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martedì 3 febbraio 2026

DAL LAGO ALL’ENTROTERRA: CON SPICCHI DI VALLE LA PIZZA DI ANTONIO PAPPALARDO RACCONTA LE VALLI BRESCIANE

 

ROBERTA CORRÀ, UNA LEADERSHIP CHE INTERPRETA IL FUTURO DEL VINO ITALIANO

 


Il premio Person of the Year 2025 stato consegnato il 26 gennaio a New York alla 26ª edizione dei Wine Star Awards di Wine Enthusiast
 
È una leadership capace di tenere insieme identità, visione e mercati globali quella che Wine Enthusiast ha scelto di premiare con il titolo di Person of the Year 2025. Il riconoscimento è stato conferito a Roberta Corrà nel corso della 26ª edizione dei Wine Star Awards, tenutasi il 26 gennaio 2026 alla Glasshouse di New York.
 
CEO di Frederick Wildman & Sons, Managing Director di Gruppo Italiano Vini e Presidente del Consorzio Italia del Vino, Corrà opera in un punto strategico di connessione tra produzione e distribuzione internazionale, contribuendo a ridefinire il posizionamento del vino italiano nei principali mercati globali, a partire dagli Stati Uniti.
 
La motivazione del premio valorizza un approccio alla leadership che coniuga gestione di organizzazioni complesse e multigenerazionali con la tutela dell’heritage e una visione orientata al lungo periodo. Un ruolo chiave in una fase di trasformazione strutturale del settore, segnata dall’evoluzione dei modelli di consumo e da una crescente attenzione verso vini premium, vitigni autoctoni e linguaggi capaci di dialogare con Millennials e Generazione Z.
 
Nel ricevere il riconoscimento, Corrà ha sottolineato il valore del lavoro condiviso e della responsabilità che accompagna il cambiamento: “Guidare Frederick Wildman & Sons in una fase di profonda trasformazione richiede partnership solide e una visione comune. È un percorso che può esistere solo grazie alla dedizione e alla collaborazione di un team straordinario”.
 
Una visione coerente con una leadership people-first, che attraversa l’intera filiera, dalla vigna al management esecutivo. Centrale, in questo percorso, è anche il dialogo con le nuove generazioni, considerate un fattore decisivo per la sostenibilità culturale ed economica del vino: “Investire nei giovani – prosegue Corrà – significa investire nel futuro dell’intera comunità del vino. Per rimanere rilevanti dobbiamo saper abbracciare i cambiamenti, parlare il loro linguaggio, senza rinunciare ai valori fondanti del vino, rispetto per la terra, autenticità, cultura, reinterpretandoli in chiave contemporanea”.
 
L’impegno di Corrà per la formazione e lo sviluppo professionale si riflette anche nella sua attività accademica: è membro del Comitato Scientifico del Wine Management Executive Program della LUISS Business School, contribuendo alla crescita delle future generazioni di professionisti del settore.
 
In un momento di profondo cambiamento per l’industria vinicola globale, il riconoscimento a Roberta Corrà evidenzia il valore di una leadership capace di evolvere tenendo insieme responsabilità e visione, elementi sempre più centrali nel modo in cui il vino italiano dialoga con i mercati internazionali.
 

IL CINEMA CELEBRA JEFF BUCKLEY con IT’S NEVER OVER: JEFF BUCKLEY

 


Dopo il successo di pubblico e di critica al 

Sundance Film Festival e alla Festa del Cinema di Roma


A 60 anni dalla nascita 

mentre diventa Trending Topic mondiale su TikTok

Attraverso i suoi messaggi audio

il ritratto intimo e sincero di uno dei cantautori più grandi di sempre

e l’ultimo vocale lasciato alla madre 

in segreteria telefonica


Diretto della regista nominata agli Oscar® Amy Berg

e co-prodotto da Brad Pitt



EVENTO SPECIALE AL CINEMA

 SOLO IL 16, 17, 18 MARZO 


Apertura prevendite a partire dal 4 febbraio



Trailer ufficialehttps://youtu.be/OoSVHPxsr_U 


Dopo il successo raccolto al Sundance Festival e alla Festa del Cinema di Roma arriva nelle sale italiane come evento speciale, solo il 16, 17, 18 marzo, a 60 anni dalla nascita, IT’S NEVER OVER: JEFF BUCKLEY, diretto dalla regista candidata all’Oscar Amy Berg (Deliver Us from Evil, Janis: Little Girl Blue, West of Memphis) e co-prodotto da Brad Pitt. Le prevendite apriranno a partire dal 4 febbraio e l’elenco delle sale sarà a breve disponibile su nexostudios.it


Dal 13 febbraio, sarà inoltre disponibile per Sony Music in formato vinile e CD la versione deluxe di “Live at Sin-é”il celebre EP di Jeff Buckley pubblicato nel 1993La versione originaria, composta da quattro tracce registrate in un piccolo club di Manhattan, è stata ampliata in un cofanetto rigido che contiene quattro vinili con altrettante copertine progettate individualmente, un libretto con note di copertina e foto a colori e versioni live di brani iconici come “Grace”, “Last Goodbye” e “Hallelujah” di Leonard Cohen”. “Live at Sin-é” è disponibile in pre order al link: https://bio.to/JeffBuckley.


Un solo album, il primo (Grace, 1994), è bastato perché Jeff Buckley (1966-1997), figlio del grande Tim Buckley, entrasse nella storia della musica, prima della tragica morte nelle acque di un affluente del Mississippi a trent’anni, nel 1997. Il documentario di Amy Berg ne ricostruisce la vita e l’itinerario artistico nel contesto culturale della New York degli anni Ottanta e Novanta. Raccontato attraverso materiali d’archivio inediti provenienti dal patrimonio personale di Buckley e testimonianze intime della madre Mary Guibert, delle ex compagne Rebecca Moore e Joan Wasser, dei suoi ex compagni di band — tra cui Michael Tighe e Parker Kindred — e di artisti come Ben Harper e Aimee MannIT’S NEVER OVER: JEFF BUCKLEY illumina una delle figure più iconiche ed enigmatiche della musica contemporanea.


Spiega la regista Amy Berg: “Non ricordo un periodo della mia vita in cui non pensassi di fare un film su Jeff Buckley. Ci penso almeno da quando ho iniziato a fare film nel 2006. O forse dal ’94, quando per la prima volta ho ascoltato Grace… Mary, la madre di Jeff, è la prima persona che ho incontrato per abbozzare la cosa. All’epoca, 18 anni fa, lei pensava a un biopic. Ma i suoi materiali d’archivio erano indimenticabili: penso per esempio all’ultimo struggente messaggio vocale lasciato in segreteria telefonica. Io ero certa che ne sarebbe venuto fuori un documentario; e nel 2019 la mia proposta è stata accettata. Un bel travaglio d’amore, per noi che non lo abbiamo conosciuto, avvicinarci a lui il più possibile”.

Jeff Buckley nacque il 17 novembre 1966 nella contea di Orange, in California, e morì in un tragico incidente per annegamento a Memphis il 29 maggio 1997. Emerso nella scena avant-garde dei club di New York nei primi anni Novanta, si impose come uno degli artisti musicali più straordinari della sua generazione, acclamato da pubblico, critica e colleghi musicisti. La sua prima registrazione commerciale, l’EP di quattro brani Live At Sin-é, uscì nel novembre 1993 per Columbia Records: catturava Buckley e la sua chitarra elettrica in un minuscolo caffè dell’East Village di New York, il quartiere che aveva scelto come casa. Al momento dell’uscita, nell’autunno del 1993, Buckley era già entrato in studio per lavorare al suo album di debutto Grace, insieme a Mick Grøndahl (basso), Matt Johnson (batteria) e al produttore Andy Wallace. In quella fase furono registrati sette brani originali (tra cui Lover, You Should Have Come Over e Last Goodbye) e tre cover, tra cui Hallelujah di Leonard Cohen e Corpus Christi Carol di Benjamin Britten.

Il chitarrista Michael Tighe divenne in seguito l’ultimo membro stabile dell’ensemble di Jeff Buckley e co-scrisse il brano So Real, aggiunto all’album poco prima della sua pubblicazione. Grace uscì negli Stati Uniti il 23 agosto 1994. Nel giugno 1994, Jeff Buckley e la sua band intrapresero il primo di una serie di tour consecutivi che si sarebbero protratti per oltre due anni. Molto del materiale eseguito durante i tour del 1995 e 1996 venne registrato e pubblicato sia su EP promozionali, come il Grace EP, sia postumo su album come Mystery White Boy e Live à L’Olympia. Il 13 aprile 1995 venne annunciato che Grace aveva fatto guadagnare a Jeff Buckley il prestigioso Grand Prix International du Disque – Académie Charles Cros 1995, premio assegnato da una giuria composta da produttori, giornalisti, dal presidente di France Culture e da professionisti dell’industria musicale. In precedenza, il riconoscimento era stato conferito, tra gli altri, a Édith Piaf, Jacques Brel, Yves Montand, Georges Brassens, Bruce Springsteen, Leonard Cohen, Bob Dylan, Joan Baez e Joni Mitchell. Conclusi i lunghi e impegnativi tour di Grace, Buckley iniziò a lavorare al materiale per il suo secondo album. Tra la metà del 1996 e l’inizio del 1997 sperimentò nuove sessioni di registrazione con la band tra New York e Memphis, con Tom Verlaine come produttore. Terminato quel ciclo di sessioni, Jeff rimandò la band a New York, restando a Memphis per continuare a sviluppare il lavoro in corso e realizzando numerose registrazioni casalinghe su quattro piste, da presentare ai compagni di band e ai dirigenti della casa discografica. Alcune erano revisioni dei brani incisi con Verlaine, altre composizioni del tutto nuove. Buckley iniziò anche una serie di esibizioni soliste regolari – ma per lo più anonime – ogni lunedì sera al Barrister’s di Memphis, dove metteva alla prova il nuovo materiale. Il suo ultimo concerto lì si tenne lunedì 26 maggio 1997. La sera della sua morte, Jeff Buckley stava andando a incontrare la band, in arrivo da New York, per dare inizio a tre settimane di prove in vista del nuovo album My Sweetheart, The Drunk; il produttore Andy Wallace, già al lavoro su Grace, avrebbe poi raggiunto il gruppo a Memphis per registrare il disco. Dopo la morte di Buckley, le registrazioni prodotte da Verlaine e i demo di Jeff furono pubblicati da Columbia con il titolo Sketches for My Sweetheart the Drunk il 26 maggio 1998. A quasi trent’anni dalla sua scomparsa, e con numerose uscite postume, l’eredità di Jeff Buckley continua a crescere e la sua musica a vivere. I suoi fan includono leggende del rock, artisti pop, seguaci fedelissimi e un’intera nuova generazione di appassionati in tutto il mondo. L’unico album in studio pubblicato in vita da Jeff Buckley, Grace, continua a resistere nel tempo.

IT’S NEVER OVER: JEFF BUCKLEY è distribuito in esclusiva per l’Italia da Nexo Studios in collaborazione Radio CAPITAL, MYmovies, SONY MUSIC ITALIA.


IL PARMIGIANO REGGIANO PROTAGONISTA CON WHOOPI GOLDBERG NELLE NUOVE PUNTATE DI UN POSTO AL SOLE

 




La Dop entra nel cast della storica serie di Rai 3 in occasione del debutto della star internazionale Whoopi Goldberg. Un connubio che celebra la versatilità del prodotto, dalla tradizione napoletana al mercato statunitense

 

Reggio Emilia, 3 febbraio 2026 – Il Parmigiano Reggiano approda sul set di Un posto al sole per una collaborazione che unisce l’eccellenza del Made in Italy al fascino della serie più longeva della televisione italiana. Nelle prossime puntate del daily drama, prodotto da Rai Fiction, Fremantle e Centro di Produzione TV Rai di Napoli e in onda su Rai 3, la Dop è protagonista accanto a una guest star d’eccezione: l’attrice premio Oscar Whoopi Goldberg, star di film classici quali Il colore viola, Ghost – Fantasma e Sister Act. L’ingresso della Goldberg nel cast, nel ruolo dell’imprenditrice americana Eleanor Price, coincide con le celebrazioni per il trentesimo anniversario della fiction ambientata a Napoli. Il Parmigiano Reggiano si inserisce nel tessuto narrativo della serie, dimostrando ancora una volta la sua straordinaria capacità di dialogare con varie culture gastronomiche.

 

Il pubblico può seguire l’integrazione del Parmigiano Reggiano nelle trame della serie in tre momenti chiave: nella puntata di stasera, 3 febbraio, si vede il personaggio di Rosa intenta a grattugiare il formaggio Dop; domani, 4 febbraio, il personaggio di Goldberg, Eleanor sarà impegnata nella preparazione della tipica ricetta napoletana “pasta, patate e provola”, completandola con una generosa grattugiata di Parmigiano Reggiano, in un incontro di sapori degno di un premio; infine, il 23 febbraio, il prodotto tornerà protagonista in una scena ambientata a casa del personaggio dell’attrice statunitense, sottolineandone il consumo come scelta di qualità anche per palati internazionali.

 

La presenza del Parmigiano Reggiano in Un posto al sole non è solo un matrimonio con la cucina partenopea, ma un segnale della sua forte vocazione internazionale: gli Stati Uniti, patria di Goldberg, rappresentano infatti il primo mercato estero per l’esportazione della Dop, pari al 22,5% della quota export totale. Non si tratta, inoltre, del primo incontro tra l’attrice e il Consorzio: Goldberg aveva già manifestato il suo sincero apprezzamento per il prodotto nella rubrica Whoopi’s Favorite Things del celebre programma The View sulla tv ABC, partecipando alla “Pronunciation Challenge” (l’iniziativa lanciata a novembre 2024 che sfidava i consumatori USA a pronunciare correttamente “Parmigiano Reggiano”), mostrando una forma di Parmigiano Reggiano serigrafata con il suo volto ed esibendosi in una (quasi) perfetta pronuncia del nome.

 


Fondazione Zucchelli partecipa ad ARTEFIERA e ART CITY 2026

 

L’Etna rosso di Cottanera sarà l’unico vino siciliano ai Giochi olimpici invernali Milano Cortina

 


L’azienda di Castiglione di Sicilia è stata scelte per rappresentare l’eccellenza vitivinicola italiana

Catania, 28 Gennaio 2026- Sarà l’Etna Doc Rosso 2023 di Cottanera a rappresentare

l’eccellenza vitivinicola siciliana ai Giochi olimpici invernali MilanoCortina.

Il vino dell’azienda di Castiglione di Sicilia è stato scelto tra le 26 etichette che

racconteranno i principali territori del vino italiano nella carta dei vini di Musa, la

hospitality house di Casa Italia allestita a Milano, Cortina e Livigno.

La selezione, curata per conto del Coni dal team di LT Wine & Food Advisory, segue linee

guida che mettono in evidenza le denominazioni di riferimento e i vitigni autoctoni,

rappresentando l’intera filiera nazionale: dai grandi player al mondo cooperativo fino alle

piccole produzioni.

Cottanera, nel versante nord dell’Etna, è l’unica azienda siciliana scelta per rappresentare

la Sicilia, in una selezione che racchiude sedici regioni per un totale di ventisei referenze.

“Siamo onorati di rappresentare la Sicilia e l’eccellenza della produzione vitivinicola

siciliana in un contesto così prestigioso ed internazionale come i Giochi olimpici invernali

MilanoCortina – commenta Francesco Cambria, che gestiscono .Questo riconoscimento

– continua - conferma che ad essere premiata non è solo la qualità della nostra produzione

ma anche il territorio che rappresentiamo, l’Etna, e la sua unicità che raccontiamo

attraverso i nostri vini, sempre fedeli alle caratteristiche del territorio e alla sua

valorizzazione”.

Il vino scelto è l’ Etna Rosso DOC fatto da uve 100% di Nerello Mascalese che sintetizza

ed esprime al meglio le caratteristiche del versante nord del vulcano, grazie alla sua

mineralità, eleganza ed alla sua grande profondità ed eleganza

L’azienda Cottanera, nata nel 1960 a Castiglione di Sicilia, a 750 mt di altitudine, negli anni

è diventata un presidio di viticoltura innovativa coniugando la qualità della produzione

con l’ospitalità integrata nel territorio.

Nel 2024, nasce il progetto Dimora Cottanera, tredici camere country chic, immersi nei

vigneti, dove l’architettura dei luoghi è definita dalla pietra nera dell’Etna e dall’eleganza

di un design che interpreta in chiave contemporanea gli elementi identificativi del vulcano.

Cottanera inoltre ha ideato “Cottanera visioni”, la rassegna artistica che ospita ogni anno

in cantina un artista e le sue opere con l’obiettivo di creare un museo a cielo aperto alle

pendici del vulcano.

“Il vino è ambasciatore dei nostri territori e si fa portavoce di storie uniche che raccontano

persone, paesaggi” - commenta Mariangela Cambria, responsabile dell’hospitality e del

marketing per Cottanera -. Insieme alla nostra idea di vitivinicoltura- intesa come rispetto

dell’integrità del territorio e del lavoro sapiente dell’uomo – portiamo avanti l’idea di un

enoturismo contemporaneo che traduce in esperienze le peculiarità del territorio e di altri

elementi come l’arte”- conclude Mariangela Cambria.