L’Associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi e il Comune di Macerata, Macerata Musei, Macerata Cultureinsieme alla Regione Marche e la Fondazione Carima, sono lieti di annunciare il conferimento del Premio Pannaggi/Nuova Generazione 2026 all’artista Federica Giulianini, protagonista della personale NEVERLAND che sarà allestita 27 novembre 2026 al 29 marzo 2027 presso il piano nobile dei Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi a Macerata, con il patrocinio della Fondazione Marche Cultura, dell’Università di Macerata, dell’Accademia di Belle Arti e del Comune di Recanati.
Giunto alla nona edizione, il Premio Pannaggi/Nuova Generazione è stato ideato dall'Associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi con l'obiettivo di valorizzare i giovani artisti under 40 della Regione Marche, offrendo loro visibilità e sostenendoli nella propria affermazione all’interno della scena artistica nazionale e internazionale.
La commissione giudicatrice di quest’anno, composta da Paola Ballesi, Katiuscia Cassetta, Loretta Fabrizi, Andrea Giusti, Paolo Gobbi, Marina Mentoni, Mauro Mazziero, Maria Letizia Paiato, Giuliana Pascucci, ha assegnato il Premio Pannaggi/Nuova Generazione 2026 a Federica Giulianini, con la seguente motivazione:
“La ricerca di Federica Giulianini, in diretto dialogo con le opere della collezione antica di Palazzo Buonaccorsi, indaga e invita a riflettere su qualcosa (storie, episodi, personaggi depositati e silenti nella memoria del Palazzo) che, grazie alla creatività artistica che tesse nuovi immaginifici percorsi, si fa futuro per diventare immagine plastica di una possibile convivenza, fatta di legami autentici, cura e reciproca condivisione. Il linguaggio della pittura coniugato con quello della ceramica apre la strada verso un ‘altrove’ che lascia spazio a domande radicali per chi si immerge nella sua opera libero dalla corazza di pregiudizi e aperto al godimento esperienziale per una educazione sentimentale, come se fosse una sfera magica rivelatrice del tempo che verrà, una Neverland per futuri Nuovi Abitanti.”
A cura di Paola Ballesi, la mostra personale NEVERLAND di Federica Giulianini si articola in un percorso pittorico e ceramico che invita il pubblico a un "nuovo reincantamento del mondo".
Come il funambolo evocato da Nietzsche nella Prefazione di Così parlò Zarathustra, sospeso in equilibrio precario sull'abisso del nulla, Federica Giulianini cammina senza rete sul filo di una ricerca che procede tra passato e futuro, tradizione e tecnologia. In un presente in cui i desideri più profondi dell'umanità rischiano di essere appiattiti sulla logica binaria del mercato, l'artista rilancia la pittura come ultima trincea dell'arte e ultima carta da giocare per riaffermare spazi di libertà: un'arte pensata, come suggerisce il filosofo Vito Mancuso, quale investimento nella capacità di comprendere, trasformare e curare il mondo attraverso emozione e visione, sensibilità e responsabilità.
La pittura di Giulianini – figurativa, colta e costruita con tecniche antiche e con uno sguardo attento alla grande tradizione pittorica del Novecento – non punta a fotografare la realtà così com'è, ma a interrogarla: le figure emergono per piani di colore e velature da uno sfondo magmatico, come sagome ancora indefinite, lasciando allo spettatore lo spazio per completarle con lo sguardo e con l'immaginazione.
Le opere dialogano con la collezione storica di Palazzo Buonaccorsi, creando un ponte concettuale tra memoria e contemporaneità: da un lato l'iconografia sacra e l'allegoria classica custodite dal museo, dall'altro una pittura che le rilegge per trovare nuovi punti cardinali, con i quali nel tempo non siamo più stati in grado di rapportarci e con i quali ora dobbiamo ritrovarci, eticamente, in modo diverso. “La mostra gioca sul paradosso” – spiega l'artista – “invece di scavare per ricostruire un'epoca perduta, porta i "reperti" simbolici in superficie e li installa in uno scenario autentico, offrendone una rilettura contemporanea”. Per Giulianini, dunque, il museo non è un luogo neutrale dove conservare il passato, ma uno spazio vivo in cui si costruisce, oggi, la propria identità.
Il titolo della mostra nasce dal desiderio di dare una risposta ai "non luoghi" della vita contemporanea, quegli spazi di passaggio, anonimi e impersonali, in cui ci troviamo sempre più spesso, proponendo al loro posto un luogo da abitare davvero, in modo più consapevole e umano. Un'urgenza che l'artista condivide con molti pittori di oggi.
“Il progetto espositivo vuole stimolare una riflessione sul senso di comunità e di convivenza con cui, rispetto al passato, ci confrontiamo oggi” scrive Giulianini.
Neverland, l'isola che non c'è, è proprio questo: un invito a immaginare, e a costruire insieme, un modo diverso di abitare il mondo.
Accompagna la mostra il catalogo bilingue, edito da Vydia, che racconta la ricerca artistica di Federica GIulianini attraverso lo sguardo critico della curatrice Paola Ballesi e la intensa conversazione che il saggista e critico d’arte Daniele Capra intrattiene con l’artista.
Il progetto del Premio Pannaggi è stato reso possibile grazie a main sponsor Simonelli Group.
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