“Siamo una cantina fondata nel 1907, ma non viviamo la nostra storia come qualcosa da amministrare”, spiega Federico. “La viviamo come una piattaforma da cui ripartire, con energia, ambizione e una visione chiara del futuro. In questo progetto non abbiamo cercato una rottura, ma una forma di continuità consapevole: riportare in superficie elementi autentici della nostra identità e reinterpretarli con un linguaggio coerente con il tempo in cui viviamo.”
LE ICONE: L’ESSENZA DI BERSANO |
Il restyling prende avvio dalle Icone, la linea che riunisce le espressioni più rappresentative del patrimonio viticolo e produttivo di Bersano. Ogni referenza nasce come interpretazione di una cascina, di un’origine, di un vitigno piemontese - una selezione pensata per dare forma alla parte più identitaria della produzione aziendale. |
“Le Icone rappresentano per noi l’essenza di Bersano”, prosegue Federico. “Sono il vino più rappresentativo di ogni cascina, la selezione più chiara della nostra idea di Piemonte. Partire da qui significava lavorare sul cuore stesso del brand, aggiungendo l’ultimo tassello a un percorso di valorizzazione che parte dalla vigna e arriva fino alla percezione del prodotto.” |
Per Bersano, il nuovo design nasce in un momento in cui il mercato del vino chiede segnali più chiari, più forti e più coerenti. “Il consumatore beve meno, ma meglio. Cerca qualità, sostanza, bellezza, e vuole riconoscere il valore reale di ciò che sceglie. È esattamente in questo spazio, tra concretezza e desiderabilità, che Bersano vuole rafforzare il proprio ruolo.”
LA BOTTIGLIA NAPOLEONICA: LA STORIA COME FORMA |
Elemento centrale del progetto è il recupero della storica bottiglia Bersano, ispirata alla silhouette “napoleonica”, già distintiva nella storia aziendale. La sua origine rimanda a un episodio legato alla tenuta La Cremosina, dove furono rinvenute antiche bottiglie attribuite al periodo del soggiorno di Napoleone Bonaparte durante la campagna di Marengo. Una forma che colpì Arturo Bersano, portandolo a intuire con largo anticipo come, nel vino, anche la bottiglia potesse diventare un segno di riconoscibilità e valore. |
Oggi quella silhouette viene ripresa e reinterpretata in chiave contemporanea. “L’imperfezione, quando nasce dalla mano dell’uomo e dalla storia, non è un difetto: è identità”, commenta Mario Di Paolo, founder di Spazio di Paolo. “Nel ripensare questa bottiglia abbiamo scelto di partire proprio da questo principio, recuperando il linguaggio autentico delle antiche bottiglie soffiate a mano. Le leggere asimmetrie che un tempo erano il segno naturale dell’artigianalità diventano oggi un elemento distintivo e riconoscibile. In un panorama dominato dalla standardizzazione, volevamo restituire unicità, carattere e autenticità a un oggetto capace di raccontare il tempo, la memoria e il gesto umano. È lì che l’artigianalità incontra il futuro, facendo dell’imperfezione un valore e della storia una continua possibilità di innovazione.” |
Sul fondo della bottiglia è incisa la frase storica di Arturo Bersano: “Bevi, siedi e sii lieto, ave.” “La bottiglia racconta chi siamo stati”, sottolinea Federico. “È un segno forte, riconoscibile, profondamente nostro. Riprenderla oggi non significa guardare indietro, ma dare nuova forza a un elemento autentico della nostra identità.”
L’ETICHETTA: IL FUTURO IN SUPERFICIE |
A dialogare con la bottiglia storica è un’etichetta radicalmente nuova, sviluppata con Spazio di Paolo. Il progetto lavora su stratificazione, matericità e sorpresa visiva: due etichette sovrapposte ne formano una sola, con un motivo traforato ispirato al pizzo che lascia intravedere il vetro della bottiglia. |
Carte pregiate, lavorazioni in lamina, brillantature e una capsula corta in stagno con un dettaglio ispirato alla storica sede di Nizza Monferrato completano il packaging sartoriale, elegante e sofisticato, costruito per accompagnare la bottiglia senza sovrastarla. Il risultato è un equilibrio tra storia e contemporaneità, tra memoria e innovazione. |
“La bottiglia ci fa riconoscere da lontano. L’etichetta avvicina, sorprende, crea relazione. La capsula lascia un dettaglio da ricordare”, racconta Federico. “Ogni elemento è stato pensato per comunicare raffinatezza senza ostentazione. Volevamo qualcosa che non si fosse ancora visto, ma che potesse durare nel tempo.” |
Il nuovo disegno non nasce quindi come semplice aggiornamento estetico, ma come lavoro sul linguaggio del brand. Il design diventa uno strumento per rendere più evidente la qualità del vino, più leggibile il ruolo delle Icone e più contemporanea la percezione di Bersano. |
“Il vino è emozione. Si assaggia con il palato, ma si incontra prima con gli occhi”, aggiunge Federico. “Per questo crediamo che un grande vino meriti una forma capace di esprimerne la qualità. Il bello non è un accessorio: è parte dell’esperienza.”
Il redesign delle Icone inaugura una fase più ampia di evoluzione dell’identità Bersano. Una direzione che toccherà progressivamente prodotto, linguaggio, distribuzione, spazi e relazione con il consumatore, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo della cantina come interprete contemporaneo del patrimonio vitivinicolo piemontese. |
“Questo progetto non è un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso razionale, strategico e ben definito”, conclude Federico. “Non abbiamo ridisegnato un’etichetta: abbiamo dato forma a una direzione. Ogni scelta che faremo da qui in avanti dovrà confermare la stessa promessa: qualità, coerenza, ambizione. Il lavoro vero sarà mantenere quella promessa, bottiglia dopo bottiglia, perché la coerenza, nel tempo, è l’unico lusso che non si può comprare.” |
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