blogazzurro

blogazzurro

giovedì 11 giugno 2026

Sguardi su “Gli ultimi”

 



“Gli ultimi” di Vito Pandolfi e David Maria Turoldo

Con la seconda giornata di “Sguardi sui territori”, in programma sabato 13 giugno a Gemona, il festival promosso dall’Ecomuseo e sostenuto dalla Regione entra nel vivo. Da cinque edizioni la rassegna propone il cinema quale strumento per interpretare i territori come luoghi segnati da memorie, relazioni, trasformazioni e pratiche di vita. È in questa prospettiva che si inserisce la scelta di dedicare la giornata a Gli ultimi (1963) di Vito Pandolfi e David Maria Turoldo, potendo contare sulla collaborazione della Cineteca del Friuli che ha raccolto in uno speciale cofanetto il dvd con il restauro digitale dell’opera. Più che una testimonianza del Friuli contadino del Novecento, il film, caposaldo del neorealismo friulano, rappresenta una riflessione profonda sul rapporto tra persone e luoghi, sulle condizioni materiali dell’esistenza e sulle forme della dignità umana. Attraverso una presentazione critica, la proiezione integrale e un momento di approfondimento collettivo, il festival invita a riscoprire un'opera che ancora oggi offre preziosi strumenti di lettura.

“Gli ultimi” ritrae una comunità sospesa tra il legame con la terra e la necessità dell'emigrazione, tra appartenenza e sradicamento. Il bianco e nero essenziale, la scelta di affidarsi ad attori non professionisti e la forza poetica della sceneggiatura restituiscono un mondo nel quale la fame, il lavoro, la solidarietà e la memoria diventano esperienza collettiva. Vi viene raccontata una realtà storica precisa eppure capace di parlare al presente, un contesto drammatico dove la condizione umana è sì fiaccata ma non spezzata. La giornata sarà arricchita dalla proiezione di Il sogno di una cosa. 1943-1949 Pasolini in Friuli (1976) di Francesco Bortolini, un ritratto degli anni friulani di Pasolini che offre un'interessante chiave di lettura del contesto culturale e umano vissuto a Casarsa da uno dei maggiori intellettuali italiani del Novecento. L’incontro si terrà nella sala conferenze del LAB Terremoto in piazza Municipio 5 a Gemona (9-13, 15-19), ingresso libero.

«Gli ultimi nasceva dalle memorie d'infanzia di padre Turoldo, e dalla sua infantile ossessione per un "doppio" dapprima vissuto come nemico e poi come amico, uno spaventapasseri che troneggiava nei campi che il padre lavorava. Erano gli anni del fascismo, dell'emigrazione verso le miniere del Belgio, della Grande Crisi americana i cui effetti giungevano pesantemente anche da noi. Gli anni di un mondo contadino povero o poverissimo, di braccianti del feudo, al Sud, e di piccoli proprietari o affittuari o braccianti al Nord, dal Piemonte al Veneto alla Romagna. Film austero, povero, ma di un'intima e fortissima luce» (Goffredo Fofi).

Nessun commento:

Posta un commento