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mercoledì 25 marzo 2026

Giovedì 26 marzo, ore 18 Fotografie a tre dimensioni Cristina Casero e Matteo Galbiati in dialogo con Nataly Maier

 

Formaggio in Villa '26: Masterclass da non perdere! Semifinali Italian Cheese Awards '26

 

martedì 24 marzo 2026

SABATO 28 MARZO CON ROBERTA AMODEO AL MUSEO DEL GHISALLO

 


Il Museo del Ghisallo si prepara ad accogliere sabato 28 marzo alle ore 11 Roberta Amadeo, protagonista assoluta del paraciclismo internazionale, pluricampionessa mondiale di handbike con 8 titoli tra strada e cronometro. Porterà con sé la maglia iridata conquistata nell’ultima stagione e indossata nel 2026, accanto alla maglia rosa già custodita al Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo di Magreglio (Como), porterà una forte testimonianza in un incontro inserito negli eventi dell’Olimpiade Culturale di Milano-Cortina 2026, di come lo sport si possa intendere come cura e affermazione personale. Nata nel 1970, Amadeo ha iniziato la carriera a 41 anni diventando un riferimento nella categoria H2, con due titoli europei e un ruolo attivo nella promozione dello sport come strumento di autonomia e inclusione. Vicepresidente AISM e impegnata nelle scuole, lega il proprio percorso anche all’evoluzione tecnologica della handbike e al valore della fatica come opportunità. Il suo rapporto con il Ghisallo è consolidato nel tempo e si rinnova in un incontro che unisce testimonianza personale, cultura sportiva e innovazione. Saranno presenti il presidente della FCI Lombardia Stefano Pedrinazzi e l’assessore regionale Alessandro Fermi. Ingresso libero, inizio ore 11. Sarà anche una delle ultime occasioni per visitare la mostra Montagne da Leggenda – Storie di Campioni.

MUSEO DEL GHISALLO 2026, CALENDARIO EVENTI: MOSTRE, GIRO D’ITALIA E GHISALLO 20ANNI! 

Il Museo del Ghisallo ha riaperto il 28 febbraio 2026 con l’inaugurazione della mostra «Montagne da Leggenda. Storie di Campioni», primo appuntamento di un calendario che accompagna per l’intero anno le celebrazioni di «Ghisallo 20», il ventesimo anniversario del museo, fondato nel 2006 da Fiorenzo Magni e inaugurato il 14 ottobre di quell’anno.

Sarà un programma articolato per la nuova stagione museale che si sviluppa fino al 1° novembre tra mostre, installazioni, eventi sportivi, presentazioni editoriali e iniziative legate ai grandi appuntamenti del ciclismo internazionale, dal Giro d’Italia al Tour de France, fino al weekend de Il Lombardia, con una serie di attività che coinvolgono anche sedi esterne e collaborazioni internazionali.

Dal 28 febbraio al 5 aprile la mostra «Montagne da leggenda» ha aperto la stagione espositiva, seguita dal 18 aprile al 1° novembre dalla grande esposizione «Ghisallo 20» con uno speciale dedicato alle 120 edizioni del Giro di Lombardia. In parallelo, da marzo a novembre, prenderà forma il progetto «20 bici speciali per i 20 anni», una collezione celebrativa che si arricchisce progressivamente nel corso dell’anno.

Il calendario si intreccia con i grandi eventi del ciclismo di primavera: nella settimana tra Milano-Torino e Milano-Sanremo il museo propone contenuti editoriali e multimediali, le dirette delle Corse internazionali, e il 28 marzo, un evento dedicato al paraciclismo nell’ambito della mostra «Montagne da leggenda», con la partecipazione di Roberta Amadeo e la donazione della maglia del Campionato del Mondo 2025, evento inserito nel ciclo dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026.

Aprile, mese delle classiche del Nord, concentra una serie di appuntamenti tra cultura e memoria ciclistica: il 10 aprile la consegna delle biciclette di Padre Battista Mondin e Mario Lizzeri con la Ciclistica Erbese, mentre l’11 aprile è in programma la presentazione degli ultimi due libri di Beppe Conti, uno dedicato al leggendario Jacques Anquetil e l’altro al cannibale moderno Tadej Pogacar.

Il 18 aprile segna inoltre l’avvio del progetto «20BICI», con le prime biciclette simbolo dell’anniversario.

Per il 21 aprile si sta lavorando ad un appuntamento speciale con Vittoria Gomme. I dettagli saranno annunciati a breve.

Nel mese di maggio, in concomitanza con il Giro d’Italia (9-31 maggio), il museo diventa punto di arrivo e incontro per diverse iniziative: il 2 maggio presentazione del libro dedicato alla memoria ad Agostino Omini, storico presidente della Federazione Ciclistica Italiana, il 9 maggio la pedalata dell’associazione trapiantati di organi, il 17 maggio le gare giovanili della Polisportiva Ghisallo con la consegna del Trofeo Senza Fine dedicato al primo vincitore del Giro d’Italia 1909 Luigi Ganna da parte, in prestito dalla famiglia per tutta la stagione.

Giugno si apre con la Giornata Mondiale della Bicicletta (3 giugno), il 6 l’evento “Le Ruote raccontano” promosso dal Rotary Club Erba e Laghi seguita il 13 dalla visita di una delegazione belga e il 21 giugno dalla presentazione del libro «Sempre Ghisallo» di Shaun Burnes con fotografie di Oliver Knight, accompagnata da una pedalata organizzata da Sartoria Ciclista Libera.

Sul fronte internazionale, dall’11 giugno al 16 luglio il Museo del Ghisallo è protagonista anche a Edimburgo con una esposizione esterna, mentre a maggio si rinnova la collaborazione con Rcs per il Villaggio di partenza del Giro d’Italia.

L’estate prosegue con il concerto del Festival di Bellagio il 3 luglio, mentre settembre vede la tradizionale Giornata della Bicicletta a Magreglio, prevista il 27 settembre con gare per esordienti, allievi e juniores, femminile e maschile.

Il calendario culmina in ottobre con il weekend de Il Lombardia (9-11 ottobre), che include il Premio Internazionale Vincenzo Torriani e diverse iniziative collaterali, fino alla giornata simbolo del 14 ottobre, quando il museo celebra ufficialmente i suoi vent’anni di attività.

I primi vent’anni del museo si… chiudono il 1° novembre, chiusura di un anno museale molto simbolico, per il Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo, che vede da sempre al suo fianco: Comune di Magreglio, Comune di Bellagio, Comunità Montana del Triangolo Lariano, Lago di Como Gal e Oltrelario, Comitato Velodromo Vigorelli, Museo Acdb, Alessandria Città delle Biciclette, Bcc Banca di Credito Cooperativo Brianza e Laghi, Trafilspec Its, Museo della macchina per caffè di Cimbali Group, Fondazione Ambrogio Molteni e Sal Milano, Acqua S. Bernardo, Reale Mutua Monza e Brianza, Bcs prodotti e servizi, Consonni Antonio Mobili e arredi su misura, Italsilva specialisti del pulito e che dà con entusiasmo il benvenuto all’avvio delle nuove collaborazioni con: BBIKE e Vittoria Gomme.

Sigfrido Ranucci DIARIO DI UN TRAPEZISTA Cronache di resilienza di un reporter

 

TABU’. EGON SCHIELE

 



 #TabùEgonSchiele #EgonSchiele #LaGrandeArtealCinema


Nexo Studios La Grande Arte al Cinema” torna nelle sale italiane. Si parte il 20, 21, 22 aprile con TABÙ. EGON SCHIELE, prodotto da 3D Produzioni e Nexo Studios, diretto da Michele Mally, autore del soggetto che firma anche la sceneggiatura assieme ad Arianna Marelli. Ad accompagnare gli spettatori sulle tracce dell’artista c’è Erika Carletto, attrice esordiente capace di rievocare con il suo canto le atmosfere di Vienna e Praga di allora. A cavallo tra Otto e Novecento, queste città, mostrate attraverso filmati d’archivio, furono i centri propulsori delle rivoluzioni e delle contraddizioni che caratterizzano ancora la nostra contemporaneità. La colonna sonora, d’impatto fortemente emotivo, è caratterizzata dalle musiche originali composte ed interpretate dalla violinista Laura Masotto e sarà disponibile in digitale su etichetta Nexo Digital. L’elenco delle sale che proietteranno il film è disponibile su nexostudios.it.

 

Nella “corsa folle” della vita di Schiele (1890-1918), costellata da centinaia di quadri e migliaia di opere su carta, c’è un eterno ritorno: quello al paese di nascita della madre dell’artista, Krumau, Český Krumlov oggi, in Repubblica Ceca. TABÙ. EGON SCHIELE si snoda a partire da qui: dall’Atelier Egon Schiele – la casa con giardino dove il pittore abitò con la compagna e modella Wally Neuzil. Proprio nella cittadina della Boemia, che ai tempi di Schiele faceva parte dell’Impero austro-ungarico, affonda la radice di un’arte capace di sovvertire le regole estetiche, morali e psicologiche del tempo e di condurci – ancora oggi – all’essenza dell’essere umano. È infatti dall’architettura di Krumau che Egon Schiele, ancora ragazzo, impara a osservare da una prospettiva inedita, destinata a diventare il marchio della sua visione e a tradursi nei suoi disegni: lo sguardo dall’alto. Una prospettiva capace di farci riflettere sulle dinamiche stesse del guardare, sulla sua “violenza” e sulla sua forza erosiva. Krumau è una città che alterna curve morbide – il fiume Moldava che abbraccia e allo stesso tempo stringe il centro storico – ed elementi angolari e spigolosi: le case medievali, le strade tortuose. Una figura per certi versi materna, come quella così presente nella produzione di Schiele, pronta a interrogarci sul desiderio inconscio di ritorno all’origine, sul tentativo di riconnettersi alla dimensione da cui dipende l’immagine che tutti abbiamo di noi stessi. Il rapporto di Schiele con la madre Marie, del resto, era segnato dalla mancanza di affetto e dal conflitto, così come solitudine e senso di estraneità segnarono la relazione con Edith Harms, sposata nel 1915 dopo l’abbandono del grande amore Wally. L’affinità elettiva più profonda restò sempre quella con la sorella Gerti, di cui solo oggi emergono nuovi dati biografici.

 

L’esplorazione di tutte queste connessioni visive e interiori è possibile grazie agli interventi di esperti e studiosi: Jane Kallir, curatrice del catalogo completo delle opere; Ralph Gleis e Elisabeth Dutz, rispettivamente Direttore e Curatrice capo dell’Albertina di Vienna; Kerstin Jesse, curatrice del Leopold Museum di Vienna; Verena Gamper, Curatrice del Belvedere di Vienna; Klára Sváčková del Museum Fotoatelier Seidel, Český Krumlov; Elio Grazioli e Otto M. Urban, storici dell’arte; Maddalena Mazzocut-Mis, filosofa; Micaela Riboldi, psicanalista; Amelia Valtolina, germanista; gli scrittori Romina Casagrande e Alessandro Banda; la regista Gerda Leopold.

 

Snodo cruciale del film è il 1910, anno in cui si afferma lo stile unico di Schiele. È proprio nel 1910 che la Cometa di Halley attraversa il cielo, lasciando una scia luminosa che unisce le latitudini e ridisegna le cronologie. Sotto quel cielo possiamo immaginare Egon che cammina per le strade di Praga insieme a Franz Kafka (1883-1924), altra figura ricorrente nel docufilm. Non vi è prova che i due si siano mai conosciuti o incontrati, ma il loro destino e la loro arte si incrociano allora come oggi, offrendoci nuove chiavi per penetrare anche l’universo kafkiano: il suo tempo onirico, il disturbo che continua a provocare, esattamente come spesso “disturbano” i corpi contorti di Schiele. Del resto, in quella Vienna fu proprio la percezione del tempo a cambiare: un tempo non più lineare e causale, ma condensato, affettivo, “fatale”, come le “ore stellari” di cui parlava Stefan Zweig, in cui nascita e morte sono legate in modo indissolubile. Tutti respiravano il senso di una fine. Nel 1918, anno in cui muoiono Schiele ma anche Gustav Klimt e molti altri protagonisti della Vienna d’oro, crolla l’Impero austro-ungarico, mentre nasce la Cecoslovacchia.

 

La storia di Egon Schiele finisce qui, mentre quella di Kafka continua. Ma è soprattutto il nostro mondo che, ormai, ha cominciato la propria storia: l’eterno ritorno, l’ossessione per la morte, l’autoanalisi istintiva e ossessiva, il sentirsi sbagliati e insieme sfacciatamente presenti al mondo rivelano uno Schiele talmente contemporaneo da dare ancora, violentemente, fastidio. Schiele ci costringe a pensare ai nostri tabù. Quelli di allora come quelli di oggi.

 

 

Per il 2026, la stagione di Nexo Studios La Grande Arte al Cinema è distribuita in esclusiva per l’Italia con i media partner Radio CapitalSky ArteMYmovies, e in collaborazione con Abbonamento Musei.

 

 

PREMIO MACULAN 2026: ANDREA PETUCCO VINCE PER IL MIGLIOR ABBINAMENTO DI VINO DOLCE E PIATTO SALATO

 


Il cuoco di Marostica si aggiudica la quarta edizione della competizione ideata dall’azienda agricola di Breganze (Vicenza). A proclamarlo la giuria presieduta da chef Federico Pettenuzzo de La Favellina e dal giornalista Andrea Gori
 
Lunedì 23 marzo, nella sede della storica azienda Maculan di Breganze (Vicenza), si è svolta la serata finale del Premio Maculan 2026, concorso enogastronomico dedicato alla valorizzazione dell’abbinamento tra vini dolci e portate salate. A conquistare il primo posto è stato Andrea Petucco, chef privato, premiato per il piatto “Sandwich di triglia e foie gras”, proposto in abbinamento ad Acininobili Veneto Bianco Passito IGT.
 
“Alla sua quarta edizione, il Premio Maculan si conferma un osservatorio privilegiato sull’approccio concettuale e gastronomico al vino dolce – spiega Fausto Maculan, titolare dell’azienda insieme alle figlie Angela Maria Vittoria –. In particolare, è estremamente interessante vedere come le nuove generazioni di cuochi si avvicinano e interpretano la sfida dell’abbinamento portata salata e vino dolce. Anche quest’anno i concorrenti ci hanno colpito per l’elevata consapevolezza e maestria nelle proposte creative e negli equilibri creati”.
 
Protagonisti della sfida finale sono stati: Andrea Petucco, chef privato di Marostica (Vicenza), Gianmarco Di Girolami del Blob Caffè & Ristorante di Ascoli Piceno, Nicola Rizzetto del ristorante e hamburgeria Dai Tosi a Thiene (Vicenza) e Angelo Gioia, chef privato e consulente enogastromico. ​
 
A valutare le quattro proposte di abbinamento giunte in finale è stata una giuria di esperti enogastronomici presieduta da chef Federico Pettenuzzo, co-titolare del ristorante La Favellina di Malo (Vicenza), Stella Michelin dal 2021 e membro di JRE-Jeunes Restaurateurs, associazione internazionale che riunisce giovani cuochi di talento. La commissione vedeva tra i membri i giornalisti e degustatori Alberto Tonello, Angelo Peretti, Clementina Palese, Liliana Savioli Nicola Grolla, con la partecipazione del giornalista e scrittore Andrea Gori in qualità di presidente della giuria stampa. Le valutazioni hanno tenuto conto di equilibrio gustativo, originalità, tecnica esecutiva, presentazione e coerenza dell’abbinamento con il vino.
 
Nel corso della serata, Andrea Gori ha presentato il suo ultimo libro Manuale di conversazione sui grandi vini dolci. Prima del dessert: nuove regole per la tavola moderna, un lavoro che esplora il ruolo dei vini dolci nella cucina contemporanea, mettendone in luce la versatilità negli abbinamenti e la possibilità di utilizzarli lungo tutto il percorso del pasto. La riflessione dell’autore si inserisce in modo coerente nel progetto culturale promosso da Maculan, volto a stimolare una riflessione più ampia sul potenziale di questi vini.
 
La giuria ha premiato Andrea Petucco per il piatto “Sandwich di triglia e foie gras, beurre blanc al Vespaiolo Maculan, sedano rapa e pera fermentata” abbinato ad Acininobili Veneto Bianco Passito IGT da uva vespaiola intaccata da muffa nobile. La portata si è contraddistinta per il fine gioco di contrasti, tra grassezze e acidità, tendenze dolci e finemente amarotiche, una complessità esaltata e in armonia con il profilo complesso e ricco del pregiato passito di Maculan.
 
Ad Andrea Petucco è stato assegnato un premio composto da una selezione di vini dell’azienda di Breganze e da un’opera unica in vetro borosilicato realizzata da Massimo Lunardon, artista e designer di fama internazionale: un decanter a forma di vespa, chiaro omaggio alla varietà autoctona vespaiola.

Occhio! Sguardi sul territorio EVOLUTION: l'assessore Mammi premia i progetti selezionati a margine della Giornata Mondiale dell'acqua

 


Trasformare la gestione dell’acqua in un’esperienza sensoriale e culturale: è questo il cuore di “Occhio! Sguardi sul territorio EVOLUTION”, progetto a cura di LAB.BRAINdesign, che rinnova la sinergia tra due istituzioni bolognesi, il Consorzio della Bonifica Renana e l’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Lanciata ufficialmente durante Art City 2026, nell’ambito di ArteFiera, l'iniziativa rappresenta il secondo capitolo di una collaborazione nata nel 2025. Se lo scorso anno si era giunti a manifesti di tipo grafico-artistico sui principali temi di bonifica (acqua, ambiente e biodiversità, tecnologia), l’edizione di quest’anno alza il tiro passando alla progettazione fisica di “punti di osservazione sull’acqua”: strutture di design, installazioni interattive e oggetti poetici pensati per essere collocati lungo i bacini e i canali gestiti dalla Renana, con l’obiettivo di riconnettere la comunità al paesaggio idraulico.

Il primo premio è andato al progetto "Eco-Eco ponte" di Federico Rumi per la capacità di creare un dialogo tra segno artificiale e natura. L'opera infatti utilizza due coni speculari blu sulle sponde opposte di un bacino per generare un ponte visivo e sonoro che ridefinisce la percezione dell'ambiente. Secondo premio ex-aequo per Annamaria Stifani con "Diaframma”, Greta Ciancimino ed Emma Tabanelli con "Idromorphosi" e Iris Sabbioni con "Sotto la Ninfea". Menzione d’onore a Michelangelo Odorici con "Traballante".

A premiare i vincitori - durante l’appuntamento organizzato dal Consorzio a Bologna a margine della Giornata Mondiale dell’Acqua - è stato l’assessore regionale all’Agricoltura e Agroalimentare Alessio Mammi, che ha voluto esprimere il suo plauso all’iniziativa per la capacità della Bonifica di aprirsi a mondi diversi e far conoscere ad un pubblico più ampio le proprie attività. “Abbiamo bisogno di creatività e di punti di vista diversi – ha dichiarato l’assessore – affinché le opere pubbliche non siano solo efficaci ed efficienti ma anche dotate di bellezza”.

“Occhio! Sguardi sul territorio Evolution” – ha sottolineato la presidente Valentina Borghi - dimostra l'impegno del nostro Consorzio non solo nella gestione tecnica dell’acqua, ma anche nella divulgazione culturale del valore del territorio. La collaborazione con l’Accademia dimostra come il design possa diventare uno strumento fondamentale per raccontare l’equilibrio della gestione territoriale coerente e consapevole di un ambiente naturale antropizzato attraverso lo sguardo innovativo e fuori dagli schemi dei giovani”.

Il progetto con Ababo si inserisce nell’ambito del più ampio programma di
Innovation Design sviluppato per Bonifica Renana da LAB.BRAINdesign – Valentina Downey e Patrizia Scarzella. Basato sul metodo del Design Thinking come driver del cambiamento, ha l’obiettivo di far conoscere il ruolo strategico del consorzio sul territorio.