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venerdì 20 febbraio 2026

Il ritorno dei muri a secco

 



Muro ripristinato dopo un cantiere (foto di Graziano Soravito)

Dal 2015 l’Ecomuseo delle Acque promuove i Cantieri del Paesaggio, una vera e propria scuola dove si apprendono le tecniche di costruzione dei muri in pietra a secco, un tempo presenze costanti lungo tutta la fascia prealpina friulana. Oggi questi manufatti permangono in qualche tratto di versante, frammenti di un paesaggio culturale che rischia di scomparire. In oltre 20 cantieri-scuola, tra Artegna, Montenars e Majano, circa 200 partecipanti hanno appreso un sapere antico direttamente sul campo, guidati da maestri artigiani. L’edizione 2026 darà continuità agli interventi già realizzati sul Colle di San Martino ad Artegna, in un contesto di alto valore storico e ambientale. Il corso, sostenuto dal Comune, si svolgerà dal 24 agosto al 4 settembre e sarà strutturato come un vero cantiere operativo: preparazione delle fondazioni, posa del piede, fissaggio delle calandre, innalzamento del muro, finitura.

Partecipare al cantiere significa far parte di un processo collettivo di cura del paesaggio. I muri a secco, riconosciuti dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale, non sono banali manufatti: reggono i pendii, regolano il deflusso delle acque, limitano l’erosione e creano microambienti preziosi per la biodiversità. La loro manutenzione contrasta l’abbandono e restituisce continuità a un paesaggio terrazzato che racconta il lavoro di generazioni. I Cantieri del Paesaggio dell’Ecomuseo si inseriscono nella Scuola italiana della pietra a secco sostenuta da Itla Italia e hanno ottenuto il riconoscimento della rete alpina della Cipra, rafforzando le competenze locali e garantendo nuove opportunità professionali. Per informazioni e iscrizioni: info@ecomuseodelleacque.it – 338 7187227 (posti limitati).

«Il paesaggio terrazzato che abbiamo ereditato sfida anzitutto le nostre categorie dicotomiche: è costa e montagna insieme, è spazio naturale e artificiale, fittamente costruito eppure ancora fortemente connotato di naturalità, in cui l’uomo ha saputo coniugare equilibri idrogeologici, ecologici, produttivi» (Mauro Varotto, geografo).

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Cantiere sul Colle di San Martino (foto di Graziano Soravito)

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