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venerdì 16 ottobre 2026

IDENTITÀ GOLOSE MILANO PARTECIPA ALLA 15ª SETTIMANA DELLA CUCINA REGIONALE ITALIANA A SAN PAOLO

 

Dal 19 al 25 ottobre 2026, l'executive chef Edoardo Traverso rappresenterà la Lombardia in occasione della manifestazione che riunisce in Brasile venti chef e ristoranti per celebrare le tradizioni gastronomiche italiane
Organizzata dal Consolato Generale d'Italia a San Paolo, la Settimana della Cucina Regionale Italiana porta ogni anno in Brasile venti chef provenienti dalle diverse regioni italiane, chiamati a interpretarne il patrimonio gastronomico nelle cucine di altrettanti ristoranti della città. A rappresentare la Lombardia nell’edizione 2026 sarà Edoardo Traverso, executive chef di Identità Golose Milano, ospite del ristorante Donna di Nico, dove insieme alla brigata locale realizzerà un menu speciale dedicato alle tradizioni culinarie della regione.
L'edizione di quest'anno si svolge in un momento particolarmente significativo per la gastronomia italiana, a pochi mesi dall'iscrizione della cucina italiana nella Lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità dell'UNESCO, avvenuta nel dicembre 2025. Un riconoscimento storico, il primo attribuito a una tradizione culinaria nazionale nel suo insieme, che valorizza non soltanto le ricette, ma anche le conoscenze, le pratiche e i rituali legati alla tavola, alla convivialità e alla trasmissione dei saperi.
 
«Arriviamo a questa quindicesima edizione della Settimana subito dopo il riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità da parte dell'UNESCO: un titolo che non celebra un singolo piatto o una regione, ma il modo italiano di vivere la tavola, con la famiglia, con il tempo e con la terra», dichiara Mauro Campanella, Console Generale d'Italia a San Paolo. «Portare venti chef e venti regioni a dialogare con San Paolo, città che rappresenta già un'estensione dell'Italia in Brasile, è il modo più concreto per condividere questo riconoscimento con chi vive qui».
VENTI REGIONI, VENTI RISTORANTI
Per un'intera settimana, i ristoranti aderenti diventeranno ambasciatori delle venti regioni italiane, ospitando chef che lavoreranno fianco a fianco con le brigate locali alla creazione di menu dedicati al mangiare all'italiana. Le proposte, disponibili sia a pranzo che a cena, comprenderanno otto preparazioni per ciascun ristorante, suddivise nelle quattro portate della tradizione italiana – antipasto, primo, secondo e dessert – con la possibilità di scegliere un percorso di tre portate oppure il menu completo. Al centro, ingredienti, tecniche e ricette capaci di raccontare la diversità dei territori e delle rispettive culture gastronomiche.
 
Tra le specialità proposte figurano le Pallotte cacio e ova, tipiche dell'Abruzzo, polpette senza carne a base di pecorino e uova, fritte e servite con salsa di pomodoro; i Rufioi alla farina di segale, ravioli preparati con farina di segale e farciti con verza e Puzzone di Moena, espressione della cucina del Trentino-Alto Adige; e il Carré di agnello arrosto, accompagnato da indivia brasata e una cremosa purea di patate al timo, in rappresentanza della Sardegna. Tra i dessert, la Torta di castagne e ricotta con crema inglese, legata alla tradizione toscana.
 
La cucina sarà dunque il filo conduttore di un racconto che va oltre il piatto, intrecciando cultura, memoria e identità. Come sottolinea Lillo Guarneri, direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di San Paolo, partner dell'iniziativa fin dalla sua prima edizione: «La cucina italiana è uno dei pilastri della nostra identità. È un patrimonio culturale vivo, tramandato di generazione in generazione, capace di rinnovarsi attraverso la creatività e l'innovazione, senza perdere il legame con la tradizione, la storia e la qualità degli ingredienti». Un valore culturale che si accompagna anche a importanti opportunità di promozione del Paese. «La gastronomia è forse l'ambasciatrice più efficace che l'Italia abbia in Brasile: apre le porte alla cultura, al turismo e, successivamente, agli affari», osserva Graziano Messana, presidente di ITALCAM – Camera di Commercio Italiana di San Paolo.
 
Complessivamente, l'edizione 2026 coinvolgerà 21 chef, di cui venti impegnati nei ristoranti e uno dedicato alle lezioni e agli incontri collaterali. Undici hanno già preso parte alla manifestazione in passato: Claudio Rocchi raggiunge l'ottava partecipazione, mentre Luca Abbruzzino, Nicola Stella e Roberto Serra tornano per la sesta volta. Dieci chef sono invece al loro debutto a San Paolo. Tra i protagonisti figurano Luca Abbruzzino, dalla Calabria, alla guida di due ristoranti stellati Michelin nella regione; Giuseppe Causarano, dalla Sicilia, che ha conquistato la sua prima stella Michelin nel 2023; e Luca Politano, dal Piemonte, che prima di aprire il ristorante Da Politano ha maturato esperienze in cucine come La Pergola, Piazza Duomo e Cracco.
IL PROGRAMMA DI INCONTRI E APPUNTAMENTI
La Settimana della Cucina Regionale Italiana non si esaurisce nelle esperienze gastronomiche proposte dai ristoranti, ma comprende un calendario di attività collaterali, tra iniziative gratuite aperte al pubblico e appuntamenti riservati a ospiti e studenti.
In occasione dell'apertura della manifestazione, lunedì 19 ottobre alle ore 17, il Collegio Dante Alighieri ospiterà un incontro dedicato al riconoscimento UNESCO della cucina italiana, con la partecipazione di Maddalena Fossati, direttrice de La Cucina Italiana e presidente del comitato promotore della candidatura. L'incontro sarà riproposto martedì 20 ottobre alle ore 19 presso l'Istituto Italiano di Cultura di San Paolo.
 
Nel corso della settimana, il pubblico potrà inoltre partecipare a degustazioni di prodotti italiani in diversi supermercati della città, con particolare attenzione a due eccellenze della filiera agroalimentare nazionale: il Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano e il Consorzio del Prosciutto di Parma.
 
Il programma riservato agli studenti comprenderà invece una serie di lezioni tenute dallo chef Claudio Rocchipresso gli istituti ETEC, Universidade Mackenzie, Anhembi Morumbi e SENAC. Le attività formative si concluderanno il 23 ottobre con una conferenza e un pranzo dedicati agli studenti della Scuola Italiana Eugenio Montale, che vedranno protagonisti Enrico Landulfo e Igor Granja, ex allievi dell'istituto che hanno intrapreso una carriera in cucina.
LA CUCINA ITALIANA PATRIMONIO UNESCO: IL TEMA DELL'EDIZIONE 2026
Il filo conduttore della quindicesima edizione è il riconoscimento ottenuto dalla cucina italiana nel dicembre 2025, quando il Comitato Intergovernativo dell'UNESCO ha ufficialmente inserito “La cucina italiana tra sostenibilità e diversità bioculturale” nella Lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità. Per la prima volta, il riconoscimento è stato attribuito a un'intera tradizione culinaria nazionale, anziché a un singolo piatto, prodotto o tecnica, mettendo in luce la ricchezza delle pratiche gastronomiche italiane e il loro profondo legame con i territori.
 
Lo stesso tema guiderà anche l'11ª edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, iniziativa internazionale promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che nel 2026 avrà come titolo “Cucina italiana patrimonio UNESCO: territori e filiere d'eccellenza”.
 
L'attenzione si concentra dunque sui territori, dai campi ai vigneti fino ai distretti produttivi, che costituiscono l'origine di un patrimonio gastronomico straordinariamente variegato. Una prospettiva che lega cultura e sostenibilità alla valorizzazione del turismo e delle esportazioni agroalimentari, settore che rappresenta l'11% dell'export complessivo italiano. Secondo una stima di FIEPET Confesercenti, il riconoscimento UNESCO potrebbe determinare un incremento fino all'8% dei flussi turistici internazionali verso l'Italia nei prossimi due anni, pari a circa 18 milioni di visite aggiuntive tra il 2026 e il 2027.
UNA SELEZIONE CHE VALORIZZA LE IDENTITÀ REGIONALI
La scelta dei ristoranti partecipanti è affidata al Consolato Generale d'Italia a San Paolo e a Gerardo Landulfo, delegato in Brasile dell'Accademia Italiana della Cucina, istituzione che dal 1953 opera per la tutela e la valorizzazione delle tradizioni gastronomiche regionali. Landulfo cura anche il dialogo tra i ristoranti brasiliani e gli chef ospiti, seguendo l'elaborazione delle proposte gastronomiche e il rispetto dei principi della cucina tradizionale italiana. L'obiettivo è trasformare, per una settimana, ogni ristorante in una vera e propria ambasciata del territorio rappresentato, capace di raccontarne la cultura attraverso i sapori e le preparazioni più caratteristiche.
 
«Dopo il riconoscimento UNESCO della cucina italiana, la selezione della Settimana assume una responsabilità ancora maggiore: non basta riunire buoni ristoranti, è necessario che ciascuno di essi renda omaggio, con rigore e passione, all'identità della regione che rappresenta», afferma Gerardo Landulfo. «Continuiamo a cercare un equilibrio tra tradizione, diversità e innovazione, affinché il pubblico possa conoscere sia indirizzi affermati sia nuove realtà capaci di interpretare la ricchezza delle venti regioni italiane».
DA SAN PAOLO AL MONDO: LA STORIA DELLA MANIFESTAZIONE
La Settimana della Cucina Regionale Italiana nasce nel 2012 da un'idea dell'Istituto Italiano di Cultura di San Paolo, che propone un'iniziativa gastronomica nell'ambito della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo. Il progetto viene sviluppato da Paola Tedeschi di ICIF Brasil, Juscelino Pereira, ristoratore del Piselli, e Gerardo Landulfo, delegato dell'Accademia Italiana della Cucina. La prima edizione coinvolge dodici ristoranti, ciascuno in rappresentanza di una regione italiana. Già dall'anno successivo, il numero delle regioni partecipanti sale a venti, mentre nel 2015 la manifestazione assume la formula attuale, con altrettanti chef provenienti direttamente dall'Italia.
 
Da allora, l'appuntamento è organizzato annualmente dal Consolato Generale d'Italia a San Paolo, con la partecipazione dell'Istituto Italiano di Cultura, dell'Accademia Italiana della Cucina, dell'Italian Trade Agency (ITA) e della Camera di Commercio Italiana di San Paolo (ITALCAM). L'iniziativa nata a San Paolo ha inoltre contribuito a ispirare la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, promossa dal Ministero degli Affari Esteri italiano in numerosi Paesi a partire dal 2016.
I RISTORANTI PARTECIPANTI E GLI CHEF OSPITI
  • Bráz Trattoria – Abruzzo: Andrea Rocco, Salsedine (Francavilla al Mare)
  • Ca'd'Oro – Marche: Barbara Settembri, Locanda dei Matteri (Sant'Elpidio a Mare)
  • Casa Santo Antônio – Molise: Marco Pasquarelli, Mia (Castel del Giudice)
  • Donna di Nico – Lombardia: Edoardo Traverso, Identità Golose Milano (Milano)
  • Gero Itaim – Veneto: Patrizia Baldan, Da Fiore (Venezia)
  • Lassù – Friuli-Venezia Giulia: Cinzia Carrara, Riva Zanelli (Lignano Sabbiadoro)
  • Lido – Toscana: Pietro Cacciatori, Albergaccio di Castellina (Castellina in Chianti)
  • Maremonti – Basilicata: Nicola Stella, Myricae (Matera)
  • Nino Cucina – Umbria: Nicola Cascini, Gus (Foligno)
  • Piselli – Sicilia: Giuseppe Causarano, Votavota (Marina di Ragusa)
  • Ristorantino Caffè – Sardegna: Roberto Serra, Su Carduleu (Abbasanta)
  • Santo Colomba – Campania: Tommaso Violante, JKitchen – J.K. Place Capri (Capri)
  • Sensi – Liguria: Ruggero Maria Di Luca, Alla Lunga (Genova)
  • Supra di Mauro Maia – Puglia: Domenico di Tondo, Terradimare (Trani)
  • Terraço Itália – Piemonte: Luca Politano, Da Politano (Boves)
  • Tre Bicchieri – Lazio: Cristiano Germani, Agriturismo Parco delle Querce (Valentano)
  • Vinarium – Emilia-Romagna: Stefano Bramato, Trattoria La Ca D'la Gringola (Casale di Mezzani)
  • Vinheria Percussi – Calabria: Luca Abbruzzino, Abbruzzino (Catanzaro)
  • Zena – Trentino-Alto Adige: Paolo Betti, Osteria 17 (Pergine Valsugana)
  • Zucco – Valle d'Aosta: Christian Turra, Le Gourmand (Valtournenche)
Lo chef Claudio Rocchi, dell'Osteria Palmira di Roma, sarà invece protagonista delle lezioni e degli incontri in programma durante la settimana.

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