| Rimini, 15 ottobre 2026_ L’accessibilità di una destinazione non si misura soltanto dalla presenza di servizi dedicati, ma dalla possibilità di vivere un’esperienza di viaggio completa, autonoma e consapevole, dalla scelta della struttura ricettiva agli spostamenti, dalla spiaggia ai luoghi della cultura. È da questa prospettiva che Rimini guarda allo sviluppo di un’offerta turistica sempre più accessibile, mettendo in relazione interventi già realizzati, nuove progettualità e una comunicazione capace di accompagnare le persone prima ancora della partenza. Il tema è stato al centro dell’incontro “Rimini, una città per tutti – Accessibilità, inclusione e nuove esperienze di destinazione”, che si è svolto oggi, giovedì 15 ottobre, al TTG Travel Experience 2026, nello stand di VisitRimini. A confrontarsi sono stati Kristian Gianfreda, Assessore ai Servizi sociali del Comune di Rimini, Michele Lari, Assessore alla Cultura e allo Sport, Valentina Tomirotti, giornalista, attivista per i diritti delle persone con disabilità e formatrice sulla comunicazione accessibile, e Coralie Delaubert, Destination Manager di VisitRimini. Al centro del dialogo, il percorso intrapreso dalla città, le iniziative dedicate alla fruibilità degli spazi pubblici e culturali e il ruolo delle informazioni nella pianificazione del viaggio, con un approfondimento sulla mappa digitale per l’accessibilità, pensata per aiutare visitatori e operatori a orientarsi tra servizi e opportunità disponibili. «L'accessibilità per Rimini non è un progetto rivolto a una categoria di persone, ma un modo diverso di pensare la città. Il turismo accessibile è per noi un’opportunità di crescita della destinazione, ma soprattutto uno strumento attraverso il quale rafforzare quella cultura dell’accoglienza che appartiene profondamente al nostro territorio», ha dichiarato Kristian Gianfreda, Assessore ai Servizi sociali del Comune di Rimini. Un percorso nel quale l’Amministrazione riconosce i risultati raggiunti, senza nascondere la necessità di proseguire. «La nostra Amministrazione ha fatto scelte significative, realizzando progetti importanti, come Spiaggia Libera Tutti, e altri sono in corso, ma siamo consapevoli che molto resta ancora da fare. Per questo non vogliamo raccontare una città perfettamente accessibile, bensì una città che ha deciso con chiarezza la direzione verso cui andare». L’obiettivo, ha sottolineato Gianfreda, è superare la logica dei singoli interventi per costruire una strategia integrata: «Oggi la sfida è mettere a sistema spiagge, cultura, mobilità, spazi pubblici, servizi e informazione, superando la logica dei singoli interventi per costruire una vera politica cittadina dell’accessibilità. In questo percorso anche l’informazione è fondamentale: sapere prima di partire quali servizi sono disponibili, quali percorsi si possono utilizzare e quali eventuali criticità si possono incontrare significa consentire alle persone di scegliere e organizzare la propria esperienza con maggiore autonomia». Un’impostazione che riguarda tanto la qualità dell’accoglienza quanto il modo in cui la città viene progettata e raccontata. «La nostra Amministrazione ha deciso quale strada percorrere: rendere Rimini più accessibile, più accogliente, consapevole e capace di prendersi cura delle differenze. E questo significa costruire una città migliore non soltanto per chi viene in vacanza, ma per tutti coloro che la vivono ogni giorno», ha concluso. Accanto agli interventi rivolti agli spazi pubblici e alla spiaggia, il percorso riguarda anche la possibilità di accedere ai luoghi della cultura e di inserirli in itinerari fruibili nel loro insieme. «Rendere accessibile il patrimonio culturale significa permettere a tutti di conoscere e vivere i luoghi della città, superando gli ostacoli che possono limitarne la fruizione. È un lavoro che richiede attenzione alle caratteristiche dei singoli siti, ma anche ai percorsi per raggiungerli e alle informazioni necessarie per organizzare la visita» - ha approfondito Michele Lari, Assessore alla Cultura e allo Sport del Comune di Rimini - «Il progetto dedicato alla Domus del Chirurgo e il lavoro sulla mappatura dei percorsi e dei servizi cittadini si inseriscono in questo impegno: valorizzare il patrimonio di Rimini rendendolo progressivamente più fruibile, senza nascondere le criticità ancora da affrontare. L’obiettivo è fare in modo che la cultura sia un’esperienza realmente accessibile, capace di coinvolgere persone con esigenze diverse e di contribuire a una città più inclusiva». DALLA SPIAGGIA ALLA CITTÀ: L’ACCESSIBILITÀ È UNA CATENA A portare l’attenzione sull’esperienza concreta delle persone con disabilità è stata Valentina Tomirotti, giornalista, attivista per i diritti delle persone con disabilità e formatrice sulla comunicazione accessibile. Il suo contributo ha richiamato la necessità di valutare l’accessibilità lungo l’intero percorso di viaggio: dalla fruibilità degli stabilimenti balneari ai collegamenti con la stazione e l’aeroporto, dai trasporti pubblici alle strutture ricettive, fino ai musei e agli itinerari nel centro storico. Il punto di partenza è che non esiste un’unica accessibilità valida per tutti: le esigenze cambiano e, di conseguenza, anche le informazioni devono essere specifiche, verificabili e aggiornate. Coinvolgere le persone con disabilità nella progettazione e nella verifica dei servizi significa contribuire a costruire un’offerta più aderente alle necessità reali e consentire a ciascun viaggiatore di scegliere con maggiore consapevolezza. «L’accessibilità non può essere considerata una soluzione uguale per tutti, perché le persone con disabilità hanno esigenze ed esperienze diverse. Per questo è importante raccontare in modo concreto quali servizi sono disponibili, come funzionano e quali condizioni di fruibilità garantiscono. Ma non basta intervenire: occorre coinvolgere le persone con disabilità nella progettazione e nella verifica delle soluzioni, e rendere le informazioni affidabili, aggiornate e facilmente reperibili prima della partenza». Un’attenzione particolare riguarda anche la comunicazione, che deve essere continuativa e dare spazio alle esperienze dirette. «Le informazioni sull’accessibilità non possono comparire soltanto in occasione di una campagna o di un singolo evento: devono essere presenti con continuità sui canali ufficiali, anche attraverso rubriche dedicate e testimonianze di chi quei luoghi li vive davvero. L’accessibilità si costruisce anche sulla fiducia: chi trova servizi adeguati e informazioni chiare può scegliere con maggiore consapevolezza, tornare e consigliare la destinazione. Comunicare in modo impreciso, invece, rischia di compromettere il valore degli investimenti realizzati». La prospettiva è quella di un’accessibilità verificabile, che non si limiti a presentare una città come priva di barriere, ma consenta a ciascuno di capire in anticipo quali esperienze può vivere, con quali servizi e con quale livello di autonomia. DALLE RISORSE AL PRODOTTO TURISTICO Accanto al lavoro sulle infrastrutture e sui servizi, un ruolo decisivo è svolto dalla capacità di organizzare e rendere riconoscibile l’offerta. È qui che si inserisce il contributo di VisitRimini, impegnata a mettere in connessione le risorse della destinazione e gli operatori, affinché l’accessibilità possa tradursi in proposte turistiche concrete, comprensibili e fruibili. Tra gli strumenti presentati durante l’incontro, la mappa digitale per l’accessibilità ha offerto un esempio concreto del ruolo dell’informazione nell’organizzazione del viaggio. La possibilità di consultare indicazioni sui servizi e sui luoghi fruibili contribuisce infatti a trasformare le risorse presenti sul territorio in informazioni utili per pianificare una visita. Per essere realmente efficace, lo strumento richiede dati puntuali, verificati e aggiornati, oltre a un lavoro continuativo di raccolta e coordinamento tra i soggetti coinvolti. «L’accessibilità non può essere raccontata attraverso un singolo servizio o una singola esperienza: per diventare realmente un prodotto turistico deve essere costruita e comunicata mettendo in connessione tutta la filiera. Come DMC, il nostro ruolo è proprio quello di lavorare su questa connessione, valorizzando ciò che già esiste, aiutando a comporre un’offerta più leggibile e individuando i canali e i pubblici ai quali proporla», ha spiegato Coralie Delaubert, Destination Manager di VisitRimini. «L’obiettivo è raccontare Rimini in modo sempre più preciso anche a chi cerca una destinazione accessibile, facendo emergere esperienze concrete e creando le condizioni perché possano essere conosciute, scelte e vissute. È un lavoro che riguarda l’intera destinazione e che può svilupparsi in tutte le stagioni». Il confronto al TTG ha ribadito che l’accessibilità è un percorso di miglioramento continuo, che richiede il coordinamento tra Amministrazione, VisitRimini e operatori e una comunicazione trasparente sulle caratteristiche dei servizi disponibili. Dalla Spiaggia Libera Tutti agli interventi per la fruibilità della Domus del Chirurgo e del Museo della Città, fino alla mappatura digitale, la sfida è collegare le iniziative esistenti e rendere più semplice per ogni viaggiatore capire quali esperienze può vivere e come organizzarle. Un impegno che riguarda la qualità della vita dei residenti e contribuisce a costruire una destinazione più consapevole delle diverse esigenze, capace di accogliere e valorizzare i visitatori durante tutto l’anno. | |
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