| Comano Terme, 26 ottobre 2026_ Il benessere è un elemento sempre più importante dell’esperienza di soggiorno, capace di orientare gli investimenti, influenzare la progettazione degli spazi e ridefinire il rapporto tra ospitalità, salute e qualità della vita. È questo uno dei messaggi centrali emersi dalla terza e ultima tappa di Vette e Onde Experience 2026, che si è conclusa con successo al Grand Hotel Terme di Comano, in Trentino, con una giornata di confronto dedicata al tema “Oltre il wellbeing, le nuove proposte di ospitalità”. Dopo gli appuntamenti di Ancona e del Lago Maggiore, il format dedicato all’evoluzione dell’hospitality italiana ha scelto la montagna per concludere il percorso 2026, portando al centro del dibattito una destinazione nella quale il rapporto tra ambiente naturale, tradizione termale e innovazione turistica offre nuove opportunità di sviluppo. Investitori, operatori alberghieri, consulenti, architetti e professionisti hanno contribuito a delineare un cambiamento che riguarda l’intero settore. Dal wellness real estate alla prevenzione, dall’alimentazione al sonno, fino alla capacità dell’architettura di incidere sul benessere psicofisico, il confronto ha restituito una visione dell’ospitalità nella quale la qualità dell’esperienza diventa un elemento sempre più determinante. La prima tavola rotonda, “Le nuove tendenze del benessere”, ha affrontato il tema dal punto di vista economico, interrogandosi sulle ragioni che spingono investitori e operatori a puntare sul wellness e sul peso che questa componente assume nella valorizzazione delle strutture ricettive. A moderare il confronto Raffaella Peloso, Head of Hotels Valuation Italy di CBRE, che ha introdotto il dibattito attraverso una lettura delle dinamiche della domanda e dell’offerta di investimento. Marco Comensoli, Head of Hotels & Leisure – Capital Markets, Italia di Colliers, ha approfondito il rapporto tra investimenti immobiliari, sviluppo delle destinazioni e nuove esigenze del mercato. «Quando valutiamo un investimento alberghiero, il wellness non è più necessariamente un servizio accessorio. In alcune destinazioni entra direttamente nel business plan e contribuisce a definire il posizionamento dell’asset. Penso a realtà come Cervinia, Merano o il Lago Maggiore, dove l’offerta legata al benessere può rafforzare l’attrattività della struttura anche al di fuori dei periodi di maggiore affluenza. È un tema che riguarda quindi anche la destagionalizzazione». Il rapporto tra identità dei luoghi e valorizzazione del patrimonio alberghiero è stato al centro dell’intervento di Martina Martino, Head of Projects Italy di Belmond, gruppo LVMH. «Lavoriamo prevalentemente su proprietà storiche, spesso caratterizzate da un patrimonio architettonico e paesaggistico di grande valore. Per noi sviluppare un’offerta wellness significa prima di tutto rispettare questa identità. Il benessere può nascere da un giardino, dalle attività all’aperto, dall’utilizzo di prodotti locali e dal rapporto con il territorio. Anche quando introduciamo servizi e collaborazioni con brand internazionali, l’obiettivo è mantenere un legame autentico con il luogo». Una prospettiva differente è stata proposta da Francesca Mura, Business Development Senior Advisor di Ensana Health Spa Hotels, che ha riportato l’attenzione sul valore terapeutico delle risorse naturali. «Il termalismo ha una tradizione molto lunga, ma oggi può rispondere a esigenze nuove. Il nostro modello unisce le proprietà delle acque termali, dei fanghi e delle altre risorse naturali alle competenze mediche, con percorsi che comprendono prevenzione, trattamenti e riabilitazione. Non parliamo soltanto di relax, ma di un approccio alla salute che può accompagnare le persone nelle diverse fasi della vita. È un modello che presenta interessanti prospettive di sviluppo anche in Italia». Christopher Haug, Director PwC – Real Estate Hospitality and Living, ha sottolineato nel suo intervento: «Il report PwC sui Longevity Retreats illustra un modello di wellness che unisce cura, benessere e ospitalità, integrando diagnostica clinica e programmi di benessere in un contesto alberghiero. I Longevity Retreats possono ridurre la stagionalità e rendere la gestione meno dipendente dalle dinamiche del mercato locale, poiché l’offerta distintiva e i programmi esclusivi guidano la scelta degli ospiti». Dalla dimensione economica il confronto si è allargato alla molteplicità di fattori che contribuiscono alla qualità della vita e dell’esperienza di soggiorno. La seconda tavola rotonda, “Qualità della vita: approcci multidisciplinari al benessere”, moderata dalla giornalista Antonella Cotta Ramusino, ha riunito professionisti provenienti dal mondo della salute, dell’alimentazione, della psicologia, dello sport e dell’ospitalità, evidenziando come il benessere sia il risultato di esigenze differenti, che richiedono risposte sempre più personalizzate. Elena Andreolli, CEO delle Terme di Comano, ha raccontato l’evoluzione del termalismo e il rapporto sempre più stretto tra prevenzione, longevità e natura. «Le terme non possono più essere considerate esclusivamente luoghi di cura destinati a una clientela adulta. Oggi abbiamo l’opportunità di parlare anche alle generazioni più giovani, lavorando sulla prevenzione e sulla qualità della vita. A Comano l’acqua termale rimane il nostro patrimonio fondamentale, ma il benessere si estende anche all’ambiente che ci circonda. Il nostro parco di 14 ettari, riconosciuto dal CNR per la terapia forestale, rappresenta una risorsa importante per sviluppare un’esperienza di salute a contatto con la natura». Paolo Barichella, CEO and Director di Food Lifestyle Consulting QFZ LLC, ha portato il punto di vista del food design e dell’innovazione alimentare, maturato attraverso esperienze professionali in Italia e all’estero. «Quando parliamo di alimentazione e benessere, non possiamo fermarci alla scelta degli ingredienti. Conta come vengono preparati, cucinati, presentati e consumati. Il cibo è parte dell’esperienza di ospitalità e il progetto deve considerare anche gli aspetti culturali e le abitudini delle persone. Lavorando in contesti internazionali, come il Qatar, questo diventa particolarmente evidente: il benessere alimentare richiede conoscenza, attenzione e capacità di adattamento». Il tema dell’ospitalità familiare è stato affrontato da Stefano Cerutti, vicepresidente del Consorzio Italy Family Hotels. «Una vacanza in famiglia funziona quando tutti riescono a trovare il proprio spazio. I bambini hanno bisogno di attività, occasioni di gioco e scoperta, mentre i genitori cercano anche momenti di riposo e tranquillità. Il benessere nasce proprio dalla capacità di tenere insieme queste esigenze, senza considerarle in contrapposizione. Nei family hotel significa progettare servizi, ambienti e proposte che permettano ad ogni componente della famiglia di vivere al meglio il soggiorno». Con Gabriella Gilli, Full Professor of Developmental and Educational Psychology presso l’Università Cattolica di Milano, il confronto si è spostato sulla dimensione psicologica dell’esperienza. «Possiamo distinguere diversi livelli di benessere. C’è il piacere immediato, quello che proviamo davanti a un bel panorama o gustando qualcosa di buono. Ma c’è anche un benessere che nasce dal coinvolgimento personale e dalla possibilità di attribuire un significato a ciò che viviamo. Un’esperienza diventa più importante quando possiamo scegliere, partecipare, raccontarla e condividerla. Per questo, nell’ospitalità, ascoltare davvero le persone è fondamentale». Il ruolo del riposo nella salute e nella performance è stato approfondito da Nicola Innocentin, Strategic Football Executive, attraverso esempi tratti dal mondo dello sport professionistico. «Nel mondo dello sport siamo abituati a programmare gli allenamenti, l’alimentazione e il recupero fisico, ma spesso sottovalutiamo il sonno. Eppure è una componente fondamentale della prestazione. Lo stesso vale per chi viaggia frequentemente o affronta giornate di lavoro impegnative. Anche in un hotel di lusso possiamo trovare un letto che non risponde alle nostre esigenze: il comfort percepito non coincide sempre con la qualità del riposo. Dovremmo cominciare a considerare il sonno con la stessa attenzione che dedichiamo all’attività fisica». A completare il confronto Dominique Trotta, Senior Spa Director e Wellness Trainer, che ha sottolineato il ruolo delle competenze professionali nella qualità dell’offerta. «Negli ultimi anni le spa sono cambiate profondamente. Quando ho iniziato a lavorare in questo settore, erano ancora una proposta relativamente nuova per molte strutture alberghiere; oggi sono molto diffuse e le aspettative degli ospiti sono cresciute. Ma uno spazio bello e attrezzature di qualità non bastano. La differenza la fanno le persone, la loro preparazione e la capacità di comprendere le esigenze di chi hanno davanti. La formazione deve accompagnare costantemente l’evoluzione del settore». A chiudere i lavori della mattinata è stato l’intervento speciale di Alberto Apostoli, Founder di Apostoli Group, Hospitality & Wellness Architect and Consultant, dedicato al tema “Wellness: A Global Overview and Trends”. Apostoli ha approfondito il ruolo crescente del wellness real estate e l’impatto dell’offerta benessere sulle performance economiche delle strutture. «La Wellness Economy è un sistema economico molto più ampio di quanto siamo abituati a immaginare. Comprende il turismo, il settore immobiliare, la salute, la prevenzione e numerose attività che incidono sulla qualità della vita. Il wellness real estate, in particolare, dimostra come il benessere stia entrando direttamente nelle scelte di investimento e nella progettazione degli immobili. Per l’Italia, che dispone di un patrimonio naturale e turistico straordinario, si aprono opportunità importanti, a condizione di sviluppare progetti credibili e capaci di rispondere a una domanda internazionale in evoluzione», ha evidenziato Apostoli. Nel suo intervento sono stati richiamati anche progetti internazionali come il Tavan Jargal Resort nell’area Asia-Pacifico e le Lefay Wellness Residences sul Lago di Garda, insieme alle nuove tendenze destinate a influenzare l’economia del benessere nei prossimi anni. Nel pomeriggio, la terza tavola rotonda, “Una visione architettonica dell’ospitalità del benessere”, ha portato il confronto sul terreno della progettazione, raccogliendo gli stimoli emersi durante la mattinata per tradurli in spazi, servizi e nuove modalità di vivere l’hotel. Moderata da Paolo Righetti, architetto di Upper West Architects e docente presso l’Università Cattolica, la sessione ha riunito progettisti provenienti dal mondo dell’hospitality, dell’healthcare, dell’ingegneria e della nautica. Al centro del dibattito la capacità dell’architettura di incidere concretamente sulla qualità dell’esperienza, attraverso materiali, luce, acustica, tecnologia e relazione con l’ambiente. Michele Arcarese, architetto e founder di Michele Arcarese & Partners, ha posto l’accento sulla necessità di superare una concezione episodica del benessere. «La parola che sceglierei è continuità. Troppo spesso il benessere viene proposto come un’esperienza limitata nel tempo, qualcosa che viviamo durante un soggiorno e che termina quando torniamo a casa. Credo invece che la progettazione debba lavorare su condizioni capaci di incidere sulla qualità della vita nel lungo periodo. Significa occuparsi dell'aria che respiriamo, dei materiali, della ventilazione e dell'ambiente nel suo complesso. L'esperienzialità da sola non basta a garantirlo: se vogliamo lavorare realmente sul benessere serve una visione di continuità nella progettazione. La sostenibilità deve tradursi in benefici concreti per le persone». Per Marco Bonelli, Architect and Co-Founder of m2atelier, il valore dell’architettura risiede soprattutto nella capacità di influenzare le sensazioni di chi vive uno spazio. «Mi interessa meno la forma in sé e molto di più come una persona si sente all’interno di un ambiente. Luce, proporzioni, materiali e acustica possono cambiare completamente la percezione di un luogo. La semplicità, però, non è mai semplice da ottenere: richiede un lavoro progettuale molto accurato. Nei resort, dove spesso si rimane soltanto pochi giorni, dobbiamo creare un’esperienza significativa senza imporre continuamente la presenza del design». Marco de Jorio, CEO & President di De Jorio Luxury & Yachts Projects e De Jorio Design Suisse, ha raccontato come il concetto di benessere cambi quando l’ospitalità si sposta sul mare. «Su uno yacht privato tutto ruota attorno alle abitudini e ai desideri del proprietario. Il benessere è quindi estremamente personale e coinvolge il servizio, la cucina, gli ambienti e persino i profumi. Su una nave da crociera il tema è diverso, perché dobbiamo progettare l’esperienza di molte persone. In entrambi i casi il mare ha un ruolo fondamentale: è un ambiente in movimento, che cambia continuamente e con il quale il progetto deve saper dialogare». Il rapporto tra architettura e cura è stato al centro dell’intervento di Gabriele Gascón, Architect, Founder & Creative Director di Gascón Group, che ha sintetizzato la propria visione attraverso tre parole: Beauty, Care e Silence. Una riflessione sulle crescenti affinità tra ospitalità di lusso e mondo sanitario, due settori nei quali la qualità degli ambienti può contribuire al benessere fisico ed emotivo delle persone. «La bellezza non è mai un elemento puramente estetico, qualcosa che arriva alla fine del progetto. È invece uno strumento progettuale. Un ambiente bello può cambiare il modo in cui una persona vive uno spazio, il modo in cui si muove, il modo in cui si sente. In una clinica significa restituire dignità, serenità e normalità a una persona che spesso sta vivendo un momento di fragilità. Per questo ci piace pensare che l’architettura possa essere una forma di attenzione. Non deve necessariamente mostrarsi. Deve funzionare». Il rapporto tra tecnologia e benessere è stato approfondito da Francesco Gori, CEO di ESA Engineering, che ha evidenziato la complessità tecnica nascosta dietro gli ambienti dell’ospitalità contemporanea. «Il nostro lavoro consiste spesso nel gestire sistemi molto complessi facendo in modo che l’ospite non debba accorgersene. Pensiamo alla temperatura, alla luce, all’acustica o al controllo degli ambienti. Sono aspetti che richiedono infrastrutture sofisticate, ma che devono risultare semplici e intuitivi per chi utilizza lo spazio. Il comfort più autentico nasce dalla libertà di scegliere ciò che si desidera, adattando l’ambiente alle proprie esigenze e preferenze.». Rosi Pachilova, Associate Partner nel Workplace Strategy team di Foster + Partners, ha proposto un confronto tra il mondo dell’ospitalità e quello sanitario, evidenziando come competenze sviluppate in ambito clinico possano trovare applicazione anche nella progettazione alberghiera. «Hotel e strutture sanitarie possono imparare molto gli uni dagli altri. Nel settore healthcare esiste una conoscenza approfondita del rapporto tra ambiente, recupero fisico e benessere delle persone. Pensiamo alla qualità del sonno, alla luce o all’acustica. Sono aspetti fondamentali anche nell’ospitalità, soprattutto per chi viaggia molto e deve affrontare il jet lag. Per questo lavoriamo con gruppi multidisciplinari, coinvolgendo competenze che vanno oltre l’architettura tradizionale». Con Stefan Rier, co-founder di Studio NOA, il dibattito ha affrontato il tema del wellbeing beyond the spa, attraverso una riflessione sul rapporto tra architettura, paesaggio e nuove interpretazioni del lusso. «Non credo che il benessere debba necessariamente essere associato a uno spazio dedicato, o a un trattamento. A volte nasce semplicemente dal rapporto che si crea tra una persona ed il luogo in cui si trova. Una vista, la luce naturale, il silenzio o la possibilità di entrare in contatto con il paesaggio possono avere un valore molto più forte di tanti servizi aggiuntivi. In questo senso anche il concetto di lusso sta cambiando: conta sempre di più la qualità delle emozioni che un luogo riesce a generare». A completare il confronto Gianpaolo Venier, Partner di OTTO Studio, che ha approfondito l’evoluzione della spa contemporanea tra esperienza collettiva, relazione con il territorio e sostenibilità economica. «Una spa non è soltanto un luogo nel quale ci prendiamo cura di noi stessi. Può diventare uno spazio di relazione, nel quale sentirsi parte di una comunità, quasi di un club. Questo cambia il modo di progettare gli ambienti e di organizzare i servizi. Allo stesso tempo dobbiamo considerare la sostenibilità economica: per molto tempo la spa è stata vissuta come un costo, mentre oggi può contribuire direttamente alla redditività dell’hotel. La sfida è trovare il giusto equilibrio tra qualità dell’esperienza e gestione degli spazi». Con la tappa trentina si conclude così il percorso 2026 di Vette e Onde Experience, che attraverso tre territori differenti ha messo a confronto esperienze, modelli di investimento e visioni progettuali dell’ospitalità contemporanea. Dal rapporto tra destinazioni e sviluppo turistico alle nuove esigenze della clientela, il confronto di Comano ha evidenziato come il benessere stia assumendo un ruolo sempre più trasversale, coinvolgendo non soltanto i servizi offerti dalle strutture, ma il modo stesso di concepire l’accoglienza. Una trasformazione che apre nuove prospettive per il settore, chiamato a integrare competenze, innovazione e attenzione alla persona per costruire esperienze di soggiorno capaci di generare valore nel tempo. La tappa trentina di Vette e Onde Experience 2026 è stata resa possibile anche grazie al contributo di aziende che condividono la visione del progetto e la volontà di promuovere il dialogo tra architettura, design, innovazione e ospitalità (in ordine alfabetico): Fama Design, azienda italiana specializzata nella produzione di maniglie e accessori d’arredo di alta gamma, che unisce artigianalità, design distintivo e lavorazioni su misura per progetti unici ed esclusivi. https://www.famadesign.it/ Foglie d’Oro, eccellenza italiana del legno di alta gamma, specializzata in pavimenti, boiserie e superfici su misura, l’azienda controlla direttamente l’intera filiera produttiva, fino al prodotto finito, garantendo qualità, tracciabilità e sostenibilità. https://fogliedoroparquet.com/ Lutron, leader nei sistemi di controllo, nelle tende automatizzate e nelle soluzioni di illuminazione intelligente, rappresenta uno standard di riferimento nella gestione di camere e spazi comuni per l’hospitality di alta gamma. https://www.lutron.com/us/en Mirage, con oltre cinquant’anni di esperienza nel gres porcellanato, affianca architetti e designer nella realizzazione di progetti che coniugano ricerca estetica, prestazioni e sostenibilità, trasformando le superfici in elementi centrali dell’architettura e dell’interior design. https://mirage.it/it/it PolyPiù, azienda italiana leader nello sviluppo di soluzioni in policarbonato per architettura e design, porta al progetto la propria esperienza nell’innovazione, nell’estetica e nella versatilità applicata agli spazi contemporanei. https://www.polypiu.it/ Resstende, sinonimo di innovazione e artigianalità nel settore della protezione solare e interpreta la schermatura come elemento essenziale dell’architettura contemporanea, con soluzioni che integrano design e tecnologia. https://www.resstende.it/ Tubes, rappresenta un’eccellenza internazionale nel design del calore e offre a progettisti e interior designer un’ampia gamma di radiatori, scaldasalviette e accessori capaci di garantire grande libertà espressiva attraverso un approccio sartoriale al progetto. https://www.tubesradiatori.com/en/ Villeroy&Boch è uno dei principali gruppi internazionali nel segmento premium Dining & Lifestyle e Bathroom & Wellness, con oltre 275 anni di storia all’insegna di design, qualità e innovazione. Presente in circa 140 Paesi, riunisce i marchi Villeroy & Boch e Ideal Standard, sviluppando soluzioni che coniugano estetica, funzionalità e comfort. https://www.villeroy-boch.it/ |
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