Alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Cina, Massimo Ambrosetti, e di Yu Pengzhou, Vice Segretario Generale del Governo Popolare Municipale di Tianjin, Segretario del Gruppo di Partito e Direttore dell'Ufficio Municipale della Cultura e del Turismo di Tianjin si è inaugurata al Tianjin Museum lo scorso 13 febbraio la mostra Crown of glory. 18th Century Italian Court Treasures from the House of Savoy.
Dopo il notevole successo riscosso nella precedente tappa in Cina, al Guandong Museum di Guangzhou – tra le prime tre istituzioni museali della Repubblica Popolare Cinese, con oltre sette milioni di visitatori annui – il progetto espositivo promosso da Palazzo Madama di Torino approda al Tianjin Museum, una delle istituzioni culturali più prestigiose del Paese, consolidando un percorso di cooperazione internazionale che vede protagonista il patrimonio storico-artistico piemontese e sabaudo, alla sua terza grande esposizione aperta in Cina negli ultimi dodici mesi, considerato anche il significativo successo della mostra al Museum of Wu di Suzhou, che ha attratto oltre 180.000 persone.
La mostra Crown of glory offre al pubblico cinese l’opportunità di scoprire la Torino del XVIII secolo, ormai affermata come una delle capitali più raffinate d’Europa, fulcro della vita politica e culturale della dinastia sabauda. Attraverso oltre 160 opere – tra preziose oreficerie, bronzi, vetri dorati, dipinti, tessuti, porcellane, mobili, libri e straordinari esempi di arti applicate – il percorso espositivo racconta quasi due secoli di vita di corte, restituendo la complessità di un sistema culturale fondato su cerimoniale, rappresentazione del potere, arti decorative e saperi artigianali di eccellenza.
Cuore concettuale della mostra è il “saper fare”: quell’idea tutta italiana che trasforma la tecnica in arte, la funzione in bellezza, l’abilità manuale in valore simbolico. È il principio che ha reso la manifattura sabauda un modello europeo e che ancora oggi costituisce uno dei tratti distintivi dell’identità culturale italiana. Orafi, ebanisti, vetrai, tessitori e intarsiatori non furono semplici artigiani, ma interpreti di un linguaggio estetico e politico capace di definire il prestigio di una dinastia tra le più longeve d’Europa.
La Casata dei Savoia, una delle più antiche dinastie occidentali, ha contribuito in modo determinante alla costruzione dell’identità italiana e alla definizione di Torino quale capitale culturale e politica. Nel Settecento la città affermandosi quale modello di eleganza urbana, con le sue residenze reali, le grandi architetture barocche, le cerimonie solenni e un sistema di palazzi e paesaggi – oggi riconosciuto dall’UNESCO quale Patrimonio dell’Umanità – che costituiva la scenografia del potere.
E se la mostra principia da questo abbrivio, essa giunge a raccontare anche la storia di un grande incontro tra culture, esponendo opere realizzate in Cina per la corte sabauda, testimonianza della profonda fascinazione che l’Oriente esercitò sull’Europa del XVIII secolo. Questi oggetti, nati dal dialogo tra mondi lontani, tornano oggi simbolicamente in Cina, e trovano a Tianjin – città storicamente aperta agli scambi e alle relazioni internazionali – un contesto particolarmente significativo. Un ritorno che ribadisce come la cultura abbia sempre viaggiato oltre i confini, creando connessioni e influenze reciproche.
Una mostra affascinante che fa conoscere una civiltà di corte sofisticata e una capitale culturale come Torino e il suo territorio che molto hanno contribuito alla Storia e alla definizione dell'identità del nostro Paese - ha dichiarato Sua Eccellenza l’Ambasciatore d’Italia in Cina Massimo Ambrosetti, sottolineando con la sua presenza come il progetto nasca dal dialogo scientifico tra Palazzo Madama e il Tianjin Museum e si inserisca in un più ampio percorso di diplomazia culturale che, in occasione del 55° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina, rafforza il ruolo dei musei come luoghi di confronto, cooperazione e costruzione di una memoria condivisa.
Con questa bellissima mostra, l’Italia riesce a portare all’attenzione del pubblico cinese un tassello centrale della propria storia e della propria cultura - ha affermato il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Pechino, Federico Roberto Antonelli, per una mostra che grazie all’allestimento immersivo e a un ricco apparato multimediale dedicato anche al sistema delle Residenze Reali Sabaude, propone un racconto coinvolgente che intreccia arte, architettura, paesaggio e identità politica, restituendo l’immagine di un Piemonte protagonista della storia europea.
Con questa nuova tappa al Tianjin Museum, Crown of glory conferma il valore strategico della collaborazione tra istituzioni culturali italiane e cinesi, proponendosi non solo come evento espositivo di rilievo internazionale, ma come autentico ponte tra storie, competenze e visioni, nel segno della qualità, del dialogo e della bellezza condivisa.
La tappa al Tianjin Museum rappresenta uno degli esiti più significativi del percorso di internazionalizzazione delineato dal Piano Strategico di Fondazione Torino Musei e attuato con continuità negli ultimi anni; un percorso che ha consentito la programmazione e realizzazione di oltre quindici progetti espositivi nell’ambito del Piano che, partendo dall’Europa, stanno toccando ora la Cina e a breve coinvolgeranno anche il Giappone, secondo una strategia pianificata che fa dell’attività internazionale della Fondazione una vera e propria nuova e sesta linea culturale organica – sottolinea Massimo Broccio, Presidente della Fondazione Torino Musei. Per sostenere questo quadro di azioni, la Fondazione ha scelto di dotarsi di una funzione interna dedicata allo sviluppo delle relazioni culturali internazionali, con l’obiettivo di strutturare un’attività stabile e coordinata di promozione all’estero del patrimonio civico torinese e piemontese. Attraverso questo nuovo assetto organizzativo è stato possibile attivare una rete qualificata di collaborazioni con musei, enti e operatori culturali di primo piano, dando vita a mostre itineranti, co-progettazioni espositive, iniziative di formazione e azioni congiunte di comunicazione e posizionamento strategico. La mostra, che prende avvio dalle collezioni di Palazzo Madama – luogo fondativo della città e simbolo di oltre duemila anni di storia – diventa così occasione per raccontare il patrimonio dei musei civici di Torino e il sistema culturale articolato, fondato sulla cultura di corte, sulle arti decorative e sul patrimonio delle Residenze Reali sabaude, riconosciuto dall’UNESCO. Progetti come Crown of glory non sono semplici esposizioni temporanee, ma vere e proprie azioni di diplomazia culturale, capaci di rafforzare il dialogo tra istituzioni, valorizzare il ruolo dei musei come presìdi di cooperazione internazionale e confermare Fondazione Torino Musei come modello di riferimento per l’innovazione e la valorizzazione del patrimonio culturale italiano nel mondo.
I musei esistono per raccontare la storia dell’umanità come una storia condivisa. Questa mostra è esattamente questo: una storia condivisa che ha al centro un’idea italiana: il saper fare. La capacità di trasformare l’abilità in bellezza, la tecnica in arte. È il segreto della creatività italiana e il motivo per cui oggetti creati secoli fa ci parlano ancora oggi - conclude Giovanni C.F. Villa, direttore di Palazzo Madama.
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