Milano, 7 ottobre 2026 - Come può chi progetta gli spazi e chi li vive ogni giorno collaborare per immaginare ambienti più adatti ai nuovi modi di apprendere?
È da questa domanda che nasce Design for Schools, il progetto che l’Istituto Europeo di Design, in collaborazione con GAM Gongazarredi Montessori, presenta alla quattordicesima edizione di Maker Faire Rome – The European Edition: un laboratorio di co-progettazione che trasforma la progettazione degli spazi scolastici in un processo condiviso.
Seymour Papert, matematico, informatico e teorico dell’educazione, in The Children’s Machine (1993) mette in evidenza il diverso ritmo di trasformazione tra alcuni ambiti della società e il mondo della scuola. Il suo celebre esperimento mentale racconta di un chirurgo dell’Ottocento che, entrando in una sala operatoria contemporanea, avrebbe difficilmente riconosciuto il contesto, mentre un insegnante della stessa epoca avrebbe potuto sentirsi ancora familiare entrando in molte aule contemporanee.
A distanza di oltre trent’anni, molte scuole continuano infatti a essere organizzate secondo configurazioni nate per un modello educativo non più attuale: banchi disposti in fila, cattedra frontale e ambienti pensati soprattutto intorno alla lezione.
La risposta proposta da IED non è un modello unico di aula del futuro, ma uno strumento per costruire possibili risposte insieme: un kit di co-progettazione fisico e digitale che permette a designer, insegnanti, bambini e comunità scolastiche di lavorare sullo spazio attraverso un linguaggio comune.
Tavoli, sedute, librerie e altri arredi prodotti da GAM Gonzagarredi Montessori diventano piccole repliche in scala e si trasformano nelle pedine del gioco. Il tabellone è una grande lavagna magnetica, sulla quale spostare gli elementi, provare configurazioni, discutere alternative e immaginare aule, biblioteche, laboratori e nuovi paesaggi per l’apprendimento. Gli elementi fisici del kit non rappresentano una soluzione predefinita, ma diventano strumenti per ragionare sulle relazioni tra persone, attività e spazio.
Con i più piccoli il gioco assume soprattutto la forma di un’esperienza creativa: permette di esplorare attraverso le mani e scoprire che lo spazio della scuola non deve necessariamente essere quello che si è sempre conosciuto. Con insegnanti e personale scolastico permette di affrontare questioni concrete: come rendere gli spazi più flessibili, come adattarli a modalità didattiche differenti, come individuare elementi che favoriscono o ostacolano l’esperienza quotidiana. Per i designer il kit diventa uno strumento di ascolto e progettazione partecipata: consente di far emergere comportamenti, intuizioni e bisogni trasformandoli in elementi utili alla definizione di possibili scenari progettuali.
La dimensione fisica del gioco dialoga poi con quella digitale. Un software sviluppato appositamente per il progetto riconosce la configurazione realizzata sulla lavagna e la ricostruisce in un ambiente tridimensionale. L’intelligenza artificiale contribuisce a generare una visualizzazione realistica dello spazio immaginato.
Il digitale non sostituisce il processo di progettazione condivisa: interviene nella fase finale per rendere visibile ciò che è stato costruito insieme, trasformando un modello fisico in uno scenario concreto da discutere e approfondire.
Alla Maker Faire Rome 2026, Design for Schools sarà presentato come un laboratorio aperto: i visitatori potranno sperimentare direttamente il kit e confrontarsi sulle possibilità di trasformazione degli spazi educativi.
L’obiettivo non è proporre una risposta unica alla domanda “come sarà la scuola del futuro?”, ma offrire uno strumento attraverso cui chi vive, progetta e abita la scuola possa iniziare a immaginare insieme nuove possibilità.
Coordinato dal docente e designer Mauro Del Santo, il progetto ha coinvolto un gruppo interdisciplinare di studentesse e studenti dei corsi di Product Design, Interior Design, Design della Comunicazione e Fotografia di IED Roma: Lisa Gaia Bucchieri, Isabella Chica Meneses, Sara Contadini, Francesco Donarelli, Sofia Fiacconi, Arianna Iannone, Roberta L’Erario, Marco Lutta, Federico Pirro, Gioacchino Salierno e Francesco Sassi.
Alla Maker Faire il 4° numero - Material World - del Journal IED Notes on Plural Intelligences
La partecipazione IED a Maker Faire Rome rientra nell’anno del 60° anniversario IED. Plural Intelligences è il tema che orienta la riflessione introdotta con l’anniversario e viene esplorato attraverso un public program e il Journal Notes on Plural Intelligences di cui il quarto numero - dal titolo Material World - apre ad una riflessione su come il mondo materiale riflette il modo in cui produciamo, consumiamo e pensiamo alle risorse.
Osservare i rifiuti, le tecnologie e le infrastrutture con la lente della decrescita, rivela che i materiali fanno parte delle ecologie viventi, e non sono infiniti. Tra iperoggetti e artigianato quotidiano, la pubblicazione indaga come possiamo trasformare il futuro della materialità attraverso la cura, la moderazione e le nuove relazioni. Si fa strada l'urgenza di esplorare nuovi sistemi che vadano oltre le economie dell'accumulo e dell'usa e getta, favorendo metodi di produzione basati sulla sufficienza, l'interdipendenza e la responsabilità a lungo termine.
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