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Si terrà mercoledì 10 dicembre presso il MACRO - Museo d’Arte Contemporanea
la XIV Edizione dell’evento dedicato a celebrare e promuovere l'eccellenza che i brand, i prodotti, i servizi, le imprese e i territori italiani esprimono
Organizzato congiuntamente dal Master in Economia e Management della Comunicazione e dei Media, dal Master in Marketing e Management dello Sport dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata
quest’anno è in collaborazione con la Fondazione Gambero Rosso
Il titolo dell’edizione 2025 è THE GOOD VISION(S). DALLA PRODUZIONE ALLO STILE DI VITA
Per informazioni e iscrizioni: pignedoli@economia.uniroma2.it
FOOD, WINE & CO. si prepara ad aprire i battenti della sua XIV edizione: l’evento dedicato a celebrare e promuovere l'eccellenza che i brand, i prodotti, i servizi, le imprese e i territori italiani esprimono, si terrà a Roma il 10 dicembre presso il MACRO - Museo d’Arte Contemporanea (Via Nizza, 138 | dalle ore 9.00 alle ore 21.00 | ingresso con prenotazione al pignedoli@economia.uniroma2.it) ed avrà il titolo “THE GOOD VISION(S). DALLA PRODUZIONE ALLO STILE DI VITA”.
L'obiettivo di Food, Wine & Co. è riconoscere questa eccellenza come una ricchezza distintiva e strategicamente fondamentale per il Paese, sempre con un'ottica rivolta allo sviluppo sostenibile e al benessere delle persone. L'evento favorisce anche un confronto costruttivo con altri Paesi e con le tendenze internazionali, permettendo di posizionare l'offerta italiana nel panorama globale.
Organizzata congiuntamente dai Master in Economia e Management della Comunicazione e dei Media e del Master in Marketing e Management dello Sport dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” in partnership con Acqua Filette, l’edizione di quest’anno è realizzata in collaborazione con la Fondazione Gambero Rosso e con il contributo di Regione Lazio e ARSIAL. Nelle sue 13 precedenti ha visto svolgersi 81 masterclass, a cui hanno preso parte oltre 4500 partecipanti, più di 350 relatori e oltre cento aziende, è articolata in sessioni tematiche, pensate per coprire un ampio spettro di argomenti rilevanti per il settore.
Settore molto attivo di cui, nel corso della giornata, ci sarà modo di analizzare i tratti fondamentali: nel 2025 il valore della filiera agroalimentare supera i 707 miliardi di €, mentre l’export agroalimentare ha un valore di 70 miliardi di €. A dicembre 2024 le imprese registrate attive nei servizi di ristorazione erano 327.000, con più di 1.5 milioni di occupati in bar, ristoranti, aziende di banqueting e mense e quasi 500.000 lavoratori agricoli nel 2023 (varie fonti accreditate, 2025).
Non solo molto attivo, ma anche molto imitato: nel 2025 si stima ci sia stata una crescita del 15% delle imitazioni di cibi italiani negli Stati Uniti, mentre in Giappone e Brasile quest’anno il 70% dei prodotti “italian sounding” venduti in realtà non sono italiani (Ambrosetti, 2025), causando, secondo i dati di Europeisti, quasi 39 miliardi di € di mancato export.
“Un nuovo marketing deve basarsi sulla trasparenza, l’autenticità della marca, il coinvolgimento del consumatore e il servizio da rendere. Dal punto di vista della rilevanza etica e territoriale, è fondamentale il focus sul territorio come valore, comunicando la resilienza di persone e ambienti e la tutela del paesaggio. Parallelamente, è necessario anche il brand activism: i brand di food & wine devono posizionarsi attivamente non solo sul valore dei loro brand ma su temi come lo spreco alimentare e l'equità sociale, ad esempio tramite iniziative contro il caporalato o sul recupero di eccedenze e di spreco alimentare. Per quanto riguarda la comunicazione, invece, l'obiettivo è tracciabilità e autenticità: si impone l'utilizzo di nuove tecnologie come blockchain e QR code per garantire la trasparenza radicale su origine, metodi di produzione e impatto, perché l'autenticità oggi si dimostra con monitoraggio e dati. La brand authenticity implica non raccontare solo il prodotto finito ma la fatica e l'impegno sostenibile dietro una bottiglia o un piatto - commenta la Prof.ssa Simonetta Pattuglia, direttrice dei due Master organizzatori dell’evento formativo, nonché dal 2012 sua ideatrice e curatrice - Infine, le vendite passano dal prodotto al servizio attraverso l'enoturismo e iniziative di didattica: si devono massimizzare i ricavi attraverso servizi esperienziali (come le visite guidate), poiché il canale di vendita diretto e l'interazione con il personale aumentano la fiducia. È essenziale anche una segmentazione 'Anti-Crisi': differenziare l'offerta per intercettare sia il segmento premium (che cerca rarità) sia il segmento consapevole (che cerca un ottimo rapporto Qualità/Prezzo/Impatto, QPI). Queste strategie possono essere riassunte in una serie di ripensamenti “visionari”: ripensare l’identità (l’autenticità oltre il "Made in Italy"), ripensare la perfezione del prodotto e l’innovazione (l’imperfezione come valore), ripensare il premium price (la premiumization del benessere e del no-alchol) e ripensare il customer journey, ossia il viaggio del consumatore nel’ senso di una immersività sensoriale e culturale”.
«Il tema delle Good Vision(s) ci interpella direttamente – commenta l’Ing. Paolo Cuccia, Vicepresidente esecutivo della Fondazione Gambero Rosso - come Fondazione e come Gambero Rosso siamo convinti che la vera leva competitiva del sistema agroalimentare italiano non risieda solo nella qualità – da tempo acquisita e diffusa – ma nella capacità di renderla misurabile, trasparente e condivisa.
Questo significa mettere al centro sostenibilità, territorio, formazione continua e innovazione, trasformandoli da slogan a metriche verificabili.
La nostra esperienza sul campo – nelle Academy, nelle Guide, nei rating di sostenibilità con Equalitas e nelle analisi delle filiere – ci dice che oggi vincono le imprese che sanno integrare produzione,
stile di vita e responsabilità. Il consumatore premia sempre più il valore culturale del cibo, la sua tracciabilità e il ruolo sociale che aziende e territori sanno esprimere. È un passaggio epocale: dal prodotto al significato, dal racconto alla prova dei fatti.
Per questo riteniamo prioritario investire su tre direttrici: la protezione dell’identità italiana, contrastando con i dati e con la comunicazione il dilagare dell’italian sounding; la cultura della formazione, perché le competenze sono la prima garanzia di autenticità e competitività; l’internazionalizzazione dei prodotti di qualità, che valorizza le imprese sui mercati e rafforza il prestigio del Paese.
Il futuro del food & wine italiano passa da qui: dalla capacità di evolvere, di cooperare lungo tutta la filiera e di costruire un ecosistema dove territori, imprese, distribuzione e istituzioni parlano lo stesso linguaggio. Oggi siamo chiamati a un salto culturale che trasformi le visioni in azioni. E Gambero
Rosso – con le sue piattaforme editoriali, formative e di valorizzazione delle eccellenze – è al fianco di chi vuole compierlo, con rigore, responsabilità e ambizione internazionale.»
Dopo una prima introduzione, moderata dal Direttore editoriale Gambero Rosso Lorenzo Ruggeri, e con la prof.ssa Simonetta Pattuglia, Paolo Cuccia, Vicepresidente Esecutivo della Fondazione Gambero Rosso, Giancarlo Righini, Assessore Bilancio, Programmazione economica, Agricoltura e sovranità alimentare, Caccia e Pesca, Parchi e Foreste della Regione Lazio e Massimiliano Raffa, Presidente di ARSIAL, la prima sessione della giornata si concentrerà su “Stili di vita, nuovi trend, nuove convergenze”, esplorando le evoluzioni del consumo e le intersezioni tra diversi settori.
Su questo tema si confronteranno Daniela Mastropasqua, New Business Development Manager di YouGov Shopper Italia (online), Andrea Passanisi, Fondatore di Sicilia Avocado e Ambrogio Invernizzi, Presidente di INALPI SpA.
Seguirà la seconda sessione, dedicata a “Terre, territori e produzioni”, che metterà in luce il legame indissolubile tra l'origine geografica e la qualità dei prodotti italiani. Protagonisti di questa sessione saranno Federica Ferrario, Responsabile Campagne di Associazione Terra!, Graziana Grassini, Enologa, Lucrezia Palma di Sustainability Specialist, 3Bee ed Enzo Patierno, Coordinatore per il DTC Lazio.
La terza sessione affronterà i temi di “Nutrizione, benessere e vita sportiva”, sottolineando l'importanza di un approccio olistico alla salute che integri alimentazione e attività fisica insieme a Fabrizio Spataro, Biologo nutrizionista, specialista di scienza dell'alimentazione, Stefano Ricci, Managing Director, Acqua Filette, Rafi Taherian, Senior Consultant, Brailsford & Dunlavey e Massimo Sabatini, CEO – Co-founder, Foreverland.
La quarta sessione si occuperà di “Fare impresa, internazionalizzazione e digitale ‘oltre’”, esplorando le strategie per la crescita aziendale, l'espansione sui mercati esteri e l'innovazione tecnologica e vedrà discutere Piero Gabrieli, Direttore Marketing di Petra – Molino Quaglia, Rodolfo Maralli, Presidente di Cantine Banfi, Luca Pizzighella, General Manager di Signorvino e Daniela Puglielli, Founder di Mediterranean Diet Roundtable, Boston - Caso statunitense.
Chiuderanno la giornata, dopo la pausa, una tavola rotonda dedicata a buyer e GDO, dal titolo “Dalle Visioni alle azioni: Istituzione, GDO e le nuove sfide”, che sarà un’occasione cruciale per il dialogo tra produttori e la grande distribuzione, con commenti dei rappresentanti istituzionali e contributi da parte della GDO, a cui prenderanno parte, in cui la Prof.ssa Simonetta Pattuglia e Lorenzo Ruggeri inviteranno sul palco a commentare quanto emerso durante le sessioni della mattina Luigi Scordamaglia, Amministratore Delegato di Filiera Italia, Angelo Riccaboni, Presidente di Equiplanet, Giovanni D’Alessandro, Direttore Business Unit Retail del Gruppo Sogegross, Massimo Lucentini, Direttore generale di Todis e Luigi Ranieri, Direttore commerciale di Altromercato.
Un altro momento significativo sarà alle 15.30 la Premiazione delle aziende Top Italian Food by Gambero Rosso, che evidenzierà le eccellenze del settore agroalimentare italiano, a cui seguirà uno spazio dedicato al networking presso Materia Terrazzo Macro e alla degustazione dei prodotti selezionati da Gambero Rosso e dei vini Trentodoc.
Per informazioni e per l’invio della richiesta di accredito necessaria per la partecipazione: pignedoli@economia.uniroma2.it
Inizio accredito ore 9.00
Inizio convegno ore 9.20
30 GENNAIO – 4 MAGGIO 2026 MUSEO POLDI PEZZOLI, MILANO |
| Il Museo Poldi Pezzoli presenta “Meraviglie del Grand Tour”, l’esposizione che sarà aperta al pubblico dal 30 gennaio al 4 maggio 2026. “Data l’importanza che le Olimpiadi invernali ricopriranno per la città di Milano – dichiara Alessandra Quarto, direttrice del Museo - il Poldi Pezzoli desidera presentare un progetto culturale sviluppato attraverso una collaborazione internazionale con uno dei musei più prestigiosi al mondo come il Metropolitan Museum di New York. Un regalo per i numerosi turisti che arriveranno in città ma anche un’occasione per rivivere le emozioni e le esperienze del grand tour attraverso il dialogo con le collezioni del Museo”. Protagonista d’eccezione il dipinto di Giovanni Paolo Panini (Piacenza 1691– Roma 1765) “Roma Antica”, un’opera monumentale e straordinaria proveniente dalle collezioni di pittura europea del Metropolitan Museum di New York. “Siamo molto felici di collaborare con il Museo Poldi Pezzoli per la mostra dedicata al Grand Tour, iniziativa che contribuisce ad approfondire uno dei capitoli più affascinanti della cultura europea con un prestito che entra in dialogo con la prestigiosa collezione della casa Museo”, dichiara Stephan Wolohojian, Curatore capo della Pittura Europea del Metropolitan Museum. Giovanni Paolo Panini, pittore e architetto del Settecento, è celebre per le sue vedute scenografiche di Roma antica e moderna. Le sue opere uniscono precisione prospettica, equilibrio architettonico e gusto teatrale, trasformando la città eterna in un palcoscenico ideale. Con il suo sguardo, Panini celebra la grandezza di Roma come simbolo di arte e civiltà senza tempo. L’opera in arrivo dal MET risale al 1757 ed è uno dei più celebri esempi di ‘metapittura’ in cui il pittore inventa una sontuosa galleria immaginaria in cui sono esposti più di cinquanta suoi dipinti e vedute di rovine della Roma Antica, il genere che lo aveva reso famoso. La scena è popolata anche da statue e monumenti dell’antichità, tutte riconoscibili, in cui si muovono diversi personaggi, tra cui l’artista stesso e il committente del dipinto, il conte di Stainville, ambasciatore francese a Roma in quegli anni. La mostra è pensata come un vero e proprio tour che partirà dal dipinto in prestito e si svilupperà nelle sale comprendendo alcune preziose opere del Poldi Pezzoli, ripercorrendo la pratica in voga a partire dalla fine del XVI secolo, che introdusse inglesi, tedeschi, scandinavi e anche americani all’arte e alla cultura di Francia e Italia per i successivi 300 anni. Il visitatore sarà guidato ad ‘entrare’ nel dipinto, scoprirne i tantissimi dettagli, invitato a contemplare le opere illustrate nella tela. All’interno del percorso in museo si incontrerà il raffinato Interno del Pantheon dello stesso autore (datato 1743), che il Museo ha acquisito nel 2024, grazie alla donazione di Giovanna Zanuso. La donazione ha rappresentato un’occasione importante per la città di Milano, poiché non esiste alcuna opera di Giovanni Paolo Panini nelle collezioni pubbliche milanesi. La tela del Metropolitan, nata con un pendant dedicato alla Roma Moderna, consentirà inoltre di scoprire due nuove acquisizioni del museo ricevute in comodato a lungo termine dalla famiglia Peloso, esposte ai lati dell’Interno di Pantheon. Si tratta di due inedite vedute di Gaspar Van Wittel, padre del vedutismo, Veduta panoramica di Roma da Villa Medici e Veduta panoramica di Roma dalla Trinità dei Monti. Queste vedute di Roma moderna, al pari di quella antica, erano ricercati souvenir dei facoltosi viaggiatori del grand tour. Il tour proseguirà col sarcofago romano del III secolo d.C., recentemente restaurato e con il famoso gruppo scultoreo Laocoonte e i suoi figli, oggi ai Musei Vaticani, nella riproduzione realizzata dalla Manifattura Ginori di Doccia in porcellana dura nel 1749. L’esposizione offre, infine, l’occasione per mettere in scena per la prima volta la collezione di ventagli del Grand Tour, giunti al museo nel 2005 per legato testamentario del collezionista Carlo Borgomaneri, raffinati souvenir per le dame in viaggio, decorati anch’essi con monumenti e rovine dell’antica Roma, di Napoli, dei siti archeologici di Ercolano e Pompei appena tornati alla luce, dei templi di Paestum, richiamo irresistibile per visitatori e artisti. Un tour straordinario che celebra le raccolte del museo e i suoi donatori e che esplode in un sorprendente cortometraggio a cura del pluripremiato cineasta Ferzan Ozpetek che, grazie alla sua cifra artistica, offre al pubblico un Grand tour nel tempo con il potente linguaggio della cinematografia. “Questo Corto è, per me, l’emblema del Grand Tour: con un solo quadro si rende omaggio a un intero museo, a tutta la memoria e la bellezza che esso custodisce. In Roma Antica di Panini c’è l’idea di un viaggio non solo geografico ma pure interiore: ogni rovina, ogni luce, ogni volto è un sentimento. Ho voluto che il film nascesse da un gesto semplice — la luce del Pantheon che illumina il volto di una donna addormentata — per raccontare come l’arte possa ancora oggi risvegliarci, sorprenderci, farci sentire vivi” – dichiara Ferzan Ozpetek. In occasione della mostra, il Museo Poldi Pezzoli ha organizzato un palinsesto di incontri Conversazioni sul Grand Tour, a cura di Lavinia Galli, che vede la partecipazione di illustri esperti che racconteranno il viaggio, i luoghi e i personaggi, la musica, i souvenir, le prime cartoline di viaggio. Gli incontri si terranno a partire dal 12 febbraio e fino al 4 maggio 2026. Meraviglie del Grand Tour Museo Poldi Pezzoli Una mostra ideata da Alessandra Quarto A cura di Lavinia Galli, Museo Poldi Pezzoli Xavier F. Salomon, Museu Calouste Gulbenkian Organizzata da Federica Manoli e Arianna Pace Cortometraggio Ferzan Ozpetek in collaborazione con Fondaco Italia Main sponsor Famiglia Pascuzzi Sponsor Associazione Amici del Museo Poldi Pezzoli DGPA&Co Kaleon Heritage Management Con il patrocinio di MIC – Ministero della Cultura Regione Lombardia Comune di Milano Consolato Generale degli Stati Uniti a Milano Nell’ambito di Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 Sponsor tecnici AON Kerakoll Molteni & C Media Partner Grandi Stazioni Retail Catalogo Dario Cimorelli Editore Immagine coordinata Viva! |
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Una mostra fotografica che tra realismo e metafisica parla di inquinamento del paesaggio e con il suo titolo sottolinea la necessità di tornare a condividere le responsabilità ambientali per una vita più sostenibile
Aprendo per la prima volta i suoi spazi all'arte
AIPB – Associazione Italiana Private Banking invita il pubblico a osservare le aree più vulnerabili del nostro Paese, sottolineando come la fotografia possa essere non solo strumento di contemplazione, ma mezzo attivo per ripensare il rapporto tra individuo, ambiente e comunità
PROROGATA FINO AL 28 FEBBRAIO 2026
© Giuseppe Ripa, Senza Titolo (Gramsci), 2021. Stampa inkjet, 30x45 cm, edizione di 5
AIPB – Associazione Italiana Private Banking
via San Nicolao 10, Milano
Milano, 1° dicembre 2025. L'AIPB – Associazione Italiana Private Banking è lieta di annunciare la proroga della mostra Politico di Giuseppe Ripa (Ragusa, 1962), che resterà ospitata presso la sede milanese fino al 28 febbraio 2026. L’esposizione propone un’esplorazione del paesaggio costiero italiano realizzata con sguardo civile e sensibilità estetica, coniugando osservazione documentaristica e visione metafisica
Lontano dai luoghi comuni del turismo balneare, il fotografo concentra la sua attenzione sulle zone marginali e dimenticate delle spiagge italiane, restituendo immagini potenti di luoghi segnati dal passaggio umano, dall’abbandono e dai resti di un consumismo sfrenato. Adottando un punto di vista aereo e analitico, Ripa costruisce una mappa emozionale e di lettura critica del territorio, in cui ogni oggetto abbandonato diventa simbolo di un ecosistema fragile e specchio di una crisi ambientale e culturale che ci riguarda tutti.
Ph. Marco De Scalzi
“Con Politico di Giuseppe Ripa – commenta Antonella Massari, Segretario Generale AIPB – abbiamo scelto di dare spazio a un linguaggio visivo che unisce forza estetica e responsabilità etica. La fotografia, più di altre forme d’arte, ha la capacità di trasmettere messaggi immediati e di far riflettere su temi che toccano tutti noi: sostenibilità, inclusione, rapporto con l’ambiente e con la comunità. Per questo, come Associazione Italiana Private Banking, abbiamo ritenuto importante ospitare questa mostra nella nostra sede milanese. Infatti l’interesse verso la sostenibilità è sempre più diffuso tra la clientela Private ed è importante tenerne conto nella gestione professionale dei patrimoni. Siamo particolarmente grati a Valori Asset Management e Loconte & Partners, partner di questa iniziativa, per aver condiviso con noi l’obiettivo di promuovere cultura e consapevolezza su questi temi.
La scelta del titolo Politico, sia per la serie che per la mostra, richiama al significato originario della parola politico: la polis come spazio di vita comune e responsabilità condivisa. Senza alcuna retorica ideologica e adottando un’estetica essenziale, Ripa ha trasformato il degrado ambientale in un campo di riflessione e possibilità, e con i suoi scatti evoca un nuovo modo di abitare il mondo, basato sulla cura, il riuso e modelli di convivenza sostenibili.
“Giuseppe Ripa ci introduce nel suo anomalo gran tour costiero, un meticoloso osservatorio individuale per cogliere le formazioni pregeologiche del degrado comunitario”. – Dice Gianluca Marziani, curatore della mostra – “Il risultato del suo percorso colpisce per la molteplicità semantica dei codici visuali, come se ogni apparenza fosse il teatro installativo di una coscienza morale al bivio storico”.
Con un percorso immersivo e contemplativo che stimola la riflessione, Politico è un progetto che unisce poesia e denuncia, estetica e consapevolezza, invitando il pubblico a osservare con maggiore attenzione le aree più vulnerabili del nostro Paese. La fotografia diventa così non solo strumento di contemplazione, ma mezzo attivo per ripensare il rapporto tra individuo, ambiente e comunità.
© Giuseppe Ripa, Senza Titolo (Leviathan), 2015. Stampa inkjet, 70x105 cm, edizione di 5
“In questa serie del ciclo Seaside – dichiara Giuseppe Ripa – ho cercato di interrogare la nostra storia contemporanea, il senso della comunità e dello stare insieme. Per ridurre il rischio di cadere nella retorica, ho evocato alcuni dei temi dirimenti della nostra società con un approccio aperto e minimalista. La scelta di rappresentare materiali di scarto lungo le coste italiane e l’uso della metafora mirano a stimolare una riflessione critica sulla società e a suggerire nuove forme di comprensione e immaginazione. Il rapporto natura/cultura, al centro della mia indagine artistica, è spesso conflittuale per richiamare l’escalation di drammaticità dei nostri tempi, soprattutto nell’area del Mediterraneo. La spiaggia, con la sua marginalità geografica tra terra e mare, diventa il luogo simbolico per evocare caos, conflitto, cambiamento – dai fenomeni migratori al degrado ambientale – e ci induce a riflettere sul nostro agire e su ciò che lasciamo alle generazioni future.”
La poetica di Giuseppe Ripa si può riassumere in un viaggio visuale verso l’essenziale: un percorso che attraversa la fotografia per interrogare l’uomo, il tempo e il senso profondo dell’abitare il mondo.
Il suo stile si distingue per l’uso sapiente della luce, per la scelta di inquadrature essenziali e per una rarefazione formale che conferisce alle sue immagini un’aura di sospensione e mistero. In un tempo dominato dalla velocità e dalla sovraesposizione visiva, la fotografia di Ripa si presenta come un gesto controcorrente: un invito al raccoglimento, alla contemplazione, all’ascolto interiore.