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Il vino come linguaggio universale di empowerment, stile di vita consapevole e impatto sociale.
Il 26 novembre a Casa Paladin
Trasformare un desiderio in un'intenzione e un'intenzione in un impatto reale. Con questo obiettivo Casa Paladin ospiterà giovedì 26 novembre (ore 20:30 – ingresso libero su prenotazione), l'evento "Wine, Women, Wish" nella sua sede di Annone Veneto (VE).
Vera Gheno, Chiara Rossetto e Martina Paladin, tre protagoniste d’eccezione del mondo della cultura e dell’impresa si incontreranno per condividere esperienze, visioni e punti di vista in una conversazione guidata da Elena Filini, giornalista e professionista della comunicazione. Si costruirà così un dialogo che attraversa leadership, identità, ambizione e cambiamento, per esplorare ciò che permette a una persona, a un’impresa o a una comunità di guardare oltre ciò che già conosce e aprirsi a nuove possibilità. La serata si aprirà alle ore 20:30 con un calice di benvenuto e la visita guidata della cantina. Alle 20:45 si entrerà nel vivo con il talk Wine, Women, Wish che si concluderà con un brindisi accompagnato da una selezione di pasticceria.
Vera Gheno, rinomata sociolinguista, saggista e divulgatrice, porterà la sua prospettiva sul valore delle parole, sull’identità e sulla possibilità di ridefinire il modo in cui raccontiamo noi stessi e il mondo. Per vent’anni ha collaborato con l’Accademia della Crusca ed è stata ricercatrice all’Università di Firenze, inoltre, dal 2026 è Honorary Enterprise Senior Fellow alla University of Melbourne. Si occupa di comunicazione digitale, questioni di genere, diversità, equità e inclusione. “Genere” (Laterza) e “La lingua libera” (effequ) sono le sue ultime monografie. Per Il Post conduce il podcast Amare Parole.
Chiara Rossetto, alla guida di Molino Rossetto la cui tradizione risale al 1760, porterà la sua esperienza, che unisce visione imprenditoriale e impegno istituzionale al femminile. Nominata Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana nel 2019, è componente del Consiglio di Reggenza della Banca d'Italia, del Consiglio Generale di Assindustria Veneto centro e ha la delega all'Education per Confindustria Veneto Est. È stata inoltre testimonial e sostenitrice di Oxfam Italia.
Martina Paladin, terza generazione della famiglia Paladin e parte del progetto Bosco del Merlo, racconterà il valore delle scelte, il legame con il vino e il significato di costruire il proprio percorso. Dopo un'esperienza quadriennale in Whirlpool, nel 2021 entra nell’azienda di famiglia e segue lo sviluppo commerciale internazionale. Insieme a Francesca Paladin, guida l’evoluzione e l'ampliamento della visione del progetto Life in Rosé.
L’evento si inserisce nel percorso di evoluzione di Life in Rosé, il progetto con cui Bosco del Merlo – l’azienda friulana del gruppo - sostiene dal 2018 LILT e la campagna Nastro Rosa per la sensibilizzazione sulla prevenzione del tumore al seno, attraverso una raccolta che ha raggiunto complessivamente 43.700 euro. Oggi questo impegno si amplia, mettendo in relazione la cultura del vino con temi quali benessere, empowerment e leadership femminile, anche attraverso collaborazioni con l’Università Ca’ Foscari di Venezia e iniziative dedicate alla crescita e alla valorizzazione del talento.
A maggio 2026 è stato presentato anche il Manifesto: Great Things Start With W – Wine, Women, Wish, una stesura di intenti, divisa in sei punti, che trasforma i valori in impegni concreti. Le ideatrici sono Francesca e Martina Paladin, terza generazione di Casa Paladin alla guida dell’azienda. Sono le rappresentanti di un esempio tangibile di quel modello di leadership femminile che Life in Rosé promuove ogni giorno, non solo come messaggio ma come esperienza vissuta.
WINE, WOMEN, WISH
Giovedì 26 novembre 2026, dalle ore 20:30 – Casa Paladin – Via Postumia, 12, Annone Veneto (VE)
Ingresso libero con prenotazione obbligatoria: https://tinyurl.com/3u6rjmee
Il Consorzio di Tutela dei Vini di Valtellina traccia il bilancio di una vendemmia precoce, maturata in un'estate calda e siccitosa e riequilibrata dalle precipitazioni di agosto. I dati agroclimatici di lungo periodo confermano la tendenza al riscaldamento, mentre la varietà di quote ed esposizioni dei terrazzamenti ha consentito di contenere gli effetti dello stress idrico.
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Sondrio, novembre 2026 – In Valtellina si è chiusa una vendemmia che i produttori ricordano come una delle più calde degli ultimi anni. Nonostante un'estate torrida e avara di precipitazioni, i vigneti terrazzati del versante retico hanno conferito alle cantine uve sane e ben mature, con rese tornate su livelli soddisfacenti dopo alcune campagne difficili. Un risultato per niente scontato, che si comprende meglio leggendo l'annata alla luce dell'evoluzione climatica degli ultimi sessant'anni.
Un clima che cambia: i dati della serie storica I dati agrometeorologici presentati da Gabriele Cola, professore di Agrometeorologia dell'Università degli Studi di Milano, in occasione di ViVa 2026, l’evento dedicato ai vini della Valtellina e alla valorizzazione del Nebbiolo delle Alpi, svoltosi a Sondrio dal 12 al 14 settembre scorso, consentono di collocare l'annata in una prospettiva di lungo periodo. Nella serie storica valtellinese 1961-2025 la temperatura media annua è passata da circa 11,3 °C nel trentennio 1961-1990 a circa 12,8 °C nel periodo 1991-2020, mentre le giornate con temperature massime superiori a 32 °C sono salite da una media di circa cinque a quasi venti l'anno, con punte di 68 giorni nel 2022 e di 42 nel 2024. Nello stesso arco di tempo l'Indice di Winkler (sistema dei gradi-giorno) è cresciuto da circa 1.450 a oltre 1.850 gradi giorno, mentre le precipitazioni medie annue si sono mantenute stabili, tra i 900 e i 1.000 millimetri.
Fino a oggi questo cambiamento ha giocato a favore della Chiavennasca: come evidenziato dalla ricerca condotta negli ambienti viticoli alpini (Modina et al., 2023), la maggiore disponibilità termica ha favorito la maturazione delle uve, preservandone l'acidità e consentendo una buona maturazione fenolica.
Un'estate calda e siccitosa, riequilibrata dalle piogge di agosto La stagione vegetativa 2026 si è svolta sotto il segno di temperature costantemente superiori alla media e di una prolungata carenza di precipitazioni, che nel pieno dell'estate ha destato più di una preoccupazione tra i viticoltori. La svolta è arrivata ad agosto, quando alcuni eventi piovosi di buona intensità hanno ristabilito l'equilibrio idrico dei vigneti, consentendo alle parcelle che avevano manifestato uno stress reversibile di riprendere regolarmente il percorso di maturazione. “Si era entrati in una fase difficile, perché la pioggia non arrivava” racconta Marco Fay, produttore e vicepresidente del Consorzio. “Fortunatamente ad agosto è piovuto ristabilendo un buon equilibrio, e in vendemmia lo si è visto bene: le zone che avevano sofferto crisi idriche si sono riprese. Il danno da siccità e alte temperature è rimasto limitato a pochi terrazzamenti, mentre sulla gran parte della produzione abbiamo avuto buone rese e maturazioni molto belle.”
Il calore estivo ha impresso all'annata un deciso anticipo fenologico, in linea con quanto osservato in gran parte delle regioni viticole italiane. In diverse aziende la raccolta è stata avviata già nell'ultima settimana di settembre, con circa dieci giorni di anticipo rispetto al calendario abituale. “Si è iniziato nella terza decade di settembre e abbiamo terminato a metà di ottobre” spiega Danilo Drocco, enologo della Cantina Nino Negri e vicepresidente del Consorzio “quando normalmente si parte a inizio ottobre per concludere un paio di settimane più tardi. È stata una delle annate più calde che ricordiamo, eppure la Valtellina ha dimostrato di trovarsi al momento giusto nel posto giusto.”
Uve sane e maturazioni complete: il profilo dell'annata Alla base della qualità delle uve vi è anzitutto una situazione fitosanitaria favorevole, che ha permesso di raccogliere grappoli integri e di attendere, parcella per parcella, il momento ottimale di vendemmia. Sul piano della maturazione tecnologica, l'accumulo zuccherino si è attestato su valori ideali, senza eccessi di gradazione alcolica. Il quadro acidico, come è fisiologico nelle annate calde, risulta leggermente inferiore rispetto ad annate più fresche, ma si mantiene del tutto equilibrato: nelle masse che hanno già concluso la fermentazione malolattica, acidità totale e pH si collocano su valori pienamente adeguati a garantire freschezza e stabilità ai vini. La maturazione fenolica ha restituito tannini maturi e strutturati, di media potenza e già armonici. Il patrimonio aromatico non sembra aver risentito della calura estiva, conservando profumi fruttati netti e integri.
Dalle prime masse in cantina emergono vini rotondi, ricchi di glicerina e di precoce piacevolezza, coerenti con il profilo delle annate calde, nei quali la morbidezza accompagna la trama tannica senza rinunciare alla freschezza che contraddistingue la Chiavennasca di montagna. Si tratta di indicazioni preliminari, che solo l'affinamento potrà confermare. Più immediato è il dato quantitativo: dopo alcune vendemmie complesse anche sul fronte delle rese, nel 2026 le cantine valtellinesi hanno potuto contare su quantitativi adeguati di uva integra.
La variabilità del vigneto di montagna come risorsa La chiave di lettura dell'annata risiede nella natura stessa del vigneto valtellinese. I terrazzamenti si distribuiscono lungo il versante a quote differenti, con esposizioni e suoli che mutano spesso nel giro di poche decine di metri, componendo un mosaico di microambienti in cui ogni parcella risponde in modo proprio all'andamento stagionale. Questa eterogeneità, che rende la coltivazione tecnicamente complessa e in larga parte manuale, si rivela nelle annate estreme una preziosa riserva di equilibrio: consente di modulare le epoche di raccolta e di comporre in cantina vini capaci di esprimere con precisione il carattere di ciascun millesimo.
La resilienza della montagna, tuttavia, non è un dato acquisito, bensì il frutto di un lavoro costante in vigneto e in cantina. L'intensificarsi degli eventi climatici estremi richiede una gestione agronomica sempre più attenta, supportata da strumenti tecnici innovativi. In questa direzione il Consorzio sta valutando, insieme ai produttori, l'impiego di droni per gli interventi di difesa fitosanitaria nelle aree di più difficile accesso, a vantaggio della tempestività dei trattamenti, della sicurezza degli operatori e della sostenibilità complessiva della filiera.
“La vendemmia 2026 ci consegna un messaggio chiaro” conclude Mamete Prevostini, Presidente del Consorzio di Tutela dei Vini di Valtellina. “Anche in un'annata che ha messo alla prova molte aree viticole, la montagna ha saputo garantire uve sane, maturazioni equilibrate e quantità finalmente adeguate. È merito di un territorio unico, ma soprattutto delle persone che ogni giorno lavorano su questi terrazzamenti. Il nostro compito, come Consorzio, è accompagnarle con ricerca e innovazione, perché questa resilienza resti un patrimonio anche per le annate che verranno.” |
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Conclusa
la prima settimana della manifestazione, dal 2 all’8 novembre il programma
continua con incontri, cene d’autore, degustazioni e appuntamenti dedicati alla
cucina italiana e alle sue contaminazioni culturali
Imola, 2 novembre 2026
- Baccanale 2026 ha concluso la sua prima settimana trasformando ancora
una volta Imola in un luogo di incontro e confronto, dove la cucina si fa
racconto di popoli, tradizioni e identità in continua evoluzione. Tra
riflessioni, esperienze e momenti di convivialità, la tavola si è confermata
uno spazio privilegiato per conoscere l’altro e riscoprire ciò che unisce
culture apparentemente lontane, dando voce a una cucina viva, aperta e capace
di superare ogni confine.
La settimana ha dato spazio a diversi
momenti di incontro tra cultura, gastronomia e solidarietà. Mercoledì 28
ottobre ha preso il via “Pane senza confini”, il ciclo di tre
appuntamenti a cura di Antonella Campanini e Massimo Montanari,
che attraverso uno degli alimenti più universali della tavola mette in relazione
storia, attualità e tradizioni gastronomiche di popoli diversi. Giovedì 29
ottobre, Chiara Maci ha dato voce ai professionisti del gusto, tra
ristoratori, pizzaioli, pasticceri e barman, che hanno raccontato il proprio
mestiere, la creatività e le idee alla base delle loro proposte. Venerdì 30
ottobre, la cucina si è fatta gesto di solidarietà con “Montecatone nel
cuore”, la cena benefica firmata dagli chef Max Mascia del San
Domenico di Imola e Simone Finetti di Villa Albertina ad
Argenta, a sostegno della Fondazione Montecatone. A chiudere la
settimana, domenica 1 novembre, è stato il primo appuntamento del ciclo “Il
cibo incontra”, con la scrittrice e saggista Chiara Valerio in
dialogo con il professore Massimo Montanari sul rapporto tra cibo, società
e democrazia, in una riflessione sulla cultura gastronomica come espressione
della mentalità italiana.
Conclusa la prima settimana, Baccanale
prosegue il suo viaggio tra gusto e cultura con un nuovo calendario di appuntamenti
che, dal 2 all’8 novembre, metterà in dialogo cucine, saperi e
tradizioni, confermando la tavola come luogo di incontro e scoperta.
Lunedì 2 novembre,
il ciclo Leggi e Assaggia propone Il cuoco dello Zar. La vita vera di
Michele Rivelli, con Raffaele Riccio in dialogo con Monica Longobardi.
Al centro dell’incontro, il romanzo storico dedicato a Michele Rivelli, figura
che attraversa l’Europa tra Settecento e Ottocento, in un racconto che
intreccia letteratura, storia, società e gastronomia, accompagnato da una
degustazione a tema.
Martedì 3 novembre,
i Tandem culinari, promossi dal Gruppo Cooperativo Solco Civitas
nell’ambito del progetto SAI NCI, fanno tappa in Nigeria. I partecipanti
cucinano insieme condividendo ricette e tradizioni, tra cui il Nigerian Jollof
Rice e lo Zobo, in un’esperienza che mette al centro la cucina come occasione
di incontro e scambio tra culture. In serata, spazio alla cucina d’autore con A
tavola con… Igles Corelli, appuntamento realizzato in collaborazione
con l’Istituto Alberghiero “P. Artusi” di Riolo Terme e AIS Romagna –
Delegazione di Imola.
“Sono particolarmente
felice di poter condividere questa esperienza con gli studenti della scuola
alberghiera: mi è sempre piaciuto lavorare con i giovani e confrontarmi con il
loro entusiasmo. La sfida in cucina è partire dalla tradizione, utilizzando
tecniche nuove per proporre interpretazioni più sperimentali. Credo sia
importante fare mezzo passo indietro, recuperare le nostre radici e rileggerle
con uno sguardo contemporaneo”, afferma lo chef Igles Corelli,
che aggiunge: “Credo molto in manifestazioni come Baccanale, capaci di
attirare persone anche da fuori provincia e di far conoscere Imola e il suo
patrimonio gastronomico. Sono occasioni preziose per valorizzare le tradizioni
dell’Emilia-Romagna e raccontare una cucina che evolve, mantenendo un legame
forte con il territorio e le sue materie prime”.
Giovedì 5 novembre
il maestro Gino Fabbri è protagonista di “L’arte di evolvere: un
viaggio nella pasticceria” a cura di Eurovo. Un viaggio
nell'evoluzione della pasticceria italiana, autentica espressione del
patrimonio gastronomico nazionale e parte integrante della tradizione culinaria
italiana candidata a Patrimonio Immateriale dell'Umanità UNESCO. Attraverso
l'esperienza del Maestro Gino Fabbri, l'incontro esplorerà come ingredienti,
tecniche e contaminazioni culturali abbiano contribuito a trasformare nel tempo
la pasticceria dolce e salata, mantenendone intatta l'identità. Un racconto che
intreccia tradizione e innovazione, valorizzando il ruolo della pasticceria
come ambasciatrice dell'eccellenza italiana nel mondo.
Venerdì 6 novembre
torna L’identikit della cucina italiana, con gli antropologi Marino
Niola ed Elisabetta Moro, insieme a Massimo Montanari, per una
riflessione sui tratti distintivi della gastronomia nazionale e sulle influenze
che ne hanno plasmato l’identità, accompagnata da una degustazione.
Nelle giornate di venerdì 6 e sabato
7 novembre, l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari ospita il XXXII Banco
d’Assaggio dei Vini e dei Prodotti dell’Imolese e la XVI edizione di
Olimola, due appuntamenti dedicati alle eccellenze enogastronomiche del
territorio e al confronto con altre produzioni italiane. Accanto ai vini DOC
Colli d’Imola, il programma valorizza l’olio extravergine d’oliva e le diverse
espressioni del patrimonio vitivinicolo nazionale. Venerdì è in programma la
degustazione dei sette finalisti di Albana Dèi 2026, con la possibilità
per il pubblico di esprimere la propria preferenza; sabato si prosegue con Albana
buona da matti e con presentazioni e assaggi dedicati all’olio EVO.
Sabato 7 novembre
torna Fermenti - Cibo vivo, seconda edizione dell’iniziativa promossa
dalla Condotta Slow Food Imola in collaborazione con Lions Club
Valsanterno. Mercato dei produttori, laboratori di cucina, incontri e
presentazioni con esperti e divulgatori approfondiscono il mondo delle
fermentazioni, tra tradizioni alimentari e ricerca contemporanea. A chiudere la
giornata è Tocia!&Kombucha party, tra cucina ecocritica, bevande e
musica.
Domenica 8 novembre,
nell’ambito del ciclo Il cibo incontra, Stefano Mancuso e Massimo
Montanari si confronteranno sul rapporto tra cultura alimentare e ambiente,
mettendo in relazione gusto, sostenibilità e futuro e invitando a riflettere
sul legame tra alimentazione ed ecosistemi.
Con un programma che intreccia
riflessione culturale, esperienze gastronomiche e tradizioni diverse, Baccanale
2026 continua a raccontare una cucina italiana nata dall’incontro e in costante
trasformazione. Un percorso che invita a superare i confini geografici e
culturali per scoprire, attraverso il cibo, nuove prospettive e ciò che
accomuna storie e comunità.
Baccanale 2026 è realizzato con il
contributo di Consorzio Con.Ami - Progetto Terre&Motori, Territorio
Turistico Bologna-Modena e la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola e
il prezioso supporto degli Sponsor: Gruppo Eurovo, CLAI, Cefla,
AspiagService - Despar, SIMEI, La BCC Ravennate forlivese e imolese, CANNAMELA,
Confcommercio ASCOM Imola, CNA Imola Associazione Metropolitana, ASSIMPRESE
SOC. COOP., Confesercenti del territorio imolese, ITALIQA, Torrefazione Caffè
Gourmet, Ricci Bus, Frantoio Valsanterno, Unconventional Events – Monsterland.
Con gli “Itinerari Enogastronomici dell’Emilia-Romagna” da Piacenza a Rimini, la valorizzazione turistica e la tutela delle tradizioni entrano nel cuore della cucina regionale.
Nato dall’ideazione congiunta degli Assessorati all’Agricoltura e al Turismo, il progetto speciale, Delibera Reg. 390/99, intende giocare con l’enogastronomia una carta di qualità nel turismo emiliano-romagnolo.
La promozione dei vini, delle produzioni agroalimentari e dei piatti tipici si sposa infatti con una qualificazione in parallelo dei prodotti territoriali, fra cui godono di particolare attenzione quelli a marchio DOC, DOP e IGP.
Il censimento regionale dell’offerta enogastronomica, gli standard di qualità per la certificazione delle aziende aderenti agli itinerari e lo Statuto per i Comitati locali di gestione sono già stati realizzati.
A queste azioni si affiancano la sensibilizzazione e il coinvolgimento sul territorio di tutti i soggetti – dalle aziende alle associazioni – interessati agli itinerari.
I punti di riferimento, in questo caso, sono le Province e gli Enti locali.
Il coordinamento è a cura degli Assessorati regionali, in collaborazione con APT Servizi e con la consulenza di una equipe tecnico-scientifica di esperti.
La Strada del Culatello

Percorrere la Strada del Culatello, inserita nel progetto delle Strade dei vini e dei sapori dell’Emilia Romagna, permette di viaggiare nel tempo, rivivere i colori delle stagioni, sentirne i profumi, ascoltare la gente, assaporare la quiete degli spazi aperti, di paesaggi rurali incantati e di luoghi artistici unici.
La Strada del Culatello si snoda all’interno della Bassa Parmense, zona ricca di cultura e di prodotti eno-gastronomici, di ospitalità e di aziende di produzione di prodotti tipici di eccellenza.
Il Territorio comprende il territorio descritto e vissuto da Giovannino Guareschi e che ha visto nascere e crescere il Maestro Giuseppe Verdi, zone di produzione del Culatello di Zibello, del Parmigiano Reggiano e della Fortana del Taro.

All’interno della Strada del Culatello trovano spazio una serie di manifestazioni che negli anni hanno caratterizzato lo sviluppo del turismo di qualità: November Porc, Porcolonga, Festa della Spalla cotta e fortana, Premio Spalla Cruda di Palasone, Sagra dell’Addolorata, Sagra del Tortel Dols di Colorno…e tante altre che permettono al territorio di mostrare le proprie eccellenze al mondo intero.
Il Percorso Internazionale La Via dei Norcini parla in questo 2026 di November Porc
I giornalisti della rete Internazionali Borghi d’Europa propongono nel quadro del progetto L’Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI-Iniziativa adriatico ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella R. egione adriatico-ionica), dei Percorsi
Internazionali, presentati nel 2019 nella sede di Milano del Parlamento Europeo.
Per creare un Percorso necessita il coinvolgimento di almeno sei Paesi Europei .
Uno di questi, la Via dei Norcini, si occupa in questo 2026 di November Porc.
Il giorno 7 novembre inizia l’edizione numero 24 di November Porc, la staffetta più golosa d’Italia dedicata al maiale, ai suoi prodotti e non solo.
La ricca proposta di sapori e profumi dona colore e allegria ai fine settimana di novembre e coinvolge alcuni comuni della Bassa Parmense:
si inizia a Sissa (7-8 novembre), si prosegue a Polesine Parmense (14-15 novembre), poi è la volta di Zibello (21-22 novembre) e l’ultima tappa è a Roccabianca (28-29 novembre).

NOVEMBER PORC è una importante occasione di valorizzazione e promozione del territorio della Bassa Parmense, un territorio ricco di eccellenze alimentari, tra cui: il Culatello di Zibello DOP, la Spalla Cotta di San Secondo e la Spalla cruda di Palasone. A questi salumi si affiancano il Parmigiano Reggiano DOP e il vino Fortana del Taro IGT.
– Sissa – I sapori del Maiale da venerdì 6 a domenica 8 novembre
Venerdì 6 novembre
dalle 19:00 – apertura tensostruttura presso Parco della Montagnola e Piazza Roma: ristorazione gestita delle associazioni locali con prodotti tipici.
Ore 21:00 – Musica
Sabato 7 novembre
dalle 9:00 – apertura delle Mostra Mercato alimentare e di prodotti dell’ingegno.
dalle 12:00 – apertura delle tensostrutture presso: Piazza Roma, Parco delle Rimembranze e Parco della Montagnola: ristorazione gestita delle associazioni locali.
ore 15:00 – INAUGURAZIONE UFFICIALE DELLA 24a EDIZIONE DI “NOVEMBER PORC® 2026”, con la partecipazione di una vivace band itinerante e delle “Golden Majorettes”.
dalle 19:30 – apertura delle tensostrutture presso: Piazza Roma, Parco delle Rimembranze e Parco della Montagnola: ristorazione gestita delle associazioni locali.
Ore 20:30 – intrattenimento nel Parco della Montagnola
Domenica 8 novembre
dalle 9:00 – apertura delle Mostra Mercato, situata nel centro del paese, dove si terrà la dimostrazione pratica della lavorazione delle carni del suino e del confezionamento dei salumi che hanno reso celebre la Bassa Parmense
alle 10:30 – “Mani in Pasta” con i Bambini del Territorio
dalle 11:30 – artisti del NOVEMBER CIRCUS a cura de l’Ufficio Incredibile
dalle 12:00 – apertura delle tensostrutture presso: Piazza Roma, Parco delle Rimembranze e Parco della Montagnola: ristorazione gestita delle associazioni locali
alle ore 15:30 – dopo lenta e prolungata cottura avrà luogo la solenne estrazione dalla grande pentola del gigantesco Mariolone che sarà distribuito a tutti i presenti gratuitamente.
Due parole …..

Sissa (Sésa, in dialetto parmigiano è una frazione di 4 286 abitanti del comune di Sissa Trecasali, in provincia di Parma, situato nella bassa parmense. Fino al 31 dicembre 2013 costituiva un comune autonomo.
Si suppone che il nome di Sissa trovi la sua origine nelle esondazioni, da sempre devastanti, del fiume Taro, che hanno causato una divaricazione fisica, o scissione, fra l’antico borgo e Palasone. Di qui il toponimo Sissa, con etimologia in scissa, ossia divisa.
L’abitato di Trecasali si trova a sud. Il territorio della frazione è delimitato nel versante ovest dal Fiume Taro che lo separa dai comuni di Roccabianca e di San Secondo Parmense; a nord il Po segna il confine con la Lombardia; ad est si trovano i comuni di Colorno e di Torrile.[
A cura di Elena Pontiggia
Presentazione ufficiale: mercoledì 4 novembre alle 18 Museo del Novecento – Sala FORUM900
In libreria |
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Milano, ottobre 2026 – Skira presenta Giancarlo Sangregorio. Catalogo ragionato dell’opera scultorea, la più completa e aggiornata pubblicazione dedicata all’opera scultorea di Giancarlo Sangregorio, figura di rilievo nel panorama italiano ed europeo del secondo dopoguerra. Voluto dalla Fondazione Sangregorio Giancarlo e a cura di Elena Pontiggia, il volume segue cronologicamente gli sviluppi della sua opera, dagli anni Quaranta fino al 2013, riportandola al centro degli studi sull’arte internazionale del Novecento.
Il Catalogo ragionato sarà presentato ufficialmente mercoledì 4 novembre 2026 alle 18 al Museo del Novecento, nella sala FORUM900. Introdurrà l’incontro Iolanda Ratti, conservatrice responsabile Museo del Novecento, e interverranno a seguire Lorella Giudici, storica dell’arte e Professore di storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, e Francesca Marcellini, Presidente Fondazione Sangregorio.
Il volume, raccolto in un prezioso cofanetto, offre un percorso esaustivo della vasta produzione scultorea di Giancarlo Sangregorio (Milano, 1925 – Sesto Calende 2013) attraverso oltre 1.400 immagini che testimoniano un’evoluzione incessante, animata da una profonda libertà espressiva, mai costretta dentro schemi o formule predefinite.
Ordinato cronologicamente, il volume segue le diverse fasi della ricerca di Sangregorio, a partire dalla prima stagione figurativa degli anni Quaranta e Cinquanta segnata da una svolta decisiva sul finire del decennio. Il percorso prosegue con le grandi opere in pietra e in legno degli anni Sessanta che testimoniano gli esordi di una monumentalità antifigurale, presagio alla dimensione titanica e mitica degli anni Ottanta, in cui la materia assume una forza espressiva primordiale. Accanto ai lavori più noti, il catalogo presenta numerose opere mai pubblicate prima, offrendo nuove prospettive sulla vicenda artistica del maestro.
La pubblicazione include un ampio saggio di Elena Pontiggia, che propone un’analisi rigorosa della complessa esperienza creativa dello scultore, mettendone in risalto il carattere internazionale e riportando alla luce il ruolo centrale che gli compete nella storia dell'arte del Novecento. Completa il volume un’estesa biografica a cura di Lorella Giudici, che per la prima volta ripercorre puntualmente le vicende umane, i contesti, le mostre e le tappe evolutive dell’artista. A conclusione, una ricca bibliografia rende il catalogo uno strumento di lavoro e di consultazione utile a studiosi e ricercatori, ma anche appassionati e collezionisti.
Elena Pontiggia, storica dell’arte, è professore di Storia dell’arte contemporanea al Politecnico di Milano e ha insegnato per quarant’anni all’Accademia di Brera. Curatrice di numerose mostre e cataloghi, è riconosciuta tra i massimi esperti di arte del Novecento italiano. Lorella Giudici, storica dell’arte, è professore di storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano. Curatrice di mostre, si occupa dell’arte tra ottocento e novecento (con particolare interesse al periodo tra le due guerre). |
Da 180 anni nelle splendide colline del Basso Monferrato (e patrimonio Unesco assieme a quelle di Langhe e Roero), precisamente ad Altavilla Monferrato tra Asti ed Alessandria, esiste la realtà di Mazzetti d’Altavilla (dal 1846), che è annoverata tra le top della distillazione e a conduzione familiare: oggi sono arrivati alla settima generazione con Chiara, Silvia ed Elisa Belvedere Mazzetti che proiettano la distilleria verso il futuro.
La sede attuale è in un magnifico ex monastero, comprensivo di una Chiesa ancor oggi consacrata e di una Torre dove dall’alto si può ammirare tutto il panorama lussureggiante del Monferrato, oltreché la parte con laboratorio di produzione e distillazione, la parte enoteca e shop e il Ristorante interno Materia Prima, che si distingue per la proposta di piatti stagionali piemontesi abbinati sensorialmente alle Grappe prodotte.
La storicità e la tradizione sono importanti per Mazzetti, così come l’innovazione e la diversificazione: le grappe vengono prodotte usando unicamente vinacce piemontesi (come l’Arneis, il Ruchè, il Moscato, il Nebbiolo, la Barbera) con filosofia zero sprechi anche per le vinacce esauste, mentre il lato innovativo è rappresentato dal packaging e da uno studio continuo delle tendenze di mercato.
Oltre alle Grappe, Mazzetti si distingue anche per la produzione di pregiati Brandy, di speciali Gin con le Toniche Mazzetti, di Amari, di Bitter, liquori vari, il Whisky Animo ed infine l’ultimo arrivato, il Vermouth di Torino.
L’azienda si presta benissimo a visite mirate,degustazioni ed eventi business e lo staff è molto attento e preparato: la redazione di Borghi d’Europa è rimasta molto soddisfatta nella visita a questa storica realtà piemontese.
I momenti clou della visita da Mazzetti d’Altavilla sono stati sicuramente il percorso sensoriale a tavola presso il Ristorante Materia Prima, dove con la supervisione del Mastro Distillatore Sanzio Evangelisti dopo l’Entrèe con Vermouth di Torino Mazzetti e fetta di arancia, è stato provato lo Sformato di zucca delica, in sfoglia croccante con fonduta di toma piemontese e cipolle caramellate all’Amaro Zero Mazzetti abbinato a Grappa di Arneis.
Poi, lo Gnocco di patate su crema di zucca, castagne al burro e fonduta di blu del Moncenisio.abbinato a Grappa di Barolo Riserva e infine il dolce, un Tortino tiepido di Albicocche Mazzetti, gianduia e crema inglese al Brandy Invecchiato 12 anni.
abbinato a Brandy Italiano Mazzetti Invecchiato 27 Anni.
L’altro momento molto importante della giornata da Mazzetti è stata la degustazione nella Torre Panoramica del Gin Mazzetti, abbinato sapientemente al Cioccolato Bianco con scaglie di Menta Piperita Baratti & Milano, il Whisky Animo con la Nocciola Tonda Gentile del Piemonte e la Grappa Riserva Gaia (da Moscato e Cortese) assieme al Cioccolato Fodnente 70% Baratti & Milano.
La Famiglia Mazzetti, che lavora egregiamente da sette generazioni, guarda ad un roseo futuro della distillazione nel quale si continua a valorizzare il nobile distillato italiano (così come gli altri Spirits e liquori) in maniera efficace e sostenibile.
Così va bene!