Il mondo naturale nella ricerca di Andrea Branzi
tra arte, design e architettura
5 novembre 2026 - 15 gennaio 2027
Andrea Branzi, Arboreti, 2020, stampa Giclée fine art su carta Hahnemühle, ed. di 20, 2026,cm 29,7 x 20 ph.Alice Fiorilli
Antonia Jannone Disegni di Architettura
Corso Garibaldi 125 –Milano
Milano, 27 ottobre 2026. Antonia Jannone Disegni di Architettura inaugura il 5 novembre la stagione autunnale della storica galleria di corso Garibaldi a Milano con Pali e Frasche, un omaggio al mondo naturale di Andrea Branzi.
La mostra, a cura di Nina Bassoli e visitabile fino al 15 gennaio 2027, nasce da un’idea di Lorenza Branzi e Nicoletta Morozzi in collaborazione con la galleria per celebrare la memoria dell’artista.
Pali e Frasche approfondisce l'interesse che Branzi ha avuto per il rapporto tra natura e progetto, una relazione che ha attraversato la sua ricerca artistica, architettonica e teorica. Alberi, piante, materiali naturali e forme organiche entrano nel suo lavoro non come semplici elementi decorativi, ma come presenze capaci di mettere in discussione il modo in cui abitiamo e interpretiamo lo spazio.
Il nucleo centrale della mostra è costituito dalle grafiche fine art dedicate ad Arboreti e Bamboo, realizzate nel 2026 e presentate per la prima volta in questa occasione. Le opere traducono sulla carta due temi della ricerca di Branzi, mettendo in relazione la dimensione naturale con quella progettuale attraverso la figura dell'albero e l'impiego del bambù come materia e forma.
In Arboreti l'albero diventa il soggetto centrale della ricerca. Rami e foglie costruiscono una sorta di architettura vegetale, attraversata dal susseguirsi delle stagioni e dal tempo della natura. Nel 2025, in occasione della mostra Andrea Branzi. Le règne des vivants (The Realm of the Living) presso il Musée des impressionnismes di Giverny, sono stati presentati 9 dei 18 disegni originali della serie, realizzati nel 2020. In mostra sarà esposto anche Le foglie ci guardano (1987), un pastello su carta presentato nella medesima occasione.
Le grafiche di Bamboo presentano invece delle composizioni dei disegni preparatori dell’opera Bamboo Interior Wood, che è parte della collezione del Centre Pompidou. L’originale, infatti, è composta da 30 fusti di bambù dipinti a mano, ognuno dei quali presenta una propria sequenza cromatica.
Entrambe le serie di grafiche, prodotte dalla galleria, sono state realizzate da Associazione Lithos Como in una tiratura di 20 esemplari ciascuna in stampa fine art su carta Hahnemühle.
Completano il percorso tre tele della serie Tokonoma, appese in orizzontale per la prima volta, così come Branzi le aveva concepite, un esemplare della Fontana Martina, presentata in vetrina, e due foto realizzate da Santi Caleca scattate durante una vacanza insieme ad Andrea Branzi nel 1979 sulla spiaggia di Bolgheri. Opere diverse per natura e linguaggio che contribuiscono a restituire la complessità della ricerca di Branzi, capace di muoversi tra oggetto, ambiente, materia e immagine senza stabilire confini rigidi tra le discipline.
Parallelamente prosegue nella sede di Pietrasanta fino all’8 novembre la mostra dedicata a Roberto Sambonet a cura di Enrico Morteo. I 13 acquerelli presentati al pubblico per la prima volta, insieme ai dipinti a olio, restituiscono una fotografia nostalgica di un’estate senza tempo.
Andrea Branzi, Le foglie ci guardano, 1987, Matita e gesso su carta incorniciata, cm156,5x156,5
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