Il Cantiere del Contemporaneo di Recoaro Terme (VI), polo per l'arte contemporanea e le residenze d'artista con sede a Palazzo Caffè Nazionale, prosegue le sue attività ospitando fino all'11 ottobre 2026 A Maria piace dormire, una mostra personale di Maria Doro a cura di Elisabetta Bacchin.
A Maria piace dormire non ambisce a essere una mostra che illustra in maniera esaustiva il percorso artistico di Maria Doro, ma intende raccontare un viaggio nella dimensione più intima e profonda del suo pensiero. Nelle sue opere si riconosce un costante dualismo: da una parte vi è una dimensione istintiva e giocosa legata all’infanzia, mentre dall’altra è presente una componente più riflessiva, talvolta addirittura ossessiva, che si allaccia al mondo degli adulti. La mostra si sviluppa cercando di mettere in luce questa zona di confine in cui memoria e immaginazione si sovrappongono e l’esperienza personale si trasforma in materia creativa.
Giochi d’infanzia, oggetti familiari, immagini sedimentate nella memoria, episodi che possono a primo acchito apparire insignificanti costituiscono il materiale da cui Doro prende avvio. Nella sua pratica, tutti questi elementi vengono continuamente rielaborati e messi in relazione, talvolta in modo inatteso. Il processo è simile a quello che accompagna il momento prima di addormentarsi, quando il pensiero perde progressivamente la sua linearità e ogni immagine genera la successiva. Il titolo della mostra fa riferimento proprio a questa condizione: A Maria piace dormire non allude al sonno come momento di riposo, anzi, definisce uno spazio mentale nel quale il controllo si allenta e ciò che di solito rimane sommerso può emergere. Il sonno diventa metafora di una dimensione interiore nella quale anche ciò che può apparire assurdo può trovare una propria forma.
La ricerca dell’artista parte sempre da esperienze fortemente personali. Tuttavia, attraverso la trasformazione artistica, vicende e sentimenti privati si aprono allo scenario collettivo, nel quale il visitatore può riconoscere qualcosa della propria esperienza. Ed è in questo passaggio dall’individuale all’universale che la mostra trova uno degli elementi più significativi. Le opere non chiedono soltanto di essere osservate passivamente, ma offrono allo spettatore la possibilità di proiettare il proprio vissuto su di esse. Anche la scelta degli spazi espositivi contribuisce a rinsaldare questo rapporto confidenziale con il pubblico. La mostra si distribuisce infatti all’interno di Palazzo Caffè Nazionale estendendosi anche ai piani superiori e alle camere da letto. Il luogo assume così la forma simbolica di una “casa” da abitare ed esplorare, dove opere e installazioni accompagnano il visitatore tra ricordi, paure e desideri.
La dimensione ludica e quella introspettiva convivono anche nella varietà dei linguaggi attraverso i quali Doro costruisce il suo universo visivo. Video, pittura, serigrafia, fotografia e installazione illustrano una pratica libera e sperimentale, caratterizzata da una forte componente energica e dinamica. A Maria piace dormire si configura come una costellazione di immagini, oggetti, pensieri che invita il pubblico a compiere il proprio viaggio personale.
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