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lunedì 25 maggio 2026

Lugana DOC Borgo la Caccia: il profumo del Garda abbinato ai sapori di primavera

 


Ci sono vini che raccontano un territorio, altri che riescono anche a evocarne l’atmosfera.

Il Lugana DOC firmato Borgo la Caccia nasce così: come espressione autentica delle colline moreniche del Lago di Garda.

 

Prodotto da uve Turbiana coltivate nei vigneti della tenuta, il Lugana Borgo la Caccia rappresenta una delle etichette simbolo della cantina. Un bianco raffinato e territoriale che interpreta con coerenza le caratteristiche più distintive dell’area gardesana: freschezza, sapidità minerale e profonda pulizia aromatica.

Alla vista si presenta con un luminoso giallo paglierino; il bouquet si apre su note delicate di agrumi, mandorla e frutta bianca, mentre il sorso rivela una struttura armoniosa, sostenuta da una piacevole tensione minerale e da una chiusura elegante e persistente.

 

È un vino che richiama immediatamente la convivialità delle tavole all’aperto, i riflessi di luce sull’acqua e quella cucina italiana fatta di semplicità raffinata e materie prime valorizzate con naturalezza.

La sua freschezza minerale e l’eleganza misurata lo rendono particolarmente versatile a tavola: ideale per accompagnare antipasti delicati, piatti di stagione, proposte di mare, aperitivi sofisticati e percorsi gastronomici estivi caratterizzati da leggerezza e armonia.

Perfetto per lunghi pranzi en plein air e momenti di condivisione al tramonto, il Lugana DOC Borgo la Caccia interpreta con autenticità uno stile di vita in cui gusto, territorio e convivialità convivono in equilibrio naturale.

Il vino nasce nel cuore di Borgo la Caccia, realtà agricola e sociale immersa tra le colline moreniche a ridosso del Lago di Garda. Un luogo dove la cultura vitivinicola dialoga quotidianamente con sostenibilità, accoglienza e responsabilità sociale.

La tenuta si estende su circa 90 ettari, di cui 50 vitati, in un paesaggio caratterizzato da vigneti, boschi e campi coltivati che definiscono una delle aree più vocate del territorio gardesano. Qui vengono coltivate varietà a bacca bianca e rossa attraverso pratiche attente alla biodiversità e alla valorizzazione naturale del terroir.

 

Alla base del progetto vi è una filosofia produttiva che integra innovazione enologica e tradizione agricola, mantenendo un forte legame con il territorio e con il lavoro della terra. Ogni vino firmato Borgo la Caccia nasce da questa visione: esprimere autenticità, precisione stilistica e riconoscibilità territoriale.

 

Accanto alla produzione vitivinicola, la tenuta sviluppa anche una significativa attività sociale. Borgo la Caccia opera, infatti, nel sistema LAUTARI, comunità terapeutica dedicata al recupero dalle dipendenze, sostenuta dalla famiglia Bonomelli.L’attività agricola diventa così non soltanto produzione, ma anche esperienza concreta di formazione, inclusione e reinserimento lavorativo. Un modello virtuoso in cui la qualità enologica si accompagna a una visione etica e sostenibile dell’impresa agricola.


Catherine Castillon, CEO di Skira, riceve il premio Talents-Alumni nella categoria “Cultura”, promosso su iniziativa dell’Ambasciata di Francia e del Consolato Generale di Francia a Milano.

 

LE ECCELLENZE VENETE BRINDANO AL FESTIVAL DI CANNES: DOMINI VENETI, CANTINA DI NEGRAR E SERENA WINES PROTAGONISTI ALL’AMERICAN PAVILION 2026

 

EVENTI GOWINE: TUTTI I COLORI DEL BIANCO A MILANO

 



Milano, 25 Maggio 2026- Presso gli ampi e luminosi spazi dell’Hotel Melià a Milano, l’Associazione Gowine ha promosso giovedì 14 Maggio c.m.  l’evento di degustazione Tutti i colori del Bianco, un approfondimento significativo nei calici delle varie biodiversità ed espressioni dei bianchi del Belpaese.

Operatori del settore, stampa e wine lovers hanno potuto degustare diverse etichette sia al banco d’assaggio con 5 produttori presenti che nelle selezioni della parte Enoteca: dalla beva, la freschezza e la fragranza di bianchi giovani a una maggior struttura e complessità di altri vitigni a bacca bianca, oltre a qualche interessante bollicina.

Nel viaggio tra le diverse espressioni di bianchi italiani, Borghi d’Europa è rimasta particolarmente colpita nella parte del banco d’assaggio da:

-       Il Valle d’Aosta Petit Arvine 2025 e il Valle d’Aosta Petit Arvine Miniera 2023 di Cave Des Onze Communes di Aymavilles,

-       Il Roero Arneis e il Roero Arneis Riserva di F.lli Massucco di Castagnito (Cn),

-       Il Colli Piacentini Chardonnay Altair, La Malva (Malvasia Macerata) e la selezione di Spumanti Metodo Classico di F.lli Piacentini di Ziano Piacentino,

Poi nella sezione Enoteca:

-       Il Trebbiano d’Abruzzo di Mare 2023 di F.lli Barba di Roseto degli Aburzzi (Te),

-       Il Colli Tortonesi Derthona Timorasso Aemilia Scauri 2022 della Cantina di Tortona,

-       L’Abruzzo Pecorino Superiore Donna Greta annate 2023 e 2019 di Cantina Frentana di Rocca San Giovanni (Ch),

-       Il Veneto Igt Durello Pietralava annate 2023 e 2021 di Casa Cecchin di Montebello Vicentino,

-       Il Roero Arneis Montemeraviglia annate 2025 e 2016 di Cascina del Pozzo di Castellinaldo (Cn),

-       L’Oltrepò Pavese Riesling Superiore Ries 2024 di Conte Vistarino di Rocca de Giorgi (Pv),

-       Il Colli Orientali del Friuli Friulano 2024 di Stanig di Prepotto (Ud),

-       Il Colli Maceratesi Ribona Le Piagge 2024 di Villa Forano di Appignano (Mc)

Davvero ottimo e mirato l’evento Tutti i Colori del Bianco promosso da Gowine, che ha raccontato storie di persone e territori dove i vitigni a bacca bianca meritano di essere valorizzati.

Evviva!

 

 

ENVISIONING2035: IL VINO ITALIANO È ANCORA COMPETITIVO?

 Export, margini, governance e trasformazione dei consumi al centro del summit organizzato da FreedL Group il 4 giugno a Milano

Quanto è competitivo oggi il vino italiano, al di là della qualità del prodotto, e cosa serve per mantenerne la rilevanza nei prossimi anni? Sono le domande al centro della seconda edizione di Envisioning2035 – Wine [R]evolution, il summit promosso da FreedL Group, in programma giovedì 4 giugno 2026 alla Terrazza Belvedere di Palazzo Regione Lombardia, a Milano.
La seconda edizione nasce con un obiettivo preciso: spostare il confronto dalla lettura della crisi alla definizione di priorità strategiche per il futuro della filiera. Se il vino italiano resta uno dei simboli più riconoscibili del Made in Italy, la qualità produttiva non è più sufficiente da sola a garantire la competitività internazionale. Oggi il posizionamento delle imprese dipende anche da scala organizzativa, solidità economico-finanziaria, capacità commerciale, abilità nell’interpretare i dati e chiarezza nel rapporto con i consumatori. I
mprese, manager, analisti ed esperti del settore vitivinicolo analizzeranno le principali trasformazioni che stanno ridisegnando il comparto: dalla pressione sui margini all’accesso ai mercati internazionali, fino all’evoluzione dei canali distributivi, del capitale umano e delle nuove modalità di consumo.            
Tra i panelist figurano Edoardo Freddi, CEO di FreedL Group, Pierluigi Catello, Executive Manager Food & Wine Industry e Head Hunter di Michael Page, Luca Castagnetti, Dottore Commercialista di Studio Impresa, Riccardo Cotarella, Presidente di Assoenologi, Lavinia Furlani, Presidente di Wine Meridian, Federico Giotto, CEO di GiottoConsulting, Stevie Kim, Managing Partner di Vinitaly, Francesco Magro, CEO e Co-Founder di Winelivery, Alessandro Mutinelli, Presidente e AD di Italian Wine Brands, Ettore Nicoletto, Wine Industry Expert, e Denis Pantini, Responsabile di Nomisma Wine Monitor.        

A differenza di un convegno tradizionale, Envisioning2035 adotterà un format basato su dialoghi guidati. Fabio Piccoli, direttore responsabile di Wine Meridian, modererà confronti tra coppie di interlocutori chiamati a leggere lo stesso tema da prospettive diverse: impresa e analisi di mercato, prodotto e governance, export e retail internazionale, enoturismo e capitale umano, dati di consumo e comunicazione. L’obiettivo è fare emergere le tensioni reali che attraversano la filiera, superando letture puramente celebrative e soluzioni preconfezionate, per restituire una fotografia più aderente alle dinamiche del settore. Il valore dell’incontro risiede nella possibilità di mettere a confronto esperienze imprenditoriali, letture economiche e visioni di mercato, con un approccio pensato per interessare sia la stampa specializzata sia i media economici attenti all’evoluzione delle filiere del Made in Italy.    
“Il vino italiano sta entrando in una fase in cui la competizione non si gioca più soltanto sulla qualità del prodotto, ma sulla capacità di leggere e presidiare mercati sempre più complessi e frammentati. Oggi fanno la differenza i modelli commerciali, la struttura delle imprese e la velocità con cui si riesce ad adattare l’offerta ai cambiamenti dei consumi internazionali – dichiara Edoardo Freddi –. Envisioning2035 nasce per questo: mettere a confronto esperienze e visioni diverse su ciò che sta realmente cambiando nella filiera, oltre le narrazioni consolidate e con un focus concreto sulle scelte strategiche che determineranno la competitività del settore nei prossimi anni”.    
Envisioning2035 si propone quindi come una piattaforma di lavoro sul futuro del sistema vitivinicolo italiano. Non un momento celebrativo, ma un osservatorio
sulle trasformazioni strutturali della filiera: dalla cantina al mercato, dal prodotto al consumatore, dalla narrazione territoriale alla capacità di costruire modelli d’impresa più solidi, leggibili e adatti ai prossimi dieci anni.

Envisioning2035 – Wine [R]evolution in breve   
Quando: giovedì 4 giugno 2026      
Dove: Terrazza Belvedere, Palazzo Regione Lombardia, Milano 
Accesso: riservato a operatori del settore e stampa, in presenza o in streaming previa iscrizione        
Per info e iscrizioni: www.envisioning.wine

Un’atmosfera da sogno tutto esaurito per i 70 appuntamenti in programma e un pubblico di oltre 55.000 partecipanti per la 5ª edizione di BAM Circus – Il Festival delle Meraviglie al Parco