Il percorso espositivo include inoltre 35 scatti che ritraggono alcuni dei più celebri capolavori scultorei di grandi Maestri italiani del passato: Gian Lorenzo Bernini, Antonio Canova e Michelangelo Buonarroti. Attraverso eleganti giochi di luce che esaltano la superficie marmorea, le fotografie in bianco e nero di Amendola mettono in evidenza prospettive e dettagli, offrendo scorci inediti dei diversi gruppi scultorei: dalla drammaticità del Ratto di Proserpina (1621–1622) di Bernini, alla delicatezza del tempo sospeso nell’abbraccio tra Amore e Psiche (1787–1793) di Canova, fino allo sguardo profondo della statua di Giuliano de’ Medici, realizzata da Michelangelo per le Cappelle Medicee della Sagrestia Nuova a Firenze (1521–1534). Il marmo conserva la traccia dell’intervento dello scultore, disvelandosi come materia viva e vibrante. La superficie, animata dai giochi di luce e chiaroscuro, viene ulteriormente riletta dallo sguardo del fotografo, che ne fa emergere una nuova intensità. In occasione della mostra sarà pubblicato un catalogo edito da Skira, in edizione bilingue (italiano e inglese), che presenta il lavoro di Aurelio Amendola attraverso la selezione delle opere esposte in questa occasione a Palazzo Reale. |
Installation view, Aurelio Amendola. Capolavori fotografati, Palazzo Reale, Milano, ph. Rebecca Amendola |
Installation view, Aurelio Amendola. Capolavori fotografati, Palazzo Reale, Milano, ph. Rebecca Amendola |
Aurelio Amendola Nato a Pistoia nel 1938, Aurelio Amendola è uno dei più importanti fotografi d’arte italiani. Nel corso della sua carriera si dedica ai temi del contemporaneo, realizzando ritratti dei grandi maestri del Novecento come Giorgio de Chirico, Arnaldo Pomodoro, Mario Schifano, Roy Lichtenstein e Andy Warhol. Grazie al rapporto diretto con artisti come Giacomo Manzù, Agenore Fabbri, Mario Ceroli, Giuliano Vangi, Jannis Kounellis, Michelangelo Pistoletto, Claudio Parmiggiani e Mimmo Paladino realizza numerose monografie fotografiche corredate dai suoi scatti. Fondamentali i sodalizi con Marino Marini e Alberto Burri. Parallelamente sviluppa una ricerca dedicata alla scultura rinascimentale e classica, fotografando opere di Donatello, Jacopo della Quercia, Luca della Robbia, Antonio Canova, Gian Lorenzo Bernini e soprattutto Michelangelo Buonarroti, cui dedica cataloghi, mostre e monografie. Il suo approccio si distingue per una visione emotiva e sensoriale, lontana dal semplice documentarismo. Tra i primi lavori spicca Il pulpito di Giovanni Pisano a Pistoia (1969), nato da una lunga campagna fotografica iniziata nel 1964. Nel 1994 pubblica Un occhio su Michelangelo, dedicato alle Cappelle Medicee di San Lorenzo a Firenze, vincendo il Premio Oscar Goldoni come miglior libro fotografico dell’anno. Realizza inoltre importanti volumi sulla Basilica di San Pietro, interpretata attraverso prospettive e dettagli inediti. Nel corso degli anni Aurelio Amendola sperimenta continue contaminazioni tra antico e contemporaneo, attraverso azzardi, giustapposizioni e intrecci visivi che conferiscono al contemporaneo una matrice classica e all’antico una sensibilità attuale. Ne nascono immagini e sequenze fotografiche senza tempo, dedicate tanto alla ritrattistica e alla statuaria quanto a luoghi simbolici come il Duomo di Milano, Matera, San Galgano, il parco della Collezione Gori-Fattoria Celle, il Vittoriale degli Italiani e il Cretto di Burri. Sulla sua opera hanno scritto studiosi e critici come Antonio Paolucci, Tomaso Montanari, Maurizio Calvesi, Bruno Corà e Vincenzo Trione. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private, tra cui Fondazione Maramotti, GAM Torino, Fondazione Arnaldo Pomodoro, MAXXI, Fondazione Alberto Burri e Galleria degli Uffizi. Tra le principali esposizioni: Cappelle Medicee a Palazzo Reale di Milano (1995), Michelangelo Scultore al Museo Ermitage (2007), In Atelier fotografie dal 1970-2014 alla Triennale Milano (2014). Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio “Cino da Pistoia” (1997), “Il Micco” (2012), il diploma Accademico Honoris Causa e il titolo di Accademico d’Italia (2014). Nel 2009 è stato ricevuto da Papa Benedetto XVI nella Cappella Sistina. Nel 2021 Pistoia gli dedica la mostra Un’Antologia, seguita nel 2022 dall’esposizione al Castello Svevo di Bari. Nello stesso anno il Museo dell'Opera del Duomo inaugura la mostra Lo sguardo di Aurelio Amendola fra naturalismo e astrazione. Nel 2023 la Holden Luntz Gallery espone opere dedicate a Michelangelo, Canova e Bernini, mentre la mostra Amendola Burri Vedova Nitsch azioni e gesti viene presentata alla Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri e successivamente alla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova. Nel 2024 Amendola viene omaggiato al Teatro alla Scala. Nel 2025 la Gypsotheca Antonio Canova acquisisce alcune sue opere grazie al progetto “Strategia Fotografia 2024”. Nel 2025, al MIA Photo Fair BNP Paribas, presenta una selezione di ritratti fotografici di artisti contemporanei e, parallelamente, nell’esposizione Aurelio Amendola presso BUILDING TERZO PIANO viene approfondito il dialogo del fotografo con le opere di Michelangelo Buonarroti, Antonio Canova e Gian Lorenzo Bernini. |
Installation view, Aurelio Amendola. Capolavori fotografati, Palazzo Reale, Milano, ph. Rebecca Amendola |
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