Ambra Angiolini debutta alla regia proponendo un lavoro che definisce reale e fortemente contemporaneo per esigenze “umane”, in una forma teatrale che in questi anni l’ha fatta maturare nella qualità delle sue scelte artistiche. Un “soliloquio di gruppo”, lo definisce Angiolini, tragicomico, buffo e amaro, luminoso e cupo, nel gigantesco ossimoro che è la vita di tutti. Ambra scannerizza con il virtuosismo letterario di Benni, anche i resti del suo passato da ricomporre, per ritrovare quel che le manca, per riconquistare il suo pezzo V di W. “W” tornerà ad essere una donna nuovamente intera, meravigliosamente non conforme, solida nelle crepe di fragilità, che avrà ricostruito davanti a tutti il suo corpo e la sua umanità, in un mondo apparentemente troppo cinico e senza più umane ambizioni. Lo spettacolo La misteriosa scomparsa di W debutta il 14 giugno 2026 al Ravenna Festival, già sold out, per proseguire la tournée estiva e autunnale in tutta Italia. Note di regia W una mattina si sveglia e non è più “a posto”, molte cose non tornano nel suo sentire. Tutte le promesse che le erano state fatte da piccola non sono state mantenute e i rapporti, per lo più disumani, hanno rotto tutto quello che era intero. Ai suoi piedi, in una piscina di macerie, pezzi di plastica, gli scarti di materiale velenoso di cui il mondo ormai si nutre. W apre gli occhi e si guarda intorno. Esce dal suo coniglio che ora è tanto grande da contenerla tutta, imprigionata più che protetta da un bisogno di infanzia perenne, per sentire meno il male che fa lo stare al mondo come ci stanno tutti gli altri. Il corpo di W è postbellico fuori dal suo “coniglio”, esploso in mille pezzi: W li cercherà uno ad uno. Scoprirà che nessuno dei suoi pezzi ha la forma o la grandezza di prima e che quindi lo sforzo non sarà solo quello di cercarli, ma capire come rimetterli comunque e nonostante tutto al loro posto: “Sono solo una povera donna con tutti i suoi pezzi… tutti i suoi pezzi… a posto! Bastardi…”. W incarna tutte quelle persone che non vogliono morire ma non sanno come si fa a vivere in questa vita. Uno spettacolo esperienziale: nessuno verrà soltanto per sedersi e guardare. Gli spettatori porteranno quel che provano, sentono, e Ambra-W cercherà, nella sua espressione artistica più anticonformista, di far vivere tutta questa umanità che fuori dal circuito teatrale non è facilmente applicabile alla vita. Per chi accetterà l’invito sarà, per un’ora e quindici, autorizzato a essere ancora l’invenzione migliore sul pianeta. Una serata biologica, dove l’artificiale non esiste, dove tornare ad essere “noi” è l’unico artificio. Per permettere a tutto quello che vivrà sul palco di avere sempre qualcosa da dire, abbiamo chiesto alla Cracking Art di abitare lo spazio di W. Vogliamo ricreare un luogo dove le intenzioni nel fare arte convergono per sostenere e rafforzare i concetti che le parole, il corpo e la voce di Ambra proveranno a far arrivare giù dal palco. Cracking Art è un movimento fondato nel 1993 da Alex Angi, Renzo Nucara, Sweetlove, Marco Veronese e Kicco. “Cracking” come la chiamata alla reazione chimica che trasforma il petrolio grezzo in plastica: per gli artisti è questo il momento in cui il naturale permuta in artificiale. La plastica ha in sé le radici di una storia che dura da millenni, un brano culturale in cui la natura umana mostra una resa consapevole dell’inevitabilità del fatto che il nostro mondo stia diventando sempre più artificiale. Rigenerare la plastica significa sottrarla alla distruzione tossica e devastante per l’ambiente donandole nuova vita; farne opere d’arte significa comunicare attraverso un linguaggio estetico innovativo, esprimendo una particolare sensibilità nei confronti della natura. E ancora… che suono ha un corpo quando viene “rotto”? E quando si “ricompone”? Da questa domanda è partita Ambra Angiolini alla ricerca di Dardust come compagno di suoni emotivi potentissimi e spesso non conformi. Dardust è il visionario che fonde la profondità della musica classica con la forza pulsante dell’elettronica contemporanea. Pianista, compositore e produttore tra i più innovativi della scena europea, ha ridefinito il concetto di musica strumentale portandola fuori dai confini tradizionali. Dietro il suo alias si cela Dario Faini, autore affermato per artisti del calibro di Mahmood e Elisa, ma è con il progetto Dardust che la sua anima artistica esplode in tutta la sua originalità. Le ultime novità lo vedono protagonista di una nuova fase artistica: tra collaborazioni internazionali e un nuovo tour europeo, Dardust si conferma una presenza imprescindibile per chi cerca un concerto che non sia solo da ascoltare, ma da vivere sulla pelle. In perfetta armonia con questo Collettivo di Emoteatranti, nuovi e meno nuovi, dove tutto sarà biologico. Spegnete i telefoni cellulari: l’applicazione migliore l’avete già dentro di voi. Ambra Angiolini
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