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mercoledì 17 giugno 2026

Gibellina – Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026 PORTAMI IL FUTURO

 


presenta

 

Liu Bolin

Macerie

 

A Gibellina e Selinunte le performance dell'artista cinese celebre in tutto il mondo come The Invisible Man

 

Performance - realizzazione dell’opera

venerdì 19 dalle 16:00 alle 17:30 al Parco Archeologico di Selinunte

 

 

www.gibellina2026.it


 



 


Gibellina, 17 giugno 2026. Liu Bolin, l'artista cinese celebre per gli scatti fotografici in cui si mimetizza totalmente con l'ambiente circostante approda a Gibellina, dove sarà protagonista di una performance pubblica in occasione della Capitale Italiana dell’Arte contemporanea venerdì 19 dalle 16:00 alle 17:30 al Parco Archeologico di Selinunte.

 

Da oltre vent'anni l'artista celebre in tutto il mondo come The Invisible Man, utilizza il proprio corpo come una tela vivente, mimetizzandosi con grande precisione all'interno di paesaggi, monumenti e scenari urbani. Non un semplice trucco ottico, ma un gesto artistico che interroga il rapporto tra individuo e società, tra presenza e assenza, tra memoria e identità. A Gibellina e nel suo territorio, Bolin ha individuato alcuni scorci emblematici tra la città nuova e le rovine di Poggioreale, per poi estendere il lavoro all’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. Il progetto dal titolo Macerie, realizzato con Galleria Gaburro, si articola in una serie di scatti e installazioni fotografiche, costruendo un ponte ideale tra due città colpite dal terremoto, entrambe impegnate a ricostruire la speranza attraverso l’arte.

 

Liu Bolin, ancora una volta, non si limiterà a utilizzare lo sfondo come elemento scenografico. Al contrario, ne diventerà parte integrante, fino a dissolversi al suo interno. Il processo è tanto affascinante quanto meticoloso. Ore di body painting che coinvolgono gli spettatori trasformano il corpo dell'artista in una prosecuzione delle superfici che lo circondano. Pietre, foglie, colori, ombre e dettagli architettonici vengono riprodotti sulla pelle fino a generare l'illusione perfetta.

 

Delle performance pubbliche sarà realizzata una serie fotografica che sarà presentata con una mostra in programma a novembre al MAC, Museo d’arte contemporanea “Ludovico Corrao”.

 

Liu Bolin nasce nel 1973 nella provincia nord-orientale dello Shandong.

Durante la sua formazione avvenuta all’interno della rinomata Accademia Centrale d’Arte Applicata diviene allievo del celebre artista Sui Jianguo, suo mentore agli inizi della carriera. Liu Bolin cresce e si forma nel fermento che coincide con l’inizio del rapido sviluppo economico e di una relativa stabilità politica per la Cina, un periodo di profondi cambiamenti testimoniati negli scatti della serie Hiding in the City che lo hanno reso famoso, in cui tocca i temi universali del rapporto uomo-natura e tra pensiero e potere politico. La ricerca in questo solco è iniziata nel 2005 nel Suojia Village di Pechino, smantellato nel novembre di quell’anno dalle autorità, e non si è ancora arrestata.

 

La sua prima mostra personale risale al 1998 a Pechino, seguita da altre due rassegne circa dieci anni dopo, sempre della capitale cinese: Sculpture, all’Hotsun Art Space nel distretto 798 Art Zone (2007); Distortion, Hotsun Art Space, Dashanzi Art District (2007). Da allora le sue foto e le sculture tipiche della sua produzione sono state esposte nel più importante festival di fotografia contemporanea Les Rencontres d'Arles e in prestigiosi musei internazionali.

 

Tra i più recenti solo show vanno ricordati: Liu Bolin. Hiding in Florence, Palazzo Vecchio, Firenze (2023), La forma profonda del reale, Università Bocconi, Milano (2019); Liu Bolin.Visible/Invisible, Mudec - Museo delle Culture, Milano (2019); The Theatre of Appearances al Musée de l’Elysée, Losanna (2019); Liu Bolin. The Invisible Man, Palacio de Gaviria, Madrid (2019); Liu Bolin. The Invisible Man, Complesso del Vittoriano, Roma (2018); Liu Bolin: The Invisible Man, Erarta Museum, San Pietroburgo (2018); Ghost Stories, Maison Européenne de la Photographie, Parigi (2017); Galerie Party, Centre Pompidou – Acte II with Liu Bolin, Centre Pompidou, Galerie des enfants, Parigi (2017).

Nel 2015 il Museo de Contemporáneo di Buenos Aires lo invita per la personale Desapareciendo; l’anno successivo gli viene commissionato per il palazzo di New York, sede delle Nazioni Unite, il progetto We Are What We Eat. In Europa il lavoro dell’artista è stato divulgato anche attraverso le mostre italiane A Secret Tour al Museo H.C. Andersen di Roma (2012) e Hiding in Italy alla Fondazione Forma per la Fotografia di Milano (2010), e con la personale in Svezia The Invisible Man al Fotografiska Museet di Stoccolma (2011).

 

Liu Bolin ha partecipato a diversi progetti artistici che lo hanno visto collaborare con altri importanti artisti contemporanei internazionali quali Botero, JR, Carlos Cruz-Diez, Kenny Scharf e Rero.

Nel 2013 ha partecipato in qualità di relatore ai TED di Los Angeles.

 

Liu Bolin ha inoltre collaborato con diversi marchi di lusso del mondo della moda, come Valentino, Jean Paul Gaultier, Tod’s e altri. È stato testimonial per il 2017/2018 del marchio Moncler, in una campagna firmata da Annie Leibovitz, e nel 2018 è stato artista dell’anno della champagneria francese Ruinart.

Nel 2023 tre scatti del ciclo Hiding in Florence, realizzato nel 2022 e costituito da sei opere, sono entrati a far parte della collezione permanente delle Gallerie degli Uffizi: Sala della Niobe, Gallerie degli Uffizi, Firenze; Sala di Venere, Palazzo Pitti, Firenze e Sala Bianca, Palazzo Pitti, Firenze. Si tratta della più ampia collezione di autoritratti al mondo.

Nell’ottobre 2025 prende avvio un progetto unico: L’Ultima Cena di Leonardo da Vinci. Per Liu Bolin confrontarsi con questo capolavoro significa entrare in uno spazio di memoria e sacralità, dove l’arte diventa patrimonio condiviso dell’immaginario occidentale. La sua mimetizzazione non rappresenta una scomparsa, ma un gesto di rispetto e contemplazione: una pratica lenta e meditativa in cui il corpo si fonde con l’opera per restituire un messaggio di pace, armonia e riconciliazione.

Il progetto si sviluppa attraverso tre luoghi simbolici di Milano — il Cenacolo Vinciano, la Basilica di Santa Maria delle Grazie e la Galleria Vittorio Emanuele II — che incarnano i temi della memoria, dell’equilibrio e del dialogo tra visibile e invisibile.

Oggi vive e lavora tra Hong Kong e Pechino.

TEA, De Castro: “L’Europa ha scelto la scienza e l’innovazione per il futuro dell’agricoltura”

 Bologna, 17 «Il via libera definitivo del Parlamento europeo alle Tecniche di Evoluzione Assistita rappresenta una svolta storica per l’agricoltura europea. Dopo anni di dibattiti, confronti scientifici e negoziati politici, l’Europa ha finalmente scelto di affidarsi alla scienza e all’innovazione per affrontare le grandi sfide del nostro tempo. Il voto di oggi ha anche sventato il rischio di un nuovo rinvio. Alcuni emendamenti presentati nelle ultime fasi dell’iter avrebbero infatti riaperto il negoziato da zero, compromettendo anni di lavoro istituzionale. È prevalso invece il senso di responsabilità e la consapevolezza che il settore agricolo non può più attendere. È fondamentale ribadirlo ancora una volta: le TEA non sono OGM. Non introducono geni di specie diverse, ma consentono di intervenire in modo mirato sul patrimonio genetico della stessa pianta, replicando processi che potrebbero avvenire anche in natura. Per questo era necessario dotarsi di un quadro normativo distinto e proporzionato. Grazie a queste tecniche sarà possibile sviluppare colture più resistenti alla siccità, alle malattie e agli effetti del cambiamento climatico, riducendo al tempo stesso il ricorso agli agrofarmaci. Significa produrre di più e meglio, con minore impatto ambientale. L’Italia dispone di eccellenze scientifiche riconosciute a livello internazionale e ha già dimostrato, in particolare nel settore vitivinicolo, il potenziale straordinario di queste innovazioni. Il nuovo quadro europeo consentirà di valorizzare la ricerca e accelerare il trasferimento delle conoscenze alle imprese agricole. Dopo una lunga battaglia culturale e politica, possiamo dire che l’Europa compie finalmente una scelta strategica per la propria sovranità alimentare e per la competitività del suo sistema agroalimentare. Senza innovazione non c’è sostenibilità, e senza sostenibilità non c’è futuro per l’agricoltura europea.»

Sorbetto experience: con Spice Vibe Italpepe trasforma gelato e mixology in un viaggio tra aromi ed emozioni

 


Dalla memoria evocata da un sorbetto alle contaminazioni con il mondo del cocktail: con Carpigiani Gelato University e Campari Academy, le Masterclass di Italpepe hanno portato in scena a Tuttofood 2026 il progetto di ricerca che esplora nuove frontiere dell’esperienza sensoriale.

Roma, 17.06.2026. Le spezie non sono solo ingredienti. Possono evocare ricordi, influenzare stati d’animo e trasformare un assaggio in esperienze emotive. Da questa consapevolezza nasce Spice Vibe, il progetto di ricerca sviluppato da Vitaletti Academy - Italpepe in collaborazione con MindScents, che a Tuttofood 2026 ha trovato una delle sue più concrete applicazioni attraverso due Masterclass dedicate al mondo del gelato e della mixology.
Realizzate insieme a Carpigiani Gelato University e Campari Academy, gli eventi hanno permesso a professionisti, operatori Horeca e appassionati di sperimentare direttamente come gli aromi delle spezie possano dialogare con la memoria e le emozioni. Un percorso che identifica nelle spezie un vero e proprio “codice invisibile”: una trama aromatica capace di guidare le scelte non soltanto in funzione del gusto ma anche delle sensazioni.
Al centro della prima Masterclass - guidata da Diletta Poggiali, Corporate Chef Carpigiani Group - il punto di partenza è stato un sorbetto alla mela trentina, scelto come base neutra per mettere in evidenza il potere evocativo delle diverse famiglie aromatiche delle spezie. L’esperimento ha mostrato come uno stesso prodotto possa generare emozioni completamente differenti a seconda delle spezie utilizzate. In purezza, il sorbetto ha richiamato ricordi d’infanzia e immagini legate alle merende preparate in casa. Le note della famiglia legnosa, ottenute attraverso cannella e pepe lungo, hanno evocato il calore di uno strudel appena sfornato, l’atmosfera delle stagioni fredde e il senso di protezione tipico della montagna. Le sfumature erbacee di menta e mentuccia hanno invece trasportato il pubblico verso sensazioni di freschezza, equilibrio e vitalità, mentre gli aromi agrumati di bergamotto e pepe Sichuan hanno acceso immagini legate all’estate, alla convivialità e all’energia.
La seconda Masterclass ha esplorato invece il dialogo tra spezie e mixology grazie alla collaborazione con Campari Academy. A guidare l’incontro è stato Cristian Lodi, consulente e  bar manager di Milord Milano - che ha portato il gelato all’interno del mondo del cocktail contemporaneo. Protagonista della degustazione è stato un Negroni aromatizzato al cardamomo e fava tonka, abbinato al sorbetto alla mela e trasformato in un originale “frozen”. La combinazione tra la struttura del cocktail, la componente speziata e la cremosità del gelato ha dato vita a una nuova esperienza di consumo, capace di coinvolgere contemporaneamente gusto, olfatto, texture e temperatura.
Le Masterclass hanno dimostrato come il linguaggio delle spezie possa superare i confini tradizionali della cucina, diventando un elemento di connessione tra discipline diverse come gelateria, mixology e ricerca sensoriale. Un approccio che riflette la filosofia di Spice Vibe, il progetto che individua otto famiglie aromatiche - dalla legnosa all’agrumata, dalla balsamica alla floreale - ciascuna associata a specifiche emozioni e stati d’animo. Attraverso questa mappa sensoriale, Italpepe propone una nuova modalità di lettura delle spezie, capace di unire cultura gastronomica, neuroscienze ed esperienza personale.

DALLE GRANDI PISTE AI GRANDI TRAIL ED EVENTI SPORTIVI: SI APRE L’ESTATE SUPER ACTIVE DELLA REGINA DELLE DOLOMITI

 

Dalla Lavaredo Ultra Trail alla Maratona dles Dolomites e al Delicious Trail Dolomiti: i luoghi simbolo del comprensorio di Cortina Skiworld – dal Col Gallina al Lagazuoi, dalle Cinque Torri all’Averau, fino a Tofana e Socrepes – fanno da scenario ad eventi sportivi e appuntamenti internazionali
Grande novità: Cortina 56-26 The Legacy Trail, il nuovo evento di trail running che unisce simbolicamente Cortina 1956 a Milano Cortina 2026, ideato da Fondazione Cortina in partnership con Karpos

Cortina d’Ampezzo, 17 giugno 2026_ Con l’arrivo dell’estate, le Dolomiti cambiano pelle. Dove fino a pochi mesi prima scorrevano piste da sci, oggi si snoda una rete di sentieri che attraversa boschi, forcelle, rifugi e creste panoramiche, diventando il terreno ideale per il trail running e per le grandi manifestazioni sportive internazionali. Molti di questi percorsi coincidono proprio con i comprensori di Cortina Skiworld, che nella bella stagione si trasformano in un grande spazio dedicato all’outdoor.

Questa vocazione si traduce anche in un’offerta permanente grazie a Lift & Run, il prodotto di Cortina Skiworld che permette agli appassionati di utilizzare gli impianti di risalita per costruire itinerari di corsa tra i diversi comprensori, collegando in un’unica esperienza Tofana, Faloria, Cristallo e Lagazuoi-5 Torri e consentendo di raggiungere rapidamente la quota per poi sviluppare il proprio percorso lungo sentieri panoramici. (https://skipasscortina.com/IT/pagina54-trail-running)

Ad aprire ufficialmente il calendario sarà ancora una volta La Sportiva Lavaredo Ultra Trail by UTMB, in programma dal 24 al 28 giugno 2026 tra Cortina d’Ampezzo, Misurina e le Tre Cime di Lavaredo. La manifestazione richiama ogni anno oltre 6.000 atleti provenienti da circa 90 Paesi ed è considerata uno degli appuntamenti di riferimento del trail running mondiale. Ciò che la rende particolarmente legata al territorio di Cortina Skiworld è il passaggio attraverso alcune delle aree più rappresentative dei suoi comprensori: dopo Misurina e il giro delle Tre Cime, i percorsi rientrano infatti verso Col Gallina, attraversano l’area delle Cinque Torri e raggiungono il Rifugio Averau, luoghi che durante l’inverno fanno parte della ski area Lagazuoi-5 Torri e che in estate si trasformano in spettacolari itinerari di corsa in quota. (https://lavaredo.utmb.world/it)

Il 5 luglio sarà invece il ciclismo a prendersi la scena con la Maratona dles Dolomites, la celebre granfondo che ogni anno richiama migliaia di partecipanti lungo alcuni dei passi più iconici dell’arco dolomitico, dal Pordoi al Sella fino a Falzarego, Valparola e Giau. Un appuntamento che contribuisce a rendere le Dolomiti uno dei grandi riferimenti europei per lo sport outdoor. (https://www.maratona.it/it/)

Nella notte tra il 18 e il 19 luglio torna invece l’ottava edizione del Delicious Slow Trekking, l’esperienza organizzata dalle Guide Alpine di Cortina che invita a vivere la montagna con un ritmo diverso. La partenza è prevista al tramonto dal centro di Cortina per un itinerario di ventiquattro ore che attraversa i sentieri tra i passi Giau e Falzarego, regalando ai partecipanti il fascino della montagna notturna, dell’alba in quota e della condivisione nei rifugi. Più che una sfida sportiva, è un modo per riscoprire il territorio con lentezza e attenzione ai suoi paesaggi. (https://guidecortina.com/le-attivita/calendario/delicious-slow-trekking/

Il 25 luglio sarà poi la volta di Cortina 56 - 26  The Legacy Trail, il nuovo evento di trail running ideato da Fondazione Cortina in partnership con Karpos. La manifestazione nasce per unire simbolicamente Cortina 1956 e Milano Cortina 2026, trasformando la corsa in un viaggio attraverso la storia olimpica della città. I due percorsi, di 26 e 56 chilometri, sono stati progettati per valorizzare il patrimonio naturale e sportivo del territorio, attraversando sentieri, boschi e luoghi simbolo che hanno segnato la storia di Cortina e delle sue montagne, con la possibilità di partecipare anche in formula staffetta. (https://cortina56-26.com/

Dal 17 al 20 settembre sarà invece la volta di The Great Ride, il nuovo progetto promosso da Fondazione Cortina che propone un modo diverso di vivere il ciclismo. Non una gara tradizionale, ma un viaggio attraverso il territorio che conduce fino a Cortina d’Ampezzo, invitando i partecipanti a percorrere la strada con il proprio ritmo e a vivere il tragitto come un’esperienza di scoperta e connessione con il paesaggio. Un appuntamento che si è inserito nel percorso di avvicinamento ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 e che conferma il ruolo delle Dolomiti come destinazione privilegiata per gli sport outdoor. (https://www.thegreatride.it/it/

A chiudere simbolicamente il calendario sarà poi il Delicious Trail Dolomiti, in programma il 26 settembre 2026, evento che negli anni ha saputo costruire una propria identità unendo trail running, territorio e tradizione gastronomica. I percorsi si sviluppano infatti attraverso alcuni dei luoghi più rappresentativi dei comprensori di Cortina Skiworld, attraversando l’area di Col Gallina, Lagazuoi, Cinque Torri, Averau e Nuvolau, gli stessi scenari che durante l’inverno ospitano sciatori e appassionati della neve e che con l’estate si trasformano in una fitta rete di sentieri panoramici.

A rendere il Delicious Trail un appuntamento unico non è soltanto il valore tecnico dei tracciati, ma il modo in cui racconta il territorio. Lungo il percorso, i rifugi diventano infatti tappe di un viaggio tra sapori e tradizioni della montagna, con proposte gastronomiche ispirate alla cucina dolomitica e ai prodotti locali. Lo sport diventa così un’occasione per conoscere il paesaggio, la cultura e l’ospitalità di queste montagne, in un’esperienza che va ben oltre la semplice competizione. (https://delicioustrail.it/index.php

Nel loro insieme, questi appuntamenti raccontano come la montagna cambi volto con il passare delle stagioni. Le piste che per mesi hanno accolto sciatori provenienti da tutto il mondo lasciano spazio a sentieri e percorsi in alta quota che diventano il terreno ideale per correre, camminare, o pedalare. I grandi eventi rappresentano dunque il momento più spettacolare di questa trasformazione, ma gli stessi itinerari possono essere vissuti per tutta l’estate grazie alle proposte di Cortina Skiworld, a partire proprio dal progetto Lift & Run, che consente a ogni appassionato di costruire il proprio percorso tra impianti, comprensori e panorami dolomitici. In questo modo, la montagna continua a essere protagonista ben oltre la stagione sciistica, offrendo una nuova prospettiva su luoghi che, una volta sciolta la neve, rivelano un’altra straordinaria identità.

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