La monumentale vetrata realizzata da Oscar Piattella per l’abside del Santuario di Nostra Signora della Salute di Torino al centro di un Progetto Speciale di Artissima 2026.
Un'opera permanente del 1992, alta 17 metri di 170 mq di superficie, composta da circa 13.000 tessere di vetro soffiato, viene riscoperta attraverso luce, paesaggio sonoro, performance e percezione olfattiva. Il progetto proseguirà nella programmazione di Luci d'Artista 2026-27.
In occasione di Artissima 2026, una delle opere monumentali meno conosciute di Oscar Piattella (Pesaro, 1932 – Urbino, 2023) diviene il centro di un intervento site-specific che porta la ricerca dell'artista fuori dagli spazi della fiera e dentro il patrimonio storico e spirituale della città.
La ricerca di Oscar Piattella, le cui radici sono nel disegno e nella scansione architetturale, trova nel 1958 una matura espressione nel ciclo de I Muri, che evoca le barriere contro le libertà dell’uomo. Da quella stagione prende corpo un’indagine incessante sul rapporto tra materia e luce. L’artista scandaglia la materia per liberare la luce in essa racchiusa nelle superfici pittoriche attraverso una continua sperimentazione di materiali, strutture e colori, sino ad approdare a una dimensione sempre più spirituale e cosmica che nella monumentale abside vetrata di Torino ha una delle sue massime espressioni.
Il respiro della luce, Progetto Speciale di Artissima 2026, patrocinato da Ministero della Cultura e Città di Torino, nasce intorno alla grande abside vetrata policroma che Piattella realizzò nel 1992 per il Santuario di Nostra Signora della Salute di Torino.
L'opera, nel luogo per il quale fu concepita oltre trent'anni fa viene riscoperta e riletta attraverso un dispositivo di luce, suono e performance pensato specificamente per la sua architettura. Artissima diventa, così, l'occasione per riportare all'attenzione del pubblico una presenza rilevante e ancora poco conosciuta dell'arte italiana del secondo Novecento nel patrimonio della città.
Alta 17 metri e sviluppata su una superficie complessiva di 170 metri quadrati, la vetrata è composta da circa 13.000 tessere di vetro soffiato a bocca di differenti tonalità, distribuite in 172 pannellature variamente sagomate. Piattella la ideò e disegnò a grandezza naturale nel corso di due anni di lavoro, avvalendosi, nei laboratori Gibo di Verona, di modelli tridimensionali realizzati per sezioni in scala 1:1, sui quali venne progressivamente definita la complessa trama destinata a essere tradotta in vetro.
Piattella concepì l'abside come una grande architettura simbolica della luce. Dal basso si innalza una massa cromatica dominata dai rossi e dagli aranci, evocazione della dimensione umana e terrena; più in alto la composizione si apre in profondi campi di blu, immagine di un cosmo in continuo divenire; nella parte sommitale si dissolve infine in una costellazione luminosa di gialli e verdi, allusione alla dimensione del divino.
L'umano, il cosmico e il divino costituiscono i tre momenti di una narrazione affidata alla luce, elemento centrale nell'intero percorso artistico di Piattella.
Alla base dell'abside, l'urna che custodisce il corpo di san Leonardo Murialdo (Torino, 1828-1900) radica lo spazio nel tempo della devozione e della memoria. Sopra di essa la cosmologia cromatica di Piattella si sviluppa verticalmente, dalla dimensione terrena verso quella cosmica e divina.
Un'esperienza serale di luce e suono
Il respiro della luce nasce dalla possibilità di osservare quest'opera in una condizione percettiva completamente diversa.
Nelle ore del tardo pomeriggio e serali, quando il Santuario è immerso nella penombra, la grande vetrata verrà retroilluminata facendo emergere dall'oscurità la profondità della trama cromatica e la struttura simbolica immaginate dall'artista. La luce non illumina semplicemente l'opera dall'esterno, ma sembra affiorare dalla composizione stessa, trasformando l'abside in una presenza luminosa sospesa nello spazio.
Alla luce si unisce un paesaggio sonoro diffuso, costruito attraverso frequenze profonde, armonici e vibrazioni lente che si propagano nella navata. Il suono non agisce come accompagnamento spettacolare, ma come campo acustico capace di dilatare la percezione dello spazio e del tempo, accompagnando il visitatore dalla penombra verso la grande fonte luminosa.
In questa relazione tra materia e luce si inserisce Lontano Cielo Vicino, allestimento multimediale e performance di Raffaele Lorenzo Ricciardi, Francesca Cinalli, Paolo De Santis, Teresa Priano che andrà in scena il 28 e 29 ottobre e il 7, 14, 19, 21 e 28 novembre alle ore 19:00 e il 30 e 31 ottobre alle ore 21:00
Un’azione performativa site-specific per indagare la soglia tra il divino e l’umano, tra quello che è lontano e quello che è vicino, in risonanza con la luce e la materia della vetrata policroma di Nostra Signora della Salute di Oscar Piattella. La danza e il sound design si fanno mediatori di un’astrazione, traducendo in movimento e suono la vibrazione cromatica dell’opera. La scena è immersa in tutte le sfumature del blu, e si nutre di un’alchimia tra corpi visibili e corpi invisibili che esplorano la verticalità del sacro e la lontananza del cosmo attraverso una piccola e umana ritualità. Il cielo si divide in tanti piccoli pezzettini e quattro astronauti ne esplorano i frammenti.
Artissima - Luci d'Artista – Accademia e Pinacoteca Albertina
L'intervento concepito per Artissima non si conclude con i giorni della fiera. L'abside retroilluminata, accompagnata dal paesaggio sonoro appositamente creato, entra nella programmazione di Luci d'Artista 2026-27, prolungando nel tempo la riscoperta dell'opera e il suo rapporto con Torino fino al 10 gennaio 2027.
Alcune opere di Oscar Piattella inoltre, saranno esposte alla Pinacoteca Albertina e saranno oggetto di specifici laboratori dell'Accademia Albertina di Belle Arti rivolti sia al pubblico sia agli allievi, offrendo un'ulteriore occasione di confronto diretto con la ricerca dell'artista e con i temi della materia, della luce e dello spazio che ne attraversano l'opera e innervano la superficie dell’abside. A questo proposito è in programma per il 19 novembre alle ore 17:15 conferenza “Il respiro della luce” con i curatori del progetto Aldo Iori e Alberto Mazzacchera.
Lo stand istituzionale dell'Archivio Oscar Piattella e della Città di Torino all'interno di Artissima 2026 si dispiega nei quattro capitoli che compongono il progetto generale Risonanze, dedicato appunto ad Oscar Piattella. La parete di fondo dello stand, attraverso un grande schermo, con un video in loop, è focalizzata sulla grande abside vetrata.
Tale articolazione progettuale in Torino costruisce una presenza diffusa dell'artista nella città mettendo in relazione fiera, patrimonio storico, istituzione museale e formazione artistica.
Il secondo capitolo di Risonanze
Il respiro della luce costituisce il secondo capitolo di Risonanze. Un itinerario d'arte contemporanea nel patrimonio storico italiano, progetto itinerante promosso dall'Archivio Oscar Piattella ETS che è partito da Bologna nel 2025, arriva a Torino e proseguirà nel 2027 al Vittoriale degli Italiani e Padova nel 2028.
Risonanze nasce dalla convinzione che l'arte contemporanea possa instaurare con il patrimonio storico una relazione che vada oltre la semplice presenza delle opere in uno spazio. Ogni intervento prende forma a partire dall'identità del luogo che lo accoglie — dalla sua storia, dalla sua architettura, dalle sue stratificazioni artistiche e simboliche — per costruire un'esperienza specifica e non replicabile.
La pittura di Piattella diviene così uno strumento attraverso il quale tornare a interrogare materia, luce, spazio, memoria e dimensione spirituale.
Dopo Bologna (Art City – Arte Fiera 2025), dove il primo capitolo del progetto aveva posto al centro la memoria della materia, Torino individua nella luce il principio generatore di una nuova esperienza.
Se Bologna interrogava la memoria della materia, Torino interroga il respiro della luce.
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