Nomos edizioni presenta per la collana Museologia presente il nuovo volume RESTITUIRE L’elefante nella stanza dei musei occidentali di Maria Pia Guermandi, che racconta il fenomeno delle restituzioni del materiale espropriato in contesto coloniale e ora parte di collezioni museali: un viaggio nelle contraddizioni ancora aperte della giustizia culturale contemporanea e un invito a ripensare radicalmente il futuro dei musei e delle relazioni globali.
“Chiunque abbia riportato sinora vittoria partecipa al corteo trionfale dei dominatori di oggi, che calpesta coloro che oggi giacciono a terra. Anche il bottino, come sempre si è usato, viene trasportato nel corteo trionfale. Lo chiamiamo ‘patrimonio culturale’”, scriveva Walter Benjamin, come ricorda Tomaso Montanari nella prefazione al libro, facendo riferimento a quel ‘valore umano’ che va restituito al patrimonio, ossia il valore relazionale che si crea – ieri, oggi e domani – tra le cose e le persone.
RESTITUIRE L’elefante nella stanza dei musei occidentali prende in esame gli anni compresi tra i primi decenni del Novecento fino ai giorni nostri, periodo in cui convenzioni internazionali, cavilli giuridici, principi di non retroattività e narrative museali hanno trasformato la questione in un campo minato di ambiguità, ritardi e resistenze ideologiche. Il volume ricostruisce, con precisione storica e lucidità critica, il lungo percorso che ha portato il tema delle restituzioni dalle aule ONU alle politiche dei musei, dalle rivendicazioni dei paesi africani alle lotte delle comunità indigene nelle cosiddette settlement colonies. Dal British Museum Act al NAGPRA statunitense, dalla Convenzione UNESCO del 1970 all’UNIDROIT del 1995, il libro mostra come il diritto internazionale abbia spesso garantito la continuità delle gerarchie coloniali, più che la loro riparazione. Muovendosi tra storia, politica, antropologia e diritto, il saggio rivela i meccanismi di potere che hanno modellato l’idea occidentale di patrimonio culturale e mette in luce le visioni alternative emerse dai movimenti indigeni e dai paesi “source”.
Più in generale l’obiettivo che si pone la collana Museologia presente di Nomos Edizioni curata da Anna Chiara Cimoli, è quello di traghettare la riflessione museologica dal campo della “correttezza” a quello della mediazione e della giustizia trasformativa, in cui il museo sta al centro del dibattito e deve compiere una scelta coraggiosa: reclamare il compito che gli spetta come attore cruciale nella sfera pubblica, capace di dare una risposta alle aspirazioni e alle preoccupazioni dei cittadini, lasciandosi finalmente alle spalle i miti dell’origine.
MARIA PIA GUERMANDI
Archeologa classica, è responsabile dell’Osservatorio Beni e Istituti Culturali della regione Emilia-Romagna e di numerosi progetti europei nell’ambito delle politiche del patrimonio, in particolare archeologico. Membro del consiglio di amministrazione della Pinacoteca di Bologna e del comitato scientifico del Parco Archeologico dell’Appia Antica. È coordinatrice di Emergenza Cultura e autrice di oltre un centinaio di pubblicazioni.
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