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lunedì 2 novembre 2026

A NOVEMBRE, RINASCENTE MILANO SI VESTE D’ARTE CON DOM PÉRIGNON E DAMIEN HIRST

 

WINE, WOMEN, WISH

 


Il vino come linguaggio universale di empowerment, stile di vita consapevole e impatto sociale.

Il 26 novembre a Casa Paladin

Trasformare un desiderio in un'intenzione e un'intenzione in un impatto reale. Con questo obiettivo Casa Paladin ospiterà giovedì 26 novembre (ore 20:30 – ingresso libero su prenotazione), l'evento "Wine, Women, Wish" nella sua sede di Annone Veneto (VE).

Vera Gheno, Chiara Rossetto e Martina Paladin, tre protagoniste d’eccezione del mondo della cultura e dell’impresa si incontreranno per condividere esperienze, visioni e punti di vista in una conversazione guidata da Elena Filini, giornalista e professionista della comunicazione. Si costruirà così un dialogo che attraversa leadership, identità, ambizione e cambiamento, per esplorare ciò che permette a una persona, a un’impresa o a una comunità di guardare oltre ciò che già conosce e aprirsi a nuove possibilità. La serata si aprirà alle ore 20:30 con un calice di benvenuto e la visita guidata della cantina. Alle 20:45 si entrerà nel vivo con il talk Wine, Women, Wish che si concluderà con un brindisi accompagnato da una selezione di pasticceria.

Vera Gheno, rinomata sociolinguista, saggista e divulgatrice, porterà la sua prospettiva sul valore delle parole, sull’identità e sulla possibilità di ridefinire il modo in cui raccontiamo noi stessi e il mondo. Per vent’anni ha collaborato con l’Accademia della Crusca ed è stata ricercatrice all’Università di Firenze, inoltre, dal 2026 è Honorary Enterprise Senior Fellow alla University of Melbourne. Si occupa di comunicazione digitale, questioni di genere, diversità, equità e inclusione. “Genere” (Laterza) e “La lingua libera” (effequ) sono le sue ultime monografie. Per Il Post conduce il podcast Amare Parole.

Chiara Rossetto, alla guida di Molino Rossetto la cui tradizione risale al 1760, porterà la sua esperienza, che unisce visione imprenditoriale e impegno istituzionale al femminile. Nominata Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana nel 2019, è componente del Consiglio di Reggenza della Banca d'Italia, del Consiglio Generale di Assindustria Veneto centro e ha la delega all'Education per Confindustria Veneto Est. È stata inoltre testimonial e sostenitrice di Oxfam Italia.

Martina Paladin, terza generazione della famiglia Paladin e parte del progetto Bosco del Merlo, racconterà il valore delle scelte, il legame con il vino e il significato di costruire il proprio percorso. Dopo un'esperienza quadriennale in Whirlpool, nel 2021 entra nell’azienda di famiglia e segue lo sviluppo commerciale internazionale. Insieme a Francesca Paladin, guida l’evoluzione e l'ampliamento della visione del progetto Life in Rosé.

L’evento si inserisce nel percorso di evoluzione di Life in Rosé, il progetto con cui Bosco del Merlo – l’azienda friulana del gruppo - sostiene dal 2018 LILT e la campagna Nastro Rosa per la sensibilizzazione sulla prevenzione del tumore al seno, attraverso una raccolta che ha raggiunto complessivamente 43.700 euro. Oggi questo impegno si amplia, mettendo in relazione la cultura del vino con temi quali benessere, empowerment e leadership femminile, anche attraverso collaborazioni con l’Università Ca’ Foscari di Venezia e iniziative dedicate alla crescita e alla valorizzazione del talento.

A maggio 2026 è stato presentato anche il Manifesto: Great Things Start With W – Wine, Women, Wish, una stesura di intenti, divisa in sei punti, che trasforma i valori in impegni concreti. Le ideatrici sono Francesca e Martina Paladin, terza generazione di Casa Paladin alla guida dell’azienda. Sono le rappresentanti di un esempio tangibile di quel modello di leadership femminile che Life in Rosé promuove ogni giorno, non solo come messaggio ma come esperienza vissuta.

WINE, WOMEN, WISH

Giovedì 26 novembre 2026, dalle ore 20:30 – Casa Paladin – Via Postumia, 12, Annone Veneto (VE)

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria: https://tinyurl.com/3u6rjmee

 

Vendemmia 2026, in Valtellina le piogge d'agosto riequilibrano un'estate torrida: raccolta anticipata di dieci giorni con uve sane e mature

 

BACCANALE 2026: IMOLA PROSEGUE IL VIAGGIO TRA CULTURE, SAPORI E TRADIZIONI

 



Conclusa la prima settimana della manifestazione, dal 2 all’8 novembre il programma continua con incontri, cene d’autore, degustazioni e appuntamenti dedicati alla cucina italiana e alle sue contaminazioni culturali

 

Imola, 2 novembre 2026 - Baccanale 2026 ha concluso la sua prima settimana trasformando ancora una volta Imola in un luogo di incontro e confronto, dove la cucina si fa racconto di popoli, tradizioni e identità in continua evoluzione. Tra riflessioni, esperienze e momenti di convivialità, la tavola si è confermata uno spazio privilegiato per conoscere l’altro e riscoprire ciò che unisce culture apparentemente lontane, dando voce a una cucina viva, aperta e capace di superare ogni confine.

La settimana ha dato spazio a diversi momenti di incontro tra cultura, gastronomia e solidarietà. Mercoledì 28 ottobre ha preso il via “Pane senza confini”, il ciclo di tre appuntamenti a cura di Antonella Campanini e Massimo Montanari, che attraverso uno degli alimenti più universali della tavola mette in relazione storia, attualità e tradizioni gastronomiche di popoli diversi. Giovedì 29 ottobre, Chiara Maci ha dato voce ai professionisti del gusto, tra ristoratori, pizzaioli, pasticceri e barman, che hanno raccontato il proprio mestiere, la creatività e le idee alla base delle loro proposte. Venerdì 30 ottobre, la cucina si è fatta gesto di solidarietà con “Montecatone nel cuore”, la cena benefica firmata dagli chef Max Mascia del San Domenico di Imola e Simone Finetti di Villa Albertina ad Argenta, a sostegno della Fondazione Montecatone. A chiudere la settimana, domenica 1 novembre, è stato il primo appuntamento del ciclo “Il cibo incontra”, con la scrittrice e saggista Chiara Valerio in dialogo con il professore Massimo Montanari sul rapporto tra cibo, società e democrazia, in una riflessione sulla cultura gastronomica come espressione della mentalità italiana.

 

Conclusa la prima settimana, Baccanale prosegue il suo viaggio tra gusto e cultura con un nuovo calendario di appuntamenti che, dal 2 all’8 novembre, metterà in dialogo cucine, saperi e tradizioni, confermando la tavola come luogo di incontro e scoperta.

 

Lunedì 2 novembre, il ciclo Leggi e Assaggia propone Il cuoco dello Zar. La vita vera di Michele Rivelli, con Raffaele Riccio in dialogo con Monica Longobardi. Al centro dell’incontro, il romanzo storico dedicato a Michele Rivelli, figura che attraversa l’Europa tra Settecento e Ottocento, in un racconto che intreccia letteratura, storia, società e gastronomia, accompagnato da una degustazione a tema.

 

Martedì 3 novembre, i Tandem culinari, promossi dal Gruppo Cooperativo Solco Civitas nell’ambito del progetto SAI NCI, fanno tappa in Nigeria. I partecipanti cucinano insieme condividendo ricette e tradizioni, tra cui il Nigerian Jollof Rice e lo Zobo, in un’esperienza che mette al centro la cucina come occasione di incontro e scambio tra culture. In serata, spazio alla cucina d’autore con A tavola con… Igles Corelli, appuntamento realizzato in collaborazione con l’Istituto Alberghiero “P. Artusi” di Riolo Terme e AIS Romagna – Delegazione di Imola.

 

“Sono particolarmente felice di poter condividere questa esperienza con gli studenti della scuola alberghiera: mi è sempre piaciuto lavorare con i giovani e confrontarmi con il loro entusiasmo. La sfida in cucina è partire dalla tradizione, utilizzando tecniche nuove per proporre interpretazioni più sperimentali. Credo sia importante fare mezzo passo indietro, recuperare le nostre radici e rileggerle con uno sguardo contemporaneo”, afferma lo chef Igles Corelli, che aggiunge: “Credo molto in manifestazioni come Baccanale, capaci di attirare persone anche da fuori provincia e di far conoscere Imola e il suo patrimonio gastronomico. Sono occasioni preziose per valorizzare le tradizioni dell’Emilia-Romagna e raccontare una cucina che evolve, mantenendo un legame forte con il territorio e le sue materie prime”.

 

Giovedì 5 novembre il maestro Gino Fabbri è protagonista di “L’arte di evolvere: un viaggio nella pasticceria” a cura di Eurovo. Un viaggio nell'evoluzione della pasticceria italiana, autentica espressione del patrimonio gastronomico nazionale e parte integrante della tradizione culinaria italiana candidata a Patrimonio Immateriale dell'Umanità UNESCO. Attraverso l'esperienza del Maestro Gino Fabbri, l'incontro esplorerà come ingredienti, tecniche e contaminazioni culturali abbiano contribuito a trasformare nel tempo la pasticceria dolce e salata, mantenendone intatta l'identità. Un racconto che intreccia tradizione e innovazione, valorizzando il ruolo della pasticceria come ambasciatrice dell'eccellenza italiana nel mondo.

 

Venerdì 6 novembre torna L’identikit della cucina italiana, con gli antropologi Marino Niola ed Elisabetta Moro, insieme a Massimo Montanari, per una riflessione sui tratti distintivi della gastronomia nazionale e sulle influenze che ne hanno plasmato l’identità, accompagnata da una degustazione.

 

Nelle giornate di venerdì 6 e sabato 7 novembre, l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari ospita il XXXII Banco d’Assaggio dei Vini e dei Prodotti dell’Imolese e la XVI edizione di Olimola, due appuntamenti dedicati alle eccellenze enogastronomiche del territorio e al confronto con altre produzioni italiane. Accanto ai vini DOC Colli d’Imola, il programma valorizza l’olio extravergine d’oliva e le diverse espressioni del patrimonio vitivinicolo nazionale. Venerdì è in programma la degustazione dei sette finalisti di Albana Dèi 2026, con la possibilità per il pubblico di esprimere la propria preferenza; sabato si prosegue con Albana buona da matti e con presentazioni e assaggi dedicati all’olio EVO.

 

Sabato 7 novembre torna Fermenti - Cibo vivo, seconda edizione dell’iniziativa promossa dalla Condotta Slow Food Imola in collaborazione con Lions Club Valsanterno. Mercato dei produttori, laboratori di cucina, incontri e presentazioni con esperti e divulgatori approfondiscono il mondo delle fermentazioni, tra tradizioni alimentari e ricerca contemporanea. A chiudere la giornata è Tocia!&Kombucha party, tra cucina ecocritica, bevande e musica.

 

Domenica 8 novembre, nell’ambito del ciclo Il cibo incontra, Stefano Mancuso e Massimo Montanari si confronteranno sul rapporto tra cultura alimentare e ambiente, mettendo in relazione gusto, sostenibilità e futuro e invitando a riflettere sul legame tra alimentazione ed ecosistemi.

 

Con un programma che intreccia riflessione culturale, esperienze gastronomiche e tradizioni diverse, Baccanale 2026 continua a raccontare una cucina italiana nata dall’incontro e in costante trasformazione. Un percorso che invita a superare i confini geografici e culturali per scoprire, attraverso il cibo, nuove prospettive e ciò che accomuna storie e comunità.

 

Baccanale 2026 è realizzato con il contributo di Consorzio Con.Ami - Progetto Terre&Motori, Territorio Turistico Bologna-Modena e la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola e il prezioso supporto degli Sponsor: Gruppo Eurovo, CLAI, Cefla, AspiagService - Despar, SIMEI, La BCC Ravennate forlivese e imolese, CANNAMELA, Confcommercio ASCOM Imola, CNA Imola Associazione Metropolitana, ASSIMPRESE SOC. COOP., Confesercenti del territorio imolese, ITALIQA, Torrefazione Caffè Gourmet, Ricci Bus, Frantoio Valsanterno, Unconventional Events – Monsterland.


sabato 31 ottobre 2026

Strada del Culatello: la filosofia del progetto – Borghi d’Europa visita November Porc / prima settimana a Sissa


Con gli “Itinerari Enogastronomici dell’Emilia-Romagna” da Piacenza a Rimini, la valorizzazione turistica e la tutela delle tradizioni entrano nel cuore della cucina regionale.

Nato dall’ideazione congiunta degli Assessorati all’Agricoltura e al Turismo, il progetto speciale, Delibera Reg. 390/99, intende giocare con l’enogastronomia una carta di qualità nel turismo emiliano-romagnolo.

La promozione dei vini, delle produzioni agroalimentari e dei piatti tipici si sposa infatti con una qualificazione in parallelo dei prodotti territoriali, fra cui godono di particolare attenzione quelli a marchio DOC, DOP e IGP.

Il censimento regionale dell’offerta enogastronomica, gli standard di qualità per la certificazione delle aziende aderenti agli itinerari e lo Statuto per i Comitati locali di gestione sono già stati realizzati.

A queste azioni si affiancano la sensibilizzazione e il coinvolgimento sul territorio di tutti i soggetti – dalle aziende alle associazioni – interessati agli itinerari.

I punti di riferimento, in questo caso, sono le Province e gli Enti locali.

Il coordinamento è a cura degli Assessorati regionali, in collaborazione con APT Servizi e con la consulenza di una equipe tecnico-scientifica di esperti.

La Strada del Culatello

Percorrere la Strada del Culatello, inserita nel progetto delle Strade dei vini e dei sapori dell’Emilia Romagna, permette di viaggiare nel tempo, rivivere i colori delle stagioni, sentirne i profumi, ascoltare la gente, assaporare la quiete degli spazi aperti, di paesaggi rurali incantati e di luoghi artistici unici.

La Strada del Culatello si snoda all’interno della Bassa Parmense, zona ricca di cultura e di prodotti eno-gastronomici, di ospitalità e di aziende di produzione di prodotti tipici di eccellenza.

Il Territorio comprende il territorio descritto e vissuto da Giovannino Guareschi e che ha visto nascere e crescere il Maestro Giuseppe Verdi, zone di produzione del Culatello di Zibello, del Parmigiano Reggiano e della Fortana del Taro.

All’interno della Strada del Culatello trovano spazio una serie di manifestazioni che negli anni hanno caratterizzato lo sviluppo del turismo di qualità: November Porc, Porcolonga, Festa della Spalla cotta e fortana, Premio Spalla Cruda di Palasone, Sagra dell’Addolorata, Sagra del Tortel Dols di Colorno…e tante altre che permettono al territorio di mostrare le proprie eccellenze al mondo intero.

Il Percorso Internazionale La Via dei Norcini parla in questo 2026 di November Porc

I giornalisti della rete Internazionali Borghi d’Europa propongono nel quadro del progetto L’Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI-Iniziativa adriatico ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella R. egione adriatico-ionica), dei Percorsi

Internazionali, presentati nel 2019 nella sede di Milano del Parlamento Europeo.

Per creare un Percorso necessita il coinvolgimento di almeno sei Paesi Europei .

Uno di questi, la Via dei Norcini, si occupa in questo 2026 di November Porc.

Il giorno 7 novembre inizia l’edizione numero 24 di November Porc, la staffetta più golosa d’Italia dedicata al maiale, ai suoi prodotti e non solo.

La ricca proposta di sapori e profumi dona colore e allegria ai fine settimana di novembre e coinvolge alcuni comuni della Bassa Parmense:

si inizia a Sissa (7-8 novembre), si prosegue a Polesine Parmense (14-15 novembre), poi è la volta di Zibello (21-22 novembre) e l’ultima tappa è a Roccabianca (28-29 novembre).

NOVEMBER PORC è una importante occasione di valorizzazione e promozione del territorio della Bassa Parmense, un territorio ricco di eccellenze alimentari, tra cui: il Culatello di Zibello DOP, la Spalla Cotta di San Secondo e la Spalla cruda di Palasone. A questi salumi si affiancano il Parmigiano Reggiano DOP e il vino Fortana del Taro IGT.

– Sissa – I sapori del Maiale da venerdì 6 a domenica 8 novembre

Venerdì 6 novembre

dalle 19:00 – apertura tensostruttura presso Parco della Montagnola e Piazza Roma: ristorazione gestita delle associazioni locali con prodotti tipici.

Ore 21:00 – Musica

Sabato 7 novembre

dalle 9:00 – apertura delle Mostra Mercato alimentare e di prodotti dell’ingegno.

dalle 12:00 – apertura delle tensostrutture presso: Piazza Roma, Parco delle Rimembranze e Parco della Montagnola: ristorazione gestita delle associazioni locali.

ore 15:00 – INAUGURAZIONE UFFICIALE DELLA 24a EDIZIONE DI “NOVEMBER PORC® 2026”, con la partecipazione di una vivace band itinerante e delle “Golden Majorettes”.

dalle 19:30 – apertura delle tensostrutture presso: Piazza Roma, Parco delle Rimembranze e Parco della Montagnola: ristorazione gestita delle associazioni locali.

Ore 20:30 – intrattenimento nel Parco della Montagnola

Domenica 8 novembre

dalle 9:00 – apertura delle Mostra Mercato, situata nel centro del paese, dove si terrà la dimostrazione pratica della lavorazione delle carni del suino e del confezionamento dei salumi che hanno reso celebre la Bassa Parmense

alle 10:30 – “Mani in Pasta” con i Bambini del Territorio

dalle 11:30 – artisti del NOVEMBER CIRCUS a cura de l’Ufficio Incredibile

dalle 12:00 – apertura delle tensostrutture presso: Piazza Roma, Parco delle Rimembranze e Parco della Montagnola: ristorazione gestita delle associazioni locali

alle ore 15:30 – dopo lenta e prolungata cottura avrà luogo la solenne estrazione dalla grande pentola del gigantesco Mariolone che sarà distribuito a tutti i presenti gratuitamente.

Due parole …..

Sissa (Sésa, in dialetto parmigiano è una frazione di 4 286 abitanti del comune di Sissa Trecasali, in provincia di Parma, situato nella bassa parmense. Fino al 31 dicembre 2013 costituiva un comune autonomo.

Si suppone che il nome di Sissa trovi la sua origine nelle esondazioni, da sempre devastanti, del fiume Taro, che hanno causato una divaricazione fisica, o scissione, fra l’antico borgo e Palasone. Di qui il toponimo Sissa, con etimologia in scissa, ossia divisa.

L’abitato di Trecasali si trova a sud. Il territorio della frazione è delimitato nel versante ovest dal Fiume Taro che lo separa dai comuni di Roccabianca e di San Secondo Parmense; a nord il Po segna il confine con la Lombardia; ad est si trovano i comuni di Colorno e di Torrile.[

 

venerdì 30 ottobre 2026

Skira presenta GIANCARLO SANGREGORIO Catalogo ragionato dell’opera scultorea 1925 - 2013

 


REALTA’ DELLA DISTILLAZIONE:MAZZETTI D’ALTAVILLA IN MONFERRATO

 




Da 180 anni nelle  splendide colline del Basso Monferrato (e patrimonio Unesco assieme a quelle di Langhe e Roero), precisamente ad Altavilla Monferrato tra Asti ed Alessandria, esiste la realtà di Mazzetti d’Altavilla (dal 1846), che è annoverata tra le top della distillazione e a conduzione familiare: oggi sono arrivati alla settima generazione con Chiara, Silvia ed Elisa Belvedere Mazzetti che proiettano la distilleria verso il futuro.

La sede attuale è in un magnifico ex monastero, comprensivo di una Chiesa ancor oggi consacrata e di una Torre dove dall’alto si può ammirare tutto il panorama lussureggiante del Monferrato, oltreché la parte con laboratorio di produzione e distillazione, la parte enoteca e shop e il Ristorante interno Materia Prima, che si distingue per la proposta di piatti stagionali piemontesi abbinati sensorialmente alle Grappe prodotte.

La storicità e la tradizione sono importanti per Mazzetti, così come l’innovazione e la diversificazione: le grappe vengono prodotte usando unicamente vinacce piemontesi (come l’Arneis, il Ruchè, il Moscato, il Nebbiolo, la Barbera) con filosofia zero sprechi anche per le vinacce esauste, mentre il lato innovativo è rappresentato dal packaging e da uno studio continuo delle tendenze di mercato.

Oltre alle Grappe, Mazzetti si distingue anche per la produzione di pregiati Brandy, di speciali Gin con le Toniche Mazzetti, di Amari, di Bitter, liquori vari, il Whisky Animo ed infine l’ultimo arrivato, il Vermouth di Torino.

L’azienda si presta benissimo a visite mirate,degustazioni ed eventi business e lo staff è molto attento e preparato: la redazione di Borghi d’Europa è rimasta molto soddisfatta nella visita a questa storica realtà piemontese.

I momenti clou della visita da Mazzetti d’Altavilla sono stati sicuramente il percorso sensoriale a tavola presso il Ristorante Materia Prima, dove con la supervisione del Mastro Distillatore Sanzio Evangelisti dopo l’Entrèe con Vermouth di Torino Mazzetti e fetta di arancia, è stato provato lo  Sformato di zucca delica, in sfoglia croccante con fonduta di toma piemontese e cipolle caramellate all’Amaro Zero Mazzetti abbinato a Grappa di Arneis.

Poi, lo Gnocco di patate su crema di zucca, castagne al burro e fonduta di blu del Moncenisio.abbinato a Grappa di Barolo Riserva e infine il dolce, un Tortino tiepido di Albicocche Mazzetti, gianduia e crema inglese al Brandy Invecchiato 12 anni.
abbinato a Brandy Italiano Mazzetti Invecchiato 27 Anni.

L’altro momento molto importante della giornata da Mazzetti è stata la degustazione nella Torre Panoramica del Gin Mazzetti, abbinato sapientemente al Cioccolato Bianco con scaglie di Menta Piperita Baratti & Milano, il Whisky Animo con la Nocciola Tonda Gentile del Piemonte e la Grappa Riserva Gaia (da Moscato e Cortese) assieme al Cioccolato Fodnente 70% Baratti & Milano.

 

La Famiglia Mazzetti, che lavora egregiamente da sette generazioni, guarda ad un roseo futuro della distillazione nel quale si continua a valorizzare il nobile distillato italiano (così come gli altri Spirits e liquori) in maniera efficace e sostenibile.

 

Così va bene!