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venerdì 7 agosto 2026

TENUTA GORGHI TONDI Appuntamento al tramonto Arabian night - 27 agosto 2026

 


Si chiude con una serata speciale la stagione 2026 di Appuntamento al tramonto, il format estivo di Tenuta Gorghi Tondi dedicato a vini biologici, aperitivo in abbinamento e musica dal vivo. L’appuntamento è per giovedì 27 agosto, dalle 19:00 alle 23:00, presso la Cantina di Contrada San Nicola a Mazara del Vallo. La serata Arabian night sarà dedicata alle atmosfere della Sicilia occidentale, ed è stata creata ispirandosi alle suggestioni mediterranee, alla cultura dell’accoglienza, alla musica, alla danza e alla convivialità.

 

l tema scelto non vuole limitarsi a una semplice ambientazione scenografica. Mazara del Vallo è una città in cui la convivenza tra culture, lingue e tradizioni è parte viva dell’identità locale. Insieme ad altre città della Sicilia occidentale, come Palermo, Monreale e Cefalù, Mazara del Vallo conserva tracce profonde di una storia attraversata da influenze mediterranee e arabo-normanne. Da questa matrice culturale nasce Arabian night: una serata che guarda alla dimensione plurale della Sicilia, al dialogo tra le sponde del Mediterraneo e a un’idea di territorio fatta di stratificazioni, incontri e sapori condivisi.

Per l’occasione, il prato della Tenuta sarà arricchito da tappeti, tende arabe e dettagli scenografici ispirati alle atmosfere maghrebine. Al loro arrivo, gli ospiti saranno accolti da danzatori disposti lungo il perimetro della location, nelle atmosfere di un suggestivo dialogo scenografico tra la luce del tramonto e movimento scenico. Lo spettacolo sarà curato da Cotroneo Events, con la direzione coreografica di Stefania Cotroneo

Il momento centrale della serata porterà in scena una rivisitazione della Dabka, danza folkloristica popolare tipica dei paesi del Medio Oriente, reinterpretata dalla coreografa Stefania Cotroneo. Con il calare del buio, la scena lascerà spazio a uno spettacolo di Danza del Fuoco, pensato come momento più intenso della serata.  La parte musicale sarà animata dal dj set di Ninni Puglia e dalla musica delle percussioni. A completare l’esperienza, una degustazione di cous cous, piatto simbolo del dialogo tra culture e sponde del Mediterraneo, abbinata ai vini biologici di Tenuta Gorghi Tondi.

Per entrare nello spirito dell’evento, è previsto anche uno speciale dress code: agli ospiti viene suggerito di indossare un capo, un accessorio o un dettaglio di trucco che richiami le atmosfere arabe.

 

Appuntamento al tramonto - Arabian night

Tenuta Gorghi Tondi - Contrada San Nicola, Mazara del Vallo

Giovedì 27 agosto - Dalle 19:00 alle 23:00

La partecipazione prevede una quota di 50 € a persona.

La formula bambini è come extra in fase di prenotazione. La prenotazione online è obbligatoria.
Per informazioni e prenotazioni:
https://gorghitondi.it/it_it/visit/?experience=813c2a14-1a5a-4e9e-8cc2-1b99e6cb7fd6&_gl=1*1ltphz4*_up*MQ..*_ga*NjY5Nzk4MzQzLjE3ODU3NjczMjY.*_ga_40S6MS9L8N*czE3ODU3NjczMjUkbzEkZzEkdDE3ODU3NjczNDQkajQxJGwwJGgw*_ga_4LY7LKHQGP*czE3ODU3NjczMjUkbzEkZzEkdDE3ODU3NjczNDQkajQxJGwwJGgw

ESTATE 2026, GLI ITALIANI SCELGONO I LUOGHI DI MARE DOVE SI PRODUCE VINO

 

Cinque Terre e Salento svettano tra le destinazioni più desiderate
secondo i risultati del nuovo Rapporto “Gli italiani e le esperienze enoturistiche”,
a cura di Roberta Garibaldi in collaborazione con Ascovilo
e The Data Appeal Company.


E quattro delle prime cinque mete enoturistiche sono costiere o prossime al mare. Per scegliere una cantina, il paesaggio conta più della notorietà del vino.
La presenza di un turista enogastronomico genera mediamente
151,7 euro di valore aggiunto, il 18% in più rispetto alla spesa media
del turista esclusivamente balneare



Milano, 7 agosto 2026 – L’enoturismo entra sempre più nella vacanza estiva degli italiani, anche quando il viaggio non nasce esclusivamente per scoprire il vino. All’avvio della campagna vendemmiale 2026, quest’anno fortemente anticipata per ragioni climatiche, e mentre Calici di Stelle, in programma fino al 16 agosto con il clou degli eventi nel corso dell’ultima settimana, porta degustazioni, incontri con i produttori, passeggiate nei vigneti ed eventi culturali nelle cantine, nei borghi e nelle piazze italiane, il nuovo Rapporto “Gli italiani e le esperienze enoturistiche”, a cura di Roberta Garibaldi e in collaborazione con Ascovilo-Associazione dei Consorzi di Tutela dei Vini Lombardi e con The Data Appeal Company , fotografa una domanda che si amplia e si integra con il mare, il paesaggio, la gastronomia e la scoperta dei territori.

Il turismo enogastronomico coinvolge ormai una platea stimata di circa 18 milioni di italiani, 4,5 milioni in più rispetto al 2024. Ma è soprattutto la geografia dei desideri a mostrare un cambiamento significativo: Cinque Terre e Salento sono le destinazioni enoturistiche più desiderate, entrambe indicate dal 20% dei turisti italiani, seguite dal Chianti, al 19%, dalla Costiera Amalfitana e dall’Etna, entrambe al 18%. Quattro delle prime cinque mete sono quindi costiere o situate in prossimità del mare . Seguono Montepulciano, al 16%, Montalcino, al 15%, Langhe-Barolo e Gallura – anche quest’ultima in prossimità del mare –, entrambe al 14%.

La graduatoria evidenzia come il vino non rappresenti più soltanto la motivazione di una vacanza specialistica, ma diventi una componente qualificante di soggiorni più ampi: una visita in cantina, una degustazione o una cena tra i vigneti possono arricchire una vacanza al mare e portare i visitatori dalla costa verso l’entroterra rurale.


Il paesaggio conta più della notorietà del vino

La preferenza per le destinazioni costiere non appare casuale. Nella scelta di una meta enoturistica, i primi fattori considerati dagli italiani sono il rapporto qualità-prezzo, indicato dal 76%, la bellezza del paesaggio rurale, al 75%, e la prossimità geografica, al 65%.

Ancora più significativo è ciò che accade nella scelta della singola cantina: la bellezza del paesaggio rurale è il primo criterio, con il 73%, seguita dal rapporto qualità-prezzo, al 72%, e dalla prossimità, al 63%. La qualità e la notorietà dei vini si fermano al 60%. In altri termini, per il turista contemporaneo non basta più la forza dell’etichetta: la cantina viene scelta come parte di un paesaggio e di un’esperienza territoriale complessiva.

Il dato sulla prossimità apre inoltre un mercato che va oltre i soli pernottamenti. Le cantine possono rivolgersi anche a residenti, oltre che proprietari di seconde case, escursionisti e turisti che decidono cosa fare una volta arrivati a destinazione .

L’integrazione con la gastronomia rappresenta una delle trasformazioni più nette. Le degustazioni in cantina hanno coinvolto il 64% dei turisti italiani, contro il 49% rilevato nel 2024, con una crescita di 15 punti percentuali. Le visite in cantina sono passate dal 32% al 46%, aumentando di 14 punti.

Accanto alle forme più tradizionali, il 24% degli enoturisti si è recato in una cantina dotata di ristorante e il 19% ha provato piatti gourmet abbinati ai vini aziendali. La visita tende quindi a evolvere in un’esperienza più lunga, articolata e capace di distribuire la spesa tra vino, ristorazione e servizi. E andando a vedere i desideri futuri sia di italiani che di stranieri, il tema si rafforza.

Anche la reputazione digitale conferma la centralità della tavola . Locali e ristorazione concentrano il 43,2% delle 4,6 milioni di tracce digitali rilevate nelle destinazioni enoturistiche analizzate in collaborazione con The Data Appeal Company. Il sentiment del comparto raggiunge 86,6 su 100, mentre il tema “cibo” ottiene un Semantic Rating di 92 su 100, collocandosi tra gli elementi più apprezzati dell’intera esperienza.

La mappa del desiderio e quella della soddisfazione

Alla geografia delle mete desiderate, sempre più orientata verso le aree costiere, si affianca una diversa mappa della soddisfazione digitale. Nel 2025, la graduatoria del sentiment è guidata da Langhe-Barolo, con 89,7 punti su 100, seguita da Chianti, con 89,5, Montalcino, con 89,3, Valdobbiadene, con 89,0, e Bolgheri, con 88,6. Il confronto suggerisce due dinamiche complementari: le destinazioni costiere dispongono di un forte potenziale aspirazionale e possono intercettare una domanda nuova; i territori enoturistici più strutturati mantengono, invece, un vantaggio nella qualità percepita e nella reputazione costruita nel tempo.

Nel complesso, le 28 destinazioni esaminate hanno generato nel 2025 4,6 milioni di tracce digitali, 200 mila in più rispetto al 2024 , mentre il volume riferito all’Italia è diminuito di 1,4 milioni. Il sentiment medio delle destinazioni del vino raggiunge 86,7 su 100, contro 86,2 della media nazionale.

Il dato presenta tuttavia un’importante indicazione per la stagione in corso. Proprio in agosto il sentiment si abbassa: il mese di maggiore affluenza diventa quindi il vero banco di prova per la tenuta dell’accoglienza, della mobilità, della ristorazione e dei servizi.

Tramonti, cene nei vigneti e vendemmia: le curiosità dell’estate del vino

I format proposti dagli eventi estivi intercettano comportamenti che stanno già entrando nelle abitudini degli italiani . Il 18% ha partecipato a festival o eventi dedicati al vino, il 16% ha svolto una degustazione al tramonto nei vigneti, il 10% ha cenato tra i filari a lume di candela e un altro 10% ha acquistato una proposta romantica a tema vino. L’8% ha partecipato a un concerto o a una manifestazione musicale in cantina. Sono proprio questi i temi che hanno i più ampi margini di crescita analizzando le esperienze desiderate nei prossimi viaggi.

La vendemmia turistica presenta invece un potenziale ancora inespresso . Solo il 9% degli intervistati dichiara di avere già partecipato a una giornata da viticoltore. Soprattutto, il 72% non sarebbe disposto a spendere più di 40 euro per questa esperienza: il 48% resterebbe sotto i 20 euro e il 24% tra 21 e 40 euro. Solo il 14% accetterebbe una fascia di prezzo compresa tra 41 e 60 euro. Il risultato segnala una distanza tra la complessità organizzativa della proposta e il valore che il pubblico le attribuisce.

La domanda estiva è inoltre sempre più mobile e vicina alla partenza : l’utilizzo delle piattaforme di prenotazione durante il viaggio è salito dal 15% al 24% in un solo anno, mentre il 42% continua a segnalare difficoltà nel prenotare online. Per cogliere il mercato generato, la disponibilità in tempo reale e la possibilità di acquistare l’esperienza anche all’ultimo momento diventano quindi elementi decisivi. Il prezzo elevato è già oggi la prima barriera alla visita dei luoghi di produzione, indicata dal 63% dei turisti, ma è seguito dalla mancanza di informazioni chiare su orari, costi e contenuti dell’esperienza, al 58%, dalla limitazione a specifici giorni e orari, al 54%, e dalle difficoltà di accesso con mezzi diversi dall’auto privata, al 52%.

L’integrazione tra mare, vino e gastronomia genera più valore

Il confronto con la ricerca Roberta Garibaldi ed SRM “Quando il vino incontra il turismo”, presentata lo scorso febbraio, mostra che l’integrazione non ha soltanto un valore esperienziale. Secondo le stime, una presenza legata al turismo enogastronomico attiva 151,7 euro di valore aggiunto, rispetto ai 144 euro della media nazionale, ai 145 euro del turismo culturale, ai 140,7 euro del turismo montano e ai 128,2 euro del turismo balneare. Il differenziale rispetto al turismo balneare è quindi di 23,5 euro per presenza, pari a circa il 18% in più .

Tra i tematismi leisure considerati, l’enogastronomia è quello che genera il valore aggiunto più elevato, grazie alla capacità di coinvolgere contemporaneamente agricoltura, ristorazione, commercio, artigianato e servizi.

I dati dell’offerta confermano la stessa direzione. Nel campione SRM, le imprese vitivinicole che hanno investito in ospitalità e ristorazione presentano una produttività di 75,89 mila euro di valore aggiunto per addetto e una crescita dei ricavi del 27% tra il 2019 e il 2024. Il risultato mostra l’associazione tra capacità di accoglienza, integrazione gastronomica e migliori performance aziendali.

Rimane, infine, un paradosso digitale. Le circa 1.800 aziende vitivinicole presenti nelle principali destinazioni analizzate ottengono un sentiment medio molto elevato, pari a 94,7 su 100, ma generano appena lo 0,4% delle tracce digitali complessive, pur rappresentando l’1,3% dei punti di interesse. La visita soddisfa, ma viene ancora raccontata online troppo poco: un limite che riduce la visibilità delle cantine nei motori di ricerca, nelle piattaforme e nei sistemi di intelligenza artificiale. Vanno previsti sistemi per incentivare i turisti a lasciare recensioni.

«Questi dati disegnano due mappe complementari: quella del desiderio, che nell’estate italiana guarda sempre più al mare, e quella della reputazione, ancora guidata dai territori che hanno costruito nel tempo un sistema enoturistico maturo. Non dobbiamo scegliere tra turismo balneare ed enoturismo: dobbiamo utilizzare il vino e la gastronomia per rendere la vacanza più ricca, distribuire i visitatori tra costa ed entroterra e aumentare il valore generato da ogni presenza. Il dato di agosto ci ricorda, però, che attrarre non basta. Occorrono servizi capaci di reggere i picchi, esperienze differenti, prezzi coerenti con la qualità offerta, informazioni chiare e prenotazioni semplici anche durante il viaggio. La cantina deve diventare una tappa naturale della vacanza italiana, non un’esperienza difficile da trovare o da acquistare ». Roberta Garibaldi, presidente dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico

« Disporre di dati aggiornati e di strumenti conoscitivi adeguati è fondamentale per comprendere i cambiamenti della domanda, orientare le scelte future e trasformare il crescente interesse verso il vino in valore duraturo per le imprese».
Giovanna Prandini, presidente Ascovilo - Associazione dei Consorzi di Tutela dei Vini Lombardi

« L'analisi delle tracce digitali conferma la crescente attrattività delle destinazioni enoturistiche italiane, che nel 2025 hanno generato 4,6 milioni di contenuti online con livelli di soddisfazione superiori alla media nazionale. I dati evidenziano come l'enoturismo non sia più solo un prodotto legato al vino, ma un ecosistema esperienziale in cui ospitalità, ristorazione, paesaggio e autenticità contribuiscono a costruire valore e reputazione per i territori».  Damiano Meola, Marketing Director, The Data Appeal Company.

Roberta Garibaldi:


Tutti i gusti del mondo a Terra Madre Salone del Gusto 2026

 


Una selezione di storie, laboratori e cene da scoprire

passeggiando nel centro di Torino, dal 24 al 27 settembre

 

 

Quali odori e sapori rendono indimenticabile la cucina tradizionale dell’Iran? Quanto conta il miele nella tradizione dolciaria dell’Azerbaigian? In cosa si distinguono i cacao coltivati in Uganda e Indonesia? Quali erbe aromatiche raccontano la cucina dell’isola di Ulleung, in Corea del Sud? E come si possono trasformare scarti vegetali e quinto quarto (di terra e di mare) in una cena sorprendente? A Terra Madre Salone del Gusto 2026, in programma dal 24 al 27 settembre nel centro di Torino, ogni assaggio è una storia e ogni incontro un viaggio. La 16esima edizione della manifestazione, organizzata da Slow Food, Regione Piemonte e Città di Torino, con il patrocinio del Masaf e di Ismea, e rappresentata dal claim Biodiversity – Be Diversity, invita a esplorare sapori, culture e tradizioni provenienti da ogni parte del mondo attraverso Laboratori del Gusto, Appuntamenti a Tavola, cene e degustazioni. 

 

Nel pieno dell’estate, quando si sogna la prossima meta e si cercano nuove ispirazioni anche a tavola, ecco una selezione di appuntamenti da non perdere: esperienze da raccontare durante una cena tra amici, ingredienti e ricette che sorprendono, e buoni motivi per programmare una visita a Torino.

 

I Laboratori del Gusto: storie di miele, cacao, erbe selvatiche e sapori mediterranei

 

Il viaggio parte dall’Azerbaigian, dove tra le foreste e le montagne del villaggio di Ləkit nasce un miele che racchiude i profumi della flora spontanea locale. È l’ingrediente che accomuna alcuni dei dolci più rappresentativi del Paese: l’halva di grano garagilchig, preparata con un’antica varietà di frumento e arricchita con pere e nocciole Atababa, il govut, ricetta a base di cereali tostati tramandata nelle comunità rurali, e uno sciroppo al miele che racconta una tradizione profondamente legata al territorio e al lavoro delle api (L’Azerbaijan al sapore di miele). 

 

Ci si sposta poi sull’isola vulcanica di Ulleung, in Corea del Sud, dove da secoli le donne raccolgono i namul, erbe spontanee che crescono sui pendii più ripidi. Dal profumato aglio di montagna (myungyi) al rarissimo samnamul, una pianta dal gusto sorprendentemente simile alla carne, fino alle specie endemiche che sopravvivono soltanto su quest’isola, il laboratorio offre uno sguardo su una cultura gastronomica poco conosciuta (Le erbe dell’isola di Ulleung).

 

Dal verde dei boschi si passa al profumo del cacao. Una degustazione comparativa dalla Repubblica Dominicana all’Uganda, dalla Costa d’Avorio fino a Bali accompagna i partecipanti, mostrando come lo stesso frutto possa cambiare carattere in base al terreno, al clima e alle tecniche di fermentazione. Il percorso parte dalla fava intera, prosegue con i nibs tostati e la massa di cacao e arriva fino alla tavoletta, seguendo tutte le trasformazioni di un ingrediente che troppo spesso conosciamo soltanto nella sua forma finale (Cacao Latitudes).

 

Dall’Anatolia arriva invece un intero menù dedicato a due simboli della dieta mediterranea: olive e vino. Si assaggiano la fresca insalata di olive Bostana, il börek ripieno di olive verdi, le olive saltate con pasta di peperone rosso, noci e aglio, servite con pane, e persino una confettura di olive, in abbinamento a vini ottenuti da vitigni autoctoni coltivati in vigne antiche (Il sapore dell’Anatolia). 

 

A chiudere questo itinerario sono le uve Criolla dell’America Latina, varietà che attraversano la storia di Argentina, Cile e Bolivia e che, calice dopo calice, raccontano il legame tra biodiversità, paesaggio e cultura del vino (Criolla criolla! Storie di uve dall’America Latina).

 

 

Scopri tutti i Laboratori del Gusto (molti sono già esauriti!)

 

 

Dalla cucina dello Yucatán alla tradizione persiana: cuochi e cuoche portano la biodiversità a tavola

 

A Punta Allen, nella penisola dello Yucatán, la cuoca dell’Alleanza Slow Food del Messico Lucía Guadalupe Cosgaya Valladares, conosciuta da tutti come Lucy, racconta il legame tra cucina e biodiversità della Riserva della Biosfera di Sian Ka’an. Figlia, nipote e moglie di pescatori, da oltre vent’anni valorizza nella sua cucina il pescato locale e gli ingredienti della tradizione: dal tikinxic, filetto di pargo o barracuda avvolto nella masa de maíz e aromatizzato con habanero, arancia amara e momo, alla crema di cocco con cannella e vaniglia (Alla scoperta del campeche: la cucina di mare in Messico). 

 

Dal Messico si torna nel Mediterraneo con lo chef Matthew Beaudin, che porta a tavola una storia di resilienza e collaborazione: quella del granchio blu, specie invasiva diventata una sfida per gli ecosistemi marini. Attraverso il dialogo con pescatori, ricercatori e comunità locali, Beaudin trasforma un problema ambientale in un’opportunità gastronomica, accostando il granchio a ingredienti del territorio, dal burro nocciola al Parmigiano Reggiano, fino al miele di castagno e alle nocciole piemontesi (Il granchio blu: una sfida ecologica e gastronomica). 

 

Montagna e mare si incontrano invece in uno dei quattro appuntamenti organizzati da Tempi di Recupero, nella tavola a quattro mani di Valerio Lucci della Locanda dell’Orsiera di Bussoleno e Simone Giampaoli del Fuorirotta di Riomaggiore, uniti dalla stessa filosofia: utilizzare ogni parte dell’ingrediente e ridurre gli sprechi. Dalle erbe spontanee e dal quinto quarto delle Alpi piemontesi ai salumi di mare e al quinto quarto ittico della costa ligure, i due cuochi raccontano come territori diversi possano condividere una stessa idea di cucina rispettosa e consapevole (Terra e Sale). 

 

Infine, il cuoco e docente universitario iraniano Jalal Zavareh porta a Terra Madre i sapori della cucina persiana, dove memoria e territorio si uniscono attraverso ingredienti locali e tradizioni tramandate. Protagonisti della sua tavola sono lo Zereshk Polo ba Morgh-e Zaferani, riso allo zafferano con pollo e bacche di zereshk dal gusto dolce e acidulo, e l’Halva-ye Havij-e Zaferani, una versione del celebre dolce iraniano a base di carote, burro e zucchero impreziosita dall’oro rosso dell’Iran: lo zafferano. 

 

Scopri i Laboratori con i cuochi dell’Alleanza e gli Appuntamenti a Tavola

 

 

Dalla ricerca all’assaggio: gli appuntamenti firmati UNISG

 

Pane, sidro, kombucha, dumpling e prodotti artigianali: gli appuntamenti organizzati dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo raccontano il cibo come spazio di ricerca, incontro e innovazione, riunendo studenti, alumni e produttori che portano a Terra Madre nuove idee nate intorno alla gastronomia. 

Un viaggio tra culture diverse parte dal pane: studenti UNISG provenienti dall’Africa e dall’Asia presentano pani delle proprie terre d’origine, raccontandone tecniche, ingredienti e memorie familiari, in abbinamento a prodotti dell’Arca del Gusto dello stesso continente, tra mieli, confetture e formaggi. 

Dalla tradizione millenaria del Regno Unito arriva invece il sidro, protagonista di una degustazione guidata dall’alumno UNISG Ivo Freeman per scoprire un mondo ancora poco conosciuto in Italia: una bevanda che, tra varietà di mele, affinamenti e territori, ha molto più in comune con il vino di quanto si possa immaginare (La mela che parla di vino). 

 

La formazione di Pollenzo incontra poi l’imprenditorialità con le storie degli alumni che hanno trasformato una passione in un progetto. Paolo Brussino racconta il percorso che ha portato alla nascita di Kombrù, realtà dedicata alla kombucha artigianale (Da un’idea alla bottiglia), mentre Elisa Neri presenta Tuttofabrodo, progetto nato dall’incontro con la cucina asiatica e dalla ricerca sulla tradizione dei dumpling: dagli xiaolongbao agli altri piccoli scrigni di pasta ripieni preparati a mano (Dai dumpling ai baozi ai buns). 

 

Infine, il caffè diventa occasione per esplorare il legame tra specie, terroir, varietà e processi di fermentazione. Attraverso il caso studio della Colombia, gli alumni UNISG Gabriela Montañez e Francesco Anastasi raccontano Santaromero, torrefazione torinese nata dall’incontro tra competenze gastronomiche e una passione coltivata durante il percorso di studi a Pollenzo (Comprendere il caffè: dalla genetica alla tazza quotidiana). 

AL VIA LA VENDEMMIA SUI COLLI EUGANEI

 


Buona qualità e soddisfacente quantità per un 2026 in anticipo rispetto agli ultimi anni

La vendemmia sui Colli Euganei inizierà lunedì 10 agosto, con un anticipo di circa una settimana rispetto all’anno scorso. La raccolta partirà dalle varietà più precoci, come Pinot Bianco e Chardonnay e le uve dei vigneti al primo anno di produzione. Seguiranno il Serprino e le altre uve per le basi spumante. Per le bordolesi a bacca nera, destinate ai prestigiosi Colli Euganei DOC, si dovrà invece attendere la fine agosto o i primi di settembre.

Lo stato sanitario al momento è ottimo, la qualità è buona e la quantità in linea con quanto previsto dal disciplinare di produzione. Dal punto di vista fitosanitario non ci sono stati problemi particolari per la difesa e fortunatamente la grandine - per ora – non ha colpito il territorio degli Euganei, contrariamente ad altre zone viticole.

I vigneti di collina, dove non è possibile l’irrigazione, risentono ovviamente delle alte temperature e del vento caldo che determinano una concentrazione degli zuccheri e una degradazione veloce in particolare dell’acido Malico. L’effetto sarà un anticipo della maturazione e della vendemmia al fine di salvaguardare l’equilibrio tra zuccheri e quadro acido.

«Siamo molto soddisfatti dell'andamento stagionale, le premesse sono di un'annata più che positiva sia per quanto riguarda la quantità che rispecchia le annate migliori, sia per la qualità - dichiara Gianluca Carraro, Presidente del Consorzio - Il caldo ha tenuto lontano malattie della vite come peronospora e oidio».

Ci sono quindi le premesse per annunciare una buona annata, con uve sane e ricche di precursori aromatici. Ora non resta che attendere la raccolta delle varietà tardive, principalmente di uva rossa, per tracciare un bilancio definitivo.

Rimane il problema dei cinghiali. Gli sforzi dei produttori euganei sempre più spesso vengono infatti vanificati dalla forte presenza di questi animali che causano gravi danni alla produzione ormai prossima alla vendemmia.

 

giovedì 6 agosto 2026

KUBLAI FILM presenta I GRANDI MAESTRI Stagione 2026 – 2027

 Dal 4 ottobre 2026 al 20 aprile 2027, una nuova stagione cinematografica porta nelle sale italiane cinque straordinarie figure

che hanno trasformato il nostro immaginario

e la storia della pittura, del cinema e della letteratura

 

Cinque produzioni e coproduzioni internazionali dedicate a Caravaggio, Werner Herzog, Frida Kahlo, Michael Ende, Turner & Constable,

nate dalla collaborazione con alcuni dei più autorevoli

produttori europei del cinema documentario

 

 



 


Venezia, 6 agosto 2026. Cinque appuntamenti nell'arco di sette mesi, una linea editoriale riconoscibile e una rete di collaborazioni internazionali: con I Grandi Maestri, Kublai Film presenta la sua stagione cinematografica 2026-2027, concepita come un progetto editoriale dedicato al grande cinema documentario che porta nelle sale italiane produzioni e coproduzioni internazionali che raccontano alcune delle figure più influenti della pittura, del cinema e della letteratura.

 

Da ottobre 2026 ad aprile 2027 il pubblico sarà accompagnato in un percorso che attraversa epoche, linguaggi e geografie differenti, unito da una stessa convinzione: il cinema continua a essere uno dei luoghi privilegiati in cui la cultura può trasformarsi in esperienza condivisa.

È questa l'idea da cui prende forma I Grandi Maestri: non una semplice successione di uscite, ma un progetto curatoriale capace di costruire nel tempo un'identità riconoscibile per il documentario d'arte e di cultura. I cinque film presentati da Kublai Film condividono uno stesso sguardo: raccontare autori che, in modi differenti, hanno modificato il nostro immaginario e continuano a dialogare con il presente.

In un momento storico in cui la cultura viene spesso consumata attraverso contenuti rapidi e frammentari, Kublai Film con la stagione I Grandi Maestri sceglie deliberatamente un'altra strada. Restituire profondità senza rinunciare alla forza del racconto; coniugare rigore scientifico e qualità cinematografica; offrire al pubblico non soltanto informazioni, ma occasioni di conoscenza e di emozione. La sala torna così a essere il luogo in cui fermarsi, osservare, ascoltare e approfondire.

 

Ad aprire il calendario il 4, 5 e 6 ottobre 2026 sarà Caravaggio (Exhibition on Screen, 2026, 100'), il più completo documentario finora realizzato sul maestro lombardo dopo cinque anni di lavorazione. Diretto da David Bickerstaff e Phil Grabsky, il film segue gli indizi nascosti nelle opere del pittore per restituire il ritratto di un artista ancora oggi enigmatico e rivoluzionario.

 

Il 29, 30 novembre e 1 dicembre sarà la volta di Werner Herzog. Radical Dreamer (3B-Produktion, Spring Films in coproduzione con ARTE/ZDF, 2022, 103'), ritratto del grande regista tedesco realizzato grazie a materiali d'archivio esclusivi e alle testimonianze di collaboratori come Christian Bale, Nicole Kidman, Robert Pattinson, Wim Wenders, Patti Smith e Chloé Zhao, oltre ad Herzog stesso. Diretto da Thomas von Steinaecker, il film arriverà per la prima volta nelle sale italiane in concomitanza con la presentazione del nuovo lavoro di Herzog alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.

 

Il 14, 15 e 16 febbraio 2027 arriverà in sala la nuova versione di Frida Kahlo (Exhibition on Screen, 2026, 101'), per la regia di Ali Ray, arricchita con contenuti inediti realizzati in occasione della grande mostra dedicata all'artista dalla Tate Modern di Londra (25 giugno 2026 – 3 gennaio 2027). Un'occasione per rileggere, con uno sguardo aggiornato, la vita e l'opera di una delle artiste più iconiche del Novecento.

 

Il viaggio proseguirà il 14, 15 e 16 marzo 2027 con Michael Ende. Una storia infinita (Kublai Film e 3B-Produktion in coproduzione con ARTE/ZDF, 2027, 70’), coproduzione internazionale Kublai Film, 3B-Produktion, ARTE/ZDF con la regia di Thomas von Steinaecker dedicata allo scrittore che ha dato vita a La storia infinita e Momo. Il documentario esplora l'origine del suo immaginario e l'attualità del suo pensiero, restituendo il ritratto di un autore capace di influenzare intere generazioni. Con la partecipazione straordinaria di Roberto Saviano.

 

Chiuderà la stagione Turner & Constable (Exhibition on Screen, 2026, 93'), in sala il 18, 19 e 20 aprile 2027, realizzato in occasione del 250° anniversario della nascita (1775) dei due grandi maestri britannici e della storica mostra della Tate Britain (27 novembre 2025 – 12 aprile 2026). Il film mette a confronto due visioni opposte della pittura di paesaggio e racconta una rivalità che ha cambiato la storia dell'arte europea.

 

Questa visione si riflette anche nella natura internazionale del progetto. La stagione riunisce infatti produzioni e coproduzioni europee realizzate insieme ad alcuni dei più autorevoli protagonisti del documentario culturale contemporaneo. Accanto ai nuovi titoli della prestigiosa collana britannica Exhibition on Screen, trovano spazio importanti coproduzioni con la televisione culturale franco-tedesca ARTE e ZDF, confermando la volontà di Kublai Film di costruire un ponte tra il pubblico italiano e le migliori produzioni dedicate all'arte e alla cultura realizzate in Europa.

Tutti i film saranno distribuiti in versione originale con sottotitoli in italiano, una scelta che restituisce integralmente la voce degli artisti, degli studiosi e dei protagonisti coinvolti, nel rispetto di un pubblico che vive il cinema come autentica esperienza culturale.

 

Per Kublai Film distribuire significa molto più che portare un film nelle sale. Significa selezionare opere, costruire relazioni internazionali, accompagnare ogni titolo nel suo incontro con il pubblico e contribuire alla diffusione di un patrimonio culturale condiviso. Una concezione della distribuzione come pratica curatoriale, in cui anche il catalogo racconta una visione del mondo.

 

Con I Grandi Maestri, Kublai Film inaugura un percorso destinato a svilupparsi negli anni, con l'obiettivo di restituire al grande cinema documentario uno spazio stabile nella programmazione delle sale italiane. Un progetto che guarda all'Europa, dialoga con le principali istituzioni culturali internazionali e riafferma il cinema come luogo privilegiato in cui la conoscenza può trasformarsi in esperienza condivisa.

 

In collaborazione con: Exhibition on Screen, I Wonder Pictures, ARTE/ZDF, 3B-Produktion, CNA Cinema e Audiovisivo

 

Media Partner: ARTE.it e Radio 24–Il Sole 24 Ore


KUBLAI FILM

 

Kublai Film è una casa di produzione e distribuzione cinematografica con sede a Latisana (Udine) e a Venezia che sviluppa e promuove progetti dedicati all'arte, alla cultura e ai grandi racconti del nostro tempo.

Convinta che il cinema possa essere un ponte tra culture, che l'arte possa avvicinare i popoli e che la bellezza sia uno strumento capace di superare le differenze, Kublai Film segue ogni progetto con un approccio sartoriale, accompagnandolo dallo sviluppo alla distribuzione e costruendo produzioni e coproduzioni italiane e internazionali insieme a partner culturali di primo piano.

Il nome si ispira a Kublai Khan, l'imperatore della Cina incontrato da Marco Polo, simbolo dell'incontro tra mondi, culture e visioni differenti. È la stessa vocazione che guida oggi il lavoro della società: raccontare attraverso il cinema l'arte, la cultura e la bellezza, portando nelle sale cinematografiche opere capaci di creare conoscenza, meraviglia e dialogo.

BOTTEGA: LA DISTRUZIONE DI UN CAPANNONE PRESSO KIEV CAUSA 6 MORTI, 'GUERRE STANNO DISTRUGGENDO ECONOMIA'

 


Danni per 27 milioni di EUR, tra cui 120.000 EUR di Prosecco e grappa

Bibano di Godega (Treviso), 6 agosto 2026 - La notte del 4 agosto un bombardamento tra Kvitneve e Brovary, nell'Oblast di Kiev, ha causato la morte di 6 persone e innumerevoli feriti. Sono stati distrutti 15 edifici, tra questi un capannone di 80.000 mq di proprietà di Silpo, importatore di Bottega in Ucraina. I danni sono stimati in 27 mln di euro, tra cui 120.000 euro di prosecco e grappa della cantina e distilleria veneta.
Sandro Bottega, Ad di Bottega Spa, è sconvolto per la notizia ed esprime così il suo cordoglio: "I titolari e lo staff dell'azienda che importa i nostri prodotti in Ucraina sono cari amici, prima di essere clienti. La notizia di quanto accaduto la notte scorsa alle porte di Kiev mi ha gettato nello sconforto e voglio manifestare il mio affetto e la mia vicinanza a tutte le persone toccate da questa tragedia. La follia e la distruzione continuano e, anche se per noi è tempo di vacanze, purtroppo la situazione non migliora: morte e terrore, perpetrati da criminali dell'umanità, distruggono la dignità e le vite di uomini inermi, che lavorano e che non fanno male a nessuno. La loro unica colpa è stata quella di trovarsi lì, dove è caduto il missile assassino".
Bottega lancia un accorato appello alla comunità internazionale: "Basta guerre, i governi devono reagire con capacità, insistenza, diplomazia, perseveranza e non lasciar correre, dimenticando i drammi che non si vivono in prima persona. Non ne possiamo più! Vogliamo la pace, per vivere appieno la vita, per creare benessere, per ritornare alla normalità in tutto il mondo. Le guerre sono opera degli stolti, di chi non sa dialogare, di chi non sa produrre reddito per sé e per gli altri, di chi è solo capace di uccidere. Non serve il rammarico, né le parole di circostanza che si dimenticano dopo poche ore; servono azioni concrete, impegno costante, volontà ferrea e prese di posizioni cristalline, dettate da un ideale di giustizia e non dall'opportunismo di giornata".

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