Dopo il successo di pubblico e di critica al
Sundance Film Festival e alla Festa del Cinema di Roma
Attraverso i suoi messaggi audio
il ritratto intimo e sincero di uno dei cantautori più
grandi di sempre
e l’ultimo vocale lasciato alla madre
in segreteria telefonica
Diretto della regista nominata agli Oscar® Amy Berg
e co-prodotto da Brad Pitt
EVENTO SPECIALE AL CINEMA
SOLO IL 16, 17,
18 MARZO
Apertura prevendite a partire dal 4 febbraio
Dopo il successo raccolto al
Sundance Festival e alla Festa del Cinema di Roma arriva nelle sale italiane
come evento speciale, solo il 16, 17, 18 marzo, a 60 anni dalla nascita,
IT’S NEVER OVER: JEFF BUCKLEY, diretto dalla regista candidata all’Oscar
Amy Berg (Deliver Us from Evil, Janis: Little Girl Blue, West of
Memphis) e co-prodotto da Brad Pitt. Le prevendite apriranno a
partire dal 4 febbraio e l’elenco delle sale sarà a breve disponibile su
nexostudios.it.
Dal 13
febbraio, sarà inoltre disponibile per
Sony Music in formato vinile e CD la versione deluxe di “Live at
Sin-é”, il celebre EP di Jeff Buckley pubblicato nel 1993. La
versione originaria, composta da quattro tracce registrate in un piccolo
club di Manhattan, è stata ampliata in un cofanetto rigido che
contiene quattro vinili con altrettante copertine progettate individualmente,
un libretto con note di copertina e foto a colori e versioni live di brani
iconici come “Grace”, “Last Goodbye” e “Hallelujah”
di Leonard Cohen”. “Live at Sin-é” è disponibile in pre order al
link: https://bio.to/JeffBuckley.
Un solo album, il primo (Grace,
1994), è bastato perché Jeff Buckley (1966-1997), figlio del grande Tim
Buckley, entrasse nella storia della musica, prima della tragica morte nelle
acque di un affluente del Mississippi a trent’anni, nel 1997. Il documentario
di Amy Berg ne ricostruisce la vita e l’itinerario artistico nel contesto
culturale della New York degli anni Ottanta e Novanta. Raccontato attraverso materiali
d’archivio inediti provenienti dal patrimonio personale di Buckley e testimonianze
intime della madre Mary Guibert, delle ex compagne Rebecca Moore
e Joan Wasser, dei suoi ex compagni di band — tra cui Michael Tighe
e Parker Kindred — e di artisti come Ben Harper e Aimee Mann,
IT’S NEVER OVER: JEFF BUCKLEY illumina una delle figure più iconiche ed
enigmatiche della musica contemporanea.
Spiega la regista Amy Berg:
“Non ricordo un periodo della mia vita in cui non pensassi di fare un film
su Jeff Buckley. Ci penso almeno da quando ho iniziato a fare film nel 2006. O
forse dal ’94, quando per la prima volta ho ascoltato Grace… Mary, la madre di
Jeff, è la prima persona che ho incontrato per abbozzare la cosa. All’epoca, 18
anni fa, lei pensava a un biopic. Ma i suoi materiali d’archivio erano
indimenticabili: penso per esempio all’ultimo struggente messaggio vocale
lasciato in segreteria telefonica. Io ero certa che ne sarebbe venuto fuori un
documentario; e nel 2019 la mia proposta è stata accettata. Un bel travaglio
d’amore, per noi che non lo abbiamo conosciuto, avvicinarci a lui il più
possibile”.
Jeff Buckley nacque il 17
novembre 1966 nella contea di Orange, in California, e morì in un
tragico incidente per annegamento a Memphis il 29 maggio 1997. Emerso
nella scena avant-garde dei club di New York nei primi anni Novanta, si
impose come uno degli artisti musicali più straordinari della sua generazione,
acclamato da pubblico, critica e colleghi musicisti. La sua prima registrazione
commerciale, l’EP di quattro brani Live At Sin-é, uscì nel novembre 1993
per Columbia Records: catturava Buckley e la sua chitarra elettrica in
un minuscolo caffè dell’East Village di New York, il quartiere che aveva
scelto come casa. Al momento dell’uscita, nell’autunno del 1993, Buckley era
già entrato in studio per lavorare al suo album di debutto Grace,
insieme a Mick Grøndahl (basso), Matt Johnson (batteria) e al
produttore Andy Wallace. In quella fase furono registrati sette brani
originali (tra cui Lover, You Should Have Come Over e Last
Goodbye) e tre cover, tra cui Hallelujah di Leonard Cohen
e Corpus Christi Carol di Benjamin Britten.
Il chitarrista Michael Tighe
divenne in seguito l’ultimo membro stabile dell’ensemble di Jeff Buckley e
co-scrisse il brano So Real, aggiunto all’album poco prima della sua
pubblicazione. Grace uscì negli Stati Uniti il 23 agosto 1994.
Nel giugno 1994, Jeff Buckley e la sua band intrapresero il primo di una serie
di tour consecutivi che si sarebbero protratti per oltre due anni. Molto del
materiale eseguito durante i tour del 1995 e 1996 venne registrato e pubblicato
sia su EP promozionali, come il Grace EP, sia postumo su album come Mystery
White Boy e Live à L’Olympia. Il 13 aprile 1995 venne
annunciato che Grace aveva fatto guadagnare a Jeff Buckley il
prestigioso Grand Prix International du Disque – Académie Charles Cros 1995,
premio assegnato da una giuria composta da produttori, giornalisti, dal
presidente di France Culture e da professionisti dell’industria musicale. In
precedenza, il riconoscimento era stato conferito, tra gli altri, a Édith
Piaf, Jacques Brel, Yves Montand, Georges Brassens, Bruce Springsteen, Leonard
Cohen, Bob Dylan, Joan Baez e Joni Mitchell. Conclusi i lunghi e
impegnativi tour di Grace, Buckley iniziò a lavorare al materiale per il
suo secondo album. Tra la metà del 1996 e l’inizio del 1997 sperimentò
nuove sessioni di registrazione con la band tra New York e Memphis, con Tom
Verlaine come produttore. Terminato quel ciclo di sessioni, Jeff rimandò la
band a New York, restando a Memphis per continuare a sviluppare il lavoro in
corso e realizzando numerose registrazioni casalinghe su quattro piste,
da presentare ai compagni di band e ai dirigenti della casa discografica.
Alcune erano revisioni dei brani incisi con Verlaine, altre composizioni del
tutto nuove. Buckley iniziò anche una serie di esibizioni soliste regolari – ma
per lo più anonime – ogni lunedì sera al Barrister’s di Memphis, dove
metteva alla prova il nuovo materiale. Il suo ultimo concerto lì si tenne lunedì
26 maggio 1997. La sera della sua morte, Jeff Buckley stava andando a
incontrare la band, in arrivo da New York, per dare inizio a tre settimane di
prove in vista del nuovo album My Sweetheart, The Drunk; il produttore Andy
Wallace, già al lavoro su Grace, avrebbe poi raggiunto il gruppo a
Memphis per registrare il disco. Dopo la morte di Buckley, le registrazioni
prodotte da Verlaine e i demo di Jeff furono pubblicati da Columbia con il
titolo Sketches for My Sweetheart the Drunk il 26 maggio 1998. A
quasi trent’anni dalla sua scomparsa, e con numerose uscite postume, l’eredità
di Jeff Buckley continua a crescere e la sua musica a vivere. I suoi fan
includono leggende del rock, artisti pop, seguaci fedelissimi e un’intera nuova
generazione di appassionati in tutto il mondo. L’unico album in studio
pubblicato in vita da Jeff Buckley, Grace, continua a resistere nel
tempo.
IT’S NEVER
OVER: JEFF BUCKLEY è distribuito in esclusiva per l’Italia da Nexo Studios in collaborazione Radio CAPITAL, MYmovies, SONY MUSIC
ITALIA.

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