La Facoltà di Scienze Agrarie e Alimentari dell’Università degli Studi di Milano
in prima linea sui temi della divulgazione scientifica
Mantova, 15–17 maggio 2026 – Che cosa mangiamo davvero? Come si produce il cibo che arriva ogni giorno sulle nostre tavole? E in che modo la scienza può aiutarci ad affrontare le grandi sfide ambientali e alimentari del futuro?
La Ricerca Scientifica diventa strumento concreto per comprendere il cibo, l’agricoltura e la sostenibilità: e questo sarà il filo conduttore degli interventi che vedranno protagoniste le docenti Vittoria Brambilla, Daniela Martini e Maddalena Zucali della Facoltà di Scienze Agrarie e Alimentari dell’Università degli Studi di Milano, al Food & Science Festival di Mantova, con lo scopo di costruire un dialogo diretto e concreto con i cittadini.
Le docenti porteranno infatti al Festival contributi fondati su dati, sperimentazione ma con taglio divulgativo, affrontando alcuni dei temi più controversi del dibattito pubblico contemporaneo.
“Il Mantova Food & Science Festival, molto frequentato dal pubblico, dagli stakeholders, dagli imprenditori e dagli scienziati, si è affermato nel tempo come un punto di riferimento per la divulgazione in campo agrario e alimentare, dove ogni anno si discutono con approccio scientifico nuove tecnologie e opportunità – ha dichiarato la docente e scienziata Vittoria Brambilla, che partecipa al Festival fin dalla sua prima edizione, dieci anni fa, ed è tra le invitate del panel dell’evento inaugurale – Questo dialogo è decisivo perché, senza la costruzione di un contesto sociale favorevole all’accettazione delle scoperte scientifiche e delle innovazioni tecnologiche, e senza una loro legittimazione da parte della politica, chiamata a scrivere norme capaci di favorire il progresso scientifico, non riusciremo a portare nel mondo i risultati e i benefici sociali del nostro lavoro”.
“Il Festival di Mantova è diventato un momento molto importante di comunicazione del mondo scientifico in campo agricolo e alimentare verso l’opinione pubblica e gli stakeholder sia imprenditoriali che istituzionali. – ha dichiarato Vittoria Brambilla presente al Festival per il decimo anno consecutivo e invitata nel panel dell’evento inaugurale – oggi questo dialogo è diventato decisivo per il futuro della scienza perché senza la costruzione di un contesto sociale di accettazione delle scoperte e di legittimazione da parte della politica, che deve scrivere le norme in grado di favorire il progresso scientifico, non riusciremo a portare nel mondo i risultati e i benefici sociali del nostro lavoro”.
Un palcoscenico molto ampio quello della manifestazione mantovana, che offrirà una visione a 360° del panorama scientifico e agroalimentare contemporaneo, individuando numerose Traiettorie di ricerca (Genetiche, Digitali, Climatiche, Ambientali, Energetiche, nutrizionali e di Salute, Politiche e di Mercato; Sociali ed Etiche, Culturali, Percettive, Artistiche ed Esplorative). In quest’ambito, alcune docenti della Facoltà di Scienze Agrarie e Alimentari di Milano approfondiranno le ultime frontiere della genetica vegetale e della scienza della nutrizione proponendo una riflessione sul ruolo delle donne nella comunicazione del mondo agroalimentare, sulla sostenibilità della zootecnia e sui cibi ultraprocessati tra scienza, politica e mercato.
“La nostra presenza alla decima edizione del Food & Science Festival di Mantova — ha commentato la preside della Facoltà, prof.ssa Sara Borin — intende confermare la grande sensibilità e attenzione che dedichiamo ai temi della comunicazione e della divulgazione scientifica, che rappresentano un asset prioritario delle nostre attività di "terza missione", accanto alla didattica e alla ricerca. Quest'anno abbiamo voluto imprimere un senso diverso e nuovo alla presenza della nostra comunità di ricercatori che, mi fa piacere sottolineare, sarà tutta al femminile. Parleremo dell’ultima frontiera della genetica, le TEA, ma anche dei cibi ultraprocessati, argomento quanto mai attuale, e del ruolo delle donne in una comunicazione divulgativa ma rigorosa dei prodotti alimentari e delle pratiche agricole e zootecniche”
Piante, genetica e innovazione: come nasce l’agricoltura di domani
Venerdì 15 maggio 2026
ore 11.30
Teatro Bibiena
Conferenza dal titolo Nuove traiettorie per l’agricoltura. Modificare le piante con le TEA
Relatrice: Prof.ssa Vittoria Brambilla, docente di Botanica Generale all’Università degli Studi di Milano e fondatrice del Gruppo di divulgazione Alleva-Menti.
La genetica vegetale è spesso al centro di fraintendimenti e diffidenze. Ma dietro le nuove varietà agricole c’è un lavoro lungo, rigoroso e profondamente legato ai problemi reali dei campi. A raccontarlo sarà la Prof.ssa Vittoria Brambilla, con due appuntamenti dedicati al rapporto tra scienza, società e agricoltura.
La Conferenza è rivolta agli studenti delle scuole superiori e si concentra sul miglioramento genetico delle piante, con particolare riferimento alla sperimentazione in campo delle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA); un racconto diretto e documentato sul lavoro scientifico che sta alla base dell’innovazione agricola europea. Tema attualissimo, anche alla luce della prima sperimentazione in campo avviata dall’Università di Milano nel 2024 su piante di riso resistenti al brusone, una grave malattia fungina.
Esempio concreto di come la ricerca possa offrire soluzioni per un’agricoltura più resiliente e sostenibile.
La docente racconterà le tappe che hanno portato a questo risultato, spiegherà cosa sono le TEA e quali prospettive si aprono per un’agricoltura più sostenibile, offrendo agli studenti strumenti per comprendere come innovazione scientifica, società e politica siano profondamente collegate.
La scienza raccontata dall’interno: “La speranza verde”
Sabato 16 maggio 2026
ore 12.15 Palco “Geni” – Piazza Sordello
Presentazione del libro La speranza verde (Bompiani), scritto dalla Prof.ssa Vittoria Brambilla insieme al botanico Fabio Fornara.
Il libro è il racconto in prima persona del lavoro di chi studia la genetica vegetale in un contesto spesso segnato da diffidenza, disinformazione e rigidità normative. Un viaggio tra scienza e vita quotidiana che mostra come la conoscenza possa diventare impegno civile e visione per il futuro.
Chi racconta l’agricoltura? Donne, comunicazione e allevamenti
Sabato 16 maggio 2026
ore 11.15 Loggia del Grano
Conferenza dal titolo Chi parla per la terra? Donne, comunicazione e agricoltura nel cuore d’Europa, promossa da QDL – Quelle del Latte e Regione Lombardia.
Relatrice: Prof.ssa Maddalena Zucali, docente di Scienze e Tecnologie Animali dell’Università degli Studi di Milano.
La docente, invitata da Quelle del latte – (Rete professioniste impegnate nel settore della zootecnia da latte italiana), avvierà una importante riflessione sul ruolo delle donne nella comunicazione del mondo agricolo e zootecnico, raccontando delle attività e della ricerca del Gruppo Alleva-Menti, con l’intento di migliorare la qualità dell’informazione sull’impatto ambientale della produzione del latte e mettendo al centro dati reali, strategie di mitigazione e conoscenza diretta del settore.
Un dialogo che mette al centro linguaggi, responsabilità e nuove narrazioni per raccontare l’agricoltura e la zootecnia in modo più trasparente e vicino ai cittadini, facendo emergere l’importanza di dare spazio a voci capaci di connettere produzione, società e consapevolezza.
Quanto pesa un bicchiere di latte?
Sabato 16 maggio 2026
ore 14.30 Atrio degli Arcieri - Palazzo Ducale
In collaborazione con Regione Lombardia
Conferenza dal titolo Quanto pesa un bicchiere di latte? La ricerca MEETtheCOW sulla zootecnia sostenibile
Relatrice: Prof.ssa Maddalena Zucali, docente di Scienze e Tecnologie Animali dell’Università degli Studi di Milano.
A partire dal Progetto MEETtheCOW, la conferenza sarà una riflessione attenta sulla zootecnia contemporanea, per comprendere come si misura e si riduce l’impatto degli allevamenti.
Dietro un gesto quotidiano come bere un bicchiere di latte si nasconde un sistema complesso fatto di ambiente, lavoro, risorse e innovazione. La docente presenterà al pubblico dati reali della filiera lattiero-casearia, pratiche e innovazione, facendo emergere come il ruolo della Ricerca scientifica sia di aiuto nel misurare e ridurre l’impatto ambientale degli allevamenti e nel costruire modelli più sostenibili e trasparenti, in dialogo con il territorio e con le istituzioni.
Quanto pesa davvero un bicchiere di latte? Non solo in termini nutrizionali, ma anche per il suo impatto sull’ambiente, sul lavoro e sulle risorse? Dietro un gesto quotidiano si nasconde infatti un sistema complesso, fatto di scelte produttive, ricerca e responsabilità.
Ultraprocessati: capire cosa c’è davvero nel piatto
Domenica 17 maggio 2026
ore 12.30 Atrio degli Arcieri – Palazzo Ducale
Conferenza dal titolo: Cosa c'è davvero nel mio cibo? Il dibattito sugli ultraprocessati tra scienza, politica e mercato – In collaborazione con Unione Italiana Food
Relatrice: Prof.ssa Daniela Martini, docente di Scienza dell’Alimentazione all’Università di Milano.
La riflessione parte dal significato del termine “alimenti “ultraprocessati”: quanto conta il processo produttivo e quanto invece la composizione nutrizionale di un alimento? L’intervento della Prof.ssa Martini sarà fondamentale per fare chiarezza su questi temi ed offrirà una lettura basata su evidenze scientifiche, spiegando pregi e limiti delle classificazioni esistenti e aiutando il pubblico a interpretare correttamente le etichette. L’obiettivo è fornire strumenti concreti per scelte alimentari più informate e consapevoli, lontane da paure ingiustificate e eliminando quell’idea, così troppo diffusa, del dividere gli alimenti in “buoni” e “cattivi”.
Uno sguardo avanti
Il Food & Science Festival di Mantova diventa uno spazio in cui la scienza esce dai laboratori per incontrare le persone, rispondere alle domande e affrontare le paure con strumenti concreti.
In un presente segnato da crisi ambientali, climatiche e alimentari, il futuro si costruisce imparando a distinguere tra opinioni e conoscenza, tra slogan e dati. Coltivare questa consapevolezza oggi significa dare alle prossime generazioni non solo risposte, ma anche la capacità di scegliere e solo così sarà possibile costruire scelte in contesti agricoli e alimentari, basate sulla conoscenza e non sulla paura.
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