Realizzato da Ghella e curato da Salvatore Lacagnina, LAVINIA si propone di restituire alla città spazi dimenticati, riflettendo, da una prospettiva contemporanea, sull’antico rapporto fra arte e architettura.
Il programma d’arte legato al restauro della Loggia dei Vini a Villa Borghese, al suo quinto episodio, presenta Live in LAVINIA un’opera e una performance dell’artista Saâdane Afif con un nuovo gusto di gelato.
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Villa Borghese, Loggia dei Vini | ingresso da Via Pinciana all’altezza di Viale dell’Uccelliera ingresso libero |
Installation view, Lavinia alla Loggia dei Vini, Villa Borghese, Roma. Ph. Daniele Molajoli, Courtesy Ghella |
Roma, 27 maggio 2026. Dal 12 giugno 2026 sarà visibile la quinta iterazione di LAVINIA con un’installazione e una performance concepita dall’artista Saâdane Afif (Vendôme 1970, vive e lavora a Berlino). Il progetto, che intreccia l’arte contemporanea con il restauro della Loggia dei Vini nel parco di Villa Borghese, si rivolge a un pubblico ampio e trasversale, restituendo alla città spazi dimenticati e rileggendo il rapporto tra arte e architettura in chiave contemporanea. Curato da Salvatore Lacagnina, realizzato da Ghella e promosso da Roma Capitale, Assessorato della Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, LAVINIA è un programma triennale di arte contemporanea che prende il nome da Lavinia Fontana (1552–1614), tra le prime artiste donne ad aver ottenuto pieno riconoscimento nella storia dell’arte.
Il progetto si sviluppa in parallelo al restauro della Loggia, iniziato nel 2024 e affidato a R.O.M.A. Consorzio sotto la direzione scientifica della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e reso possibile da una donazione di Ghella. Con questa inaugurazione, la Loggia restaurata sarà visibile al pubblico per la prima volta nella sua interezza, a conclusione dei lavori di restauro durati tre anni.
Sin dalle sue prime fasi, LAVINIA ha posto al centro la relazione tra spazio e parola e, in questa quinta tappa, il programma presenta un nuovo lavoro di Saâdane Afif che agisce attraverso la parola e la musica. Il suo lavoro poliedrico attinge al sapere di artigiani, musicisti e scrittori in progetti collaborativi che mettono in discussione il concetto stesso di opera d’arte unica o di creatore individuale. Afif, che si definisce un “artista concettuale loquace”, utilizza forme di cultura popolare, come la musica, per riunire le persone in momenti condivisi di creatività. Attraverso l’esplorazione di diversi media – performance, oggetti, sculture, testi, manifesti – decostruisce ed espande la nozione di “autorialità”.
A Roma, Afif trasforma lo spazio della Loggia dei Vini, in una sala prove dove i musicisti – Federico Bisozzi e Simone Alessandrini – comporranno le musiche per dieci testi scritti da altrettanti autori su Live, un’opera in continuo aggiornamento che presenta manifesti di eventi culturali, che l’artista utilizza come ready-made e trasforma in racconto della vita culturale di una città – presente all’Hamburger Bahnhof di Berlino per tutta la durata della performance a LAVINIA. Le composizioni complete saranno presentate al pubblico al termine del periodo espositivo con la voce di Rosaria Angotti. Dal 2004 l’artista chiede a scrittori e artisti di scrivere testi per canzoni ispirate a un suo lavoro, che vengono poi interpretate da musicisti: quasi 200 testi sono stati raccolti in Paroles (Triangle Books, 2018). Durante l’opening sarà inoltre presentato il volume PoesiePoems di Jimmie Durham, pubblicato da NERO con il supporto di Ghella e curato da Maria Thereza Alves e Salvatore Lacagnina, dedicato alla forza poetica e radicale della scrittura dell’artista.
Pistacchio e lampone è il quinto gusto di LAVINIA, il gelato che dà il titolo al progetto e apre la stagione estiva 2026. |

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