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domenica 14 giugno 2026

Dal mulino di famiglia alla pasta fresca artigianale: la storia del Pastificio Le Delizie di Ceccano nei progetti europei

 




"Moltissima scelta di pasta fresca, dalla più tradizionale all’innovativa; difficile scegliere tra i tanti ripieni di ravioli che trovi giornalmente. Il mio preferito? Radicchio, speck e mozzarella."


A volte una recensione riesce a raccontare l'essenza di un'attività meglio di qualsiasi presentazione. Dietro queste parole si nasconde una storia fatta di tradizione, passione, ricerca e profonda conoscenza delle materie prime. È la storia del Pastificio Le Delizie di Ceccano, una realtà che da quasi trent'anni rappresenta un punto di riferimento per gli amanti della pasta fresca in tutta la Ciociaria.


Le radici dell'attività affondano in una tradizione familiare che attraversa le generazioni. Gianluca ed Emiliano Parente, fratelli e oggi alla guida del Pastificio Le Delizie, hanno raccolto l'eredità di una famiglia che ha sempre lavorato nel settore cerealicolo. Il padre e il nonno erano infatti titolari di un mulino, un'esperienza che ha permesso di acquisire una profonda conoscenza delle farine, delle loro caratteristiche e delle tecniche di lavorazione.


Questo patrimonio di competenze rappresenta ancora oggi uno dei valori distintivi del pastificio. La scelta delle materie prime, l'attenzione agli impasti e il rispetto dei tempi di lavorazione nascono da una cultura del grano costruita nel tempo e tramandata con passione da una generazione all'altra.


Da quasi trent'anni il Pastificio Le Delizie propone una vastissima scelta di pasta fresca, dalla più tradizionale alle creazioni più innovative. Ogni giorno il banco si arricchisce di specialità che uniscono il rispetto della tradizione alla voglia di sperimentare nuovi sapori e nuovi abbinamenti.


Tra i prodotti più rappresentativi spicca la fettuccina, ancora oggi tirata con il laminatoio a mano, secondo una lavorazione artigianale che richiede esperienza, attenzione e pazienza. La lenta lavorazione della sfoglia permette di esaltare tutta la rusticità e il carattere deciso del grano, regalando una consistenza ruvida, ideale per trattenere i condimenti, e un profumo che richiama le autentiche tradizioni della cucina italiana.


Lo stesso approccio caratterizza anche i cannelloni, uno dei prodotti simbolo del pastificio, preparati con la stessa cura che da sempre distingue ogni lavorazione de Le Delizie.


La ricerca della qualità passa anche attraverso una continua attività di innovazione. Il laboratorio è infatti costantemente impegnato nello sviluppo di nuove proposte, senza mai perdere il legame con la tradizione artigianale che ne rappresenta l'identità più autentica.


Ne sono un esempio le paste aromatizzate, capaci di regalare colori, profumi e sapori originali, oppure le lavorazioni realizzate con grani antichi, sempre più apprezzate da chi ricerca prodotti genuini e ricchi di storia. Tra le produzioni più caratteristiche troviamo anche i tonnarelli al grano arso.


Scuri, profumati e dal sapore inconfondibile, i tonnarelli al grano arso recuperano un'antica tradizione contadina del Sud Italia. Le note tostate e leggermente affumicate di questa particolare farina conferiscono alla pasta una personalità unica, esaltata da una lavorazione lenta che ne valorizza la rusticità e la capacità di accogliere ed esaltare ogni condimento.


Anche i clienti riconoscono quotidianamente questo impegno:


"Eccellente pastificio con prodotti sempre freschi e varia scelta tra antipasti, primi, secondi e contorni. Ottimo per chi ama gustare ottimi pasti da asporto cotti al momento e non."


Accanto all'attività produttiva, Gianluca ed Emiliano Parente condividono una visione che guarda oltre il laboratorio artigianale. Da questa esperienza è nata l'idea di contribuire alla costruzione di una rete nazionale di "Territori Gustosi", un progetto presentato ai giornalisti di Borghi d'Europa per valorizzare le eccellenze agroalimentari, le tradizioni locali e le storie dei produttori che custodiscono il patrimonio gastronomico italiano.


L'obiettivo è creare connessioni tra territori diversi, accomunati dalla stessa attenzione per la qualità, la sostenibilità delle produzioni e la valorizzazione delle identità locali. Un percorso che parte dalla pasta fresca ma che vuole raccontare, attraverso il cibo, la cultura e la storia dei territori italiani.


Tradizione di famiglia, conoscenza delle farine, lavorazioni artigianali e continua innovazione: sono questi gli ingredienti che, da quasi trent'anni, rendono il Pastificio Le Delizie una realtà apprezzata non solo a Ceccano, ma in tutta la Ciociaria.


Una storia che nasce dal grano, cresce attraverso il lavoro quotidiano di una famiglia e continua a guardare al futuro con la stessa passione che ha accompagnato ogni generazione



sabato 13 giugno 2026

“Sguardi” su territori, memorie e paesaggi

 

“Sguardi” su territori, memorie e paesaggi

“Nel verde incanto” di Michele Trentini

La quinta edizione del festival “Sguardi sui territori” si conclude domenica 14 giugno al Centro Polifunzionale di Montenars con una mattinata dedicata ai modi in cui il cinema e la ricerca possono contribuire a osservare, interpretare e trasmettere il patrimonio culturale dei luoghi. Fin dalla sua nascita, il festival promosso dall’Ecomuseo ha messo in dialogo esperienze e linguaggi diversi, nella convinzione che il territorio non sia soltanto uno spazio geografico, ma il risultato di relazioni, memorie e pratiche che si sedimentano nel tempo. In questa prospettiva si inserisce la prima proiezione della giornata: si tratta di Bardo. Frammenti di memoria (2025) di Stefano Capodieci, film realizzato nell’ambito del corso di Landscape Videomaking dell’Università degli Studi di Padova.

Seguirà la presentazione del libro Nel verde incanto che raccoglie contributi e approfondimenti sul paesaggio fisico e sonoro di roccoli e bressane in Friuli, con allegato in dvd il documentario omonimo realizzato da Michele Trentini. Pubblicazione e film si occupano delle strutture vegetali un tempo utilizzate per la cattura degli uccelli e oggi parte di un patrimonio culturale complesso, sospeso tra storia, paesaggio e trasformazioni contemporanee. Attraverso le interviste a proprietari, potatori e chioccolatori, il film restituisce la stratificazione di significati che questi luoghi conservano. Un tema particolarmente vicino alla sensibilità dell’Ecomuseo, che da anni promuove la valorizzazione dei roccoli di Montenars riconvertendoli a nuove funzioni culturali. L’incontro è in programma al Centro Polifunzionale di Borgo Isola con inizio alle 9.30, ingresso libero.

Michele Trentini, regista e antropologo visuale, da oltre vent'anni sviluppa progetti di ricerca e produzione audiovisiva dedicati alle culture locali, ai paesaggi e alle trasformazioni delle comunità alpine e rurali. I suoi film si distinguono per l'attenzione alle persone, ai saperi e alle pratiche quotidiane, osservati attraverso un linguaggio rigoroso ma profondamente partecipe. Collabora da tempo con l’Ecomuseo delle Acque: dopo “Latte nostro” sui caseifici turnari, con “Nel verde incanto” prosegue un percorso di ricerca che utilizza il cinema come strumento di conoscenza e confronto con la complessità del patrimonio, materiale e immateriale.



“Bardo. Frammenti di memoria” di Stefano Capodieci

VETTE E ONDE EXPERIENCE 2026 APPRODA SUL LAGO MAGGIORE

 

Dal mare alle montagne, passando per i grandi laghi italiani: dopo Ancona, Vette e Onde Experience 2026 arriva sul Lago Maggiore. Il 25 e 26 giugno esperti, investitori e protagonisti dell’hospitality internazionale si incontreranno per immaginare nuove forme di accoglienza capaci di coniugare architettura, cultura e sviluppo sostenibile dei territori

Lago Maggiore, 12 giugno 2026_ C’è un’Italia che continua ad attrarre l’interesse degli investitori internazionali senza fare leva soltanto sulla notorietà delle proprie destinazioni. È un’Italia fatta di territori che hanno saputo conservare una forte identità, un patrimonio paesaggistico autentico e una cultura progettuale capace di trasformarsi in valore economico. È in questa prospettiva che il Lago Maggiore ospiterà il 25 e 26 giugno la seconda tappa di Vette e Onde Experience 2026, il format dedicato all’evoluzione dell’architettura, del turismo e dell’ospitalità contemporanea, nato per mettere in dialogo istituzioni, investitori, progettisti e operatori del settore sui nuovi modelli di sviluppo delle destinazioni italiane.

Dopo l’appuntamento inaugurale di Ancona, il progetto prosegue scegliendo un territorio che oggi rappresenta uno dei casi più interessanti nel panorama dell’hospitality. 

Accanto alle destinazioni che negli ultimi anni hanno consolidato una forte riconoscibilità internazionale, cresce infatti l’attenzione verso luoghi che hanno saputo preservare autenticità, qualità paesaggistica e identità culturale, offrendo al tempo stesso significativi margini di sviluppo. La competitività di una destinazione non si misura più soltanto nella sua notorietà, ma nella capacità di costruire un’offerta integrata nella quale progettazione, servizi, cultura e valorizzazione del patrimonio dialogano in una visione di lungo periodo. In questo scenario il Lago Maggiore si propone come un laboratorio di nuove progettualità e di nuove forme di ospitalità.

L’evento prenderà il via il 25 giugno con un momento di networking dedicato ai relatori e agli ospiti, pensato per favorire il confronto tra i protagonisti dell’evento e anticipare i temi che saranno approfonditi il giorno successivo. Il 26 giugno, nella cornice del Castello Dal Pozzo di Oleggio Castello, si svolgerà invece la giornata di lavori, articolata in due tavole rotonde e in uno special speech dedicato alla progettazione internazionale.

Ad aprire il convegno saranno i saluti istituzionali di Marco Cairo, Sindaco di Oleggio Castello, e di Aimone Dal Pozzo d’Annone, CEO & General Manager del Castello Dal Pozzo Resort Lago Maggiore, ad introdurre una riflessione sul ruolo dell’ospitalità quale leva di sviluppo economico, culturale e territoriale.

Il primo panel, “Nuovi investimenti in una visione internazionale”, affronterà le trasformazioni che stanno interessando il mercato dell’hospitality e le opportunità che si aprono per territori capaci di coniugare qualità dell’offerta, identità e progettualità. Se fino a pochi anni fa il dibattito era concentrato prevalentemente sullo sviluppo alberghiero tradizionale, oggi il settore guarda a modelli sempre più articolati che comprendono branded residences, serviced apartment, ville con servizi alberghieri e formule di accoglienza nelle quali esperienza, benessere e territorio diventano parte integrante dell’investimento. A confrontarsi su questi temi saranno Ettore Cavallino, Vice President Development Luxury Southern & Eastern Europe di Accor, Massimiliano Ceriani, Head of Development Italy & Malta di Meliá Hotels International, Patrick Puricelli, Director Development Southern Europe di Hilton, e Francesco Ronzoni, Vice President di Lio Capital, con la moderazione di Giovanni Lodato, Director Hotel Operator Selection & Consultancy Italy di CBRE. Attraverso il punto di vista di grandi gruppi alberghieri, advisor e investitori emergeranno le dinamiche che stanno ridefinendo il settore e i criteri con cui oggi vengono valutate le destinazioni a maggiore potenziale di crescita.

Momento centrale della mattinata sarà lo special speech dell’architetto Francesca Muzio, Founder e CEO di FM Architettura, dedicato a una visione internazionale della progettazione applicata all’ospitalità contemporanea. Il suo intervento offrirà una riflessione sul rapporto tra architettura, interior design, paesaggio e manifattura italiana, mostrando come il valore di un progetto non risieda soltanto nella qualità dell’edificio ma nella capacità di costruire un dialogo con il territorio e con la sua identità. Dal dettaglio dell’arredo fino alla pianificazione di sistemi complessi, il Made in Italy continua infatti a rappresentare un patrimonio di competenze e cultura progettuale capace di distinguersi sui mercati internazionali e di costituire un elemento di attrattività per investitori e committenze.

Nel pomeriggio il confronto si sposterà sul rapporto tra territorio, cultura e innovazione con una seconda tavola rotonda dedicata alle nuove opportunità per il Lago Maggiore e al punto di vista degli investitori locali. 

L’introduzione sarà affidata a Matteo Gambaro, Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC delle Province di Novara e del VCO, che svilupperà una riflessione sul genius loci e sulla necessità di valorizzare l’identità dei luoghi come presupposto di ogni processo di trasformazione.

Il dibattito metterà in relazione esperienze e approcci differenti ma accomunati dalla convinzione che il futuro dell’ospitalità passi attraverso una lettura integrata del territorio. Il Dr. Domenico De Angelis, Condirettore Generale di Banco BPM, nel suo ruolo di presidente di Fondazione Hereditas sostiene che “oggi si raccoglie il risultato di un percorso iniziato oltre cinque anni fa che raccoglie l’eredità di HOSPES,  Centro per gli Studi Turistici e Alberghieri e per lo sviluppo dell’Istituto “Erminio Maggia” di Stresa fondata nel 1955, da un gruppo di personalità del mondo dell’industria e della cultura. Un progetto costruito attraverso il confronto tra imprese, manager, professionisti e mondo della formazione, dalle Università alle altre Scuole ed Istituti professionali del settore. Oggi quella visione prende finalmente forma con la nascita della Fondazione e l'avvio delle sue attività”. 

Giampiero Peia dello Studio Peia metterà in evidenza la valorizzazione del legame storico tra Milano e il Lago Maggiore, dai percorsi del marmo di Candoglia alle relazioni economiche e culturali che uniscono le due sponde del lago. Ispirato all’approccio di Geoffrey Bawa, interpreta l’ospitalità come strumento di integrazione tra paesaggio. Architettura e territorio. La collaborazione tra pubblico e privato e il dialogo con gli enti sono elementi chiave per attivare investimenti, accelerare i processi e generare sviluppo condiviso.

Elia Frapolli illustrerà invece il progetto Habitat Lago Maggiore, nato per rispondere a una domanda di ospitalità immersiva e sostenibile attraverso un modello di ricettività fortemente integrato con il paesaggio.

Il dialogo tra architettura e natura sarà al centro degli interventi di Christian Rivola, CEO di atelier ribo+, e di Gabriel Gascón, CEO di Gascón Group, che porteranno esperienze progettuali nelle quali il paesaggio diventa il protagonista dell’esperienza e l’architettura si mette al servizio del contesto. 

Il tema dell’arte e della cultura come elementi costitutivi dell’identità delle strutture ricettive sarà invece approfondito da Federico Spagnulo, Founder & Senior Partner di Spagnulo & Partners, e da Marco Giammetta, CEO e Founder di Giammetta Architects, che illustreranno come il dialogo tra patrimonio artistico e progetto contemporaneo possa contribuire a costruire un’esperienza di ospitalità autentica e riconoscibile.

Completeranno il confronto Luca Sartorio, Founder & CEO di Grand Luino Group, con una riflessione sul recupero e sulla rigenerazione di luoghi dismessi come opportunità di sviluppo turistico, e Antonio Zacchera, CEO di Zacchera Hotels, che porterà il punto di vista di una delle realtà imprenditoriali che maggiormente hanno contribuito alla crescita dell’ospitalità sul Lago Maggiore. La moderazione sarà affidata a Ivan Granolla, Direttore di Guest.

Con la tappa del Lago Maggiore, Vette e Onde Experience 2026 conferma la propria vocazione a piattaforma di confronto tra istituzioni, investitori, architetti, imprenditori e operatori dell’hospitality, promuovendo una riflessione sul futuro delle destinazioni italiane attraverso territori che fanno della propria identità un fattore di competitività

Dopo il mare di Ancona e il paesaggio lacustre del Lago Maggiore, il percorso si concluderà in Trentino-Alto Adige con una tappa dedicata alle nuove prospettive dell’accoglienza in ambito alpino, dove architettura, paesaggio e sviluppo territoriale torneranno a essere al centro del dibattito.

 

*Nella foto: il Castello Dal Pozzo di Oleggio Castello, suggestiva location sul Lago        Maggiore che farà da cornice alla seconda tappa di Vette e Onde Experience          2026

venerdì 12 giugno 2026

TENUTA SETTE PONTI SCEGLIE UN LUOGO UNICO AL MONDO PER CELEBRARE I 25 ANNI DI ORENO: IL PONTE BURIANO, IMMORTALATO DA LEONARDO DA VINCI NELLA MONNA LISA

 



EL PORTEÑO PORTA LA PARILLA OLTRE I LOCALI: NASCE “EL PORTEÑO A CASA TUA”, IL NUOVO SERVIZIO CATERING PREMIUM

 


Non più solo un ristorante ma un’esperienza che può prendere forma ovunque.

 

Il fuoco che si accende, il profumo della carne alla griglia, il ritmo della sala che prende vita: El Porteño porta la sua esperienza fuori dal ristorante e la trasforma in un format itinerante. Nasce “El Porteño a Casa Tua”, il nuovo servizio catering premium pensato per portare l’identità del brand direttamente in location private e aziendali.

Il debutto è avvenuto in occasione delle finali della El Porteño Golden Cup, dove il team ha firmato il pranzo di gala composto da oltre 450 commensali e trasformandolo nella prima vera esperienza immersiva del nuovo progetto.

 

El Porteño a Casa Tua” è la traduzione fuori sede di un mondo preciso, fatto di calore, spettacolo e cucina argentina contemporanea. Al centro, naturalmente, c’è lei, la griglia, cuore pulsante dell’esperienza. La parilla non è solo tecnica di cottura, ma rituale e racconto, dove il fuoco diventa scenografia, il taglio della carne un momento condiviso, la preparazione parte integrante dello spettacolo.

Attorno alla parilla si costruisce un’esperienza completa: dall’accoglienza elegante ma spontanea al servizio di sala dinamico e coinvolgente, in un ritmo che alterna convivialità e intrattenimento, ma sempre accompagnato da grande attenzione alla materia prima e alla qualità esecutiva.

Il risultato è un format capace di trasportare l’energia dei ristoranti El Porteño in qualsiasi contesto, creando eventi che parlano tanto al palato quanto all’immaginario.

 

Un servizio su misura, tra cucina e spettacolo

Il servizio nasce per essere costruito su misura in ogni dettaglio con menù sviluppati in funzione dell’occasione e degli ospiti e modalità di servizio che possono spaziare da formule più classiche a soluzioni dinamiche con live cooking e interazione diretta con la cucina.

A rendere il tutto ancora più immersivo, la possibilità di integrare elementi iconici del mondo El Porteño come il tango argentino, direttamente ispirato al dinner show di El Porteño Prohibido.

Un progetto pensato per adattarsi a diverse occasioni, dalle cene private agli eventi corporate, dai gala alle brand experience, mantenendo sempre lo stesso obiettivo: creare momenti memorabili.

 

Infine, la presenza di una squadra completa composta da chef, brigata, asador esperti della parilla, personale di sala e team accoglienza garantisce autenticità e qualità portando fuori sede il modello operativo dei ristoranti.

 

Con “El Porteño a Casa Tua”, il gruppo amplia il proprio raggio d’azione rispondendo a una domanda sempre più forte: quella di esperienze gastronomiche immersive, personalizzate e ad alto contenuto emotivo, capaci di uscire dal ristorante senza perdere identità.


Il Crema Wine Festival edizione 2026 secondo la Cantina Madri Leone

 





Il Crema Wine Festival edizione 2026 si è confermato una vetrina d’eccellenza straordinaria al  secondo anno di partecipazione dell'azienda agricola pugliese Madri Leone. 


Per la Cantina situata nel Tavoliere ad est del Mare Adriatico  (e guidata tutta al femminile dalle sorelle Marilia e Linda Leone) è stata un’esperienza memorabile. I banchi d’assaggio hanno visto un flusso continuo di visitatori. sono stati incontraticentinaia di appassionati wine lovers sinceri e degustatori esperti che hanno dimostrato una grandissima competenza e curiosità autentica.


Raccontare la nascita delle bottiglie di Madri Leone è stato un vero orgoglio, ogni calice versato ha fatto nascere un dialogo profondo sul territorio. 


Il festival di Crema fa della cultura del vino il suo punto di forza. Questo evento ha un valore commerciale e strategico inestimabile per Madri Leone: difatti ha permesso di toccare con mano le richieste del mercato attuale.


Il contatto diretto con il cliente finale pulsa di energia positiva.Oltre ai winelovers, il confronto tra addetti ai lavori è stato vitale, così come è stato fondamentale interfacciarsi e confrontarsi a lungo con moltissimi colleghi produttori.


Condividere sfide, visioni e trend futuri arricchisce sempre la crescita di una realtà come Madri Leone, oltre a far aumentare la consapevoiezza del lavoro svolto, sia in vigna che in Cantina.


Madri Leone ha portato a casa contatti preziosi e tantissimo entusiasmo rinnovato. Il Crema Wine Festival si è confermato come un appuntamento ormai imperdibile, dal quale attingere per trasformare tutti gli ottimi incontri in nuove grandi opportunità.

LA CASA DEGLI SPIRITI FESTEGGIA 30 ANNI E APRE UN NUOVO CAPITOLO CON LA SECONDA GENERAZIONE