venerdì 30 agosto 2019

Continua il viaggio di Borghi d'Europa a Russi



Continua il viaggio del gusto dei giornalisti e dei comunicatori di Borghi d'Europa a
Russi, in Romagna.
La costruzione della Via del Gusto è già a buon punto : le interviste realizzate nel Mercato
Coperto ( Frutta e Verdura F.lli Tiribinti e Pescheria), la visita alla Pizzeria da Pino e alla
trattoria da Luciano, la tappa gustosa alla Pasticceria Babini, hanno segnato il cammino
dei viandanti dell'informazione.

Per esempio sull’Argine destro del fiume Montone - linea di confine tra la provincia di
Ravenna e quella di Forlì - , nel cuore rurale della Romagna, da oltre 200 anni sorge
l’antica Trattoria da Luciano.Un tempo osteria di passaggio e luogo di ristoro frequentata da viandanti e birocciai, grazie alla sapiente conduzione famigliare di padre Luciano, madre
Mina e le figlie Nadia e Sandra, la trattoria da Luciano è oggi punto di riferimento per tutti
gli amanti della miglior cucina della tradizione romagnola.

Nel corso delle due giornate Russi ha accolto anche Gianluigi Veronesi, direttore del network Degusta (magazine, portale di informazione, tv,ecc.), che è intervenuto per conoscere la
comunità e dedicarle, così, ampi spazi d'informazione.Ha fatto gli onori di casa l'Assessore
Monica Grilli,con deleghe alle politiche sociali, turismo e promozione territorio, bilancio e
tributi.
Il progetto Russi e Borghi d'Europa gode del Patrocinio della Civica Amministrazione.

                                                                                        Monica Grilli



Borghi d'Europa a Tarcento : Le Vie del Gusto/ 4

VOGHERA FOTOGRAFIA 2019 Incontro Nazionale di Fotografia - II^ Edizione "TRA LUOGHI E PERSONE - TRANSITI"


Castello Visconteo di Voghera 
Piazza Della Liberazione, Voghera (PV)
14 settembre – 6 ottobre 2019
Ingresso libero

Vernissage sabato 14 settembre dalle 10.30

 Sei progetti fotografici che coinvolgeranno oltre 25 fotografi italiani e stranieri fra cui Olivo Barbieri, Harry De Zitter e Sara Munari,  più di 250 fotografie esposte,  una mostra collettiva sui "Transiti" contemporanei e una sulla via Appia dell'Associazione Cacciatori d'Ombra, una finestra su “I Giganti del Jazz” con cinque progetti fotografici e quattro incontri, un omaggio a Leonardo da Vinci e uno ai 180 anni della Fotografia, la prima "Camera  Obscura " stabile in Italia, una collettiva FIAF dei circoli della Provincia di Pavia, oltre a corsi e workshop, incontri e talk, visite guidate, videoproiezioni, performance
e altro ancora...

  Immagini ad alta risoluzione e materiali stampa 
https://drive.google.com/drive/folders/1We4ZA22mguWrPzohxWXeVXQZ5ae3BdKF


VOGHERA. La seconda edizione di Voghera Fotografia, incontro nazionale dedicato alla fotografia d’autore, organizzata e promossa da Spazio 53Visual Imaging in collaborazione con Assessorato alla Cultura del Comune di Voghera, La Provincia Pavese e photoSHOWall, patrocinata da Regione LombardiaProvincia di Pavia, Fondazione Cariplo, ASM, FIAF e UNICEF, si svolgerà per quattro fine settimana da sabato 14 settembre a domenica 6 ottobre all’interno delle sale del Castello Visconteo e avrà come titolo “Tra luoghi e persone - Transiti”.

Diretta da Arnaldo Calanca con il comitato scientifico composto da Renzo Basora, Luca Cortese, Gianni Maffi e Pio Tarantini, l’edizione 2019 di Voghera Fotografia vuole essere luogo di confronto e riflessione sulla comunicazione visiva e si presenta come un evento diffuso sul territorio che coinvolgerà l’intera città: più di 250 fotografie esposte, sei progetti fotografici con le opere di oltre 25 fotografi italiani e stranieri fra cui Olivo Barbieri, Harry De Zitter e Sara Munari, una mostra dell’Associazione Culturale Cacciatori d’Ombra sulla via Appia, una collettiva sui “Transiti” contemporanei, una finestra sul Jazz con quattro incontricinque progetti fotografici, oltre a workshop e corsi,  incontri e talk, videoproiezioni e proiezioni a cura di ImmaginIria e Spazio 53.

Arnaldo Calanca: “In un mondo dove la fotografia è diventata uno dei mezzi più diffusi e abusati per comunicare idee, emozioni e pensieri, abbiamo pensato di costruire un evento capace di far riflettere sulla forza della fotografia quando quest’ultima è d’autore, ovvero in grado di raccontare la Storia e smuovere le coscienze. Più che mai oggi che siamo in un momento storico contrassegnato dalle migrazioni di popoli interi da un luogo ad un altro per motivazioni economico-sociali, climatiche e di lavoro”

Questi i sei principali progetti fotografici di Voghera Fotografia 2019, ognuno dei quali è contraddistinto da un'opera fotografica della serie "i Giganti" di photoSHOWall:

1. Harry De Zitter - The Himba Collection
Venti immagini in bianco e nero  esplorano i volti e le esistenze degli Himba, popolazione indigena di circa 12mila persone del nord della Namibia, l’ultima semi-nomade del Paese che vive di sola pastorizia.

2. Olivo BarbieriAdriatic Sea (staged) Dancing People 2015
Venti scatti ripresi dall’elicottero della costa Adriatica romagnola che in certe ore della giornata si trasformano in una specie di set teatrale e cinematografico. Un progetto sul comportamento dell’uomo in luoghi considerati naturali e sulla veridicità del ricordo.

3. Sara MunariVanishing Shepherds
Venti scatti per raccontare come i cambiamenti climatici, l'urbanizzazione e la burocrazia stiano uccidendo l'esistenza della cultura pastorale in Mongolia e di come si assista a un vero e proprio esodo umano di pastori verso le città, soprattutto Ulan Bator.

4. Beppe Bolchi - Città senza Tempo
Il tema del paesaggio urbano affrontato con la fotocamera a foro stenopeico. Il risultato che se ne ottiene sono immagini che uniscono, alla fissità dei luoghi e delle architetture, la traccia del passaggio delle persone, la percezione della loro presenza, non la loro figura. 

5. Associazione culturale Cacciatori d'OmbraAppia, Work in progress
Nove autori presentano una riflessione sullo stato di abbandono della prima strada programmata e realizzata in Italia al tempo dell’antica Roma che, partendo dal centro della Capitale, attraversa la parte meridionale dell’Italia e arriva a Brindisi, capolinea dei viaggi in Oriente via mare: Pasquale Amendolagine, Nello Coppola, Alessio Deluca, Mauro Ieva, Francesco Mezzina, Patrizia Ricco, Marco Sacco, Simone Sanchioni, Salvatore Simonetti.

6. Mostra collettiva Transiti 
Dieci fotografi interpretano il senso "di movimento", ovvero le motivazioni dello spostarsi nel mondo contemporaneo: Isabella Balena, Giancarlo Carnieli, Francesco Cianciotta, Pier Paolo Fassetta, Gianni Maffi, Stefano Parisi, Graziano Perotti, Nino Romeo, Sebastiano Vianello e Daniele Vita.

Inoltre, Voghera Fotografia presenta la prima "Camera Obscura" stabile in Italia ideata e realizzata da Beppe Bolchi e Spazio 53 nella Torre nord-ovest del Castello Visconteo; un evento su Leonardo Da Vinci a 500 anni dalla sua scomparsa con il supporto del FAI Giovani Oltrepò e un altro sul 180° compleanno della Fotografia, una mostra composta dalle opere dei circoli fotografici aderenti alla FIAF della Provincia di Pavia.

E ancora: una “sala di posa per ritratti” itinerante nel centro della città, 2 concorsi fotografici e una mostra .edicati agli studenti delle scuole medie e superiori; visite guidate in alcune aziende locali come Cifarelli, Balma e Capoduri, Trenitalia, Officina Grandi Riparazioni; la possibilità di visitare i musei  ed entrare nei palazzi storici della città aperti eccezionalmente per l'occasione.

Grazie alla collaborazione con La Provincia Pavese e photoSHOWall, completa l’offerta di Voghera Fotografia 2019 la mostra diffusa “I Giganti del Jazz” a cura di Roberto Mutti con cinque progetti fotografici tra Pavia e Voghera: tre di Roberto Cifarelli (The Black Square; Paolo Fresu, il musicista e il suo strumento; Roberto Petrin e i suoi amori), uno di Alessandra Fuccillo (Mario Biondi, Best of Soul in Moscow), uno di Pino Ninfa (Jazz Spirit), che raccontano luoghi e personaggi del panorama jazzistico italiano e internazionale.
Sempre in collaborazione con La Provincia Pavese, tra Voghera e Pavia si svolgeranno anche quattro incontri sul jazz.
“I Giganti del Jazz” fa parte di Jazz Foto Festival, manifestazione fotografica itinerante sul mondo del jazz ideata da Davide Tremolada Intraversato.

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VOGHERA FOTOGRAFIA 2019
14 settembre – 6 ottobre 2019
Mostre a ingresso libero

INFORMAZIONI AL PUBBLICO
c. 335 6356357 | 347 3253040 | 348 8422171
info@vogherafotografia.it | www.vogherafotografia.it
info@spazio53.com | www.spazio53.com

PERIODI E ORARI DI APERTURA AL PUBBLICO
sabato 14 e domenica 15 settembre, 09.30-12.30 / 15-19.00
sabato 21 e domenica 22 settembre, 09.30-12.30 / 15-19.00
sabato 28 e domenica 29 settembre, 09.30-12.30 / 15-19.00
sabato 5 e domenica 6 ottobre, 09.30-12.30 / 15-19.00

Merano WineFestival 2019: a Roma, Merano e Milano gli eventi di Anteprima in attesa della 28^ edizione



Raffinate location ed eventi eleganti fanno da cornice alle Anteprime di Merano WineFestival. Roma (14-15 settembre), Merano (28-29 settembre) e Milano (11-12 ottobre) le città che ospitano i tre eventi che anticipano il festival meranese, tra degustazioni wine&food e showcooking. Occasioni speciali per avvicinarsi all’atmosfera della 28^ edizione, in programma dall’8 al 12 novembre.

Merano, 30 agosto 2019 – E’ tempo di iniziare ad immergersi nell’atmosfera dell’evento wine&food più glamour e conoscere qualche dettaglio sull’edizione 2019 di Merano WineFestival. Per farlo è possibile partecipare agli eventi di anteprima organizzati dal WineHunter e patron della manifestazione Helmuth Köcher a Roma, Merano e Milano.

Tre location di eccezione a far da cornice ad altrettanti eventi di presentazione, per conoscere più da vicino le novità presenti all’edizione numero 28 di Merano WineFestival, in programma dall’8 al 12 novembre nelle splendide sale del Kurhaus di Merano. Insieme ad esse, il meglio dei prodotti vitivinicoli e gastronomici italiani recentemente premiati con The WineHunter Award, la guida alle eccellenze e ai prodotti di qualità superiore selezionati ogni anno da Helmuth Köcher e dalle sue commissioni di assaggio. La prima tappa è l’Anteprima MWF Roma in programma il 14 e 15 settembre all’Acquario Romano, anche conosciuto come ‘Casa dell’Architettura’; un’affascinante location in stile neoclassico costruita nell’800 e attualmente adibita ad ospitare mostre ed eventi di livello. L’evento nella capitale, alla sua quarta edizione, vuole essere un’opportunità per fare network e incontrare da vicino i produttori, degustandone i vini e i prodotti culinari di altissima qualità. In questa occasione, il 14 settembre si svolge la conferenza stampa di presentazione di Merano WineFestival. Inoltre, durante le due giornate si svolgono quattro showcooking organizzati in collaborazione con les Collectionneurs, community di ristoratori, albergatori e viaggiatori, per la prima volta partner dell’evento.
Dopo l’eleganza dell’ambiente romano si torna a Merano, dove il 28 e 29 settembre si svolge l’Anteprima MWF Hippodrome Merano. L’appuntamento è quello della prestigiosa manifestazione ippica dell’80° Gran Premio Merano Alto Adige, in occasione del quale si svolge la corsa ad ostacoli più importante d’Europa. Due giorni durante i quali eleganza e mondanità fanno da padroni e coi quali ben si sposa la presenza dello spazio pensato da Helmuth Köcher. Un luogo che accolga i visitatori nell’universo enogastronomico italiano, tra sapori e profumi che caratterizzano il meglio del wine&food nazionale. Infine, la novità di un evento di presentazione di Merano WineFestival a Milano con l’Anteprima MWF Milano dell’11 e 12 ottobre, che si svolge durante la Milano Wine Week. Anche in questa occasione, alcune grandi eccellenze premiate con i WineHunter Award sono protagoniste per dare un’anteprima sul WineFestival meranese di novembre. L’appuntamento è nella cornice di Palazzo Bovara, splendido edificio in stile neoclassico lombardo situato nel pieno centro città e sede, nel suo glorioso passato, dell’ambasciata napoleonica francese a Milano. In entrambe le giornate l’evento si divide in due momenti, uno dedicato ai visitatori B2B, l’altro per quelli B2C e privati.

TICKET E ACCREDITI STAMPA
Roma - https://winehunter.it/evento/anteprima-mwf-roma/
Merano - https://winehunter.it/evento/anteprima-mwf-ippodromo/
Milano - https://winehunter.it/evento/anteprima-mwf-milano/

Venerdì 6 settembre 2019 William Wegman Being Human Museo d'arte della Svizzera italiano, Lugano sede LAC Lugano Arte e Cultura 8 settembre 2019 - 6 gennaio 2020 A cura di William A. Ewing



Dall’8 settembre 2019 al 6 gennaio 2020 il Museo d’arte della Svizzera italiana presenta l’esposizione William Wegman. Being Human: una selezione di circa cento immagini del celebre fotografo statunitense William Wegman che hanno come soggetto privilegiato i cani di razza Weimaraner. 

William Wegman, eclettico maestro dell’arte contemporanea americana, è un rinomato e versatile artista, capace di destreggiarsi abilmente tra pittura, disegno, fotografia, film, video, libri e performances. Wegman è divenuto celebre nel panorama artistico mondiale per le serie di immagini con protagonisti i suoi cani. A partire dagli anni Settanta, dall’incontro con il suo primo Weimaraner – chiamato Man Ray –, il fotografo ha fatto degli esemplari di questa razza il soggetto principale dei suoi scatti, rappresentando – attraverso queste muse sui generis –personaggi, tendenze di moda e movimenti della storia dell’arte con acume e ironia. 

Man Ray, Fay Ray, Penny, Bobbin, Chip, Chundo, Crooky e diverse generazioni dei loro cuccioli sono gli assoluti protagonisti di Polaroid di grande formato: istantanee in un unico esemplare, non ritoccate, che esaltano tanto la spontaneità dei soggetti, quanto l’abilità del fotografo e permettono di apprezzare l’eccezionale sintonia fra l’artista e i suoi cani. Ogni scatto si può considerare il risultato di una collaborazione, prima ancora che la creazione di un unico artefice. 

Being Human ripercorre l’evoluzione di questa singolare relazione artistica lunga trent’anni, mettendo in scena una sorta di specchio della natura umana. “Si tratta davvero di cani? Being Human – spiega il curatore dell’esposizione William A. Ewing – suggerisce il contrario: questi soggetti siamo noi; noi siamo loro: la casalinga, l’astronauta, l’avvocato, il prete, il contadino, persino un…dog-sitter! Alcuni posano con orgoglio e sicurezza, altri manifestano incertezza o vulnerabilità: si tratta di esseri umani!” 

Il percorso espositivo si compone di novanta Polaroid e una decina di stampe ai pigmenti selezionate da William A. Ewing, curatore della mostra, in stretta collaborazione con l’artista e si suddivide in capitoli, ognuno dei quali raccoglie opere di soggetti affini o collegate da allusioni visive analoghe. La sezione People like us presenta ritratti di tipologie umane interpretate da cani quali il dandy, il prete, l’astronauta, la signora con la permanente. Le personalità sono così ben individuate che ci sembra di poter immaginare il passato e la psicologia di ognuno dei soggetti. Tales (letteralmente ‘racconti’ ma, per omofonia, anche ‘code’) raggruppa sia ritratti storici, calati in scenografie elaborate su fondali 2/10 dipinti, sia ritratti contemporanei che spaziano dai rimandi letterari a quelli cinematografici. Dalla metamorfosi del cane in uomo, si arriva ai travestimenti paradossali e grotteschi di Zoo e Masquerades: qui i Weimaraner, attraverso una maschera o un costume scenico, si adattano alle sembianze di altri animali, siano essi Chow chow, gatti o lupi. 
La sezione Nudes raccoglie le fotografie in cui il corpo atletico e agile del cane diventa struttura materica per composizioni astratte, mentre in Hallucinations si passa alla dissolvenza completa del corpo e della sua forma: i soggetti vengono trasfigurati in presenze fantasmatiche. 
Le foto della serie Vogue ripercorrono decenni di storia della moda – dal casual alla haute couture – interpretandoli con eleganza e aplomb canine. 
Si arriva al citazionismo artistico con la sezione intitolata Cubists dove i Weimaramer sono immortalati in equilibrio su cubi e parallelepipedi. In una delle opere della serie si vede uno di questi poggiare le zampe anteriori su un grande cubo nero, tenuto in equilibrio sullo spigolo da un cubo bianco più piccolo: un Malevic con l’intruso. In Color fields le intrusioni a quattro zampe hanno la funzione di turbare l’ordine cromatico e, al contempo, di separare le differenti campiture di colori. Infine, il gioco di equilibri e geometrisimi viene ripreso nell’ultima sezione Sit/Stay, in cui si vedono cani, sdraiati o in piedi, tenere in equilibrio gli oggetti più disparati: la tensione fra l’immobilità del soggetto e le elaborate composizioni, poggiate sul muso o sul dorso del modello, rimandano alle regole di proporzione tanto amate nella storia dell’arte. 

Completa il percorso espositivo una selezione di film girati da Wegman a partire dagli anni Settanta. Anch’essi interpretati da Weimaraner, sfruttano l’involontario talento comico dei cani per mimare ironicamente le performance filmate degli artisti concettuali o mettere in scena i luoghi comuni sull’arte e gli artisti. 

L’esposizione Being Human è un progetto della Foundation for the Exhibition of Photography, Minneapolis/ New York/ Paris/ Lausanne in collaborazione con il Museo d’arte della Svizzera italiana, curata da William A. Ewing, curatore indipendente e già direttore del Musée de l’Elysée di Losanna. L’appuntamento luganese è la prima tappa di un tour nei musei europei promosso dalla Fondazione.  







Sangiovese protagonista: Modigliana è la “Stella dell’Appennino”




Il 7, 8 e 9 settembre terza edizione per l’annuale evento di presentazione dei vini di Modigliana. In arrivo giornalisti e opinion leader da tutta Italia. Fra i protagonisti anche il noto cuoco Cristiano Tomei e il giornalista internazionale Walter Speller
Modigliana (FC) si appresta a ospitare la terza edizione consecutiva dell’evento di presentazione dei vini prodotti in questo angolo di Romagna: “Stella dell’Appennino”, in programma il 7, 8 e 9 settembre.
La conquista della Menzione Geografica Aggiuntiva Modigliana, per gli esperti MGA, è diventata il simbolo della diversità di questo territorio appenninico che sta guadagnando reputazione e notorietà. L’appuntamento richiama giornalisti e opinion leader, oltre a tantissimi appassionati, da tutta Italia che vengono a scoprire un terroir inedito e sorprendente, nascosto tra i fitti boschi che ricoprono queste montagne di marne e arenarie.
La formula dell’evento è la stessa che ha decretato il successo delle passate edizioni: il sabato presentazione del territorio e una cena firmata da un grande cuoco italiano che accompagna i vini delle cantine modiglianesi; la domenica mattina una degustazione condotta da un giornalista di fama internazionale e banchi d’assaggio il pomeriggio per dare modo a tutti gli appassionati di assaggiare i vini Romagna Sangiovese Modigliana 2018 e la Riserva 2016. In entrambe le giornate visite guidate del territorio accompagnati dal forestale Alessandro Liverani e Francesco Bordini, agronomo e wine maker. Infine, il lunedì sarà dedicato ai ristoratori.
A realizzare la cena del 7 ci sarà Cristiano Tomei, cuoco viareggino che lavora a Lucca nel suo ristorante “L’imbuto” (una Stella Michelin); sovente ospite di vari programmi televisivi – da “La prova del cuoco” a “Masterchef Magazine” – ed è giudice del talent show culinario “I re della griglia”. Introduce la cena il giornalista Camillo Langone. A condurre la degustazione, dedicata ai vini della montagna, sarà invece Walter Speller, firma autorevole del giornalismo anglosassone, corrispondente per l’Italia di Jancis Robinson, la più importante giornalista del vino nel mondo. Un personaggio di livello internazionale che accredita Modigliana come uno dei territori emergenti del vino italiano. Introduce la degustazione Nelson Pari, sommelier di 67 Pall Mall London.
«È un lavoro di livello altissimo quello portato avanti dalla nostra associazione, mai affrontato in questo modo in regione. Modigliana ha costruito un racconto nuovo, fortemente territoriale, che parte dai valori dell’identità e propone una qualità senza compromessi, un racconto che ci sta regalando tante soddisfazioni». A parlare è Renzo Maria Morresi, presidente dell’associazione Culturale “Modigliana, stella dell’Appennino”, che riunisce gli 11 produttori di questo piccolo comune dell’Appennino, tutti ovviamente presenti all’evento: Agrintesa, Balia di Zola, Casetta dei Frati, Castelluccio, Fondo San Giuseppe, Lu.Va., Mutiliana, Il Pratello, Il Teatro, Torre San Martino, Villa Papiano.
«Arrivare quassù è un’esperienza fondamentale, si tocca con mano la diversità dei suoli e si camminano vigne immerse nei boschi. Lo stile dei vini, fine ed elegante, è figlio di un ambiente unico, lontanissimo dalle colline di argille che guardano la via Emilia. Siamo Romagna, ma siamo diversi, come lo è l’Etna rispetto alla Sicilia. Su questa diversità abbiamo costruito un racconto nuovo, finalmente territoriale. È una rivoluzione per la Romagna». Lo dice Giorgio Melandri, noto divulgatore ed esperto della regione che ha messo le sue competenze al servizio di questo territorio e che firma oggi anche una produzione di Sangiovese che esce sul mercato con il marchio Mutiliana.
«Sono arrivato a Modigliana da Roma con la curiosità di scoprire un territorio nuovo. I vini, con la loro originalità, mi avevano raccontato già molto, ma non pensavo di trovare un ambiente così interessante, così ricco di natura. Credo che l’Appennino sia davvero la nuova frontiera del vino italiano. Qui si producono vini eleganti e però pieni di carattere, esattamente come li chiederà in futuro il mercato italiano e internazionale». A benedire con queste parole Modigliana è Paolo Trimani, palato raffinatissimo ed esperto, erede della famiglia che dal 1821 è il punto di riferimento per il vino a Roma.
L’evento gode del patrocinio del Comune di Modigliana.
Per informazioni: cell. 335.1358688
Sabato 7 settembre 2019
  • Ore 16 ritrovo a Modigliana presso la “Sala Bernabei” (Piazza Matteotti 5, Modigliana)
  • Ore 16,30 presentazione del territorio a cura dell’Associazione “Modigliana, Stella dell’Appennino”. Interverranno Renzo Maria Morresi, presidente dell’associazione, Giorgio Melandri, wine writer e degustatore, e Francesco Bordini, agronomo e wine maker. A seguire visita guidata al territorio con Alessandro Liverani, forestale ed esperto di Modigliana e Francesco Bordini. Evento gratuito e aperto a tutti.
  • Ore 20 “Appennino, mare antico”. Cena al Mercato Coperto a cura di Cristiano Tomei. La cena sarà accompagnata dai vini delle cantine aderenti al gruppo Stella dell’Appennino. Introdurrà la cena il giornalista Camillo Langone. Costo della cena 65 euro a persona. Da prenotare al 328.9733086 o via email scrivendo a stelladellappennino@gmail.com
Cristiano Tomei usa ogni tecnica in cucina: dalla marinatura del tuorlo nell’acqua dei pelati, all’ostensione del piccione appeso per ore sopra una piastra calda; dalla cottura delle radici sotto sale, all’infusione a freddo di terra e acqua come base per una zuppa. Eppure è un cuoco autodidatta: diplomato all’Istituto Nautico, si è formato aiutando nei pranzi di famiglia a base di arselle della sabbia di Viareggio e asparagi selvatici delle colline tra Lucca e il mare, viaggiando con gli amici surfisti ma lasciandoli poi tra le onde per andare esplorare i mercati, le bettole e i ristoranti gourmet dei Paesi Baschi, Cuba, Perù, Madagascar e India. Ama presentare personalmente i suoi piatti agli ospiti dell’Imbuto: gusti, consistenze, abbinamenti, calici e conversazione diventano una cosa sola, stimolando la curiosità e accendendo il divertimento sia per chi sta seduto a tavola che per chi sta in piedi a servirlo.
Domenica 8 settembre 2019
  • Ore 11 Mercato Coperto: “Inedita montagna. Originalità, purezza e trasparenza per interpretare i terroirs alti d'Italia.” Degustazione condotta da Walter Speller, wine writer e critico, esperto di vino italiano e voce autorevole nel mondo, referente in Italia di Jancis Robinson (www.jancisrobinson.com). Introduce la degustazione Nelson Pari, sommelier di 67 Pall Mall London. Costo della degustazione 20 euro a persona. Da prenotare al 328.9733086 o via email scrivendo a stelladellappennino@gmail.com
  •  Dalle ore 14,30 alle 19: Apertura dei banchi d’assaggio dei produttori di Modigliana e presentazione dei vini Romagna Sangiovese Modigliana 2018 e Romagna Sangiovese Modigliana Riserva 2016. Accesso ai banchi a 5€, compreso il calice da degustazione.
  • Ore 17 Visita guidata al territorio con Alessandro Liverani, forestale ed esperto di Modigliana e Francesco Bordini, agronomo e wine make 
Lunedì 9 settembre 2019
·     Ore 12,30 Mercato Coperto: pranzo ad invito dedicato ai ristoratori. Il pranzo è organizzato in collaborazione con l’azienda agricola di Franco e Dario Lecca. In assaggio i vini di Modigliana delle aziende di “Modigliana, Stella dell’Appennino”.

Festival Toscano di Musica Antica XXIV edizione Le Nuove Musiche




Pisa, 30 agosto – 1 settembre 2019
Fondazione Teatro di Pisa e Auser Musici (ensemble residente)

Un viaggio musicale nel romanico pisano attraverso la voce. 
Alcuni dei luoghi più suggestivi del territorio. 
Un’esperienza unica nel cuore di Pisa. 




Pisa, 29 agosto 2019_Da venerdì 30 agosto a domenica 2 settembre tre giorni di grandissima musica tra Pisa e Cascina per la 24a edizione del Festival Toscano di Musica Antica, uno dei più celebri e longevi di tutta Italia. Organizzato già dalla scorsa edizione in stretta collaborazione tra Auser Musici e il Teatro di Pisa, il festival è diretto dal Maestro Carlo Ipata e quest’anno sarà interamente a ingresso gratuito grazie al contributo di Fondazione Pisa, Regione Toscana Comune di Cascina. Come di consueto, gli appuntamenti si articolano in un concerto pomeridiano alle 19 e uno serale alle 21.30, mentre le mattine sono dedicate alle visite guidate dei Musei cittadini. 

«L’idea di abbinare musica e arti figurative a luoghi ricchi di storia e di cultura, come ad esempio la chiesa di San Piero a Grado o gli Arsenali Repubblicani – dice l’assessore al turismo del Comune di Pisa Paolo Pesciatini – è un’occasione imperdibile e unica per i cittadini e per i turisti che desiderino vivere un’esperienza straordinaria e coinvolgente. Questo prestigioso festival, come altre iniziative che abbiamo realizzato e sostenuto, è un’ulteriore occasione per favorire la permanenza nella nostra città e a condurre gli ospiti alla scoperta di tutto quello che oltre la torre arricchisce la bellezza di Pisa».

Sottotitolo dell'edizione 2019 del festival è infatti Un viaggio musicale attraverso il romanico pisano, con le due Basiliche di San Casciano e di San Piero a Grado che simbolicamente aprono e chiudono il Festival, in un ideale percorso lungo il fiume Arno che si dipana attraverso la Chiesa di San Piero in Vinculis, la Chiesa della Spina e gli Arsenali alla Cittadella.

Partenza dunque venerdì 30 alle 10.30 con la visita guidata al Museo di San Matteo (visita gratuita curata dalla dottoressa Maria Giulia Burresi, ingresso al museo a pagamento), per poi ritrovarsi alle 19 presso il Teatro Sant’Andrea per il concerto di apertura con Auser Musici.

«Sarà un breve concerto – spiega il Maestro Ipata – ma estremamente significativo, perché suoneremo esclusivamente brani tratti da un fondo musicale privato pisano che ancora deve essere catalogato». Si tratta del Fondo Musicale Alamanno Agostini scoperto da Ipata all’interno del Palazzo Della Seta (oggi Pilo Boyl Agostini) in via Santa Cecilia. Il fondo, che contiene 464 titoli, prende il nome da uno degli avi della famiglia che nel palazzo nobiliare istituì una scuola di musica avviando un’importante attività della quale il Fondo è appunto testimonianza. Un primo elenco delle opere conservate ha permesso di evidenziare alcune rarità come la Sonata di Vivaldi eseguita l’anno scorso e il Concerto “del Pergolese” per traversiere che verrà eseguito durante il concerto di apertura di quest’anno. Il Fondo contiene anche moltissimi Arie, Duetti e Terzetti (buffi e seri) tratti da opere di Traetta, Piccinni, Cimarosa, Paisiello, Leo, ma anche Mozart, J.C. Bach e musica strumentale di Vivaldi, Tartini, Handel, Locatelli, Nardini, Rolla, Lidarti, fra gli altri. Per la catalogazione e lo studio del Fondo Musicale Alamanno verrà indetta una borsa di studio, frutto della collaborazione fra Auser Musici e il Dipartimento di eccellenza di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo (SAGAS) dell’Università di Firenze.


La sera del 30 agosto, nella splendida cornice di San Casciano, a esibirsi sarà l’ensemble di musica medievale Micrologus, celebre per la realizzazione della colonna sonora del film Mediterraneo di Gabriele Salvatores, che intratterrà il pubblico con un programma sacro intitolato Madre de Deus. «È davvero un grande piacere ospitare a Cascina – dice l’assessore alla Cultura Leonardo Cosentini – un Festival di questa rilevanza e un ensemble tanto celebre in una perfetta cornice quale la Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano risalente all’Alto Medioevo».

Sabato mattina visita guidata ancora in compagnia della dottoressa Burresi, ma questa volta alla scoperta del Museo di Palazzo Reale, per poi ritrovarsi alle 19 alla Chiesa della Spina (sarà chiuso il traffico veicolare sui lungarni) per assistere alla performance del soprano Benedetta Gaggioli, accompagnato dalla tiorba di Giovanni Bellini. La sera a San Piero a Grado ancora Auser Musici, questa volta con un programma sacro a 5 voci: Dulcissima crux. La domenica si apre con la visita guidata, sempre gratuita, al Museo delle Navi antiche, prosegue con i Fioretti spirituali di Auser Musici nella Chiesa di San Pietro in Vinculis, e si conclude agli Arsenali repubblicani per un concerto che non mancherà di stupire. Musica Nuda infatti, il famoso duo composto dalla pisana Petra Magoni e dal contrabbassista Ferruccio Spinetti, si esibirà per la prima volta in assoluto in un repertorio che spazia dai primi del ‘600 con Giulio Caccini alla seconda metà del Novecento con Piero Ciampi.

I posti sono limitati. L’apertura delle porte avviene mezzora prima di ogni concerto.

giovedì 29 agosto 2019

ORNELLAIA - VENDEMMIA D’ARTISTA: PARTE L’ASTA ONLINE DELLE BOTTIGLIE SPECIALI FIRMATE DA SHIRIN NESHAT Dal 29 di agosto fino al 13 di settembre verranno battuti online 11 preziosi lotti di Ornellaia Vendemmia d’Artista 2016, “La Tensione”, il cui profitto verrà devoluto alla Fondazione Solomon R. Guggenheim per il programma “Mind’s Eye”



Avrà inizio oggi giovedì 29 agosto l’asta online per aggiudicarsi le preziose bottiglie di Ornellaia Vendemmia d’Artista 2016 realizzate dalla celebre artista Shirin Neshat.
In occasione dell’undicesima edizione di Ornellaia Vendemmia d’Artista, è l’artista americana di origine iraniana a interpretare il carattere di Ornellaia 2016 - “La Tensione”; con il suo linguaggio visivo destabilizzante e poetico, la fotografa, regista e videoartista allude alla forza e alla dinamicità di quest’annata attraverso i versi dell’illustre poeta persiano dell’XI secolo, Omar Khayyām. Adesso queste opere d’arte verranno messe all’asta tramite una battitura online ospitata da Sotheby’s, che si terrà dal 29 agosto al 13 settembre. Collezionisti di tutto il mondo potranno così cercare di aggiudicarsi un’opera d’arte e un vino di gran pregio, compiendo un gesto di grande generosità. Il profitto di quest’asta verrà infatti devoluto alla Fondazione Solomon R. Guggenheim, a sostegno dell’innovativo programma dal nome “Mind’s Eye”.

«In questi ultimi 10 anni – spiega il CEO di Ornellaia Giovanni Geddes da Filicaia - Ornellaia ha donato oltre 2 milioni di euro a dieci diverse istituzioni nel mondo dell’arte: dal Whitney Museum a New York alla Neue National Galerie di Berlino, dalla Fondation Beyeler a Basilea alla Royal Opera House di Londra, fino all’H2 Foundation in Hong Kong e Shanghai. A partire dal 2019, desideriamo dare un contributo allo sviluppo della percezione artistica dei non vedenti e per questo abbiamo deciso di sostenere il programma Mind’s Eye della Fondazione Solomon R. Guggenheim».
Questa collaborazione verrà inoltre celebrata al termine dell’asta con un esclusivo evento cocktail, che sarà ospitato nella sede della Collezione Peggy Guggenheim nello scenografico Palazzo Venier dei Leoni, affacciato sul Canal Grande a Venezia.

Chiunque si registri sul sito http://www.sothebys.com/ornellaia potrà lasciare un bid e partecipare all’asta internazionale. Il ricavato raccolto attraverso l’asta verrà rivelato alle ore 20.00 del 13 settembre presso la Collezione Peggy Guggenheim a Venezia.
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Il progetto “Mind’s Eye”, creato dal dipartimento di educazione del Guggenheim, aiuta le persone non vedenti o ipovedenti a sperimentare l'arte attraverso l’utilizzo di tutti i sensi. Questo favorisce lo sviluppo di impressioni creative, connessioni emotive e ricordi, la cui percezione dura nel tempo. Come nell’arte, anche l’apprezzamento dei grandi vini richiede il coinvolgimento di tutti i sensi. Proprio la condivisione di questa idea ha indotto Ornellaia a sostenere la crescita di questo particolare programma. Le donazioni raccolte attraverso “Ornellaia Vendemmia d’Artista” consentono alla Fondazione Solomon R.  Guggenheim di sviluppare ulteriormente le attività del programma Minds Eye con lobiettivo di diffondere il modello in altre istituzioni per larte facendo sì che la sua eccellenza continui a guidare la programmazione museale a favore delle persone non vedenti o ipovedenti in tutto il mondo.

Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria: non corretta la comunicazione di Terregiunte


Il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria d.o.c. e del Primitivo di Manduria dolce naturale d.o.c.g. riserva massima attenzione all’iniziativa pubblicizzata a mezzo stampa e mediante il sito www.terregiunte.it da parte delle aziende Masi Agricola e Futura 14, al fine di vigilare sul rispetto della normativa di settore che disciplina le denominazioni tipiche per le produzioni vitivinicole, e – se del caso – assumere ogni più opportuna iniziativa.

Nello svolgimento della funzione di tutela dei produttori e di informazione e tutela del consumatore che il legislatore riconosce ai Consorzi, il Consorzio del Primitivo di Manduria ritiene opportuno specificare che qualsiasi produttore può, per motivi di scelta commerciale, effettuare un'operazione di declassamento del proprio vino: nel caso di specie mediante il taglio di un vino d.o.c., quale il Primitivo, con un d.o.g.c. come l’amarone.
Tale operazione di declassamento – che peraltro implica la necessaria annotazione nei registri e le conseguenti comunicazioni agli Enti di controllo – determina de plano la perdita del diritto all'uso della denominazione d'origine, non solo sulle etichette, ma in generale sul materiale che viene utilizzato a promozione del prodotto ottenuto.
Fermo restando che tali condotte commerciali, ove non conformi a normativa, sono soggette alle sanzioni dell’Ispettorato Centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (presso il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali), il Consorzio ritiene non corrette le informazioni sin qui diffuse al pubblico, e quindi conseguentemente necessaria una significativa correzione dei contenuti comunicati.
L’occasione, oltre a consentire al Consorzio di riaffermare con chiarezza la propria funzione di vigilanza e di tutela, consente altresì di rimarcare la funzione consultiva che il Consorzio stesso offre ai propri associati, e che, nel caso di specie, avrebbe indubbiamente consentito di ovviare un simile grossolano errore.
Si osserva, secondariamente, la scarsa qualità tecnica dei commenti apparsi a margine dell’iniziativa in questione, laddove è stato affermato che il Primitivo non è capace di appassimento e che quindi trarrebbe giovamento dal taglio in questione. Questa affermazione non è sanzionabile ma rivela una scarsa conoscenza della nostra uva. 

mercoledì 28 agosto 2019

Osservatorio Copernico sullo Smart Working, nuove tendenze nei luoghi di lavoro e lifestyle DA HOMO SAPIENS A SMART WORKER Creatività, tecnica e mobilità sono le qualità dell’abitante del paesaggio di lavoro moderno



A cura dell’Ufficio Studi di Copernico Holding S.p.A.

Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? Queste domande, titolo di un famoso dipinto di Paul Gauguin, mostrano il genere umano nella sua complessità, precarietà e incertezza esistenziale. È nella nostra natura indagare l’Universo, ricercare evidenze, per dare un senso alla nostra vita. Yuval Noah Harari, storico israeliano autore di Sapiens, nella sua breve storia dell’umanità spiega che i nostri desideri sono i motori delle nostre azioni, individuali e collettive. E forse il percorso corretto non è farsi tante domande, ma fare quella giusta chiedendosi cosa voglia l’uomo oggi. L’homo sapiens, colui che ha sviluppato la facoltà di immaginazione rendendosi diverso da ogni altra specie umana, mescolandosi con la tecnologia, cosa desidera?

Per rispondere occorre allontanare lo sguardo per avere una panoramica allargata sull’ambiente in cui si muove l’uomo di oggi. Uno spazio vitale che ha sempre più a che fare con quello lavorativo e dove le persone preferiscono essere connesse, invece che sole, e condividere: strumenti, conoscenza, vita.

Il valore della cultura
Gli spazi di lavoro sono diventati paesaggi di lavoro, simili a luoghi d’incontro, come le nostre case e le piazze delle nostre città, dove avvengono scambi di competenze e di apprendimento. La cultura è il collante tra le persone, è il valore in più che rende un luogo in cui è presente migliore rispetto a quello dove non è presente. Ma soprattutto il workplace moderno non essendo più uno spazio, ma un ambiente, è abitato da nuove figure, nomadi, creative, artigiane: gli smart worker, persone ad alta specializzazione, nomadi della conoscenza, che non conoscono rapporti univoci tra spazio e azione, che credono e creano flussi continui e che vivono in perenne mobilità, alla ricerca di occasioni per essere produttivi.

Lo smart worker si muove e muovendosi modifica lo spazio che attraversa ma, allo stesso tempo, ne assorbe le energie e le idee: conosce altri smart worker, scambia idee e aumenta la sua conoscenza e la sua cultura. Agisce in maniera multilocale, cercando in ogni luogo in cui passa elementi che lo riconnettano con le proprie origini. Lo smart worker, più che un’evoluzione dell’homo sapiens, secondo lo Studio Carlo Ratti Associati che ha condotto (in collaborazione con Copernico, BNL e Arper) la ricerca Copernico. Il nuovo paesaggio del lavoro, è la somma delle tre figure che hanno caratterizzato il secolo precedente: homo ludens, homo faber e homo turisticus.

Smart worker: caratteristiche, abitudini e desideri
L’homo ludens è artefice del suo destino in maniera creativa: esplorando il mondo, interagisce con esso, lo interpreta e lo modifica. Rappresenta la contemporanea fluidità della società e dei rapporti. L’homo faber è custode del sapere tecnico, conosce la macchina e si aggiorna sempre. L’homo turisticus è colui che osserva e che produce valore in maniera inconsapevole. L'intersezione di queste figure rappresenta lo smart worker che si muove in continuazione, conosce gli strumenti ed è artefice del proprio destino. È l’abitante del nuovo paesaggio del lavoro e rappresenta la classe creativa contemporanea.

Forse alle domande esistenziali iniziali non c’è risposta, ma è evidente un cambiamento culturale, accelerato dalla tecnologie e dal digitale, che ha trasformato l’essere umano, rendendolo più potente e, potenzialmente, migliore.


CHI È COPERNICO
Copernico è Smart Working: una rete di luoghi di lavoro, uffici flessibili e servizi in grado di accelerare lo sviluppo di business e la crescita di freelance, professionisti, start-up e aziende grazie alla condivisione di risorse, conoscenza, alla contaminazione di idee e al networking. Copernico gestisce attualmente 13 edifici (aggiornamento luglio 2019). Oltre 6.000 professionisti quotidianamente utilizzano gli spazi di Copernico come sede di lavoro e luogo preferenziale per meeting e organizzazione di eventi.
website: www.coperni.co

LINO ZANI RICORDA IN MARMOLADA PAPA GIOVANNI PAOLO II.



Il 26 agosto in Marmolada Lino Zani, guida e accompagnatore di Giovanni Paolo II, ha ricordato con emozione il Pontefice e il Suo amore per la montagna durante le celebrazioni del 40esimo anniversario della salita in vetta del Santo Padre. Nel lontano 1979, per ricordare l’elezione del predecessore Papa Albino Luciani avvenuta l’anno prima, Giovanni Paolo II visitò la Marmolada consacrando la statua della Madonna da Lui intitolata Regina delle Dolomiti e ancora oggi presente nella Cappella Grotta di Punta Rocca a 3265 m.

Malga Ciapèla, 28 agosto 2019 – Il 26 agosto presso la Cappella Grotta della Madonna Regina delle Dolomiti a Punta Rocca (3265 m) si sono tenute le celebrazioni per il 40esimo anniversario dalla salita di Papa Giovanni Paolo II in Marmolada nel 1979, visita voluta dal Pontefice per ricordare l’elezione dell’anno prima del Suo predecessore, Papa Albino Luciani. Molte le persone che hanno partecipato al ricordo. In particolare Lino Zani, guida e accompagnatore di Papa Wojtyla, ha voluto essere presente a questa giornata e ha raccontato con intensa emozione il tempo trascorso con il Pontefice condividendo la passione e l’amore per la montagna. Marmolada – Move to The Top, durante l’evento intitolato “Una montagna per due Papi”, ha voluto regalare un video per far rivivere il ricordo di quella visita 40 anni fa.

26 agosto 1979, molte persone e tra questi molti bambini accorrono alla stazione funiviaria di Malga Ciapèla ai piedi della Marmolada per accogliere e raccogliere un sorriso dal Papa polacco, Giovanni Paolo II, salito per ricordare il Suo predecessore, Papa Albino Luciani, nei luoghi natii tra le Dolomiti. A quarant’anni di distanza, l'immagine dell'emozionante visita di Papa Wojtyla tra le vette e la neve della Marmolada è impressa nei ricordi di molti. E in tanti, oggi donne e uomini, sono saliti a Punta Rocca lo scorso 26 agosto per celebrare con una Santa Messa presso la Cappela Grotta della Madonna quella giornata. Fu proprio Giovanni Paolo II a consacrare la statua della Madonna dell’artista bellunese Franco Fiabane e a intitolarla con il nome Regina delle Dolomiti. E da quella prima visita alla Marmolada volle salire più volte per godere della sua imponente bellezza: passeggiate e sciate come un uomo qualsiasi, ma pronto a rivolgere un saluto a quanti, stupiti, lo riconoscevano. Significativa la testimonianza di Lino Zani, guida e accompagnatore del Pontefice, che con emozione e umiltà ha voluto ricordare le tante giornate passate tra le vette con il Papa. “La montagna era per Giovanni Paolo II senza dubbio un momento di divertimento, ma soprattutto di preghiera. Il silenzio della montagna era la cosa più bella per il Papa e quel silenzio gli permetteva di immergersi in preghiere profonde e quasi mistiche.” E continua nel racconto: “Un giorno, in occasione dei miei primi 8000 m, mi chiese: Lino, cosa ti spinge ad andare così in alto? Per noi alpinisti e amanti della montagna arrivare in cima vuol dire poter scoprire cosa c’è al di là, e scherzando mi rispose che solo una volta si può andare di là. Ma poi mi disse una frase sulla quale meditai molto Dalla cima non si può far altro che scendere. Non compresi fino in fondo, ma qualche tempo dopo chiesi a Lui cosa volesse dire e mi fece comprendere che è importante avere una vetta da raggiungere, ma che bisogna anche saper tornare indietro e a volte rinunciare.” Lino Zani ebbe in carico dal Papa di portare delle croci sulle cime più alte della terra, le ultime due al Polo Nord e al Polo Sud. Le funivie Marmolada – Move to the Top hanno presentato un video durante questa giornata che ha raccontato quel 26 agosto di 40 anni fa: immagini cariche di significati.

Erano presenti Mario Vascellari, Presidente di Marmolada Srl, il Sindaco di Rocca Pietore, Andrea De Bernardin, una rappresentanza da Canale d’Agordo, l’Assessore regionale al turismo Federico Carner e il consigliere regionale Franco Gidoni, il Vescovo di Belluno – Feltre Mons. Renato Marangoni. Una presenza speciale è stata quella del Sindaco del paese natale di Giovanni Paolo II, Wadowice. Bartosz Kalinski ha raccontato come il Santo Padre amava queste montagne che gli ricordavano quelle della sua città in Polonia.