Nel cuore dell’Albania meridionale, tra
montagne, vallate e la vicinanza del mare, Çobo Winery valorizza i vitigni
autoctoni albanesi attraverso una produzione di bianchi che unisce eleganza,
freschezza e forte identità territoriale. Dal Puls allo Shesh i Bardhë, questi
vini raccontano un territorio ancora poco conosciuto ma ricco di storia, biodiversità e tradizione. Attorno a
Berat, città patrimonio UNESCO, il vino diventa anche occasione per scoprire
un’Albania vera, fatta di ospitalità familiare, paesaggi intatti e ritmi lenti.
Berat (Albania), 19
maggio 2026 - Alle
porte di Berat, Çobo Winery è oggi una delle
realtà simbolo della rinascita dell’enologia albanese. Rifondata nei primi anni
Novanta da Enis Çobo insieme ai figli Petrit e Muharrem, dopo l’interruzione
forzata durante il regime comunista, la cantina ha costruito il proprio
percorso su un principio preciso: valorizzare i vitigni autoctoni attraverso
una produzione attenta, mai orientata ai grandi numeri ma alla riconoscibilità
del vino. Visitare la cantina significa immergersi in un’Albania ancora pura, dove il vino
si intreccia alla storia del territorio, alla cultura contadina e a un
paesaggio che alterna montagne, canyon, vigneti e piccoli villaggi in pietra.
Su circa 38 ettari vitati e con una produzione che raggiunge oggi le 80.000
bottiglie annue, da rese contenute su 100.000 piante complessive, l’azienda
continua a investire in qualità e identità, mantenendo una dimensione coerente
con il proprio approccio.
TRA
LE BREZZE DELL’ADRIATICO E IL MONTE TOMORR: IL PAESAGGIO DI BERAT CHE DÀ FORMA
AI BIANCHI DI ÇOBO WINERY
I vigneti si sviluppano tra i 50 e i 400
metri di altitudine, su suoli prevalentemente calcarei e in un sistema di
appezzamenti a gradoni che seguono l’andamento naturale delle colline intorno a
Berat. Da queste alture lo sguardo si apre su una delle zone più affascinanti
dell’Albania meridionale, dove la natura alterna vallate verdi, uliveti, corsi
d’acqua e montagne rocciose che al tramonto si tingono di luce dorata. Qui
il microclima è determinante: a est si impone il massiccio del Monte Tomorr
(2.416 m), che protegge e favorisce importanti escursioni termiche, mentre
a ovest la vicinanza del mare Adriatico, a pochi chilometri, porta ventilazione
costante e influssi mediterranei. Ne deriva una maturazione lenta e progressiva
delle uve, che preserva vivacità, sviluppa complessità aromatica e mantiene un
balance tra zuccheri e acidità. In questo contesto prende forma il Puls,
vitigno autoctono a bacca bianca e vero alfiere della cantina. Nel vino E
Bardha e Beratit, vinificato in purezza, esprime una struttura importante
accompagnata da nervosità e sapidità, con un profilo aromatico che richiama la
flora spontanea del territorio, insieme a note di pesca, susina e leggere
sfumature agrumate. La vinificazione, con breve pressatura e fermentazione a
basse temperature, punta a preservare complessità e armonia. Accanto al
Puls, lo Shesh i Bardhë completa il quadro con un’espressione più morbida e
rotonda: frutto maturo, leggere note speziate e una chiusura piacevolmente
amarognola che ricorda la mandorla. «Il microclima tra Adriatico e Monte Tomorr
dona al Puls una maturazione ideale, con escursioni termiche che preservano
acidità e vivacità, mentre le nostre scelte di vinificazione, come la
macerazione sulle bucce, esaltano la sua struttura minerale e le note floreali
tipiche del nostro suolo calcareo» spiega Muharrem Çobo, co-fondatore e
proprietario della cantina.
UNA
PRODUZIONE MISURATA, TRA MEMORIA FAMILIARE, VITIGNI AUTOCTONI E DESIDERIO DI
RACCONTARE L’ALBANIA AL MONDO
Pur essendo considerata una realtà di
riferimento per il vino albanese, Çobo Winery mantiene un approccio volutamente
misurato: rese contenute su circa 100.000 piante complessive e una filosofia
che privilegia la qualità rispetto alla quantità. La tecnologia, dalla
fermentazione controllata alla gestione delle temperature, è sempre al servizio
del vitigno e del territorio. Oggi i vini sono distribuiti in diversi
mercati internazionali, tra cui Italia (con Proposta Vini), Belgio, Svizzera,
Germania, Brasile e Canada, mentre cresce l’interesse enoturistico verso
una destinazione ancora autentica. Sempre più viaggiatori scelgono Berat e
l’Albania meridionale per scoprire una cultura del vino ancora genuina, lontana
dalle rotte più battute, fatta di accoglienza familiare, cucina locale e
paesaggi che conservano un forte senso di identità. In questo contesto, la
visita alla cantina diventa un’esperienza che va oltre la degustazione: un modo
per entrare in contatto con la storia contemporanea dell’Albania e con il volto
più vero del Paese. «I nostri vini bianchi, in
particolare il Puls, sono il ritratto vivo di Berat: un ponte tra la nostra
eredità familiare, segnata dalla rinascita post-comunista, e un territorio
aspro ma generoso, che racconta l’Albania autentica attraverso sapori unici e freschi» conclude
Muharrem Çobo.

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