Anche in autunno la GAMeC torna a coinvolgere importanti ospiti internazionali, proponendo un nuovo, imperdibile calendario di appuntamenti.
Da settembre a novembre, nell’ambito del programma Pedagogia della Speranza, workshop, performance e talk approfondiranno le sfide della contemporaneità e i temi della storia coloniale, della giustizia digitale e del lavoro umano invisibile dietro l’intelligenza artificiale.
Prosegue inoltre la rassegna cinematografica A Practice of Freedom, con film che raccontano storie di resilienza e identità.
Riparte un nuovo ciclo di incontri aperti al pubblico nell’ambito del programma Pedagogia della Speranza, promosso dalla GAMeC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo.
Attraverso il confronto con ospiti internazionali, il museo si conferma uno spazio di dibattito aperto, capace di coinvolgere il pubblico in riflessioni che intrecciano memoria storica, sociologia e filosofia.
Gli incontri in programma esploreranno alcune delle questioni più urgenti del presente: dalle eredità del colonialismo alla violenza di genere nello spazio digitale, offrendo nuove chiavi di lettura per abitare la complessità del nostro tempo.
I primi appuntamenti in calendario, il 18 e 19 settembre, saranno condotti dall’artista e ricercatrice Alessandra Ferrini, che guiderà il pubblico in un percorso di riflessione etica e visuale attorno all’“archivio della colonialità”.
Attraverso il workshop Becoming Accountable. Approcci etici e creativi all’Archivio della Colonialità alla GAMeC e la performance-lecture Gaddafi in Rome: the Expanded Script presso gli spazi di Performatorio, l’artista inviterà a riflettere su come la storia coloniale italiana influenzi ancora oggi il nostro sguardo e le relazioni geopolitiche nel Mediterraneo.
Il 25 settembre la sociologa digitale e attivista Silvia Semenzin sarà protagonista dell’incontro Internet non è un posto per femmine, al Palazzo della Ragione. Al centro del talk vi sarà il rapporto tra donne e tecnologie digitali: un’analisi di come le piattaforme online possano riprodurre dinamiche di violenza e disparità, ma anche un’esplorazione delle potenzialità della tecnologia come strumento di emancipazione e resistenza femminista.
Il 10 ottobre, al PalaScienza di Piazza della Libertà, si terrà il talk Chi lavora per l’Intelligenza Artificiale? con il sociologo Antonio Casilli. L’evento, organizzato in collaborazione con BergamoScienza, sarà moderato dal ricercatore Philip Di Salvo e affronterà il tema dell’immensa infrastruttura umana che si nasconde dietro l’apparente immaterialità dell’IA.
Il 6 e 7 novembre l’artista e pedagoga Adelita Husni Bey condurrà il laboratorio Pedagogia della Speranza: le istanze della scuola che, attraverso gli strumenti del Teatro dell’Oppresso e della drammaturgia di comunità, porterà docenti e giovani studenti e studentesse a trasformare esperienze individuali in una riflessione condivisa sul presente della scuola.
A chiudere il ciclo, il 18 novembre, sarà l’incontro Vivere in mezzo al caos con il filosofo e psicanalista Miguel Benasayag all’Auditorium di Piazza della Libertà, in collaborazione con Molte Fedi. Di fronte a un’epoca segnata dall’incertezza e dal disordine, Benasayag proporrà la via della “dissidenza creativa”, ovvero una forma di resistenza che invita a vivere nel presente, restando fedeli a se stessi.
Gli eventi sono gratuiti, con prenotazione obbligatoria.
Info su gamec.it
Gli appuntamenti di ottobre e novembre della rassegna cinematografica A Practice of Freedom aprono lo sguardo su storie di resilienza e identità.
Il documentario Land of Canaan (2025) di Maggie Lemere, in programma il 23 ottobre, mostra come la tutela delle pratiche agricole tradizionali e la sovranità alimentare in Palestina rappresentino potenti atti di resistenza e di indissolubile legame con la propria terra. Il 27 novembre, infine, sarà presentato Bouchra (2025) di Orian Barki e Meriem Bennani, un intimo ritratto d’artista che affronta il delicato equilibrio tra la ricerca di una propria espressione artistica a New York e la necessità di riconciliarsi con le proprie radici familiari in Marocco.
La rassegna è realizzata in collaborazione con Lab 80 film e il Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere dell’Università degli studi di Bergamo.
Le proiezioni si svolgeranno alle 21:00 nella Sala dell’Orologio di Palazzo della Libertà, a Bergamo.
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