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mercoledì 23 settembre 2026

TENUTE TOMASELLA ACCOGLIE L’AUTUNNO CON TRE PERCORSI DI DEGUSTAZIONE NEL CUORE DELLA TERRA DI CONFINE

 


CONSORZIO ALTA LANGA ED ENTE FIERA INTERNAZIONALE DEL TARTUFO BIANCO D’ALBA: DIECI ANNI DI VALORI CONDIVISI

 

Il Consorzio Alta Langa celebra i 25 anni di attività e i 10 anni di partnership con l’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, nel segno dell’eccellenza, della cultura enogastronomica e delle “autentiche relazioni”



Cittadini! Una performance ideata da Dora García

 

martedì 22 settembre 2026

FILANTE, PUNTO DI RIFERIMENTO DELLA PIZZA AL TRANCIO, ARRIVA NEL CENTRO DI MONZA

 




Dopo i due locali milanesi, il brand fondato da Federico Delunas è pronto a conquistare i monzesi con la sua pizza alta e soffice, ricoperta di mozzarella abbondante - e filante - di alta qualità

Milano, 22 settembre 2026 - Dopo i locali milanesi di Corso Sempione e Piazzale Susa, Filante, pizzeria al trancio premiata da Gambero Rosso e Identità Golose, il 7 ottobre arriva a Monza, in via Manfredo Camperio 7/9, pronta a portare in città il suo trancio di pizza alto e soffice, caratterizzato da un ricco strato di morbida mozzarella e topping pensati per tutti i gusti. 

Filante prevede un menù che spazia da proposte più classiche a farciture più ricercate e contemporanee. Il trancio, preparato al momento, può avere un formato normale, in cui la teglia da 45 cm viene divisa in 6 tranci, o abbondante, in cui viene divisa in 4. 

“Il nostro obiettivo è valorizzare la pizza al trancio, proponendo una pizza soffice cotta in teglia, croccante alla base e completamente ricoperta di mozzarella - racconta Federico Delunas, fondatore di Filante -. Un prodotto gustoso, leggero e genuino, da gustare in un ambiente giovane e conviviale”.

La più ordinata, amata e popolare tra habitué e curiosi al primo assaggio è, ovviamente, la Margherita, ma da non perdere sono anche la Filante (pomodoro, doppia mozzarella, origano) e la Bufalotto (pomodoro, mozzarella di bufala fuori cottura, olio Evo, origano, basilico). Tra le combinazioni più ricercate, a base di preparazioni fresche e artigianali, troviamo la Giallorosso (pomodoro, mozzarella, pomodorini rossi e gialli e al forno, stracciatella, pesto di basilico homemade) e la Ribelle (pomodoro, mozzarella, crema di nduja homemade, cipolla rossa caramellata, stracciatella e taralli sbriciolati).

I prezzi sono molto abbordabili: variano dai 6,50 euro fino a un massimo di 14,50 euro per i tranci più ricercati e abbondanti e lo scontrino medio è di 17 euro a persona, sia a pranzo che a cena, per i clienti serviti al tavolo. Funziona molto bene anche il servizio di asporto e di delivery, grazie all'esclusiva partnership con Glovo.

Oltre alla pizza, il menù prevede insalate e dolci fatti in casa, come tiramisù al bicchiere e New York cheesecake, preparata in diverse versioni.

La preparazione

Il trancio di Filante è alto e leggero, grazie a una farina di alta qualità e ad un impasto ad alta idratazione, che lo rende soffice e alveolato. La farina tipo 1 “semi-integrale” garantisce un miglior apporto nutrizionale, grazie alla fibra di cui è composta, rispetto alle classiche farine di tipo 00. 

Il processo di lievitazione è il vero elemento di distinzione di Filante: un’evoluzione di 3 fasi, lunga oltre 24 ore, che garantisce un prodotto fragrante e leggero. Questo procedimento permette all’impasto di maturare al meglio e di ottenere un prodotto altamente digeribile, anche grazie a un forno elettrico di alta qualità, che garantisce una cottura ottimale e sempre omogenea. Il risultato è un prodotto ritenuto dalla clientela eccellente e leggero, sfatando la classica opinione sulla pizza al trancio, spesso considerata gustosa, ma pesante.


Il brand

Filante nasce nel 2020 dall’amore di Federico Delunas per la pizza al trancio. Bocconiano, con varie esperienze manageriali di alto profilo in vari settori, l’imprenditore ha deciso di dedicarsi alla ristorazione, aprendo la prima sede di Filante a Milano, in Piazzale Susa. L’idea alla base di Filante è creare un brand forte e riconoscibile, valorizzando una pizza tradizionale come il trancio, portandola cioè su un livello di prodotto più elevato ed evoluto, e inserendola in un contesto esperienziale più moderno e appealing. 

Filante punta a ridefinire la percezione della pizza al trancio, sfatando l’idea che sia un prodotto pensato solo per l’asporto o un consumo veloce. L’attenzione maniacale al prodotto, che deve sempre essere eccellente e in linea con i processi produttivi definiti, porta alla realizzazione quotidiana di un leggero impasto creato con farina di tipo 1 del Molino Bongiovanni, dall’alta percentuale di acqua, e fatto lievitare 24 ore per garantire leggerezza e digeribilità. Questa tipologia di impasto ben bilanciato rende la base croccante, ma morbida. 


Le location e l’esperienza

Mangiare da Filante significa essere accolti in uno store allegro, dove il servizio al tavolo è curato e competente. Un’atmosfera conviviale e giovanile, in linea con il posizionamento del brand. 

Per Filante “tenere alto il gusto” significa anche dare valore alle persone e al tempo: un’esperienza non solo “di gola” ma anche di convivialità, positività e gioia di vivere.


Anche la location di Monza avrà un'immagine moderna, all'interno di uno store che presenterà due sale interne per un totale di 55 coperti all’interno e un portico con un dehor da 25 posti. Il design ricalcherà l'estetica e i dettagli degli altri store Filante, creando un'atmosfera conviviale, ma anche ricercata.



Per informazioni e prenotazioni

filantepizza.com

Instagram

MOVIMËNT E FREERIDER SPORT INSIEME PER GLI INCLUSIVE DAYS: IN ALTA BADIA UNA GIORNATA ALLA SCOPERTA DELLA MONTAGNA ACCESSIBILE

 

Carrozzine fuoristrada, handbike, trike ed e-bike, prove di ausili per la mobilità outdoor e attività sul territorio: Movimënt Alta Badia e Freerider Sport Events hanno rinnovato la collaborazione dedicata a sport e inclusione
 

Corvara, 22 settembre 2026_ Mettere alla prova, conoscere e condividere. È stato questo lo spirito degli Alta Badia Inclusive Days, tornati il 19 settembre in Alta Badia con Movimënt e Freerider Sport Events ASD per una giornata dedicata allo sport, all’inclusione e all’accessibilità in montagna. Un appuntamento vissuto direttamente sul territorio, attraverso attività ed esperienze che hanno permesso di sperimentare differenti soluzioni per la mobilità outdoor e confrontarsi concretamente con le caratteristiche dell’ambiente montano.

Protagoniste sono state innanzitutto le attività. Le carrozzine fuoristrada sono state utilizzate per affrontare percorsi sterrati e tratti in quota, sperimentandone direttamente le possibilità sui diversi terreni; handbike, triride ed e-bike hanno offerto differenti esperienze sulle due e tre ruote, mentre le dimostrazioni degli ausili dedicati alla mobilità outdoor hanno permesso di conoscerne più da vicino caratteristiche e possibilità di utilizzo. A completare la giornata, momenti di incontro e condivisione aperti a persone con e senza disabilità. 

A vivere in prima persona l’esperienza degli Alta Badia Inclusive Days è stata anche Franca Borin, presidente del Wheelchair Basket Vicenza ed ex atleta della Nazionale italiana di basket in carrozzina, da anni impegnata nella promozione dello sport e dell’inclusione delle persone con disabilità. Borin ha partecipato alle attività della giornata, confrontandosi direttamente con i percorsi e le caratteristiche del territorio e raccontando l’esperienza anche attraverso immagini e video realizzati durante l’evento. Una testimonianza sul campo che ha contribuito a documentare non soltanto le opportunità offerte dagli ausili per la mobilità outdoor, ma anche il rapporto concreto tra accessibilità e ambiente montano. «Tornare in montagna dopo tanto tempo mi ha emozionata molto. Questo weekend mi ha dato l’opportunità di scoprire un luogo e i suoi sentieri accessibili, ma anche di provare ausili diversi che permettono di vivere un ambiente complesso come quello montano. Grazie a questi strumenti si possono ritrovare esperienze e situazioni che si pensava di non poter più vivere, superando quel senso di esclusione che a volte accompagna la disabilità. Significa tornare a scegliere cosa fare, mettendo al centro le capacità specifiche di ciascuno e non ciò che non può fare», ha raccontato Franca Borin.

Il valore dell’iniziativa è stato anche nel confronto diretto con la montagna che, proprio per sua natura, presenta condizioni molto diverse. Pendenze, fondi sterrati e caratteristiche dei sentieri possono rendere alcuni itinerari più complessi di altri. Percorrerli insieme ha permesso di verificare quali tratti siano effettivamente praticabili con differenti tipologie di carrozzine, dove sia importante il supporto di un accompagnatore e quali aree possano essere raggiunte più facilmente anche grazie agli impianti di risalita. Un lavoro che Movimënt e Freerider Sport Events hanno portato avanti direttamente sul territorio, raccogliendo informazioni utili per comprendere meglio opportunità e criticità dei diversi percorsi. La mappatura effettuata ha evidenziato come molti tratti siano percorribili con carrozzine a tre o quattro ruote motrici, con un importante supporto degli accompagnatori, mentre alcune salite risultano sconsigliate. Allo stesso tempo è stato verificato come alcune zone siano più facilmente raggiungibili, sempre accompagnati, grazie agli impianti di risalita: è il caso, ad esempio, dei parchi di Piz La Ila e Piz Sorega

L’obiettivo è trasformare quanto emerge dall’esperienza diretta in indicazioni sempre più concrete per le persone con disabilità e per le loro famiglie: conoscere in anticipo le caratteristiche di un itinerario, sapere quale tipologia di carrozzina sia più adatta, così come dove sia necessario il supporto di un accompagnatore significa poter affrontare l’esperienza della montagna con maggiore consapevolezza.

Gli Alta Badia Inclusive Days sono parte di una collaborazione che negli anni si è progressivamente consolidata. Da tre anni Movimënt Alta Badia e Freerider Sport Events organizzano iniziative condivise durante la stagione invernale e da due il progetto è stato esteso anche all’estate, portando il lavoro sull’accessibilità dalle piste e dai percorsi sulla neve alle esperienze outdoor dei mesi più caldi.  Già al debutto, nel 2024, l’iniziativa aveva registrato una partecipazione significativa, con oltre 100 persone, di cui 38 persone in carrozzina. Da quella prima esperienza la collaborazione con Freerider Sport Events si è progressivamente consolidata, fino a portare l’Alta Badia a entrare stabilmente tra le tappe dello Skitour Freerider, dedicato allo sci da seduti. A portare competenze ed esperienza sul campo è stata proprio la Freerider Sport Events ASD, realtà che da oltre vent’anni promuove lo sport per le persone con disabilità, che per l’occasione ha messo a disposizione attrezzature e personale specializzato. Un impegno che non si limita alla possibilità di praticare una disciplina sportiva, ma guarda allo sport come strumento di autonomia, libertà, benessere e partecipazione

Una filosofia questa che incontra quella di Movimënt e che trova nella collaborazione tra le due realtà una dimensione concreta: Freerider Sport Events porta competenze, esperienza e nuovi punti di vista, mentre Movimënt mette a disposizione il territorio, le proprie strutture e una rete di operatori locali con cui trasformare ciò che emerge dall’esperienza sul campo in azioni e indicazioni utili.  Alla base del progetto c’è anche la consapevolezza che la montagna non può essere resa indistintamente accessibile in ogni suo luogo. La morfologia del territorio e le sue pendenze pongono inevitabilmente limiti reali, che vanno conosciuti e affrontati con i mezzi adatti. Individuare ciò che è percorribile, riconoscere le criticità e sperimentare soluzioni differenti permette però di ampliare progressivamente le opportunità di vivere la montagna, senza cancellarne le caratteristiche. 

La giornata del 19 settembre ha rappresentato così un nuovo passo nel percorso condiviso da Movimënt e Freerider Sport Events: un’occasione di sport, ma anche di confronto e incontro e conoscenza concreta del territorio. Un lavoro che proseguirà con l’obiettivo di permettere a un numero sempre maggiore di persone di avvicinarsi alla montagna e viverla con sempre più autonomia e libertà.

«I Millesimi del Tempo»: le grandi Riserve di Nera Vini raccontano la Valtellina attraverso le annate più significative

 





Lunedì 5 ottobre a Chiuro un Press Day dedicato all’evoluzione del Nebbiolo delle Alpi. Stefano, Simone e Angela Nera raccontano storia, vigneti e identità della famiglia attraverso quattro grandi Riserve e alcuni assaggi speciali fuori programma. La masterclass sarà condotta dalla giornalista, sommelier e wine educator Sara Missaglia.

Chiuro (SO), settembre 2026 - Il vino come misura del tempo, il millesimo come chiave per leggere l’evoluzione di un territorio e di uno stile produttivo. Nasce da questa idea «I Millesimi del Tempo», il Press Day che Nera Vini organizza lunedì 5 ottobre 2026 nella propria sede di Chiuro, nel cuore della Valtellina.

Un appuntamento riservato a giornalisti, opinion leader, professionisti del vino e ospiti selezionati, costruito intorno alle grandi Riserve della Casa Vinicola Nera e alla possibilità di osservarne l’evoluzione attraverso alcune delle annate più rappresentative. Un progetto che mette in relazione millesimo, vigneto, sottozona, vinificazione e affinamento per indagare la profondità e la capacità evolutiva del Nebbiolo delle Alpi.

La famiglia Nera: oltre ottant’anni di Valtellina

La storia della famiglia Nera si intreccia con quella della viticoltura valtellinese da oltre ottant’anni. Un percorso iniziato nel 1940 e costruito attraverso generazioni che hanno dedicato il proprio lavoro alla valorizzazione del Nebbiolo delle Alpi e di uno dei paesaggi viticoli più caratteristici dell’arco alpino.

Nel corso dei decenni la famiglia ha contribuito alla crescita qualitativa e alla diffusione della cultura del vino valtellinese oltre i confini della valle, sviluppando un modello imprenditoriale fondato sul legame con il territorio, sulla tutela dei terrazzamenti e sulla valorizzazione delle persone che ne custodiscono il patrimonio.

Accanto ai vigneti di proprietà, una componente importante del progetto è rappresentata da una rete di conferitori selezionati, con i quali la famiglia mantiene rapporti consolidati da decenni, basati sulla fiducia, sulla condivisione delle pratiche agronomiche e sulla ricerca della qualità delle uve provenienti dalle zone più vocate della Valtellina.

Oggi questa visione si esprime attraverso due realtà complementari, Nera Vini e Caven Camuna, accomunate dalle stesse radici familiari ma caratterizzate da identità e percorsi differenti.

«Sentiamo forte il legame con questa valle e con la comunità alla quale apparteniamo. Per noi raccontare la Valtellina significa anche restituire qualcosa a un territorio che ci ha dato moltissimo e del quale condividiamo storia e valori. Aprire le porte della nostra azienda e confrontarci con chi il vino lo racconta è un modo per condividere questo patrimonio e continuare a farlo conoscere oltre i confini della valle», sottolinea Simone Nera.

Nera Vini, una storia iniziata nel 1940

Fondata a Chiuro nel 1940, Nera Vini rappresenta una delle realtà storiche della viticoltura valtellinese. Fin dalle origini l’obiettivo è stato interpretare il Nebbiolo delle Alpi nelle sue diverse espressioni territoriali, valorizzando le peculiarità delle sottozone storiche della denominazione e mantenendo un rapporto stretto con il paesaggio terrazzato della valle.

L’azienda dispone oggi di 8,5 ettari di vigneti di proprietà, conta 19 etichette e una produzione annua di circa 450.000 bottiglie. La gamma comprende Rosso di Valtellina DOC, Valtellina Superiore DOCG, Riserve e Sforzato di Valtellina DOCG.

«I Millesimi del Tempo» nasce per entrare in questa storia attraverso una prospettiva precisa: il tempo. Non soltanto come distanza fra una vendemmia e l’altra, ma come elemento attraverso il quale leggere l’identità di un vino, la sua evoluzione e il rapporto con il luogo da cui proviene.

Il concept mette al centro evoluzione, identità territoriale e profondità stilistica, affidando alle Riserve e ai millesimi il compito di raccontare il percorso dell’azienda e la longevità del Nebbiolo delle Alpi.

Stefano, Simone e Angela Nera: tre ruoli, un progetto familiare

Protagonisti della giornata saranno Stefano, Simone e Angela Nera, espressione della generazione che oggi porta avanti il progetto familiare nei suoi diversi ambiti.

Stefano Nera, enologo dell’azienda, segue direttamente la gestione agronomica ed enologica delle produzioni, dalla vigna alla cantina, con particolare attenzione all’espressione della Chiavennasca e alla valorizzazione delle differenti sottozone della denominazione.

Simone Nera è responsabile dello sviluppo commerciale e delle relazioni con i mercati nazionali e internazionali, mentre Angela Nera coordina i rapporti con fornitori, conferitori e clienti, svolgendo un ruolo centrale nella gestione delle relazioni aziendali.

Tre prospettive diverse che convergono in una stessa volontà: lavorare sull’eccellenza e raccontare la Valtellina senza ridurla a un’unica immagine, facendone emergere la pluralità di territori, vini, vendemmie, persone e competenze.

Quattro Riserve per leggere il tempo

Il cuore del Press Day sarà la degustazione di quattro etichette:

  • Valtellina Superiore Riserva DOCG “Signorie” 2018
  • Valtellina Superiore Sassella Riserva DOCG “Tri Angei” 2019
  • Valtellina Superiore Inferno Riserva DOCG “Ca’ di Avi” 2020
  • Valtellina Superiore Riserva DOCG “Paradiso” 2020

Alla sequenza principale potranno aggiungersi alcuni assaggi speciali fuori programma, selezionati dalla famiglia Nera per ampliare il racconto e offrire ulteriori chiavi di lettura dell’evoluzione dei vini nel tempo.

«Le Riserve ci permettono di vedere con particolare chiarezza ciò che il tempo fa al Nebbiolo delle Alpi. Ogni annata porta con sé condizioni diverse e ogni vigneto restituisce una propria identità. Mettere a confronto i millesimi significa raccontare la Valtellina da punti di vista differenti e mostrare quanto precisione, eleganza e capacità di evoluzione possano diventare espressioni della sua eccellenza», spiega Stefano Nera.

La masterclass sarà condotta da Sara Missaglia, giornalista, sommelier e wine educator, che guiderà il percorso di degustazione e il dialogo con la famiglia Nera.

L’analisi dei vini sarà accompagnata dagli interventi tecnici di Stefano Nera e dal racconto aziendale di Simone Nera, con approfondimenti dedicati ai vigneti e alle sottozone, alle diverse vendemmie, alle vinificazioni, agli affinamenti e all’evoluzione delle Riserve. Spazio anche alle domande e al confronto diretto con i giornalisti.

La Valtellina dentro e fuori dal calice

La Valtellina è una valle alpina orientata da est verso ovest, dove il versante retico gode di una particolare esposizione solare e la vite cresce su terrazzamenti sostenuti da muri a secco.

Il Nebbiolo delle Alpi, localmente chiamato Chiavennasca, trova qui cinque sottozone storiche del Valtellina Superiore DOCG - Maroggia, Sassella, Grumello, Inferno e Valgella - e condizioni viticole segnate da forti pendenze, escursioni termiche, ventilazione e lavorazioni prevalentemente manuali.

I muri in pietra dei terrazzamenti accumulano calore durante il giorno e lo restituiscono nelle ore notturne, mentre i suoli sciolti e ricchi di scheletro favoriscono il drenaggio. I vigneti si sviluppano dal fondovalle fino a quote che possono superare gli 800 metri.

Dal calice al territorio

La giornata affiancherà alla masterclass alcuni momenti conviviali, con sapori valtellinesi e vini della famiglia Nera, per proseguire anche a tavola il racconto del territorio. Nel pomeriggio, condizioni meteorologiche permettendo, è prevista una visita in vigneto, per ritrovare nel paesaggio terrazzato gli elementi emersi durante la degustazione.

Con «I Millesimi del Tempo», Nera Vini sceglie così di affidare alle proprie Riserve il racconto di oltre ottant’anni di storia familiare, ma anche di condividere un patrimonio che appartiene a una comunità e a un territorio. Un viaggio attraverso vendemmie, vigneti e sottozone per raccontare l’eccellenza della Valtellina da prospettive diverse, mettendo insieme vino, paesaggio, persone, memoria e futuro.

Dietro e oltre ogni millesimo c’è una storia diversa, ma il punto di partenza resta il medesimo: la Valtellina e il suo Nebbiolo delle Alpi.

INFORMAZIONI

I Millesimi del Tempo
Le grandi Riserve di Nera Vini raccontate attraverso le annate più significative

Lunedì 5 ottobre 2026

Wine Bar Nera Vini
Via Stelvio 40/A - Chiuro (SO) 

Evento riservato a giornalisti, opinion leader, professionisti del vino e ospiti selezionati.

Nera Vini
Via Stelvio 40/A - 23030 Chiuro (SO)
Tel. 0342 482631
E-mail:
info@neravini.com