Per la Sezione Arti Visive, la Giuria ha assegnato il Premio Pini Art Prize 2025/2026 al duo di artisti Tommaso Arnaldi e Francesca Pionati, che realizzeranno una mostra personale, a cura della Presidente di Giuria Cecilia Guida, nel nuovo spazio espositivo della Fondazione nell’autunno 2026. La Giuria ha riconosciuto la solidità e la maturità di una ricerca estetica rigorosa e fortemente identitaria, capace di articolarsi in una grammatica complessa e coerente che attraversa il video, la produzione sonora e musicale, l’installazione, la performance e il lavoro editoriale. All’interno di questa pluralità di linguaggi, il duo costruisce un dispositivo di ricerca che non si limita alla documentazione ma interroga criticamente il reale, trasformando i rapporti tra governance, collettività e libertà in esercizi di immaginazione estetica e politica. La Giuria ha inoltre sottolineato la capacità di rendere universali tematiche profondamente situate e specifiche, legate alle geografie urbane e post-disastro in Italia e ai loro immaginari, attraverso una scrittura e un impianto progettuale calibrati, mai didascalici o riducibili a slogan. Come ha evidenziato la Presidente della Giuria Cecilia Guida, il dialogo tra questa ricerca e Milano potrà attivare una riflessione sul tema della casa e dell’abitare, in una città in cui tali problematiche assumono oggi una rilevanza cruciale. |
Per la Sezione Poesia, la Giuria ha motivato la scelta sottolineando la forza e l’originalità della ricerca di Francesco Ottonello, capace di coniugare mito, lingua e visione contemporanea. Lo scorso dicembre, la sua lettura performativa di un poemetto sul mito di Ganimede, scritto in sardo-latino, nel corso della serata performativa di presentazione, è stata molto apprezzata per l’intensità e la capacità di costruire un’epica contemporanea che attraversa tempi e spazi differenti. Una scrittura che intreccia radici ancestrali, riflessione storica e tensione autobiografica, sviluppata anche attraverso un solido lavoro di ricerca sul mito, dal greco arcaico al bilinguismo medievale fino all’italiano contemporaneo. Come ha sottolineato il Presidente della Giuria Franco Buffoni, «Francesco Ottonello appare come una promessa, assolutamente in divenire, della poesia italiana». In qualità di vincitore del Premio Pini Art Prize – Sezione Poesia 2026, Ottonello sarà tenuto a consegnare entro luglio 2026 la silloge completa per la pubblicazione nella collana LyraGiovani dell’editore Interlinea. |
Per la Sezione Ricerca, la Giuria ha assegnato all’unanimità il Premio Pini Art Prize 2026 a Martina Colombi per la tesi di dottorato «Milano e il mercato dell’arte nella seconda metà dell’Ottocento. Il ruolo degli antiquari», frutto di una ricerca condotta sul complesso archivio della famiglia di antiquari Grandi, protagonisti del mercato artistico milanese ed europeo tra la metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. La Giuria ha riconosciuto l’eccezionale capacità della studiosa di ordinare, interpretare e restituire una vasta rete di documenti inediti – carteggi, fatture, minute e documenti di trasporto – facendo emergere relazioni, strategie e dinamiche che hanno inciso profondamente sulla storia del collezionismo e dei musei europei. Come ha dichiarato il Presidente della Giuria Davide Dall’Ombra, «la ricerca di Martina Colombi restituisce con rigore e chiarezza una storia complessa e affascinante, in cui il mercato dell’arte diventa una lente privilegiata per comprendere la formazione del gusto collezionistico e borghese di Milano, in un dialogo costante tra dimensione locale e reti internazionali». |
Il Pini Art Prize, premio biennale nato per promuovere la produzione contemporanea under 35, intreccia arti visive, poesia e ricerca per raccontare – attraverso linguaggi diversi – l’evoluzione del pensiero artistico e culturale del presente. Curato dal Comitato Scientifico della Fondazione – composto da Cecilia Guida, Franco Buffoni e Davide Dall’Ombra – il Premio rappresenta la sintesi della missione della Fondazione: custodire la memoria di Adolfo Pini e di Renzo Bongiovanni Radice e, al tempo stesso, favorire il dialogo tra generazioni e discipline artistiche. |
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