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venerdì 12 giugno 2026

DA DOMANI APRE AL PUBBLICO LA MOSTRA "Chagall con Maria Lai. Il villaggio interiore"

 

13 giugno – 27 settembre 2026
CaMuC e Stazione dell'Arte, Ulassai (NU)

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Ulassai celebra i vent’anni della Fondazione Stazione dell’Arte con
“Chagall con Maria Lai. Il villaggio interiore”,
una mostra inedita che mette in reazione l'universo lirico di uno degli artisti più amati di sempre con la grammatica poetica della grande pioniera ulassese tessitrice di storie.

Dal 13 giugno, un percorso espositivo di oltre settanta opere curato da Paul Schneiter e Marco Peri esplora i vissuti complessi, le geografie dell'anima e il valore universale del racconto che accomunano due protagonisti dell’arte del Novecento.




Marc Chagall, Il gallo viola, 1966-72. Olio, gouache e inchiostro su tela, 89,3x78,3 cm. Private Collection © Chagall ® by SIAE 2026

Dal 13 giugno la Stazione dell’Arte e il CaMuC di Ulassai ospiteranno una mostra di grande rilievo dedicata al dialogo tra le opere di Marc Chagall e Maria Lai.

Le opere di Chagall, attraversate da un lirismo visionario e fiabesco, popolato di figure sospese, animali simbolici e paesaggi della memoria, entreranno in relazione con una selezione di lavori di Maria Lai, artista che ha trasformato il legame con il proprio territorio, le tradizioni orali e il gesto del cucire in una personale grammatica poetica.

La mostra nasce dall’intuizione di un possibile campo di risonanza tra due artisti apparentemente lontani per geografia e linguaggio, ma profondamente accomunati dalla capacità di trasformare le proprie radici in immaginazione universale. Per entrambi, il villaggio d’origine non è soltanto un luogo reale, ma uno spazio interiore: una matrice poetica che continua a generare immagini, racconti e visioni.

Vitebsk, città natale di Chagall, e Ulassai, paese d’origine di Maria Lai, diventano così luoghi della memoria e dell’immaginazione, territori interiori continuamente reinventati attraverso l’arte. Le oltre settanta opere in mostra – tra dipinti, incisioni, libri d’artista, tessiture e opere su carta – costruiscono un percorso che mette al centro il valore del racconto e della fiaba.

Attraverso il confronto tra due universi espressivi profondamente personali, la mostra invita il pubblico a riconoscere come l’arte possa custodire storie intime e collettive e, allo stesso tempo, trasformarle in immagini capaci di parlare universalmente.

La mostra Chagall con Maria Lai. Il villaggio interiore curata da Paul Schneiter e Marco Peri, è promossa dal Comune di Ulassai e prodotta dalla Fondazione Stazione dell’Arte con il supporto organizzativo di Arthemisia.

Il Direttore della Stazione dell’Arte Marco Peri afferma: “La mostra inaugura le celebrazioni per i vent’anni della Fondazione Stazione dell’Arte, aperta l’8 luglio 2006 per volontà di Maria Lai e dell’Amministrazione comunale di Ulassai. Un anniversario significativo che restituisce il senso profondo di questo museo: un luogo nato dal dono dell’artista al proprio paese e pensato come un’eredità culturale viva, dedicata all’incontro e alla crescita attraverso l’arte contemporanea.
Accogliere le opere di Marc Chagall, uno tra gli artisti più poetici del Novecento, permette alle opere di Maria Lai una rilettura inattesa. Il confronto tra i due artisti non cerca somiglianze formali, ma apre uno spazio di risonanze profonde: il racconto che si trasforma in immagini, il legame con la Sardegna come sorgente immaginativa, la capacità dell’arte di abitare una dimensione sospesa tra esperienza vissuta e visione poetica.”

La mostra è finanziata dall’Unione Europea attraverso il programma NextGenerationEU, nell’ambito del PNRR | Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, per la rigenerazione culturale, sociale ed economica dei borghi.


LA MOSTRA
Dove andare quando non resta più alcun luogo da chiamare casa?
In un mondo sempre più lacerato dall’inasprirsi dei conflitti e dagli spostamenti causati dalla crisi climatica, la ricerca condotta da Chagall lungo tutta la vita di un luogo in cui mettere radici smette di appartenere soltanto alla storia del Novecento e diventa, piuttosto, uno specchio della nostra realtà in trasformazione.
L’opera di Chagall conserva oggi intatta la propria attualità proprio perché l’artista ha conosciuto questa stessa forma di cancellazione. Quando Vitebsk, la sua città natale nell’Impero russo – oggi in Bielorussia – gli fu sottratta fisicamente, distrutta dall’esercito tedesco nel 1941, Chagall non cedette alla nostalgia, ma continuò a custodire la città e la sua cultura all’interno di un paesaggio interiore. Questa architettura portatile lo sostenne durante l’esilio forzato della Seconda guerra mondiale, diventando il nucleo originario della sua energia creativa, che l’artista avrebbe infine radicato nel Sud della Francia, dove si stabilì dopo il 1950.
Troppo spesso la storia dell’arte ha rinchiuso Chagall in una dimensione di nostalgia sognante, riducendolo a un pittore sentimentale di memorie folkloriche. Seguendo i motivi figurativi ricorrenti che attraversano l’intero arco della sua carriera, dalle prime formulazioni giovanili fino alle opere degli ultimi anni, questa mostra indaga il modo in cui l’artista ricostruisce una patria perduta nella geografia privata della propria mente.
Il percorso espositivo è scandito da diversi autoritratti dell’artista, realizzati tra il 1922 e il 1968, che fanno sì che la presenza di Chagall accompagni i visitatori come una guida personale attraverso il viaggio della sua vita.
Sebbene a prima vista possa sembrare che ci sia poco in comune tra Marc Chagall e Maria Lai, entrambi gli artisti dovettero viaggiare lontano da casa per perseguire la propria formazione artistica. Chagall lasciò la natia Vitebsk per San Pietroburgo e in seguito per Parigi, mentre Lai partì dalla Sardegna alla volta di Roma, alla ricerca di quella maestria che i loro luoghi d'origine non potevano offrirle. Al di là dei rispettivi spostamenti geografici, entrambi furono profondamente segnati dai traumi della guerra e dovettero affrontare discriminazioni: Chagall come immigrato ebreo e Lai come donna in lotta per il riconoscimento all'interno del patriarcale mondo dell'arte italiano. Entrambi gli artisti hanno portato con sé la propria architettura interiore per tutta la vita, attingendo il proprio vocabolario artistico dai loro villaggi interiori.





Sedi
Ulassai
CaMuC, Via Garibaldi 49
Stazione dell’Arte, S.P. 11
 
Date
13 giugno – 27 settembre 2026
 
Orari di apertura
Martedì – Domenica
09:30 – 13:00 / 14:30 – 19:30
Lunedì chiuso
 
Info, biglietti e prenotazioni
T. +39 0782 208111
stazionedellarte@tiscali.it
 
Attività per il pubblico
Per il pubblico sono previste visite guidate tutti i giorni, incluse nel biglietto d’ingresso, nei seguenti orari:
9:30 – 11:00 – 14:30 – 16:00
Le attività saranno condotte dalle guide della Stazione dell’Arte.
 
Informazioni e prenotazioni gruppi
stazionedellarte@tiscali.it
 
Sito web
www.stazionedellarte.com/
camuc.it/
 
Social e Hashtag ufficiale
#ChagallLaiUlassai
#ChagallUlassai
@stazionedellarte

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