Martedì 29 settembre, dalle 18.00 alle 20.00, un workshop con l’artista nell’ambito della mostra “SONO SOLO PAROLE
Archivio Rachele Bianchi
Laboratorio gratuito su prenotazione a questo LINK (riservato ai maggiorenni)
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In occasione di “SONO SOLO PAROLE”, mostra personale di Valeria Canavesi, a cura di Giorgio Uberti, l’Archivio propone PAROLE PER RACHELE, un workshop condotto dall’artista in programma martedì 29 settembre dalle ore 18.00 alle 20.00.
Il laboratorio nasce come un invito a riflettere sul rapporto tra parola, segno e immagine, a partire dalle opere di Canavesi e dal lavoro di Rachele Bianchi. I partecipanti saranno chiamati a scegliere una parola e a trasformarla, attraverso un percorso guidato dall’artista, in un elaborato personale su carta formato A3, utilizzando matite, pennarelli e pastelli a cera.
Dalla parola al gesto, dalla scrittura al segno: il workshop propone un’esperienza creativa in cui ciascun partecipante potrà costruire una propria interpretazione visiva, trasformando una semplice parola in un’opera.
PAROLE PER RACHELE è gratuito e aperto su prenotazione, fino a esaurimento dei posti. |
LA MOSTRA
L’Archivio Rachele Bianchi presenta Sono solo parole, progetto espositivo di Valeria Canavesi, visitabile fino all’11 ottobre 2026 presso la sede dell’Archivio in Via Legnano 14 a Milano. La mostra, con il Patrocinio del Municipio 1 del Comune di Milano, si inserisce nel programma Rete Aperta, giunto all’undicesima edizione, attraverso cui l’Archivio invita artisti contemporanei a confrontarsi con l’eredità di Rachele Bianchi.
Il nuovo appuntamento accoglie una ricerca che pone al centro il linguaggio e la sua capacità di costruire significati, relazioni e identità. Sono solo parole nasce da una riflessione sul destino delle parole nella società contemporanea: parole consumate, abusate, dimenticate o svuotate di senso, eppure ancora capaci di orientare il pensiero, dare forma ai sentimenti e trasformarsi in azione. Attraverso testi poetici, sperimentazione materica e tecniche di stampa artigianale, Valeria Canavesi trasforma le parole in opere fisiche, fragili e potenti al tempo stesso. Ogni parola scelta dall’artista diventa protagonista di un manifesto originale di formato 50x70 cm, realizzato in undici esemplari e stampato a mano nell’atelier A14 di Milano. Carte differenti, colori, effetti di stampa e lavorazioni manuali vengono associati semanticamente a ciascun termine, restituendone una specifica identità visiva e concettuale.
“Siamo sommersi di parole senza più significato. Parole vilipese, abusate, dimenticate. Eppure, tutti pensiamo con le parole. Con le parole costruiamo i nostri desideri, diamo forma a sentimenti e ragionamenti. Con questa ricerca ho voluto restituire alle parole tutta la centralità che meritano”, afferma Valeria Canavesi.
Il progetto combina strumenti analogici e digitali, coinvolgendo torchi, telai, inchiostri, rulli e cliché in un processo produttivo che restituisce corpo e presenza alla scrittura. Le opere diventano così oggetti vulnerabili e preziosi, esposti alla stessa sorte delle parole: custodite, manipolate, ferite o dimenticate.
In mostra, tre opere di Rachele Bianchi dialogano con la ricerca di Valeria Canavesi: Donna con bambino (1955, marmo bianco), La Coppia (1994, bronzo) e Figura con la rete (2005, bronzo). La relazione tra le due artiste non si fonda su una somiglianza formale, ma su una comune riflessione intorno alle “corazze” dell’essere umano e ai processi di costruzione dell’identità. |
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