Fino al 4 luglio 2026
mercoledì - sabato, ore 19.00 - 23.00
garage BENTIVOGLIO
via del Borgo di San Pietro 3A, Bologna
Salvo, Costigliole, 2010, Salvo, Rivisitando Cignaroli, 2008, Jonathan Monk, Untitled (Trees) XXXV, 2016, garage BENTIVOGLIO, Palazzo Bentivoglio, Bologna, ph. Carlo Favero.
Bologna, 16 giugno 2026. Prosegue il programma espositivo di garage BENTIVOGLIO, il progetto di arte “quasi pubblica” ideato da Palazzo Bentivoglio che, dal 2023, trasforma una vetrina affacciata sulla strada in uno spazio di confronto tra opere, artisti e idee. Fino al 4 luglio, il nuovo appuntamento a cura di Davide Trabucco mette in dialogo tre opere che riflettono sul tema della citazione, dell'appropriazione e della costruzione della memoria visiva: Costigliole, 2010 e Rivisitando Cignaroli, 2008, di Salvo e Untitled (Trees) XXXV, 2016, di Jonathan Monk.
L'accostamento nasce da una comune riflessione sul rapporto con la storia dell'arte e sulle forme attraverso cui le immagini continuano a generare nuove immagini. Fin dagli esordi concettuali, Salvo ha fatto del confronto con il passato uno dei cardini della propria ricerca. Dai celebri autoritratti degli anni Settanta ai paesaggi che ne hanno segnato la fortuna critica e collezionistica, l'artista torinese ha costantemente interrogato il confine tra originalità e imitazione, omaggio e reinvenzione, rileggendo la tradizione pittorica attraverso una sensibilità profondamente contemporanea.
A partire da questa eredità si sviluppa il lavoro di Jonathan Monk, artista britannico che da anni guarda a Salvo come a un interlocutore privilegiato. La sua attenzione si concentra in particolare sugli alberi che popolano i paesaggi dell'artista italiano: un elemento apparentemente semplice che diventa occasione per riflettere sui meccanismi della ripetizione, del desiderio e del valore economico attribuito alle immagini. In una serie di opere realizzate a partire dai dipinti di Salvo, Monk arriva persino a determinarne il prezzo in funzione del numero di alberi rappresentati, trasformando il paesaggio in un ironico strumento di misurazione del mercato dell'arte.
«Su uno dei tanti muri di Bologna campeggia la scritta: "Le cose sono conoscibili solo se messe in relazione ad altre cose". Il centro dell'arte, in effetti, non è mai l'opera in sé, ma l'universo di significati che riesce a innescare: di genealogia, di somiglianza, di imitazione», come spiega il curatore Davide Trabucco, «L'ossessione di Monk per Salvo è la stessa che i collezionisti nutrono per l'artista torinese, di cui Palazzo Bentivoglio custodisce un piccolo nucleo di opere. Se la storia dell'arte è da sempre una ragnatela di rimandi e connessioni, non può non esserlo una collezione, che ambisce in maniera sempre fallimentare a rappresentare la totalità del sé attraverso l'arte».
In questo nuovo episodio di garage BENTIVOGLIO, il dialogo tra Salvo e Monk diventa così una riflessione sul modo in cui le opere sopravvivono nel tempo: non come entità isolate, ma come nodi di una rete infinita di riferimenti, interpretazioni e desideri.
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