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Sala affollata a Palazzo Monferrato per l’inaugurazione della mostra dedicata alla Corsa Rosa
Una sala gremita e lunghi applausi hanno accompagnato a Palazzo Monferrato l’inaugurazione della mostra “Alessandria e il Giro d’Italia: una lunga storia d’amore”, il progetto espositivo promosso dal Museo ACdB – Alessandria Città delle Biciclette per raccontare il legame storico tra il territorio alessandrino e la Corsa Rosa.
In apertura è stato dedicato un toccante minuto di silenzio per la scomparsa prematura di Luciano Mariano, amato Presidente della Fondazione, cassa di risparmio di Alessandria e per l’indimenticabile Campione Alex Zanardi.
Particolarmente calorosa è stata l’accoglienza riservata a Franco Balmamion, due volte vincitore del Giro d’Italia, protagonista di uno dei momenti più emozionanti della serata. Molto apprezzata anche la presenza delle famiglie dei grandi campioni che hanno segnato la storia del ciclismo italiano e alessandrino.
Erano presenti Adriano Baffi, oggi direttore sportivo e figlio di Pierino Baffi, il direttore sportivo della Cofidis Roberto Damiani, Marco Carrea figlio del gregario di Fausto Coppi Sandrino Carrea, Marina Coppi, Michela e Costanza Girardengo, oltre a Giovanni Ferrari Cuniolo, pronipoti di campioni che hanno scritto pagine fondamentali del ciclismo italiano storicamente scattato da Alessandria e Provincia.
La mostra, che resterà visitabile fino al 2 agosto, ha proposto un percorso storico e interattivo capace di intrecciare memoria, documenti, cimeli, contributi audio e installazioni digitali. Un grande impatto, la presenza del trofeo di Fiorenzo Magni, prestito del grmellato Museo del Ghisallo, del 1951, accanto al Trofeo senza fine di Franco Balmamion, assegnato nel 2023 quando fu inserito nella Hall of Fame del Giro d’Italia.
Il progetto racconta più di un secolo di storia del Giro d’Italia attraverso le figure dei grandi protagonisti, i passaggi della corsa ad Alessandria e il forte radicamento del ciclismo nel territorio. Molto apprezzata a parte interattiva, in particolare l’esperienza che si può fare con un visore, di una corsa su biciclo in una pista che ci fa fare un salto indietro nel tempo fra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento. Quando tutto col Ciclismo è iniziato, ad Alessandria.
Il percorso espositivo ha accompagnato i visitatori dalle origini del Giro, nel 1909, fino alle edizioni contemporanee, valorizzando anche figure simboliche del territorio come Costante Girardengo, Fausto Coppi, Sandrino Carrea e Giorgio Zancanaro, vincitore ad Alessandria e prima maglia rosa del Giro 1967.
Tra i momenti più seguiti, anche l’omaggio dedicato proprio a Sandrino Carrea attraverso un contributo audio con la voce del giornalista Dario Ceccarelli, oltre alla presenza di maglie storiche provenienti dalla collezione privata di Herbie Sykes e di una originale maglia rosa appartenuta a Franco Balmamion, proveniente dalla collezione del friulano Museo Tony Pessot del Comune di Caneva.
Il Sindaco della Città Giorgio Abonante ha sottolineato come il percorso verso la partenza del Giro d’Italia da Alessandria del prossimo 22 maggio stia coinvolgendo tutta la città attraverso iniziative culturali e sportive capaci di valorizzare il territorio e la sua storia ciclistica.
Il Presidente della Camera di Commercio Alessandria-Asti Gian Paolo Coscia ha evidenziato il valore della mostra all’interno del programma del “maggio in rosa” alessandrino, rimarcando l’importanza del Giro d’Italia come occasione di promozione turistica e culturale.
Il Direttore del Museo ACdB Roberto Livraghi ha infine ricordato come la mostra rappresenti anche un’occasione per presentare un museo rinnovato e sempre più dinamico, capace di coniugare memoria storica, innovazione e partecipazione del pubblico.
Dal 3 al 5 giugno il Lago di Garda torna a essere palcoscenico di Garda Wine Stories, il press tour promosso dal Consorzio Garda DOC dedicato alla stampa nazionale e internazionale. Dopo il successo registrato a Vinitaly, la denominazione rilancia così il proprio percorso di posizionamento con tre giornate di incontri, degustazioni e momenti di approfondimento pensati per raccontare identità, innovazione e prospettive future della DOC Garda.
Cuore del programma sarà il convegno tecnico in calendario giovedì 4 giugno alla Dogana Veneta di Lazise, dal titolo “Garda DOC: strategie di crescita e percezione nei mercati internazionali. Low alcol, versatilità e nuovi trend di consumo”, con il coinvolgimento di esperti e rappresentanti delle testate di riferimento dei mercati target.
“Affrontare oggi il tema dei low alcol significa interpretare con lucidità l’evoluzione della domanda internazionale, comprendere i nuovi stili di consumo e anticipare i cambiamenti che stanno interessando il mercato del vino a livello globale” dichiara Paolo Fiorini, Presidente del Consorzio Garda DOC “Sempre più consumatori ricercano prodotti versatili, contemporanei e coerenti con un approccio al bere più consapevole, senza rinunciare alla qualità e all’identità territoriale. In questo scenario il ruolo del Consorzio è quello di guidare il cambiamento con responsabilità e visione strategica. Come Consorzio siamo stati la prima denominazione a inserire questa tipologia in disciplinare: una scelta pionieristica che testimonia la volontà della DOC Garda di innovare, offrendo nuove opportunità ai produttori e risposte concrete ai mercati, restando al tempo stesso saldamente ancorata ai propri valori, alla propria riconoscibilità e al legame con il territorio»
Il confronto si aprirà con l’analisi dell’andamento della denominazione e proseguirà con focus dedicati ai principali mercati esteri quali Regno Unito e Germania grazie al contributo di autorevoli osservatori internazionali. Un’occasione concreta per approfondire nuovi scenari di consumo, opportunità commerciali e leve di crescita per la DOC Garda.
Accanto ai contenuti tecnici, Garda Wine Stories conferma la propria vocazione esperienziale con momenti immersivi sul territorio. Nel pomeriggio di giovedì 4 giugno la Rocca di Lonato (BS) ospiterà un walk around tasting con le cantine della denominazione all’interno della Casa del Podestà. La giornata conclusiva di venerdì 5 giugno sarà invece dedicata all’innovazione sensoriale, con la masterclass guidata dal Presidente del Consorzio Paolo Fiorini, Sissi Baratella enologa e Vinitaly Ambassador Garda DOC e Dario Boschetto, formatore e apneista per un’esperienza immersiva che unirà vino, respirazione e percezione sensoriale.
Garda Wine Stories si conferma così uno degli strumenti centrali della strategia di comunicazione del Consorzio Garda DOC: un format capace di unire dati, relazioni e territorio per consolidare il posizionamento della denominazione sui mercati italiani e internazionali, valorizzando al tempo stesso il patrimonio paesaggistico e produttivo del Lago di Garda.
Le attività si inseriscono nel programma del progetto europeo Euchronicles Eccellenze DOP : un savoir-faire tutto europeo, iniziativa di promozione dedicata alla valorizzazione delle eccellenze agroalimentari europee, con l’obiettivo di rafforzare la conoscenza delle denominazioni tra operatori e consumatori.
Nel corso di Vesuvio Wine Day 2026, sarà presentata la prima edizione di Vesuvio Wine Day in Cantina, un’iniziativa che nasce dal desiderio di invitare il pubblico dell’evento di Napoli a scoprire il territorio e i vini dell’area vesuviana, visitando le Aziende che fanno parte della denominazione Vesuvio DOP.
L’obiettivo di Vesuvio Wine Day in Cantina è promuovere e sviluppare momenti di conoscenza e approfondimenti delle realtà del territorio, proponendo un’esperienza immersiva, che partendo dall’evento di Napoli del 10 e 11 maggio, si estenda ai luoghi di produzione del vino. Un’occasione per visitare i vigneti, le cantine, incontrare le donne e gli uomini che sono impegnati a valorizzare il territorio e a portare avanti la millenaria tradizione del vino vesuviano.
Vesuvio Wine Day 2026 In Cantina
Programma
Le date
Domenica 17 maggio
Domenica 24 maggio
Domenica 31 maggio
Il programma delle visite
Visita guidata ai vigneti e/o alla cantina dell’azienda
Presentazione della realtà aziendale, del territorio e della Vesuvio DOP
Degustazione di un calice di Vino Vesuvio Lacrima Christi DOP
Come prenotare
Per partecipare alle iniziative di Vesuvio Wine Day in Cantina è necessario prenotare direttamente presso le aziende aderenti all’iniziativa: via email, oppure di persona, durante i giorni di Vesuvio Wine Day, presso gli stand delle cantine partecipanti. Il biglietto di ingresso al Vesuvio Wine Day 2026 dà diritto alla partecipazione a una o più visite, previa prenotazione.
Parteciperanno a Vesuvio Wine Day in Cantina 2026 i seguenti produttori:
- Fuocomuorto (domenica 24/5 e domenica 31/5)
- Cantina del Vesuvio
- Casa Setaro
- Enodelta
- Tenuta Augustea (domenica 31/5)
- Cantine Olivella
- Sorrentino Vini
- Tenuta La Mura
- Villa Dora
La storia del ‘Re dei salumi’ è stata omaggiata in un convegno
organizzato al Teatro Regio
di Parma, alla presenza di istituzioni e chef stellati
Il Consorzio di Tutela ha
rivelato i dati storici: i culatelli marchiati sono passati dai 5.500 del 1996
agli attuali 82.570, con il record di 102mila nel 2022. E negli ultimi 10 anni
ha registrato il boom del preaffettato, passato dal 4,6% della produzione al
41,5% del 2025, e contribuendo a far crescere il fatturato al consumo da 14,5 a
24 milioni di euro (+65%)
Parma, 7 maggio 2026 – Trent’anni di
Denominazione di Origine Protetta. Il Consorzio del Culatello di Zibello
ha celebrato il prestigioso traguardo, ottenuto esattamente nel 1996,
all’interno del convegno ’30 anni di Culatello di Zibello Dop: bilanci,
mercati e prospettive di internalizzazione’ andato in scena oggi al Teatro
Regio di Parma.
I saluti istituzionali
sono stati affidati a Michele Guerra (sindaco di Parma), affiancato da Romeo
Gualerzi (presidente del Consorzio di Tutela del Culatello di Zibello), Pietro
Gasparri (dirigente del Ministero dell’agricoltura, della sovranità
alimentare e delle foreste), lo chef Massimo Spigaroli (fondatore del Consorzio
e promotore del riconoscimento della Dop), Stefano Benedetti
(responsabile area sanità veterinaria Regione Emilia-Romagna) e Marco
Pierantoni (direttore servizio veterinario Ausl Parma).
E durante la mattinata, dopo l’apertura lavori affidata a Massimo Fabi
(assessore regionale alle politiche per la salute Regione Emilia-Romagna), sono
poi intervenuti anche Vincenzo Carrozzino (funzionario Ministero
dell’agricoltura), Nicola Santini (Ministero della salute) e Davide
Calderone (direttore ASSICA), con la moderazione del direttore di
Salumitalia, Cristiano Costantino Loddo.
Un percorso di
trent’anni che ha visto crescere in modo esponenziale il Consorzio di Tutela
del Culatello di Zibello Dop, come testimoniato anche dai dati. Se nel 1996
infatti erano stati registrati 5.500 pezzi, nel 2025 la quota è
salita a 82.570, con un record assoluto di 102.591 ottenuto nel 2022 post
ripresa Covid. Ma anche guardando agli ultimi 10 anni, il Consorzio –
che associa tutti e 20 i produttori della Dop per un totale di circa 250
addetti tra diretti e indotto – ha ottenuto risultati di grandissimo rilievo. Il numero di
culatelli sigillati è passato dai 62.945 del 2015 ai già
citati 82.570 dell’anno scorso (+31%) con un fatturato al
consumo quasi raddoppiato e passato da 14,5 milioni di euro agli attuali 24
(+65%). E ad ottenere i risultati maggiori è stato indubbiamente il
comparto del preaffettato. Nel 2015 la produzione destinata era
ferma al 4,6% del totale, mentre nel 2025 la percentuale ha
raggiunto il 41,5% con 34.392 culatelli avviati alla lavorazione; una
crescita che ha portato il numero di vaschette prodotte dalle 71mila
di 10 anni fa alle 1,07 milioni registrate lo scorso anno e che si è
tramutata anche nel valore sul fatturato del comparto, passato dai 604mila euro
agli attuali 14,5 milioni.
Inoltre il Consorzio, a cui
spetta il compito di difendere e promuovere la qualità e la tipicità del
prodotto, ha raggiunto diversi obiettivi negli ultimi 30 anni. Tra questi il
più importante è stato l’aggiornamento del disciplinare, avvenuto nel 2025,
che ha introdotto modifiche lungo tutta la filiera. Il più rilevante ha
riguardato il peso massimo alla marchiatura, passato da 5 a 6 chili, e
quello della carcassa (da 190 a 195 chili) e pensati per favorire una tendenza
ormai strutturata tra i produttori: la ricerca di stagionature più lunghe,
fino a 48 mesi. L’evoluzione consente di esaltare le caratteristiche
organolettiche del prodotto: partire da una materia prima più pesante e con
maggiore componente grassa permette infatti di mantenere morbidezza e qualità
anche nel lungo periodo, contribuendo a un risultato finale di eccellenza.
Il nuovo disciplinare prevede inoltre una riduzione della percentuale minima di
sale e l’aggiornamento dei controlli genetici, ora digitalizzati, per
migliorare ulteriormente tracciabilità e sicurezza della filiera.
Un aggiornamento
fondamentale per un prodotto unico nella norcineria italiana: riconosciuto
universalmente come il ‘Re dei salumi’, viene realizzato da disciplinare
in soli 7 comuni della Bassa Parmense (Busseto, Colorno, Polesine Zibello,
Roccabianca, San Secondo, Sissa Trecasali e Soragna) all’interno di una
produzione che ancora adesso avviene in gran parte a mano e dove il territorio
– umido e nebbioso di inverno; caldo e afoso d’estate – rappresenta il fattore
determinante per la stagionatura di questa eccellenza. Ricordando come il
marchio Dop viene conferito dopo una stagionatura minima di 9 mesi.
Romeo Gualerzi, presidente del
Consorzio di Tutela del Culatello di Zibello: «Sono stati 30 anni di grandi
soddisfazioni per questa iconica Dop. Il Culatello di Zibello è universalmente
riconosciuto come il ‘Re dei salumi’, e rappresentarlo come presidente per il
secondo mandato consecutivo è motivo di grande orgoglio. Siamo partiti con poco
più di 5mila culatelli marchiati e nel post Covid abbiamo superato i 100mila:
risultati fuori da ogni portata che sono stati raggiunti solo grazie al lavoro
rigoroso e instancabile del Consorzio di Tutela e dei suoi consorziati. Nel
mezzo abbiamo ottenuto anche il riconoscimento del Ministero dell’Agricoltura
nel 2010 e aggiornato il disciplinare lo scorso anno, in uno sforzo costante
per proteggere e valorizzare una Dop unica in tutto il mondo».
Massimo Spigaroli, chef stellato ed ex presidente del Consorzio del Culatello di
Zibello: «Il 1° luglio 1996 il Culatello di Zibello ha ottenuto
ufficialmente la Dop. Non avevamo la certezza di raggiungere questo traguardo,
ma le istituzioni hanno riconosciuto il valore di un’eccellenza che rappresenta
profondamente la nostra salumeria. Siamo entrati nel sistema delle tutele
subito dopo i grandi prodotti del territorio, come il Parmigiano Reggiano e il
Prosciutto di Parma, ed è stata una grande soddisfazione. Volevamo proteggere
un’eredità culturale che rischiava di andare perduta, intervenendo per
garantirne la tutela. E soprattutto circoscrivendo la produzione all'interno di
soli otto comuni storici – diventati poi sette con la fusione di
Polesine-Zibello - ci ha permesso di proteggere il Culatello dalle imitazioni,
garantendo, attraverso un sistema di controlli europeo, la salvaguardia di un
prodotto che è simbolo autentico del nostro territorio».
Accessibile, giovane, inclusiva: la
quarta edizione dell’evento in programma dal 15 al 18 maggio a Palazzo Isolani
Bologna, Aprile 2026 – Dal 15 al
18 maggio 2026 torna con la quarta edizione la Bologna Wine Week:
l’evento dedicato alla cultura del vino riunisce nel cuore della città circa 50
cantine provenienti da tutta Italia insieme a importanti consorzi nazionali. La
sede principale dell’edizione 2026 sarà Palazzo Isolani, storica cornice
nel centro di Bologna, che per tre giorni diventerà punto di incontro tra
produttori, operatori del settore e winelovers: “il nostro obiettivo
principale è quello di rendere il mondo del vino più accessibile e meno
intimidatorio per il pubblico - sottolinea l’organizzatore dell’evento
Gianmarco Gabarello - L’idea è quella di abbattere le barriere che spesso
tengono lontane le persone: il vino viene percepito come un ambiente complesso,
quasi elitario, in cui molti temono di non avere le competenze giuste per
partecipare. Proprio per questo, la manifestazione punta a creare un contesto
più accogliente, informale e inclusivo, dove chiunque possa avvicinarsi senza
timore”. La Bologna Wine Week si propone quindi come un’occasione di
scoperta e dialogo, facilitando l’incontro tra pubblico, produttori e operatori
in modo semplice, diretto e leggero. Il linguaggio è volutamente “pop”: meno
tecnico, più immediato, capace di coinvolgere anche chi normalmente non frequenta
questo settore. Elemento distintivo è anche l’approccio giovane e dinamico,
fatto di musica, cibo e momenti di socialità: “abbiamo pensato ad un formato
ibrido che unisce il meglio delle edizioni precedenti caratterizzate da
un’anima aperta e fortemente partecipativa (i primi due anni in piazza
Minghetti) e il passaggio a una location più istituzionale (Palazzo Re Enzo) -
precisa Gabarello - da un lato vogliamo mantenere la qualità e la struttura
delle degustazioni in uno spazio più raccolto e curato, dall’altro recuperiamo
l’energia della piazza, con musica, food e momenti di aggregazione aperti al
pubblico”. L’obiettivo è creare un contesto dinamico e inclusivo: un
ambiente leggero e conviviale che inviti le persone a partecipare liberamente,
lasciando poi a chi lo desidera la possibilità di approfondire attraverso le
degustazioni, cuore dell’evento. In questo modo, l’esperienza complessiva resta
accessibile e coinvolgente, senza rinunciare alla qualità, e mantiene quel
carattere “pop” che ha contribuito al successo delle prime edizioni.
Si inizia Venerdì 15 Maggio
con il Dj Set serale che aprirà la quarta edizione della Bologna Wine Week, poi
Sabato 16 e Domenica 17 maggio l’evento sarà aperto al pubblico con due
giornate dedicate alla degustazione di vini e scandite da un accompagnamento
musicale live che vede in programma otto concerti live e sei dj set. Otto
le masterclass in programma. Lunedì 18 maggio la giornata sarà
interamente riservata agli operatori del settore – horeca, buyer, distributori e
stampa. Il cortile di Palazzo Isolani sarà aperto al pubblico e animato dai più
importanti brand bolognesi. Durante tutta la settimana, la Bologna Wine Week si
estenderà oltre la sede principale coinvolgendo il tessuto cittadino con
degustazioni guidate e momenti di approfondimento che vedranno protagonisti
ristoranti, produttori e consorzi. Un format che rimarrà anche il sabato e la
domenica con degustazioni tra i locali del centro e una rete di locali
selezionati presenti all’interno di Ban Ban, (qui il sito ufficiale) nuova guida bolognese e partner
ufficiale della manifestazione.
Bologna Wine Week si conferma così un progetto che va oltre la semplice
degustazione, distinguendosi come l’unico evento dedicato al vino nel centro
storico capace di mettere realmente in relazione il mondo produttivo con la
città. L’obiettivo è costruire un momento di incontro tra produzione,
distribuzione e consumo consapevole, valorizzando il posizionamento di Bologna
come città gastronomica e culturale e promuovendo la cultura del vino e del
bere bene. L’edizione 2026 consolida un format concentrato e curato, con un
numero selezionato di espositori per garantire qualità dell’esperienza e
concrete opportunità di networking.
Qui il programma aggiornata
dell’evento
https://www.bolognawineweek.it