Parte la programmazione 2026 della GAMeC,
dedicata all'educazione come pratica di libertà e
trasformazione
Martedì 24 febbraio l'inaugurazione della mostra Eau di Ana Silva,
preceduta dalla presentazione del volume "An Orobic Journey",
evoluzione cartacea del magazine online Pensare come una
montagna.
Domenica 1 marzo il workshop di Marie Moïse negli spazi della
GAMeC e il talk di Telmo Pievani e Juan Carlos De Martin
all'Auditorium di Piazza Libertà.
Nelle prossime settimane il calendario si arricchirà di nuovi
appuntamenti del Public Program e di una rassegna di proiezioni
dedicata ai temi di Pedagogia della Speranza, ampliando le
occasioni di incontro, approfondimento e partecipazione.
Prende oggi il via Pedagogia della Speranza, il nuovo programma interdisciplinare della GAMeC - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo dedicato all'educazione come pratica di libertà e trasformazione.
Ispirato al pensiero del pedagogista brasiliano Paulo Freire, del quale propone una rilettura e un'attualizzazione, il programma si sviluppa sotto la direzione artistica di Lorenzo Giusti, attraverso un processo di coprogettazione che vede parimenti coinvolti il Dipartimento Educativo della GAMeC, guidato da Sara Tonelli con Rachele Bellini, e il team curatoriale formato da Sara Fumagalli, Valentina Gervasoni e Irene Guandalini.
___________________
MARTEDÌ 24 FEBBRAIO
PRESENTAZIONE DEL VOLUME "AN OROBIC JOURNEY"
E INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA DI ANA SILVA
La serata inaugurale di oggi martedì 24 febbraio, aperta al pubblico, si articola in due momenti: alle 18:00 viene presentato il volume An Orobic Journey. On Migratory Restlessness, Community, and Multispecies Geographies, a cui segue, alle 19:00, l'inaugurazione della prima mostra personale in un'istituzione italiana dell'artista angolana-portoghese Ana Silva.
Il volume, pubblicato da Lenz, rappresenta l'estensione del magazine online che ha accompagnato il progetto Pensare come una montagna - Il Biennale delle Orobie, e apre una serie di riflessioni sul futuro della montagna e sui modi in cui la si abita, sulla migrazione delle specie, sulle comunità - animali, vegetali e umane - che nascono attorno a un luogo o sui saperi antichi trasmessi attraverso la conoscenza delle piante o degli spiriti.
L'incontro è condotto dal direttore della GAMeC Lorenzo Giusti e dalla curatrice Valentina Gervasoni. Partecipano inoltre il naturalista e ornitologo Enrico Bassi, che illustra la sua ricerca sull'avifauna nell'ecosistema alpino, e Alessandra Mignatti, cultrice della materia "Studi teatrali", che interviene con un focus storico-culturale dedicato al rapporto del territorio bergamasco con la foresta e il selvaggio.
A conclusione dell'incontro, alle 19:00, viene inaugurata Eau, la mostra ideata da Ana Silva per lo Spazio Zero della GAMeC: il progetto espositivo, nato in collaborazione con una rete di ricamatrici locali invitate dall'artista a intervenire su alcune sue opere tessili, affronta una delle crisi più gravi del nostro tempo: l'accesso all'acqua.
Attraverso il linguaggio del ricamo - tradizionalmente associato alla cura, alla memoria e alla resistenza - Silva denuncia la carenza di acqua e rende visibile una realtà in cui questa non rappresenta un diritto, ma un privilegio. Pratica tessile, ricerca sociale e attenzione ambientale si intrecciano così nello spazio espositivo, in una rilettura critica del quotidiano.
Durante la serata viene inoltre presentato il progetto Fiato, che l'artista multimediale giulia deval ha sviluppato in collaborazione con la GAMeC nell'ambito del suo percorso di dottorato in Nuovi Media e Pratiche Critico-Curatoriali della all'Accademia Albertina di Torino e all'Accademia di Belle Arti G. Carrara | Politecnico delle Arti di Bergamo. La ricerca di deval si colloca al confine tra musica e arte contemporanea, ponendo al centro la vocalità; performance, installazione e video sono i mezzi con cui l'artista esplora i condizionamenti ambientali, culturali e politici che modellano la voce.
Attraverso l'ascolto delle voci dei minatori di Dossena e il dialogo con materiali d'archivio - tra cui le ricerche etnomusicologiche di Roberto Leydi - Fiato indaga gli effetti dell'esposizione prolungata alle polveri di silice sull'apparato vocale. L'installazione alla GAMeC mette in relazione fonti scritte, materiali audiovisivi e testimonianze raccolte durante il lavoro sul campo.
Nessun commento:
Posta un commento