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martedì 26 maggio 2026

“Italo Rota. Solo Natura ci salverà” edito da Libri Scheiwiller - 24 ORE Cultura riceve la Menzione d’Onore ADI al XXIX Compasso d’Oro

 


Il volume dedicato all’architetto milanese è stato premiato

nell’ambito del più autorevole riconoscimento internazionale del design

Milano, 22 maggio 2026 – In occasione della cerimonia di premiazione del XXIX Premio Compasso d’Oro ADI, in programma oggi presso l’ADI Design Museum di Milano, il volume “Italo Rota. Solo Natura ci salverà / From the Earth to the Earth”, edito da Libri Scheiwiller - 24 ORE Cultura, ha ricevuto la Menzione d’Onore ADI.

Il riconoscimento, assegnato dalla giuria internazionale del Compasso d’Oro, il più antico e autorevole premio mondiale di design, istituito nel 1954, valorizza i progetti che si distinguono per qualità, innovazione e capacità di interpretare il presente attraverso il linguaggio del progetto.

Il progetto editoriale è nato con l’obiettivo di restituire la complessità e l’attualità del pensiero di Italo Rota, figura tra le più poliedriche e originali dell’architettura italiana e internazionale, attraverso una struttura che riflette in modo coerente il suo approccio multidisciplinare. Il volume si presenta, infatti, come un dispositivo narrativo articolato in due libri distinti eppure profondamente integrati e complementari: da un lato, un volume di grande formato che raccoglie e valorizza, attraverso un ampio apparato iconografico di disegni, fotografie e infografiche, alcuni dei progetti più significativi dell’architetto; dall’altro, una fanzine intitolata From the Earth to the Earth, dedicata a una selezione di disegni e arricchita da riflessioni e dialoghi sui temi fondanti della sua ricerca.

Attraverso questa costruzione editoriale originale, il libro propone un percorso che intreccia progetto, teoria e visione, restituendo in forma concreta la modalità di pensiero critico di Rota, fondata sulla contaminazione tra linguaggi e discipline. Emergono così con forza i temi che hanno attraversato il suo lavoro, dalla relazione tra natura e artificio all’attenzione per l’ambiente e la sostenibilità, fino alla riflessione sulle trasformazioni dello spazio dell’abitare e sul rapporto tra essere umano ed ecosistemi, elementi che rendono il volume particolarmente rilevante nel contesto del dibattito contemporaneo.

Il riconoscimento conferito nell’ambito del Compasso d’Oro ADI, giunto alla sua XXIX edizione, si inserisce, quindi, in un contesto che da oltre settant’anni valorizza il design non solo per i suoi aspetti estetici e funzionali, ma per la sua capacità di leggere e interpretare i cambiamenti della società contemporanea, individuando nei progetti selezionati un contributo concreto alle sfide del presente.


Mario García Torres I Have Imagined Things Only True Believers Can See

 dal 10 al 27 giugno 2026

 

Giardino di Palazzo Bentivoglio

via del Borgo di San Pietro 1C, Bologna

www.palazzobentivoglio.org

 

Mario García Torres, Hose drawing, 2026


Bologna, 26 maggio 2026. Dopo il progetto dedicato a John Giorno e Ugo Rondinone nel 2023, la performance robotica ULTRAMORE di Riccardo Benassi nel 2024 e la proiezione di ΊΚΑΡΟΣ (Icarus) di Giorgio Andreotta Calò nel 2025, dal 10 giugno 2026 Palazzo Bentivoglio riapre le porte del suo giardino per dodici serate e presenta I Have Imagined Things Only True Believers Can See, un nuovo lavoro di Mario García Torres concepito appositamente per il luogo.

 

La presentazione al pubblico di I Have Imagined Things Only True Believers Can See sarà accompagnata, il 10 giugno alle ore 21:30, dalla performance dell’artista Five Feet High and Rising, pensata come ideale prima attivazione dell’opera. Presentata alla Sharjah Biennal 13 nel 2017 e al C3A di Cordoba nel 2022, la performance è una conferenza-djset che traccia una storia culturale dei fiumi come luogo di incontro fra civiltà e soggettività diverse.

 

I Have Imagined Things Only True Believers Can See, destinata a rimanere nel giardino di Palazzo Bentivoglio, è un’opera che nasce dalla riflessione di García Torres attorno ad Autoritratto (mi fuma il cervello) (1993), uno degli ultimi lavori di Alighiero Boetti: un bronzo a dimensioni naturali in cui l’artista si rappresenta mentre tiene sospeso sopra la testa un tubo da giardino da cui sgorga un getto d’acqua che, a contatto con un sistema riscaldante incorporato nella scultura, si trasforma in vapore. Con I Have Imagined Things Only True Believers Can See, García Torres isola il tubo, sottraendolo alla figura originaria e trasformandolo in una presenza autonoma. Realizzata in rame patinato, l’installazione assume perciò la forma di una canna per l’irrigazione lunga oltre sessanta metri ed esageratamente aggrovigliata, che attraversa un’aiuola ed emette un getto d’acqua su una piastra incandescente, generando vapore.

 

Fra i motivi che ci hanno spinto a questa commissione c’è sicuramente anche la voglia di sfidare con ironia le consuetudini più logore riguardo le sculture da giardino” racconta Tommaso Pasquali, direttore di Palazzo Bentivoglio. “L’opera crea un corto circuito fra la godibilità immediata di una forma armoniosa e il contenuto concettuale, di rilettura critica, che è intrinseco nel riferimento a Boetti. I Have Imagined Things Only True Believers Can See è il più monumentale di una serie di lavori di Mario García Torres che fanno riferimento al famoso Autoritratto del 1993, e l’unico che realizza quello stesso passaggio di stato dell’acqua. Il lungo lavoro di García Torres sulla mitologia di Boetti, e del suo One Hotel a Kabul, rimane per noi un caso esemplare di come, da artista, si può intervenire oggi sull’eredità ancora fecondissima dell’arte concettuale, e ci piace l’idea di avere d’ora in poi una “stanza” del giardino che ne evoca un protagonista.”

 

Con la sua consueta pratica di riattivazione di figure, episodi e miti della storia dell’arte, García Torres non propone una citazione diretta, ma uno slittamento immaginativo. Il gesto di Boetti viene qui spinto alle estreme conseguenze: il tubo sembra emanciparsi dal proprio autore, acquisire vita autonoma, aggrovigliarsi nello spazio e continuare a cercare, ironicamente, quella stessa tensione creativa evocata nell’opera originaria.

 

I Have Imagined Things Only True Believers Can See sarà visibile dal 10 giugno fino a 27 giugno, dal mercoledì al sabato dalle 20 alle 23.

TENUTA GORGHI TONDI I vini di Tenuta Gorghi Tondi e Rosso di Mazara® Un connubio che esalta due eccellenze del territorio

 



All’interno delle attività di enoturismo e ospitalità, Tenuta Gorghi Tondi propone agli appassionati un percorso di degustazione che nasce dall’incontro tra due espressioni autentiche della Sicilia sud-occidentale: il vino e il gambero rosso di Mazara. Due eccellenze che raccontano la storia e le tradizioni enogastronomiche di questa magnifica terra. I vini di Tenuta Gorghi Tondi sono espressione pura di un territorio dominato dal sole e dalle brezze marine, che donano freschezza equilibrio e sapidità. La vocazione marina della viticoltura di Tenuta Gorghi Tondi, si sposa naturalmente con un’altra eccellenza locale: Rosso di Mazara®. Dal 1929, la famiglia Giacalone si dedica alla valorizzazione del gambero rosso, un tesoro nascosto nelle profondità del Mediterraneo. Dal mare alla tavola, ogni fase della pesca e della lavorazione è monitorata per garantire qualità assoluta, sicurezza alimentare, tracciabilità e trasparenza totale. Rosso di Mazara® è certificata Friend of the Sea, il più autorevole standard internazionale per la pesca sostenibile, e annovera moltissime collaborazioni con ristoranti stellati e gourmet.

Il percorso di degustazione inizia con una passeggiata in pineta e prosegue con una visita ai vigneti e alla cantina, alla scoperta della filosofia produttiva e dell’identità di Tenuta Gorghi Tondi. Il cuore dell’esperienza è una degustazione di cinque vini di Tenuta Gorghi Tondi abbinati a finger food a base di gambero rosso, realizzate in collaborazione con Rosso di Mazara®. Il connubio esalta il dialogo tra due eccellenze del territorio, che mettono al centro le tradizioni e la cultura del Mediterraneo: il vino, frutto della generosa terra della Sicilia sud-occidentale e il gambero rosso, simbolo della cultura gastronomica locale.

 

Tenuta Gorghi Tondi è una realtà di carattere familiare, gestita con grande passione dalle sorelle Annamaria e Clara Sala. La proprietà si trova nella Sicilia occidentale, nei pressi di Mazara del Vallo, vicino a Marsala. I vigneti sono situati all’interno di una Riserva Naturale del WWF e si affacciano direttamente sul mar Mediterraneo, in un contesto caratterizzato da una natura incontaminata e da una ricca biodiversità. Fin dall’inizio, sono stati banditi i diserbanti e i pesticidi chimici e dal 2016 i vigneti sono gestiti secondo i principi dell’agricoltura biologica certificata. Tra i filari si coltivano i vitigni storici del territorio, in particolare il grillo, che copre circa il 40% della superficie complessiva, e a seguire zibibbo, catarratto, nero d’Avola, frappato, perricone, nerello mascalese e alcune varietà internazionali che si sono adattate molto bene alla zona, come syrah, sauvignon blanc e pinot noir. I vini di Tenuta Gorghi Tondi esprimono in modo diretto e trasparente le caratteristiche dei vitigni, del terroir e le atmosfere marine tipiche della costa del Mediterraneo. La gamma dei vini spazia dal Metodo Classico a base di pinot noir, ai bianchi freschi e fragranti, ai bianchi più complessi e strutturati, ai rossi fruttati e delicati, in sintonia con il gusto contemporaneo.

Planet Aqua, Planet Peace Venezia, 3 – 8 giugno 2026

 Sei giorni di programma, oltre cento speaker internazionali e un forum globale per ripensare il futuro del Pianeta Acqua

 

 


 

veniceclimateweek.org

 


Venezia, 26 maggio 2026 Dal 3 all’8 giugno 2026 Venezia ospita la seconda edizione della Venice Climate Week - Planet Aqua, Planet Peace, nata da un’idea del giornalista Riccardo Luna e curata insieme a Sara Roversi (Future Food Institute) e Cristiano Seganfreddo (FlashArt), si è affermata come punto di riferimento internazionale per la rigenerazione ecologica e la diplomazia climatica.

 

Organizzata dal Future Food Institute, la manifestazione è attività ufficiale della United Nations Decade of Ocean Science for Sustainable Development (UN Ocean Decade) ed è promossa con il sostegno della Città di Venezia e della Regione Veneto, insieme a una rete articolata di fondazioni, centri di ricerca, università, istituzioni culturali, partner industriali tra cui i Founding Partner Sanlorenzo e Generali e il Main Partner Deloitte, e organizzazioni civiche e attori della transizione ecologica.

 

Sei giorni, sette location, oltre cento speaker internazionali tra scienziati, policy maker, imprenditori, artisti e attivisti dopo il debutto del 2025, la manifestazione si consolida come uno dei principali appuntamenti globali dedicati alla crisi climatica e alla transizione ecologica, con un focus specifico sulle società fondate sull’acqua.

La Venice Climate Week si configura come un laboratorio vivente di diplomazia, un processo globale di costruzione di alleanze e una piattaforma di leadership rigenerativa: uno spazio in cui innovatori, sindaci, decisori politici, scienziati, imprenditori e attori finanziari sono chiamati a co-progettare strategie per la rigenerazione planetaria attraverso le lenti dell’acqua, del clima e della giustizia. Un progetto che quindi supera la dimensione dell’evento per configurarsi come una piattaforma internazionale di lavoro e cooperazione, capace di mettere in relazione scienza, politica, finanza, cultura e società civile.

UN CONTESTO SIMBOLICO E OPERATIVO

La scelta di Venezia non è casuale.

Città d’acqua per eccellenza – fragile e al tempo stesso potentissima, esposta ma resiliente – Venezia incarna in modo emblematico la condizione contemporanea: quella di un equilibrio instabile tra vulnerabilità e capacità di trasformazione.

Qui, dove la crisi climatica è esperienza concreta e quotidiana, la Venice Climate Week costruisce un modello operativo: un luogo in cui discipline diverse convergono per progettare soluzioni, trasformando la città in un vero e proprio laboratorio vivente di diplomazia climatica.

In questo senso, Venezia si afferma come una possibile capitale morale della trasformazione climatica.

DAL 2025 AL 2026: UN CAMBIO DI SCALA

Dopo un’edizione 2025 che ha segnato un punto di svolta – posizionando subito la Venice Climate Week da iniziativa pionieristica, come era stata concepita, a strumento di diplomazia climatica operativa – il progetto compie un ulteriore salto, oggi, alla sua seconda edizione.

Nel 2025 è stata lanciata e sottoscritta la Venice Water Declaration, un appello internazionale promosso insieme a Jeremy Rifkin e alla Città di Venezia per la tutela delle città d’acqua e per l’adozione di modelli rigenerativi fondati su giustizia climatica, ecologia integrale e cooperazione territoriale.

Sempre nel 2025 è nata la Blue Communities Task Force, un’alleanza tra sindaci, amministratori locali e territori costieri impegnati nello sviluppo di strumenti innovativi per la gestione sostenibile delle risorse idriche, basati su modelli di governance partecipativi, adattivi e intergenerazionali. In questo quadro, ANCI ha assunto un ruolo attivo all’interno della Task Force, insieme all’Università IUAV di Venezia, avviando un percorso strutturato volto a rafforzare la capacità delle città costiere di affrontare le sfide idroclimatiche.

 

2026: PLANET AQUA, PLANET PEACE

Con il titolo Planet Aqua, Planet Peace, la seconda edizione introduce una prospettiva ancora più ampia e radicale: ripensare il futuro del pianeta a partire dall’acqua.

L’acqua non più soltanto come emergenza o risorsa, ma come infrastruttura fondamentale del XXI secolo: una chiave di lettura attraverso cui interpretare le grandi trasformazioni contemporanee – dalle città costiere ai sistemi alimentari, dalla governance globale all’innovazione tecnologica, fino ai temi della salute, delle migrazioni e della sicurezza.

L’acqua diventa così il punto di convergenza tra crisi e possibilità, tra vulnerabilità e progetto: una forza generativa attraverso cui immaginare nuovi modelli di sviluppo, nuovi equilibri tra umano e naturale, nuove forme di cooperazione tra territori.

In questa prospettiva, la Venice Climate Week 2026 si configura come uno spazio di convergenza in cui ricerca scientifica, politiche pubbliche, pratiche artistiche e partecipazione civica si intrecciano per costruire nuovi modelli di convivenza tra sistemi naturali e sistemi umani.

 

TRE ASSI, UN’UNICA TRAIETTORIA

Il programma si articola attorno a tre dimensioni strettamente interconnesse:

· Planetary Knowledge: uno spazio dedicato alla co-produzione di conoscenza, in cui scienziati, ricercatori e giovani lavorano insieme per ridefinire i paradigmi della ricerca oceanica e climatica, in linea con gli obiettivi della Ocean Decade;

· Civic Imagination: un insieme di pratiche artistiche, dispositivi narrativi e momenti di confronto intergenerazionale che restituiscono all’acqua una dimensione culturale e simbolica, riconoscendola come bene comune, memoria condivisa e spazio di futuro;

· Regenerative Alliances: tavoli di lavoro, summit e momenti di confronto ad alto livello che riuniscono città, istituzioni e attori del settore pubblico e privato per co-progettare nuovi modelli di cooperazione per la rigenerazione dei territori costieri e la governance degli oceani.

Tre livelli distinti ma interdipendenti, che riflettono la natura stessa del progetto: un dispositivo capace di tenere insieme conoscenza, immaginazione e azione.

 

PLANET AQUA – THE WORLD BLUE COMMUNITY FORUM

Il momento culminante della settimana sarà il Planet Aqua – World Blue Community Forum, un incontro internazionale che riunisce i sindaci delle principali città d’acqua, rappresentanti delle Blue Communities, governi locali, scienziati, leader dell’industria e della finanza, organizzazioni filantropiche, agenzie multilaterali, artisti e innovatori. Non un semplice appuntamento istituzionale, ma un luogo operativo, in cui visioni e competenze convergono per costruire un’alleanza strategica per il Pianeta Acqua.

 

Al centro del Forum, una consapevolezza condivisa: l’acqua è la condizione stessa della vita, e come tale richiede nuovi modelli di governance fondati su giustizia, resilienza e responsabilità collettiva.

In questo contesto saranno presentati e valorizzati i progetti più efficaci sviluppati da città e territori, capaci di offrire soluzioni concrete e replicabili per la rigenerazione delle risorse idriche.

Saranno attivate task force internazionali per la definizione di un Action Plan multilivello locale, regionale e globale e verrà costruita una roadmap condivisa, frutto della collaborazione tra scienza, policy, industria, finanza, cultura e società civile.

Il Forum si concluderà con una chiamata collettiva all’azione, fondata su tre principi: la giustizia dell’acqua come base dell’equità climatica; lo sviluppo di economie blu capaci di rigenerare, e non sfruttare, le risorse; il rafforzamento della leadership locale nella gestione dei beni comuni.

Questa chiamata non resterà dichiarativa: sarà accompagnata da un percorso concreto di adesione e da un impegno formale da parte delle comunità politiche, economiche, accademiche e civiche coinvolte.

L’atto finale del Forum segnerà la convergenza tra discipline e settori diversi, traducendo il dialogo in responsabilità condivisa e in impegni concreti.

 

In un tempo segnato da crisi sistemiche e frammentazione, Venice Climate Week 2026 propone un cambio di paradigma: non più solo interpretare la complessità, ma organizzarla in azione.

Venezia, ancora una volta, non si limita a rappresentare la fragilità del presente, ma si offre come luogo in cui immaginare e costruire, collettivamente, le condizioni di un futuro possibile.

 

Venice is calling the world.

 

I PROMOTORI

Il progetto porta la firma di Riccardo Luna, giornalista, già direttore di Wired Italia, Digital Champion per l’Italia, autore di documentari e progetti editoriali dedicati al clima. La curatela è condivisa con Sara Roversi, fondatrice e presidente del Future Food Institute, e Cristiano Seganfreddo, innovatore e imprenditore creativo, editore di Flash Art.

La Venice Climate Week è organizzata dal Future Food Institute, fondazione internazionale impegnata nello sviluppo di modelli rigenerativi e nella formazione di nuove generazioni di leader per la transizione ecologica, in collaborazione con una rete globale di istituzioni, università e partner strategici.

 

LE LOCATION

Il programma si sviluppa in alcuni dei luoghi più significativi di Venezia, trasformando la città in una piattaforma diffusa di incontro e lavoro.

Tra le sedi principali: La Casa di The Human Safety Net alle Procuratie, Ocean Space, Università IUAV di Venezia, CNR – Biodiversity Gateway e Arsenale, Teatro Goldoni, Fondazione Giorgio Cini, Casa Sanlorenzo, il centro SEA BEYOND – UNESCO sull’isola di San Servolo e Fabbrica H3 all’Ex Chiesa Santi Cosma e Damiano alla Giudecca.

Luoghi diversi per storia e funzione istituzioni culturali, spazi di ricerca, sedi accademiche e contesti produttivi che, nel corso della settimana, vengono messi in relazione per costruire un ecosistema temporaneo in cui conoscenza, progettualità e azione si incontrano.

 

GLI SPEAKER

Benno Albrecht, Giulia Assogna, Bertrand Badré, Cardinal Fabio Baggio, Carlo Barbante, Andrea Barbarella, Federica Barbera, Timothy Beatley, Nicola Berghinz, Pietrangelo Buttafuoco, Francesco Bruni, Carlo Carraro, Stefano Ciafani, Simona Ciancio, Giorgio Cini, Alessandro Codognato, Thomas Crowther, Mario Cucinella, Laura D’Aprile, PaoloD’Aprile, Roberto Danovaro, Massimo Deandreis, Ottavio Dibrizzi, Sandrine Dixson-Decleve, Giuseppe Dodaro, Merijn Dols, Sylvia Earle, Cynthia Echave Martínez, Olafur Eliasson, Khaled El-Enany, Michele Falcone, Giordano Fatali, Ignasi Fontanals, Fabrizio Fonte, Giulia Foscari, Daniele Franco, Fabio Fritelli, Maria Alessandra Gallone, Giulia Genuardi, Enrico Giovannini, Rosalba Giugni, Cristiano Godano, Hanley Ha, Nick Hurd, Licypriya Kangujam, David Laborde, Gabriele Laffranchi, Marco Lambertini, Iñigo Larraya Tejero, Gigi Lazzaro, Lucrezia Lenardon, Stefano Liberti, Piero Lionello, Hunter Lovins, Riccardo Luna, Chiara Luzzana, Kaveh Madani, Laura Maida, Gaetano Manfredi, Maurizio Martina, Giovanna Melandri, Luca Mercalli, Paola Mercogliano, Marianne Mirage, Stefano Monni, Davide Monteleone, Daniele Moretti, Francesco Musco, Paolo Naldini, Iris Nicomedi, Yigyeong Oh, Jan Pachner, Elisa Palazzi, Eugenio Panaro, Marco Paolini, Maria Giovanna Parisi, Gunter Pauli, Massimo Perotti, Francesco Perrini, Gilberto Pichetto Fratin, Telmo Pievani, Fabrizio Pilo, Stefano Pisani, Michelangelo Pistoletto, Paul Polman, Fabio Pompei, Emiliano Ponzi, Kilaparti Ramakrishna, Jeremy Rifkin, Andrea Rinaldo, Edo Ronchi, Gabriele Rossi, Jessika Roswall, Sara Roversi, Sébastien Ruiz, Francesca Santoro, Toshikazu Sawa, Sara Segantin, Lucia Silva, Andrea Sironi, Luca Sofri, Mario Sprovieri, Alberto Stefani, Barbara Tagliaferri, Massimo Tavoni, Elisabetta Tola, Silvia Torresan, Emma Ursich, Ersilia Vaudo, Karmenu Vella, Sebastiano Venneri, Erica Villa, Elisa Zambito Marsala.

 

IL PROGRAMMA

L’agenda del programma completo è consultabile su veniceclimateweek.org.

Tutti gli eventi sono gratuiti, è possibile procedere con la registrazione via Eventbrite.

 

 

I PARTNER

La seconda edizione della Venice Climate Week - Planet Aqua, Planet Peace è resa possibile grazie al sostegno di una rete articolata di partner istituzionali, scientifici, culturali e industriali, che contribuiscono allo sviluppo del programma e alla costruzione di un ecosistema internazionale di collaborazione. Fondazioni, centri di ricerca, università, imprese e organizzazioni della società civile partecipano attivamente al progetto, rafforzandone la dimensione operativa e la capacità di generare impatto sui territori e nelle politiche della transizione ecologica.

 

Founding partners: Sanlorenzo, Generali

Main Partner: Deloitte.

Institutional patronage: European Commission, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Regione Veneto, Città metropolitana di Venezia, Città di Venezia, 2021-2030 United Nations Decade of Ocean Science for Sustainable Development, ANCI

Supporting Partner: Intesa Sanpaolo, L’Oreal, Gruppo CAP, NEXTCHEM

Legacy and Knowledge Partners: FAO, ASVIS, C40 Cities, Centro Euro Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), TBA21 - Thyssen-Bornemisza Art Contemporary, Università IUAV di Venezia, CNR-ISMAR, CSRCC, SEA BEYOND – UNESCO, The EU climate Pact, Corila, Legambiente, MareVivo, Fondazione Giorgio Cini, MSC Foundation, United Nations Development Programme, Vela, Fondazione Centro Studi Enel, Università Ca' Foscari Venezia, Ocean Space Chiesa di San Lorenzo, One Ocean Foundation, Ecosistema Futuro, Fondazione ICOMOS, SEA BEYOND – UNESCO, Swimmable Cities, Venice International University, The Human Safety Net Ente Filantropico (Fondazione Generali), Venice Sustainability Foundation, Fondazione Sviluppo Sostenibile, Zeitgeist, ECOALF.

Media Partner: ANSA, Corriere della Sera, Venezia News, Venezia Da Vivere.

Under the patronage: Rai Veneto.


Info e programma completo

L’agenda del programma completo è consultabile su veniceclimateweek.org.

Tutti gli eventi sono gratuiti, è possibile procedere con la registrazione via Eventbrite.

 

CERVIM, MONDIAL DES VINS EXTRÊMES 2026: ISCRIZIONI APERTE FINO AL 7 AGOSTO

 Il concorso internazionale dedicato alla viticoltura eroica si terrà il 25 e 26 agosto a Châtillon, in Valle d’Aosta. L’invio dei campioni dal 1° giugno al 12 agosto

 
Sono aperte le iscrizioni al 34^ Mondial des Vins Extrêmes, il concorso enologico internazionale promosso dal CERVIM – Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura Montana e riservato ai vini prodotti in territori montani, aree a forte pendenza, sistemi terrazzati e piccole isole. I produttori potranno iscriversi online entro venerdì 7 agosto 2026, mentre l’invio dei campioni sarà possibile da lunedì 1° giugno a mercoledì 12 agosto. ​

​Con oltre 1.000 etichette presentate da 372 aziende provenienti da 17 Paesi nell’ultima edizione, il Mondial des Vins Extrêmes si conferma uno dei principali appuntamenti dedicati alla viticoltura eroica. Le degustazioni si svolgeranno martedì 25 e mercoledì 26 agosto al centro congressi di Châtillon, in Valle d’Aosta, confermando il legame tra il concorso e la regione in cui ha sede il CERVIM. Le commissioni internazionali, composte da enologi, giornalisti ed esperti del settore, valuteranno i vini secondo i criteri OIV – Organisation Internationale de la Vigne et du Vin, considerando colore, profilo olfattivo e gusto. Il sistema di punteggio porterà all’assegnazione di Medaglia d’Argento (da 85 a 88,99 punti), Medaglia d’Oro (da 89 a 92,99 punti) e Gran Medaglia d’Oro (da 93 a 100 punti). ​

​Il concorso prevede diversi premi speciali, pensati per valorizzare la pluralità dei territori e delle figure che animano la viticoltura eroica: dal miglior vino in assoluto a quello biologico e/o biodinamico, dal miglior vino prodotto nelle piccole isole ai riconoscimenti per giovani viticoltori, produttrici donne, vigneti a piede franco e aree viticole particolarmente rappresentate.

​“Con l’apertura delle iscrizioni entriamo nel vivo di un’edizione che conferma il Mondial des Vins Extrêmes come strumento concreto di visibilità per produttori che operano in condizioni ambientali sfidanti – dichiara Nicola Abbrescia, Presidente del CERVIM –. Ogni campione racconta un territorio, un paesaggio e un modello di viticoltura che richiede competenza, lavoro manuale e continuità. Il nostro concorso nasce proprio per dare riconoscimento a questo patrimonio e per portarlo all’attenzione di operatori, stampa e appassionati a livello internazionale”.

​La premiazione si terrà il 21 novembre 2026 al VINSEUM – Museo delle Culture del Vino della Catalogna di Vilafranca del Penedès (Spagna), sede museale di riferimento per la cultura del vino scelta per rafforzare la dimensione internazionale del concorso e il dialogo tra territori vocati alla viticoltura eroica. Le Gran Medaglie d’Oro saranno inoltre in degustazione in una sala dedicata del Merano WineFestival, l’evento ideato da Helmuth Köcher, in programma nella città altoatesina dal 6 al 10 novembre 2026.

​Tutte le informazioni utili – regolamento, modalità di adesione e indicazioni tecniche – sono disponibili sul sito del concorso. ​
 
Mondial des Vins Extrêmes in breve:
​Quando:
martedì 25 e mercoledì 26 agosto 2026
Dove: Châtillon (Aosta)
Segreteria Organizzativa: CERVIM – Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura Montana
​Località Ferriere, 9 – 11010 Aymavilles (AO)
Tel.: +39 335 7050965
Email: segreteria@cervim.it
Per informazioni e iscrizioni: www.mondialvinsextremes.com

MONTAGNA LABORATORIO D’INNOVAZIONE: ANNUNCIATI I FINALISTI DEI LAGAZUOI WINNING IDEAS MOUNTAIN AWARDS 2026

 

Appuntamento al Lagazuoi Expo Dolomiti sabato 6 giugno 2026 per
conoscere i vincitori

Cortina d’Ampezzo, 26 maggio 2026 _ La montagna torna ad essere laboratorio di idee, visioni e sperimentazioni. La giuria dei Lagazuoi Winning Ideas Mountain Awards - costituita da un panel di esperti e giornalisti - ha selezionato i progetti più innovativi, sostenibili e inclusivi tra le tante candidature arrivate per la settima edizione del premio. 

L’appuntamento è sabato 6 giugno alle 11.30, negli spazi del Lagazuoi Expo Dolomiti, situato a 2732 metri sopra Cortina d’Ampezzo, per svelare i nomi dei vincitori e inaugurare la mostra permanente dedicata ai finalisti visitabile fino a marzo 2027.

A presiedere la giuria l’ingegnere Stefano Illing ideatore del Lagazuoi Expo Dolomiti che ha portato il punto di vista e l’esperienza di chi vive e lavora in montagna. In giuria, per tutte e tre le categorie, Mauro Toti, Responsabile Macroarea territoriale Nord-Est BPER Banca Private Cesare Ponti.

I FINALISTI

Attrezzature e abbigliamento da montagna

La giuria composta da Giampaolo Allocco, industrial designer; Marco Di Marco, direttore di Sciare Magazine; Antonello Marega, presidente di EPSI - European Platform for Sport Innovation e Paolo Paci, direttore di Meridiani e Meridiani Montagne, ha selezionato (in ordine alfabetico):

  • AVABAG LITRIC – Ortovox (distribuito da Schwan Stabilo Outdoor, Bolzano) 

Uno zaino airbag da valanga pensato per lo scialpinismo, dotato di sistema elettronico ricaricabile via USB e privo di cartucce, leggero e pronto all’uso in pochi minuti.

  • ICE KEY | IN CASE OF EMERGENCY – Roberto Simonelli (Pavia) 

Un dispositivo intelligente che trasforma il casco da sci in uno strumento di identificazione immediata in caso di emergenza, registrando dati personali e sanitari utili ai soccorritori.

  • MANIFATTURA DIFFUSA - ELBEC® (Val Pettorina, Belluno)

Un progetto sociale e sostenibile che coinvolge la comunità locale nella realizzazione a mano di manufatti di lana merinos, valorizzando saperi tradizionali e filiere etiche.

Progetti e servizi per la montagna

La giuria composta da Emanuele Bompan, direttore di Materia Rinnovabile – Renewable Matter; Max Cassani, giornalista de La Stampa; Maria Cristina Ceresa, direttrice di Green Planner e Claudio Lucchese, professore e coordinatore del corso di laurea in Hospitality Innovation and e-Tourism alla Ca’ Foscari di Venezia, ha scelto (in ordine alfabetico):

  • ARTE DOLOMITI - Cyprianerhof Dolomit Resort (Tires – Alto Adige)

Progetto culturale di Diego Villegas per portare l’arte nella valle. Cuore del progetto sono i concerti di musica da camera accessibili a tutti.

  • AUT-LAB SCARPINOCC - Pastificio Autlab S.r.l. (Parre – Bergamo)

Associazione impegnata nella creazione di opportunità socio-occupazionali per disabili chiamati a realizzare i tipici scarpinocc dell’alta Val Seriana.

  • FOREMYC – RADICATI NEL FUTURO, Start-up (San Giuliano Milanese)

I tre giovani designer Iari Vanoschi, Federico Gabrieli, Francesco Cantoni hanno dato vita a una start-up che aiuta i forestali a comprendere, proteggere e rigenerare le foreste alpine minacciate dai cambiamenti climatici.

Produzioni enogastronomiche di montagna

La giuria composta da Annalisa Cavaleri, giornalista, contributor della guida Michelin e docente di food marketing all’Università IULM di Milano; Bruno Gambacorta, giornalista volto storico del Tg2, ideatore della rubrica Eat Parade; Alberto Lupini, direttore del network Italia a Tavola e Ludovica Rubbini, general manager e titolare del SanBrite, stella rossa Michelin, ha selezionato (in ordine alfabetico):

  • VINO DELLA COOPERATIVA ALPI D’ADAMELLO, Cooperativa Alpi D’Adamello (Edolo – Brescia). La prima in Italia a coltivare vitigni resistenti alle malattie fungine per una viticoltura montana sostenibile e rispettosa del territorio.                                                                           
  • LE DELIZIE DEL DAHU, Vari produttori locali (Bibiana - Torino)

13 piccoli imprenditori delle Valli Chisone e Germanasca si sono riuniti per valorizzare i prodotti locali e diventare ambasciatori del loro territorio attraverso una serie di iniziative comuni.

  • FEDEGRAZIANI, Società agricola (Randazzo - Catania)

Federico Graziani, enologo e produttore, opera in contesti montani estremi, quali l’Etna. La sua viticoltura valorizza terreni vulcanici attraverso pratiche agricole sostenibili

Il Lagazuoi Expo Dolomiti si prepara ad accogliere innovatori, appassionati e professionisti, per una giornata dedicata al futuro della montagna. L’appuntamento per la cerimonia di premiazione e l’opening della mostra è sabato 6 giugno alle 11.30.

LAGAZUOI EXPO DOLOMITI 

 Nel 2018 la stazione di arrivo della Funivia Lagazuoi, a quota 2732 metri, si è trasformata in una galleria d’arte, un polo espositivo altamente tecnologico e un laboratorio di idee sulla montagna e sui modelli di turismo slow e sostenibile. Lagazuoi EXPO Dolomiti è un luogo di rielaborazione culturale che genera veri e propri contenuti curatoriali, come Lagazuoi Winning Ideas Mountain Awards, un concorso che punta i riflettori su materiali, tecnologie, applicazioni, soluzioni high tech legati alle terre alte, e Lagazuoi Photo Award, che punta a sviluppare un linguaggio visivo originale sulla montagna. In questa struttura accessibile e autosufficiente sul piano energetico trovano posto sale espositive, una sala per manifestazioni e meeting e un terrace bar, che rendono il complesso un luogo perfetto per ospitare eventi. Tutto questo in una posizione strategica, tra Cortina d’Ampezzo e l’Alta Badia, nel cuore delle Dolomiti Patrimonio Unesco.  

https://lagazuoi.it/