martedì 7 luglio 2020

LAGO FILM FEST 2020 MUTATIS MUTANDIS, CI SARÀ



“Un’edizione che passerà alla storia”: svelati oggi tutti i contenuti del festival e annunciata la collaborazione con Fondazione Fabbri. È stata presentata oggi, in diretta dalla riva del lago di Revine-Lago, la 16^ edizione del Lago Film Fest. Presenti alla conferenza stampa: Viviana Carlet, Morena Faverin e Carlo Migotto (direttori del festival), Emiliano Bernardi (presidente della Pro Loco di Revine Lago), Giustino Moro (presidente della Fondazione Francesco Fabbri) e Massimo Magagnin (sindaco di Revine Lago). Si terrà dal 24 luglio fino al 2 agosto la sedicesima edizione di Lago Film Fest - festival internazionale di cinema indipendente - e sarà un’edizione sorprendente che passerà alla storia. 10 giorni di cinema sotto le stelle, in riva al lago di Revine-Lago in quella che sarà la sala cinematografica all’aperto più suggestiva d’Italia: uno schermo king-size di 14 metri dove le proiezioni inizieranno ogni sera dalle 21 e termineranno alle 24, divise nelle categorie Internazionali, Nazionali, Nuovi segni e Regione del Veneto. Non mancheranno le proiezioni della sezione Unicef, dedicate ai bambini e teenager. I biglietti a ingresso giornaliero e gli abbonamenti saranno disponibili per l’acquisto online sul sito www.lagofest.org che garantisce la prenotazione del posto e - in caso di pioggia - la possibilità di guardare i film in streaming. Commenta Viviana Carlet - fondatrice e direttrice artistica di LFF con Morena Faverin e Carlo Migotto: “Il Lago Film Fest ci sarà anche quest’anno, per la comunità che lo accoglie da sempre, per gli artisti che interpretano il presente, per le persone che insieme a noi continuano a far crescere il festival e a programmare nuovi progetti per il pubblico.” Continua Morena Faverin - neo co-direttrice artistica di LFF con Carlet e Migotto: “Sarà un festival da vivere tutto il giorno in una location magica, dal primo tuffo del mattino fino alle proiezioni sotto le stelle dopo il tramonto, in riva al Lago. Dieci giorni di cinema in riva al lago dove le storie sullo schermo si fondono con quelle delle persone, dove tutto interagisce con tutto ”. Commenta Carlo Migotto - direttore artistico di LFF con Viviana Carlet e Morena Faverin: “Abbiamo dovuto ripensare e ridisegnare il festival con una nuova struttura e un sistema di fruizione che permetta al pubblico di vivere l’esperienza in totale sicurezza. Il cinema internazionale come sempre sarà al centro di questa esperienza di fruizione unica. Avremmo potuto realizzare un’edizione interamente online ma crediamo fermamente sia importante creare una situazione di incontro (ovviamente sicura), dove la fruizione culturale diventa l’espediente per fare comunità”. Oltre ai dettagli relativi ai contenuti della nuova edizione, durante la conferenza stampa di oggi, è stata annunciata la nuova partnership tra Lago Film Fest e Fondazione Francesco Fabbri, la storica fondazione di Pieve Di Soligo che da anni si occupa di promuovere azioni e iniziative di sviluppo culturale, sociale ed economico sul nostro territorio. Un sodalizio che era in cantiere da mesi e che rappresenta un momento sinergico e di crescita per entrambe le realtà che, proprio per l’edizione di quest’anno, si è rivelato fondamentale. Giustino Moro (presidente di Fondazione Fabbri) introduce così la nuova partnership: “Fondazione Fabbri è per sua natura orientata alla collaborazione, alla condivisione di progetti, per disporre di servizi più articolati, per conseguire economie di scala, per raggiungere un pubblico più vasto, per avere maggiore massa critica nei confronti degli stakeholder, ,per mettere insieme esperienze e competenze tra loro complementari con la finalità di perseguire obiettivi sempre più ambiziosi nei quali coinvolgere le nostre comunità. Nell’era digitale, e delle reti, l’individualismo è una debolezza, la condivisione un punto di forza. Siamo orgogliosi e felici di poter metterci al servizio di Lago Film Fest. Commenta Viviana Carlet: “Una tappa fondamentale a cui siamo arrivati dopo quindici anni di festival. Salvaguardando la nostra indipendenza e la collaborazione con la Pro Loco di Revine-Lago, abbiamo deciso di iniziare questo nuovo percorso con Fondazione Fabbri. Un passo importante che ci permette di immaginare una strategia di sviluppo e di crescita anche in termini progettuali. Stavamo lavorando da mesi a questa trasformazione e siamo felici che questo si sia realizzato proprio in quest’anno così difficile e complesso. Non abbiamo ancora nessuna certezza da parte delle istituzioni, molte delle aziende che da sempre ci sostengono stanno vivendo momenti di difficoltà e la quantità di pubblico che potremo accogliere sarà notevolmente ridotta. In questo contesto critico la partnership con Fondazione Fabbri ci permette di guardare al futuro con maggior sicurezza.” La Fondazione prende dunque il testimone portato per quindici anni dalla Pro Loco di Revine Lago e ne diventa l’ente promotore. Il festival ha così l’opportunità ideale di inaugurare un nuovo capitolo della propria storia che si apre con la possibilità di ambire a nuove vette e di competere con i più importanti eventi del panorama internazionale. La Pro Loco di Revine Lago rimane come soggetto attivo nell’organizzazione del festival e apre un dialogo importante tra Fondazione e territorio. LAGO FILM FEST 2020: TUTTE LE NOVITÀ LE MISURE ADOTTATE PER GARANTIRE UN’EDIZIONE SICURA Per questa edizione particolare, abbiamo lavorato sodo per poter garantire un'esperienza magica in totale sicurezza per tutti. I posti sono limitati ed il pubblico dovrà acquistare il biglietto in anticipo per garantirsi un posto nel cinema all’aperto più suggestivo d’Italia. Tutte le informazioni necessarie per acquistare biglietti e abbonamenti si trovano sul nostro sito www.lagofest.org. Per accedere al Festival sarà necessario: . Buonsenso . Biglietto o abbonamento acquistato online . Mascherina (naso e bocca) . Il rispetto del distanziamento sociale . Una temperatura corporea inferiore a 37.5º . Igienizzare di frequente le mani INDIMENTICABILI FILM DA TUTTO IL MONDO Abbiamo visto più di 2000 film, arrivati a Lago da 91 paesi del mondo e ne abbiamo selezionati 121 tra animazioni, documentari, fiction e film sperimentali. Vi invitiamo a scoprire storie sorprendenti, punti di vista inaspettati dei grandi registi di domani. In riva al lago vi attendono: la più suggestiva sala di proiezione all'aperto per un pubblico adulto e un'arena dedicata al pubblico di bambini e teenager con una selezione di film a loro dedicata. Un’esperienza cinematografica memorabile durante la quale il pubblico sarà coinvolto in prima persona: il vincitore di quest’anno verrà decretato dalla giuria popolare che ogni sera voterà il film preferito. Tutti i film verranno proiettati in lingua originale, sottotitolati in italiano e accompagnati da una breve presentazione dell’autore stesso. Sezioni del concorso: Competizione Internazionale Come superare l’ansia di dover scegliere solo una manciata di film tra l’enorme quantità di titoli che vediamo durante l’anno? Accettando il fatto che selezionare equivale ad assumere un punto di vista proprio, forse fallibile, incompleto, nondimeno un punto di vista. Commettere ingiustizie è inevitabile, noi ne abbiamo commesse moltissime ma la rosa di film che presenteremo al pubblico quest’anno è la cosa migliore e più ricca che abbiamo mai fatto. Il cinema alimenta le illusioni e noi speriamo di portarvi in un luogo in cui non siete mai stati. Competizione Nazionale Pensate a questa selezione come a un messaggio in bottiglia a futura memoria. Rivisti tra qualche anno, questi film ci restituiranno uno spaccato di quel che questo Paese è stato. Dal documentario antropologico all’animazione astratta, passando per la commedia generazionale e il film d’autore, questi film sono imbevuti di paure, timori e incertezze ma anche di gioie improvvise e follia. Competizione Veneto Uno spazio privilegiato per dare voce e spazio agli autori veneti più interessanti o quei progetti cinematografici che hanno scelto il Veneto come ambientazione. Una selezione che vede competere registi già noti al pubblico di Lago e nuove scoperte che si affacciano al panorama del cinema breve per la prima volta. Nuovi Segni Nuovi segni non ha la pretesa di essere il punto di arrivo di una ricerca, né quello di presentare al pubblico le nuove frontiere della ricerca visiva. Qui troverete le cose più coraggiose, sperimentali, fresche e fulminanti. Questo è il luogo dove barattare l’ingenuità con la sorpresa. Unicef Kids & Teens Nata come spazio di proiezione dedicato ai bambini, la sezione Unicef (nelle due declinazioni per i più piccoli e per i teenager) ha sviluppato una sua identità autonoma ed è diventato un importante punto di riferimento estivo. Spontaneità è la parola chiave. Quella che ci porta a selezionare ogni anno i cortometraggi, e a dare ai bambini e ragazzi la possibilità di votare il migliore, con l’intento principe di portare i bambini al cinema con occhi nuovi, attenti e partecipi, e di stimolare il loro spirito critico. PROIEZIONI SPECIALI E INCONTRI SORPRENDENTI Alla già ricca programmazione di film in concorso si aggiungono le proiezioni speciali e fuori concorso. Presenteremo in anteprima il nuovo video di Daniele Costa [X], lo studio sull'identità di un luogo che riversa in chi lo abita i suoi contrasti. Persona o personaggio, il soggetto di questa indagine diventa protagonista e antagonista della propria narrazione. Il lavoro nasce dal workshop Meet the Unknown ed è stato realizzato durante uno dei periodi di residenza di b-r-o-d-o, la miscela bollente dei progetti artistici di Piattaforma Lago. Dalla collaborazione con Il Museo della Navigazione Fluviale di Battaglia Terme, porteremo sullo schermo l’ultima produzione Lago Film Fest: il documentario “L’ultimo barcaro” un ritratto/omaggio al grande Riccardo Cappellozza, recentemente scomparso. Registi, artisti e amici del festival ci raggiungeranno virtualmente per degli incontri a sorpresa che precederanno le proiezioni, brevi incursioni in diretta radio e piccoli eventi trasmessi in diretta da Lago sui nostri canali social. Un programma ancora segreto che arricchirà l’esperienza degli spettatori che parteciperanno alla prossima edizione di LFF. IL FESTIVAL DIFFUSO Per la prima volta da quindici anni il borgo di Lago non sarà “luogo di assembramento”, i vicoli e i cortili non ospiteranno le proiezioni, i concerti e le performance – tutto infatti accadrà in riva al lago. Nonostante tutto, abbiamo deciso di continuare a fare quello che abbiamo sempre fatto: re-inventare il paesaggio e trasformarlo in luogo di fruizione artistica. Il pubblico del festival sarà invitato a visitare il silenzioso borgo di Lago per scoprire una serie di interventi artistici che si mimetizzeranno nel paesaggio urbano. Non ci sarà una mappa, ognuno seguirà il proprio istinto. Un laboratorio artistico aperto che ci permetterà di gettare le basi per la prossima edizione del festival.

lunedì 6 luglio 2020

RIDUZIONE DELLE RESE: IL CONSORZIO TUTELA VINI COLLIO RIDUCE DEL 20% TUTTE LE RESE DEI VITIGNI DISCIPLINATI DALLA DOC COLLIO

RIDUZIONE DELLE RESE: IL CONSORZIO TUTELA VINI COLLIO
RIDUCE DEL 20% TUTTE LE RESE DEI VITIGNI
DISCIPLINATI DALLA DOC COLLIO


Si conclude con la decisione di abbassare del 20% le rese della vendemmia 2020 una lunga fase di ascolto dei soci voluta dal Consorzio Tutela Vini Collio
 
 
Il Collio è una zona viticola conosciuta in tutto il mondo per i vini bianchi minerali e longevi che in questa zona collinare, collocata fra le Alpi Giulie e il Mare Adriatico, acquisiscono caratteristiche territoriali di grande espressività e vantano un eccellente potenziale d’invecchiamento.
Per sostenere queste eccellenze della viticoltura in un momento tanto incerto come quello attuale, il Consorzio Tutela Vini Collio si è messo in ascolto delle necessità dei propri soci individuandone le esigenze in modo da poter intervenire a supporto del comparto vinicolo locale.
È così che, nell’assemblea tenutasi martedì 30 giugno 2020 è stato deciso con il 62 % di voti a favore di attuare un calo delle rese del 20% relativo all’imminente vendemmia 2020, decisione da applicarsi a tutti i vitigni disciplinati dalla DOC Collio. Pinot Bianco, Sauvignon, Friulano, Malvasia e Ribolla Gialla sono solo alcuni tra i protagonisti di questa operazione messa in atto dal Consorzio al fine di tutelare il posizionamento dei prodotti e salvaguardare il lavoro dei soci.
“Il compito del Consorzio è quello di essere un organo di tutela del territorio, il nostro asset più importante” racconta David Buzzinelli, Presidente del Consorzio di Tutela Vini Collio. “In un momento così delicato l’ascolto dei soci è stato fondamentale per indirizzare le nostre scelte verso la soluzione di abbassare le rese. Questa decisione ha l’obiettivo di supportare i viticoltori in difficoltà a causa dell’evento pandemico in corso e del conseguente calo delle vendite, mantenendo al contempo elevata la qualità dei nostri vini, riconosciuti in tutto il mondo per la loro eccellenza”.
A tutela di questo territorio, dove le peculiari condizioni ambientali hanno consentito lo sviluppo di una viticoltura esemplare, nel 1964 è stato fondato il Consorzio di Tutela Vini Collio e dal 1968 l’area vanta anche la Denominazione di Origine Controllata. È il Consorzio che, attraverso eventi ed iniziative si occupa della tutela e valorizzazione della denominazione Doc Collio. Oggi il Consorzio comprende quasi trecento produttori tra viticoltori e imbottigliatori e la zona Doc Collio racchiude circa 1500 ettari di vigneti collinari.


Il gruppo Romagna Gourmet sbarca a Bologna, apre Cantina Letteraria



L’imprenditore cervese Simone Rosetti annuncia la prossima apertura del sesto locale del gruppo: gastronomia regionale, libri e vini naturali i pilastri del locale situato in via Mascarella


Si chiamerà Cantina Letteraria e proporrà un connubio tra gastronomia regionale, vini naturali, libri e letture a tema: è la nuova scommessa del gruppo Romagna Gourmet, che anche in un anno difficile a causa della pandemia continua a investire nel campo della ristorazione con progetti originali e incentrati sulla qualità e il calore dell’ospitalità. Il nuovo locale aprirà le porte entro la fine di settembre nel centro storico di Bologna, in via Mascarella, frutto della collaborazione tra il gruppo di ristorazione guidato dall’imprenditore Simone Rosetti e Paolo Emilio Persiani Editore.

Per Romagna Gourmet sarà la sesta attività aperta nell’arco di dieci anni, la prima in terra emiliana, dopo il rilancio della storica Ca’ de Be’ di Bertinoro nel 2011 e le inaugurazioni dell’Enoteca Pisacane di Cervia nel 2014, del pastificio La Sprunela di Castiglione di Cervia nel 2017, della Vineria del Popolo di Cesena nel 2018 e del laboratorio di panificazione naturale Yeast Panelab di Pinarella nel 2019.

Considerati il successo dei locali aperti in Romagna e la necessita di destagionalizzare il lavoro – spiega Simone Rosetti – abbiamo deciso di investire a Bologna per dare vita a uno spazio dove ci si potrà prendere il proprio tempo per leggere un libro, degustare ottimi vini naturali e spizzicare qualcosa. Offriremo una piccola proposta gastronomica basata sui migliori prodotti regionali nella città in cui Emilia e Romagna si incontrano. Organizzeremo presentazioni di libri con gli autori, degustazioni e letture a tema per promuovere l’abbinamento libro-vino e la cultura del bere bene”.


PASQUA VINI CELEBRA LA FEMMINILITÀ SENZA COMPROMESSI, NEL SEGNO DI CECILIA BERETTA



L’azienda vinicola veronese, sulle pagine del noto magazine Wired e sulle etichette delle bottiglie, rende omaggio a
30 figure femminili che, come Cecilia Beretta, incarnano la
visione contemporanea della donna  

Science, Technology, Engineering and Mathematics. Quattro ambiti che, da sempre, vengono associati a competenze e attitudini prettamente maschili. Ma è davvero così?

Da tempo, nel dibattito internazionale, si discute del rapporto e - soprattutto - dell’apporto femminile al mondo STEM (l’acronimo che riunisce i quattro settori di cui sopra). I numeri non sono certo confortanti: ragazze e giovani donne non sono solitamente “incentivate” a frequentare corsi di studio o perseguire percorsi professionali di tipo scientifico. Eppure, nonostante condizioni di (ancora) minoranza, è innegabile quanto le donne hi-tech spesso ricoprano un ruolo chiave nel raggiungimento di grandi obiettivi di innovazione. Perché studio, tenacia, intraprendenza, passione e ricerca dell’eccellenza non conoscono etichette.

L’innovazione è una questione di mentalità e metodo, un’ambizione a costruire un futuro diverso rompendo gli schemi. Che sia in un laboratorio scientifico o per una causa sociale, un progresso economico o una battaglia ambientale, le donne sono spesso le prime portavoce della voglia di cambiamento: un approccio che, ben prima delle grandi rivoluzioni femministe del XX secolo, ha trovato interpreti ispirate.

È il caso di Cecilia Beretta: primogenita del conte Giuseppe Beretta che visse nella seconda metà del Settecento, fu colta e raffinata e nel suo salotto accolse intellettuali, artisti e musicisti provenienti da tutta Europa. Ma fu prima di tutto una presenza volitiva ed empatica capace, con le sue iniziative filantropiche e le sue attività di mecenatismo, di restituire anche alla collettività di cui faceva parte. Gli stessi valori che possiamo trovare oggi in un sorso di Cecilia Beretta, la linea di vini della Valpolicella targata Pasqua Vini, che vede al lavoro un team tutto al femminile supervisionato da una figura di rilievo del panorama italiano della viticoltura: Graziana Grassini, tra le prime donne winemaker italiane, allieva di Giacomo Tachis.

Ispirandosi alla figura iconica di Cecilia Beretta, Pasqua Vini, sia attraverso le pagine del celebre magazine di innovazione Wired che sulle etichette delle proprie bottiglie, decide di rendere omaggio a 30 donne che hanno cambiato le regole del gioco nel mondo dell’innovazione, sostenendone tanto l’empowerment che la conoscenza del talento. E lo fa coinvolgendo la matita dell’eclettica artista e illustratrice Clorophilla: a lei il compito di tradurre in immagini lo sguardo appassionato di ricercatrici, imprenditrici, artiste, startupper che, attraverso la propria opera, hanno fatto cose straordinarie in Italia e nel mondo.

Tra le 30 protagoniste del progetto firmato Pasqua Vini troviamo tra l’altro: Enrica Arena, founder di Orange Fiber, azienda che recupera gli scarti delle arance di Sicilia trasformandole in tessuto, coniugando così moda, cibo e sostenibilità; Chiara Montanari, capo missione di importanti spedizioni scientifiche in Antartide; Elena Lavezzi, dirigente di Revolut per l'Europa meridionale, prima nella mobilità con Uber e poi nelle criptovalute con Circle; Francesca Dominici, direttrice della Data Science Iniziative di Harvard e con una passione smisurata per la biostatica e l’aggregazione di big data; Graziana Grassini, tra le prime donne winemaker in Italia, consulente di Pasqua Vini per la nuova vita di Cecilia Beretta; Julie Freeman, artista digitale  e autrice di The Lake e di I̶n̛t͘e͟rf̕e̢ren̵ce, che in TED ha trovato casa e crede nei dati come nuova frontiera dell’arte; Kristina Tsvetanova, fondatrice di Blitab, un passato da nerd ma che oggi realizza con la sua startup in Austria tablet per non vedenti, dove il linguaggio Braille è tradotto grazie a particolari cristalli liquidi; Marta Burgay, astrofisica e ricercatrice dell’Osservatorio di Cagliari, prima al mondo a scoprire un sistema binario di stelle di neutroni pulsanti e che oggi in Sardegna studia onde gravitazionali e segnali elettromagnetici in arrivo da altre galassie; Meg Pagani, CEO di Impacton e Revolutionary, che da cyber attivista ha fondato un’azienda che sfrutta il digitale per accelerare la diffusione di progetti hi-tech di valore sociale; Sabrina Di Fazio, founder di E24Woman, ricercatrice biochimica che attraverso la sua startup sviluppa sistemi di protezione per le donne in emergenza, a partire da un braccialetto che invia richieste d’aiuto; Sara Roversi, fondatrice di Future Food institute, che si occupa di innovazione alimentare e tecnologia del cibo; Zoi Giavri, CEO e capo della ricerca di Advantis, che già da under30 ha dimostrato che la neuroinformatica può salvare vite umane.
Creatività e talento, due parole chiave tanto per queste donne che per Pasqua Vini. Spiega Riccardo Pasqua, amministratore delegato: “La nostra azienda è fortemente votata alla valorizzazione del talento, e la visione femminile nel mondo del vino è sicuramente un valore aggiunto. Sosteniamo quella visione creativa che è stata molto spesso motore di tanti cambiamenti nella Storia. Il concetto di femminilità nel quale Pasqua si riconosce è ben rappresentato dalle donne che hanno dato vita a questo affascinante progetto: ecco perché abbiamo deciso di dedicare un’intera linea di vini ispirati al carattere forte e fuori dagli schemi di Cecilia Beretta e oggi di celebrare, insieme a Wired e Clorophilla, il meraviglioso bagaglio di innovazione che le donne sanno portare”.

A Wired sosteniamo che il miglior modo di prevedere il futuro è costruirlo. E se vogliamo creare un domani migliore e più giusto, è fondamentale che le donne si avvicinino alle materie STEM. Le tecnologie saranno infatti sempre più protagoniste nei lavori del futuro e progetti come questo di Pasqua Vini vanno dunque nella direzione corretta: raccontare storie che siano di ispirazione per ribadire che è possibile inseguire sogni, passioni, ambizioni e felicità”, dice Federico Ferrazza, direttore di Wired Italia.

SIPO investe nella filiera delle erbe aromatiche e spezie






La società amplia l’offerta di aromi Sapori del mio Orto, ridefinendola con le due nuove categorie delle spezie ed erbe aromatiche. Più di 20 le referenze a listino, con un assortimento che non ha eguali sul mercato e pone l’azienda come specialista del settore.
                                                                                                                              
Bellaria Igea Marina (RN), 06.07.2020. Presentate in anteprima ai principali clienti della grande distribuzione, sono ora disponibili per la commercializzazione sul mercato italiano ed estero le erbe aromatiche e spezie a marchio Sapori del mio Orto.
La linea è stata oggetto di una profonda rivisitazione: il cambio del nome da erbe aromatiche fresche in erbe aromatiche & spezie; l’ampliamento delle referenze con l’aggiunta di melissa, dragoncello, coriandolo, aneto, levistico e dei peperoncini piccanti habanero, ciliegia, cornetto e jalapeno; una nuova etichetta personalizzata per ciascuna referenza ed il cambio del packaging dalle precedenti vaschette in plastica al vassoio in cartoncino riciclato con un film di protezione in polipropilene antifog microforato che permette la fuoriscita dell’aroma nel punto vendita. Il posizionamento di prezzo consigliato al pubblico va da 0,99 a 1,49 euro in confezione da 25 gr. per gli aromi e da 1,69 a 1,99 euro per i peperoncini.

A fare da minimo comun denominatore della nuova linea di erbe aromatiche e spezie sono da una parte l’attenzione all’ambiente grazie al nuovo packaging sostenibile e dall’altra il servizio al consumatore. Oltre ai monoprodotti infatti, nella linea sono presenti anche dei mix per carne e pesce pensati in funzione delle differenti preparazioni in cucina, che assecondano la fantasia dei consumatori nell’ottica della massima praticità. Realizzati in collaborazione con chef e nutrizionisti i mix sono indicati per carne rossa, carne bianca, carne cruda, insalata di mare, pesce al cartoccio e pesce crudo.   

Per la nuova linea SIPO ha messo a punto un piano di produzione articolato che prevede la produzione in proprio in Romagna e la coltivazione da parte di aziende agricole associate sull’intero territorio nazionale. E’ importante il know-how produttivo nella coltivazione di questi prodotti poichè cambia in funzione del clima e della stagionalità, essendo molto sensibili alla luce ed alla temperatura. Il controllo della filiera è quindi cruciale per ottenere un prodotto di qualità.

Per il mercato delle erbe aromatiche e spezie, la società prevede un continuo aumento dei consumi in futuro. I trend emergenti sono legati alle cucine etniche, dove si fa un maggiore uso di erbe e spezie nella preparazione dei piatti. Molti consumatori inoltre preferiscono acquistare erbe aromatiche fresche piuttosto che quelle trasformate in vasetto. I prodotti più venduti sono prezzemolo, basilico, salvia, rosmarino, menta e finocchio selvatico. Invece quelli che mostrano le dinamiche più interessanti sono il coriandolo, l’erba cipollina, il timo ed il peperoncino.

Nella GDO italiana le erbe aromatiche sono considerate un prodotto di servizio a completamento del reparto ortofrutta e presentano una gamma più limitata rispetto alle catene della grande distribuzione estera. Pertanto sarebbe utile dare più profondità all’assortimento inserendo delle varietà più ricercate per la preparazione di piatti gourmet.  E’ importante anche creare delle ricette per alcuni piatti, come ha fatto SIPO grazie all’aiuto di alcuni chef che collaborano con l’azienda. La GDO potrebbe quindi valorizzare meglio l’offerta di erbe aromatiche e spezie aumentando il numero di referenze a scaffale e mettendo maggiormente in risalto gli abbinamenti con i piatti della cucina italiana ed internazionale.

GIANNI TESSARI PRESENTA SCALETTE: IL SOAVE CLASSICO DOC CHE ESALTA LA TRADIZIONE

Dall'anima vulcanica del Cru Pigno a quella calcarea del Cru Tenda. Dopo il Perinato il nuovo vino giannitessari punta sull'identità classica della denominazione
Dall’inconfondibile cifra stilistica di Gianni Tessari nasce Scalette, un vino con cui il viticoltore di Roncà (VR) punta alla massima esaltazione dell’identità e della tradizione della DOC Soave. Scalette è un Soave Classico DOC prodotto nel Cru Tenda, una delle 23 Unità Geografiche Aggiuntive che rientrano tra le zone storiche della denominazione. In questo Cru collinare e a suolo prevalentemente calcareo vengono condotti i vigneti di Garganega e Trebbiano di Soave. Ne deriva un vino in cui, grazie anche alla fermentazione e all’affinamento in acciaio, è immediatamente percepibile la delicatezza dei profumi e sapori floreali e minerali tipici del Soave Classico. Gianni Tessari prosegue quindi sulla strada della massima valorizzazione del territorio attraverso il rispetto dell’identità che lo caratterizza. Scalette arriva infatti dopo il lancio a inizio anno del Perinato, un Soave Classico DOC prodotto nel Cru Pigno e affinato in legno, capace in questo caso di esprimere al meglio l’anima vulcanica del terroir.
L’esaltazione dell’identità del territorio, che Tessari riserva a tutte le tre DOC (SoaveColli Berici e Monti Lessini) coperte dai vitigni dell’azienda, riecheggia anche nel nome scelto per il vino: “Scalette – spiega Gianni Tessari – si ispira alla scalinata che dal centro di Soave porta al Castello Scaligero. Un percorso immerso nella storia e cultura del paese che rimanda simbolicamente al nostro ultimo vino, un Soave Classico molto tradizionale che facciamo uscire in annata per esaltare al meglio le sue caratteristiche”.
Scalette viene prodotto in 20 mila bottiglie, vendute in enoteca al prezzo consigliato di 10 euro.

UN OLTREPÒ DIVINO


Definizione di consorzio |Una struttura consortile istituita dal Ministero delle Politiche Agricole ha la missione di sviluppare attività di ricerca in favore della conoscenza del vino d’Oltrepò. Il Consorzio di Tutela e Promozione si impegna nella gestione dei suoi marchi, nella salvaguardia della Dop da abusi e contraffazioni, e nel diffondere la cultura del vino. Al Consorzio di Tutela sono attribuiti importanti compiti istituzionali, ed essi intervengono in rappresentanza ed a tutela di tutte le imprese che partecipano alla produzione della denominazione, siano esse consorziate o meno, possono altresì collaborare a perseguire tutti coloro che attuano eventuali comportamenti sleali. Pertanto il Consorzio collabora, secondo le direttive impartite dal Ministero, alla tutela e alla salvaguardia della DOP da abusi, atti di concorrenza sleale, contraffazioni, uso improprio delle denominazioni tutelate e comportamenti comunque vietati dalla legge; coopera anche con le regioni e le province autonome per lo svolgimento delle attività di loro competenza. Infine, svolge le funzioni di tutela, di promozione, di valorizzazione, di informazione del consumatore e di cura generale degli interessi della relativa denominazione, nonché azioni di vigilanza da espletare prevalentemente alla fase del commercio, in collaborazione con l‘Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agro-alimentari (ICQRF) e in raccordo con le regioni e le province autonome. La mission | Ridare credibilità, valore e prestigio ad una terra del vino da sempre. Valorizzare uomini, terra e cantine che grazie al serio lavoro di giovani ed esperti vignaioli da più generazioni contribuiscono a fare grande la nostra Lombardia enologica e agricola. Il percorso è di relazione fra tutti i protagonisti della filiera vitivinicola, settore gastronomico compreso. La storia non manca, come l’autenticità e la proposta di un Territorio che ha nella biodiversità le sue carte vincenti. Sulla latitudine dei grandi vini, l’Oltrepò, a forma di grappolo d’uva, è considerato la patria della vitivinicoltura italiana. L’Oltrepò sorge lungo l’asse del 45° parallelo che accomuna le grandi zone vinicole mondiali. In particolare è considerata la latitudine ideale dei grandi vini del mondo Il Consorzio Tutela Vini dell’Oltrepò Pavese esiste dalla primavera del 1977, evoluzione del Consorzio Volontario di Tutela dei Vini dei Colli dell’Oltrepò Pavese che già esisteva, ha affrontato un giro di boa che punta all’obiettivo del Rinascimento del vino dell’Oltrepò partendo dalla qualità, dalla distinzione, dal carattere del suo territorio. Il territorio su cui insiste la Denominazione Oltrepò è la parte collinare dell’omonima zona situata a sud del grande fiume, il Po così ben decantato da Gianni Brera e attraversa la provincia di Pavia da Ovest a Est. È un Oltrepò che vanta quattro valli orientate all’incirca secondo la direttrice Sud – Nord e che collegano il clima mediterraneo marino della Liguria a quello più continentale della Pianura Padana. Si inizia da Ovest con la Valle Staffora, si prosegue con la Valle Coppa, la Valle Scuropasso e la Valle Versa. Siamo su una superficie estesa che incontra terreni e microclimi anche molto diversi tra di loro attribuendo, di conseguenza, diversità di vocazioni produttive viticole. Zone più vocate a vitigni di bacca rossa, si alternano a quelle più idonee alle produzioni di uve bianche. Una ricchezza invidiabile. Valori e variabili che rendono questa terra del vino unica: dove il Pinot Nero trova la sua più frequente collocazione e rispondenza qualitativa nella centrale Valle Scuropasso; la Croatina è ben rappresentata ed organoletticamente espressa al centro e nell’ estremità Est; il Barbera alternato alla Croatina è più presente nelle due vallate occidentali; il Riesling più vocato nei terreni calcarei, è più coltivato nella centrale Valle Coppa. Oltrepò in pillole ✓ L’Oltrepò, a forma di grappolo d’uva, è patria della vitivinicoltura italiana con 13.500 ettari di vigneti. ✓ In Oltrepò operano circa 1700 aziende vitivinicole, perlopiù medio-piccole a conduzione familiare. ✓ Sulle colline d’Oltrepò si produce il 62% del vino della Lombardia. ✓ L’Oltrepò sorge lungo l’asse del 45° parallelo che accomuna le grandi zone vinicole mondiali. ✓ L’Oltrepò è la capitale italiana del Pinot nero, del Riesling e della Croatina. UN PO’ DI STORIA ✓ L’Oltrepò Pavese, sin dai tempi di Strabone, era considerato zona di vini di qualità. Oggi è il primo “terroir” vitivinicolo di Lombardia. L’Oltrepò Pavese è quel lembo di terra collinoso a sud della Lombardia noto per essere il punto d’incontro di quattro regioni: Lombardia, Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna. Tale peculiare caratteristica rende l’Oltrepò Pavese ricco di culture, tradizioni e cucine differenti, ben integrate tra loro. ✓ Denominazioni DOC e DOCG ✓ La produzione enologica dell’Oltrepò Pavese a indicazione geografica è suddivisa in: ✓ – 1 Docg (Oltrepò Pavese Metodo Classico) ✓ – 7 Doc (Bonarda dell’Oltrepò Pavese, Buttafuoco dell’Oltrepò Pavese, Casteggio, Oltrepò Pavese, Oltrepò Pavese Pinot grigio, Pinot nero dell’Oltrepò Pavese e Sangue di Giuda dell’Oltrepò Pavese); ✓ – 1 Igt (Provincia di Pavia).

domenica 5 luglio 2020

Destinazione Delta del Po : i temi di ESOF2020


Borghi d'Europa, nel quadro del progetto “L'Europa delle Scienze e della Cultura” (2020/2021), sotto il Patrocinio IAI (Iniziativa Adriatico Jonica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione Adriatico Jonica) e di ESOF2020 - EuroScience Open Forum Trieste, ha scelto il Delta del Po, come “locus”per il Percorso Internazionale Aquositas - Le Vie d'Acqua.
L'obiettivo dell'iniziativa è semplice ed ambizioso al tempo stesso: si tratta di creare relazioni stabili con il mondo dell'informazione nazionale ed europea, attivando mese per mese interventi, visite, incontri di informazione capaci di imporre il Delta all'attenzione dei media.
I giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa hanno realizzato un viaggio a Porto Tolle, per
presentare ESOF2020 e rilanciare il progetto. Viene proposto un percorso informativo sui temi della sostenibilità,toccando i borghi e i territori coinvolti nelle iniziative di informazione.
Il luogo dell'incontro l'Albergo Italia e RistòItalia, con la sua cucina di terra e di mare.
 







ESOF2020,EuroScience Open Forum è la più rilevante manifestazione europea focalizzata sul dibattito tra scienza, tecnologia, società e politica. Creato nel 2004 dall’associazione no-profit EuroScience, il forum ogni due anni offre un’opportunità unica di interazione e dibattito tra scienziati, innovatori, politici, imprenditori, operatori della comunicazione e cittadini. Trieste è stata nominata Città Europea della Scienza 2020 e ospiterà la nona edizione di ESOF.
L’EuroScience Open Forum - ESOF2020 Trieste si svolgerà dal 2 al 6 settembre con una missione rinnovata. Se prima della pandemia l’evento rappresentava uno dei principali spazi di confronto multidisciplinare a livello europeo sui cambiamenti della scienza e della tecnologia e sul loro ruolo nella società, gli ultimi mesi di ansie e incertezze generalizzate hanno aggiunto motivazioni forse ancora più profonde. “Nel Porto Vecchio di Trieste ci saranno necessariamente meno relatori fisicamente presenti, molti si collegheranno da remoto”, afferma Stefano Fantoni, Champion dell’iniziativa, “ma più delle difficoltà organizzative ha prevalso l’urgenza del confronto di fronte a tutto quello che è successo negli ultimi mesi. Mai come in questo momento la comunità scientifica globale”, continua Fantoni, “deve dimostrare di essere all’altezza delle sfide che ci aspettano, a partire dalla ricerca di nuove modalità per continuare a far circolare le idee. La pandemia ha svelato in modo eclatante anche la rilevanza di una condotta etica solida nella diffusione dei risultati della ricerca e quanto lavoro vada fatto per migliorare il dialogo fra scienza e politica, fra esperti e media. ESOF è un evento pensato fin dalle sue origini proprio per favorire questo tipo di confronti.”
“Tenere ESOF2020 subito dopo la riapertura dell’Europa post-Covid è essenziale per discutere tempestivamente del ruolo della ricerca scientifica, dell’expertise e della comunicazione in questo contesto che non ha precedenti” afferma Michael Matlosz, Presidente di EuroScience. “Il nuovo format ibrido adottato per l’evento offre l’opportunità a tutti i professionisti della scienza e ai diversi stakeholder di partecipare attivamente al dibattito, di persona o virtualmente.”

venerdì 3 luglio 2020

I CONSORZI DI TUTELA DELLA CAMPANIA PLAUDONO PER LA FIRMA DEL MINISTRO BELLANOVA DELL'IMPORTANTE DECRETO CHE RICONOSCE E DISCIPLINA I VIGNETI STORICI ED EROICI



«QUESTO IMPORTANTE STRUMENTO CHE SOSTIENE E VALORIZZA TERRITORI E VIGNAIOLI COSTITUISCE UNA GRANDE OPPORTUNITÀ PER LA TUTELA DEL PATRIMONIO PAESAGGISTICO E VITICOLO CAMPANO»

Arriva un nuovo strumento per tutelare e valorizzare il mosaico vitivinicolo campano. Il ministro dell'Agricoltura, Teresa Bellanova, di concerto con i ministri Dario Franceschini (Beni e attività culturali) e Sergio Costa (Ambiente e tutela del territorio e del mare), ha firmato il Decreto che riconosce e disciplina i vigneti storici ed eroici. Il Decreto stabilisce, con un maggiore livello di dettaglio rispetto a quanto previsto dal Testo unico del vino, regole e criteri operativi utili per individuare i vigneti eroici e storici, i potenziali destinatari degli interventi di ripristino, recupero e manutenzione che saranno finanziati con una parte del budget dell’OCM (Organizzazione Comune del Mercato vitivinicolo). Attraverso la valorizzazione dei vigneti eroici e storici si mira a produrre effetti positivi non solo in  termini economici, ma anche dal punto di vista ambientale e sociale.
È questa una grande opportunità per il patrimonio vitivinicolo di una regione che custodisce antichi vitigni e pratiche agricole millenarie: caratteristiche che sono alla base di un'offerta enologica di spiccata tipicità. I cinque Consorzi di Tutela Vini operativi in Campania accolgono positivamente questo strumento che potrebbe produrre effetti positivi nel comparto campano.
«La Campania - dichiara Cesare Avenia, presidente del Consorzio di Tutela Vini Caserta 'Vitica' - costituisce uno dei più antichi nuclei di insediamento della vite. È una terra generosa, sapientemente modellata e lavorata dagli uomini. Il nostro ager Falernus, come Pithecusa, il monte Somma e il Vesuvio, il Taburno, sono da sempre scrigni di vitigni unici da cui si ottengono vini inimitabili, decantati fin dall'antichità da Cicerone, Plinio, Marziale, Virgilio... Il Decreto rappresenta sicuramente uno strumento unico per creare valore aggiunto, mettendo in risalto il legame storico, simbolico e culturale con i luoghi di produzione viticola».
«Il riconoscimento dei vigneti storici ed eroici - sottolinea Ciro Giordano, presidente del Consorzio di Tutela Vini  'Vesuvio' - rappresenta un mezzo per garantire la coltivazione di quei  vitigni che coltiviamo da secoli e che costituiscono la forza della viticoltura campana. Nelle diverse aree di produzione della nostra regione si aprono scenari interessanti per quelle varietà che costituiscono un unicum, come ad esempio i vitigni caprettone e catalanesca allevati sulle falde del vulcano più famoso al mondo e il forastera e il biancolella dell'isola di Ischia. Varietà che sono in grado di proporre un’offerta enoica ed una narrazione diversa ed interessante per i consumatori. Ma il Decreto rappresenta anche una grande possibilità per la difesa delle vigne eroiche dell'area flegrea e sorrentina, che tenaci viticoltori hanno difeso dall'invasione del cemento».
«I paesaggi viticoli - afferma Andrea Ferraioli, guida del Consorzio 'Vita Salernum Vites' - sono il frutto di tecnica, conoscenza, tradizione e amore per la propria terra. Opere costruite, come nel caso dei terrazzamenti della Costiera Amalfitana, nel corso dei secoli da veri e propri architetti paesaggisti, che hanno trasformato queste alture che vanno ad affondare nel mare in magnifici giardini pensili. Si tratta di un vero e proprio monumento, costruito pietra su pietra da viticoltori mossi dalla  speranza di un futuro migliore. Questo scenario incantevole potrà sicuramente beneficiare delle opportunità che il Decreto metterà in campo, al pari delle vigne cilentane, le cui radici affondano in un territorio che ha fatto della protezione e dell'integrità ecologica un proprio fiore all'occhiello».
«Grazie al Decreto - aggiunge Stefano Di Marzo, presidente del Consorzio Tutela Vini d'Irpinia - si potrà rafforzare la tutela di quei vigneti la cui coltivazione è caratterizzata dall’impiego di pratiche e tecniche tradizionali, vale a dire legate agli ambienti fisici e climatici locali, che mostrano forti legami con i sistemi sociali ed economici. Il pensiero corre subito al metodo di allevamento delle "tennecchie", ancora in uso in alcune aree della nostra provincia. Queste vigne monumentali non solo raccontano dell'antichissimo legame che corre tra la terra irpina e la coltivazione della vite, ma costituiscono l'esempio dell'efficienza raggiunta da chi ci ha preceduto in termini di gestione del vigneto, al fine di migliorare lo sviluppo vegetativo e produttivo della vite. Tutelare e valorizzare tutto questo significa affrontare con maggiore fiducia la sfida di rendere la produzione più sostenibile, optando per quelle soluzioni più adatte al clima che va cambiando». 
«L'atto adottato - conclude Libero Rillo, presidente del Sannio Consorzio Tutela Vini - costituisce uno strumento importante se visto in prospettiva. Si tratta senza dubbio di un concreto aiuto per la rinascita del mondo del vino, non solo campano, chiamato ad affrontare le critiche conseguenze dovute all'emergenza Covid-19. Il Decreto prevede un ulteriore provvedimento per un marchio nazionale per la viticoltura eroica o storica. Il riconoscimento di questi generi di vigneti offrirà alle aziende  la possibilità di poter fruire di una parte dei fondi previsti dal Programma Nazionale di sostegno al settore vitivinicolo che sarà indirizzata al ripristino, al recupero, alla manutenzione e alla salvaguardia dei vigneti eroici e storici che utilizzano vitigni autoctoni. Una grande opportunità che può legarsi anche alla promozione turistica delle aree a grande vocazione viticola. Soprattutto per quelle aree che, come il Sannio, non sono state mai meta di flussi enoturistici considerevoli».




Firmato
Cesare Avenia, presidente Consorzio di Tutela dei vini D.O.C. Caserta > presidente@vitica.it
Stefano Di Marzo, presidente Consorzio Tutela Vini d’Irpinia > info@consorziovinidirpinia.it
Andrea Ferraioli, presidente Consorzio Vita Salernum Vites > info@consorziovinisalerno.it
Ciro Giordano, presidente Consorzio Tutela Vini Vesuvio > presidente@vesuviodop.it
Libero Rillo, presidente Sannio Consorzio Tutela Vini > presidente@sanniodop.it

VERMENTINO, IL VINO CHE AMA IL MARE IDEALE PER BRINDARE ALL’ESTATE



Monteverro presenta l’annata 2019,
una perfetta armonia di aromi e acidità
 

Surge in vermena e in pianta silvestra”, così scrive Dante nel XIII Canto dell’Inferno. Proprio da vermena sembra derivare il nome Vermentino, “ramoscello giovane, sottile e flessibile”. Etimologia incerta, così come le origini che collocano le radici di questo vitigno in Spagna o Francia e da lì – pare – abbia poi preso il largo per Corsica, Sardegna, le coste liguri e la Toscana e approdi di minor rilievo, come in Piemonte. Assumendo di volta in volta un nome differente: Rolle in Provenza o Vermentinu in Corsica, Pigato in Liguria, Favorita in Piemonte. Appellativi differenti, ma un’anima condivisa: ama il mare, solare e gioioso, fresco e beverino. E proprio come la Verbena, giovane e flessibile. Se fosse un lessico enoico, sarebbe una chiacchierata colloquiale, quelle parole calde e sincere che si spendono tra amici, di vecchia e nuova data. A dispetto della natura che lo vede a suo agio in ambienti dove prevale il bel tempo, sorprendentemente il primo produttore mondiale di Vermentino è la Francia. Dove però viene considerato principalmente un’uva da taglio. In Italia, al contrario, il ramoscello si fa albero ed è quasi sempre trattato “in purezza”, costruendo un legame preferenziale con tre regioni - Sardegna, la Liguria o la Toscana-. E proprio sulle terre soleggiate e collinari della Costa d’Argento, nella maremma toscana, nasce il Vermentino di Monteverro. E’ il bianco dell’estate, fresco e fruttato, profuma di erbe e fiori estivi.

L’annata 2019 è stata tardiva perché fresca”, spiega Matthieu Taunay, enologo della cantina gioiello di Capalbio. “Questo gli ha donato un ottimo equilibrio tra acidità e aromi”. Basta un sorso per sentire gli agrumi (pompelmo, lime), la pesca bianca, la mandorla verde e lasciarsi affascinare da leggere note esotiche (litchi). “Denota una bocca ben bilanciata tra freschezza, morbidezza, sapidità e lunghezza aromatica”, continua Matthieu.

Un’armonia di profumi e sapori, perfetta per brindare all’estate, leggero e delicato è espressione della gioia di vivere italiana. Mai come ora si sente il bisogno di riscoprirla!  Il suggerimento? Come aperitivo o in abbinamento con frutti di mare.

L’annata 2019 sfoggia una veste grafica rinnovata, fresca ed evocativa: un pesce, simbolo contemporaneo di una vitalità unica, all’insegna del colore. L’immagine è la perfetta espressione dei vini che rappresenta e della cifra del poliedrico artista che l’ha creata in esclusiva per Monteverro, Bruno Pellegrino.

Riempiamo i calici, dunque, e accogliamo la bella stagione! Prosit!

Per maggiori informazioni: