Roma, 22 settembre 2026 – Può il gelato trovare spazio nell’alimentazione di chi pratica sport? E come si conciliano piacere, gusto, fabbisogno energetico e corretta alimentazione quando l’attività fisica entra nella vita quotidiana?
L’Istituto del Gelato Italiano ha voluto dare una risposta scientifica a queste e ad altre questioni in occasione dell’evento stampa “L’alleato inaspettato. Il ruolo del gelato confezionato nella dieta dello sportivo”, raccontando da una prospettiva nuova il rapporto tra gelato, nutrizione e attività fisica.
Al centro dell’incontro, la presentazione del Manifesto dell’Alimentazione dello Sportivo, realizzato da IGI e curato da Michelangelo Giampietro, medico specialista in Medicina dello Sport e in Scienza dell’Alimentazione: un percorso tra fabbisogno calorico, equilibrio nutrizionale, idratazione, digeribilità, alimentazione prima e dopo l’allenamento e recupero, per comprendere quale spazio possa trovare anche un alimento gratificante come il gelato all’interno di una dieta varia ed equilibrata.
Ma l’appuntamento è stato anche l’occasione per condividere – insieme a Giovanna Rufo, Segretario IGI ed Esperta in Tecnologie degli Alimenti - i nuovi dati IGI sul gelato confezionato in Italia e all’estero, che fotografano un settore in forte crescita - complice anche un’estate caldissima - e un prodotto sempre più presente nelle abitudini degli italiani e non solo.
Un comparto che corre: +9% di confezioni vendute nei primi 8 mesi del 2026
I numeri diffusi dall’Istituto del Gelato Italiano descrivono un comparto florido. Nel 2025, in Italia sono state prodotte 261.000 tonnellate di gelato confezionato, per un valore di circa 3 miliardi di euro, mentre le vendite hanno raggiunto circa 3 miliardi e 400 milioni di porzioni (dati Unione Italiana Food e NielsenIQ- Totale Italia) con un consumo pro capite vicino ai 3 kg.
E il 2026 conferma l’andamento positivo: nei primi otto mesi dell’anno, le vendite in confezioni nel canale retail hanno registrato un +9% rispetto allo stesso periodo del 2025 (fonte NielsenIQ - Totale Italia).
Una crescita ancora più significativa se osservata nel panorama europeo. Nel 2025, la produzione italiana è aumentata del 10% in volume rispetto al 2024, il ritmo più elevato tra i cinque maggiori produttori dell’Unione europea. L’Italia è oggi seconda in Europa per volumi prodotti, alle spalle della Germania e davanti alla Francia (dati Eurostat, riferiti al 2025).
Anche fuori casa i segnali sono positivi: nell’estate 2026 il gelato da passeggio ha sfiorato, fino a giugno, una crescita del 4% in volume rispetto all’anno precedente (dati Unione Italiana Food, gennaio-giugno 2026/2025), sostenuto da una rete distributiva estremamente capillare che raggiunge oltre centomila bar da Nord a Sud del Paese.
Numeri che non raccontano soltanto il peso economico di un’industria, ma anche quanto il gelato sia entrato nella quotidianità, nelle occasioni di consumo e nei momenti di piacere e socialità degli italiani. Ed è proprio da questa presenza così trasversale che nasce la riflessione proposta da IGI: se il gelato accompagna momenti e stili di vita tanto diversi, quale può essere il suo posto nella vita di chi pratica sport?
Sport e gelato: oltre i luoghi comuni
Il Manifesto dell’Alimentazione dello Sportivo parte da un principio basilare: il cibo è il carburante dell’organismo, ma alimentarsi non significa soltanto assumere energia e nutrienti. Significa anche piacere, relax, gusto e socializzazione. E la vita dello sportivo, spesso caratterizzata da impegno e sacrificio, non deve essere ulteriormente appesantita da restrizioni alimentari non necessarie.
Si tratta quindi di comprendere come e quando il gelato possa inserirsi correttamente in un’alimentazione varia ed equilibrata, tenendo conto della composizione degli alimenti, del fabbisogno energetico, delle quantità e del momento del consumo.
Ed è qui che emerge il suo ruolo di “alleato inaspettato”.
Sul fronte dell’idratazione, ad esempio, il Manifesto ricorda che anche gli alimenti ricchi di acqua possono contribuire all’apporto di liquidi, citando, accanto a frutta, verdura e cereali, gelati e in particolare ghiaccioli e granite.
Nel post-allenamento, invece, tra le possibili soluzioni alimentari per reintegrare energie, liquidi e sali minerali dopo lo sforzo, vengono indicati una tazza di latte e cereali oppure “un bel gelato”.
Il gelato confezionato offre inoltre uno strumento utile per compiere scelte consapevoli: l’etichetta consente di conoscere le caratteristiche nutrizionali del prodotto e di scegliere il gelato anche in funzione del momento della giornata e del proprio fabbisogno calorico.
Il messaggio del Manifesto supera quindi la semplice distinzione tra alimenti “buoni” e “cattivi”: ciò che conta è l’equilibrio complessivo dell’alimentazione e la capacità di compiere scelte consapevoli e adeguate alle proprie esigenze.
“Il gelato confezionato è senza dubbio un alleato fidato per tutti coloro che si dedicano all’attività sportiva – commenta il presidente IGI, Michelangelo Giampietro, lo specialista in Scienza dell’Alimentazione e in Medicina dello sport. L’acqua contenuta i tutti i gelati – soprattutto nei ghiaccioli e nelle granite - contribuisce al reintegro dei liquidi persi durante l’esercizio fisico, a causa della maggiore sudorazione. Zuccheri, proteine e grassi presenti nei gelati concorrono a coprire il fabbisogno nutrizionale dello sportivo, soprattutto, ma non solo, nella fase di recupero muscolare. Gli alti standard igienici e l’assenza di conservanti fanno del gelato un alimento gustoso, gradevole e sicuro, adatto agli sportivi di qualunque età, che possono consumarlo in ogni momento della giornata, anche come gratificazione, per recuperare energie fisiche e mentali.”
È possibile scaricare il documento integrale cliccando qui:
Manifesto dell'Alimentazione dello Sportivo
Dallo sport alla solidarietà
Questa estate caldissima è stata anche occasione per potenziare l’impegno sociale delle aziende che aderiscono all’IGI. In collaborazione con Caritas, sono stati donati circa 46.000 gelati a persone in condizioni di fragilità in diverse città d’Italia, tra cui Torino, Roma, Cagliari, Pescara e Firenze.
Un gesto che aggiunge un altro tassello al racconto di un alimento fortemente associato alla condivisione, alla socialità e al sorriso, portando un momento di gratificazione anche a chi vive una situazione di difficoltà.
Mercato, nutrizione, sport e solidarietà diventano così le diverse facce di uno stesso racconto. Quello di un comparto che non solo cresce nei numeri e investe continuamente in ricerca e sviluppo, ma che vuole anche interrogarsi sul ruolo del proprio prodotto all’interno di abitudini e stili di vita in continua evoluzione.
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