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venerdì 5 giugno 2026

MOTTOLINO APRE L’ESTATE 2026 TRA BIKE, FAMIGLIE E NUOVI SPAZI DA VIVERE

 

Dal 6 giugno prende il via la stagione estiva di Mottolino con l’apertura del Larix Park, il parco avventura tra gli alberi dedicato a famiglie e amanti delle attività outdoor, seguita il 13 giugno dal Bike Park e il 19 giugno da Kosmo Taste the Mountain, il bistrot alla partenza degli impianti. Tra le novità 2026 una nuova area dedicata all’apprendimento con pump track e AirBag, nuove piste per biker principianti ed esperti, aperture serali e spazi rinnovati per famiglie e momenti di relax.

Livigno, 5 giugno 2026 _ Tutto pronto per la nuova estate di Mottolino che prenderà ufficialmente il via il 6 giugno con l’apertura del Larix Park il parco avventura tra gli alberi di Mottolino dedicato a famiglie, bambini e appassionati di attività all’aperto. Dal 13 giugno sarà invece operativo il Mottolino Bike Park con tutti i percorsi accessibili, mentre dal 19 giugno riaprirà anche Kosmo Taste the Mountain, il bistrot situato alla partenza degli impianti. La stagione estiva proseguirà fino al 27 settembre. 

Numerose le novità che accompagneranno l’estate 2026, distribuite tra mountain bike, attività outdoor e servizi dedicati alla permanenza nel comprensorio. Interventi che coinvolgono diversi punti dell’area Mottolino e che riflettono una visione sempre più integrata dell’esperienza in montagna. Mottolino ha infatti ampliato e diversificato negli anni la propria offerta dando vita a un vero e proprio ecosistema capace di mettere in relazione sport, ristorazione, intrattenimento e servizi, offrendo un’esperienza completa a biker, famiglie e visitatori.

La mountain bike continua a rappresentare il cuore dell’offerta estiva del comprensorio. Uno dei cambiamenti principali interesserà l’area del M’eating Point, situata in quota e raggiungibile con la cabinovia Mottolino. Punto di riferimento per chi frequenta il Bike Park durante la giornata, l’area ospita spazi dedicati al ristoro, al relax e ai servizi per biker e famiglie. Qui nascerà la nuova Learn & Flow Area, uno spazio pensato per l’apprendimento tecnico e l’allenamento sulla mountain bike. Verrà trasferito anche l’AirBag, il grande materasso ad aria utilizzato per allenarsi in sicurezza su salti ed evoluzioni, mentre accanto sorgerà una nuova pump track firmata Mottolino, un circuito con curve paraboliche e piccoli dossi progettato per migliorare equilibrio, coordinazione e controllo della bici anche senza pedalare.

L’area sarà dedicata sia a chi si avvicina per la prima volta alla disciplina sia a biker più esperti interessati a perfezionare tecnica, fluidità e controllo della bici. Inoltre, per i più piccoli saranno presenti anche le balance bike.

Proseguono i lavori per la nuova Blue Velvet, pista blu progettata con pendenze e passaggi più accessibili per facilitare l’ingresso nel Bike Park anche a principianti e biker di livello intermedio. È prevista inoltre l’apertura della nuova linea rossa “Wide Open”, un nuovo tracciato dedicato a biker di livello intermedio-avanzato.

Nel corso dell’estate tornerà anche il calendario Ride & Style Series, quattro appuntamenti distribuiti tra giugno e settembre dedicati alla mountain bike e alla vita del Bike Park. Primo evento in programma sarà quello del 20 giugno con la SIC SESSION, dove il vincitore si porterà a casa un pacchetto per due persone per il Red Bull Cerro Abajo di Genova del weekend successivo, con pernottamento in hotel e accesso all'hospitality VIP per la gara della domenica. 

Il 18 luglio poi si terrà un evento in Jump Area, la zona riservata ai salti e trick e l’8 agosto sarà protagonista la nuova Learn & Flow Area, in un appuntamento pensato in formula serale, che tornerà poi anche come ultimo evento di stagione il 12 settembre.

Nel mese di agosto saranno protagoniste le aperture serali. A partire dal 31 luglio e per tutti i venerdì fino al 21 agosto (con l’eccezione di sabato 8 agosto), il Bike Park resterà aperto fino alle 20:30, con M’eating Point e Rent operativi in parallelo per accompagnare le sessioni serali.

Torna anche la “One More Lift Challenge” di Mottolino, la gara passaggi per i possessori di skipass stagionale che premia chi totalizza il maggior numero di passaggi agli impianti di risalita durante la stagione estiva.

Accanto all’offerta bike, il Larix Park si prepara a una nuova stagione. Situato nel bosco a pochi passi dalla partenza degli impianti, il parco avventura propone percorsi sospesi tra gli alberi dedicati a bambini, ragazzi ed anche adulti.

Per l’estate 2026 è previsto l’aggiornamento del percorso nero, studiato per rendere ancora più dinamica l’esperienza sugli alberi. Anche il Larix Park avrà le proprie aperture serali: ogni martedì dal 28 luglio al 18 agosto i percorsi rimarranno aperti fino alle 21:00.

Una parte importante delle novità riguarderà infine gli spazi dedicati alla permanenza nel comprensorio, pensati per accompagnare visitatori, famiglie e accompagnatori durante l’intera giornata.

In quota, il M’eating Point continuerà a rappresentare il punto di riferimento per chi vive il Bike Park e le attività all’aria aperta. Qui, oltre ai servizi dedicati agli appassionati di mountain bike, verrà ampliata la zona giochi per bambini, rafforzando ulteriormente l’offerta dedicata alle famiglie e ai momenti di relax tra un’attività e l’altra.

L’offerta di Mottolino si sviluppa però su più livelli del comprensorio. Se M’eating Point accoglie gli ospiti in quota, Kosmo Taste the Mountain rappresenta invece il punto di incontro alla base della cabinovia, accompagnando l’esperienza dei visitatori dall’arrivo fino all’après-bike.

Per la stagione 2026 Kosmo si presenterà con una terrazza completamente rinnovata e uno spazio per la griglia esterna, e per quanto riguarda l’offerta gastronomica, sarà presente, oltre ai piatti tipici legati al territorio, anche una selezione di pizze.

Negli ultimi anni Kosmo è diventato uno dei principali punti di ritrovo dell’estate di Mottolino ed anche per la stagione 2026 il ristorante continuerà a sviluppare una proposta legata alla stagionalità e agli ingredienti locali, mantenendo attenzione a preparazioni curate ma allo stesso tempo semplici e conviviali.

Tra nuove linee, aree dedicate alla pratica, spazi per le famiglie, ristorazione e aperture serali, l’estate 2026 coinvolgerà tutte le diverse aree del comprensorio, dalla base degli impianti fino alle zone in quota. Un ulteriore passo nel percorso di sviluppo di Mottolino, che continua a integrare sport, servizi, ospitalità e momenti di socialità in un’unica esperienza pensata per essere vissuta durante l’intera giornata.


MOTTOLINO - è una delle due aree sciistiche dell’altopiano di Livigno, nel Piccolo Tibet. Prima ski area italiana a credere e investire nel freestyle e punto di riferimento per un target giovane e cool grazie al suo snowpark, sede delle gare di half pipe, slopestyle e big air durante le Olimpiadi Milano Cortina 2026. In inverno si salta con lo snowboard, in estate si scende dai pendii in mtb al Mottolino Bike Park, uno tra i primi bike park d’Italia e punto di riferimento per tutti gli appassionati di downhill e freeride.

La Toscana delle eccellenze si incontra a Borgo Scopeto per l’evento “Profumi di Toscana & Friends”

 



Vini dell'Elba: Arrighi e le sue etichette ad Eustachiora

 



Torna la degustazione itinerante di Eustachiora nella settimana dall'8 al 16 Giugno c.m.

 

Tra le zone vitivinicole vocate della Toscana c'è sicuramente (con una tradizione secolare) l'Isola d'Elba,che tra brezze marine e la macchia mediterranea rivela dei vini particolarmente espressivi.

 

Dall’8 al 16 giugno, EustachiORA dedica la nuova degustazione itinerante all’Azienda Agricola Arrighi, storica realtà vitivinicola elbana che da oltre cento anni intreccia tradizione familiare, ricerca e sperimentazione.

Un percorso, che attraversa tre generazioni e che oggi vede Antonio Arrighi guidare l’azienda insieme alle figlie Giulia e Ilaria, continuando a raccontare l’Elba attraverso vini profondamente legati al territorio. “Con me l’attività enologica è diventata centrale, per passione, per amore dell’Isola d’Elba e della sua incredibile biodiversità”, racconta Antonio.

 

La storia dell’azienda inizia nel 1920, quando Antonio Arrighi e Dina Gavassa uniscono i propri terreni dando vita all’attuale azienda agricola. Per gran parte del Novecento il vino resta legato all’attività alberghiera di famiglia, servito agli ospiti degli hotel dell’Elba. Sarà dagli anni ’90 che la viticoltura diventerà il cuore pulsante del progetto, grazie anche alla collaborazione con il Centro di Ricerca per la Viticoltura di Arezzo e a una continua attività di sperimentazione.

 

Oggi Arrighi coltiva circa 8 ettari di vigneti affacciati sul mare, su terreni ricchi di ferro, argilla e minerali, dove convivono vitigni autoctoni elbani e varietà selezionate negli anni per adattarsi al clima dell’isola: il risultato sono dei vini sapidi, minerali ed intensi.


Negli anni l’azienda è diventata anche un punto di riferimento nella sperimentazione in anfora e nella riscoperta di pratiche antiche. Dal 2010 Arrighi lavora con anfore in terracotta di Impruneta, recuperando una tradizione profondamente legata alla storia mediterranea del vino. Nel 2019 nasce Nesos, il celebre “vino marino”, frutto di una sperimentazione realizzata insieme all’Università di Milano e Pisa, che recupera un’antica tecnica greca di immersione delle uve in mare. Ma al centro del lavoro della famiglia Arrighi resta sempre l’idea di un vino artigianale, agricolo e identitario. “Noi siamo piccoli, siamo artigiani del vino. Seguiamo ogni fase e per questo possiamo prenderci cura di ogni dettaglio”.

 

La degustazione dei Vini Elbani di Arrighi prevede due tappe: nella prima presso il locale Sapori Solari si assaggeranno prima l'AREMBAPAMPANE, Elba Vermentino Doc - Vermentino 100% e poi l'ISOLA IN ROSA, Igt Toscano Rosato - Syrah 100%.

 

Mentre nella seconda tappa della degustazione itinerante presso il locale Polpetta Doc verrà degustato il CENTOPERCENTO, Elba Rosso Doc - Sangiovese 100%.

 

EustachiORA continua a essere un itinerario urbano dedicato al vino, accessibile e diffuso, che porta a Milano territori meno scontati e identità da scoprire. Due tappe, tre calici, più uno, un percorso tra i locali del quartiere.

 

In alto i calici!


Drink Kong presenta insieme a Harry’s Bar Classic Cocktail Society: una serie d’autore firmata Remy Cointreau

 

Nel cuore pulsante di Roma, tra luci e suggestioni contemporanee, il Drink Kong diventa teatro di Classic Cocktail Society, un format dedicato ai grandi maestri e ai luoghi iconici del bere classico.


Ospitata nella nuova casa di Drink Kong a Campo Marzio, Classic Cocktail Society si sviluppa come un dialogo continuo tra passato e presente, tra chi ha scritto la storia e chi la sta reinterpretando oggi. Ogni appuntamento è costruito come un’esperienza completa: una masterclass che racconta visioni, tecniche e filosofie, e una guest night dove il racconto prende forma nel bicchiere. Un percorso che mette al centro non solo la miscelazione, ma anche e soprattutto il front of the house: l’arte dell’accoglienza, il rapporto diretto tra bartender e ospite, la capacità di leggere un desiderio prima ancora che venga espresso.


A dare inizio a questa serie di incontri è stata la masterclass esclusiva tenuta da Harry’s Bar. Un evento dove la tradizione si intreccia con il coraggio della sperimentazione, offrendo la possibilità di immergersi nel racconto vivo del cocktail d’autore, grazie ad una drink list speciale firmata Cointreau.

Confermandosi come uno dei luoghi più riconosciuti della mixology contemporanea, nonché tra i protagonisti della scena internazionale con il 40° posto nella classifica The World's 50 Best Bars 2025, Drink Kong ha da poco inaugurato un nuovo capitolo della sua visione nella storica atmosfera del rione di Campo Marzio. Qui, la notte si accende di suggestioni retro-futuriste: luci al neon, atmosfere sospese tra cinema distopico anni ’80 e immaginari cyberpunk giapponesi, dettagli tridimensionali che trasformano lo spazio in un’esperienza immersiva, quasi cinematografica.

Guidato dalla visione di Patrick Pistolesi, una delle figure più influenti nel mondo della mixology italiana e internazionale, bartender con oltre vent'anni di esperienza, è il volto e l'anima del Drink Kong. Pistolesi ha ridefinito il linguaggio del bere miscelato introducendo le sue celebri mappe aromatiche: non semplici menu, ma vere e proprie bussole sensoriali, non a caso spesso viene indicato solo il distillato di base e in seguito un invito a scegliere una "frequenza" di sapore che corrisponda al proprio stato d'animo del momento.

È proprio in questo equilibrio tra sperimentazione e visione contemporanea che si inserisce l’incontro con l’Harry’s Bar, storico locale situato nel cuore di Parigi, a pochi passi dall’Opéra Garnier. Fondato nel 1911, rappresenta una vera istituzione internazionale del bere miscelato, luogo simbolo di incontro tra culture e stili, capace di attraversare epoche e tendenze senza perdere la propria identità. All’Harry’s Bar, fondato dall’americano Todd Sloan e reso celebre dal bartender Harry MacElhone, tutto ruota attorno a un principio tanto semplice quanto raro: fare le cose nel modo giusto, senza eccessi. È qui che sono nati alcuni dei cocktail più iconici del Novecento, ancora oggi preparati con precisione e rispetto della ricetta originale. Tra questi, il Bloody Mary, la cui creazione è spesso attribuita proprio a questo bancone, e il White Lady, raffinato equilibrio tra gin, triple sec e succo di limone.

L’incontro con Drink Kong non è quindi un contrasto, ma una continuità: due linguaggi diversi che condividono la stessa ossessione per il dettaglio, per la tecnica e per l’ospitalità. A dare ulteriore profondità a questo dialogo è la presenza di Cointreau, sponsor della masterclass e firma della drink list dedicata: una selezione pensata per interpretare i grandi classici attraverso uno sguardo attuale, esaltando l’identità degli ingredienti. Tra questi, il Margarita combina Cointreau, tequila blanco e succo di lime in un equilibrio fresco e diretto; il White Lady unisce Cointreau, The Botanist Gin, succo di limone e albume, restituendo una struttura elegante e vellutata; il Sidecar, con Cointreau, Rémy Martin VSOP e succo di limone, esprime tutta la profondità di un grande intramontabile.

L’evento si è sviluppato in due momenti distinti: una masterclass pomeridiana e una guest night serale. Durante la prima, Harry’s Bar ha accompagnato gli ospiti in un racconto vivo della propria storia e della filosofia che ne guida da oltre un secolo l’approccio alla mixology. A guidare questo percorso è stato Franz Arthur MacElhone, proprietario di quarta generazione dell’iconico bar parigino. Figura centrale nella scena internazionale, MacElhone continua a custodire e reinterpretare un’eredità che ha segnato la storia del bere miscelato, dando origine a cocktail immortali come il Sidecar e il Boulevardier. Il suo bar, situato in Rue Daunou, è oggi un’istituzione della capitale francese.

La serata è proseguita poi con una guest shift, in cui i cocktail classici prendono forma in una selezione dedicata con Cointreau. Nato in Francia e oggi riconosciuto a livello globale, Remy Cointreau riunisce un portafoglio di maison storiche che hanno contribuito in modo significativo alla definizione della cultura del bere contemporaneo. Tra queste, Cointreau occupa una posizione centrale: liquore d’arancia premium, protagonista di alcuni dei cocktail più iconici della storia come Margarita, Sidecar e Cosmopolitan. La sua versatilità e il suo equilibrio lo rendono ancora oggi uno degli ingredienti più utilizzati e riconoscibili a livello internazionale.

In un panorama in continua trasformazione, Remy Cointreau sceglie di affiancare realtà che non seguono le tendenze, ma le anticipano. Inserirsi all’interno di realtà di tale centralità come Drink Kong e Harry’s Bar significa sostenere contesti che, attraverso rigore e visione, contribuiscono a mantenere salda la cultura del bere e influenzare realmente l’evoluzione della mixology.

Il valore aggiunto risiede proprio in questo: non solo un’esperienza, ma un accesso diretto a un sapere che ha fatto la storia e continua a scrivere il futuro della mixology, in un’autentica esperienza di eccellenza.


Il Trentino del vino e le enoteche italiane: un dialogo che diventa metodo

 


Quando nel 2025 le “Montagne e Valli trentine” hanno ricevuto il 10° Premio Vinarius al Territorio, quel riconoscimento non era un punto di arrivo. Era un invito a costruire qualcosa di ancora più concreto. Dal 24 al 26 maggio 2026 abbiamo accolto in Trentino i soci di Vinarius – Associazione delle Enoteche Italiane per un tour che ha scelto una forma diversa: non soltanto mostrare un territorio, ma lavorare in sinergia, con produttori ed enotecari seduti allo stesso tavolo.

Un format che ha scelto la concretezza

Il programma ha coinvolto complessivamente 27 cantine, 2 distillerie e 3 soci della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino e della Strada dei Formaggi delle Dolomiti, componendo un racconto che non si è limitato al vino, ma ha allargato lo sguardo all’intero sistema produttivo trentino.

La prima giornata, domenica 24 maggio, ha aperto il perimetro con Palazzo Trautmannsdorf, una degustazione dedicata ai prodotti gastronomici. Il 25 e il 26 maggio è stato scelto un format preciso: un B2B speed tasting con 24 cantine trentine, dodici per giornata, quattro vini ciascuna, venti minuti per ogni incontro. Poi cambio di tavolo, nuova cantina, nuova storia da raccontare. A queste realtà si sono affiancate tre aziende protagoniste nei momenti conviviali e nelle visite sul territorio.

“Il rapporto con Vinarius è per noi un rapporto di sostanza. Gli enotecari italiani sono tra i professionisti che meglio sanno leggere il mercato e tradurre il vino in un linguaggio comprensibile per i consumatori” ha evidenziato il Presidente del Consorzio Vini del Trentino, Albino Zenatti. “Portarli in Trentino non significava soltanto mostrare ciò che realizziamo: volevamo che incontrassero i nostri produttori da vicino, capissero le storie dietro ogni bottiglia e tornassero a casa con qualcosa di vero da raccontare. Questo tour, nel formato che abbiamo scelto, ci ha convinto che quella strada è quella giusta”.

La misura del mercato, ascoltato da vicino

Il riscontro raccolto tra produttori ed enotecari è stato positivo. Il ritmo del B2B speed tasting è stato intenso - non lo nascondiamo - ma la sensazione diffusa a fine giornata era netta: il tempo era speso bene. Meno vini assaggiati di sfuggita, più aziende incontrate con un volto davanti e una conversazione autentica alle spalle.

In una fase in cui la selezione nelle enoteche non è più solo qualità tecnica ma racconto vendibile e coerenza, quei venti minuti per tavolo hanno fatto la differenza. I produttori hanno dovuto essere sé stessi in modo diretto e sintetico. Gli enotecari hanno potuto capire, senza filtri, se quello stile, quel territorio, quella storia avesse spazio nella propria clientela.

Le conversazioni informali con i soci Vinarius hanno confermato quello che conoscevamo, ma che vale la pena ascoltare ogni volta: l’enoteca italiana è cambiata profondamente. La sola vendita di bottiglie non basta più a reggere molte insegne. Mescita, aperitivo, serate con i produttori, degustazioni guidate, piccola ristorazione sono diventati strumenti fondamentali per fare cultura del vino e fatturato insieme. In questo contesto, garantire la qualità dei vini trentini è il punto di partenza, non di arrivo: quella qualità deve diventare narrabile, traducibile in una conversazione al banco, pronta per una carta vini o per una serata sold out.

Graziano Molon, Direttore Generale del Consorzio Vini del Trentino ha sottolineato il valore insostituibile dell’ascolto diretto: “Questo tour ci ha restituito qualcosa di prezioso: la misura di come lavora davvero il mercato. Ascoltare direttamente gli enotecari - cosa cercano, cosa vendono, cosa faticano a spiegare - è un patrimonio che nessuno studio di mercato sostituisce completamente. Ma l’aspetto che ci ha colpito di più è stata la qualità delle conversazioni: c’era una disponibilità autentica a capire il Trentino, a fare domande puntuali, a immaginare come certi vini possano entrare nelle loro proposte. Abbiamo portato il Trentino a Vinarius, ma Vinarius è entrata dentro il Trentino. È una relazione che vogliamo continuare a costruire”.

Il Trentino che costruisce relazioni solide

Il Trentino vitivinicolo ha molte caratteristiche inimitabili: viticoltura di montagna, micro-territori dai caratteri peculiari, sostenibilità certificata, realtà cooperative e aziende familiari che convivono, vitigni identitari come il Teroldego, il Marzemino, il Müller Thurgau e la Nosiola, stili diversi che si esprimono in pochi chilometri di quota e di valle.

Quello che abbiamo cercato di fare in questi tre giorni è stato trasformare queste specificità in relazioni. Perché un vino che trova posto sul banco di un’enoteca non ci arriva soltanto per la sua qualità tecnica: ci arriva perché qualcuno ha incontrato chi lo produce, ha capito la storia, ha deciso che valeva la pena difenderne il prezzo e consigliarlo a voce.

Il tour con Vinarius è stato questo. Un lavoro, prima che una visita. Una relazione, prima che una promozione.

 

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