A Pollenzo, dove nell’Ottocento l’Agenzia voluta da Casa Savoia divenne un importante centro di sperimentazione agricola ed enologica, nasce oggi un nuovo progetto che lega memoria storica, cultura del vino e interpretazione contemporanea del Vermouth di Torino.
Si chiama Vermouth dell’Agenzia ed è un Vermouth di tradizione sabauda nato dalla collaborazione tra Giulio Cocchi e Banca del Vino. Formulato in omaggio al generale Paolo Francesco Staglieno (1773 – 1850), figura di primo piano dell’enologia piemontese dell’Ottocento e innovatore, la cui attività a Pollenzo contribuì allo sviluppo della cultura enologica piemontese e alla fornitura di vini e vermouth alla Casa Reale.
Spiega Giusi Mainardi, storica del vino: "Il generale Staglieno su incarico del re Carlo Alberto di Savoia nella prima metà dell'Ottocento è stato il direttore della vinificazione dei tenimenti reali di Pollenzo e nelle mie ricerche storiche fatte con Pierstefano Berta ho scoperto questa figura centrale per l'enologia piemontese, mai messa abbastanza in rilievo. È stato precursore della figura dell'enologo, persona specificamente dedicata alla gestione della vinificazione in una grande cantina, e ne abbiamo pubblicato con dei commenti tecnici precisi il manuale "Come fare e conservare vini in Piemonte". Le sue lettere manoscritte che ho scoperto in archivio parlano proprio della sua attività nelle cantine di Pollenzo dove fu un pioniere della produzione dei grandi vini rossi da invecchiamento. Nelle sue lettere parla anche di come si dedicasse con grande cura alla produzione del vermouth".
La nuova ricetta, appositamente elaborata da Cocchi, dà vita a un Vermouth di Torino IGP ambrato che interpreta in chiave contemporanea una tradizione profondamente legata al territorio. La ricerca alla base del progetto parte dalla storia dell’Agenzia e dalla figura di Staglieno per arrivare a una composizione originale, nella quale vino e botaniche dialogano secondo una precisa idea di equilibrio e di identità piemontese. Il fulcro è una base caratterizzata da Artemisie e China, poi rabarbaro, cardamomo, agrumi, salvia e menta piemontese.
Roberto Bava, AD di Cocchi aggiunge: "Con questo progetto Cocchi prosegue la ricerca storica e filologica sul ruolo giocato dalle Corti Reali dei Savoia nella creazione e diffusione del vermouth moderno: il Vermouth di Torino dell’Agenzia ne è una ideale continuazione concettuale. Di qui l’organizzazione con Carta Italia della manifestazione Vermouth a Corte, con seminari e degustazioni nelle corti reali. Da un punto di vista produttivo, un precedente significativo fu il Vermouth Riserva La Venaria Reale, creato da Cocchi in collaborazione con la Reggia di Venaria e prodotto in due edizioni, nel 2016 e nel 2018. Una produzione limitata, oggi fuori commercio. Nata da un'approfondita ricerca sulla coerenza storica e geografica della ricetta e sul ruolo della Casa Savoia nella storia del Vermouth moderno, contiene erbe aromatiche officinali piemontesi che venivano coltivate nel Potager Royal della residenza sabauda, come l’artemisia, l’achillea e la menta piperita".
Federico Piemonte, consigliere di Banca del Vino conclude: "La Banca del Vino collabora da molti anni, dapprima con l’Istituto del Vermouth di Torino e successivamente con il Consorzio del Vermouth di Torino, in un percorso condiviso volto alla tutela e alla valorizzazione di una delle più autentiche eccellenze del patrimonio enogastronomico piemontese. Questa collaborazione è nata in modo del tutto naturale, grazie al profondo legame storico che unisce il Vermouth di Torino all’Agenzia di Pollenzo e alle storiche cantine che oggi ospitano la sede della Banca del Vino. La nascita di un Vermouth dedicato alla figura del generale Staglieno rappresenta, oltre che il coronamento di un progetto sviluppato negli anni, un passaggio quasi inevitabile. E grazie al prezioso coinvolgimento dell’azienda Cocchi, quest’idea ha finalmente potuto tradursi in un prodotto concreto.
Il Vermouth di Torino dell’Agenzia di Pollenzo sarà un nuovo e importante strumento per raccontare, promuovere l’identità storica, culturale e produttiva di un grande prodotto piemontese, riconosciuto e apprezzato a livello internazionale.
Una parte dei proventi derivanti dalla vendita delle bottiglie sarà destinata all’istituzione di borse di studio presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Un’iniziativa che rende omaggio anche alla visione di re Carlo Alberto di Savoia che scelse Pollenzo come un vero e proprio centro d'avanguardia per l'agricoltura dell'Ottocento".
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