Ripercorrendo oltre sessant’anni di storia e cultura il MAMbo dedica la prima grande retrospettiva in Italia a John Giorno, poeta e performer dalla presenza scenica magnetica, che ha saputo trasformare la parola in esperienza e forma d’arte.
PRESS PREVIEW | martedì 3 febbraio 2026, ore 11.00* OPENING | mercoledì 4 febbraio 2026, ore 18.00-21.00*
5 febbraio - 3 maggio 2026 |
MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna | Sala delle Ciminiere
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John Giorno with Dial-A-Poem, 1970, courtesy of Giorno Poetry Systems |
Bologna, 21 gennaio 2026 - Poeta e performer magnetico, John Giorno (New York, 1936 - New York, 2019) ha saputo trasformare la parola in forma d’arte. A lui il MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna del Settore Musei Civici del Comune di Bologna dedica, dal 5 febbraio al 3 maggio 2026, John Giorno: The Performative Word, a cura di Lorenzo Balbi, la prima grande retrospettiva italiana, allestita nella Sala delle Ciminiere, che celebra uno dei protagonisti più radicali e visionari della cultura contemporanea.
Figura cardine della New York d’avanguardia, poeta, artista e attivista, John Giorno ha infranto i confini disciplinari facendo della poesia un corpo vivo, un gesto capace di abitare luoghi inattesi. Le sue amicizie e collaborazioni con alcune delle figure più significative di quegli anni, tra cui Andy Warhol, Robert Rauschenberg, William Burroughs, John Cage e Patti Smith, e la fondazione, nel 1965, della Giorno Poetry Systems - la piattaforma no-profit che ha rivoluzionato la diffusione della poesia intrecciandola con musica, arti visive, impegno politico e pratiche comunitarie - testimoniano l’impatto imprescindibile che Giorno ha avuto nella storia dell’arte.
«La retrospettiva dedicata a John Giorno si inserisce perfettamente nel contesto artistico di Bologna - dichiara Daniele Del Pozzo, assessore alla Cultura del Comune di Bologna - Giorno ha trasformato la parola in arte pubblica, estendendo la pratica della performance oltre la pagina, in ambiti non convenzionali come le strade e le linee telefoniche, accordandosi perfettamente con lo spirito di sperimentazione e di apertura verso le nuove forme d'arte che Bologna ha sempre coltivato. La fusione tra parola e azione, tra vita personale e opera, è stato l'innesco per un nuovo modo di intendere la pratica artistica, vista come un modo di intervenire nello spazio pubblico per agire un cambiamento sociale, come nel caso dell'attivismo contro l'AIDS; un modello che rispecchia la vocazione di Bologna a riconoscere il valore delle differenze e a dare spazi a un'arte che dialoga con la città e con chi ci vive. La retrospettiva curata dal MAMbo è un'esperienza preziosa che collega storia, performance e poesia, e che offre spunti di riflessione ancora attuali per il nostro oggi».
L'esposizione ripercorre la pratica multiforme di John Giorno attraverso diversi nuclei di opere, mostrando come l’artista abbia valorizzato il linguaggio poetico nelle sue dimensioni plastiche, relazionali e performative spingendo la parola a sconfinare nel territorio delle arti visive e delle reti di telecomunicazione. Larga parte della sua produzione artistica reimpiega estratti delle sue poesie replicati su diversi supporti, con l'uso di colori accuratamente scelti e un font iconico.
Epicentro della mostra è Dial-A-Poem, l'iconica opera interattiva con cui l’artista ha reso fruibili al pubblico, attraverso un numero di telefono da comporre, le registrazioni delle voci di poeti, artisti, musicisti e attivisti intenti a leggere le proprie composizioni. Il progetto pioneristico che trasformò il telefono in uno strumento di diffusione poetica su larga scala fu originariamente prodotto nel 1969 e presentato successivamente nel 1970 nella mostra Information al MoMA – Museum of Modern Art di New York. L'opera divenne un lavoro emblematico dell’arte concettuale partecipativa, ampliandosi negli anni fino a raccogliere 282 registrazioni di 132 autori, tra cui Patti Smith, Allen Ginsberg e Amiri Baraka, e generando edizioni internazionali in diversi Paesi come Dial-A-Poem France, Dial-A-Poem Mexico, Dial-A-Poem Brazil, Dial-A-Poem Thailand, Dial-A-Poem Switzerland. In occasione di John Giorno: The Performative Word, nasce la versione italiana dell’opera ideata appositamente per il MAMbo, Dial-A-Poem Italy, che ha visto il coinvolgimento di oltre trenta poete e poeti italiani contemporanei, selezionati da Caterina Molteni, curatrice del museo, che hanno prestato la voce al progetto sonoro che conduce il pubblico nel cuore pulsante della visione di Giorno. Tra questi, ricordiamo Antonella Anedda, Domenico Brancale, Milo De Angelis, Valerio Magrelli e Patrizia Valduga. Come nell’opera storica, anche nella sua versione italiana l’ascolto rimane imprevedibile: una chiamata, una voce inattesa, un frammento poetico che trasformano l’esperienza in una performance privata. Un nuovo numero telefonico + 39 051 0304278 verrà attivato in occasione della mostra e sarà raggiungibile gratuitamente ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette, da chiunque. All'interno del percorso espositivo, una sezione dedicata ai materiali d’archivio a cura di Nicola Ricciardi con la collaborazione di Eleonora Molignani, e con un allestimento progettato da Studio EX (Andrea Cassi e Michele Versaci): poster, lettere, libri e contratti, in alcuni casi mai esposti, tracciano l’evoluzione della traiettoria di John Giorno tra arte e attivismo e mettono in relazione la sua esperienza con quella di altri artisti.
Confermando l’attenzione per il mondo della performance che da sempre caratterizza la ricerca curatoriale del MAMbo, John Giorno: The Performative Word mette in luce la dimensione performativa della pratica poetica dell'artista inserendola nella più ampia storia delle sperimentazioni artistiche legate a questo ambito. Dalle prime poesie visive e dai collage linguistici agli Electronic Sensory Poetry Environments del 1967, la sua ricerca sviluppa una vera e propria poetica dell’energia, fondata su ritmo, respiro e vibrazione, anticipando temi oggi centrali nelle arti intermediali: l’interdisciplinarità, il corpo come veicolo di conoscenza, la dimensione relazionale dell’opera. A questa tensione performativa si intrecciano in modo decisivo il suo impegno politico - in particolare all’interno della comunità LGBTQ+ e durante l’emergenza dell’AIDS negli anni Ottanta, periodo in cui fondò la AIDS Treatment Project - e la sua adesione al buddhismo tibetano, che introduce nella sua opera una profonda dimensione meditativa. Con John Giorno: The Performative Word il MAMbo rende omaggio a un artista che ha reinventato la poesia come gesto, ritmo, corpo e presenza; un vero e proprio linguaggio multidimensionale, capace di unire politica, spiritualità e vita quotidiana, di restituire alla voce la sua potenza irriducibile e di costruire un ponte tra storia e contemporaneità.
La mostra è realizzata in collaborazione con Giorno Poetry Systems e con il supporto della Galleria Thomas Brambilla.
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