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venerdì 27 febbraio 2026

MUCIV-Museo delle Civiltà annuncia Le fiabe sono vere... Storia popolare italiana

 



MATTIA MORENI Dalla formazione a “L'ultimo sussulto prima della grande mutazione” a cura di Claudio Spadoni

 

Il genio irrequieto del Novecento nella più ampia antologica mai realizzata: cinque mostre in cinque luoghi chiave della vita di Mattia Moreni (1920 – 1999) per celebrare il suo profondo legame con la Romagna

da settembre 2025 a maggio 2026

 

quinta mostra:

MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna

Dalla regressione della specie all’umanoide a cura di Serena Simoni

 

1 marzo – 3 maggio 2026

 

MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna Via di Roma 13, Ravenna

 

Installation view, Mattia Moreni. Dalla regressione della specie all’umanoide, MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna





Ravenna, 27 febbraio 2026. Il MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna dal 1 marzo al 3 maggio 2026 propone l'ultimo evento di un ampio progetto - curato da Claudio Spadoni e promosso da Associazione Mattia- che mette in rete cinque importanti musei della Romagna nella celebrazione del lavoro di uno dei più importanti pittori italiani del ‘900, Mattia Moreni (1920-1999), artista pavese di nascita, torinese di formazione, ma che dopo lunghi soggiorni parigini ha legato il suo nome al territorio romagnolo dove ha sempre vissuto dal ’70 in poi

.

Dopo le mostre di Bagnacavallo, Forlì, Santa Sofia e Bologna - che hanno indagato temi particolari quali la formazione e il periodo informale, alcune serie storiche, dalle Angurie agli Autoritratti,fino alla ricostruzione dell'antologica bolognese curata nel 1965 da Arcangeli, a Ravenna si inaugura una esposizione dedicata alla produzione degli ultimi 20 anni di vita del maestro.

Le serie della Regressione della Specie e degli Umanoidi rappresentano infatti ultimi approdi della ricerca di una delle figure più originali e inquiete dell’arte italiana del secondo Novecento. La mostra al MAR - curata da Serena Simoni - raccoglie una trentina di grandi opere suddivise in due sezioni per

illustrare la produzione dall’inizio degli anni Ottanta e il 1999, anno della scomparsa di Moreni. Segue una terza sezione che presenta un ricco apparato fotografico e documentario allo scopo di mostrare l'interesse che numerosi critici italiani e internazionali hanno dedicato ai diversi periodi del suo lavoro. Dopo aver portato a conclusione a metà degli anni Settanta il celebre ciclo delle Angurie, Moreni dà spazio alla scrittura: fra il 1975 e il decennio successivo scrive L'ignoranza fluida e L'Assurdo razionale perché necessario, testi in cui confluiscono le riflessioni sulle cause di quella che egli definisce la "regressione" della specie. Strettamente legati a questi scritti nascono quindi gli ultimi due cicli dell'attività artistica di Moreni.

Nella prima sezione - la Regressione della Specie e Belle Arti (1983-1995) - sono esposte le opere in cui Moreni si fa testimone dell'involuzione delle Belle Arti, speculare al declino umano. Moreni nota come fin dall'inizio del Novecento l'arte abbia spento la capacità creativa dandosi all’elaborazione di forme primitiviste o dedicandosi a sterili formalismi. Questa regressione decadente o consapevole si esemplifica in oggettio in geometrie indisciplinate che raccontano le tappe di un’arte estetizzante, infantilistica, manierata o consumista. Per chiarire il processo di questa produzione “degli asili nido e asili patologici”, Moreni enfatizza la produzione infantile e psichiatrica dell’Art Brut: lo stile volutamente regressivo, patologico, è il rovescio della medaglia di un tempo alla deriva, anestetizzato dai mass-media e dal consumismo di massa.

A seguito di questa serie, Moreni inizia l'ultimo ciclo degli Umanoidi (1995-1999), conseguenza naturale della Regressione della Specie. Il ciclo ritrae robot in attesa dell’intelligenza artificiale e umanoidi che rimandano agli autoritratti a cui fin dal 1986 Moreni applica dispositivi, elettrodi e laser, fino all’ibridazione col computer. La genetica e l’elettronica, infatti, per Moreni offriranno la possibilità di ibridazione o sostituzione dei computer all'essere umano. I suoi Umanoidi nascono sotto la specie di “identikit” - figure esemplari della mutazione antropologica in atto - di quella rivoluzione senza idealità alla quale l'artista intende assistere in modo distaccato. La pittura si fa sempre più veloce e nitida per corrispondere al “pulito, l’eleganza e il distacco dell'età elettronica".

Se si considerano gli sviluppi tecnologici che l'artista non aveva ancora visto - l’attuale invasività di internet e dei social nel privato di milioni di individui, profilati e indirizzati anche in senso politico, la pervasività globale del mondo delle merci, la mancanza di chiarezza informativa, l'uso capzioso delle intelligenze artificiali - non si può che confermare l'attualità di questa ultima serie di Moreni.

 

Il ciclo espositivo è iniziato al Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo, nella sede distaccata dedicata all’arte contemporanea dell’Ex Convento di San Francesco – con la mostra Dagli esordi ai cartelli, a cura di Davide Caroli e Claudio Spadoni, dal 21 settembre 2025 all’11 gennaio 2026. Poi al Museo Civico San Domenico a Forlì dal 18 ottobre 2025 all’11 gennaio 2026 sono esposte le opere che risalgono al periodo delle Angurie, a cura di Rocco Ronchi; alla Galleria d’Arte Contemporanea Vero Stoppioni di Santa Sofia (FC) dal 15 novembre 2025 all’11 gennaio 2026sono visibili gli Autoritratti e le opere conservate presso la Galleria che rappresentano il nucleo più cospicuo delle opere di Moreni conservate in un museo pubblico, a cura di Denis Isaia; al MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna del Settore Musei Civici del Comune di Bologna dal 30 gennaio al 31 maggio 2026 si intende rievocare la grande mostra del '65 all'allora Galleria d'Arte Moderna di Bologna (poi diventata MAMbo) curata all’epoca da Francesco Arcangeli che rappresenta la prima personale di Moreni all'interno di un'istituzione pubblica, per la cura di Pasquale Fameli e Claudio Spadoni. A concludere il ciclo espositivo la tappa al MAR di Ravenna.

Mattia Moreni. Dalla formazione a “L’ultimo sussulto prima della grande mutazione” rappresenta un’occasione unica per riscoprire, con sguardo unitario, l’opera di un maestro scomodo, potente, necessario. Già negli anni Cinquanta, critici del calibro di Michel Tapié e Pierre Restany, lo avevano inserito tra i pochi italiani protagonisti della scena europea, in grado di confrontarsi con gli artisti informali americani, riconoscendone l’assoluta originalità. Il progetto, realizzato con il patrocinio di Regione Emilia – Romagna, Alma Mater Studiorum Università di Bologna – Dipartimento delle Arti, Comune di Bagnacavallo, Comune di Santa Sofia, Comune di Forlì, Comune di Bologna e Comune di Ravenna e grazie alla preziosa collaborazione e al prestito di generosi collezionisti, e al supporto di Manifattura Ceccarelli, Teikos Solutions e Associazione Controcorrente, è accompagnato da un catalogo edito da Dario Cimorelli Editore che include le fotografie di tutte le opere esposte nelle cinque sedi.

 


 

“SLOW ART. RALLENTA, OSSERVA, CREA!” speciale 8 marzo al MUDEC di Milano

 


Workshop di pittura per adulti con visita guidata

alla Collezione Permanente e laboratorio creativo

 


 

Un’esperienza di pittura tra lentezza, osservazione e creatività

 

 

Domenica 8 marzo 2026, il MUDEC – Museo delle Culture di Milano propone una nuova edizione speciale del workshop “Slow Art. Rallenta, osserva, crea!”, un’esperienza dedicata a chi desidera concedersi un momento di pausa, creatività e ispirazione all’interno degli spazi del Museo.

L’attività si apre con una visita guidata alla Collezione Permanente del MUDEC: un percorso attraverso opere e oggetti provenienti da culture mesoamericane, orientali e africane, scelti per stimolare un’osservazione attenta e personale. I partecipanti saranno invitati a soffermarsi sui dettagli, sui simboli e sulle storie custodite nelle opere, trasformando questo tempo lento in un’occasione per raccogliere suggestioni. Attraverso il dialogo con le collezioni, i partecipanti saranno guidati a trasformare ispirazione ed emozione in un gesto creativo: schizzi, scelta dei colori e pittura su tela diventano strumenti per dare forma al proprio punto di vista e alla propria sensibilità.

La seconda parte del workshop è dedicata a un laboratorio di pittura acrilica su tela. Guidati dall’insegnante, i partecipanti sperimenteranno tecniche, colori e composizioni per dare forma a un’opera che nasce dall’interpretazione libera e individuale dell’esperienza vissuta. Un tempo creativo e disteso, pensato per favorire il benessere, l’espressione personale e il piacere di creare.

Al termine dell’attività, per chi lo desidera sarà possibile proseguire la giornata con un momento conviviale presso il MUDEC Bistrot, con uno speciale sconto riservato ai partecipanti.

Questa edizione speciale dell’8 marzo offre un’esperienza culturale e artistica aperta a tutti, pensata per chiunque desideri riscoprire il valore della lentezza e della creatività in un contesto accogliente, dedicato alla conoscenza, alla ricerca e alla pratica artistica.

 

Data: domenica 8 marzo 2026
Orario: 11:00 – 13:00
Età: adulti
Costo: 35 € a persona – 65 € in coppia

Iscrizione: fino a esaurimento posti al link

https://www.vivaticket.com/it/ticket/workshop-creativo-slow-art-speciale-8-marzo/296531

DAL FONDALE AL FINE DINING: TENUTA DEL PAGURO NELLA WORLD'S BEST SOMMELIERS' SELECTION 2026

 

La Sicilia del vino vola a Valladolid: Assovini tra i protagonisti di FINE Wine Tourism Marketplace

 

Sono tre le aziende associate che approderanno in Spagna per l’evento internazionale dedicato all’enoturismo b2b
 

Palermo, 27 Febbraio 2026 –  Il cuore pulsante dell’enoturismo mondiale si sposta a Valladolid per la settima edizione di FINE WineTourism Marketplace, l’appuntamento di riferimento per il settore in Europa. Il 3 e 4 marzo 2026, in questo contesto di alto profilo, Assovini Sicilia sarà tra i 140 espositori insieme a tre aziende associate CamporèDonnafugata e Duca di Salaparuta, pronte a presentare la propria offerta a una platea di oltre 100 top buyer globali.
La fiera costituisce un hub strategico per il networking tra cantine, tour operator e professionisti specializzati provenienti dai principali mercati mondiali. Nel corso delle due giornate, l’evento offrirà incontri mirati – con oltre duemila appuntamenti b2b in calendario - conferenze e workshop dedicati ai modelli più innovativi di marketing territoriale e alle best practice dell’enoturismo contemporaneo.
«Il vino siciliano proviene da un mosaico di terroir ineguagliabile e l’enoturismo è la chiave per raccontarlo senza filtri» dichiara Mariangela Cambria, presidente di Assovini Sicilia. «Partecipare a una fiera verticale e pragmatica come FINE Wine Tourism Marketplace ci consente di portare in Spagna la nostra esperienza e di raccontare ai grandi operatori globali la bellezza del nostro territorio e delle nostre aziende».
Visto il successo delle edizioni precedenti, la fiera di Valladolid si conferma essere una grande occasione di visibilità. Per le cantine siciliane, che già vantano un export robusto – con il 45% verso l’Europa e il 31% verso il mercato americano, seguito dall’Asia (16%), dall’Oceania (6%) e dall’Africa (2%) – questa è l'occasione per consolidare le rotte tradizionali e intercettare nuove tendenze di viaggio esperienziale.
 

giovedì 26 febbraio 2026

Premio Letterario Pietro Cheli 🌿

 

Il Premio Letterario Pietro Cheli è un nuovo riconoscimento dedicato ai libri che raccontano e valorizzano la cultura dell’enogastronomia e della tavola.
Istituito nell’ambito del Campionato Mondiale di Pesto Genovese al Mortaio
www.pestochampionship.it), nasce per celebrare il cibo come fenomeno culturale capace di raccontare identità, territori e relazioni tra i popoli.
Il Premio è dedicato a Pietro Cheli, figura di riferimento nel panorama culturale italiano, sempre attento alla qualità, alla curiosità e alla profondità dei contenuti. Il suo percorso professionale è stato caratterizzato dalla capacità di raccontare la cultura in modo accessibile e mai banale, con particolare attenzione ai linguaggi contemporanei e ai cambiamenti della società. Pietro Cheli è stato per molti anni giurato del Campionato, contribuendo a valorizzare il legame tra cultura e tradizione gastronomica.
Al premio possono concorrere opere in lingua italiana che esplorino il mondo dell’enogastronomia nelle sue molteplici dimensioni: storica, letteraria, sociale, economica e di costume.
La cerimonia di premiazione si svolgerà a Genova il 21 marzo a Palazzo Ducale, in occasione delle iniziative legate al Campionato, in un contesto che celebra l’incontro tra cultura, territorio e tradizione.

📚 Libri in concorso
Di seguito l’elenco aggiornato delle opere (ad oggi) candidate al Premio:
  • Cucina apertaTommaso Melilli - 66th and 2nd
  • Lambrusco in fabulaEnrico Zucchi - Aliberti
  • Fatto a fetteAnna Prandoni - Cinquesensi
  • Il piatto, Annabelle Hirsch - Corbaccio
  • Come si cucina un mammut?Uta Seeburg - Corbaccio
  • Made in KoreaNoemi Pelagalli - Corbaccio
  • Tutti a tavolaMassimo Montanari e Pier Luigi Petrillo - Editori Laterza
  • Cinque benedizioni per un matrimonioSeo Maiko - Edizioni e/o
  • Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi d’ItaliaLuca Iaccarino - EDT
  • Ho fatto il pienoEdoardo Ferrera - èMultiverso
  • Tavole DOC Liguria 2025 - èMultiverso
  • Il pesce a Milano 2025 - èMultiverso
  • Cantine DOC Liguria 2025 - èMultiverso
  • Dieta mediterraneaVincenza Gianfredi e Daniele Nucci - Gribaudo
  • La grammatica del cioccolato e del cacaoClara e Gigi Padovani - Gribaudo
  • Barolo girlsClara e Gigi Padovani - Gribaudo
  • L'integrale Sacro - Iperborea
  • Come brace copertaAlice Malerba - Mondadori
  • Un sogno di polvere e acquaCelestina Bialetti e AlessandroBarbaglia - Mondadori
  • SpritzFabio Giavedoni e Michele Rocchetti - Quinto Quarto
  • La Sicilia dei sapori segretiGiusi Battaglia - RCS mediagroup
  • Sogni di zenzeroMareme Cisse e Lidia Tilotta - Slow Food Editore
  • CibariaLuigi Ferrando e Gabriele Pino - Slow Food Editore
  • Cucina in famigliaMyriam Sabolla - Slow Food Editore
  • Geografia del gustoMassimo Montanari - Touring Club Italiano
  • Tokyo è una grande cucinaFlavio Parisi - UTET
  • Cavallette a colazioneGaia Cottino - UTET
Il Premio Letterario Pietro Cheli si propone di diventare un punto di riferimento per autori, editori e lettori interessati al racconto del cibo come esperienza culturale, contribuendo a costruire uno spazio di confronto e valorizzazione delle migliori produzioni editoriali dedicate a questo ambito.
Per maggiori informazioni o per partecipare, è possibile scrivere a:
📧 premiocheli@gmail.com

Il vincitore sarà proclamato il 21 Marzo 2026 a Genova durante l’XI edizione del Campionato Mondiale di Pesto al Mortaio.

Febbraio 2026 Il Musée des Confluences e il MUDEC - Museo delle Culture di Milano firmano un accordo di collaborazione per il periodo 2027-2034

 Il Musée des Confluences e il MUDEC- Museo delle Culture di Milano, hanno siglato una partnership pluriennale per il periodo 2027-2034. Questa collaborazione mira a sviluppare l'offerta culturale delle due istituzioni, promuovere il patrimonio universale e favorire la circolazione delle opere e delle conoscenze.

Il Musée des Confluences e il MUDEC sono due musei dedicati alle culture del mondo, ma sono anche radicati nella loro epoca grazie alle tematiche che trattano. Si tratta di due istituzioni contemporanee, inaugurate rispettivamente nel 2014 e nel 2015.

Promuovere lo scambio di mostre e competenze museali

La partnership consente l'accoglienza e la coproduzione di mostre temporanee realizzate sia dal MUDEC che dal Musée des Confluences. L'accordo prevede anche prestiti e depositi di oggetti conservati dal Musée des Confluences, destinati alla nuova mostra permanente del MUDEC. Le due istituzioni potranno condurre congiuntamente studi scientifici, formazioni incrociate dei team e organizzazione di conferenze ed eventi culturali.

Un gemellaggio di lunga data tra Lione e Milano

La firma di questo accordo riflette la volontà comune di rafforzare i legami transalpini che uniscono già le città di Lione e Milano, gemellate dal 1967, e, più in generale, di contribuire alla diffusione della cultura a livello europeo.

 

« Il Musée des Confluences e il Museo delle Culture di Milano condividono la stessa apertura al mondo attraverso un approccio interdisciplinare. Questo accordo di collaborazione apre la strada a una programmazione incrociata e rafforza il legame tra le due istituzioni e i loro territori. » Hélène Lafont-Couturier, Direttrice del Musée des Confluences

 

«Questa collaborazione nasce dal gemellaggio tra Milano e Lione e dal fatto che sia il MUDEC che il Musée des Confluences sono musei pubblici caratterizzati da una prospettiva internazionale.»

Marina Pugliese, Direttrice Area Museo delle Culture, Progetti Interculturali e Arte nello Spazio Pubblico Comune di Milano

 

 

Il musée des Confluences

Situato sulla punta di Lione, tra il Rodano e la Saona, il Musée des Confluences apre le porte al mondo. Erede delle collezioni dei musei lionesi ormai scomparsi, tra cui il Musée Guimet e il Museo di Storia Naturale, il Musée des Confluences propone un racconto delle origini, della vita e della storia dell'umanità attraverso il dialogo tra le scienze.

Unico nel panorama museale europeo, il Musée des Confluences invita tutti a meravigliarsi e a condividere le conoscenze. È il museo più visitato in Francia dopo i grandi musei parigini.