Termoli, 17 settembre 2026. Dal 23 ottobre 2026 al 30 gennaio 2027, il MACTE – Museo di Arte Contemporanea di Termoli presenta Blu a occhiu nuru, la mostra personale di Elisa Giardina Papa, a un anno dalla vittoria del Premio Mostra nell’ambito del 64° Premio Termoli.
La mostra si sviluppa a partire dal film She Flickered In and Out of History, presentato su un grande schermo a LED e circondato da una serie di sculture in vetro blu, modellate e incise a mano, che assumono la forma di linguacce. Attraverso il film, Giardina Papa esplora storie geologiche, mitologiche e politiche, ricostruendo la traiettoria di un’isola che si rifiuta di appartenere a uno Stato: nel 1831 un’eruzione vulcanica nel Mediterraneo diede origine a una nuova formazione emersa tra la Tunisia e la Sicilia, innescando un conflitto di sovranità tra diverse potenze europee, prima che l’isola scomparisse sotto la superficie del mare pochi mesi dopo.
Per le riprese del film, Giardina Papa si è recata sull’Etna, a Stromboli e lungo i versanti sommersi delle isole vulcaniche del Mar Mediterraneo. Il racconto visivo è attraversato da un poema in lingua siciliana e dalla colonna sonora originale della compositrice newyorkese duendita. Scritto da Megan Fernandes a partire dalla sceneggiatura del film, il poema riflette in forma lirica sull’emersione eruttiva dell’isola e sul suo successivo rifiuto. L’ultima strofa prende spunto dalle testimonianze storiche che descrivono il cambiamento di colore del sole in seguito all’eruzione sottomarina del 1831: a causa della dispersione nell’atmosfera di particelle vulcaniche e di zolfo, osservatori dal Mediterraneo al Medio Oriente, fino ai Caraibi, riportarono di aver visto soli blu, verdi e viola.
“Tutto ciò che si ascolta nella narrazione del film proviene da documenti storici. Nulla è inventato, eppure tutto è stato riorganizzato. Ho trascorso più di un anno lavorando in archivi, biblioteche, collezioni geologiche e istituzioni scientifiche tra Sicilia, Napoli, Parigi, Londra e Zurigo”, racconta l’artista. Una ricerca che conferma l’interesse di Giardina Papa per le storie dimenticate, marginalizzate o rimosse e il suo meticoloso lavoro sugli archivi storici e sociali, elementi distintivi della sua pratica artistica.
La mostra, a cura di Caterina Riva, segna la fine del suo percorso come prima direttrice del MACTE, intrapreso nel 2020. Nelle sale del museo sarà presentata una selezione di opere della collezione permanente, sia storiche che più recenti, che mostrano quanto la collezione sia cresciuta e valorizzata. Si potrà rivivere insieme momenti dei sei anni di attività, in uno spazio pensato insieme a Sezione Grafica, che hanno curato tutta la parte grafica del MACTE, con la guida di Caterina Riva.
"In questi anni ho plasmato il Museo MACTE come un ecosistema di relazioni tra opere e persone. Sono stati anni attraversati da cambiamenti e sfide– con le mostre, progetti e collaborazioni con artiste e artisti, curatrici e curatori a Termoli– ho provato a interrogare e rinnovare il senso di un museo di arte contemporanea in un territorio specifico. Da "Le 3 ecologie" alle personali di Elisa Caldana, Irene Fenara, Elisa Giardina Papa, passando per il 64 Premio Termoli, le esperienze si sono fatte urgenti, poetiche e ecologiche: lascio un museo vivo e in ascolto."
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