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venerdì 2 marzo 2018

Milano,Vetrina del Gusto : le ferrovie dimenticate




Borghi d’Europa ,in occasione dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018,
mette in campo diverse ‘Azioni’ che toccheranno oltre 20 borghi e territori italiani ed
europei, al fine di ‘informare chi informa’.
Ogni borgo e territorio verrà letto e proposto secondo le ‘chiavi’ culturali dei Percorsi
Internazionali che Borghi d’Europa propone ( sono ben dieci : I Percorsi della Fede,
La Montagna dell’Informazione,Abitare per Vivere, le Vie della Birra,le Vie del Caffè,
le Vie d’Acqua, Le Vie dei Norcini, I Borghi della Storia, Le ferrovie (non) dimenticate,
I Mulini del Gusto e le Vie del Pane).
La speciale unità di informazione nazionale, promuove, in particolare, l’iniziativa Milano,Vetrina del Gusto, per confrontare e ‘raccontare’ le diverse esperienze territoriali.
La prima azione riguarda il tema delle ferrovie dimenticate (il 4 marzo viene proposta infatti da
Co.Mo.Do -Cooperazione per la Mobilità dolce, la Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate).
Borghi d’Europa partecipa da molti anni a questa iniziativa, alla quale viene dedicata una
intera puntata della trasmissione multimediale L’Italia del Gusto (Sky,La 9 Italia, web), con una intervista a Gunnar, nume tutelare della Osteria della Stazione,l’Originale (vicino alla Stazione Centrale) e uno spazio (La Bottega dei Ricordi), dedicato all’antica trattoria pizzeria Le Passere di via Padova.Seguiranno poi le visite gustose nei pressi della Stazione di Porta Genova, per il progetto
I Borghi del Gusto lungo le strade ferrate.
I temi de ‘2018 Anno Europeo del Patrimonio Culturale’, ci porteranno al Padiglione Ferroviario
del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia.

Il Parco Gran Paradiso scende in città

Si terrà il 22 marzo alle ore 18 al Circolo dei lettori di Torino un incontro con il responsabile del Servizio Biodiversità e ricerca scientifica e l’Ispettore del Corpo di Sorveglianza del Parco, che culminerà con una cena a base di prodotti locali a Marchio di Qualità.


Un’occasione unica per conoscere l’area protetta più antica d’Italia e per incontrare chi la vive ogni giorno: il 22 marzo il Parco Nazionale Gran Paradiso si sposta per un giorno al Circolo dei lettori di Torino per far conoscere le sue bellezze e il suo ricchissimo patrimonio naturale, culturale ed enogastronomico.
Una serata che vuole essere una sorta di viaggio nell'area protetta da conoscere attraverso i suoi protagonisti e le sue storie: la fauna selvatica che popola le montagne, i ricercatori che ogni giorno curano e monitorano la fauna, i guardaparco che, con il loro lavoro di tutela, proteggono la biodiversità, ed i produttori locali che raccontano una terra e le sue tradizioni attraverso sapori antichi.

La serata comincerà alle ore 18, con una conferenza a cui prenderanno parte il nuovo Direttore del Parco, Antonio Mingozzi, il Responsabile della Biodiversità e Ricerca scientifica Bruno Bassano, l’Ispettore del Corpo di Sorveglianza Stefano Cerise e il nuovo direttore di Turismo Torino e Provincia Daniela Broglio; a far da moderatore il giornalista Rai Maurizio Menicucci.
Durante l’incontro verranno raccontati i quasi 100 anni del Parco, dalla riserva reale di caccia all’inserimento nella Green list del Parchi mondiali, ma soprattutto gli ambienti naturali del Parco e gli animali che lo abitano, in primis lo stambecco, animale simbolo del Parco, ma anche marmotte, volpi, lupi e il gipeto. Attraverso parole e immagini verrà spiegato l’importante ruolo del Parco nella conservazione e nella tutela degli habitat e della biodiversità, reso possibile grazie al corpo di sorveglianza, i mitici guardaparco, che, ogni giorno si impegnano nel supporto alla ricerca scientifica, nella lotta al bracconaggio, nel soccorso e nelle attività educative: un lavoro faticoso, ma appassionante, fatto di salite ai casotti, di servizi alba-tramonto e di emozionanti incontri ravvicinati con gli abitanti a quattro zampe dell’area protetta.
Ma il Parco più antico d’Italia verrà raccontato anche attraverso i suoi sapori tipici e i suoi prodotti a Marchio di Qualità, frutto del lavoro sapiente dei produttori locali che hanno scelto di aderire al rigido protocollo che garantisce ai consumatori la qualità delle lavorazioni, la provenienza dai territori del Parco e un’accoglienza all’insegna del rispetto per l’ambiente, della cortesia e delle tradizioni locali.
La conferenza si concluderà con un brindisi con un Blanc de Morgex e una piccola degustazione di prodotti tipici, in particolare salampatata e fontina, per celebrare l’accordo di collaborazione fra il Parco e il CAI nazionale finalizzato allo sviluppo e alla diffusione degli sport outdoor nel rispetto della natura.
Durante la degustazione il coro Artemusica di Rivarolo Canavese che intratterrà i partecipanti con alcuni canti della tradizione popolare.

Alle ore 20.30, al termine della degustazione, i partecipanti si sposteranno nelle sale dove verrà servita la cena a base di prodotti a Marchio di Qualità, cucinata dagli chef della Locanda Centrale di Ronco Canavese e dell’hotel Boule de Neige di Rhêmes-Notre-Dame: alla cena, dal costo di 35€ vini compresi, si potrà accedere su prenotazione.

Il menù sarà un viaggio attraverso gli autentici sapori del Parco, un modo alternativo e piacevole per conoscerne la storia e le tradizioni che si tramandano di padre in figlio da generazioni: dai rinomati salumi e formaggi locali al misconosciuto frit gris valsoanino, dai golosi vol au vent di polenta con cuore di fonduta e olio di noci alla Zuppa del Gran Paradiso, dalle tagliatelle alla canapa con toma, fagottino di coniglio cavolo e salam patata, tipico del Canavese, per concludere in dolcezza con una Charlotte Gran Paradiso e la mandulà, un caffe con mandorle e Baci di Rhemes con segale.

L’evento, a cura del Parco Nazionale Gran Paradiso in collaborazione con il Circolo dei Lettori e Turismo Torino e Provincia, è aperto gratuitamente al pubblico fino ad esaurimento posti.
Per partecipare alla cena è invece necessaria la prenotazione: scrivere a info@turismoincanavese.it o telefonare al numero 347 8887826 entro giovedì 15/03.
Il costo della cena è di 35€.

giovedì 1 marzo 2018

Domenica 4 marzo Danza Flux in "Redemption Suite" al Teatro Nuovo di Salerno




Penultimo appuntamento della rassegna ATELIERspazioperformativo, che ha la direzione artistica di Artestudio e Teatro Grimaldello,  concept e coordinamento a cura di Loredana Mutalipassi. Domenica 4 marzo andrà in scena al Teatro Nuovo di Salerno, alle ore 19, la Compagnia Danza Flux in "Redemption Suite", coreografia di Fabrizio Varriale/Danza Flux; assistente alla coreografia, Chiara Alborino; musiche dal vivo di Elio De Nicolo/chitarra elettrica, chitarra acustica, cajon. DJ set/tappeto sonoro dal vivo di Arturo Minutillo. Danzano: Alessandro Amoroso, Maria Anzivino, Rossella Iavarone, Arturo Minutillo e Rosita Russo. Produzione di Artgarage. "Redemption Suite" è un lavoro coreografico e teatrale, un'opera consecutiva di alcuni brevi plots e finestre aperte sulla condizione del tempo, dei sentimenti, dei ricordi, del vivere e del vissuto, all'interno di quadri e stanze dove si svolgono avvenimenti mossi da relazioni necessarie, visioni ed evocazioni di alcune circostanze e temi universali. Storie umane, di rivelazioni, passioni, dolori ed identità, sentimenti e forme d'espressione per la salvezza dell'essere.
Info e prenotazioni:
Teatro Nuovo: 089 220886
Artestudio: 089 230899 – 347 4016291
Teatro Grimaldello: 331 8029416
pagina fb Atelier

La Cucina del Senza® conquista Venezia Nascono I Produttori e Le Cantine del Senza

Chiude con successo la decima edizione di  Gusto in Scena 25-26 febbraio 2018. Tra le novità annunciate da Marcello Coronini durante l’inaugurazione l’uscita imminente del secondo libro “La Cucina del Senza con 80 ingredienti salvavita” inseriti nelle 70 ricette studiate da Lucia e Marcello Coronini che fa parte del percorso evolutivo de La Cucina del Senza.

Gusto in Scena conferma la sua caratteristica di base che lo rende un evento unico e diverso: la qualità dei visitatori. L’ideatore e curatore Marcello Coronini nel secondo giorno di lunedì ha parlato con diversi produttori per sentire il loro parere, soprattutto di quelli presenti per la prima volta. La risposta è stata uninanime: tutti senza sapere degli altri, hanno evidenziato la nostra caratteristica da sempre, cioè l’elevata qualità del visitatore. Nei due giorni hanno visitato Gusto in Scena 3.300 visitatori, 80% professionisti del settore.

Due giorni di degustazioni con una selezione di prodotti gastronomici e di cantine straordinaria a I Magnifici Vini e Seduzioni di Gola; 15 masterclass che hanno suscitato entusiasmo al Congresso per la ricchezza dei contenuti e per gli sviluppi futuri de La Cucina del Senza sui quali Marcello Coronini si è confrontato costantemente con il pubblico presente.

Una sala congressi con più di 200 persone ha accolto Marcello Coronini, che ha evidenziato due fatti importanti. «Per la decima edizione di Gusto in Scena, il vino insieme al prodotto gastronomico entrano come protagonisti al Congresso di Alta Cucina. Per fare un piatto del Senza serve un prodotto di grande qualità e un buon vino da abbinare. -  Dichiara Coronini. - I produttori selezionati assieme a Lucia, sono quindi “Produttori del Senza”, non perché senza qualcosa, ma per la scelta di eliminare dai processi produttivi tutti gli interventi che non sono positivi per la salute. Sono quindi parte di un nuovo concetto: qualità=gusto=salute.»

Presente all’inaugurazione l’assessore alle politiche sociali e giovani e delle infrastrutture Simone Venturini, che ha confermato l’entusiasmo e l’appoggio del comune di Venezia per Gusto in Scena e per La Cucina del Senza, nata nel 2011 e presentata a Venezia nel 2014. Parlando de La Cucina del Senza, Venturini ha affermato con sorriso sul palco, “l’importante è che non sia Senza Venezia”.

Sala pienissima e molti in piedi per Riccardo Cotarella, un grandissimo dell’enologia, che ha ricevuto da parte di AEPE il premio Leone d’Oro alla carriera con la seguente motivazione: “Ha saputo portare nel mondo il vino italiano creando un’immagine nuova e una credibilità qualitativa”. La targa è stata consegnata dal Vice Presidente Paolo Friselle e dal direttore Ernesto Pancin.
Marcello Coronini ha intervistato Riccardo Cotarella che è stato quindi il primo relatore del Congresso. Si è parlato dei momenti salienti che hanno contribuito al suo successo ed è stato chiamato sul palco anche Bruno Vespa presente come produttore di vini, la cui realizzazione è a cura di Riccardo Cotarella.


“La Cucina del Senza incontra il mondo delle spezie” è stato il tema del Congresso di Alta Cucina di Gusto in Scena 2018: si  è parlato di come le spezie arricchiscono il gusto dei piatti e dei vari utilizzi in cucina, una variante che dimostra la duttilità de la Cucina del Senza, una dieta non dieta adatta a qualsiasi regime alimentare. Durante i suoi interventi Marcello Coronini ha evidenziato aspetti molto particolari e novità in divenire su La Cucina del Senza. Si è automaticamente creato un confronto con i presenti, passando da aspetti storici alle ragioni per cui si utilizzano con facilità sale, grassi e zucchero, per arrivare all’importanza di questa straordinaria cucina per la nostra salute.

Un grande afflusso ha vivacizzato i due saloni de I Magnifici Vini e Seduzioni di Gola dove era presente una selezione di prodotti straordinari che hanno suscitato un grande interesse in tutti i visitatori, soprattutto nei professionisti, che si sono complimentati per la possibilità di conoscere nuovi prodotti di eccezionale qualità.

CASA SANREMO: Stefano Serra e il suo Dream Massage conquistano ancora la città dei fiori




Sanremo ormai si è concluso ed è tempo di bilanci per il team dell’area DREAM, lo spazio creato come una vera e propria SPA a cinque stelle pensata per gli ospiti della Casa, interamente dedicata alla cura del benessere del corpo e dell’anima, guidata dalla professionalità del maestro Stefano Serra, ideatore del Dream Massage (da qui la scelta del nome).
Stefano Serra, direttore dell’area per il terzo anno consecutivo, ha concentrato in questo spazio (dopo 8 lunghi mesi di lavoro) il meglio del benessere nazionale e internazionale, ed ora al termine di questo lungo percorso e in seguito al gradito e caloroso riscontro avuto nella settimana sanremese è pronto per fare il punto di questa esperienza e per mirare già ai prossimi traguardi, poiché dopo il grande successo di Casa Sanremo Stefano Serra ha firmato in esclusiva per la realizzazione dei suoi corsi di Dream Massage per una delle scuole di alta formazione più importanti d’Italia: la DIABASI scuola professionale di massaggio.
 
“Vorrei iniziare ringraziando gli innamorati del DREAM. Ho sempre pensato che l’amore e il dolore erano difficili da esprimere e descrivere, da oggi penso lo stesso anche di Casa Sanremo. Emozioni tante, amore infinito, battiti del cuore al ritmo di una magica orchestra. Grazie in primis al Presidente Vincenzo Russolillo che ancora una volta ha creduto nei sogni e nel DREAM, il nostro DREAM, e alla splendida Dottoressa Daniela Serra, di Exit Communication, per il suo prezioso coordinamento, e il suo supporto morale e professionale. E mentre il sipario del Ariston si chiudeva lentamente, il mio cuore si apriva per ringraziare tutte le persone che con impegno e sacrificio hanno lavorato per la buona riuscita di questa edizione: il nostro partner ufficiale che ha reso l’ Aerea Dream elegante, sobria, raffinata, unica come non mai DECO deking di Paolo Damiani e soci, Divise Divise di Ornella Varriale e Nicola Bello, Weelness Mora, che con i suoi arredi benessere ha contribuito al benessere di tutti i vip e i big che hanno frequentato l’area DREAM. Grazie a Emozioni olfattive di Veronica Serafin che con le loro essenze profumate hanno inebriato i nostri ospiti, a Masterness con Duilio la Tegola, e i suoi meravigliosi soci Davide e Sario, che con il loro libro dalle qualità terapeutiche hanno trasformato i sogni in realtà. Un grazie veramente speciale e di cuore a Mario e Chicca Pagliari i quali ancora una volta hanno donato un soggiorno a tutti i vip, in un albergo UNICO al mondo, l’Hotel San Francesco al Monte di Napoli. Grazie a Sanremo Fiorita, che con le sue piante e i suoi fiori hanno dato un tocco in più di classe ed eleganza. Grazie all’Antica Essenza capitanata da Rosa Frezza, lontana ma presente con il cuore e con la sua meravigliosa energia. Ancora grazie ad Equilibra, con i suoi prodotti e i suoi oli, con la Dottoressa Maria Zuccarelli e Patrizia Bergese. E poi Grazie al mio compagno di viaggio al quale devo tanto per la sua eleganza e professionalità di questi tre anni meravigliosi, Gian Arnaldi la vera anima dell’area DREAM, .
Un Grazie con tutto il mio cuore a chi ha inaugurato la nostra area, con la sua anima, la sua bellezza, la sua eleganza la divina Veronica Maya. Grazie al mitico astrologo Riccardo Sorrentino che con le sue previsioni astrali ci ha guidato nelle stelle e tra le stelle. Grazie al architetto Pietro de Martino per la sua professionalità e pazienza negli allestimenti e al mitico Fofò Ferriere. la sua ristorazione la sua eccellenza gastronomica, ma più di ogni altra cosa la sua disponibilità e il suo cuore, rendono tutto molto DREAM. Il mio grazie e il mio abbraccio forte va a i miei meravigliosi dreammini e dreammine Francesco Lo Verme, Ernesto Vescio, Maria Barazzini, Angela Bolzan, Sara Floreani, Laura Stefanutti, Luana Bottó, Daniela Cerino, Maya EL Amrani,... loro sono stati la mia forza il mio orgoglio, hanno rappresentato il DREAM massage, ...e come dimenticarsi del grande fotografo Luca Branchetti l’unico fotografo al mondo ad immortalare i sogni. Grazie ai reporter, ad Alfonso Barbara, e Rocco, Grazie veramente a tutti, in particolare a quelli che ho dimenticato, e a quelli che mi hanno deluso
Con orgoglio e con amore infinito vi dico arrivederci a Casa Sanremo 2019…sempre e solo DREAM.
GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE a tutti dal vostro umile operaio dell’anima, il vostro Capitano.
 
 

Da venerdì 2 a domenica 4 marzo 2018 Galleria Campari partecipa a Museocity. Tre giorni di aperture straordinarie e visite guidate gratuite.




Da venerdì 2 a domenica 4 marzo torna Museocity, iniziativa nata nel 2017 e promossa dal Comune di Milano e dall’Associazione Museocity. In un fine settimana dedicato all’arte, il capoluogo lombardo si trasforma in un grande museo diffuso grazie a un calendario ricco di appuntamenti che coinvolge le più interessanti realtà culturali del territorio.
 
Dopo il successo registrato nella scorsa edizione, Galleria Campari proporrà tre giorni di aperture straordinarie e visite guidate gratuite, alle ore 10.00, 11.30, 14.00, 15.30 e 17.00 in compagnia degli esperti della tradizione artistica del brand.
I visitatori avranno la possibilità di scoprire l’unicità dell’Archivio storico Campari, vero giacimento culturale trasversale, che raccoglie oltre 3.000 opere su carta, affiche originali della Belle Époque, manifesti e grafiche pubblicitarie dagli anni ‘20 agli anni ’90 firmate da grandi artisti quali Leonetto Cappiello, Fortunato Depero, Bruno Munari, caroselli e spot di noti registi e oggetti realizzati da affermati designer.
 
Il percorso espositivo sarà arricchito da un focus sull’opera Il bacio, dell’artista triestino Marcello Dudovich. Il disegno preparatorio e il manifesto originale del 1901 saranno eccezionalmente esposti in occasione di Museocity per un approfondimento sul processo creativo di uno dei maestri della cartellonistica europea.
 
Attraverso l’adesione a Museocity, Campari riafferma il proprio legame con il mondo dell’arte e con la città di Milano, confermando ancora una volta quello spirito all’avanguardia che da oltre 150 anni ha reso il marchio uno dei simboli del capoluogo lombardo.
 
Orari di apertura di Galleria Campari in occasione di Museocity
venerdì 2, sabato 3, domenica 4
Visite guidate: ore 10.00, 11.30, 14.00, 15.30 e 17.00; 
Ingresso gratuito su prenotazione all’indirizzo galleria@campari.com
 
 
 
Galleria Campari

La Galleria Campari, aperta nel 2010 in occasione dei 150 anni di vita dell’azienda, è un museo aziendale di nuovissima concezione: uno spazio dinamico, interattivo e multimediale, interamente dedicato al rapporto tra il marchio Campari e la sua comunicazione attraverso l’arte e il design.
Il progetto nasce nell’ambito della riscrittura architettonica e funzionale dello storico stabilimento di Sesto San Giovanni, fondato da Davide Campari nel 1904. Tra il 2007 e il 2009 il complesso è stato interamente trasformato, con un progetto dell’architetto Mario Botta, per la realizzazione dei nuovi Headquarters del Gruppo Campari e del museo aziendale.
La Galleria Campari deve la propria forza all’unicità e alla ricchezza dell’Archivio storico, vero e proprio giacimento culturale trasversale, che raccoglie oltre 3.000 opere su carta, soprattutto affiche originali della Belle Époque, ma anche manifesti e grafiche pubblicitarie dagli anni ‘30 agli anni ‘90, firmate da importanti artisti come Marcello Dudovich, Leonetto Cappiello, Fortunato Depero, Franz Marangolo, Guido Crepax e Ugo Nespolo; caroselli e spot di noti registi come Federico Fellini e Singh Tarsem; oggetti firmati da affermati designer come Matteo Thun, Dodo Arslan, Markus Benesch e Matteo Ragni.
Quella di Campari è una storia fatta di brillanti intuizioni, di campagne pubblicitarie raffinate, di una strategia comunicativa all’avanguardia che ha vestito il prodotto di arte e design e ha saputo associarlo alla cultura e alla creatività italiane: la visita alla Galleria Campari è una totale immersione sensoriale nei principi di vitalità e proiezione verso il futuro che da sempre hanno caratterizzato il marchio. Le opere sono esposte sia in originale sia in versione multimediale, rielaborate da giovani Interaction Designer (Cogitanz) utilizzando modalità digitali quali un video-wall con 15 schermi dedicati ai caroselli dagli anni ‘50 agli anni ‘70, 8 proiettori in alta definizione che proiettano su una parete di 32 metri manifesti d’epoca animati, video dedicati ad artisti, immagini tratte dai calendari Campari e spot pubblicitari dagli anni ‘80 a oggi. Infine un tavolo interattivo con 12 schermi touch screen consente di fruire gran parte del vasto patrimonio artistico dell’azienda.
La Galleria offre servizi di prestito a musei ed esposizioni; di consulenza storico-critica a sostegno dei progetti curatoriali che includano materiale della collezione Campari; di visite guidate per privati, studenti ed esperti del settore.
Galleria Campari è uno spazio suggestivo ma anche un centro di ricerca e produzione culturale, che riassume in sé molto di ciò che ha fatto grande Milano e il nostro Paese: l’arte, il design e la capacità di fare impresa, dove l’innovazione poggia sulle solide basi offerte dalla tradizione.
 
Galleria Campari
HQs Gruppo Campari
Sesto S. Giovanni (MI), Viale Antonio Gramsci 161,
T. 02 62251
 
 
Orari visite gratuite e su prenotazione:
tel. +39 02 62251
 
Dal martedì al venerdì
Mattino: visite per gruppi (minimo 15 persone) su prenotazione. Ore 10.00 e 11.30
Pomeriggio: visite su prenotazione. Ore 14.00, 15.30 e 17.00
 
Ogni secondo sabato del mese
Visite su prenotazione: ore 10.00, 11.30, 14.00, 15.30 e 17.00
 
Art & Mixology, programma di visite guidate con experience di degustazione finale:
6 marzo; 10 aprile; 8 maggio; 5 giugno; 3 luglio; 11 settembre; 2 ottobre; 6 novembre; 4 dicembre
Ore 20.00
Su prenotazione e a pagamento (25€ a persona). Fino esaurimento posti.
Per un pubblico maggiorenne.
 

Tre generazioni unite per produrre l' olio dell'Elfo (Valtellina)

E’ stata Anna Bertola della Trattoria Altavilla di Bianzone, in Valtellina, a suggerirci il nome della
azienda agricola Folini di Ardenno,’autrice’ dell’Olio dell’Elfo.
Renato Ciaponi, agronomo e giornalista, autore del blog ilgustodelgusto.it sulla enogastronomia
valtellinese, ha dedicato all’Olio dell’Elfo e alla famiglia Folini un bellissimo servizio.
La 'citazione' avviene a pochi giorni dall'incontro di Oleum Olivaru 2018 a Crasizza (Buje-Croazia),
ove verrà lanciata una campagna europea d'informazione sull'olio extravergine di oliva.

Tre generazioni unite per produrre l' olio dell'Elfo

Si chiama olio dell'Elfo e nasce dalla prima piantagione di ulivi messi a dimora in bassa valle nel 1999. L'etichetta verde, con un piccolo elfo che tiene in mano un rametto di olive dice "colline degli Elfi dal 1999 - olio extra vergine di oliva - Azienda agricola Folini – Ardenno.
Ma assolutamente nessun riferimento alla mitologia nordica, e nemmeno al simbolo dell'aria, del fuoco e della terra. Semplicemente le iniziali di Elisa Folini, giovane figlia di Giuseppe e nipote di Cesare nata nel 1999. La terza generazione di una famiglia che ha creduto nell'innovazione e che alla fine degli anni 2000 ha sostituito le viti di un terrazzamento con una piantagione di ulivi.
Tre pertiche di terreno, sedici gradoni, calpestati per anni dall'anziano Cesare che ha sempre avuto una grande passione per la sua vigna ma che purtroppo l'età avanzata ha richiesto un radicale cambiamento.
"Una sfida che ho voluto tentare perché ero stanco della vigna, anche se sinceramente mi è dispiaciuto cambiare." Mi racconta Cesare "Ero affezionato, ma la vigna costa troppa fatica, poi è soggetta a diverse malattie, gli ulivi sono più resistenti, richiedono meno attenzione, così ho deciso.
Era il 1998, grazie ad un contributo della Comunità Montana ho iniziato a estirpare le viti e a sostituirle con ulivi. Ho iniziato con 70 piante che venivano da Pistoia, poi altre 70 fino ad arrivare a 140 alberi da frutto che dovrebbero fruttare in piena produzione 3 tonnellate di olive a raccolto. Inizialmente volevo metter piccoli frutti, ma poi l'ulivo mi ha'affascinato. Mi dicevano tutti, che ero un po' matto ma io son andato avanti, scontrandomi anche con le gelosie dei produttori del lago cui avevo chiesto informazioni per iniziare.
Devo ringraziare l'amico Fulvio Briotti di Chiuro che possiede due uliveti in Toscana che mi ha consigliato e aiutato. Ricordo ancora il primo olio prodotto, erano tre litri, che non posso neanche dire che derivasse dalle mie olive.
La quantità di olive era così limitata che nel frantoio di Lenno sono state miscelate con altre olive della zona del lago. Per avere il mio olio ho dovuto aspettare altri anni, quando ho avuto una produzione più alta, circa due quintali."
Poi mi mostra con orgoglio una fotocopia di un articolo di un vecchio numero di " Centro Valle" che parla di lui, che racconta la sua storia.
"SPUNTA IL PRIMO ULIVETO IN VALLE, ... chissà mai che fra qualche anno, fra le bresaole, i vini, i formaggi, le mele di Valtellina non compaia anche sul mercato l'olio di oliva e chissà che come quello per esempio prodotto sulle rive del lago non riesca ad entrare nel paradiso dei prodotti doc. Nessuno l'avrebbe mai detto ma anche in Valtellina è possibile coltivare ulivi e avere ottimi frutti...
Toglie dalla cartelletta di plastica un'altra fotocopia. " E'NATO IL PRIMO OLIO VALTELLINESE .... Quest'anno e nato il primo olio di oliva interamente nostrano prodotto sui nostri terrazzamenti che per anni hanno accolto vigneti. Il raccolto è stato eccezionali, 178 kg per produrre 25 kg di ottimo olio spremuto presso il frantoio di Lenno in provincia d Como ... Mette con cura in una cartelletta di plastica le due fotocopie e continua a raccontarmi della sua piantagione "... ma ormai sono vecchio, non riesco neppure ad andare a trovare le mie piante, tutto è passato nelle mani di mio figlio Giuseppe e di mia nipote Elisa."
Giuseppe ha ascoltato in silenzio la nostra conversazione, senza mai interrompere, rispettando e condividendo le parole del padre, poi m'invita a fare una passeggiata tra gli ulivi. E lì in mezzo al verde delle piante dove i piccoli boccioli floreali incominciano ad aprirsi, mi mostra le creature del nonno, passate sotto le sue attente cure. Ormai sono passati quasi vent'anni, la produzione è aumentata, non sono più i 178 chilogrammi, il raccolto 2016 è stato di 12 quintali con una produzione di circa 120 litri di olio.
" Ho dovuto, eliminare diverse piante, erano state messe troppo strette e delle 140 iniziali sono arrivato a 110, dovrei toglierne ancora, ma mi dispiace, mi piange il cuore dover tagliare altre pianta". Poi mi mostra il sistema di potatura adottato che tende a privilegiare la parte esterna della pianta, liberando la parte più interna in modo da portare la fruttificazione nelle zone più esposte al sole.
"Ci vuole tempo, per fare un buon lavoro" mi dice " ma la potatura è molto importante per avere una produzione maggiore e soprattutto per avere olive di qualità. Io sono un metalmeccanico, ho imparato da solo, leggendo libri, cercando su internet, chiedendo informazione a chi è più esperto. La potatura e la raccolta sono i lavori più impegnativi, poi occorre tagliare l'erba, qualche trattamento a base di rame, dopo la raccolta e dopo la potatura, non sempre necessari, comunque sicuramente meno impegnativo della vite."
Camminiamo in mezzo alla piante, su questi gradoni, realizzati anticamente, che hanno sempre visto le radici delle vite e che oggi iniziano a vedere una coltivazione diversa. Attorno a noi si vedono alcune vigne coltivate, altre abbandonate, trasformate in bosco. Penso alla fatica di nonno Cesare nel estirpare le viti, nel preparare le buche per il nuovo impianto, nel trasportare il letame con la gerla per la concimazione. Ma penso anche alla soddisfazione di Giuseppe nel lavorare un terreno che viceversa sarebbe stato abbandonato, destinato ad un degrado pericoloso.
Giuseppe mi parla ancora della necessità di collaborazioni con le istituzioni, con le associazioni, dell'importanza della Fojanini, della Comunità Montana nell'organizzare i corsi per la potatura, soprattutto per tutti i giovani che vogliono iniziare, della necessità di avere un frantoio più vicino, utilizzabile da tutti i produttori del nostro territorio, per abbassare i costi ma anche per avere un'immagine più completa dell'olio della Valtellina. Ma soprattutto insiste sull'importanza di incentivare questa coltivazione per evitare l'abbandono dei terrazzamenti dove la coltivazione della vite risulta antieconomica, per creare una risposta concreta nella difesa del territorio e nel creare un ambiente anche bello dal punto di vista estetico. Poi il discorso si sposta sull'aspetto economico. "Io sono soddisfatto" mi dice "riesco a vendere tutto il mio prodotto, a sapori di montagna, una azienda di distribuzione di prodotti tipici, senza più preoccuparmi della vendita diretta. Il prezzo è buono, potrebbe essere anche di più, se paragonato a quello degli oli del Lago che solo perché hanno la Dop sono venduti a 30 euro al litro. La qualità del nostro olio è elevata. Non hanno niente da invidiare alle dop del Lario. I nostri costi sono alti. Partiamo da un costo per l'estrazione di 20 euro ogni quintale di olive, cioè circa 2 euro ogni litro d'olio, poi c'è la bottiglia, l' etichetta, il trasporto ... Però io sono contento."
Sorride e mi parla del suo sogno: creare una piccola azienda per la figlia Elisa, giovane studentessa dell'istituto tecnico agrario. " Oltre l'uliveto, abbiamo una decina di capre camosciate, mi piacerebbe aumentarle, creare una stalla di una quarantina di capi, mettere una decina di arnie che potrebbero anche essere utili per le piante di ulivo, e così formaggio, olio, miele, potrebbero portare un reddito per una ragazza che ha la passione per l'agricoltura." Lasciati gli ulivi Giuseppe mi presenta Elisa, la terza generazione di una famiglia ancora legata all'agricoltura. Elisa sta finendo la lavorazione di una piccola cagliata derivante dal latte di capra ed è pronta per andare con il padre a mungere le capre. Le chiedo "dove ti vedi tra dieci anni ?" Mi sorride, i suoi occhi verdi si illuminano, ci pensa un po' e poi mi dice "in un'azienda mia, dove poter produrre formaggi caprini, miele e naturalmente l'olio extravergine dell'Elfo" 
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