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venerdì 23 febbraio 2024

QUESTA SERA A STRISCIA LA NOTIZIA NELLA RUBRICA “PAESI, PAESAGGI...” DAVIDE RAMPELLO E IL MÉCOULIN

 


Questa sera a Striscia la notizia (Canale 5, ore 20.35) torna la rubrica Paesi, paesaggi…”Davide Rampello si trova a Gimillan (Valle d'Aosta).

Il paesaggio del Parco Nazionale Gran Paradiso fa da sfondo alle famiglie che custodiscono il forno del borgo e si dedicano alla cottura del Mécoulin, un pan dolce tipico valdostano, solitamente accompagnato dalla tradizionale Crema di Cogne.

Il servizio completo questa sera a Striscia la notizia.

 

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CONSORZIO BARBERA D’ASTI E VINI DEL MONFERRATO: PRESENTATI I PRIMI RISULTATI SIGNIFICATIVI DAL PROGETTO NOVIAGRI PER UNA VITICOLTURA INNOVATIVA E SOSTENIBILE

 

  
Venerdì 23 febbraio 2024 alle ore 9.30 presso l’istituto Istruzione Statale Superiore G. Penna di Asti è stato presentato lo stato di avanzamento del progetto scientifico New Application Of Vegetation Indexes In Agriculture promosso dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato
 
 
 
Costigliole d’Asti, 23 febbraio 2024 - Il 23 febbraio 2024, presso l'Istituto Istruzione Statale Superiore G. Penna in Asti, il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato ha illustrato gli importati progressi del progetto NoviAgri, iniziativa pionieristica volta a migliorare e ottimizzare il controllo delle malattie in vigneto mediante l'uso avanzato di tecnologie e intelligenza artificiale.
Lanciato con l'ambizione di ridurre l'impatto ambientale, diminuendo gli sprechi che si verificano durante i trattamenti in vigneto e dunque i costi di gestione di quest'ultimo, NoviAgri ha già dimostrato risultati promettenti.
"Siamo estremamente orgogliosi dei progressi compiuti con il progetto NoviAgri", afferma Vitaliano Maccario, Presidente del Consorzio. "L'integrazione dell'intelligenza artificiale nella viticoltura non è solo il futuro, ma è già una realtà nel nostro territorio, dimostrando che l'innovazione tecnologica può andare di pari passo con la tradizione e la manualità dei nostri viticoltori. Quello della ricerca è per il Consorzio uno dei temi più importanti, legati alla Tutela del territorio: siamo in prima linea nell' aiutare i nostri viticoltori nel combattere le malattie presenti in vigneto".
Importanti gli avanzamenti raggiunti a oggi: grazie a una fase intensiva di sperimentazione, è stato sviluppato un prototipo di atomizzatore di precisione che regola automaticamente il flusso dei prodotti fitosanitari, minimizzando la dispersione e massimizzando l'efficacia e che dal 2025 sarà possibile per gli agricoltori utilizzare nei propri vigneti.
È stata inoltre sviluppo di un'applicazione mobile e un Decision Support System (DSS), ossia un'app innovativa e un sistema di supporto decisionale che sono ora in grado di riconoscere le piante affette da Flavescenza Dorata e mal dell'esca, segnando un passo avanti significativo nella gestione delle malattie del vigneto.
La partnership tra l'Università degli Studi di Torino, Tecnovict-Spezia S.r.l., CSP Innovazione nelle ICT, e il Consorzio stesso ha portato a un approccio multidisciplinare, essenziale per affrontare le sfide della viticoltura moderna.
Il successo iniziale del prototipo di macchina irroratrice e del DSS sottolinea il potenziale di NoviAgri non solo nel migliorare l'efficienza e ridurre i costi per i viticoltori, ma anche nel contribuire a una viticoltura più ecologica e sostenibile.
Il progetto avrà un’eco internazionale: il 5 aprile del 2024 verrà presentato anche all’OIV, l’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino, ed è per noi un grande riconoscimento dei risultati eccellenti raggiunti fino a ora”- ha dichiarato Mario Fregoni, celebre professore ordinario di Viticoltura all'Università Cattolica di Piacenza e luminare nel campo.
Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato è entusiasta di continuare su questa strada di innovazione e sostenibilità, confermando il proprio impegno non solo verso la qualità eccezionale dei suoi prodotti, ma anche verso la tutela dell'ambiente e la salute dei consumatori.

Castagner crea Agadeìta, la prima grappa di Cortina

 




Nata da uve IGT delle Dolomiti, distillata in purezza: la nuova selezione è un omaggio alla "Regina delle Dolomiti"

 

Cortina d’Ampezzo, 23 febbraio 2024_Una straordinaria nevicata ha battezzato, questa mattina allo store "L’Ambiente" di Corso Italia 147 a Cortina d’Ampezzo (Belluno), l'apertura della prima bottiglia di Agadeìta, la grappa di Cortina. Il mastro distillatore Roberto Castagner, uno dei nomi più celebri della grappa di qualità, ha voluto così rendere omaggio alla "Regina delle Dolomiti" dedicandole una sua creazione ottenuta da vinacce provenienti da uve dei vigneti della IGT Dolomiti coltivate nel Bellunese.

 

Agadeìta significa “acqua di vita” in ladino, un nome evocativo e un suono schietto che ricorda l’autenticità e il profondo legame con la cultura e la tradizione cortinese. A suggerire il nome è stata Elsa Zardini, presidente dell'Union de i Ladis de Anpezo che per statuto comunale ha l'obbligo di mantenere la lingua, gli usi, i costumi e le tradizioni di Cortina. «Per progettare il futuro dobbiamo guardare al passato», ha dichiarato Roberto Castagner che ha aggiunto: «La grappa è un'emozione, dobbiamo bere un luogo»Agadeìta è l'essenza di un territorio Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, le Dolomiti. I marchi “Cortina” e “scoiattolino”, presenti nell’etichetta, rappresentano una sintesi grafica del luogo di provenienza. «Per noi è un grande onore concedere il nostro marchio ad un'azienda che è un'eccellenza italiana», ha detto Roberta Alverà, vicesindaco di Cortina. «La sinergia con il turismo per noi è fondamentale, più creiamo prodotti del territorio più creiamo un'eredità a livello culturale», ha dichiarato Stefano Pirro, presidente dell'Associazione Albergatori di Cortina.

 

«La grappa - spiega Roberto Castagner - fa parte del dna della gente di Cortina e di montagna in generale. In passato si beveva la grappa soprattutto nelle aree alpine e quasi tutti i contadini la producevano. C’è una sorta di rispetto e di venerazione nei confronti di questo distillato che fa parte della tradizione contadina, si produceva per vivere momenti astratti dalla realtà quotidiana che a volte poteva essere difficile e veniva considerato anche curativo. Per questo, proprio per il suo forte valore emblematico, ho creato Agadeìta».

 

Agadeìta si può fregiare del nome “Grappa Vigneti delle Dolomiti”. Le uve provengono, infatti, da vigneti coltivati nel Bellunese e sono vinificate nel territorio delle Dolomiti. Roberto Castagner racconta come è nata. «Mi è arrivata della vinaccia dai vitigni che il mio socio, Bernardo Piazza, ha nel Bellunese, a circa 400 metri di altitudine, in una zona caratterizzata da una forte escursione termica, e ho sentito che aveva un aroma particolarmente intenso. Ho deciso così di distillarla, ma separando le quattro vinacce di uve bianche, il Riesling, il Muller Thurgau, il Traminer e il Moscato Bianco, e la vinaccia di uva rossa, il Pinot Nero. Il risultato è stato straordinario: una grappa strutturata come un rosso, ma profumata come un bianco». Agadeìta ha un profumo vivace che spazia dagli aromi avvolgenti floreali e di frutta a pasta bianca ai sentori di mora e lampone con note balsamiche e minerali in una sensazione di straordinaria intensità.

 

Grappa Agadeìta viene proposta in due versioni: grappa bianca in bottiglia classica da 70 cl prodotta in 2 mila e 500 esemplari e grappa bianca Rara in confezione luxury in bottiglia decanter da 70 cl prodotta in altri 500 esemplari. L'equivalente di altre 3 mila bottiglie di Agadeìta è stato messo in barrique per diventare riserva tra due anni e sarà pronto per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026.

 

«Siamo riusciti a creare una grappa d’alta quota - conclude Castagner -, una grappa tradizionale, ma dal profilo internazionale proprio in vista delle Olimpiadi. Finalmente esiste la grappa di Cortina, una grappa unica come è unica Cortina».

 

ASSEMBLEA DEI SOCI DEL CONSORZIO TUTELA VINI DELLA MAREMMA TOSCANA

 

VECCHIE TERRE DI MONTEFILI: UN 2024 TRA EVOLUZIONE E NUOVE PROGETTUALITÀ

 


Un anno ricco di progetti per l'azienda Toscana, che racconta il percorso di evoluzione continua che, da sempre, caratterizza la realtà vinicola del Chianti Classico
 
 
 
Nel cuore pulsante del Chianti Classico, Vecchie Terre di Montefili emerge come una realtà unica nel nello scenario vinicolo toscano. Situata su una collina panoramica a 540 metri, l'azienda è riconosciuta per il suo impegno alla sostenibilità e per le sue vigne biodiverse, collocate tra i 480 e i 540 metri di altitudine. Con alla guida la talentuosa enologa Serena Gusmeri, Vecchie Terre di Montefili si distingue per una viticultura sostenibile e per la produzione di vini che raccontano un luogo speciale: il territorio del Chianti Classico.

Il 2024 segna per l’azienda un nuovo capitolo entusiasmante. In primis, in occasione di Vinitaly 2024, Montefili presenterà agli operatori del settore e agli appassionati, le nuove annate dei suoi vini, in uscita sul mercato dal primo marzo: il Chianti Classico DOCG 2020, il Chianti Classico Gran Selezione DOCG 2019, il Vigna Vecchia IGT Toscana 2019, il Vigna Nel Bosco IGT Toscana 2019, che sarà presentato con la nuova etichetta, Anfiteatro IGT Toscana 2019 e il Bruno di Rocca IGT Toscana 2016.

L’anno appena iniziato terrà a battesimo anche importanti novità prodotte secondo la rigorosa etica del bio-distretto di Panzano. Vedrà la luce, infatti, il "Vigna nel Bosco IGT Toscana 2019", frutto di una piccola produzione di sole 2400 bottiglie. “Si tratta di una selezione proveniente dalla vigna più alta dell’azienda (540m) sita nell’Unità Geografica Aggiuntiva (UGA) di Montefioralle che, nella sua essenza, riesce a incarnare e racchiudere la filosofia produttiva dell’azienda stessa: massimo rispetto per il terroir, attenzione per l’ambiente e la biodiversità, vendemmia manuale con selezione in vigna e vinificazione a basso intervento” - afferma l’enologa Gusmeri, alla guida dell’emergente cantina toscana.
Inoltre, avrà luogo il rilancio dell’iconica referenza “Bruno di Rocca IGT Toscana 2016”, il Super-uscan firmato Vecchie Terre di Montefili, unico e ricco di personalità. Dal 2015, i proprietari insieme all’enologa Serena Gusmeri, hanno infatti deciso strategicamente di dedicare all’affinamento il 50% della produzione del vino per valutarne l’evoluzione nel tempo e individuare il momento migliore della vita dei prodotti. Il primo frutto di questa strategica visione aziendale a vedere la luce, sarà proprio Il Bruno di Rocca IGT Toscana 2016. Nel 2020, lo storico Super-Tuscan prodotto con l’80% di Cabernet Sauvignon e il 20% di Sangiovese, fu ritenuto da uno dei massimi esperti del settore, il giornalista di Wine Spectator Bruce Sanderson, meritevole di lodi per il potenziale di longevità che questo vino sa racchiudere. 

Un anno denso e importante, dunque, quello che si è appena aperto per l’azienda toscana, che racconta la propensione all’evoluzione costante che Vecchie Terre di Montefili da sempre incarna.
 
 
V
 

VISITE GUSTOSE: LA CANTINA PODERNUOVO A PALAZZONE

 




Borghi d’Europa ha visitato l’Azienda Agricola guidata da Giovanni Bulgari nella località vicino a San Casciano dei Bagni (Si)

Milano, 20 Febbraio 2024- A sud est nel Basso Senese, al confine tra Toscana, Umbria e Lazio, in località Palazzone (comune di San Casciano dei Bagni) sorge dal 2004 l’Azienda Agricola Palazzone, per volere di Giovanni Bulgari.

Questi era infatti desideroso di dedicarsi completamente alla viticoltura, cercando di avere dei vini belli, eleganti e capaci di esaltare le peculiarità delle colline di Palazzone, che protette dal Monte Cetona (con suoli ricchi di argille, limo e sabbie), sono un ottimo habitat per vitigni a bacca nera come Sangiovese, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot.

Questa Cantina ha iniziato il processo di conversione al biologico nel 2022, mentre al 2009 risale la prima produzione in assoluto. Podernuovo conta attorno all’azienda circa 26 ettari, dove vengono coltivati tutti i  vitigni a bacca nera, mentre altri 4 ettari si trovano in Umbria, in provincia di Orvieto nella Tenuta di Corbara, dove vengono coltivati Grechetto e Chardonnay (e anche l’olio Evo da Cultivar Moraiolo, Leccino e Frantoio), che poi in blend danno vita a “Nicoleo” unico bianco dell’Azienda Agricola.

Un aspetto che colpisce di Podernuovo a Palazzone è la struttura: incastonata nelle colline del Sud Est Senese, è ben divisa in due parti ( la logistica e la parte di vinificazione e pratiche di cantina per far riposare al meglio poi il vino) e dotata di pannelli fotovoltaici, il tutto per cercare di ridurre a zero l’emissione e l’impatto di anidride carbonica ed essere un esempio di sostenibilità moderna.

Dopo l’ottima visita alla Cantina e ai vigneti, Borghi d’Europa si è dedicata alla parte degustazione delle eticehtte di Podernuovo:

-        Igt Toscano Rosato Aliki 2023 ( da uve Merlot e Malbech), un’anteprima molto piacevole e verticale, con beva generosa e non banale, bella sapidità, il naso è un bouquet di frutta rossa croccante e fiori come la viola,

-        Nicoleo 2022, blend da uve Grechetto 35% e Chardonnay 65%, , presenta un naso complesso, con sentori di mandorla, di miele di acacia e una buona mineralità, al palato è ben bilanciato, con un finale molto lungo,

-        Igt Rosso Toscana Therra (blend da uve 45% Sangiovese, 45% Merlot e 10% Cabernet Sauvignon ) 2022, ha un naso con sentori che rimandano alla confettura di fragoline di bosco, una nota balsamica molto gradevole e delle note speziate come cannella e pepe bianco, al palato risulta elegante e persistente,

-        Igt Rosso Toscana Argirio 2020, Cabernet Franc in purezza, ha un naso ricco di spezie, sentori di cuoio e pellame e cacao amaro, al palato colpisce per struttura ed eleganza,

-        Igt Rosso Toscana Sotirio 2020 (Sangiovese in purezza), è un vino rosso di carattere   austero, morbido e avvolgente, con un naso che richiama frutti rosso sotto spirito, pepe nero e una buona balsamicità,

-        Il Blend Igt Rosso Toscana G33 2020 (da uve Sangiovese, Merlot e Petit Verdot in parti uguali) , rosso di nicchia molto importante, davvero molto elegante sia al naso che al palato dove si rivela caldo e molto persistente

Dalla degustazione evince chiaramente che il terroir locale viene valorizzato pienamente: per questo Borghi d’Europa proporrà il Comune di San Casciano dei Bagni, col suo patrimonio di dolci colline e vigneti come Borgo del Gusto nelle rinnovata Rete dei Borghi Europei del Gusto 2024, oltre a continuare a comunicare realtà come Podernuovo a Palazzone nel Percorso d’Informazione Eurovinum, Paesaggi della Vite e del Vino.

In alto i calici!

 

 


INCONTRI DI VINI

 

DUE SERATE AL MESE DA DENIS PORTA VENEZIA,
A TU PER TU CON LOVATEL E I GRANDI PRODUTTORI DI VINO
 
 
Il nuovo format ideato da Denis Lovatel propone due serate al mese a posti ridotti, severamente al banco degustazione del locale in via Melzo, perché i commensali possano provare il connubio pizza croccante e vini da tutta Italia (e non solo) dialogando e interagendo con chi queste filiere le vive quotidianamente
 
 
Il banco degustazione di Denis in via Melzo 16
 
 
Dopo la nuova apertura in via Melzo, nel quartiere di Porta Venezia a Milano, a fine 2023 Denis Lovatel non fa attendere la sua clientela fidelizzata per altre interessanti novità: nel secondo locale del Maestro pizzaiolo nel cuore del capoluogo meneghino hanno preso il via “Incontri Di Vini”, una serie di appuntamenti durante i quali la pizza croccante di Denis viene perfettamente abbinata, incontro dopo incontro, a importanti cantine selezionate e ai loro vini migliori.
 
Questa iniziativa si spinge oltre l’ormai classico connubio pizza-vino: i pochi fortunati commensali che infatti riservano il proprio posto al banco degustazione, dove gli Incontri prendono vita, possono dialogare con Denis e con i diversi produttori, volta per volta, durante la preparazione delle pizze e la presentazione degli abbinamenti. L’interazione e la scoperta vogliono essere i veri valori aggiunti di un’esperienza che va oltre il gusto e permette di portare a casa anche conoscenza cultura.
 
 
Denis Lovatel
 
 
Incontri di Vini dà voce all’anima di Denis Porta Venezia. Un locale, questo, che da una parte sposa il format del già pluripremiato Denis Moscova, poco distante: portare a Milano la pizza croccante e presentare al pubblico un modo rivoluzionario di fare cucina, nel pieno rispetto del cibo e all’insegna di una sostenibilità vera. Ma che dall’altra vuole farsi portabandiera dell’anima del quartiere, Porta Venezia, un quartiere dove si rivela vincente il connubio tra pizze leggere, attente alla salute e all’apporto nutrizionale, con vini naturali e chicche enologiche tutte da scoprire. Un quartiere curioso, aperto, con tanta voglia di conoscere e sperimentare.
 
Centrali quindi, in questa iniziativa, accanto alla storia che si cela dietro la pizza croccante, i vini della cantina di Denis, che rispecchiano pienamente la filosofia di ricercatezza ed eccellenza che contraddistingue il pizzaiolo bellunese. Vini naturali, Champagne e vini macerati arricchiscono la variegata cantina della pizzeria, accanto a importanti referenze italiane e francesi.
 
Il format è semplice: per partecipare a ognuna delle serate è necessario riservare il proprio posto direttamente sul sito web (denispizza.it), dove è possibile trovare il calendario degli incontri, in continuo aggiornamento. Gli incontri si tengono due volte al mese: solo pochi posti al banco degustazione, suddivisi su due turni. Quattro calici, ognuno abbinato ad una fetta di quattro pizze diverse ideate da Denis Lovatel sulla base delle tipologie di vini presentate nel corso della serata, per garantire il miglior abbinamento vino-pizza.
 
Dopo la prima serata con Casina Bric, ora sono già state programmate, acquistabili sul sito web, già i prossimi due incontri. Il primo, il 27 febbraio, con Monte Dall’Ora, azienda nel cuore della Valpolicella (Veneto); il secondo, in programma il 19 marzo, con Marjan Simcic e i suoi vini naturali dalla regione di Brda, in Slovenia, a pochi chilometri dal confine.

(Credits Foto Aromi.Group)