“Il via libera al Prosecco australiano è una grave minaccia per i produttori italiani! È in fase di definizione un accordo di libero scambio tra UE e Australia che prevede una riduzione di dazi per i vini italiani, in cambio della possibilità per gli australiani di produrre e vendere Prosecco, prodotto appunto localmente. Inoltre, per 10 anni lo potranno esportare, non è chiaro se senza considerare che il marchio Prosecco è di proprietà esclusiva italiana e in particolare del consorzio. Una situazione paradossale che richiede una reazione non solo di tutti i produttori di Prosecco e dei consumatori di tutto il mondo, ma anche un’efficace azione da parte del Ministero dell'Agricoltura e di tutte le istituzioni interessate. A questo proposito invece rasentiamo l’assurdo, in quanto il Presidente del Consorzio di Tutela del Prosecco Doc ha manifestato soddisfazione per l’accordo, senza considerare il danno d’immagine e la relativa confusione che si genererebbe.” Lo ha dichiarato Sandro Bottega, patron di Bottega SpA, l'azienda vitivinicola veneta di Bibano (Treviso) che esporta l'86% dei propri vini tra cui il celeberrimo Prosecco Bottega.
“In questo caso l’Italia sta dimostrando debolezza anche nei confronti della Francia, che non permette di produrre Champagne o Bordeaux in Australia. In caso di conferma dell’accordo si creerebbe inoltre un precedente con il rischio che anche altri paesi possano avviare produzioni interne di Prosecco. Immaginiamo il danno e il disorientamento che si genererebbe sul mercato se, accanto alla nostra denominazione, venissero autorizzati e commercializzati l’”Australian Prosecco” o il “Brazilian Prosecco”. Non solo, sembra emergere dal testo che i produttori australiani possano anche continuare ad utilizzare la denominazione grappa, purché dimostrino che l'hanno utilizzata negli ultimi cinque anni, cosa abbastanza comune, visto che non rispettano le nostre denominazioni da molto più tempo. Se questo accordo verrà ratificato, ne conseguiranno centinaia di milioni di euro di danni ancora una volta a carico dei lavoratori e delle imprese, vittime di burocrati incompetenti e di un'Europa distratta e scollata dalla realtà oggettiva. Un'Europa che vogliamo fortemente e che riteniamo la salvezza dell'Italia, ma che deve proteggere le proprie denominazioni d’eccellenza, puntando i piedi quando necessario, senza cedere a negoziazioni inaccettabili.” ha concluso l’imprenditore vitivinicolo veneto Sandro Bottega.

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