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martedì 6 ottobre 2026

Gibellina – Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026 PORTAMI IL FUTURO presenta Dialoghi di una vita. Omaggio a Peppe Morra

 


a cura di Andrea Cusumano e Giuseppe Morra

 

9 ottobre – 10 dicembre 2026

inaugurazione 9, 10, 11 ottobre 2026

Teatro Consagra, MAC, ex chiesa di Gesù e Maria, Atelier Fondazione Orestiadi,Belìce/Epicentro della Memoria Viva

 

gibellina2026.it


 



 


Gibellina, 6 ottobre 2026. Nel programma di Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026 prende il via Dialoghi di una vita. Omaggio a Peppe Morra, progetto espositivo, performativo e di ricerca, promosso dal Comune di Gibellina in collaborazione con la Fondazione Morra di Napoli. Curata da Giuseppe Morra e Andrea Cusumano, l’iniziativa si configura come un dispositivo critico che assume la figura di Peppe Morra – gallerista, editore, collezionista e promotore culturale – quale paradigma di una pratica curatoriale fondata sulla relazione tra arte, pensiero, sperimentazione e responsabilità civile. Attorno alla sua visione si è costruita una costellazione di istituzioni e archivi che rappresenta oggi un patrimonio culturale di grande rilevanza, ancora capace di produrre conoscenza e nuove forme di partecipazione.

 

Attraverso opere, installazioni, performance, proiezioni, incontri, materiali d’archivio, testimonianze e pratiche interdisciplinari, Dialoghi di una vita. Omaggio a Peppe Morra si propone come una riflessione sul valore contemporaneo dell’archivio come organismo vivente e sulla collezione come spazio dinamico di relazioni.

 

La dimensione territoriale del progetto, trasforma Gibellina in un unico spazio espositivo diffuso. Il percorso include il Teatro di Pietro Consagra, per estendersi al Museo d'Arte Contemporanea Ludovico Corrao e al suo Auditorium, agli Atelier della Fondazione Orestiadi, all'ex Chiesa di Gesù e Maria e a Belìce/Epicentro della Memoria Viva. Ogni sede, che costituisce un capitolo autonomo, fa sì che l’intera città diventi luogo stesso della mostra: non semplice contenitore di opere, ma parte attiva nella quale architetture, memoria urbana, paesaggio e pratiche artistiche costruiscono un racconto policentrico.

 

Al centro del progetto si incontrano le traiettorie di Peppe Morra e Ludovico Corrao, figure che hanno operato in geografie differenti ma animate dalla medesima convinzione che la cultura possa costituire una forma concreta di responsabilità pubblica. Se Corrao ha trasformato Gibellina in un laboratorio internazionale della rinascita attraverso l'arte contemporanea, Morra ha dato vita, tra Napoli e Caggiano, a una costellazione di luoghi, – la Vigna di San Martino, il Museo Hermann Nitsch, Casa Morra, Atlantide-Nuova Atlantide – capaci di ridefinire il rapporto tra produzione artistica, archiviazione, educazione e territorio. Due esperienze che convergono in un unico modello culturale, in cui l'arte è intesa come infrastruttura civile e dispositivo relazionale, capace di attivare processi di consapevolezza condivisa e di costruire nuove forme di appartenenza.

 

Accanto ad artisti storici – tra cui Vito Acconci, Julian Beck, Joseph Beuys, Luciano Caruso, Giuseppe Desiato, Al Hansen, Allan Kaprow, Jean-Jacques Lebel, Hermann Nitsch, Luca Maria Patellà, Vettor Pisani, Errico Ruotolo, Shozo Shimamoto – che hanno trasformato il rapporto tra arte, teatro, corpo e partecipazione, si trovano nomi di artisti contemporanei – come Andrea Cramarossa, Maurizio Elettrico, Libero De Cunzo, Fabio Donato, Giovanni Fontana, Mario Franco, Thorsten Kirchhoff, HH Lim, Diego Perrone, Andrea Rossi Andrea, Matteo Fraterno, Roberto Paci Dalò, Cesare Pietroiusti, Paul Renner, Mary Zygouri – che proseguono il dialogo aperto dall'esperienza di Morra. L'obiettivo è restituire la pluralità di una ricerca nella quale il confine tra arti visive, azione, poesia, teatro e vita viene continuamente ridefinito.

A questo racconto si aggiunge lo sguardo di chi quella storia l'ha attraversata da vicino: il Museo d'Arte Contemporanea Ludovico Corrao ospita Camere d'Arte, la mostra fotografica di Fabio Donato dedicata a oltre sessant'anni di ricerca e al suo lungo dialogo con Peppe Morra, con lo Studio Morra e con la Fondazione Morra.

 

All’ex Chiesa Gesù e Maria sarà inoltre visibile Living Theatre - Rules of Civility mostra dei costumi di scena dello spettacolo teatrale del Living Theatre Rules of Civility, riadattato da Hanon Reznikov da un testo omonimo di George Washington. Lo spettacolo è messo in scena durante le giornate di apertura, e verrà presentato dal Teatro delle Bambole.

 

Il progetto inaugura con tre giornate speciali che animano Gibellina con una fitta serie di appuntamenti e iniziative. Tra le tante iniziative ci sarà la proiezione di Nanni Balestrini: Poetry Boy, film dedicato alla figura e all'opera di Nanni Balestrini, poeta, scrittore e artista tra i protagonisti della neoavanguardia italiana, alla presenza della regista Nina Di Majo. Il palinsesto delle giornate inaugurali comprende inoltre Memoria ribelle, riflessione sulla memoria politica e sociale dedicata alla Comune di Terrasini e a Radio Aut, la radio libera fondata nel 1977 da Peppino Impastato, con gli interventi di Marcello Faletra, Satyamo Hernandez e Silvia Fardella.

 

Nella serata di domenica 11, al termine dell’incontro di saluti, il pubblico sarà coinvolto in una performance a sorpresa firmata da Luigi Cinque e Giovanni Fontana, in un dialogo tra musica, voce e sperimentazione che accompagnerà la conclusione della serata.

 

Con questo progetto, Gibellina Capitale Italiana dell'Arte Contemporanea 2026 amplia ulteriormente il proprio programma, rafforzando una visione che mette in dialogo artisti, archivi, collezioni, territori e comunità. La città, i suoi musei, le architetture e il paesaggio continuano così a configurarsi come un unico spazio di produzione, ricerca e confronto, nel quale l'arte contemporanea diventa strumento di lettura del presente.


PROGRAMMA DELLE GIORNATE INAUGURALI

 

9 OTTOBRE 2026

 

ORE 10:30

TEATRO CONSAGRA I Giganti dell’Arte dal Teatro: Vito Acconci, Julian Beck, Joseph Beuys, Luciano Caruso, Giuseppe Desiato, Al Hansen, Allan Kaprow, Jean-Jacques Lebel, Hermann Nitsch, Luca Maria Patella, Vettor Pisani, Errico Ruotolo, Shozo Shimamoto.

 

I contemporanei:Andrea Cramarossa, Maurizio Elettrico, Libero De Cunzo, Fabio Donato, Giovanni Fontana, Mario Franco, Thorsten Kirchhoff, HH Lim, Diego Perrone, Andrea Rossi Andrea, Matteo Fraterno, Roberto Paci Dalò, Cesare Pietroiusti, Paul Renner, Mary Zygouri. ORE 12:00

AUDITORIUM MAC – MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA “LUDOVICO CORRAO” Conferenza inaugurale

 

ORE 16:00

MAC – MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA “LUDOVICO CORRAO” Mostra Camere D’Arte di Fabio Donato.

 

ORE 17:30 Proiezione del film Nanni Balestrini: Poetry Boy di Nina Di Majo.

 

ORE 18:30 Il Gruppo ’63: un’esperienza siciliana Interventi di Gino Di Maggio, Giovanni Fontana, Ada Lombardi, Alessandra Pacelli. Letture di Giovanni Fontana. Testi d’autore di Anceschi, Balestrini, Eco, Giuliani, Pagliarani, Porta.


10 OTTOBRE 2026

 

ORE 10:00

MUSEO BELÌCE/EPICENTRO DELLA MEMORIA VIVA Inaugurazione dell’installazione Sono presente a te di Matteo Fraterno.

 

ORE 11:30

EX CHIESA GESÙ E MARIA Living Theatre – Rules of Civility Performance Teatro delle Bambole.

 

ORE 12:30 Memoria ribelle Breve storia della Comune di Terrasini e Radio Aut nel ’77. Interventi di Marcello Faletra, Satyamo Hernandez, Silvia Fardella.

 

ORE 19:00

TEATRO CONSAGRA Performance “Tenebrae” di Roberto Paci Dalò

 

ORE 20:00

TEATRO CONSAGRA “Dislessia Coreografica, Mitologemi sonori” Testo e voce di Giovanni Fontana, muscia di Marco Colonna.


11 OTTOBRE 2026

 

ORE 05.00

TEATRO CONSAGRA Quartetto Maurice, Nachtquartet Dionysos di Hermann Nitsch

 

ORE 11:00

ATELIER FONDAZIONE ORESTIADI Inaugurazione dell’installazione Bulletmarket di Mary Zygouri.

 

ORE 17:00

TEATRO CONSAGRA Incontro di saluti:Interventi di Andrea Cusumano, Andrea Viliani, Eva Fabbris, Giovanni Fontana, Patrizio Peterlini, Gino Di Maggio, Marcello Faletra, Giuseppe Morra.

AUTUNNO ALLE EOLIE, L’ALTRA STAGIONE INIZIA DOPO L’ESTATE

 


GUIDA VENEZIE A TAVOLA 2027: VAL D’OCA PREMIA HARRY’S PICCOLO** RISTORANTE DELL’ANNO

 Riconoscimento consegnato a Matteo Metullio e Davide De Pra. Val d’Oca conferma così la

vicinanza a un’alta ristorazione fondata su identità, ricerca e qualità della materia prima

Val d’Oca ha premiato Harry’s Piccolo** di Trieste come Ristorante dell’Anno di Venezie a

Tavola 2027, guida dedicata alle eccellenze gastronomiche delle Tre Venezie, consegnando il

riconoscimento agli chef Matteo Metullio e Davide De Pra durante la presentazione della nuova

edizione.

La premiazione conferma l’attenzione di Val d’Oca verso il mondo dell’alta ristorazione,

considerato un interlocutore naturale per il vino e per una cultura della qualità che nasce dalla

materia prima, dal territorio e dalla capacità di interpretarli in chiave contemporanea. La

motivazione del riconoscimento sottolinea in particolare l’abilità di Metullio e De Pra di

reinventarsi mantenendo salda la propria identità, continuando ad approfondire, studiare e

sorprendere. Un approccio che negli anni ha accompagnato la crescita di Harry’s Piccolo e il

percorso professionale dei due chef.

“Premiare il Ristorante dell’Anno di Venezie a Tavola significa per noi essere al fianco di una

ristorazione che condivide molti dei valori del mondo del vino – dichiara Stefano Gava, Direttore

Generale di Val d’Oca –. Entrambi partono dalla materia prima e dal territorio, ma richiedono anche

ricerca, sensibilità e capacità di evolvere. Il percorso di Matteo Metullio e Davide De Pra

rappresenta bene questo equilibrio tra identità e innovazione, ed è proprio questo tipo di cultura

gastronomica che desideriamo sostenere”.

In occasione della premiazione, Val d’Oca ha omaggiato i due chef con una magnum di

Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Millesimato Extra Dry, una delle Cuvée Classiche

della realtà trevigiana. Di colore giallo paglierino, esprime al naso note fruttate e sfumature

agrumate, mentre al palato si presenta morbido, equilibrato e fresco.

Classe 1989 e originario di Trieste, Matteo Metullio sceglie molto presto la strada della cucina.

Dopo le prime esperienze nelle cucine d’alta quota e l’incontro con Oscar Tibolla, si perfeziona per

quattro anni sotto la guida di Norbert Niederkofler in Alta Badia. Nel 2013 arriva a La Siriola,

ristorante dell’hotel Ciasa Salares, dove assume la guida della cucina e sceglie Davide De Pra come

sous-chef. Nel 2017 Metullio dà vita, insieme ad Alex Benvenuti, all’Harry’s Piccolo a Trieste,

progetto nel quale ritrova De Pra e che diventa il centro della loro storia professionale. A novembre

2018 arriva la prima stella Michelin e nel 2020 la seconda.

Nato a Falcade nel 1985, Davide De Pra cresce nella cucina di famiglia e si forma nei ristoranti

alpini, tra Malga Panna, Tyrol e Le Due Spade, maturando successivamente esperienza anche

nell’hôtellerie di lusso. L’incontro professionale con Metullio porta i due a sviluppare nel tempo

una cucina costruita su ricerca, materia prima e abbinamenti audaci. Nel 2025 Harry’s Piccolo

si è trasferito a Palazzo Dreher, aprendo una nuova fase nel percorso del ristorante e dei suoi chef.

Da diciassette anni Venezie a Tavola, edita da Post Editori e curata dai giornalisti e critici Luigi

Costa e Davide Scapin Giordani, racconta la cultura gastronomica di Trentino, Alto Adige, Veneto,

Friuli Venezia Giulia, Istria e Slovenia. L’edizione 2027 ha selezionato 200 ristoranti, 50 vini e 30

prodotti tipici.

A Invorio da novembre un corso di degustazione Go Wine

 

50 BEST BARS A MILANO: L’APERITIVO CAMBIA, AL CENTRO ACCOGLIENZA, CIBO E TERRITORIO. SPESA MEDIA 15,7 EURO

 


In occasione di The World’s 50 Best Bars a Milano, la ricerca “Bar e turismo 2026 – Ospitalità e cultura dell’aperitivo”, a cura di Roberta Garibaldi, mette in luce i numeri del settore. La figura del bartender è centrale, rappresenta l’ospitalità. Più di un intervistato su due vuole che renda il locale accogliente (54%), sappia consigliare (54%) e scelga ingredienti locali e stagionali (52%).  Si sceglie il locale per il cibo e il prezzo, prima ancora che per i drink; nell’attuale contesto economico per la media degli italiani il prezzo è una leva rilevante, la spesa abituale è di 15,7 euro in media a persona. L’aperitivo è un rito diffuso e sociale. Il 90% ne ha fatto almeno uno al bar negli ultimi tre mesi, il 65% almeno una volta al mese, e il 97% lo fa in compagnia. Si associa soprattutto a relax (62%) e socialità (60%). Milano è la città più associata all’aperitivo (61% delle citazioni spontanee), e il cibo della tradizione è l’elemento che meglio racconta l’aperitivo lombardo.



Milano, 6 Ottobre 2026. Il 7 ottobre Milano ospita al Palazzo del Ghiaccio la cerimonia di The World’s 50 Best Bars 2026, durante la quale sarà annunciata la classifica internazionale. La lista è definita dai voti di un’Academy di oltre 800 esperti del settore beverage, tra bartender, consulenti e giornalisti, sulla base delle esperienze vissute nei diciotto mesi precedenti.

Il bar in Italia si è trasformato da semplice esercizio commerciale a componente dell'esperienza di viaggio, attraverso l’accoglienza, la proposta gastronomica e il rapporto con il territorio. A certificarlo è la ricerca “Bar e turismo 2026 - Ospitalità e cultura dell’aperitivo”, a cura di Roberta Garibaldi, presidente Aite-Associazione Italiana Turismo Enogastronomico, presentata in occasione dell’evento The World’s 50 Best Bars di scena a Milano. Lo studio esamina le aspettative e le abitudini dei viaggiatori italiani, con un focus sulla cultura dell’aperitivo a Milano e in Lombardia. Il bar emerge come luogo di ospitalità e di scoperta dei prodotti e delle identità locali.


Un locale premiato è un elemento che accompagna il viaggio: orienta il quartiere in cui soggiornare, diventa una tappa da prenotare e visitare (27%), un motivo per tornare e un consiglio da dare ad altri (30%). Per una parte dei viaggiatori è anche motivo di scelta della meta. I 25-34enni, sono la fascia di età più sensibile ai locali premiati su tutte le voci: il 36% li visita durante il viaggio e il 38% condivide l’esperienza sui social.


Al bartender non viene chiesta soltanto capacità tecnica: il 54% degli intervistati considera molto importante la capacità di rendere il locale accogliente e inclusivo e la stessa percentuale si aspetta consigli costruiti sui propri gusti. Per il 52% è importante la scelta di ingredienti locali e stagionali, mentre il 49% considera rilevante la capacità di proporre alternative analcoliche di qualità. Il racconto degli ingredienti e l’interpretazione dell’identità della città nelle preparazioni raccolgono entrambi il 42%: il bartender è visto come un mediatore tra il locale, i prodotti e il territorio. «Il valore dei bar nell’esperienza turistica passa dalla qualità dell’accoglienza e dalla capacità di raccontare prodotti e identità locali», dichiara Roberta Garibaldi.

 

 

MILANO CAPITALE DELL’APERITIVO

La città di Milano dispone di un patrimonio reputazionale particolarmente forte legato al beverage e in particolare alla cultura dell'aperitivo e dei bar. Il capoluogo lombardo è la prima città italiana associata a questo momento della giornata, tanto da apparire agli occhi dei turisti interpellati come un vero e proprio rito milanese: il 61% del campione cita infatti Milano come città associata all’aperitivo, davanti a Roma con il 44% e Venezia con il 30%. Il 51% riconosce inoltre a Milano una scena di bar e cocktail di livello internazionale e il 48% la considera una destinazione di riferimento per l'aperitivo.

Oltre ai drink, la proposta gastronomica contribuisce a caratterizzare l’aperitivo lombardo. Tra i prodotti e gli elementi del territorio da valorizzare, gli intervistati indicano innanzitutto l’abbinamento con i piatti della tradizione serviti in piccole porzioni (49%), seguiti dai salumi lombardi (46%), dai formaggi (44%) e dalle specialità della montagna (41%). Per la componente beverage, vini e spumanti regionali raccolgono il 36% delle risposte e le birre artigianali il 30%. Tra gli ingredienti, il riso lombardo figura tra le prime tre scelte del 25% degli intervistati, mentre è meno immediata l'associazione con erbe e botaniche del territorio, indicate dal 16%, e con il pesce dei laghi lombardi, fermo al 14%. Proprio questi prodotti rappresentano uno spazio ancora disponibile per bartender e operatori, chiamati a trasformare l'aperitivo in uno strumento di racconto del territorio e di identità locale. Il 36% degli intervistati ritiene infatti che i bar possano raccontare prodotti e identità dei territori lombardi, mentre il 33% pensa che fuori Milano esistano esperienze di aperitivo legate al territorio ancora poco conosciute.


SPESA MEDIA: 15,7 EURO A PERSONA

La ricerca effettuata da Roberta Garibaldi evidenzia che la spesa media abituale dichiarata per l’aperitivo è pari a 15,7 euro a persona, comprendendo cibo e bevande. Per il 57% del campione, infatti, il conto resta sotto i 15 euro e per il 77% resta sotto i 20 euro. In termini di motivazione, il food viene prima dei drink e la qualità e varietà della proposta gastronomica figurano tra le prime tre ragioni di scelta del locale per il 53% degli intervistati. Subito dopo arriva il prezzo, indicato dal 51%, mentre qualità dei drink e posizione si fermano entrambe al 36%.
Il rito dell’aperitivo è particolarmente diffuso: nove intervistati su dieci lo hanno fatto almeno in un bar o in un altro locale negli ultimi tre mesi e il 65% lo fa almeno una volta al mese. Tra i 25-34enni si arriva mediamente a tre aperitivi al bar al mese, contro 1,9 tra gli over 65. E si tratta soprattutto di un'esperienza sociale: il 97% consuma l'aperitivo in compagnia, prevalentemente con amici, partner e familiari. Non a caso, il 62% associa l'aperitivo al relax e alla possibilità di staccare dalla giornata e il 60% alla socialità. Per il 44% rappresenta inoltre un rito italiano riconoscibile anche all'estero, percentuale che sale al 54% nella fascia 25-34 anni.

A LA CASA DEGLI SPIRITI IL PREMIO “CARTA DEI DISTILLATI” DELLA GUIDA VENEZIE A TAVOLA 2027