La quattordicesima edizione della rassegna appena conclusa
si conferma una straordinaria festa culturale diffusa
che rafforza la vocazione di città d’arte,
cultura e creatività di Bologna.
Ph. Ornella De Carlo
Bologna, 10 febbraio 2026 - Si è conclusa con un ottimo bilancio di pubblico la quattordicesima edizione di ART CITY Bologna, il palinsesto di mostre, eventi e iniziative promosso dal Comune di Bologna, con il sostegno di BolognaFiere, che si è svolto dal 5 all’8 febbraio 2026, confermandosi come uno degli appuntamenti più attesi e partecipati dal pubblico dell’arte contemporanea in Italia.
Diretto per il nono anno consecutivo da Lorenzo Balbi, direttore del MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna del Settore Musei Civici del Comune di Bologna, il programma di ART CITY Bologna 2026 si è svolto in affiancamento ad Arte Fiera, inaugurando congiuntamente alla quarantanovesima edizione della kermesse (6 - 8 febbraio 2026).
Proseguendo nella pratica di invitare artiste e artisti italiani e internazionali a intervenire in spazi della città solitamente non fruibili a scopo espositivo o poco noti al grande pubblico, a caratterizzare in modo distintivo l’edizione di ART CITY Bologna quest’anno è stato lo Special Program dal titolo Il corpo della lingua, scelto dalla curatrice Caterina Molteni a partire dall’omonimo testo del filosofo Giorgio Agamben, che ha presentato una speciale collaborazione con l’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna sul tema della formazione e dell’insegnamento come esperienze fisiologiche e sensibili.
Le artiste e gli artisti protagonisti dell’edizione appena conclusa - giulia deval, Mike Kelley, Ana Mendieta, Alexandra Pirici, Augustas Serapinas, Jenna Sutela e Nora Turato - hanno indagato la conoscenza a partire dalla fisicità del sapere, capace di rivelare le strutture di potere nei processi educativi e, insieme, di aprire spazi di resistenza e nuovi orizzonti espressivi. I progetti espositivi presentati - appositamente commissionati o riallestiti - hanno interrogano la natura dei luoghi della formazione, le regole implicite che li governano e le trasformazioni simboliche, sociali e politiche che ne hanno segnato l’evoluzione, dedicando particolare attenzione alle nuove forme di intelligenza.
L’itinerario di arte contemporanea proposto ha così attivato nuove letture della storia accademica, architettonica e politica dell’Ateneo, instaurando un dialogo diretto con i sette spazi coinvolti: l’Aula Alessandro Ghigi dell’ex Istituto di Zoologia, l’Atrio dell’ex Facoltà di Ingegneria, la Sala della Boschereccia di Palazzo Hercolani, il Teatro Anatomico della Biblioteca comunale dell’Archiginnasio, la Fondazione Federico Zeri, il Laboratorio didattico del Distretto Navile e l’Aula Magna della Biblioteca Universitaria di Bologna.
I numeri della partecipazione
Da giovedì 5 a domenica 8 febbraio 2026 sono state circa 9.000 le presenze stimate nei sette luoghi dello Special Program, tutti accessibili a ingresso gratuito e con orari di apertura straordinari.
Da segnalare come abbiano registrato il tutto esaurito in pochi giorni i 19 turni per assistere, con prenotazione obbligatoria, all’azione performativa Rejoin di Alexandra Pirici, eseguita dalla stessa artista e da Michelle Cheung, una nuova produzione ideata appositamente per il Teatro Anatomico della Biblioteca comunale dell’Archiginnasio.
Posti disponibili esauriti anche per i 6 tour condotti dai mediatori culturali di ART CITY Bologna e promossi in collaborazione con Fondazione Bologna Welcome e City Red Bus, che hanno accompagnato il pubblico nei luoghi dello Special Program (ad eccezione del Teatro Anatomico).
Infine, sono andate sold out anche le speciali visite guidate gratuite offerte alla cittadinanza dall’Università di Bologna, condotte da personale dell’Ateneo per raccontare i sette luoghi dello Special Program attraverso la storia, gli eventi e i protagonisti che ne hanno determinato e segnato l'evoluzione nel tempo, definendone l'identità.
Nella prospettiva di una città da vivere come un grande museo diffuso, un ruolo centrale è tradizionalmente svolto dai Musei Civici di Bologna, che partecipano ad ART CITY Bologna proponendo una programmazione espositiva in dialogo tra cornice storica e ricerca artistica contemporanea, appuntamenti e speciali attività di mediazione rivolte a tipologie differenziate di pubblico.
Nelle 11 sedi museali civiche incluse nel programma istituzionale - Museo Civico Medievale, Collezioni Comunali d’Arte, Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna, Villa delle Rose, Museo Morandi, Casa Morandi, Museo per la Memoria di Ustica, Museo internazionale e biblioteca della musica, Museo del Patrimonio Industriale e Museo civico del Risorgimento - sono stati 21.065 i visitatori registrati da giovedì 5 a domenica 8 febbraio 2026.
Da mercoledì 4, giorno dell’inaugurazione al pubblico, a domenica 8 febbraio 2026 sono stati 7.870 gli ingressi rilevati alla mostra John Giorno: The Performative Word, la prima grande retrospettiva istituzionale che il MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna, con la curatela di Lorenzo Balbi, fino al 3 maggio 2026 dedica al poeta e performer statunitense, che ha saputo trasformare la parola in esperienza e forma d’arte.
Nei giorni della manifestazione, l’intera città si è trasformata in un palcoscenico diffuso dedicato alla cultura contemporanea. Oltre 300 appuntamenti, tra mostre, performance, talk, installazioni ed eventi promossi da soggetti pubblici e privati, hanno restituito la vitalità e la ricchezza della scena artistica bolognese. In questo dialogo continuo tra musei, gallerie, spazi indipendenti e realtà produttive, ART CITY Bologna svolge anche un ruolo centrale di promozione territoriale, contribuendo a delineare l’immagine di Bologna come laboratorio culturale aperto, dinamico e generoso, in cui arte, comunità e storia si intrecciano.
Viene dunque confermata dalla positiva risposta del pubblico di cittadini, turisti e addetti ai lavori la principale vocazione di ART CITY Bologna fin dalla sua prima edizione: avvicinare il pubblico alla conoscenza del contemporaneo, aprendo in modo inclusivo non solo gli spazi istituzionali deputati all’arte ma anche luoghi inconsueti e poco conosciuti.
I costi di produzione
L’edizione 2026 di ART CITY Bologna è stata realizzata con un budget complessivo di 232.400 euro (IVA compresa).
La manifestazione viene organizzata con il sostegno di BolognaFiere S.p.A. nell'ambito di un protocollo di intesa di durata triennale (2025 - 2027) con il Comune di Bologna, che si propone di proseguire e rafforzare lo stabile rapporto di collaborazione instaurato negli anni, finalizzato ad azioni di “marketing culturale e territoriale” che promuovano a livello nazionale ed internazionale l’immagine di Bologna quale “Città dell’Arte moderna e contemporanea” e ad un coordinamento per creare un programma di iniziative artistiche e culturali di alto valore, comprese e promosse in un cartellone unitario collegato ad Arte Fiera.
ART CITY Bologna 2026 ha visto come Main Sponsor Gruppo Hera, da sempre attento a valorizzare le attività culturali legate al territorio in cui opera.
Nel 2026 Banca di Bologna ha rinnovato la sua partecipazione ultradecennale al programma istituzionale di ART CITY Bologna anche attraverso il sostegno all’artista Alexandra Pirici per la nuova produzione performativa Rejoin, appositamente ideata per il Teatro Anatomico della Biblioteca comunale dell’Archiginnasio.
Inoltre si segnala che il progetto di Augustas Serapinas Chair for the Invigilator, presentato nella sede della Fondazione Federico Zeri, fa parte del programma Cultura Lituana in Italia 2025-2026, realizzato dall'Istituto Lituano di Cultura e dall'Ambasciata della Repubblica di Lituania nella Repubblica Italiana. Si ringrazia APALAZZOGALLERY (Brescia) e Palazzo Bentivoglio (Bologna) per il prestito delle opere esposte.
Il nuovo sito web
L’edizione 2026 di ART CITY Bologna ha segnato il debutto del nuovo sito web www.artcity.bologna.it che, oltre a indossare la nuova identità visiva, offre una navigazione fluida e intuitiva ottimizzata per i dispositivi mobili, rendendo la consultazione da smartphone semplice e immediata.
Il restyling ha avuto un impatto significativo sulle performance tecniche che si riflettono nei dati di accesso ed engagement. Dal 26 gennaio 2026, giorno in cui si è svolta la conferenza stampa di presentazione della quattordicesima edizione ART CITY Bologna, fino al 9 febbraio 2026 sono stati 32.024 gli accessi al sito web, con un picco di 9.244 visite nella giornata di sabato 7 febbraio 2026, dedicata ad ART CITY White Night con l’apertura straordinaria dei luoghi fino alle ore serali; 227.437 le pagine visitate; 1.342 i download effettuati (di cui 1.126 per il booklet digitale dello Special Program); 2.737 le ricerche eseguite; 9 minuti e 37 secondi il tempo medio di una visita.
ART CITY Bologna 2026 prosegue
Lo spirito di ART CITY Bologna non si esaurisce nel weekend appena trascorso ma prosegue con le numerose mostre e progetti espositivi che restano visibili anche nelle prossime settimane, per consentire una fruizione prolungata.
Le informazioni su periodi e orari di apertura sono consultabili sul sito www.artcity.bologna.it.
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