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venerdì 28 novembre 2025

Il Collio che resiste: la solidarietà del Consorzio dopo la calamità

 


Le immagini dei giorni scorsi resteranno a lungo impresse nella memoria del Collio: la pioggia incessante, le frane, le case travolte, i vigneti feriti, le strade spezzate. Una notte sola è bastata a sconvolgere un territorio intero.

Il presidente Luca Raccaro racconta con lucidità e commozione quanto accaduto:

“I danni, dopo la calamità che ci ha colpito, sono disastrosi. In una notte sono piovuti 300 mm d’acqua, circa un quinto della pioggia di un intero anno. Le zone più colpite sono state i comuni di Cormons e Dolegna del Collio. Nel primo, la frazione di Brazzano è stata in parte travolta da una grande frana che ha abbattuto diverse abitazioni e ha purtroppo causato due vittime.
Due aziende sono state completamente evacuate e, in particolare, una di queste – trovandosi coinvolta nel cedimento del monte – ha riportato danni ingenti all’abitazione e alla cantina. Moltissimi anche i danni nei vigneti, tra frane e allagamenti dovuti all’enorme portata d’acqua riversatasinei fossi.
L’esondazione del fiume Judrio ha provocato l’allagamento di numerose cantine e abitazioni, soprattutto nel comune di Dolegna, dove alcuni vigneti sono stati travolti e completamente distrutti. Ad oggi molte strade rimangono chiuse a causa dei danni causati dagli smottamenti.
Se da un lato questi eventi ci ricordano quanto l’uomo sia impotente di fronte alle forze della natura, dall’altro ci stringono gli uni agli altri. Moltissime sono state le dimostrazioni di affetto e vicinanza da parte di chi ha vissuto la situazione in prima persona, ma anche da chi è dall’altra parte del mondo. E questo, nonostante i traumi, ci fa sperare nel domani.”

Di fronte a questa ferita improvvisa, il Consorzio Tutela Vini Collio si fa subito vicino alle aziende, ai produttori, alle famiglie. Lo fa con le parole, con la presenza e con un gesto concreto: l’apertura di un conto corrente dedicato alla calamità, per sostenere chi ha perso vigne, lavoro, casa, e in alcuni casi ricordi di una vita. Un aiuto diretto, immediato, trasparente, interamente destinato alle realtà colpite.

In questo contesto difficile, una luce si accende attorno a un momento che da sempre rappresenta incontro, calore e comunità: l’EnJoy Collio Experience del 13 dicembre a Villa Attems. Quest’anno, più che mai, la serata non sarà solo un appuntamento conviviale, ma un abbraccio simbolico a tutto il territorio. La direttrice Lavinia Zamaro lo descrive così: “Il 13 dicembre ci ritroveremo per l’EnJoy Collio Experience, e sarà un momento diverso dagli altri anni. Sarà un modo per guardarci negli occhi, per stringerci, per far sentire la nostra vicinanza a chi ha vissuto giorni difficili.
Sentiamo forte il bisogno di creare uno spazio in cui il Collio possa respirare insieme, ritrovare forza, e ricordarsi che, anche nelle prove più dure, siamo una comunità unita. Vogliamo che questa serata sia un gesto di speranza.”

Il Consorzio invita produttori, cittadini e istituzioni a partecipare come possono: con una presenza, una parola, un contributo. Ogni gesto è importante. Ogni gesto è un mattone per ricostruire.

 

Dati del conto dedicato alla calamità

Beneficiario: Consorzio Collio 
IBAN: IT71 X054 8464 5510 0000 5000 177
BIC/SWIFT: CiviIT2C
Causale: Supporto alle realtà colpite dalla recente calamità

 

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giovedì 27 novembre 2025

DA DOMANI APRE AL PUBBLICO LA MOSTRA "Antonio Ligabue. La grande mostra"

 


Dal 28 novembre, il Palazzo di Città di Cagliari accoglie per la prima volta in Sardegna una grande esposizione dedicata ad Antonio Ligabue (1899–1965), il pittore ribelle e visionario che ha sconvolto il panorama artistico del Novecento con la forza primordiale delle sue immagini.

“Antonio Ligabue. La grande mostra” presenta 60 capolavori – tra oli e disegni – che ripercorrono l’intero arco creativo di un artista fuori da ogni schema, capace di trasformare la sua vita difficile in una straordinaria avventura pittorica.

A Cagliari viene proposto un avvincente percorso tra i temi centrali dell’universo di Antonio Ligabue: le scene di vita contadina, le carrozze, le troike, i postiglioni che rievocano la memoria delle stampe popolari e della tradizione rurale, fino ai celeberrimi autoritratti, nei quali l’artista affronta il proprio volto come un campo di battaglia interiore.

Figura complessa e profondamente umana, Ligabue – definito da molti il “Van Gogh italiano” – è stato per anni un emarginato, che ha trovato nella pittura la sua forma più autentica di riscatto e che ha saputo trasformare il suo dolore in arte.
Egli non dipingeva: ruggiva sulla tela. Le sue opere non sono semplici rappresentazioni della realtà, ma visioni di un mondo interiore che esplode in colori accesi, pennellate vigorose e animali carichi di vita e simbolo.
Le fiere, tema ricorrente del suo immaginario, sembrano incarnare la sua stessa forza istintiva: tigri, aquile e leoni dipinti con energia quasi febbrile, in cui la natura si fa metafora dell’anima. Accanto a esse, animali domestici, cavalli, buoi e cani fedeli, osservati con uno sguardo di empatia e dolcezza, rimandano al bisogno di affetto e appartenenza di un uomo spesso incompreso.

Ogni opera è un grido, una confessione, una rivelazione: Ligabue dipingeva come si vive – con urgenza, con passione, con dolore e meraviglia.
Il suo lavoro rivela la tensione di un uomo che cercava nella pittura la propria salvezza e che, attraverso il colore e la forma, tentava di riscattare la propria condizione di solitudine. Nei suoi occhi e nelle sue bestie feroci si legge la stessa fiamma: quella di un artista che ha vissuto la vita come una continua sfida contro il destino.

La forza di Ligabue risiede proprio nella sua autenticità radicale. Pur lontano dalle correnti artistiche dominanti del suo tempo, ha anticipato tendenze che solo più tardi avrebbero esaltato la libertà espressiva e la spontaneità creativa. La sua tecnica apparentemente istintiva, quasi primitiva, infrange le regole accademiche e invita a un’esperienza estetica più diretta, più viscerale.
Entrare in contatto con le sue opere significa confrontarsi con una verità senza filtri, con un’arte che nasce dal bisogno di esistere, di affermarsi, di raccontare la vita nella sua forma più cruda e struggente. Ogni dipinto è un racconto di sé, ma anche un frammento universale di umanità.

Il percorso espositivo – con opere come il raramente esposto Circo all’aperto (1955–1956) o Leopardo nella foresta (1956–1957), Aratura (1944–1945), Diligenza con castello (1957–1958) e Autoritratto con berretto da fantino (novembre 1962) – offre così non solo una straordinaria immersione visiva, ma anche un’occasione di riflessione sul valore dell’arte come strumento di liberazione personale e di riconciliazione con il mondo.

Seguendo una ripartizione cronologica, sono narrate le diverse tappe dell’opera e della storia di un uomo tanto straordinario da aver appassionato negli anni migliaia di persone, diventando addirittura protagonista di film e sceneggiati televisivi, sin dagli anni ‘70.
Dal 28 novembre, dunque, il Palazzo di Città di Cagliari diventa il palcoscenico di un viaggio emozionante dentro l’anima di un artista indomabile, dove ogni colore racconta una ferita e ogni tela si fa specchio di una vita vissuta fino all’estremo.

Organizzata dal Comune di CagliariAssessorato alla Cultura, Spettacolo e TurismoPalazzo di Città - Musei Civici, con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione di Sardegna, in collaborazione con Arthemisia, la mostra è curata da Francesco Negri Francesca Villanti.
Il catalogo è edito da Moebius.

Convegno - Tavola Rotonda Il territorio: la migliore risorsa per un turismo di qualità

 


L’esperienza dell’Alto Adige-Südtirol raccontata da viticoltori e ristoratori

Sabato 29 novembre alle 9.30 presso il WiMu – Museo del Vino a Barolo la Strada del Barolo e grandi vini di Langa e l'Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba organizzano un incontro con una delegazione di produttori e ristoratori dell’Alto Adige-Südtirol e con il Presidente della Strada del Vino dell'Alto Adige/Südtiroler Weinstrasse Manfred Vescoli, per confrontarsi sul tema del turismo come motore di sviluppo e custode dell'identità territoriale, attraverso la valorizzazione dell’enogastronomia locale.

INTERVENTI:

Bruno Bertero, Direttore Generale Ente Turismo Langhe Monferrato Roero
La cura del paesaggio e dell'ambiente come valore aggiunto e garanzia di qualità

Manfred Vescoli, Presidente Strada del Vino dell'Alto Adige/Südtiroler Weinstrasse
Le nuove forme di turismo outdoor come leva di sviluppo economico per cantine, ristoranti e produttori locali, mettendo a sistema servizi, vino, natura e lentezza. L’esperienza della Strada del Vino dell'Alto Adige/Südtiroler Weinstrasse

Daniele Manzone, Direttore Strada del Barolo e grandi vini di Langa
Oskar Messner, Titolare Ristorante Pitzock, Chiocciola Slow Food
Turismo sostenibile: il caso dell’area del Barolo e l’esempio della Val di Funes

Werner Waldboth, Direttore Vendite e Marketing Abbazia di Novacella
Daniele Galler, Direttore Vendite Italia Kellerei Bozen-Cantina Bolzano
Peter e Brigitte Pliger, Titolari cantina Kuenhof
Il modello Alto Adige-Südtirol: dall’Abbazia di Novacella alle cooperative vinicole, fino alle imprese familiari, la testimonianza di un sistema territoriale efficiente e di un approccio di "impresa collettiva"

Stefano Mosca, Direttore Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba
Focus Tartufo: il Tartufo Bianco d'Alba analizzato come patrimonio culturale e ambientale che lega paesaggio, biodiversità e valore economico, fungendo da "chiave di racconto" per l'intero territorio

Accesso libero, fino ad esaurimento posti. Registrazione obbligatoria: 



Masterclass 

Tra profondità e altitudine: il Barolo incontra l’Alto Adige-Südtirol

Sabato 29 novembre alle 16.30 presso il WiMu – Museo del Vino a Barolo la Strada del Barolo è in programma una Masterclass che celebra due grandi territori del vino italiano: le colline del Barolo e le montagne dell’Alto Adige-Südtirol, espressioni di eccellenza e diversità del nostro Paese.
In degustazione guidata 4 etichette di Alto Adige Doc e 4 etichette Barolo Docg di due diverse MGA per narrare attraverso la voce dei produttori due territori, due identità, una sola passione per il vino:

  • Alto Adige Doc Valle Isarco Sylvaner 2022 – Thomas Dorfmann
  • Alto Adige Doc Valle Isarco Riesling Kaiton 2020 – Kuenhof
  • Alto Adige Doc Pinot Nero Riserva Praepositus 2016 – Abbazia di Novacella
  • Alto Adige Doc Riserva Taber 2021 – Kellerei Bozen/Cantina Bolzano
  • Barolo Docg Monvigliero 2021 – Diego Morra
  • Barolo Docg Monvigliero 2020 – Fratelli Alessandria
  • Barolo Docg Bussia “Vigna dei Fantini” 2021 – Silvano Bolmida
  • Barolo Docg Bussia Riserva 2016 – Franco Conterno

La degustazione si svolgerà alla presenza dei produttori dell’Alto Adige-Südtirol e della Strada del Barolo.



Cena di Gala al Taste Lab - Castello di Roddi

Alto Adige-Südtirol & Barolo

Sabato 29 novembre alle 20.00 presso il Taste Lab - Castello di Roddi una serata di eccellenza gastronomica che celebra l’incontro tra la cucina altoatesina e il territorio delle Langhe.

Lo chef Oskar Messner, rinomato interprete della tradizione culinaria dell’Alto Adige-Südtirol, sarà protagonista di una cena esclusiva, accompagnato dalla delegazione di produttori e di istituzioni dell’Alto Adige-Südtirol.

In abbinamento ai piatti, una selezione di vini dell’Alto Adige-Südtirol e di grandi vini di Langa ad accompagnare l’esperienza sensoriale.

PREMIO MARCHE 2025 Biennale d’Arte Contemporanea PRESENTATA LA MOSTRA "ERRATICA" ALLA MOLE VANVITELLIANA DI ANCONA E ANNUNCIATO L’ARTISTA VINCITORE DELL’EDIZIONE 2025 SIMONE BERTI