La famiglia Leo presenta le novità di Candido: il rilancio del brand, il restyling dei prodotti e la creazione di un Museo del vino
È stato presentato oggi presso la sede storica di Candido (San Donaci, BR) il risultato dei primi step del lavoro della cantina, a un anno e mezzo dall’acquisizione.
Un progetto che ha già dato importanti risultati. Anzitutto la ristrutturazione della sede, ancora in fase di completamento, con il recupero degli uffici e degli spazi di produzione storici, la creazione di nuovi ambienti, la revisione dei vini e un progetto enoturistico unico nel proprio genere. Alla guida Paolo Leo e la famiglia, composta dalla moglie Roberta, coordinatrice amministrativa, e dai figli Nicola, enologo, Stefano, export manager, Francesco, responsabile commerciale Italia, e Alessandro, responsabile del marketing e degli acquisti.
Già proprietario della Paololeo, una delle più importanti realtà private della Puglia, con un fatturato di 25.000.000 in crescita del +4.5% in Italia e +15% all’Estero (anno 2025), oggi Paolo Leo ha illustrato la sua visione.
Si rafforza così il ruolo di San Donaci, un tempo terra del vino dinamica con oltre 30 palmenti, oggi ridotta alla presenza di poche aziende. Anzitutto è stata mantenuta l’identità della cantina, che continuerà a puntare sui vini simbolo Duga D’Aragona, Cappello di Prete, La Carta e Le Pozzelle, la cui commercializzazione, dopo anni, è tornata in utile con una crescita di fatturato del +33%.
<<Candido è un pezzo di storia della Puglia e di San Donaci, e da ragazzo rappresentava per me un punto di riferimento. Avere la possibilità di contribuire a preservare e rilanciare una realtà con tanta storia è motivo di grande orgoglio per me e per tutta la mia famiglia>> racconta Paolo Leo <<In quest’ultimo anno abbiamo lavorato con attenzione per portarla al suo antico splendore, conservandone il fascino originale. Il mio augurio è che da qui possa ripartire la stessa San Donaci, per tornare a essere la grande terra del vino che è sempre stata>>.
La novità più importante verrà dal Museo del Vino, ancora in fase di progettazione ma che già presenta i primi elementi. Un qualcosa che, al momento, è poco presente in Puglia e che consentirà di portare visitatori a San Donaci per conoscere la storia della cittadina e, più in generale, del vino in Puglia. Attrezzi storici, percorsi di visita tra le antiche vasche e documenti d’epoca saranno gli elementi centrali.
In questi anni, infatti, lo sviluppo dell’enoturismo è stata una delle direttrici della Paololeo, a partire dalle experiences esclusive legate a Mormora, metodo classico affinato in mare al largo di Porto Cesareo, fino alle iniziative per tutta la famiglia con i laboratori aperti anche a bambini e ragazzi, e i corsi di cucina.

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