Si è conclusa a Milano la prima edizione de Il Festival dei Vini Sudafricani | Vol. 1, con una partecipazione che ha superato ogni previsione: professionisti del settore, stampa specializzata, operatori Ho.Re.Ca. e appassionati si sono dati appuntamento il 4 e il 5 giugno, confermando un interesse concreto e crescente verso il vino sudafricano in Italia.
L'evento, organizzato da Cape Best, ha trasformato lo showroom di Viale Aretusa in uno spazio dedicato alla scoperta del panorama vitivinicolo sudafricano, offrendo un percorso di degustazione attraverso 20 etichette rappresentative delle principali aree produttive del Western Cape, con un programma ampliato rispetto all'annuncio iniziale.
Le etichette selezionate raccontano la straordinaria diversità del Western Cape: dalle colline verdeggianti di Stellenbosch e Franschhoek alle vigne aride dello Swartland e ventose di Darling, fino alle zone più fresche di Constantia ed Elgin — territori distanti tra loro per suoli, clima e tradizione produttiva, accomunati dalla capacità di dare vini di carattere e forte identità.
Tema dell'edizione 2026 è stato proprio "Il terroir prima della cantina": un invito a leggere il vino sudafricano a partire dai suoi paesaggi, suoli e condizioni climatiche, elementi fondanti della sua identità prima ancora dell'intervento enologico.
La giornata inaugurale del 4 giugno, riservata a stampa e operatori, ha favorito momenti di confronto e approfondimento tecnico. Il 5 giugno il Festival ha aperto le porte al pubblico, registrando un flusso costante di visitatori e un interesse crescente lungo l'intera giornata.
Le etichette protagoniste
Tra i vini in degustazione, particolare attenzione è stata rivolta ai tre Cap Classique — Simonsig Kaapse Vonkel Brut 2023, Simonsig Cuvée Royale Blanc de Blanc 2017 e L'Ormarins Brut Rosé NV — espressione dell'eccellenza spumantistica sudafricana. Grande riscontro anche per i Chenin Blanc, con Jordan Timepiece 2022, Von Loggerenberg Kameraderie 2023 e Bellingham The Bernard Series Old Vine Chenin Blanc 2024: vitigno simbolo dell'identità enologica del Paese, ha convinto anche i palati più difficili da sorprendere.
Tra i rossi, si sono distinti il Bush Vine Pinotage 2022 di Bellingham e il Pinotage Rosé 2023 di Kanonkop, insieme a Geronimo Cinsault 2022 di Van Loggerenberg e a Syrah 2023 di Van Wyk — questi ultimi due disponibili sul mercato italiano a partire dall'autunno 2026. Molto discussi e richiesti anche il Cabernet Franc 2017 e il Cabernet Sauvignon 2018 di Anthonij Rupert.
Il commento di Cape Best
"Questo Festival nasce dalla volontà di creare un momento di incontro tra il pubblico italiano e una realtà enologica straordinaria che conosciamo e valorizziamo da quasi 20 anni. La risposta che abbiamo ricevuto — dalla stampa, dagli operatori e dal pubblico — va oltre le nostre aspettative per una prima edizione e ci conferma che il vino sudafricano ha molto da raccontare in Italia", ha dichiarato Arianna Garello Cantoni, Partnerships & Business Development di Cape Best.
L'evento ha confermato il crescente interesse del pubblico italiano verso vini capaci di coniugare qualità, sostenibilità e forte legame con il territorio. Un interesse che Cape Best coltiva dal 2008 e che questa prima edizione del Festival ha reso visibile in una nuova forma: non solo degustazione, ma incontro e racconto condiviso.
Forte del successo ottenuto, Cape Best sta già lavorando alla seconda edizione del Festival e a un calendario di appuntamenti dedicati alla promozione del vino sudafricano in Italia tra il 2026 e il 2027.


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