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lunedì 28 settembre 2026

IL VIAGGIO PIÙ VISIONARIO E MAESTOSO DELLA STORIA DEL CINEMA TORNA SUL GRANDE SCHERMO 2001: ODISSEA NELLO SPAZIO di Stanley Kubrick

 


NELLE SALE PER LA STAGIONE DI NEXO STUDIOS BACK TO CULT 

IL FILM MONUMENTALE CHE HA CAMBIATO PER SEMPRE
IL MODO DI IMMAGINARE IL FUTURO 

solo il 16, 17, 18 novembre 


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Il 16, 17 e 18 novembre torna nelle sale 2001: ODISSEA NELLO SPAZIO di Stanley Kubrick, capolavoro della storia del cinema e opera visionaria capace di superare i confini del genere fantascientifico per diventare riflessione universale sull’esistenza. Le prevendite apriranno a partire dal 16 ottobre e l’elenco delle sale sarà presto disponibile su nexostudios.it.


Oggi, a quasi 60 anni dall’uscita, rivedere sul grande schermo 2001: ODISSEA NELLO SPAZIO significa riscoprire un’esperienza cinematografica difficilmente replicabile nella visione domestica. La vastità delle immagini, il ritmo ipnotico, il silenzio, la potenza della colonna sonora e gli effetti visivi concepiti da Stanley Kubrick acquistano una dimensione completamente diversa quando il film viene proiettato nel buio di una sala. Tornare al cinema diventa così l’occasione per riscoprire tutta la forza di un titolo che, grazie alla sua dimensione originaria, immersiva e monumentale, conserva intatta la sua capacità di stupire lo spettatore.


Uscito nel 1968 e ispirato al racconto La sentinella di Arthur C. Clarke - che firmerà la sceneggiatura assieme al regista e pubblicherà in seguito il romanzo omonimo - 2001: ODISSEA NELLO SPAZIO esplora il legame tra uomo, tempo, spazio e tecnologia, interrogandosi sul destino della conoscenza e sull’evoluzione dell’intelligenza umana. Il racconto si sviluppa come un viaggio lungo milioni di anni: dalla preistoria, in cui un gruppo di uomini-scimmia, guidati dall’apparizione di un enigmatico monolite nero, scopre l’uso delle armi e compie un salto evolutivo decisivo, fino al 2001, quando un’astronave in missione verso Giove diventa il teatro di un confronto silenzioso e inquietante con l’intelligenza artificiale HAL 9000. Nel cast figurano Keir Dullea, Gary Lockwood, William Sylvester, Daniel Richter e Leonard Rossiter, mentre l'immaginario sonoro del film è segnato dalle celebri pagine di Richard Strauss e Johann Strauss II. A partire dall'iconica apertura di Così parlò Zarathustra, poema sinfonico ispirato all'opera filosofica di Friedrich Nietzsche, la musica contribuisce a conferire al film la sua dimensione epica e metafisica. Candidato a quattro Premi Oscar® e vincitore per i migliori effetti speciali, 2001: ODISSEA NELLO SPAZIO resta una delle opere più radicali e influenti di Kubrick, punto di riferimento imprescindibile nella storia del cinema.


Assieme MATRIX, scritto e diretto da Lana e Lilly Wachowski nel 1999, 2001: ODISSEA NELLO SPAZIO fa parte della nuova stagione di NEXO STUDIOS BACK TO CULT che riporta su grande schermo i film più amati della storia del cinema.


Nexo Studios Back to Cult è un progetto esclusivo di Nexo Studios e per la stagione 2026 arriva nelle sale in partnership con MYmovies e assieme ai media partner Radio DEEJAY, Radio Capital, CulturaPop e ArteSettima.


#BackToCult26





CALENDARIO 

BACK TO CULT 2026


26, 27 e 28 ottobre 

MATRIX


16, 17 e 18 novembre 

2001: ODISSEA NELLO SPAZIO



PIEMONTE GRAPPA: PORTE APERTE ALLA MAZZETTI D’ALTAVILLA

 



Inizia la 180° stagione di distillazione con visite, degustazioni di spirits e abbinamenti previsti nel weekend del 3 e 4 ottobre nel cuore del Monferrato

Con ottobre torna il tradizionale appuntamento con “Piemonte Grappa”, la speciale apertura delle distillerie della regione promossa dal Consorzio Tutela Grappa del Piemonte e Grappa di Barolo e fissata nel momento dell’avvio della lavorazione delle vinacce. Sabato 3 e domenica 4 ottobre anche Mazzetti d’Altavilla prenderà parte all’evento festeggiando un anniversario davvero speciale: l’avvio della 180° stagione di distillazione della Famiglia Mazzetti. In Viale Unità d’Italia 2, in cima alla collina di Altavilla Monferrato, ci si potrà prenotare a tour guidati alla scoperta dell’arte della distillazione. Un’occasione per scoprire non solo la Grappa ma anche i tanti altri spirits “made in Monferrato” grazie alla visita dei luoghi legati alla produzione e all’invecchiamento. Fra questi figurano il piazzale delle vinacce, la rinnovata Distilleria (dove recentemente sono avvenute non poche implementazioni tecnologiche), la suggestiva Barricaia e la Galleria Mazzetti, con tante curiosità sull’evoluzione del packaging durante il tempo. Il benvenuto storico e culturale è dato invece dal Parco Storico con la Cappella Votiva “La Rotonda”, un gioiello architettonico tutto da scoprire. Il 3 e 4 ottobre, nell’orario 9.30-13 e 15-19, si potranno effettuare degustazioni di grappe, brandy, gin, amari, liquori, bitter e vermouth di Torino. Gli assaggi prevedono anche la possibilità di accostare al caffè grappe e distillati per celebrare un antico rito del dopo pasto e di esplorare diversi abbinamenti sensoriali con cioccolato e altre golosità. Inoltre, domenica 4 ottobre, si potrà approfittare della presenza del corner del Club ADT nel Parco Storico per la degustazione di Sigaro Italiano in eventuale abbinamento con le grappe di medio e lungo invecchiamento. Il Ristorante Materia Prima servirà nelle sale panoramiche del primo piano della sede, previa prenotazione, il pranzo di sabato e domenica e le cene del venerdì e sabato con la scelta fra le portate del nuovo menù autunnale.

L’appuntamento del 3-4 ottobre darà il via ad una lunga serie di eventi previsti ad ottobre presso la sede di Mazzetti d’Altavilla: da giovedì 15 a sabato 17 ottobre l’azienda ospiterà le visite di “Fabbriche Aperte”, rassegna promossa da Regione Piemonte mentre domenica 18 tornerà il golosissimo appuntamento con “Cioccolato nel Monferrato”. Infine sabato 31 ottobre la serata di Halloween sarà da vivere gustando la cena presso il Ristorante Materia Prima. Durante tutti i giorni dell’autunno sarà possibile prenotare tour guidati ed effettuare degustazioni per conoscere l’arte della distillazione “made in Monferrato”. Pranzi, cene e visite guidate sono prenotabili direttamente su visit.mazzetti.it e per informazioni è possibile contattare il numero telefonico 0142 926147 oppure scrivere a eventi@mazzetti.it.

Info: www.mazzetti.it

domenica 27 settembre 2026

Il cibo che unisce e non discrimina

 


A Terra Madre 2026 tante storie di inclusione sociale attraverso la produzione alimentare


 

C’è un’agricoltura che unisce anziché sfruttare, che promuove l’inclusione invece di impoverire, che non lascia indietro nessuno. E a Terra Madre Salone del Gusto 2026, fino al 27 settembre nel centro di Torino, sono tante le storie di chi, attraverso l’agricoltura, ha trovato la propria strada, di affermazione personale e professionale. Donne e uomini testimoni che il cibo è un ponte, non soltanto tra culture ma per superare le difficoltà.

 

C’è Abu Said Sheik, arrivato dal Bangladesh nel Viterbese: la sua nuova vita è legata a doppio filo a una varietà di aglio appena diventata Presidio Slow Food, l’aglio rosso di Proceno. Dopo aver lavorato per l’azienda agricola La Treccia, si è messo in proprio aprendo l’azienda agricola Il Sogno: entrambe le realtà fanno parte del Presidio, e Abu Said oggi è il più giovane dei produttori del gruppo. C’è Duncan Okech, nato in Kenia e rinato a Bra, dove nel 2019 si è laureato all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Oggi lavora in Sicilia, a Camporeale (Palermo) nella cooperativa agricola Valdibella, che lo ha «incluso e accolto». Il cibo, racconta, «è stato motore di inclusione. Cosa significa inclusione? Significa aprirsi alla contaminazione, sfidare la monocultura, portare avanti un modello agricolo in dialogo con il territorio e con le comunità che lo abitano». E c’è Fidaa Abuhamdiya, costretta a lasciare la Palestina per l’oppressione subita da Israele, esercitata anche sul diritto a produrre cibo: a Terra Madre ha ricordato la vicenda che riguarda lo Za’atar, il mix di timo e origano, simbolo della cucina palestinese e segnalato anche sull’Arca del Gusto, divenuto emblema dell’appropriazione – culturale, agricola, politica – esercitata dai coloni israeliani nei territori occupati. Oggi Fidaa, con una laurea in scienze e cultura della gastronomia e della ristorazione, vive a Padova dove lavora come mediatrice culturale nel carcere cittadino, scrivendo di cibo e portando la sua passione per la cultura alimentare tra i detenuti. 

 

Nelle conferenze di Terra Madre abbiamo raccontato le storie di inclusione che nascono dall’impegno sul territorio delle associazioni territoriali della Chiocciola: come OrtoCentro, il progetto di agricoltura urbana, lavoro dignitoso e filiera corta lanciato da Slow Food Messina in collaborazione con Fondazione MeSSinA e finanziato dalla Regione Siciliana, che accoglie persone fragili o in difficoltà coinvolgendoli in percorsi lavorativi legati all’agricoltura e alla trasformazione delle materie prime. Tra gli espositori del Mercato ci sono realtà produttive come PeperonAut, la cooperativa sociale nata in Basilicata per favorire l'inclusione lavorativa e l'autonomia di giovani con autismo. Le attività, le cui parole chiave sono autonomia e partecipazione, ruotano attorno alla filiera del Peperone di Senise, segnalato sull’Arca del Gusto, e ai prodotti derivati. 

 

Sono esempi di un modo di intendere l’agricoltura agli antipodi da quello che, troppo sovente, riempie le pagine della cronaca nazionale con episodi di sfruttamento e violenza. Esempi che non fanno rumore, ma la differenza sì. «Un sistema alimentare inclusivo, che cura la natura e genera pace, si fonda sul rispetto per il cibo, per l’ambiente in cui viene prodotto e per chi lo produce» conclude il presidente di Slow Food Edward Mukiibi. 

 

 

Da non perdere

 

Domenica 27 settembre ore 10:30 

Slow Food Arena, Piazza Castello

Conferenza Sfruttati a tempo indeterminato

 

Sono definiti “gli invisibili”, “la massa silenziosa”. Ma non sono né invisibili né silenziosi. Sono centinaia di migliaia di persone (secondo i dati Istat in Italia ci sono 230 mila braccianti irregolari): invisibili solo se non si vogliono vedere, silenziosi solo se non si vogliono sentire. Vivono in baraccopoli, spesso senza i servizi base. Lavorano per paghe da fame (tra i 2 e i 5 euro l’ora). Di fatto, intere aree produttive sono abbandonate dallo Stato e una parte del nostro sistema alimentare si fonda sullo sfruttamento, addirittura sulla schiavitù.Lo sfruttamento – degli esseri umani così come delle risorse naturali – non è l’eccezione ma la premessa necessaria di un sistema produttivo basato sul profitto.Cosa possiamo fare noi? Tutto. Perché, se “loro sono giganti, noi siamo moltitudine”, ma serve coraggio, serve mettere in discussione un modello che ci vede tutti partecipi e dunque complici. Serve decidere di attivarci, insieme, per costruire il cambiamento.

 

Intervengono: Lucio Cavazzoni, sociologo, fondatore di Conapi; Yvan Sagnet, Presidente e fondatore “NoCap"; Fabio Ciconte, Presidente Associazione “Terra"; Eric Schlosser, scrittore, autore di Fast Food Nation. Modera: Don Stefano Stimamiglio, direttore di Famiglia Cristiana

 

Domenica 27 settembre ore 12

Slow Food Arena, Piazza Castello

Conferenza Food Heroes – Forum sull’Agricoltura Sociale

 

Sottrarre centimetri alla desertificazione è impresa ardua, sottrarli al cemento è quasi impossibile ma farlo su terreni confiscati alle mafie e impiegando persone svantaggiate è un prodigio. Per questo la domenica mattina di Terra Madre si apre con un incontro in cui i protagonisti sono gli “eroi del cibo”, quelli che non solo parlano di biodiversità ma la praticano e rendono questo mondo un po’ migliore di come lo hanno trovato. Una tavola rotonda in cui trovano spazio le esperienze di agricoltura sociale della rete Slow Food italiana e del mondo. Un forum aperto a chiunque voglia costruire con noi un’altra idea di mondo a partire dalla comunità, da chi si impegna quotidianamente per trasformare l’agricoltura e la produzione di cibo in inclusione sociale, salute fisica e mentale, integrazione culturale.

 

Intervengono:  Chiara Calarco, Slow Food Messina; Paolo Betti, Cuoco dell’Alleanza Slow Food; Fabrizio Zagni, Presidio Ape nera ligure; Mario Riccardi, Comunità Slow Food Agricoltura Sociale del Vesuvio; Alberto Mochi Onori, Presidente Pastificio Futuro; Franco Biglino, Banca d’Alba – BCC-Credito Cooperativo. Modera: Fabio Bonanno, coordinatore progetto “Nutrire le città”, Slow Food Italia.

 

Il mondo della pasta in fermento : dalla pasta artigianale di PAT nel piacentino, al Percorso di riconoscimento della Pasta di Matera




I giornalisti di Borghi d’Europa hanno inserito PAT (Pastai di Antica Tradizione di Monticelli d'Ongina), nel percorso del gusto che racconta l’anno di Presidenza Italiana alla IAI (Iniziativa adriatico ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale internazionale), nel quadro del progetto L’Europa delle scienze e della cultura.

Le creazioni artigianali di Valentina e Massimo accompagneranno il viaggio del gusto che Borghi d’Europa sviluppa in collaborazione con la Strada del Po e e dei Sapori della Bassa Piacentina.

“Abbiamo iniziato questo percorso trent'anni fa, per noi è significato aver toccato con mano l'evoluzione di tecniche e gusti, mantenendo sempre vivo il legame con la qualità e l'autenticità dei sapori. Siamo pastai di antica tradizione di pasta fresca all'uovo e ripiena, siamo i custodi di un'eredità culinaria che affonda le radici nella storia delle regioni italiane, in particolare tra le province di Piacenza e Lombardia. Gli artigiani della pasta, con le loro mani esperte, danno vita a capolavori gastronomici come gli anolini piacentini, un tipo di pasta ripiena che si tramanda di generazione in generazione.”


Ma è tutto il settore della pasta che rivela novità e prospettive.

Per esempio a Matera si è tenuta in aprile la conferenza stampa di presentazione del progetto, che nasce con l’obiettivo di costruire un percorso condiviso verso il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP), marchio europeo che garantisce qualità, origine e tracciabilità. Un traguardo che rappresenterebbe non solo un riconoscimento formale, ma anche una leva concreta per lo sviluppo del territorio.

"In un contesto in cui cresce sempre più l’attenzione verso la qualità certificata e la provenienza delle materie prime - osserva Paolo Qurato di Masseria Zagarella-, il riconoscimento della Pasta di Matera IGP si inserisce come un tassello strategico per valorizzare il legame tra prodotto e territorio, offrendo nuove opportunità economiche per produttori e imprese.

Un’iniziativa che, pur partendo dalla Basilicata, interessa da vicino anche la Puglia e territori come Altamura, storicamente legati alla produzione di grano duro e alle eccellenze della tradizione cerealicola.


sabato 26 settembre 2026

Mercato Italiano dei Borghi a Terra Madre 2026: prodotti tipici, biodiversità e nuove opportunità per i territori a confronto

 


Presentate le attività del progetto promosso da BMTI e dall’associazione “I Borghi più belli d’Italia”,

in collaborazione con Slow Food Italia. Focus su produzioni locali, sostegno alle imprese

e contrasto allo spopolamento delle aree interne

 

Valorizzare le eccellenze agroalimentari dei borghi italiani, sostenere le imprese locali e creare nuove opportunità di sviluppo economico e sociale per le aree interne e i piccoli centri. È su questi temi che si è articolata la conferenza dedicata al Mercato Italiano dei Borghi (MIB), il progetto nato dalla cooperazione istituzionale tra BMTI – Borsa Merci Telematica Italiana e l’associazione “I Borghi più belli d’Italia”, in collaborazione con Slow Food Italia. L’incontro, ospitato oggi nell’Auditorium dell’Archivio di Stato di Torino, e nel programma di Terra Madre Salone del Gusto 2026, ha rappresentato l’occasione per illustrare le attività e le prospettive di un’iniziativa che punta a fare del patrimonio agroalimentare il fulcro della crescita dei territori.

 

Sono intervenuti: Federico Varazi, vicepresidente di Slow Food Italia; Amato Mercuri, coordinatore del Comitato scientifico de “I Borghi più belli d’Italia” e del progetto MIB, che ha moderato il dibattito e illustrato la nascita, lo scopo e le attività dell’associazione; Francesco Sottile, dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo; Gianluca Gallo, assessore all’Agricoltura della Regione Calabria; Simona Meloni, assessore all’Agricoltura e al Turismo della Regione Umbria; Fiorello Primi, presidente dell’associazione “I Borghi più belli d’Italia”.

Durante la conferenza, sono state raccontate e approfondite le principali linee di intervento del MIB, con particolare attenzione all’analisi del settore produttivo dei luoghi rappresentati da “I Borghi più belli d’Italia”, al coinvolgimento diretto delle aziende locali e alla tutela dell’ecosistema economico, sociale e culturale dei piccoli centri. Un confronto che ha posto al centro anche la salvaguardia della biodiversità, di cui i borghi rappresentano un importante presidio, e il ruolo delle produzioni agroalimentari di qualità nella costruzione di nuove prospettive di sviluppo.

Come ha sottolineato Federico Varazi «non basta contrastare lo spopolamento ma occorre rigenerare i luoghi sensibili, le aree interne, le comunità. Perché non ci può essere differenza tra biodiversità agricola e culturale: importante, infatti, è stato il contributo de “I Borghi più belli d’Italia” al progetto degli Atlanti dell’Arca del Gusto».

Francesco Sottile è, invece, entrato nel dettaglio dello studio che con l’Università di Pollenzo sta conducendo sulle aree interne e i piccoli centri ed è emerso come il primo fatto rilevante sia il bisogno di raccontarsi da parte dei produttori e l’importanza di manifestazioni come Terra Madre che garantiscono un approccio partecipato anche alle aziende più piccole.

Per Simona Meloni, l’Umbria è un esempio di come la biodiversità possa essere una leva turistica reale e concreta, specificando come il 35 per cento dei visitatori voglia fare esperienze enogastronomiche sul territorio regionale. Grande importanza va riservata anche al modo in cui si sviluppa il turismo: in Umbria si conferma come un modello lento e in armonia con la natura, tra sentieri e percorsi ciclabili.

 
Gianluca Gallo ha raccontato di come la Regione Calabria stia mettendo in campo sforzi significativi per delocalizzare i flussi turistici, concentrati per la stragrande maggioranza negli 800 chilometri di costa. Per l’assessore occorre, quindi, sia incentivare lo spostamento dei turisti nelle aree interne, tra parchi e altre risorse naturali del territorio, sia favorire il ripopolamento dei borghi e sostenere chi contribuisce a tenerli vivi e abitati tutto l’anno.

Infine, il presidente Fiorello Primi, partendo dalla celebre frase di Carlo Petrini, “chi semina utopia, raccoglie realtà”, ha raccontato di come l’associazione “I Borghi più belli d’Italia” abbia cambiato negli anni il proprio paradigma, trasformando il concetto di borgo-turismo in borgo-comunità. In tal senso, è fondamentale il racconto di chi nei borghi vive e lavora, contribuendo a sostenere i prodotti locali, grazie anche a Slow Food.

 

L’obiettivo del MIB è, in sostanza, molto chiaro: creare nuove opportunità per le aziende locali per contribuire alla vitalità dei borghi, sostenendo le attività economiche e favorendo le condizioni necessarie per contrastare lo spopolamento delle aree interne e la perdita della biodiversità umana, da cui derivano tutte le altre tipologie di biodiversità. Produzioni di qualità, comunità e territorio devono correre insieme.

 

Cos’è il Mercato Italiano dei Borghi

Lanciato nel 2021 per promuovere le eccellenze agroalimentari dei Borghi più belli d’Italia, il MIB si articola in una serie di azioni volte a valorizzare le produzioni tipiche e di qualità che raccontano l’identità, le tradizioni e la cultura dei territori. Dai prodotti DOP, IGP e STG ai Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT), fino ai Presìdi Slow Food, il progetto mette al centro un patrimonio che rappresenta non soltanto una risorsa economica, ma anche uno strumento fondamentale per tutelare la biodiversità e preservare il tessuto sociale e produttivo dei piccoli centri.

Creare nuove opportunità commerciali per le aziende locali significa infatti contribuire alla vitalità dei borghi, sostenendo le attività economiche e favorendo le condizioni necessarie per contrastare lo spopolamento. È in questa prospettiva che il Mercato Italiano dei Borghi sviluppa iniziative finalizzate a rafforzare il legame tra produzioni di qualità, comunità e territorio, trasformando le eccellenze agroalimentari in occasioni concrete di crescita.

Le attività dell’anno in corso si inseriscono in una progettualità più ampia, sviluppata su impulso del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e realizzata in partnership con Slow Food Italia, con cui l’associazione “I Borghi più belli d’Italia” ha sottoscritto un protocollo d’intesa nel 2025. Al progetto partecipano inoltre l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, i Musei del Cibo della Provincia di Parma e Mastercard.


Fondazione Piero Cattaneo presenta AMALIA DEL PONTE LITOFONIE

 


ALBA – Centro storico DOMENICA 27 SETTEMBRE 2026 Ore 11-19