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venerdì 20 febbraio 2026

DIVINNOSIOLA, quando il vino si fa Santo Ed. 2026

 


Parlare di Nosiola, l’unico vitigno autoctono a bacca bianca profondamente legato al suo territorio, significa immergersi nella storia e nella tradizione vitivinicola del Trentino in particolare alle colline che circondano la Valle dei Laghi, frutto del lavoro di quanti credono che sia ancora necessario attendere il tempo giusto per le cose buone.

Parlare di Nosiola è parlare di un vino importante che affonda le radici in un territorio ricco di storia e di tradizioni che ne racconta la sua bellezza, la sua cultura e la sua gente.

Parlare di Vino Santo è parlare di storia di comunità, del lavoro di quanti credono che sia ancora necessario attendere il tempo giusto per le cose buone.  Un antico inventario menziona “cadara vini sancti in cellario sub hospitio”, ed è la più più antica attestazione della produzione di Vino Santo in Valle dei Laghi. E ci sono documenti risalenti all’Ottocento, che testimoniano che il vino Santo, passito dei passiti, veniva esportato in tutta Europa (Parigi, Anversa, Trieste) e anche in Australia.

La sua produzione è un rito, un rito che diventa occasione di incontro e di condivisione di un vino frutto di un lavoro corale e di antiche tradizioni. Tra queste il Rito della Spremitura che è diventato nel tempo uno dei momenti simbolicamente più importanti della Valle dei Laghi e che si svolge in occasione della Settimana Santa.

 

Dal 27 marzo al 10 aprile va in scena la sedicesima edizione di “DiVin Nosiola: quando il vino si fa santo” la prima manifestazione enologica trentina dell’anno che vede protagonisti la Nosiola e il Vino Santo.

Grazie alla collaborazione con Garda Trentino, il Consorzio dei Vignaioli del Trentino, la Strada del Vino e dei Sapori, il Consorzio Vini del Trentino, il Palazzo Roccabruna di Trento, il programma della sedicesima edizione sarà ricco e variegato, sono previsti vari appuntamenti che ci accompagnano in un viaggio alla scoperta delle tante interpretazioni del vitigno Nosiola. 

Gli eventi verranno proposti sia nella splendida cornice della Valle dei Laghi, una ridente vallata situata tra il Lago di Garda e Trento, costellata di ben 7 laghi alpini e piccoli borghi rurali immersi nel paesaggio di frutteti e vigneti, sia a Trento presso Palazzo Roccabruna.

 

In questa sedicesima edizione daremo risalto al vitigno autoctono quale tesoro della nostra enologia, motore per la promozione enoturistica dei nostri territori, espressione dei valori tradizionali che caratterizzano la comunità dove viene coltivato.

Lo faremo in compagnia dei vignaioli dell’associazione Brix di Brisighella con il loro Albana di Romagna, fiore all’occhiello della Romagna, vitigno antico, dalla storia affascinante, che regala un vino bianco corposo, profumato e profondamente territoriale.

Iniziamo venerdì 27 marzo con una masterclass guidata da Giuseppe Carrus di Gambero Rosso, che metterà a confronto la Nosiola fresca, macerata e passita con l’Albana nelle stesse declinazioni. La sera proponiamo la cena con lo chef stellato Federico Parolari che propone dei piatti che uniscono le tradizioni romagnole e quelle trentine in un connubio di sapori e di saperi.

 

Sabato 28 marzo proponiamo la prima edizione di NosiolaDay. Sarà un’intera giornata dedicata alla Nosiola. una giornata che ci racconta che fare un vino con uve autoctone non è solo una scelta produttiva, ma un profondo impegno verso la preservazione dell'identità e della storia del territorio.

Il compito dei vignaioli che la coltivano è quello di salvaguardarla rispettandone la storicità e di far conoscere la nobiltà di quest’uva perché diventi un progetto comunitario che ha come scopo quello di rappresentare un grande territorio enologico quale è il Trentino.

Il programma prevede al mattino la tavola rotonda “AUTOCTONI, QUANDO IL VINO PARLA AL CUORE” dove affronteremo il tema dei vitigni autoctoni come strumento strategico motore per lo sviluppo enoturistico di un territorio.

A seguire uno showcooking con Giada Miori, chef e titolare del ristorante la Casina di Drena e interprete della cucina identitaria del territorio. Sarà un percorso degustativo dinamico dove gli ospiti saranno accompagnati in un racconto sensoriale di sapori e profumi, in cui il dialogo tra cucina e vino diventa elemento narrativo centrale.  

Nel pomeriggio è la volta dei produttori di Nosiola Trentini dalla Valle dei Laghi alle Colline di Pressano, dalla Vallagarina alla Rotaliana incontreremo i produttori con le loro Nosiola che verranno messe in degustazione in abbinamento ai prodotti gastronomici trentini proposti dalla Strada del Vino e dei Sapori.Sarà un pomeriggio per conoscerne le caratteristiche, memorizzare le sensazione che regala, raccogliere le informazioni della storia e del terroir che ne identifica l’unicità.

 

Gli appuntamenti che seguiranno domenica 29 saranno dedicati alla tradizione popolare con il Rito della Spremitura il momento simbolicamente più importante della produzione vinicola della Valle dei laghi. Da secoli si svolge nella Settimana Santa, segna il passaggio dalla fase di appassimento, che dura 6 mesi, dei migliori grappoli di Nosiola alla lunghissima fase di fermentazione e maturazione per produrre il Vino Santo.

Si prosegue mercoledì 1 aprile con una masterclass a Palazzo Roccabruna di Trento, una degustazione per scoprire insieme le numerose declinazioni della Nosiola e dell’affascinante mondo del Vino Santo Trentino, l’esclusivo vino da meditazione ottenuto da uve Nosiola.

Lunedì 6 aprile appuntamento con il Nosiola Express, il trenino che ci porterà di cantina in cantina lungo tutta l’area vinicola della Valle dei Laghi meridionale. Un viaggio lungo una giornata per conoscere i Vignaioli e le loro cantine, degustare i vini che producono, attraversare alcuni dei piccoli borghi e ammirare gli iconici castelli di Toblino e di Madruzzo passando vicino ad alcuni dei laghi di questa piccola ma meravigliosa Valle.

Chiudiamo la sedicesima edizione di DivinNosiola, quando il vino si fa santo venerdì 10 aprile con una cena particolare, una “relazione pericolosa” tra il vino Santo la Nosiola e i prodotti di Terra della Valle dei Laghi e di Mare dei lidi di Comacchio. La cena sarà preparata dallo chef Fiorenzo Varesco cuoco dell’alleanza Slow Food e Andrè Senoner sommelier.

 

Nelle nostre cene è sempre presente Slow Food, l’associazione che tutela le piccole produzioni artigianali di qualità. Molti infatti sono i presidi  che verranno utilizzati dai nostri chef, tra questi il nostro vino Santo che  nel 2013  è stato riconosciuto presidio. Per noi è ’ il modo migliore e più gustoso per festeggiare i 40 anni dalla sua fondazione, che risale al luglio 1986.

 


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