Mentre i grandi brand puntano sul termine “plant-based”, ma gli italiani cercano “vegan”, termine ormai radicato nella mente dei consumatori
Roma, 6 febbraio 2026 – Nel mercato alimentare italiano esiste un profondo disallineamento tra come le aziende comunicano e come i consumatori cercano i prodotti online. È quanto emerge dall’ultima analisi semantica dell’Osservatorio VEGANOK, che ha mappato i comportamenti di ricerca online degli utenti italiani nel periodo 2023-2025.
I dati sono inequivocabili: nonostante l’ascesa internazionale del termine “plant-based”, il pubblico italiano resta fedele alla parola “vegan”, utilizzata con una frequenza 14 volte superiore.
I dati di ricerca online non misurano direttamente le vendite o le preferenze d’acquisto, ma offrono un’indicazione chiara sul linguaggio utilizzato dai consumatori nella fase di informazione. L’analisi si concentra sulla dimensione semantica e sul comportamento di ricerca online, che di solito precedono l’acquisto.
Implicazioni strategiche per i Brand Vegani
L’indagine, condotta attraverso Google Trends e strumenti avanzati di analisi SEO, evidenzia volumi di ricerca medi mensili che lasciano poco spazio alle interpretazioni:
- “Vegan”: 27.100 ricerche al mese (con picchi fino a 60.500).
- “Plant-based”: 1.900 ricerche al mese.
“Il termine ‘vegan’ è ormai consolidato e radicato nella mente dei consumatori come sinonimo di certezza e assenza totale di ingredienti animali”, commenta Laura Serpilli dell’Osservatorio VEGANOK. “Al contrario, ‘plant-based’ appare ancora come un termine di importazione, meno immediato e percepito come più ambiguo.”
L’esempio più eclatante di questo divario linguistico è rappresentato dal lancio della Nutella vegetale. Nonostante il colosso Ferrero abbia adottato ufficialmente il claim “Nutella Plant-Based”, i dati di ricerca mostrano che la quasi totalità degli utenti italiani cerca online “Nutella vegana”.
Questo fenomeno rivela una priorità cognitiva, cioè il consumatore tende a “tradurre” nel linguaggio che ritiene più rassicurante e univoco. Cercare la parola “vegana” è, per l’utente, il modo più veloce per verificare che il prodotto rispetti effettivamente i requisiti etici e alimentari desiderati.
“I brand che vogliono intercettare la domanda reale devono parlare la lingua dei consumatori”, conclude Serpilli. “In un mercato dominato dall’esigenza di trasparenza, una certificazione chiara che riporti il termine ‘Vegan’ è una scelta etica, ma ancor più una mossa di marketing strategica per ridurre le frizioni nel percorso d’acquisto.”
La scelta terminologica non è solo una questione lessicale, ma rappresenta un elemento strategico di comunicazione per le aziende produttrici. L’analisi dell’Osservatorio VEGANOK suggerisce che, nel contesto italiano, l’uso del termine “plant-based” possa generare un gap di comprensione, richiedendo alle aziende investimenti pubblicitari maggiori per educare il pubblico a un termine non ancora di uso comune.
Informazioni su VEGANOK
VEGANOK è il primo marchio di garanzia Etica per prodotti Vegan nato in Italia. Con oltre 20 anni di esperienza, rappresenta lo standard di riferimento per la verifica della trasparenza e dell’etica nella filiera plant-based, supportando le aziende nel rispondere alle nuove esigenze di un mercato globale sempre più orientato al wellness consapevole.
Informazioni su Osservatorio VEGANOK
L’Osservatorio di VEGANOK è un punto di riferimento nell’innovazione e nella ricerca dedicata al settore vegetale e vegan. La sua fondazione si basa sull’obiettivo di promuovere uno stile di vita sostenibile. Impegnato nella fornitura di analisi, dati e prospettive, l’osservatorio si rivolge alle aziende e ai consumatori che navigano nel complesso universo vegan, offrendo loro supporto informativo e strategico. Attraverso ricerca e analisi, l’Osservatorio VEGANOK si dedica a esplorare le tendenze emergenti, le dinamiche di mercato e l’impatto dei prodotti vegani.

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