Dati
economici 2025: sono stati ben 525mila i chilogrammi destinati alle vaschette,
per
un valore al consumo di 30 milioni di euro
Vola
anche l’export, arrivato a superare il 30% delle vendite totali
Parma, 13 maggio 2026 – Un vero e proprio boom
del preaffettato cresciuto del 26% e spinto soprattutto dall’estero, che
ha superato il 30% delle vendite per oltre 700mila chili esportati. Sono alcuni
dei numeri principali del Consorzio della Coppa di Parma Igp, l’ente di tutela che racchiude 21
aziende associate per un comparto da oltre 500 occupati tra addetti diretti
e lavoratori legati all’indotto, che ha chiuso il 2025 con un fatturato al
consumo di 78 milioni di euro.
Nell’ultimo
anno i volumi sono rimasti in linea rispetto al 2024, con 3,5 milioni di
chilogrammi di carne lavorata, di cui 1,8 (-6%) destinata al prodotto
certificato per un fatturato alla produzione di circa 29 milioni
di euro. Se il costo della materia prima (ovvero la porzione muscolare del
collo del suino) dopo tre anni consecutivi non è aumentato, pur con prezzi
ancora molto al di sopra della media pre-Covid, la notizia più importante
arriva dal preaffettato. La Coppa di Parma Igp infatti ha registrato una
crescita esponenziale nell’ultimo anno con un +26%, passando dai 415mila
chilogrammi destinati del 2024 ai 525mila del 2025. Un aumento che porta
il valore delle vaschette al consumo a 30 milioni di euro (rispetto
ai 25 precedenti), rappresentando così il 38% del fatturato complessivo
che si è attestato a 78 milioni di euro (erano stati 74 nel 2024).
Un
incremento dovuto soprattutto al fronte estero dove l’export ha superato il 30%
delle vendite totali: la principale area di esportazione è rappresenta
dall’Europa in cui la Francia rimane il primo mercato, mentre il Canada si
conferma il punto di riferimento per quanto riguarda i paesi extra Unione
Europea. Sull’Italia invece, il comparto della Gdo, con una quota del 70%
rappresenta il canale di commercializzazione principale mentre l’horeca
- fondamentale per il Consorzio sia in termini di reputazione che di
valorizzazione del prodotto - si attesa sul 30%.
Fabrizio Aschieri, presidente del Consorzio di
Tutela della Coppa di Parma Igp: «Siamo estremamente soddisfatti dell’ottimo
riscontro avuto dal preaffettato, all’interno di una rinnovata fiducia da parte
dei consorziati nello spingere in questa direzione. D’altronde la vaschetta ha
diversi pregi per il cliente finale, soprattutto in termini di comodità e di
qualità nel mantenere inalterati gli aromi e i profumi tipici di questo
prodotto d’eccellenza. Inoltre accogliamo con piacere i dati positivi
sull’export su cui dovremo investire maggiormente per far conoscere la Coppa di
Parma IGP sempre di più sui mercati internazionali».

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