Farra di Soligo (TV), 23 giugno 2026 – Si è conclusa sabato 20 giugno 2026 la quarta edizione di Dialoghi a Col Brià, la rassegna culturale promossa dalla cantina La Farra dei fratelli Adamaria, Innocente e Guido Nardi e curata da Nerella Barazzuol e Rosanna Mutton. Tre sabati, tre appuntamenti distinti per forma e linguaggio ma uniti da un filo comune: il paesaggio delle colline del Conegliano Valdobbiadene come luogo di incontro tra chi lo abita, chi lo coltiva e chi lo attraversa con la parola.
Il tema scelto per questa edizione, "Tra bosco e non bosco", è tratto da un verso di Andrea Zanzotto e si è rivelato fin dal 6 giugno uno spunto capace di aprire direzioni inattese. Quella sera, tredici poeti di età ed esperienze differenti hanno preso parte al Poetry Slam inaugurale sul Belvedere di Col Brià, raggiunto a piedi attraverso una passeggiata guidata lungo i filari. Il primo premio è stato assegnato a Leonardo Fantuzzi, seguito da Enrico Contessotto e Rozamira Prodan. Nel corso della serata i testi hanno percorso la distanza tra il naturale e l'urbano, dal dialetto veneto all'onomatopea, con un pubblico chiamato ad ascoltare, partecipare e votare. Il 13 giugno ha reso ancora più partecipe il pubblico con la tavola rotonda Paesaggi in equilibrio: linguaggi, interazioni e sostenibilità. Francesco Vallerani, docente di Geografia all'Università Ca' Foscari di Venezia e compagno di Zanzotto nelle battaglie ecologiche degli anni Settanta, ha dialogato con Enrico De Mori (FAI), Miro Graziotin (autodefinitosi "narrabondo") e Tommaso Antiga, ricercatore all'Università di Architettura di Udine, in un incontro moderato dalla giornalista Angela Pederiva. La discussione ha evidenziato come la sostenibilità non possa essere considerata esclusivamente una questione tecnica o normativa, ma rappresenti prima di tutto una sfida culturale. È emersa la necessità di sviluppare uno sguardo nuovo sul territorio: un approccio capace di coniugare tutela, sviluppo e consapevolezza, riconoscendo nel paesaggio un bene comune da custodire e interpretare. Il dialogo ha richiamato l'insegnamento di Andrea Zanzotto, che già decenni fa aveva intuito il legame profondo tra qualità dell'ambiente, linguaggio e identità delle comunità. Particolarmente significativa è stata la riflessione sulla necessità di "portare il bosco dentro le città": una metafora che invita a recuperare un rapporto più equilibrato con la natura, non come elemento separato dalla vita quotidiana, ma come componente essenziale del benessere collettivo e della qualità dell'abitare.
La chiusura del 20 giugno ha invece affidato alla poesia e alla musica il compito di trasformare queste riflessioni in esperienza emotiva: Pierluigi Tomasi ha dato voce ad una selezione di versi poetici di Zanzotto, accompagnati dalle sonorità di Roberto Tombesi, che con strumenti etnici e antichi ha costruito una partitura ispirata ai suoni del territorio. Il reading poetico ha restituito al pubblico la forza evocativa della parola, accompagnata da sonorità capaci di dialogare con il paesaggio circostante. In questo contesto, il bosco, la vigna e la memoria sono diventati non soltanto temi da discutere, ma presenze vive da ascoltare e condividere. "Dialoghi a Col Brià nasce dalla convinzione che il paesaggio non sia uno sfondo", dichiarano Adamaria, Innocente e Guido Nardi. "E’ un elemento fondamentale della nostra identità culturale, che contribuiamo a far conoscere e ci proponiamo di condividere con coloro che cercano di vivere momenti di autenticità e di scoperta delle colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene". Per Nerella Barazzuol e Rosanna Mutton, curatrici della rassegna, “i contenuti emersi dalle tre serate hanno dimostrato come la sostenibilità non sia soltanto una questione ambientale, ma una scelta culturale che coinvolge il modo in cui guardiamo il paesaggio, interpretiamo il nostro tempo e immaginiamo il futuro”. Giunta alla quarta edizione, la rassegna si conferma una scelta culturale precisa sul ruolo che un'azienda viticola può svolgere nella vita della propria comunità. La cantina La Farra, con i suoi 25 ettari dislocati tra Farra di Soligo, Pieve di Soligo, Follina e San Pietro di Feletto, ha ottenuto nel 2026 la certificazione Equalitas, che riflette questo stesso impegno verso un modello di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. L'appuntamento con Dialoghi a Col Brià è fissato alla prossima estate.
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