Oggi sono Stefano e Alberto Chiarlo a portare avanti il progetto avviato dal padre, con competenze e sensibilità complementari. In questi settant’anni, la crescita dell’azienda si è costruita anche attraverso relazioni consolidate nel tempo: con importatori e distributori nei diversi mercati, spesso diventati partner di lungo periodo, e con collaboratori e dipendenti che hanno accompagnato l’evoluzione di Michele Chiarlo, contribuendo a costruirne competenze, memoria e cultura condivisa. |
«Settant’anni rappresentano un traguardo importante, ma soprattutto la conferma di un percorso costruito nel tempo e di un rapporto sempre più profondo con i nostri vigneti», commenta Stefano Chiarlo. «La visione di nostro padre è partita dalla convinzione che il Piemonte avesse territori e varietà capaci di esprimere vini di grande identità. Il nostro compito è continuare a interpretarli con rispetto, affrontando le nuove sfide della viticoltura senza perdere ciò che rende unici questi luoghi.» |
«La storia di Michele Chiarlo è sempre stata legata ai luoghi da cui nascono i nostri vini, ma anche alla volontà di portarli nel mondo», aggiunge Alberto Chiarlo. «Abbiamo accompagnato la crescita internazionale del Piemonte costruendo rapporti solidi e duraturi con importatori e distributori e, allo stesso tempo, aprendoci a nuove forme di racconto attraverso arte, ospitalità e paesaggio. Crediamo che il futuro passi dalla capacità di continuare a raccontare il territorio senza perdere autenticità.» |
E mentre Stefano e Alberto guidano oggi l’azienda, una nuova generazione della famiglia Chiarlo sta iniziando ad avvicinarsi alla realtà aziendale. I loro figli stanno completando i rispettivi percorsi di studio e maturando le prime esperienze professionali, anche nel settore. |
A settant’anni dalla fondazione, la continuità familiare diventa così uno dei temi con cui Michele Chiarlo guarda al futuro: nuove competenze e nuove sensibilità si affiancano a un progetto che continua a trovare nei vigneti e nei territori piemontesi il proprio punto di riferimento. Resta invariato l’obiettivo da cui tutto è partito: interpretare il Piemonte attraverso i suoi vigneti e trasmetterne il valore a chi ne raccoglierà il testimone. |
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