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venerdì 7 giugno 2019
Wine Experience by Mondodelvino riceve il Premio Gavi LA BUONA ITALIA
Oggi a Villa Raggio, in occasione della quinta edizione del prestigioso Premio Gavi LA BUONA ITALIA che premia quelle realtà tra aziende, consorzi, persone, imprese, produttori che si impegnano tra Vino e Responsabilità Sociale, la Wine Experience by Mondodelvino è stata premiata per le innovative modalità di far vivere l’esperienza del Vino.
Priocca (CN) 7 giugno 2019 – A soli 15 giorni dall’inaugurazione di Wine Experience, spazio interattivo ed esperienziale studiato per guidare il consumatore alla scoperta del complesso e affascinante universo del vino, Mondodelvino SpA oggi porta a casa - nel cuore del Roero paesaggio vitivinicolo riconosciuto dall’Unesco “Patrimonio dell’Umanità” - il primo importante riconoscimento in occasione del Premio Gavi LA BUONA ITALIA. Il Consorzio Tutela del Gavi premia l’originalità del progetto Wine Experience, installazione multimediale unica in Italia che esplora il tema del vino attraverso i cinque sensi con una full immersion tra storia, territori, vitigni, tecniche produttive, profumi, sapori e abbinamenti.
Quest’anno il Premio Gavi LA BUONA ITALIA è dedicato allo Smart Wine, ovvero l’innovazione digitale in ambito vitivinicolo. In questo contesto una qualificata giuria ha premiato, assieme ad altre prestigiose realtà vinicole italiane, l’innovativa modalità con cui la Wine Experience fa vivere al suo pubblico l’esperienza del Vino. «Dopo il successo di pubblico ottenuto in seguito all’inaugurazione della Wine Experience avvenuta solo due settimane fa, il premio Gavi LA BUONA ITALIA è per Mondodelvino un riconoscimento agli sforzi fatti in questi anni per realizzare un progetto nato da una visione innovativa di fare cultura del vino» spiega Enrico Gobino marketing manager di Mondodelvino S.p.A. «Si tratta di un primo riconoscimento che ci motiva molto e che per noi rappresenta una conferma del valore di ciò che abbiamo creato per il pubblico amante del mondo del vino».
Wine Experience by Mondodelvino è stato realizzato in collaborazione con Disko, agenzia digitale specializzata in strategie di comunicazione e lo studio Capellino Architettura. Allestimenti multimediali e giochi interattivi accompagnano il visitatore in un itinerario didattico-conoscitivo-emozionale “calandolo” nella storia, nei territori, tra i vitigni e nel complesso e affascinante processo produttivo del vino. Una vera e propria degustazione multimediale dove il visitatore potrà vivere l’esperienza organolettica del naso e del palato arricchita da intense emozioni culturali. Un “percorso esperienziale” che si propone come meta privilegiata nei circuiti turistici del Roero, Langhe, Asti e Monferrato per accompagnare tutti, turisti e appassionati, italiani e stranieri, in un lungo e affascinante viaggio attraverso la cultura vitivinicola nel contesto di uno tra i paesaggi vitati più belli del mondo. La Wine Experience by Mondodelvino è aperta a tutti, dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:30 alle 19:30. A Priocca (CN) in Via Umberto I 115. Per info e prenotazioni +39 0173 248307 we@mondodelvino.com.
Mondodelvino Spa è la holding di un gruppo di cantine che si posiziona tra le prime 20 aziende vinicole d’Italia per vendite. Le cantine del gruppo si contraddistinguono per i vini di elevata qualità e pregio, per l’attenzione che dedicano ai territori e per gli stabilimenti all’avanguardia in termini di innovazione e sostenibiità. Fanno parte del Gruppo Mondodelvino SpA diverse cantine presenti sul territorio italiano: Piemonte, MGM Srl a Priocca con l’affinamento e la produzione di vini classici Piemontesi, Cuvage Srl ad Acqui Terme con la produzione di Bollicine Piemontesi, Sicilia Barone Montalto SpA, uno dei principali marchi di vini fini Siciliani e Romagna Poderi dal Nespoli Srl: Sangiovese di qualità e vini bianchi innovativi.
Vino e Millennial, una partita importante, tutta da giocare
A Pescara, nell’ambito dell’evento di
consegna dei premi Words of Wine 2019, promossi dal Consorzio di Tutela dei
Vini d’Abruzzo, un convegno fa il punto sull’approccio dei più giovani nei
confronti del vino, in tutte le sue espressioni. Codici linguistici, ruolo dei
social media e nuovi mercati internazionali delineano un mercato ancora pieno
di potenzialità inespresse.
Pescara,
4 giugno 2019 - L’industria vitivinicola alla conquista dei millennials. Una
sfida che parte oggi per protrarsi nel tempo e “accompagnare” le nuove
generazioni verso una conoscenza più approfondita e consapevole del prodotto
vino e della sua tradizione millenaria. Intorno a questo concetto è orbitato il
focus del convegno dal titolo “Il vino dei millennial, linguaggi, stereotipi e tendenze del vino
tra le giovani generazioni e l’importanza di bere responsabilmente” che il
Consorzio di Tutela dei Vini d’Abruzzo ha promosso nell’ambito della cerimonia
di consegna dei premi “Words of Wine 2019” che si è svolta presso il centro ex
Aurum di Pescara lo scorso 31 maggio.
Al
tavolo dei relatori un parterre di esperti e esponenti del mondo dei media e
del giornalismo, anche internazionale, guidati dal giornalista ed esperto
enogastronomico Paolo Massobrio, che hanno tratteggiato il contesto culturale,
sociale ed economico entro il quale i giovani formano i propri gusti
enogastronomici, i canali attraverso cui giungono loro le informazioni sul
mondo del vino e i linguaggi che vengono utilizzati, soprattutto per mezzo dei
canali moderni dei social media.
A Denis Pantini, responsabile del settore
agroalimentare del centro di ricerche Nomisma e fondatore di Wine Monitor, è
toccato il compito di evidenziare, attraverso i dati di una recente ricerca, il
calo dei consumi di vino in Italia riferito agli ultimi 10 anni e quali siano
le attuali abitudini di consumo. Per i giovani (18-38 anni), soprattutto, si
parla di preferenze che si rivolgono a vini biologici (60,1 %), di un consumo
concentrato nel weekend (64,1% per la fascia d’età tra i 18 e i 29 anni) e in
compagnia (84,1% per la stessa fascia d’età). Ai cosiddetti “young millennials”
piace sperimentare novità (54,7%) e bere vino del proprio territorio
(59,4%).
Confronto
fra Millenials (Young e Old) e altre generazioni. L’Abruzzo, la regione che
ospitava l’evento, è considerata inoltre dai giovani uno dei migliori territori
per la produzione di vino rosso.
Per
Ernesto Di Renzo, docente di
Antropologia dei patrimoni culturali e gastronomici e Antropologia del turismo
all’Università di Roma Tor Vergata e coordinatore didattico, presso lo stesso
ateneo, del master di I° livello in “Cultura alimentare e delle tradizioni
enogastronomiche”, è necessario creare consapevolezza nei più giovani riguardo
la cultura, i saperi, le expertise, e i valori del territorio che sono dietro
alla produzione di vino. Il vino rappresenta la parte “intellettuale” della
tavola, ricco di simboli che si ritrovano nella narrazione millenaria che lo
caratterizza. L’enologia può diventare un volano di dialogo tra i giovani e il
territorio. Vanno ovviamente utilizzati registri di comunicazione più easy e immediati.
Emily Saladino, caporedattore della testata statunitense VinePair, ha
evidenziato come la giovane cultura enogastronomica statunitense impedisca ai
giovani un avvicinamento “spontaneo” al vino, anche se negli ultimi anni questa
tendenza sta progressivamente evolvendo. Il target di lettori del sito
VinePair, consultato da oltre 20 milioni di utenti al mese, è composto per il
70% da “navigatori” tra i 21 e i 44 anni, una comunità di giovani, curiosi e
assettati di nuove esperienze, che reperiscono informazioni sul vino in Rete
(37%) più che attraverso il consiglio degli esperti. Un contingente, quello dei
millennial statunitensi, che produrrà un giro d’affari, legato
all’enogastronomia, pari ad oltre 600 miliardi di dollari nel 2020 (Fonte:
Financial Time). Un mercato dalle
incredibili potenzialità, che ha prodotto una vera e propria impennata dei vini
rosé, che occupano il 53% del mercato negli Stati Uniti.
Natalia Di Stefano, firma enogastronomica del Corriere della Sera, ha
evidenziato la necessità di far crescere delle figure che facciano da volano i
“divulgatori” vitivinicoli, sulla falsariga di quanto accade in campi come la
scienza e le nuove tecnologie, che spieghino più approfonditamente la
fisionomia e il valore speciale del vino, soprattutto a beneficio dei più
giovani.
Infine
per Simone Roveda, blogger e
influencer enogastronomico tra i più noti a livello nazionale e internazionale,
è necessario saper adeguare i linguaggi ai mezzi attraverso cui si diffondono
le informazioni sul vino, soprattutto quando si parla ai più giovani, assidui
utilizzatori e frequentatori dei principali canali social. Social e carta
stampata non possono utilizzare gli stessi codici linguistici, ma possono
convivere e alimentare vicendevolmente il desiderio di conoscenza che i
millennial esprimono nei confronti del prodotto “vino”.
Per
il presidente del Consorzio di Tutela dei Vin d’Abruzzo, promotore
dell’iniziativa “l’industria vitivinicola
nazionale, e anche quella abruzzese, non possono trascurare un fronte di
potenziali nuovi consumatori che hanno necessità di attingere conoscenza sulla
ricchezza culturale e produttiva del vino da fonti di informazioni qualificate
e affidabili, che non devono comunque disdegnare il canale dei nuovi media, a cui
i più giovani sono così legati. Occorre rimanere “connessi” con le nuove
generazioni, sapendo di interagire con un target che necessita di accortezze
linguistiche e di comunicazione specifiche e ben congegnate”
Al
termine del convegno sono stati assegnati i premi Words of Wine 2019 a Lucia Buffo della rubrica “Eat Parade”
del Tg2, Lara De Luna della testata
Repubblica Sapori e Ivan Masciovecchio,
della rivista Tesori d’Abruzzo.
UNIONBIRRAI: LA RIDUZIONE DELLE ACCISE SULLA BIRRA DIVENTA REALTÀ
Accolta
la richiesta dell’Associazione dei Piccoli Produttori indipendenti. Dal
1° luglio taglio del 40% sulle accise per i birrifici sotto i 10.000
ettolitri
Il Ministro Tria ha firmato il Decreto, previsto dalla Legge di Bilancio 2019, che riduce del 40% l'accisa gravante sulle birre prodotte dai microbirrifici con produzione annua inferiore ai 10.000 hl e sposta definitivamente l’accertamento di accisa dal momento della produzione del mosto al prodotto finito. Il provvedimento, che entrerà in vigore il 1 Luglio 2019,
era atteso dal 30 dicembre dello scorso anno, quando la Camera dei
Deputati aveva approvato definitivamente la manovra economica elaborata
dal governo Conte.
“Questa è una grande notizia per il nostro comparto – dichiara Vittorio Ferraris, direttore generale Unionbirrai, associazione che raggruppa quasi 300 piccoli birrifici indipendenti italiani – che ci ripaga del lavoro che abbiamo portato avanti con determinazione da molti anni sempre ed esclusivamente con lo scopo di tutelare e creare sviluppo per tutti i Piccoli Produttori Indipendenti di Birra in Italia.”
Nei giorni scorsi Unionbirrai aveva inviato una lettera al Ministro Tria, controfirmata da 200 birrifici aderenti, sollecitando la firma del decreto che era inizialmente previsto entro il 28 febbraio. L’Associazione ha anche partecipato ai lavori di stesura del testo, che si sono conclusi il 2 aprile dopo un confronto finale con l'Agenzia delle Dogane.
Unionbirrai da anni infatti lavora per sensibilizzare il mondo politico, è presente ai tavoli tecnici dei Ministeri coinvolti e opera attivamente nella divulgazione della cultura birraria. Il comparto della birra artigianale italiana è ora a fianco dei tanti piccoli produttori di birra europei che, da anni, vedono riconosciuto il proprio lavoro tramite agevolazioni specifiche sull'accisa. L’Italia infatti era uno dei pochi paesi dell’Unione Europea dove non esistevano normative a supporto dei birrifici di piccole dimensioni. Fin dal 1992 esiste una Direttiva Europea a favore di queste realtà, ma in Italia prima di oggi non era stato ancora approvato nulla in tal senso.
“Questa è una grande notizia per il nostro comparto – dichiara Vittorio Ferraris, direttore generale Unionbirrai, associazione che raggruppa quasi 300 piccoli birrifici indipendenti italiani – che ci ripaga del lavoro che abbiamo portato avanti con determinazione da molti anni sempre ed esclusivamente con lo scopo di tutelare e creare sviluppo per tutti i Piccoli Produttori Indipendenti di Birra in Italia.”
Nei giorni scorsi Unionbirrai aveva inviato una lettera al Ministro Tria, controfirmata da 200 birrifici aderenti, sollecitando la firma del decreto che era inizialmente previsto entro il 28 febbraio. L’Associazione ha anche partecipato ai lavori di stesura del testo, che si sono conclusi il 2 aprile dopo un confronto finale con l'Agenzia delle Dogane.
Unionbirrai da anni infatti lavora per sensibilizzare il mondo politico, è presente ai tavoli tecnici dei Ministeri coinvolti e opera attivamente nella divulgazione della cultura birraria. Il comparto della birra artigianale italiana è ora a fianco dei tanti piccoli produttori di birra europei che, da anni, vedono riconosciuto il proprio lavoro tramite agevolazioni specifiche sull'accisa. L’Italia infatti era uno dei pochi paesi dell’Unione Europea dove non esistevano normative a supporto dei birrifici di piccole dimensioni. Fin dal 1992 esiste una Direttiva Europea a favore di queste realtà, ma in Italia prima di oggi non era stato ancora approvato nulla in tal senso.
Unionbirrai
Unionbirrai (UB) è un'associazione nata nel 1999 per tutelare e promuovere i Piccoli Produttori Indipendenti di Birra nel nostro paese.
Dal 2005 organizza "Birra dell'Anno", il concorso che premia le migliori birre artigianali italiane. Sempre dallo stesso anno è anche Membro effettivo dell'EBCU - European Beer Consumers Union, dove oggi è anche componente del Comitato Direttivo.
Nel 2008 viene consolidata l'azione di tutela dei piccoli produttori , con l'accreditamento ufficiale presso l'Agenzia delle Dogane e i vari enti preposti al controllo della produzione di birra: da allora Unionbirrai partecipa attivamente ai tavoli tecnici necessari all'adeguamento normativo relativo alla produzione birraria nel nostro paese.
Oggi Unionbirrai conta 290 piccoli birrifici associati in tutto il paese.
giovedì 6 giugno 2019
Una via del vino tutta dedicata alla valorizzazione del grande patrimonio di vitigni autoctoni del Piemonte
L’associazione Go Wine promuove un nuovo evento in Alba per il giorno sabato 8 giugno.
Seguendo il format della Festa del Vino - che Go Wine organizza dal 2001 - si promuove a fine primavera una Festa del Vino tutta dedicata ai vitigni autoctoni del Piemonte.
L’evento è in programma nel centro storico sabato 8 giugno, nell’area di Piazza Risorgimento e via Cavour, con inizio delle degustazioni alle ore 17,30 e con termine alle 23.
Alle 17,30 è previsto un incontro inaugurale a cui parteciperanno: Carlo Bo (Sindaco di Alba); Massimo Corrado (Presidente Asssociazione Go Wine) e Vincenzo Gerbi (Università di Torino Corso di Laurea in Enologia).
Seguendo il format della Festa del Vino - che Go Wine organizza dal 2001 - si promuove a fine primavera una Festa del Vino tutta dedicata ai vitigni autoctoni del Piemonte.
L’evento è in programma nel centro storico sabato 8 giugno, nell’area di Piazza Risorgimento e via Cavour, con inizio delle degustazioni alle ore 17,30 e con termine alle 23.
Alle 17,30 è previsto un incontro inaugurale a cui parteciperanno: Carlo Bo (Sindaco di Alba); Massimo Corrado (Presidente Asssociazione Go Wine) e Vincenzo Gerbi (Università di Torino Corso di Laurea in Enologia).
I vitigni censiti e presenti in questa prima edizione saranno oltre 30.
Il panorama di vini sarà di conseguenza importante: di molti vitigni saranno presentate in degustazione più etichette.
I vitigni più rari, spesso legati al lavoro di ricerca e valorizzazione di una o due cantine, saranno radunati in banchi enoteca.
Il panorama di vini sarà di conseguenza importante: di molti vitigni saranno presentate in degustazione più etichette.
I vitigni più rari, spesso legati al lavoro di ricerca e valorizzazione di una o due cantine, saranno radunati in banchi enoteca.
Ecco dunque la mappa dei vitigni protagonisti di questo nuovo evento Go Wine (in ordine alfabetico):
Albarossa, Arneis, Avanà, Baratuciat, Barbera, Bian Ver, Brachetto, Bussanello, Cari, Caricalasino, Cortese, Croatina, Dolcetto, Erbaluce, Favorita, Freisa, Gamba di pernice, Grignolino, Malvasia, Malvasia di Schierano, Malvasia moscata, Moscato, Nascetta, Nebbiolo, Nebbiolo di Dronero, Neretto di san Giorgio, Pelaverga, Pelaverga piccolo, Quagliano, Rossese bianco, Ruchè, Timorasso, Uva rara, Uvalino, Vespolina.
Albarossa, Arneis, Avanà, Baratuciat, Barbera, Bian Ver, Brachetto, Bussanello, Cari, Caricalasino, Cortese, Croatina, Dolcetto, Erbaluce, Favorita, Freisa, Gamba di pernice, Grignolino, Malvasia, Malvasia di Schierano, Malvasia moscata, Moscato, Nascetta, Nebbiolo, Nebbiolo di Dronero, Neretto di san Giorgio, Pelaverga, Pelaverga piccolo, Quagliano, Rossese bianco, Ruchè, Timorasso, Uva rara, Uvalino, Vespolina.
ed inoltre...A fianco delle degustazioni saranno presenti alcuni espositori con la vendita di prodotti tipici del territorio:
- Antichi Sapori di Langa (prodotti al tartufo, torte di nocciola, nocciole)
- Damiani (formaggi d'alpeggio cuneesi)
- Mainero F.lli (cioccolato artigianale basin d'vila)
- Prunotto (salumi artigianali)
- Antichi Sapori di Langa (prodotti al tartufo, torte di nocciola, nocciole)
- Damiani (formaggi d'alpeggio cuneesi)
- Mainero F.lli (cioccolato artigianale basin d'vila)
- Prunotto (salumi artigianali)
Kasa dei Libri presenta la mostra “...DENTRO QUELLA MORDENTE NOSTALGIA...” Nel decennale di Alda Merini, in mostra ritratti della poetessa 13 - 20 giugno 2019
Inaugurazione 12 giugno ore 18
Kasa dei Libri
Largo De Benedetti, 4 Milano
A
Milano, Alda Merini c’era. Girava per il suo quartiere con la sigaretta
in bocca, immersa nel suo mondo di poesia. Così la ricordano i tanti
che hanno avuto modo di frequentarla, a casa sua, sui Navigli, o in
alcune delle sue tappe cittadine, da un editore o a un reading di
poesie.
Un
posto dove la si incontrava spesso, per esempio, era negli uffici di
Vanni Scheiwiller, seduta nell’anticamera a commentare la vita che
passava da qualche stanza. E a scrivere poesie, tante poesie, di quelle
che proprio Scheiwiller le aveva pubblicato per primo, negli anni ’50,
prima del manicomio.
Oppure la si trovava con Alberto Casiraghi, il mitico Pulcino di Osnago, che con lei aveva fatto libretti a centinaia, tutti allegri, come solo lui sa fare.
Oppure la si trovava con Alberto Casiraghi, il mitico Pulcino di Osnago, che con lei aveva fatto libretti a centinaia, tutti allegri, come solo lui sa fare.
K la frequentava poco all’epoca, troppo occupato in cose d’azienda; ma la sua amicizia con Scheiwiller (che è stato anche il suo primo editore) e Casiraghi fa sì che è come se l’avesse conosciuta da vicino anche lui.
E così, quando Simone Bandirali, gli ha proposto di omaggiarla nei dieci anni dalla morte, non ha avuto il minimo dubbio. Tanto più che l’idea era davvero particolare: portare a Milano una ventina di ritratti di Luciano Perolini, sconosciuto pittore cremasco che nel tempo l’ha ritratta tante volta senza conoscerla. Una dedizione così particolare da meritare sicuramente una mostra in autonomia.
E
quindi eccoci qua, a celebrare la poetessa più nota del nostro
Novecento riguardando le sue fattezze riprese con una precisione che
mette persino i brividi - dove gli sfondi monocromatici fanno da ideale
controcampo a una poesia che non ha mai smesso di accompagnarci.
Ma poi la vita di una donna di lettere si celebra a parole. E quindi, a coronamento della mostra, ecco due iniziative di parola:
il 14 giugno alle 13 con Alberto Casiraghi - editore di Pulcinoelefante
e “responsabile” dell’incontro tra la poetessa e Simone Bandirali - e
il 19 giugno alle 19 con l’attrice Irene Grazioli che reciterà alcuni
suoi versi.
Alberto
Casiraghi racconterà al pubblico la componente più umana e personale
della poetessa. Come Pulcinoelefante ha infatti pubblicato quasi 800
delle sue poesie; ma la loro amicizia non si esauriva davanti alla
macchina tipografica anzi, entrambi erano più a loro agio davanti a un
bel risotto fumante per chiacchierare in libertà.
Il 19 giugno invece Irene Grazioli leggerà una selezione di poesie. Chissà che ascoltando le sue parole e guardando i quadri esposti, il pubblico non riesca ad attenuare un po’ di quella mordente nostalgia che accompagna chi l’ha conosciuta da quando se n’è andata.
Il 19 giugno invece Irene Grazioli leggerà una selezione di poesie. Chissà che ascoltando le sue parole e guardando i quadri esposti, il pubblico non riesca ad attenuare un po’ di quella mordente nostalgia che accompagna chi l’ha conosciuta da quando se n’è andata.
Gli studenti dell'Università Politecnica Marche alla scoperta degli impianti della Renana
Martedì
4 giugno gli studenti del primo anno del corso di laurea in scienze
agrarie, ambientali e forestali del Politecnico delle Marche sono venuti
a visitare le strutture della Bonifica Renana di Argenta (FE),
utilizzate per lo scolo delle acque in eccesso, che nell'ultimo mese
hanno lavorato a pieno ritmo.
Accompagnati
dai docenti Gilmo Vianello e Giuseppe Corti, gli universitari hanno
avuto l'opportunità di conoscere meglio il sistema idraulico del nostro
territorio e di visitare il principale impianto di sollevamento idrovoro
attivo nel bacino del fiume Reno, cioè quello di Saiarino di Argenta,
in grado di sollevare 66 metri cubi d'acqua al secondo!
Dopo
una breve illustrazione delle attività del Consorzio, i ragazzi hanno
effettuato la visita guidata delle strutture; la giornata si è conclusa
con un momento "pratico": un'esercitazione in campo di pedologia
applicata, con apertura ed illustrazione di un profilo classico di suolo
torboso, tipico delle valli padane. All'esperienza hanno partecipato
anche i professori David Weindorf, Autumn Acree, e Haiden docenti
statunitensi,ospiti del Politecnico.
Il
rapporto di scambio e confronto con l'Università ed il mondo della
ricerca vedrà il prossimo appuntamento a fine giugno, quando il ruolo
della Renana sarà presentato al convegno FOREST & SOIL: biodiversityconservationresources,
promosso da Accademia Nazionale di Agricoltura e Università di Bologna,
in collaborazione con le principali realtà scientifiche italiane in
tema di studio e conservazione dei suoli.
|
RAFFAELE LIBRANDI RIELETTO PRESIDENTE DEL CONSORZIO PER LA TUTELA E LA VALORIZZAZIONE DEI VINI D.O.C. CIRÒ E MELISSA
Dopo
tre anni di mandato Librandi, titolare dell’omonima azienda, viene
riconfermato alla guida del Consorzio del territorio più rappresentativo
della viticoltura regionale calabrese
Raffaele Librandi è stato riconfermato
Presidente del Consorzio di tutela e valorizzazione del vino Doc Cirò e Melissa,
la più importante e conosciuta area vitivinicola calabrese. Tre anni
sono passati dal maggio 2016, data del suo primo insediamento, che ha
segnato una cesura, un vero e
proprio cambio di passo e l’apertura di una nuova fase che ha coinvolto
gran parte delle aziende della zona.
“Ringrazio tutti coloro che hanno rinnovato la loro fiducia nei miei confronti
– dice il Presidente Raffaele Librandi –
Questi ultimi tre anni sono stati importanti, densi e sfidanti. Insieme alle tante aziende del territorio abbiamo cercato con
entusiasmo,
professionalità e passione di proporre un nuovo modo di fare sistema
realizzando
un vero e proprio svecchiamento dell’immagine e della comunicazione del
nostro territorio. Da qualche mese è iniziato l’iter che ci auspichiamo
farà diventare presto il Cirò una Docg e il 2019 sembra essere l’anno
giusto, quello che celebra, tra l’altro, i
cinquant’anni della Doc. L’obiettivo che ci poniamo resta quello di
dare più appeal ai nostri vini sui mercati, aumentarne l’immagine ed il
livello dei prezzi. Condizioni essenziali per risolvere il vero problema
della viticoltura locale che è il prezzo dell’uva
ancora poco remunerativo per i viticoltori. Continueremo quindi con
convinzione il lavoro che il Consorzio sta portando avanti per
valorizzare il ricco patrimonio che caratterizza il nostro territorio
anche attraverso attività di incoming al fine di far conoscere
da vicino e comunicare al meglio il valore ma anche le potenzialità della nostra area.”.
Vicepresidente del Consorzio è stato eletto
Cataldo Calabretta, giovane viticoltore e titolare dell’omonima
azienda nata nel 2008. Calabretta è tornato a Cirò dopo gli studi di
enologia a Milano e diverse esperienze lavorative in giro per l’Italia.
Oggi,
la Doc Cirò rappresenta Circa l’80% del vino doc calabrese. Il
potenziale produttivo del distretto, che conta 530 ettari (nei quattro
Comuni di Cirò, Cirò Marina, Melissa e Crucoli), con
300 viticoltori e 60 cantine, è di oltre 3 milioni di bottiglie (3,1
quelle certificate nel 2018). La filiera della Doc Cirò e Melissa è
composta
prevalentemente
da piccole e medie aziende e il prodotto che genera è assorbito per il
65% dei volumi dall’Italia e all’estero la penetrazione commerciale è
concentrata sui mercati più maturi.
I membri del Consiglio direttivo che resterà in carica per tre anni fino al 2022 sono:
Viticoltori
Paolo Librandi
Giuseppe Sicilia
Salvatore Caparra junior
Domenico Spataro
Vinificatori
Vincenzo Ippolito
Armando Susanna
Carlo Siciliani
Massimiliano Capoano
Imbottigliatori
Raffaele Librandi
Cataldo Calabretta
Salvatore Caparra senior
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