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lunedì 20 aprile 2026

ISIA Research – New Design for a New World Milano Design Week 21–26 aprile 2026

 

Sapori d'erbe

 

Sorgive di Bars nel Comune di Osoppo (foto di Marco Pascolino)

L’Ecomuseo ripropone anche quest’anno “Andar per erbe”, una giornata dedicata alle erbe spontanee e ai loro usi in cucina. Si svolgerà domenica 26 aprile e sarà curata da Marinella Ferigo, presidente dell’Unione Cuochi del Friuli Venezia Giulia. Due i momenti: la raccolta delle erbe nel corso di una passeggiata alle Sorgive di Bars a Osoppo, un’occasione per “attraversare” il paesaggio con uno sguardo diverso, imparando a riconoscere le piante selvatiche alimentari; a seguire il laboratorio di cucina al LAB Terremoto a Gemona, dove le erbe raccolte verranno osservate, riconosciute e utilizzate per la preparazione di piatti semplici e appetibili, restituendo valore a un sapere che un tempo apparteneva alla quotidianità delle comunità rurali. L’iniziativa rientra nel progetto Rigenera LAB Gemona, finanziato con i fondi della Programmazione PR FESR 2021-2027. I posti sono limitati: iscrizioni al 331 1694015, info@ecomuseodelleacque.it.

Le erbe alimurgiche rappresentano un patrimonio di conoscenze stratificate nel tempo, riconoscerle significa riattivare una relazione diretta con l’ambiente, comprendere i cicli stagionali e riscoprire un rapporto più consapevole con il cibo. Iniziative come questa si inseriscono pienamente nella missione dell’Ecomuseo, ovvero mantenere vivo il patrimonio culturale immateriale, fatto di pratiche, gesti e saperi che rischiano di andare perduti. Non si tratta solo di trasmettere informazioni, ma di creare contesti in cui queste conoscenze possano essere sperimentate, condivise e reinterpretate. Il prossimo appuntamento dedicato alla cultura del territorio e alle sue risorse alimentari è in programma sabato 2 maggio con la degustazione di oli extravergine dell’azienda agricola biologica di Fernanda Fachin.

“Le piante alimurgiche sono legate alle tradizioni e alla cultura locale. La conoscenza dei loro usi sta scomparendo, sia a causa della riduzione delle aree di raccolta dovuta all'intensa urbanizzazione, sia perché il passaggio delle nuove conoscenze alle nuove generazioni è stato scarso. Il sapere fitoalimurgico è attualmente ad essenziale appannaggio delle persone anziane. La comoda offerta di cibi globalizzati e destagionalizzati lascia poco spazio a sapori e odori non omologati, ormai privilegio di pochi. Se non si interverrà presto, questo patrimonio di conoscenze, drammaticamente eroso negli ultimi decenni, andrà irrimediabilmente perduto” (Orto Botanico di Padova).

PIERO FIGURA presenta “EGGS”: la nuova installazione tra pop art e surrealismo in occasione della Design Week 2026

 

Da Casa e Putìa, il 29 aprile arriva “Il mondo è piatto: i Balcani incontrano i Nebrodi”

 

In collaborazione con il ristorante Demenna, a Messina prende forma una cena a quattro mani che riscrive il dialogo tra Sicilia e Balcani

A Messina, il 29 aprileCasa e Putìa apre le porte agli chef Martina Dodeci e Rushan Xhafaj del ristorante Demenna di San Marco d’Alunzio, affascinante borgo montano incastonato tra i Monti Nebrodi, per raccontare una versione inedita della cucina balcanica che si fonde con la materia prima siciliana.

Il titolo è già una dichiarazione: Il mondo è piatto: i Balcani abbracciano i Nebrodi. «In un momento storico in cui il gusto globale tende a uniformarsi — stesso lessico, stessi ingredienti, stessi format —», spiega Adriana Sirone, socia e cofondatrice di Casa e Putìa, «la risposta non è chiudersi, ma mescolare con consapevolezza, contaminarsi e restituire nuove idee e prospettive».

Per farlo, Casa e Putìa invita il ristorante Demenna, guidato da Rushan Xhafaj, chef di origine albanese che nei Nebrodi ha trovato una seconda grammatica gastronomica, insieme a Martina Dodeci, siciliana di San Marco d’Alunzio. Dopo esperienze in cucine di alto profilo internazionale, i due scelgono di mettere radici in Sicilia, trasformando il piccolo borgo — appena duemila abitanti, tra i più belli d’Italia — nel loro progetto di vita e cucina. Formati all’Alma e passati da realtà prestigiose, da Copenaghen a San Sebastián, con Demenna danno forma a un “luogo di ristoro” che supera le etichette e si concentra su una cucina personale, fatta di memoria e contaminazioni, dove la materia prima siciliana e la stagionalità restano centrali, ma vengono rilette attraverso esperienze e linguaggi contemporanei.

«Quella del 29 aprile non sarà la solita cena a quattro mani vissuta come un esercizio di stile, né un viaggio esotico di facciata», afferma Rushan Xhafaj. «Sarà un racconto da attraversare, piatto dopo piatto: si parte dalle antiche rotte commerciali tra Albania e Sicilia, passando dalla memoria delle comunità arbëreshë, per arrivare a piatti che vogliono esprimersi con un linguaggio nuovo, vivo, che chiede di essere condiviso».

Gli ingredienti siciliani attraversano così la concretezza della cucina balcanica, cambiando prospettiva e ritornando in una forma inedita e dimostrando che le tradizioni non sono mai statiche, ma vivono di scambi continui. Una visione che Casa e Putìa porta avanti da sempre, riconoscendosi più come luogo di passaggio che di sosta, uno spazio in cui le storie gastronomiche si intrecciano senza perdere profondità.

Il menu si apre con il tarator, salsa fresca di yogurt, aneto e cipolla in agrodolce, accompagnata da sgombro marinato: un inizio che richiama la convivialità della meze balcanica. Si prosegue con il Carciofo Catania–Tirana, dove la tradizione siciliana si intreccia con la trahana fermentata, arricchita da note minerali di lattuga di mare e un tocco di liquirizia. Il risotto alla “Penicillina illirica” rilegge in chiave contemporanea il conforto del brodo di pollo, mentre la guancia di manzo, tra terrina, funghi dei Nebrodi e verdure in conserva, evoca la profondità della paçe balcanica. Chiude il kadaif, alleggerito da un cremoso alle noci e da un gelato alla cera di ape nera sicula, per un finale che trasforma la dolcezza in qualcosa di più sottile ed essenziale.

A tenere il ritmo della serata sono i vini di Baglio del Cristo di Campobello, scelti non per accompagnare ma per dialogare. Niente abbinamenti timidi: la cucina balcanica, fatta di fuoco, spezie e materia, richiede vini capaci di reggere il confronto — e qui lo trovano. Da una parte piatti densi, generosi, quasi materici; dall’altra vini strutturati, figli di una terra calcarea e abbagliante come quella di Campobello di Licata. A fare da ponte, una freschezza minerale che agisce come una corrente d’aria: pulisce, alleggerisce, invita al boccone successivo. Più che un abbinamento, un equilibrio dinamico.

Al dessert, che unisce l’infanzia balcanica e le radici di una Sicilia antica, sarà abbinato Marena di Antonella, un vino aromatizzato frutto di un’antica ricetta di famiglia della fine dell’ottocento, prodotto dalla unione di mosto pregiato e prodotti selezionati del territorio quali mele cotogne, fichi secchi, carrube, foglie di amarena e mandarini acerbi. 

MENU’

Tarator e sgombro
Salsa leggera di yogurt, aneto e cipolla rossa in agrodolce, sgombro marinato 

Cristo di Campobello – Metodo Classico Rosato 2021 - Nero d’Avola Sicilia DOC – Extra Brut – 36 mesi

Carciofo Catania -Tirana
Carciofo, salsa di pane raffermo e Trahana, lattuga di mare e liquirizia
Cristo di Campobello - Lalùci 2025 – Grillo Bio Sicilia DOC

Risotto alla “Penicillina illirica”
Riso, pollo, burro nocciola e prezzemolo

Cristo di Campobello – Metodo Classico Rosato 2021 - Grillo Sicilia DOC – Extra Brut – 36 mesi

Guancia di manzo e verdure in conserva
Terrina di guancia di manzo, funghi dei Nebrodi e verdure in conserva
Cristo di Campobello - Lusirà 2021 – Syrah Sicilia DOC

Kadaif, infanzia balcanica
Nido di Kadaif, cremoso alle noci locali e gelato alla cera di ape nera sicula 
Radici - Marena di Antonella

Il prezzo per il menù a persona è di 70 euro, inclusi i vini in abbinamento

È ora! Il programma della quinta edizione del Gastronomika Festival

 


Due giorni di incontri, visioni e confronto per raccontare il cambiamento concreto

del mondo del cibo e dell’ospitalità





Il 17 e 18 maggio torna al Teatro Franco Parenti di Milano il Gastronomika Festival, l’appuntamento ideato da Gastronomika che riunisce professionisti, aziende e nuove generazioni dell’enogastronomia italiana per interrogarsi sul presente del settore e, soprattutto quest’anno, costruirne il futuro.

Tema della quinta edizione è “È ora! L’ottimismo e la ragione”, un invito a superare la fase dell’analisi delle criticità per concentrarsi sulle possibilità concrete di evoluzione. Due giornate fitte di contenuti, tra talk, masterclass e momenti di confronto, con un programma che attraversa tutti i nodi centrali del contemporaneo: accessibilità al cibo, nuove identità culturali, sostenibilità, formazione, lavoro e innovazione.

Domenica 17 maggio è la giornata dedicata ai talk e vedrà protagonisti dialoghi tra esperti e tecnici.

In apertura di giornata non può mancare la prima colazione, momento informale di incontro con la redazione tra caffè, kombucha e lievitati.

Alle 10:00 si entra subito nel vivo con “L’ottimismo della Trattoria (Contemporanea)”, un dialogo con il team di Trattoria Contemporanea per raccontare l’evoluzione di un progetto ristorativo capace di crescere fino alla maturità, tra cambi di scala e nuove sfide.

Segue uno sguardo urbano e culturale con “Milano cino-milanese” (10:45), dedicato all’integrazione delle cucine migranti e alla loro trasformazione in nuovi format contemporanei, tra street food e contaminazioni identitarie.

Uno dei momenti centrali della giornata arriva alle 11:15 con “Dobbiamo essere ricchi per mangiare bene?”, un confronto guidato da Anna Prandoni con Chiara Pavan, Natalino Stasi, Martina Riolino sul tema dell’accesso al cibo di qualità, tra inflazione, sostenibilità e giustizia sociale.

Alle 12:15 il focus si sposta sui percorsi individuali con “Fornelli in fuga, andata e ritorno”,storie di professionisti che hanno trovato nel viaggio una leva di trasformazione personale e professionale.

Dopo la pausa pranzo, il pomeriggio si apre con “Il pane è un rito che si rinnova” (14:30), un dialogo tra panificatori e autori sul valore culturale e sociale del pane come gesto collettivo e contemporaneo.

Alle 15:30 spazio a “Frontiere”, incontro tra Antonia e Vittoria Klugmann, che riflettono sulla cucina nei territori di confine e sulle dinamiche familiari e professionali.

Il cibo come linguaggio politico è al centro di “Il cibo diplomatico” (16:00), con l’Ambasciatore Inigo Lambertini e operatori dell’hôtellerie, per esplorare il ruolo dell’ospitalità nelle relazioni internazionali.

Alle 16:30, “Cibo, una questione di famiglia” affronta il tema della trasmissione del sapere culinario tra generazioni con Chiara Maci e Samanta Cornaviera.

Il rapporto con la terra torna protagonista alle 17:00 con “Ma quanto è figo parlare di agricoltura”, un invito a ripensare il racconto del mondo agricolo come settore innovativo e centrale.

La giornata si chiude alle 18:00 con “La Campania generosa di Gennaro Esposito”, momento speciale con lo chef, tra racconto personale e visione.

Lunedì 18 maggio è la giornata dedicata all’Hackathon (10:15), evento b2b dedicato agli under 40 del settore.

Divisi in cinque aree, cucina, vino, pasticceria e panificazione, mixology e hotellerie, i partecipanti lavoreranno in tavoli tematici per elaborare idee, proposte e visioni che confluiranno in un manifesto condiviso di cui Gastronomika si farà portavoce.

Nel pomeriggio (14:00), spazio alle Ispirazioni: tre interventi che raccontano modelli e traiettorie possibili, dai grandi eventi internazionali con Elisabetta Salvadori, a nuovi modelli economici con Pasquale Polito, fino alla testimonianza di una grande maestra della cucina italiana come Valeria Piccini.

Alle 15:30 il palco si apre al pubblico con “Q&A – Lettere a Gastronomika”, un confronto diretto con la redazione, prima della chiusura ufficiale dei lavori alle 16:00.

Tra temi sociali, culturali ed economici, il programma 2026 restituisce un’immagine complessa ma dinamica del settore, in cui l’ottimismo non è uno slogan, ma un metodo concreto per evolvere.

Il Gastronomika Festival si conferma così non solo come momento di racconto, ma come spazio di lavoro collettivo, un luogo dove il cibo diventa strumento per leggere il presente e progettare il futuro. Un’occasione per riflettere, confrontarsi e attivare nuove connessioni.

A sostenere il Gastronomika Festival 2026, partner consolidati e nuovi sponsor: ALMA, Bocca di Lupo. Eugin – Distilleria Indipendente,  FIPE – Federazione Italiana Pubblici Esercizi, Franciacorta, Hotel Rosa Grand Milano, Le Tre Marie, Levoni, Metro, Pastificio Felicetti, Petra Molino Quaglia, Raffo, Velier.