VENTI REGIONI, VENTI RISTORANTI Per un'intera settimana, i ristoranti aderenti diventeranno ambasciatori delle venti regioni italiane, ospitando chef che lavoreranno fianco a fianco con le brigate locali alla creazione di menu dedicati al mangiare all'italiana. Le proposte, disponibili sia a pranzo che a cena, comprenderanno otto preparazioni per ciascun ristorante, suddivise nelle quattro portate della tradizione italiana – antipasto, primo, secondo e dessert – con la possibilità di scegliere un percorso di tre portate oppure il menu completo. Al centro, ingredienti, tecniche e ricette capaci di raccontare la diversità dei territori e delle rispettive culture gastronomiche. Tra le specialità proposte figurano le Pallotte cacio e ova, tipiche dell'Abruzzo, polpette senza carne a base di pecorino e uova, fritte e servite con salsa di pomodoro; i Rufioi alla farina di segale, ravioli preparati con farina di segale e farciti con verza e Puzzone di Moena, espressione della cucina del Trentino-Alto Adige; e il Carré di agnello arrosto, accompagnato da indivia brasata e una cremosa purea di patate al timo, in rappresentanza della Sardegna. Tra i dessert, la Torta di castagne e ricotta con crema inglese, legata alla tradizione toscana. La cucina sarà dunque il filo conduttore di un racconto che va oltre il piatto, intrecciando cultura, memoria e identità. Come sottolinea Lillo Guarneri, direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di San Paolo, partner dell'iniziativa fin dalla sua prima edizione: «La cucina italiana è uno dei pilastri della nostra identità. È un patrimonio culturale vivo, tramandato di generazione in generazione, capace di rinnovarsi attraverso la creatività e l'innovazione, senza perdere il legame con la tradizione, la storia e la qualità degli ingredienti». Un valore culturale che si accompagna anche a importanti opportunità di promozione del Paese. «La gastronomia è forse l'ambasciatrice più efficace che l'Italia abbia in Brasile: apre le porte alla cultura, al turismo e, successivamente, agli affari», osserva Graziano Messana, presidente di ITALCAM – Camera di Commercio Italiana di San Paolo. Complessivamente, l'edizione 2026 coinvolgerà 21 chef, di cui venti impegnati nei ristoranti e uno dedicato alle lezioni e agli incontri collaterali. Undici hanno già preso parte alla manifestazione in passato: Claudio Rocchi raggiunge l'ottava partecipazione, mentre Luca Abbruzzino, Nicola Stella e Roberto Serra tornano per la sesta volta. Dieci chef sono invece al loro debutto a San Paolo. Tra i protagonisti figurano Luca Abbruzzino, dalla Calabria, alla guida di due ristoranti stellati Michelin nella regione; Giuseppe Causarano, dalla Sicilia, che ha conquistato la sua prima stella Michelin nel 2023; e Luca Politano, dal Piemonte, che prima di aprire il ristorante Da Politano ha maturato esperienze in cucine come La Pergola, Piazza Duomo e Cracco. |
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