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venerdì 6 febbraio 2026

A Veronafiere dal 12 al 15 aprile VINITALY 2026 SVILUPPA NUOVE LEVE DI CRESCITA PER IL BUSINESS E INVESTE NEGLI SPIRITS NASCE NUOVO PADIGLIONE TOTALMENTE XCELLENT SPIRITS

 Vinitaly 2026 sviluppa il proprio ecosistema di business e inaugura il nuovo Xcellent Spirits, un format B2B totalmente rinnovato che debutterà nella 58^ edizione, in programma a Veronafiere dal 12 al 15 aprile. Un progetto strutturale che segna l’ingresso dei distillati all’interno di Vinitaly, con un padiglione interamente dedicato.


Per Gianni Bruno, direttore generale vicario di Veronafiere: “Xcellent Spirits rappresenta l’avvio di un piano strategico pluriennale con cui Vinitaly intende valorizzare il settore, integrandolo stabilmente nella piattaforma fieristica. Un nuovo assetto pensato per svilupparsi nel tempo, in risposta all’evoluzione dei consumi e alla crescente rilevanza internazionale del comparto. Tra le novità anche il nuovo NoLo - Vinitaly Experience che verrà realizzato in collaborazione con Unione italiana vini”.

Realizzato da Veronafiere/Vinitaly in collaborazione con Gang of Spirits, società di professionisti specializzati nel settore, Xcellent Spirits sarà ospitato in un’area esterna esclusiva: una tensostruttura di oltre 1.000 metri quadrati ideata con l’obiettivo di creare connessioni dirette tra produttori, mercato e operatori professionali e per rappresentare l’intera filiera di riferimento.

L’offerta espositiva del padiglione si articola in due aree principali: Spirits, dedicata a distillati, liquori e vini aromatizzati e fortificati e Drinks & Mix, con soft drink, hard seltzer e ready to drink, per raccontare l’evoluzione del consumo contemporaneo e le opportunità per la mixology.

Accanto all’area espositiva, Xcellent Spirits propone un programma di eventi riservato agli operatori. Tra questi, l’Aperitivo all’italiana, con apertura straordinaria del padiglione fino alle 19.30 nelle giornate di lunedì 13 e martedì 14 aprile: due appuntamenti per facilitare e proseguire il networking tra aziende e buyer. Al centro dell’area sarà attivo il Temple Bar, uno spazio centrale gestito a rotazione dai principali bartender dei locali italiani, con preparazioni dal vivo e sessioni di mixology. Ogni giornata sarà caratterizzata da un tema specifico, che guiderà la carta dei drink realizzati con i prodotti degli espositori.
Completano il palinsesto le masterclass internazionali, con quattro sessioni quotidiane dedicate ad approfondimenti tecnici e al confronto con i protagonisti del settore. Gli incontri, guidati da master distiller e ospiti internazionali, offriranno un percorso formativo continuativo per tutta la durata della manifestazione.

Secondo Nomisma, su base doganale, nel 2024 l’export italiano degli spirits ha raggiunto 1,75 miliardi di euro, collocando il nostro Paese al quinto posto tra gli esportatori mondiali, dopo Regno Unito, Francia, Messico e Stati Uniti. Nel periodo 2019-2024 le esportazioni sono cresciute del 41%, una delle performance più elevate tra i primi cinque Paesi esportatori. L’Italia è leader, insieme alla Germania, nel segmento dei liquori, con un valore di 547 milioni di euro e una crescita del 25% nel quinquennio, superiore a quella tedesca (+19%).
 
Analogamente al vino, il 2025 si prospetta come un anno meno favorevole, con una flessione dell’export del 5% in valore nei primi dieci mesi. La Germania si conferma primo mercato di destinazione (21%), seguita dagli Stati Uniti (12%) e dal Regno Unito (8%). Nello stesso periodo, tra i primi dieci mercati di sbocco, spicca la forte crescita delle esportazioni italiane verso la Polonia (+70%).

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SAN VALENTINO, INNAMORARSI ANCHE DEL DOLCE FARMO

 

IL CONSORZIO TUTELA VINI ASOLO MONTELLO DELINEA IL FUTURO

 


Presentato il piano promozionale 2026: Francia, USA, Germania e Messico saranno i mercati esteri focus

Il Consorzio Tutela Vini Asolo Montello guarda con determinazione ai mercati globali, grazie a un ambizioso programma di promozione 2026 che punta con decisione sull’estero. L’export, infatti, rappresenta oggi il 70% delle vendite, sebbene il mercato italiano rimanga fondamentale.

La prima tappa sarà Parigi con la partecipazione a Wine Paris (9-11 febbraio) un appuntamento che, anno dopo anno, sta divenendo una fiera di importanza mondiale; il Consorzio volerà poi a Düsseldorf in Germania per ProWein (15-17 marzo), appuntamento che si conferma irrinunciabile per presidiare un mercato che, per volumi e storicità, rimane uno degli sbocchi più importanti per il vino italiano. Sarà poi la volta di Vinitaly (12-15 aprile), e di Vinitaly International Academy, scuola di formazione per wine ambassador e operatori stranieri destinati a divenire i portavoce dell’enologia italiana nel mondo.

Guardando oltreoceano, gli USA rimangono un mercato fondamentale con il 50% della quota export.  Per questo il Consorzio di Tutela atterrerà a San Francisco (2 marzo), Austin (4 marzo) e New York (9 marzo) grazie a Slow Wine World Tour, confermando la volontà di rafforzare la presenza in un mercato essenziale per i vini italiani. Infine, per la prima volta il Consorzio arriverà in Messico, mercato emergente e quarto sbocco commerciale per l’Asolo Prosecco Docg, con la partecipazione alla tappa di Città del Messico del Gambero Rosso International Roadshow (23 aprile). Consapevole di come l’azione di promozione più efficace sia portare gli operatori sul territorio per far scoprire loro la forte connessione tra viticoltura e natura, la bellezza ospitata dalle sue colline – dalla Gipsoteca del Canova alla Villa di Maser, fino all’Abbazia di Sant’Eustachio – e il talento dei produttori, il Consorzio porterà in Italia giornalisti internazionali provenienti da Stati Uniti, Regno Unito, Svizzera, Giappone e Messico.

<<Il Consorzio di Tutela ha scelto di affrontare le sfide del mercato con concretezza e determinazione. - Afferma il presidente Michele Noal. – L’estero è il terreno sui cui vogliamo portare il valore del nostro territorio e vogliamo farlo sostenendo le nostre aziende, che guardano al consolidamento e all’apertura di nuovi mercati, senza mai dimenticare l’importanza del mercato interno. Il 2025 si è confermato in lieve crescita, provando come la nostra forza risieda nella nostra terra e nella sua unicità. Anche se siamo la realtà più piccola del panorama del mondo Prosecco, dimensione che vogliamo preservare, siamo anche uno dei piccoli territori in Italia a presentare una denominazione spumantistica forte e due denominazioni di vini rossi conosciute a livello internazionale>>.

 

Errori di comunicazione: i brand puntano sul terrmine “plant based” ma le persone cercano “vegan”

 


Mentre i grandi brand puntano sul termine “plant-based”, ma gli italiani cercano “vegan”, termine ormai radicato nella mente dei consumatori

Roma, 6 febbraio 2026 – Nel mercato alimentare italiano esiste un profondo disallineamento tra come le aziende comunicano e come i consumatori cercano i prodotti online. È quanto emerge dall’ultima analisi semantica dell’Osservatorio VEGANOK, che ha mappato i comportamenti di ricerca online degli utenti italiani nel periodo 2023-2025.

I dati sono inequivocabili: nonostante l’ascesa internazionale del termine “plant-based”, il pubblico italiano resta fedele alla parola “vegan”, utilizzata con una frequenza 14 volte superiore.

I dati di ricerca online non misurano direttamente le vendite o le preferenze d’acquisto, ma offrono un’indicazione chiara sul linguaggio utilizzato dai consumatori nella fase di informazione. L’analisi si concentra sulla dimensione semantica e sul comportamento di ricerca online, che di solito precedono l’acquisto.

Implicazioni strategiche per i Brand Vegani

L’indagine, condotta attraverso Google Trends e strumenti avanzati di analisi SEO, evidenzia volumi di ricerca medi mensili che lasciano poco spazio alle interpretazioni:

  • “Vegan”: 27.100 ricerche al mese (con picchi fino a 60.500).
  • “Plant-based”: 1.900 ricerche al mese.

Il termine ‘vegan’ è ormai consolidato e radicato nella mente dei consumatori come sinonimo di certezza e assenza totale di ingredienti animali”, commenta Laura Serpilli dell’Osservatorio VEGANOK. “Al contrario, ‘plant-based’ appare ancora come un termine di importazione, meno immediato e percepito come più ambiguo.

L’esempio più eclatante di questo divario linguistico è rappresentato dal lancio della Nutella vegetale. Nonostante il colosso Ferrero abbia adottato ufficialmente il claim “Nutella Plant-Based”, i dati di ricerca mostrano che la quasi totalità degli utenti italiani cerca online “Nutella vegana”.

Questo fenomeno rivela una priorità cognitiva, cioè il consumatore tende a “tradurre” nel linguaggio che ritiene più rassicurante e univoco. Cercare la parola “vegana” è, per l’utente, il modo più veloce per verificare che il prodotto rispetti effettivamente i requisiti etici e alimentari desiderati.

I brand che vogliono intercettare la domanda reale devono parlare la lingua dei consumatori, conclude Serpilli. “In un mercato dominato dall’esigenza di trasparenza, una certificazione chiara che riporti il termine ‘Vegan’ è una scelta etica, ma ancor più una mossa di marketing strategica per ridurre le frizioni nel percorso d’acquisto.”

La scelta terminologica non è solo una questione lessicale, ma rappresenta un elemento strategico di comunicazione per le aziende produttrici. L’analisi dell’Osservatorio VEGANOK suggerisce che, nel contesto italiano, l’uso del termine “plant-based” possa generare un gap di comprensione, richiedendo alle aziende investimenti pubblicitari maggiori per educare il pubblico a un termine non ancora di uso comune.

Informazioni su VEGANOK

VEGANOK è il primo marchio di garanzia Etica per prodotti Vegan nato in Italia. Con oltre 20 anni di esperienza, rappresenta lo standard di riferimento per la verifica della trasparenza e dell’etica nella filiera plant-based, supportando le aziende nel rispondere alle nuove esigenze di un mercato globale sempre più orientato al wellness consapevole.

Informazioni su Osservatorio VEGANOK

L’Osservatorio di VEGANOK è un punto di riferimento nell’innovazione e nella ricerca dedicata al settore vegetale e vegan. La sua fondazione si basa sull’obiettivo di promuovere uno stile di vita sostenibile. Impegnato nella fornitura di analisi, dati e prospettive, l’osservatorio si rivolge alle aziende e ai consumatori che navigano nel complesso universo vegan, offrendo loro supporto informativo e strategico. Attraverso ricerca e analisi, l’Osservatorio VEGANOK si dedica a esplorare le tendenze emergenti, le dinamiche di mercato e l’impatto dei prodotti vegani.

ABABO Art Week 2026 presenta ABABO WHITE NIGHT

 


TORNA EVOlved MixOILogy AL FUORI DI TASTE L’OLIO EXTRAVERGINE COME NUOVO LINGUAGGIO DEL COCKTAIL

 

L’iniziativa ideata da Frantoio Franci e Santa Cocktail Bar rinnova il suo appuntamento fiorentino sabato 7 febbraio, esplorando il dialogo tra l’olio extravergine di oliva e Presobene Gin, il gin gastronomico italiano, grazie alla visione di Abi El Attaoui.


Firenze, 7 febbraio 2026 – Nel calendario diffuso di Fuori di Taste, dedicato ai linguaggi dell’enogastronomia contemporanea, torna EVOlved MixOILogy, il progetto ideato da Frantoio Franci e da Simone Covan del Santa Cocktail Bar che esplora l’olio extravergine di oliva non come ingrediente accessorio, ma come materia prima culturale e sensoriale del cocktail. Interprete di questa evoluzione è Abi El Attaoui, bar manager del Ceresio7 (Milano), e figura chiave del progetto che è riuscito a trasportare nel linguaggio della mixology contemporanea la potenza comunicativa dell’extravergine di qualità con rigore, misura e profondità.


L’edizione 2026 dell’iniziativa segna inoltre un nuovo passaggio di questo percorso con l’arrivo di Presobene Gin, evoluzione naturale del lavoro e della visione di Abi El Attaoui: un gin gastronomico, pensato per dialogare con il cibo e con la materia prima, che trova in EVOlved MixOILogy il suo contesto ideale.  


Al centro del progetto, gli oli sartoriali di Frantoio Franci, extra vergini dal profilo elegante e complesso, diversi per profumo ed intensità, che sono non più solo condimento, ma ingrediente speciale che esalta e celebra la ricetta di cui fanno parte, così come un guanto, come un completo da sera cucito su misura da un sarto esperto, capace di valorizzare i punti forti di chi lo indossa. I cru di Frantoio Franci entrano nella miscelazione come elementi strutturali, capaci di definire texture, profondità e persistenza aromatica.  


Due i cocktail inediti, ideati da Abi El Attaoui per la serata e costruiti come esercizi di equilibrio tra gin e olio extravergine: Caprese sviluppa un profilo mediterraneo e avvolgente, combinando Presobene Gin, olio Franci Monocultivar Maurino, acqua di pomodorino e basilico. Un sorso che lavora sulla freschezza vegetale e sulla morbidezza, richiamando il mondo della cucina più che quello del bar tradizionale. Bella Franci propone invece una struttura più verticale e dinamica: Presobene Gin incontra l’olio Delicate Bella di Franci, mela verde, aneto, vermouth all’oliva e soda, dando vita a un cocktail secco e sapido, costruito sulla tensione aromatica e sulla precisione del gesto.

I profili sartoriali dei nostri cru entrano nella miscelazione come architettura del drink, portando struttura, profondità e persistenza che provengono da un altro mondo, quello dell’olio” afferma Giorgio Franci, titolare del Frantoio Franci. “Un linguaggio solo in apparenza lontano dalla mixology, che in questa serata trova una convergenza naturale, rivelando affinità e punti di contatto più profondi di quanti si immagini”.

Abi El Attaoui, creatore dei due cocktail protagonisti della serata sottolinea: “Il mio stile di miscelazione parte sempre dall’equilibrio e dal rispetto per l’ingrediente. Mi interessa creare drink sofisticati, ma immediati, dove la complessità non appesantisce mai il sorso. In questo evento questo approccio incontra due prodotti autentici come l’olio Franci e Presobene Gin: l’olio con le sue infinite e incredibili sfumature e il gin con il suo equilibrio preciso. Metterli in dialogo significa trovare un punto d’incontro naturale, da cui nasce qualcosa di unico, vero, e facile da bere”.

EVOlved MixOILogy si conferma così come un laboratorio di ricerca applicata, in cui Frantoio Franci, Presobene Gin e Santa Cocktail Bar condividono una visione comune: ripensare il cocktail a partire dalla materia prima, superando i confini disciplinari e costruendo un linguaggio contemporaneo, essenziale e consapevole.