotte da Raffaele Vecchione.  Due momenti di approfondimento dedicati a importanti realtà del panorama italiano:

 

- Ore 15:00-15.45 Masterclass Rocca di Castagnoli “Poggio a’ Frati, Il Chianti Classico speziato dal ventaglio di colori variegato” rappresenta un approfondimento sull’identità del territorio di Gaiole in Chianti, attraverso una verticale di 6 annate del Chianti Classico Poggio a’ Frati Riserva: 2009, 2014, 2015, 2019, 2020, 2021.

 

- Ore 16:30-17.15 Masterclass Poderi Gianni Gagliardo. Uno straordinario viaggio alla scoperta delle etichette più rappresentative della storica azienda di La Morra, attraverso la degustazione di 6 vini: Langhe Favorita Fallegro 2023, Langhe Nebbiolo Da Batiè 2022, Barolo Monvigliero 2022, Barolo Fossati 2022, Barolo Castelletto 2022, Barolo Lazzarito Vigna Pieve 2022.

 

I Contest

Per coinvolgere il pubblico, anche quest’anno il programma prevede due Contest che permetteranno di aggiudicarsi: una bottiglia di Nèmesi IGT Toscana, (Premio Condivisione) e un soggiorno presso “Sogno un Podere in Toscana”. (Premio Scatto originale)

Il Premio Condivisione sarà assegnato al giornalista o all’appassionato che condividerà maggiormente l’evento La Grande Bellezza 2026 sulle sue pagine social e sul web ed avrà le maggiori interazioni. È possibile condividere l’evento prima della sua realizzazione, ricondividendo sul web e su Instagram la kermesse attraverso il tag @ilcriticodivino.

Il Premio Scatto Originale sarà assegnato al giornalista, professionista o all’appassionato che realizzerà lo scatto più originale e più bello della serata e lo condividerà su Instagram taggando @ilcriticodivino a partire dalle ore 19:00 del 27 aprile 2026. 

 

Come partecipare

I professionisti potranno chiedere l’accredito gratuito per La Grande Bellezza-Firenze al seguente link:

https://docs.google.com/forms/d/11TQG7Kn-llYe0RtYvfYnzB8d4zJ3YwX0V92AeHGegys/edit

Gli appassionati potranno acquistare il biglietto per La Grande Bellezza-Firenze sul sito Evenbrite:

https://www.eventbrite.it/o/winescriticcom-53262806913?_gl=1*1qaqjav*_up*MQ..*_ga*MTc2NjQxNjcwNi4xNzczODUxODUx*_ga_TQVES5V6SH*czE3NzM4NTE4NTEkbzEkZzEkdDE3NzM4NTE4NjEkajUwJGwwJGgw&utm_source=ig&utm_medium=social&utm_content=link_in_bio


Imprese: nuova Direttiva UE Anti-GreenWashing, ecco cosa fare per essere in regola

 


La Direttiva UE 2024/825, anti-Greenwashing, rivoluziona la comunicazione ambientale ed etica delle imprese, che hanno ancora qualche mese di tempo per adeguarsi

Roma, 9 aprile 2026 – Il 27 marzo scorso l’Italia ha recepito la Direttiva Europea che regola la comunicazione ambientale delle imprese europee, che dovrà per forza di cose cambiare in modo sostanziale. La Direttiva UE 2024/825, nota come Direttiva "Empowering Consumers", introduce divieti precisi e sanzioni concrete per tutti quei claim ambientali vaghi, non verificabili e non supportati da dati reali che negli ultimi anni hanno invaso etichette, siti web e campagne pubblicitarie del settore alimentare.

Le scadenze previste dalla nuova Direttiva

Oggi

La Direttiva è già in vigore a livello europeo. Avviare la revisione dei materiali di comunicazione. (Packaging, sito web, cataloghi, Social Media).

27 marzo 2026

Scadenza per il recepimento della Direttiva nell'ordinamento italiano.

27 settembre 2026

Entrata in applicazione delle nuove disposizioni. Le violazioni diventano perseguibili.

 

Cosa vieta la nuova normativa

La Direttiva 2024/825 modifica il Codice del Consumo italiano introducendo il divieto esplicito di asserzioni ambientali generiche: qualsiasi messaggio, verbale, grafico o simbolico, che suggerisca un impatto positivo, nullo o ridotto sull'ambiente senza essere supportato da dati reali e metodologie verificabili.

Vietati quindi claim come "sostenibile", "eco-friendly", "rispettoso dell'ambiente", "a basso impatto" o "impatto zero" se privi di evidenze tecniche specifiche alla propria produzione. Vietati i marchi di sostenibilità auto-attribuiti, cioè inventati dall'azienda senza un sistema di certificazione indipendente. Vietate le promesse ambientali future, "entro il 2030 saremo carbon neutral", se prive di un piano dettagliato con obiettivi misurabili e verifica periodica da parte di terzi.

Non si tratta di norme lontane nel tempo, visto che la giurisprudenza italiana si è messa in moto già da un po’.

Nel luglio 2025 il Tribunale di Milano ha emesso ad esempio un provvedimento inibitorio nei confronti di un'azienda italiana, censurando una serie di claim ritenuti pratiche commerciali ingannevoli, perché contenenti "proposizioni indimostrate e non verificabili".

Tra i messaggi espressamente vietati dal tribunale asserzioni come "alti standard di impatto ambientale", "i più alti standard di sostenibilità", "maglieria impatto 0".

"I tribunali italiani hanno già iniziato a censurare questo tipo di comunicazione. Con il recepimento della Direttiva, i poteri di intervento dell'AGCM si rafforzeranno ulteriormente. Il rischio non è teorico: è già concreto”, afferma Cesare Patara, co-fondatore VEGANOK.

Chi è certificato non corre rischi

Una distinzione fondamentale, spesso trascurata nel dibattito pubblico, riguarda la differenza tra un claim ambientale generico e una certificazione etica riconosciuta.

Nel settore vegan ad esempio, dove la comunicazione spesso intreccia identità etica e sostenibilità ambientale, la novità normativa ha generato comprensibile preoccupazione.

Ma ci sono buone notizie per il settore, visto che l'Osservatorio VEGANOK chiarisce che “chi opera con una certificazione vegana ufficiale, come ad esempio VEGANOK, non ha motivo di preoccuparsi, perché è già in regola con le nuove norme ed ha già un vantaggio competitivo sulle aziende concorrenti”.

La certificazione VEGANOK è infatti una certificazione etica riconosciuta a livello internazionale, e non solo un inflazionato claim ambientale.  Non dichiara ad esempio che un prodotto riduce le emissioni di CO2, non afferma che la produzione ha impatto zero sul clima, e non promette minori consumi idrici o energetici.

Certifica qualcosa di diverso e più preciso, ossia che il prodotto è adatto ai consumatori vegani e conforme al disciplinare VEGANOK, consultabile liberamente e pubblicamente su   www.veganok.com/certificazione.

Questo significa assenza di ingredienti di origine animale, assenza di test su animali commissionati o condotti, e un packaging privo di affermazioni eticamente incompatibili per ormai moltissimi consumatori vegani e vegetariani.

Un tipo di certificazione quindi che la Direttiva 2024/825 tutela. La norma permette di comunicare infatti caratteristiche etiche, incluso il benessere degli animali, citato testualmente nel testo della Direttiva, a condizione che ci si affidi a un sistema di certificazione valido, aperto, trasparente e basato su un disciplinare pubblico elaborato con esperti. Requisiti e valori etici che certificazioni come VEGANOK soddisfa e rappresenta in tutta Europa da oltre venticinque anni.

Un esempio: cosa si può dire o non dire nel settore vegano

Lecito

"Questo prodotto è certificato VEGANOK: nessun ingrediente di origine animale, nessun test su animali."

Asserzione etica supportata da certificazione indipendente.

A rischio

"Scegliere vegan è la scelta più sostenibile per il pianeta. La nostra produzione è a impatto zero."

Asserzione ambientale generica, senza dati misurabili sulla specifica filiera produttiva.

Sebbene la letteratura scientifica sull'impatto ridotto della dieta vegetale sia solida, non è concesso trasformare questa correlazione in un claim aziendale specifico, come ad esempio "produrre vegan fa bene al pianeta", "la nostra produzione è a impatto zero".

Senza dati propri misurati e verificabili diventa un'asserzione ambientale generica, e quindi vietata, a partire dal 27 settembre 2026.

La regola pratica per le aziende del settore è quindi netta: la certificazione VEGANOK comunica che l’azienda è etica, mentre i claim ambientali sulla propria produzione richiedono dati propri, misurati e verificabili.

Tenere quindi questi due livelli distinti nella comunicazione è la scelta più sicura, e oggi la più protetta dalla legge.

Il valore della certificazione cresce

Con questa Direttiva il mercato si depura quindi dalla comunicazione infondata, mentre i marchi fondati su sistemi di certificazione strutturati, con disciplinari pubblici, requisiti specifici per categoria di prodotto e verifiche documentali indipendenti, acquistano sempre più valore agli occhi dei consumatori e quindi sul mercato.

 

mercoledì 8 aprile 2026

Virgilio 900 Festivaletteratura e la Biblioteca Comunale Teresiana di Mantova organizzano tre incontri con Luca Scarlini per esplorare la presenza del poeta latino nella cultura contemporanea

 


www.festivaletteratura.it

 


Virgilio nel ‘900 è una cartina di tornasole. Compare nei contesti meno prevedibili, suscita reazioni accese. Idolatrato o rigettato, sottoposto a manipolazioni politiche sotto il Fascismo e accusato bizzarramente nel dopoguerra di connivenza con il regime – come affermava in toni crudi in epoca neorealista Italo Calvino –, il poeta latino, già protagonista a Festivaletteratura 2025 di un’azione scenica curata da Luca Scarlini insieme ai lettori della Compagnia della lettura, sarà al centro di tre incontri organizzati dalla Biblioteca Comunale Teresiana di Mantovain collaborazione con Festivaletteratura nell’ambito delle iniziative di Quasi30. Nei tre appuntamenti, Luca Scarlini racconterà il vate di Mantova nel ‘900, esplorando i suoi legami con la cultura italiana, quella anglosassone e, insieme a Roberto Andreotti, autore di Virgilio è urgente (Interlinea), le sue risonanze nella letteratura contemporanea.

 

 

Venerdì 10 aprile, ore 18:00 Enea pio e empio: Virgilio e la politica nel Novecento italiano

Giovedì 23 aprile, ore 18:00
Epica anglosassone: Virgilio in inglese da T. S. Eliot a Ursula K. Le Guin

Lunedì 4 maggio, ore 18:00 Virgilio è urgente: dialogo con Roberto Andreotti intorno ai temi del suo libro

 

 

Tutti gli incontri, a ingresso libero, si terranno presso la Biblioteca Comunale Teresiana - via Ardigò 13, Mantova; 0376.338460; biblioteca.comunale@comune.mantova.it.

Il ciclo Virgilio 900 rientra nelle attività di Quasi30, un ampio programma di iniziative che Festivaletteratura promuoverà nel periodo primaverile in avvicinamento alla trentesima edizione (9-13 settembre). Il calendario delle attività verrà annunciato prossimamente sul sito e sui canali social del Festival.

L'Ente Turismo Langhe Monferrato Roero presenta la nuova edizione di ORMA Tracce d'artista in Langhe Monferrato Roero

 

BENANTI PROTAGONISTA PER LA NONA VOLTA A OPERAWINE CON IL ROVITTELLO PARTICELLA NO. 341 ETNA DOC ROSSO RISERVA

 


PIEMONTE LAND OF WINE A VINITALY 2026

Con il Consorzio Piemonte Land of Wine oltre un centinaio di aziende vinicole e sei Consorzi alla 58ª edizione del Vinitaly di Verona (12-15 aprile). Monchiero: «Piemonte può crescere, ma serve visione condivisa e adattabilità a un contesto globale in evoluzione continua»

CASTAGNITO (CUNEO) - Dal 12 al 15 aprile, negli spazi di Vinitaly 2026 (Padiglione 10), il Piemonte del vino si presenta compatto, con una visione sempre più chiara e condivisa. Il Consorzio Piemonte Land of Wine, che riunisce tutti i Consorzi vitivinicoli regionali, torna a Verona con un progetto che punta a rafforzare identità, relazioni e presenza internazionale. Nella sua area esporranno 108 aziende, con quattro Consorzi di Tutela di vini a cui si aggiungono il Consorzio del Vermouth di Torino e il Consorzio Tutela Grappa del Piemonte e Grappa di Barolo.  

«Vinitaly rappresenta per noi un momento strategico - sottolinea Francesco Monchiero, produttore vitivinicolo e presidente di Piemonte Land -. Non è soltanto una vetrina - chiarisce -, ma un luogo di incontro dove il Piemonte può raccontarsi come sistema. Oggi più che mai è fondamentale presentarsi uniti, valorizzando le nostre denominazioni ma anche la capacità di fare squadra».

Il padiglione Piemonte si configura come uno spazio dinamico, pensato per accogliere operatori, buyer e stampa internazionale, offrendo un percorso tra territori, vitigni e storie produttive. Dalle Langhe al Monferrato, all’Astigiano, passando per il Roero e le altre aree del vino piemontese come il Tortonese e l’Ovadese, l’Alto Piemonte e l’Alta Langa, l’obiettivo è quello di restituire la complessità e la ricchezza di una regione che continua a essere punto di riferimento per l’enologia mondiale.

A guidare l’organizzazione e la regia operativa è la direttrice del Consorzio, Anna Errico, che evidenzia il lavoro svolto sul fronte della comunicazione: «Abbiamo costruito un programma che integra momenti di degustazione, incontri B2B e attività di storytelling. Il nostro intento è quello di offrire un’esperienza completa, capace di coinvolgere sia il professionista sia l’appassionato. Il Piemonte ha molto da raccontare e Vinitaly è il palcoscenico ideale per farlo».

Un ruolo centrale sarà affidato anche alla proposta gastronomica, elemento sempre più strategico nella promozione del vino. A gestire il ristorante dell’area Piemonte sarà Davide Palluda, una delle figure di riferimento della cucina regionale piemontese e chef del ristorante stellato “All’Enoteca” che si trova nel palazzo storico dove ha sede l’Enoteca Regionale del Roero, nel centro di Canale (Cuneo).

Spiega: «Il vino piemontese trova nella cucina il suo naturale completamento. E noi porteremo a Verona i prodotti piemontesi che non sempre sono messi in luce, quelli che il pubblico non si aspetta o che non trova spesso nelle proposte della ristorazione, ma che restano fortemente nel solco della tradizione del Piemonte. L’idea è quella di creare un dialogo continuo tra calice e piatto, offrendo ai visitatori un’esperienza autentica e originale».

Per il Consorzio Piemonte Land of Wine, la partecipazione a Vinitaly si inserisce in una strategia più ampia, che guarda ai mercati internazionali con rinnovata attenzione. «Dobbiamo continuare a investire sulla qualità e sulla promozione - conclude Monchiero - Il Piemonte - aggiunge - ha tutte le carte in regola per crescere ancora, ma serve una visione condivisa e la capacità di adattarsi a un contesto globale in continua evoluzione».

Verona, ancora una volta, sarà il punto di partenza. Un crocevia di incontri, opportunità e prospettive, dove il Piemonte del vino si presenta non solo per confermare il proprio ruolo, ma per rilanciarlo con forza.