mercoledì 20 gennaio 2021

ABBINAMENTI CIBO-VINO: LA PARTE ENOTECA DELLA MACELLERIA MAGGIO

 




Un aspetto importante che distingue la Macelleria Maggio di Viale Monza da altre botteghe del gusto meneghine è indubbiamente il connubio vino- supercarne (la razza piemontese bovina top di gamma).

L’Italia del Gusto si è dimostrata molto interessata a questo aspetto e, durante la visita gustosa fatta presso la Macelleria Maggio, ha compreso le ragioni di questo connubio.

Il punto di partenza è semplice e assolutamente condivisibile: ogni grande carne può e deve essere accompagnata da un grande vino, specialmente per la piemontese.

Poi, la clientela abituale di Maggio, ma anche quella nuova, è molto consapevole dell’eccellente qualità dei prodotti che la storica bottega di Viale Monza offre; pertanto, con l’ausilio di un amico sommelier,  si è deciso di spingere per dare qualcosa in più al consumatore, andando ad attingere a delle ottime Cantine del panorama nazionale, come Sandro Fay, Franz Haas, Travaglini, Ratti, Antinori e Oddero, i cui vini si sposano perfettamente con i vari tagli di carne bovina piemontese.

L’Italia del Gusto promuove appieno questo connubio, che può risultare vincente in questo momento difficile di pandemia Covid-19, perché la gente non può spendere per mangiare fuori e di conseguenza mangia di più a casa.

Festival Printemps des Arts di Monte-Carlo 2021 XXXVII edizione 11 marzo — 11 aprile 2021

 


“Per chi? Per cosa? Venite ad ascoltare brani che non avrete facilmente la possibilità di apprezzare, musiche di tutte le epoche, eventi originali nei luoghi più vari. Il Printemps des Arts è un festival nato per il piacere dell’ascolto, capace di arricchire di ricordi felici che durano a lungo. Con un programma caratterizzato da grandi artisti o ancora non pienamente affermati e orchestre di prestigio, offre una programmazione internazionale”. 

Parole di Marc Monnet, direttore del Festival Printemps des Arts che si terrà dall’11 marzo all’11 aprile 2021. 

Dopo la sofferta decisione che ha portato ad annullare l’edizione 2020 a causa della pandemia, Marc Monnet si augura che il prossimo festival possa svolgersi in presenza e di ritrovare gli artisti e il pubblico per la sua ultima edizione alla guida del festival monegasco, prima di consacrarsi pienamente alla composizione. Monnet, infatti, dopo 19 anni alla direzione della manifestazione monegasca, lascerà l’incarico di direttore e Bruno Mantovani, compositore e direttore d’orchestra, gli succederà come direttore artistico a partire dall’edizione 2022.

 

Quest’anno al Printemps des Arts la creazione ha un posto d’onore con quattro nuove opere commissionate dal Printemps des Arts. La parole va ai compositori con la propria singolarità e i propri mondi sonori. Sebastian Rivas immagina una creazione “Snow on her lips…” per una performer, tre pupazzi e quattro musicisti, a cui si aggiungono oggetti elettronici e proiezioni; Frédéric Durieux scrive il suo secondo quartetto d’archi “Diario Ellittico”; Gérard Pesson – quest’anno compositore en résidence - si lascia sedurre dalle sonorità inedite de l’accordéon a cui consacra un concerto  “Chante en morse durable”; Marco Stroppa propone “6 études paradoxales” per pianoforte. 

Il concerto inaugurale dell’ 11 marzo al Grimaldi Forum è consacrato alla “Scuola di Vienna” con le musiche di Anton Webern e Alban Berg affidate all’Orchestre National de France con la solista Chen Reiss (soprano) diretta da Daniele Gatti. Il 12 marzo al Museo Oceanografico i solisti dell’Ensemble intercontemporain, specialisti di musica moderna e contemporanea, proporranno pezzi intimi di musica da camera di Schönberg, Berg e Webern. Il 13 marzo all’Auditorium Rainier III sempre l’Ensemble intercontemporain con il pianista Hidéki Nagano  e la direzione di Matthias Pintscher accosterà le musiche di Schönberg e Berg a quelle di Franz Liszt.

Considerato come uno dei migliori cori da camera del mondo, il Coro della Radio lettone il 20 marzo all’Auditorium Rainier III restituirà il senso mistico alle musiche vocali religiose composte da Franz Liszt, fervente credente al servizio della Chiesa cattolica.

Il 21 marzo all’Opéra Garnier il prodigioso pianista francese Bertrand Chamayou ritorna a Liszt per una maratona singolare che riunisce l’integrale dei tre volumi degli “Anni di pellegrinaggio”, diari di viaggio delle fughe amorose in Svizzera e in Italia con la contessa Marie d’Agoult. 

Tedi Papavrami è l’interprete ideale di un’opera commovente e profonda (“Concerto per violino”) che Berg scrisse in memoria di una giovane amica prematuramente scomparsa, cui fa eco l’emozione straziante di “Pelléas et Mélisande” (1905) di Schönberg. Il solista è accompagnato dall’ Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo diretta da Kazuki Yamada (27 marzo).

La musica francese tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo è protagonista del concerto del primo aprile con pagine pianistiche liriche e poco eseguite ispirate alla natura affidate ad Aline Piboule  

Il concerto del 2 aprile è un omaggio alla dimensione ludica con lo spettacolo “Bibilolo”. Marc Monnet ne firma le musiche e Arno Fabre la messa in scena giocando con gli oggetti del mondo dell’infanzia. Il 3 aprile torna la scuola di Vienna con Berg e Schönberg e la prima assoluta di Gérard Pesson nell’interpretazione dell’Ensemble Les Siècles e dei solisti Kit Armstrong (pianoforte), Renaud Capuçon (violino) e Vincent Lhermet (accordéon).

Il festival prosegue poi con tre recital dedicati alla musica barocca per clavicembalo affidata ai grandi interpreti Andreas Staier, Pierre Hantaï e Olivier Baumont (8-10 aprile). 

L’edizione 2021 si conclude l’11 aprile con dei pezzi per pianoforte ed orchestra di Franz Liszt raramente eseguiti e, per l’occasione, interpretati dal pianista ceco Ivo Kahánek, che ha vinto nel 2004 il prestigioso Concorso Internazionale di musica della Primavera di Praga, e dal giovane e talentuoso direttore ungherese Gergely Madaras alla guida dell’Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo. 

Il Printemps des Arts cura la dimensione didattica e divulgativa organizzando tre masterclass in pianoforte (Bertrand Chamayou), clavicembalo (Andreas Staier) e accordeon (Vincent Lhermet) e, a preludio dei concerti, presentazioni sui compositori e sulle opere e incontri con gli artisti. 

 

Sale da concerto e luoghi non convenzionali ospiteranno gli appuntamenti dell’edizione 2021, dall’Auditorium Rainier III all’Opera, dall’ Hôtel de Paris al One Monte-Carlo, dall’Église Saint-Charles al Grimaldi Forum, dal Théâtre des Variétés al Museo Oceanografico, dal Tunnel Riva al Ristorante della Società nautica di Monaco.

 

La cartella stampa dell’edizione 2021 in Flipping book

 

Modalità di prenotazione e di acquisto dei biglietti:

Il prezzo dei biglietti è di 15 euro (ad eccezione di quello inaugurale); biglietti di 10 euro per giovani fino ai 25 anni, entrata gratuita per i bambini fino ai 12 anni. Per gruppi biglietti ridotti.

 

FESTIVAL PRINTEMPS DES ARTS DE MONTE-CARLO

12 avenue d’Ostende MC 98000 Monaco, tel +377 97983290 ; info@printempsdesarts.mcwww.printempsdesarts.mc

LE RICETTE ESCLUSIVE PER UN SAN VALENTINO DI PASSIONE CON CHEF GENNARO RUSSO DE LA SPONDA A POSITANO

 Milano, 19 Gennaio 2021 – Lo chef Gennaro Russo del Ristorante La Sponda dell’hotel Le Sirenuse a Positano (Sa) sceglie i crostacei per il suo menù dedicato agli innamorati. Nella cucina di una delle terrazze più belle al mondo, affacciata sul Golfo di Positano, Chef Russo ha studiato una serie di piatti da ripetere il 14 Febbraio per sedurre anche la gola.

La cena di San Valentino sognando la costiera

Gennaro Russo lavora in uno degli hotel più glamour e spettacolari del mondo, Le Sirenuse a Positano, di proprietà dei Marchesi Sersale. È qui che studia nuovi piatti, ispirato dalla vista mozzafiato della sua cucina che dà sul mare e che si affaccia sulla variopinta cittadina della costiera. Meta di personaggi illustri, Le Sirenuse offre agli innamorati uno dei ristoranti più romantici della terra, che la sera viene illuminato da 400 candele.

Chef Russo con il suo menù porta a casa degli innamorati un pizzico della magia della Costiera Amalfitana, grazie a una serie di ricette da ripetere a casa che esaltano alcuni dei prodotti più importanti del territorio, come i gamberetti di nassa o il polpo di roccia, fino al pregiatissimo e rinomato limone, vero simbolo della ricchezza solare della materia prima della Costiera.

Si aprono le danze con l’Insalata tiepida di mare, un omaggio al Tirreno e alla sua ricchezza, un tripudio di frutti di mare e crostacei, per poi proseguire con il Risotto agli scampi e porcini, in cui lo scampo viene offerto sia crudo, in tartare, che scottato. Ancora crostacei nel secondo, con il pregiato Astice Blu, stavolta abbinato alla zucca, presentata in due consistenze, pochè e arrostita, per solleticare il palato in un gioco di morbidezze e croccantezze. A chiudere la cena, la Delizia, il dolce mito di Sorrento, rivisitata alla maniera dello chef.

Tutti i piatti inseriti dallo chef Russo nel menù di San Valentino, sono in carta – a seconda delle rotazioni stagionali - al suggestivo ristorante de Le Sirenuse di Positano, La Sponda, che riaprirà con nuove sorprese a fine marzo.

LE SIRENUSE

Aperto nel 1951, dopo che Aldo, Paolo, Franco e Anna Sersale decisero di trasformare la loro dimora al mare in un Hotel sulla baia di Positano, Le Sirenuse è un luogo di grande fascino affacciato sulla Costiera Amalfitana . Dopo la scomparsa di Franco, dal 1992 il figlio Antonio Sersale dirige l’Hotel che oggi conta 58 camere.

Tra le offerte de Le Sirenuse anche il Ristorante La Sponda, guidato dallo chef campano Gennaro Russo, che propone una cucina legata alla grande materia prima del territorio e improntata su creatività e gustosa leggerezza. All’Aldo’s Cocktail Bar & Seafood Grill, invece, si possono degustare crudi di mare o classici intramontabili della tradizione napoletana, abbinati a vini pregiati, Champagne o freschi drink, sospesi su una vera a propria zattera sul mare. Dedicato al lunch, invece il Bar e ristorante a bordo piscina, mentre il Franco’s Bar, che rende omaggio al fine collezionista Franco Sersale, è il luogo all’aperitivo ‘d’autore’: una terrazza dove rilassarsi con un cocktail o una bollicina godendo del panorama mozzafiato della Costiera e delle opere d’arte che arricchiscono l’arredamento del locale.

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“61° Premio Faenza Talks” 2021 Giovedì 21 gennaio Irene Biolchini incontra Victor Agius, Frank Louis, Ekaterina Panikanova, T-yong Chung

 



Fino al 18 marzo, ogni giovedì alle 16, in diretta su Facebook e Youtube il MIC incontra il meglio degli artisti di tutto il mondo che lavorano con la ceramica
 

Continuano ogni giovedì fino al 18 marzo 2021 (ore 16), i “61° Premio Faenza Talks”: una serie di presentazioni in diretta sui canali social Facebook e Youtube del MIC di Faenza degli artisti selezionati al Concorso Internazionale della Ceramica d'arte Contemporanea – 61° Premio Faenza.
Giovedì 21 gennaio, alle 16, Irene Biolchini (guest curator MIC Faenza) incontra Victor Agius, Frank Louis, Ekaterina Panikanova, T-yong Chung.
Le opere di Victor Agius (Gozo-Malta 1982) hanno un'intima connessione con la terra. Nei suoi lavori la presenta nella forma più pura con un approccio archeologico. Le sue opere trattano del rapporto dell'uomo con la terra e il suo consumo per ragioni spirituali, ritualistiche e quotidiane. Al 61 ° Premio Faenza è stato selezionato per '' Earth Rituals '' in cui sculture in ceramica organica e informe emergono da un assemblaggio circolare di terrarossa rosso ocra. La cruda materialità dell'argilla - il prodotto del tempo geologico - si confronta con i mattoni di cemento: simboli di un mondo moderno, mostrando la nostra fragile esistenza nell'Antropocene.
Frank Louis (Germania, 1966) ama lavorare con l'argilla perché è facilmente malleabile e può essere trasformata in quasi tutte le forme e non limita l'immaginazione. Per Louis il colore e lo smalto sono come la materia: altrettanto espressivi quanto la forma stessa. Al 61 ° Premio Faenza è stato selezionato per "Plummet" (2019) un’opera che mira alla provocazione di emozioni contrastanti attraverso gli oggetti che rappresenta.
Ekaterina Panikanova (San Pietroburgo, 1975) vive e lavora a Roma. Il punto focale della sua ricerca parte da una profonda riflessione psicologica, gli archetipi e il ricordo, materiali a cui attinge costantemente. Attraverso l'impiego di diversi media – tra gli altri, pittura ad olio, ceramica, disegno ad inchiostro – Panikanova formalizza un insieme di opere percepite come dispositivi sensibili e aperti, che stimolano a una lettura personale derivata dalla memoria sia individuale che collettiva. Al 61° Premio Faenza è stata selezionata per “Attraversando il mio giardino” (2019) una repertorio di ricordi dell'infanzia dell'artista dove cultura e natura si fondono perfettamente.
T-yong Chung (Tae-gu, South Korea, 1977) vive in Italia. La sua percezione ed esperienza personale dell'Italia è quella di un atlante culturale, iconografico e umanistico da cui trae spunti e pensieri di ispirazione. Nel 2016 ha partecipato all'ACAW, Field Meeting, al Solomon R. Guggenheim Museum e all'Asia Society, New York e al Gangjeong Contemporary Art Festival, The ARC, Tae-gu (Corea del Sud). Ha inoltre partecipato a varie residenze e workshop in Italia, anche al Museo Carlo Zauli di Faenza.
Al 61° Premio Faenza è stato selezionato per “People around the column” (2019). Le colonne sono create al tornio.  Sopra ogni colonna è stato posto un busto di un personaggio proveniente da epoche diverse. Per T-yong il lavoro al tornio è un'azione che proviene da un tempo antico, è un agire trasversale che tocca tempi e luoghi diversi.

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martedì 19 gennaio 2021

Procida è Capitale italiana della cultura 2022

  https://www.touringclub.it/notizie-di-viaggio/procida-e-capitale-italiana-della-cultura-2022




Procida, l'isola in provincia di Napoli, è la Capitale italiana della cultura 2022. Lo ha comunicato oggi il presidente della giuria Stefano Baia Curioni al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini. È la prima volta che il riconoscimento va a un borgo e non a un capoluogo di provincia o regione - Procida ha poco più di 10mila abitanti.

Questa la motivazione. "Il progetto culturale presenta elementi di attrattività e qualità di livello eccellente. Il contesto dei sostegni locali e regionali pubblici e privati è ben strutturato. La dimensione patrimoniale e paesaggistica del luogo è straordinaria. La dimensione laboratoriale che comprende aspetti sociali di diffusione tecnologica è dedicata alle isole tirreniche, ma è rilevante per tutte le realtà delle piccole isole mediterranee. Il progetto potrebbe determinare grazie alla combinazione di questi fattori un'autentica discontinuità nel territorio e rappresentare un modello per i processi sostenibili di sviluppo a base culturale delle realtà isolane e costiere del Paese. Il progetto è inoltre capace di trasmettere un messaggio poetico, una visione della cultura che dalla piccola realtà dell'isola si estende come un augurio per tutti noi, al Paese nei mesi che ci attendono". 

Come ha detto spesso Baia Curioni durante varie presentazioni, il riconoscimento di Capitale italiana della cultura è un riconoscimento alla capacità di progetto, non alla città più bella o ricca di storia. "Ci è stato chiaro che il nostro lavoro non sarebbe stato facile. Siamo stati sfidati dalla qualità delle proposte, alcune concepite dai migliori progettisti di politiche culturali non solo d'Italia, anche d'Europa. Ogni città ha portato nel suo progetto le proprie gemme e i propri demoni. E la buona notizia è che l'idea di uno sviluppo sociale ed economico a base culturale sta diventando un approccio comune e una pratica progettuale concreta. La cultura è pensata come pane quotidiano, finalmente". 



IL PROGETTO DI PROCIDA: "LA CULTURA NON ISOLA"
‘Procida, La cultura non Isola’ è il titolo del dossier di candidatura che evidenzia come “la terra isolana è luogo di esplorazione, sperimentazione e conoscenza, è modello delle culture e metafora dell’uomo contemporaneo. Potenza di immaginario e concretezza di visione ci mostrano Procida come capitale esemplare di dinamiche relazionali, di pratiche di inclusione nonché di cura dei beni culturali e naturali”. 

Come si può leggere sul sito procida2022.com, per il prossimo anno sono in programma 44 progetti culturali, 330 giorni di programmazione, 240 artisti, 40 opere originali, 8 spazi culturali rigenerati. Cinque le sezioni del programma: 
Procida inventa. Progetti che pianificano processi ed eventi propriamente artistici: mostre, cinema, performance e opere site specific
Procida ispira. Progetti che candidano l’isola quale fonte d’ispirazione, sia come luogo reale, che come spazio dell’immaginario
Procida include. Progetti di inclusione sociale che utilizzano i linguaggi dell’arte come strumenti di espressione dell’individuo posto in relazione alla collettività
Procida innova. Progetti che promuovono il rapporto tra cultura e innovazione, favorendo momenti di confronto tra la comunità nazionale degli innovatori e la comunità locale, in un percorso di ripensamento strategico del proprio patrimonio culturale
Procida impara. Progetti che promuovono il rafforzamento di una comunità educante, mediante la creazione di alleanze aperte che mirano al coinvolgimento di tutti i soggetti territoriali dal pubblico al privato sociale



LE ALTRE CITTÀ
Oltre a Procida, le altre città in corsa per il titolo di Capitale italiana della cultura 2022, oltre a Procida, erano nove: 

1. Ancona - Ancona. La cultura tra l'altro
2. Bari - Bari 2022 Capitale italiana della cultura
3. Cerveteri (Roma) - Cerveteri 2022. Alle origini del futuro
4. L’Aquila - AQ2022, La cultura lascia il segno
5. Pieve di Soligo (Treviso) - Pieve di Soligo e le Terre Alte della Marca Trevigiana
6. Taranto - Taranto e Grecia Salentina. Capitale italiana della cultura 2022. La cultura cambia il clima
7. Trapani - Capitale italiana delle culture euro-mediterranee. Trapani crocevia di popoli e culture, approdi e policromie. Arte e cultura, vento di rigenerazione
8. Verbania - La cultura riflette. Verbania, Lago Maggiore
9. Volterra (Pisa) - Volterra. Rigenerazione umana
 
L'INIZIATIVA 
La Capitale italiana della cultura è una novità introdotta con il Decreto Legge 31 maggio 2014, n. 83, contenente nuove misure in materia di tutela del patrimonio culturale, sviluppo della cultura e rilancio del turismo (convertito in legge e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 175 del 30 luglio 2014). In particolare, il provvedimento conteneva le misure ArtBonus, atte a favorire il mecenatismo culturale attraverso un credito di imposta al 65% per gli anni 2014 e 2015 e al 50% per il 2016.

Nel 2015 il titolo è andato a cinque città (Lecce, Siena, Cagliari, Perugia-Assisi e Ravenna), che erano le "sconfitte" al titolo di Capitale europea della cultura 2019, andato a Matera
Per la Capitale italiana della cultura 2016 è stata invece scelta Mantova; per il 2017 Pistoia; per il 2018 Palermo; per il 2020/2021 Parma. Nel 2023 è già stata attribuita a Bergamo e Brescia.

La prescelta di oggi è dunque la quinta ad avere il ruolo di capitale da sola per un anno intero e a ottenere un milione di euro dal Ministero dei Beni Culturali per la realizzazione del suo progetto. 

LA MACELLERIA MAGGIO DI VIALE MONZA: STORICITA’ E SUPERCARNI

 




Una delle visite gustose dell’Italia del Gusto

 

Milano, 18 Gennaio 2021- La Macelleria Maggio, situata a Milano nel trafficato Viale Monza, è decisamente ricca di storia, visto che è nata il primo Settembre del 1920: l’Italia del Gusto, incuriosita dalla storia e naturalmente dalla lavorazione delle carni, si è recata sul posto, ricavandone delle ottime sensazioni.

La conduzione, sempre rimasta familiare, è ora affidata al giovane e preparato Daniele Biassoni, che ha raccontato che la Macelleria ha aperto i battenti da un’idea dei fratelli Gerolamo e Luigi Biassoni, assieme alla moglie di Gerolamo, la signora Maria Maggio, alla quale è stato dedicato il nome della bottega, visto che alla scomparsa dei due fratelli, si dovette occupare da sola dell’andamento del negozio, crescendo i due figli, svolgendo quindi un mestiere non propriamente consono alle donne, specialmente nel tempo delle guerra.

Nei primi anni ’90, sotto la conduzione del padre dell’attuale titolare Daniele, fu iniziata la produzione diretta dei salumi ( i cotechini soprattutto), che unita alla preparazione di piatti cotti tipici  e stagionali come il brasato, il bollito, la trippa, i ravioli di carne, il polpettone, ben rappresentano la bottega del gusto di Viale Monza.

 

Tuttavia, un altro grande punto di forza della Macelleria Maggio è certamente la supercarne, ovvero la razza bovina Piemontese, eccellenza top nel panorama nazionale, vista la grandissima qualità della carne, pigmentata di grasso e assolutamente morbida e squisita, dopo un lungo e meticoloso processo di allevamento, pascolo e nutrizione dell’animale.

Da Maggio vengono infatti lavorate solo le carcasse degli animali, seguendo tutta la filiera, dall’inizio alla fine. Altri prodotti davvero ottimi, che vengono trasformati internamente, sono le svizzere, i wurstel di bue e i tipici mondeghilli meneghini.

Quando si entra da Maggio, è altamente probabile che venga l’acquolina in bocca!


MIRA Hotels & Resorts, genuina ospitalità italiana

 



smstudio srl è lieta di presentare il gruppo di realtà alberghiere che esalta le bellezze dell’Italia e le eccellenze del territorio: dal 2011 MIRA Hotels & Resorts raccoglie le migliori strutture ricettive dove vivere una vacanza a tutto tondo, immersi nella natura autentica di quattro tra le più belle regioni del Bel Paese: Piemonte, Toscana, Puglia e Sicilia.
 
Verona, 19 gennaio 2021 – Identità, amore per l’ambiente, rispetto delle tradizioni del luogo e delle tipicità. Questi i valori guida del gruppo alberghiero MIRA Hotels & Resorts, fondato nel 2011 dal Daniela Righi e Alessandro Vadagnini, manager esperti nel settore dell’accoglienza. Con una speciale attenzione alle bellezze dell’Italia, ad oggi il gruppo conta quattro strutture in altrettante regioni del Bel PaeseIn Piemonte, ai piedi del Monte Rosa, sorge il caratteristico Alagna Mountain Resort & SPA, un rifugio “wild & chic” nel tipico e prezioso villaggio di Alagna Valsesia. Panorama mozzafiato dalla piscina esterna dell’area spa e suite con elementi della tradizione Walser completano questo paradiso di sport outdoor circondato da un ambiente naturale incontaminato. Gli ulivi secolari e la natura selvaggia del Salento custodiscono l’Acaya Golf Resort & SPA, hotel con centro benessere di ben 1200 mq a poca distanza dalle più belle spiagge della Puglia. Fiore all’occhiello del resort è il campo da golf 18 buche che si estende in un percorso in grado di soddisfare anche i golfisti più esigenti. Dotato di campo 18 buche è anche il 5 stelle Borgo di Luce I Monasteri a Siracusa: nato come monastero benedettino, il resort accoglie oggi gli ospiti in una suggestiva location green alle porte della storica città dell’entroterra siciliano, a poco più di 10 km dal mare, dove dimenticare lo stress e scoprire l’autentica tradizione dell’isola. La quarta stella si aggiungerà al firmamento MIRA Hotels & Resorts a giugno 2021: il Golf Hotel Riva Toscana, nuovo resort ricavato da un tipico casale di una delle più rinomate località balneari della regione, Follonica.
 
Come suggerisce il payoff del brand, “Live the SOUL”, gli hotel che fanno parte del gruppo assicurano agli ospiti un’esperienza autentica: ritrovare la propria interiorità e scoprire l’anima del luogo è una delle priorità garantite agli ospiti dei MIRA Hotels & Resorts, grazie a proposte sensoriali a contatto con la natura che permettono di immergersi totalmente nell’anima vera e profonda della destinazione. Gli hotel a 4 e 5 stelle di MIRA Hotels & Resorts offrono agli ospiti molto più di una semplice vacanza: una vera e propria esperienza che coinvolge tutti i sensi. Questo è possibile grazie all’impareggiabile proposta del gruppo di hotel, che offre servizi di altissima qualità nei settori wellness con rigenerazione psicofisica e rilassamento garantiti, grande attenzione all’offerta active sci&golf, enogastronomia di alto livello grazie a una curata selezione dei prodotti rigorosamente made in Italy. Continua ricerca di proposte sempre all’avanguardia per i MIRA Hotels & Resorts, il primo gruppo di hotel e resort bioattivi, in grado di stimolare il benessere della persona attraverso la valorizzazione del luogo ed esperienze uniche, come la lanternata serale per una suggestiva passeggiata sensoriale nella natura e le degustazioni di prodotti tipici che coniugano il cibo al benessere psicofisico.
 
Dalla spa alla tavola, il gruppo MIRA Hotels & Resorts si affida infatti a partner di alta qualità che formano una vera e propria rete di eccellenze italiane, creando una sinergia con piccoli e grandi produttori locali in modo da proporre all’ospite una full immersion in tutto ciò che il territorio ha da offrire. Emsibeth e Ishi i brand di punta nel campo wellness; Pastificio Felicetti, Cantine Tommasi, Casa Francoli e Sabadì sono alcune realtà che rappresentano l’eccellenza enogastronomica caratteristica del gruppo; partner fashion lo stilista siciliano Elio Fronterré. Originali e attuali le esperienze corporate di MIRA Hotels & Resorts, come l’aperitivo virtuale alle 19 ogni sera che unisce nello stesso momento gli ospiti di tutti resort da nord a sud dell’Italia, il trattamento benessere MIRA offerto in tutte strutture, lo speciale box colazione con prodotti del posto a km 0, la proposta e-bike per vivere il luogo in modo sano e sostenibile. A guidare gli ospiti in questo viaggio nel cuore del territorio è il MIRA Experience Advisor, la nuova figura a disposizione degli ospiti in tutte le strutture MIRA, che propone esperienze guidate di gruppo ma anche tour individuali in base alle preferenze e necessità dell’ospite, organizzando nei dettagli il perfetto viaggio alla scoperta del territorio, con le sue bellezze naturali e ricchezze culturali.

www.mirahotels.com