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Tre mesi di mostra con un pubblico proveniente da tutta Italia e Europa,
200 opere di 23 artisti italiani e internazionali, 5 progetti speciali, 120 volontari,
15 eventi di Public Program, la mostra curata da Rossella Farinotti e
realizzata in collaborazione con il Comune di Castelfranco Veneto e il
Museo Casa Giorgione ha restituito una rinnovata centralità culturale e
territoriale alla città, attivando un dialogo concreto tra comunità,
patrimonio e contemporaneità.
Palazzo Soranzo Novello
Corso 29 aprile, 23 - Castelfranco Veneto (TV)
Vedute della mostra PORTOFRANCO, a cura di Rossella Farinotti, Palazzo Soranzo Novello, Castelfranco Veneto,
15 Novembre 2025 - 15 Febbraio 2026, ph. Cosimo Filippini
Castelfranco Veneto (TV), 20 febbraio 2026. Dopo quasi 14 settimane di apertura, ha chiuso il 15 febbraio scorso PORTOFRANCO, la mostra collettiva curata da Rossella Farinotti che, negli storici spazi di Palazzo Soranzo Novello a Castelfranco Veneto, ha portato oltre 200 opere – tra installazioni, dipinti, sculture, video e interventi site-specific – realizzate da 23 artisti italiani e internazionali.
La mostra, che nel solo weekend di apertura ha registrato il numero record di oltre 1.000 visitatori, ha confermato l’interesse del pubblico per un progetto che intreccia arte contemporanea, memoria architettonica e rigenerazione culturale, configurandosi come un dispositivo attivo di relazione con il territorio.
PORTOFRANCO ha infatti intercettato un pubblico ampio e trasversale, ma ha anche attivato una rete di partecipazione locale e professionale, richiamando figure rilevanti del panorama artistico – tra cui Maurizio Cattelan, galleristi, professionisti del settore e collezionisti – e contribuendo a generare un clima di confronto vivo, continuo e radicato nella città.
“PORTOFRANCO ha riattivato Palazzo Soranzo Novello e la città di Castelfranco, diventando, per i tre mesi di mostra, un punto di riferimento e di scambio culturale, sociale e umano – sottolinea Rossella Farinotti, curatrice –. Ogni opera sembrava far parte del contesto da sempre. Gli artisti sono stati compagni di viaggio speciali, insieme a tutto il team che ha passato ore a interagire, dentro quel luogo speciale, con le opere e i visitatori, con gruppi di persone passate in visita dal Veneto e da tutta Italia, con i volontari e le scuole. L'arte contemporanea ha agito positivamente e con cura sul territorio, diventandone motore di ricerca e attivazione.”
“Si è conclusa la mostra PORTOFRANCO, un progetto che ha rappresentato molto più di un'esposizione pura e semplice: è stata un'occasione concreta per riportare Castelfranco Veneto a una rinnovata centralità, sia territoriale che culturale, nel panorama dell'arte contemporanea – dichiara Roberta Garbuio, assessore alla Cultura del Comune di Castelfranco Veneto –. L'evento ha saputo coniugare qualità artistica, capacità organizzativa e partecipazione collettiva, attirando l'attenzione di pubblico, operatori del settore e media specializzati. (…) L'auspicio è che il percorso avviato non si esaurisca con la chiusura dell'esposizione, ma costituisca un tassello importante per confermare e rilanciare la centralità culturale della città del Giorgione, valorizzandone identità, storia e capacità progettuale. Un sentito ringraziamento va a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto, sia dal punto di vista operativo sia attraverso il sostegno economico. Un ringraziamento particolare è rivolto agli oltre 120 volontari che, con grande passione, vivacità e senso di appartenenza, hanno reso possibile l'accoglienza, l'organizzazione e la riuscita complessiva della manifestazione, dimostrando quanto la partecipazione attiva della comunità sia un valore imprescindibile per il successo di iniziative di questa portata.”
Dopo aver riattivato uno degli edifici più complessi e affascinanti del centro storico, restituendolo alla città come spazio nuovamente vissuto e accessibile, PORTOFRANCO si chiude come un’esperienza significativa e condivisa, capace di incidere concretamente nel tessuto culturale locale. Il progetto ha infatti attivato dinamiche di partecipazione, relazione e collaborazione che coinvolgono istituzioni, professionisti e comunità, aprendo una prospettiva di continuità e sviluppo per il futuro.
Il progetto a cura di Rossella Farinotti, promosso e realizzato da NOT Titled YET, con il patrocinio della Regione Veneto e in collaborazione con il Comune di Castelfranco Veneto e Museo Casa Giorgione, con il contributo di Camera di Commercio di Treviso-Belluno e la partnership con Azimut Capital Management, si configura come un modello virtuoso di sinergia tra pubblico e privato, capace di mettere in relazione il territorio con il sistema dell’arte contemporanea internazionale.
La presenza di artisti di primo piano e la significativa visibilità ottenuta sui media hanno contribuito a posizionare Castelfranco Veneto all’interno di circuiti culturali nazionali e internazionali, rafforzandone il ruolo e l’attrattività.
PORTOFRANCO
a cura di Rossella Farinotti
15 novembre 2025 – 15 febbraio 2026
Palazzo Soranzo Novello – Castelfranco Veneto (TV)
Artisti in mostra: Vincenzo Agnetti, Marco Bongiorni, Thomas Braida, Rachele Calisti, Maurizio Cattelan, Flavio Favelli, Agata Ferrari Bravo, Anna Galtarossa, Goldschmied & Chiari, Adam Gordon, Guido Guidi, Agnese Guido, Duane Hanson, Sacha Kanah, Silvia Mariotti, Francesca Mirabile, Silvia Negrini, Marta Ravasi, Fabio Roncato, SC_NC, Raoul Schultz, Vedovamazzei, Zoe Williams, e partecipano con progetti speciali artisti come Daniele Costa, Alice Ronchi, Thyself Agency, VENERDISABATO e Alberto Zanetti.
CON IL PATROCINIO DI: Regione Veneto
IN COLLABORAZIONE CON: Comune di Castelfranco Veneto e Museo Casa Giorgione
IN COLLABORAZIONE E CON IL CONTRIBUTO DI: Camera di Commercio Treviso-Belluno
MAIN PARTNER: Azimut Capital Management
ENTE ORGANIZZATORE: NOT Titled YET
È in corso a Palazzo Pepoli la mostra del Premio FotoGrafia promosso da do ut do, dedicato al tema Identità e rivolto agli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. L’esposizione presenta le quattro opere selezionate dalla Giuria e sarà visitabile fino al 10 marzo 2026.
Il primo premio è stato assegnato ad Alessandro Para, autore della fotografia Tombarolo al lavoro, per l’intensità espressiva e la perizia esecutiva che rende il soggetto ritratto unico e strettamente legato al tema del concorso. L’opera è parte del progetto So Far. Il lavoro documenta la regione del Maramureș, nel nord-ovest della Romania al confine con l’Ucraina, indagandone la ruralità e le tradizioni. L’immagine restituisce con intensità un contesto culturale che, pur resistendo con tenacia, sta progressivamente cedendo alla monocromia della contemporaneità. La fotografia si distingue per rigore formale e forza narrativa, ponendo al centro il rapporto tra memoria, identità e trasformazione sociale. Il secondo premio alla studentessa Federica Benati, autrice di una fotografia intitolata Loro, per gli interrogativi che l’immagine pone nei confronti del tema dell’intelligenza artificiale. Attraverso il sito “This Person Doesn’t Exist” l’artista ha generato volti di uomini, donne e bambini di differenti etnie: persone che non sono mai esistite. Successivamente trasformati in fototessere, foto normalmente destinate a certificare un’identità reale, qui diventano veicolo di finzione. Il terzo premio, ex-aequo, è stato vinto dagli studenti Paolo Saputo per Lucidi e Francesca Ciuffini per Intima superficie, per aver espresso con capacità narrative e autobiografiche la propria generazione.
La Giuria del Premio era composta da Alessandra D’Innocenzo, presidente do ut do, Maurizio Marinelli, membro del comitato scientifico do ut do e del consiglio di amministrazione della Fondazione Nino Migliori ETS, Lorenzo Balbi, direttore artistico del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e responsabile dell’Area Arte Moderna e Contemporanea dell’Istituzione Bologna Musei, Walter Guadagnini, critico d’arte, saggista e curatore, Enrico Fornaroli, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, Stefano W. Pasquini, artista, curatore e scrittore, Paola Binante, fotografa e coordinatrice del corso specialistico di Fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna e l’ISIA di Urbino, Silvia Camporesi, artista.
La mostra a Palazzo Pepoli rappresenta un ulteriore momento di valorizzazione del Premio FotoGrafia, nato per sostenere e promuovere la ricerca delle giovani artiste e dei giovani artisti, offrendo loro strumenti concreti per proseguire il proprio percorso nel campo dell’immagine.
Il Premio FotoGrafia promosso da do ut do, dedicato al tema Identità, nasce dalla volontà di aprire un ambito concreto di ricerca e maturazione per le giovani artiste e i giovani artisti, in un momento storico in cui la formazione visiva è sempre più esposta alla velocità dei flussi e alla semplificazione delle immagini. Istituire questa prima edizione significa affermare una responsabilità culturale: sostenere pratiche che non si limitino alla produzione di forme, ma sviluppino consapevolezza critica, capacità di lettura del reale e posizionamento etico dello sguardo. La possibilità stessa del Premio prende forma grazie ai sostenitori di do ut do, il cui contributo non si configura come sforzo o mero sostegno, ma come partecipazione consapevole e gioiosa a un processo di crescita culturale condivisa. È in questa alleanza tra responsabilità e desiderio che si radica l’azione del progetto: rendere reale per le nuove generazioni un’esperienza di ricerca e formazione dello sguardo. Il Premio si inscrive nella tradizione della fotografia intesa non come linguaggio di registrazione ma come pratica critica: un campo in cui l’immagine non certifica il reale, lo mette in discussione. In questa prospettiva, l’identità non appare come dato stabile o riconoscibile, ma come costruzione fragile e stratificata, attraversata da fratture storiche, sociali ed esistenziali che la fotografia non ricompone ma espone. Qui l’immagine non è prova ma interrogazione. Non produce evidenze: produce attrito. L’atto del fotografare diventa una presa di posizione — non sul visibile, ma sul modo in cui il visibile prende forma e significato. Vedere coincide con il problematizzare; rappresentare implica assumere una responsabilità rispetto a ciò che emerge e a ciò che resta ai margini dell’attenzione collettiva. È in questo scarto che il progetto riafferma la dimensione etica della ricerca artistica. L’arte non è chiamata a generare oggetti, ma consapevolezza; non a confermare identità, ma a mostrarne l’instabilità; non a semplificare il reale, ma a sostenerne la complessità. Sostenere giovani autori significa allora sostenere la formazione di sguardi capaci di abitare criticamente il presente. do ut do si configura così come un dispositivo culturale orientato alla produzione di senso, in cui formazione, sperimentazione e relazione convergono. L’identità, in questo orizzonte, non è tema ma campo di tensione: una soglia mobile in cui soggetto, storia e rappresentazione si ridefiniscono continuamente. È proprio in questa instabilità — non come mancanza ma come condizione conoscitiva — che si apre la possibilità di una ricerca autentica. La domanda non è l’esito del percorso: ne è l’origine, il luogo da cui ciascuno è chiamato a misurare la propria posizione nel mondo.
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Alessandro Para, Tombarolo al lavoro, 2025. Stampa Fine Art su D-Bond. Cornice Americana in legno noce Canaletto, 50x60 cm
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Federica Benati, Loro, 2025. Stampa su carta Canson Satin 270 gr., 3,5x4,5 cm / foto |
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Francesca Ciuffini, Intima superficie, 2026 (dittico). Foto digitali su carta fotografica, 30x40 cm
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Paolo Saputo, Lucidi, 2024. Cartelline da ufficio, stampa digitale su carta Fedrigoni Sirio Pearl, 3x75x20 cm |
Domenica 22 marzo 2026: un percorso di degustazione ideale fra le Langhe e i Colli Tortonesi nel cuore di Milano
Per il quinto anno consecutivo l’eccellenza piemontese sbarca a Milano! La Strada del Barolo e grandi vini di Langa e Terre Derthona – Strada del Vino e dei Sapori dei Colli Tortonesi tornano nel prestigioso Palazzo Bovara per uno straordinario evento di degustazione promosso dal Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi e I Vini del Piemonte in partnership con Confcommercio Milano e con la collaborazione di Go Wine, associazione che promuove la cultura del vino e l’enoturismo.
Un viaggio sensoriale tra i sapori unici di Langa e Colli Tortonesi
Domenica 22 marzo 2026 l’ala est di Palazzo Bovara si trasformerà in un percorso ideale attraverso le Langhe e i Colli Tortonesi dove il pubblico di wine lovers e operatori del settore selezionati avrà l’opportunità unica di degustare decine di etichette di prestigio, dal maestoso Barolo Docg al ricercato Timorasso Derthona Doc, che i produttori presenteranno di persona nelle loro molteplici sfaccettature, proponendo in assaggio cru e annate differenti.
L'esperienza si arricchisce con un imperdibile salotto-degustazione
Durante l’evento è previsto anche un Salotto-Degustazione che avrà come protagonisti Walter Massa, padre e pioniere del Timorasso dei Colli Tortonesi, e un produttore di Barolo, che racconteranno la loro esperienza e proporranno in degustazione vini particolarmente rappresentativi della loro produzione, non presenti ai banchi di assaggio allestiti nelle sale del palazzo. A condurre il salotto Francesco Quarna, DJ e vignaiolo, appassionato di viticoltura e di enogastronomia, che conduce il podcast “Deejay Wine Club” e “Summer Camp” in diretta su Radio Deejay.
Anteprima riservata agli operatori
Prima dell’apertura al pubblico è in programma una Masterclass di approfondimento su Barolo Docg e Timorasso Derthona Doc riservata (su invito) ai ristoratori e agli operatori del settore, organizzata in collaborazione con Confcommercio Milano ed EPAM – Associazione Provinciale Milanese Pubblici Esercizi.
Dettagli dell’evento e orari
BIGLIETTI
Il costo del biglietto di ingresso è di 35,00 € a persona (30,00 € per i soci per i soci Confcommercio, Go Wine, AIS, Fisar, Onav, Aspi*) in prevendita online e include degustazioni illimitate di vino e un piccolo assaggio per ogni produttore food, oltre al calice della Strada del Barolo e la tasca portabicchiere. Il costo del biglietto di ingresso con incluso l’accesso al salotto-degustazione è di 45,00 € a persona: www.clappit.com/biglietti-strada-del-barolo/biglietti/il-barolo-e-il-derthona-vanno-in-scena-a-milano-22-marzo-2026-palazzo-bovara-milano-36953.html
(*) Alle persone in possesso del biglietto scontato sarà chiesto di esibire la tessera Confcommercio, Go Wine, AIS, Fisar, Onav o Aspi in corso di validità).
REGISTRAZIONE OPERATORI:
Per partecipare all’evento come operatore di settore, è necessario registrarsi tramite il form di iscrizione: forms.gle/pgmY6L8yJT1pgGpC6
N.B.: L’ACCREDITO È RISERVATO AI PROFESSIONISTI DEL SETTORE ED È SOGGETTO AD APPROVAZIONE.
Per informazioni scrivere a: comunicazione@stradadelbarolo.it
Press office contact: info@anamcommunication.it
Produttori di Barolo Docg:
1. Azienda Agricola Stra, Novello (CN)
3. Borgogno Francesco, Barolo (CN)
4. Ciabot Berton, La Morra (CN)
5. Fratelli Savigliano, Diano d’Alba (CN)
6. Monchiero F.lli, Castiglione Falletto (CN)
7. Podere Gagliassi, Monforte d’Alba (CN)
8. Elenco in aggiornamento…
Produttori di Timorasso Derthona Doc:
1. Boveri Luigi, Costa Vescovato (AL)
2. Cantine Volpi, Tortona (AL)
3. Claudio Mariotto, Tortona (AL)
6. Paolo Poggio, Brignano Frascata (AL)
7. Poderi Cusmano - Tenute Rade, San Marzano Oliveto (AT)
8. Romanzo del Vino, Montemarzino (AL)
9. Sassaia, Capriata d’Orba (AL)
10. Vigneti Letizia, Monleale (AL)
11. Villa Cerruti, Avolasca (AL)
La Strada del Barolo e grandi vini di Langa è un’associazione nata con lo scopo di valorizzare, promuovere e animare il territorio, unendo oltre un centinaio di realtà, fra cantine, ristoranti, strutture ricettive, produttori agroalimentari, musei e castelli, in un appassionante viaggio nel cuore e nello spirito del territorio, dove protagonista indiscusso è il vino, ma sullo sfondo regna la presenza del grande patrimonio di civiltà e tradizioni, l’esuberanza della natura con l’incanto delle colline e dei suoi vigneti.
La Strada del Vino e dei Sapori dei Colli Tortonesi – Terre Derthona raggruppa un sistema di consorzi, enti, associazioni, aziende agricole, cantine, ambienti pronti ad accogliere, con l’obiettivo di tutelare produzioni e tipicità e offrire prodotti enogastronomici, agroalimentari di qualità. Rappresenta il territorio, il punto di raccordo tra pubblico e privato, uno strumento per il coordinamento delle azioni e la valorizzazione delle risorse migliori del territorio.
Credits Foto 1 Cristiano Manara, Foto 2 Mario Ferrero