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lunedì 3 febbraio 2020

UN METODO PER VALUTARE IL POTENZIALE QUALITATIVO DEL VIGNETO: L’INDICE BIGOT IN ANTEPRIMA A CASTELLO DI CIGOGNOLA


Consulente agronomo per la Maison della Famiglia Moratti in Oltrepò Pavese, il 1° febbraio Giovanni Bigot ha presentato con Gaja e Poni l’indice che prende il suo nome
Pensiero critico, centralità dell’uomo e cura meticolosa delle uve, del vigneto e del territorio sono valori imprescindibili per il nuovo corso di Castello di Cigognola. In questa fase di vita della Maison, Gabriele Moratti (proprietario) e Gian Matteo Baldi (AD) hanno fortemente voluto creare una rete di relazioni d’eccellenza con professionisti del vino innovatori, visionari ed esperti come Giovanni Bigot. Ed è nella tenuta di Castello di Cigognola che il primo febbraio l’agronomo friulano, che collabora con l’azienda, ha raccontato in cosa consista il neonato Indice Bigot.
L’indice - che prende il nome dal suo creatore - intende proporre un metodo scientifico per valutare il potenziale qualitativo del vigneto, correlando vigneto e qualità finale del vino, attraverso un approccio che si basa su studi e sperimentazioni pluriennali nei terroir più vocati d’Italia. Accanto a Bigot, hanno presentato il loro punto di vista sull’indice il produttore Angelo Gaja, a cui l’agronomo fornisce consulenza da anni, e Stefano Poni, docente all’Università Cattolica di Piacenza.
Pieno appoggio al progetto è stato dato dall’AD Gian Matteo Baldi, che spiega: “Quello che ci lega a Giovanni Bigot è la stima personale e professionale, che si è rafforzata negli anni, e la propensione alla ricerca della conoscenza. Per noi è stato naturale seguire il metodo che Bigot ha proposto nella gestione dei vigneti di Castello di Cigognola, con l’obbiettivo di produrre le migliori uve possibili per i nostri vini. Già da quest’anno abbiamo iniziato a incrociare i risultati della vinificazione delle singole parcelle dei vigneti con le pratiche attuate e le rilevazioni effettuate durante l’anno. La creazione di un indice specifico di valutazione della qualità di un vigneto, rispetto alla produzione del vino, è lo strumento che mancava per dare una base oggettiva, empirico-scientifica, alla centralità della qualità dell’uva nella produzione del vino e valutare il lavoro svolto nel corso del tempo.”
Dopo la presentazione lo Chef Alessandro Folli del ristorante Ad Astra di Santa Maria della Versa (PV) ha proposto i suoi piatti in abbinamento al Moratti Blanc de Noir Cuvée ‘More Pás Dosé, il Nebbiolo Per Papà e il Barbera Dodicidodici .

ARRIVA L’APP DI REALTÀ AUMENTATA DEL PIAVE DOP!

domenica 2 febbraio 2020

La Trattoria Barcaneta di Marano Lagunare



Noi, giornalisti e dirigenti dell’“Associazione Borghi d’Europa”, in trasferta in Friuli, abbiamo colto l’occasione per passare da Marano Lagunare (UD) - Maran, comunità di parlata veneta, 1800 anime - il piccolo borgo dalla storia millenaria dell’alto Adriatico, ubicato tra Lignano Sabbiadoro e Grado, con tanto di torre medievale romanica e pozzo in piazza. Tutto intorno, la laguna di grande bellezza e valore naturalistico che non è frutto del corso naturale degli eventi, ma del lavoro gravoso dei Maranesi che solidificarono le “mote”, scavarono le “cavane”, costruirono i “casoni” (tipici manufatti di canne e legno ad uso dei pescatori) e mantennero praticabili le vie d’acqua per trarre sostentamento dall’attività di pesca costiera, oggi meno in laguna e più in mare aperto, dove quantità e varietà di prodotto, sono maggiori. Insieme a Grado e Trieste, Marano è uno dei più importanti mercati ittici dell’Adriatico e la flotta di pescherecci, al ritorno dalle battute, rifornisce i tanti (più di una decina solo lì!) tra ristoranti e osterie della zona, di spigole (o branzini) orate, passere e anguille, oltre a cefali e, stagionalmente, piccoli ghiozzi (detti “goo”) latterini, “nono”, vongole veraci e fasolari (molluschi bivalve dalla forma quasi ovale e superficie liscia, lucida rossastra, con sottili strie concentriche) e ancora seppie, “schili”, “almolà”, “paselere”, “nase” e qualche volta anche i rari “calamari marroni”… Questi,  li prepara - con Marco - Claudio Moretti, patron de La Barcaneda (in piazza Marii a Marano) secondo l’antica tradizione veneta. Il suo locale (ci si arriva solo a piedi, ma si parcheggia lì vicino) è un vero rifugio per chi ama la buona tavola, sana e di stagione: ci sono due salette (35 coperti) in un ambiente accogliente, confortevole (e anche romantico, se ci si appropinqua davanti al grande camino all’entrata…). E noi, ci siamo piazzati proprio lì con l’intento di degustare quanto chef Moretti propone, cominciando con un antipasto, vera prelibatezza: il “salame di anguilla” (“brevetto” Barcaneta!) gustato con un’ottima Malvasia in purezza della Cantina Bortolusso, sita in loco (giallo paglierino, frutta esotica, agrumi, note speziate, fresca e vivace) e in alternativa una bionda Arsura Lager del birrificio artigianale, proprio maranese “620 passi” (birra chiara leggera, con sentori di cereali e note erbacee da luppoli tedeschi e cechi) poi una deliziosa tagliata di “ombrina” con cipolla di Tropea croccante e mousse di ricciola; volendo proseguire, la scelta è sempre ricca: capesante su spinacini e salsa all'arancia, canestrelli scottati, calamaretti spillo e radicchio, insalatina “granciporro” (granchio) code di gamberi cotte al vapore su crema di zucca e topinambur e, ancora, granceole, sarde in saor, “canoce” (cicale di mare) gratinate alla maranese col pan grattato – con queste, ottimo il Friulano, Cantina Bortolusso (colore giallo paglierino brillante, profumo delicato e gradevole, con sapore di mandorla amara, asciutto). Adattissima anche la Fipa lpa - sempre del birrificio 620 passi - (luppolatura interamente americana di amarillo, mosaic e simcoe, con parte acre dell'agrume soprattutto in chiusura) – poi cozze, fasolari e altro (a seconda del pescato di giornata)…. Conquistati dall'odore abbiamo voluto assaggiare una zuppetta di pesce con crostini davvero “magistrale” che ha tentato tutti per il bis… con la quale abbiamo bevuto un Sauvignon della Bortolusso (bianco vivace, giallo paglierino brillante, generoso nei profumi di salvia, foglia di pomodoro e sambuco) e la Cortona Belgian Ale, birra 620 passi (color rubino, dolce e mediamente corposa, con note  di toffee e frutta matura). Secondi: filetto di branzino con cicoria, al calamaro (marrone) con radicchio trevigiano e polentina morbida… Stavolta il vino scelto è stato un ottimo Chardonnay (sempre Bortolusso, per non cambiare: giallo paglierino chiaro, sfumature verdognole, struttura armoniosa, delicati profumi di mela e pane) e, sempre del birrificio 620 passi, una “ambrata” di gran qualità: la Indian Pale Ale (luppoli americani, sentori di frutta tropicale e pompelmo). Poi, anguilla allo “speo” (del fiume Stella, davvero a Km. zero!) semplicemente messa sullo spiedo a “fisarmonica”, lasciata sgrassare un paio d’ore e impiattata con puntarelle tirate in padella e polentina… (ci ha lasciato senza parole!) come il Refosco dal Peduncolo rosso in accompagnamento (ancora fedeli alla Bortolusso… tipico rosso rubino carico con riflessi violacei, leggermente erbaceo con sentori di prugna secca, mora selvatica e sottobosco; sapido, leggermente tannico, di corpo, piacevolmente amarognolo) abbinamento “obbligatorio” e veramente azzeccato per quella buonissima anguilla! E si è dimostrata all’altezza anche la Imperial Stout Daracò (in maranese “fallo di nuovo”, ovvio, del birrificio 620 passi… di tenore alcolico basso, 6 gradi, aromi intensi di tostato e di torbato, finale secco amaro, persistente, ma non invasivo). Una breve pausa per scambiarci i pareri (e prendere fiato…) poi, per concludere in dolcezza, crostata con crema e fragole oppure tiramisù scomposto con biscotto fatto proprio dallo chef e caffè bollente versato sopra al momento, tutto annaffiato da un Verduzzo (ovviamente Bortolusso…) colore giallo-oro, leggermente tannico, di corpo, dolce, con profumo di acacia e sapore di miele, equilibrato e piacevole (ottimo per i dessert!) e con il sorbetto al cucchiaio, mandarino, cedro e menta…  Alla Barcaneta non mancano piccoli, ma importanti dettagli come il pane fatto in casa, caldo con cereali o con prosciutto, l'acqua liscia o frizzante di qualità certificata - scelta eco sostenibile - la carta dei vini, con un centinaio di etichette scelte e il servizio sempre attento, mai invadente. A degustazione – chiamiamola così anche se è sembrato un pranzo luculliano –  piacevolmente terminata, abbiamo apprezzato specialmente la varietà della proposta, la freschezza dei prodotti e la semplicità delle preparazioni, mai eccessivamente condite o speziate, sempre dal sapore autentico, deciso e - nota di non poco conto – alla fine, proprio il “conto”… davvero onesto! Mille grazie Claudio!
PS: doverosa precisazione: al tavolo con noi c’erano il dott. Sergio Bortolusso… e Roberto Regeni, del “620 passi”… (che ringraziamo).
(GfL)
Trattoria Barcaneta
Piazza Marii, 7 Marano Lagunare 33050 (UD)
Tel. 043167410 - Cell. 3924050851
www.trattoriabarcaneta.com

Azienda Agricola cav. Emiro Bortolusso
Via Oltregorgo, 10  33050 Carlino (UD)
Tel. 
+39 043167596 - Fax +39 0431640935info@bortolusso.it
Birrificio 620 passi              
Via Sinodo, 8  33050 Marano Lagunare (UD)
Cell. 3337292430
Chiuso: Lunedì, Martedì, Mercoledì
www.620passi.com


venerdì 31 gennaio 2020

A SAN VALENTINO PROTEGGI CHI AMI CON I DEVICE DELLA FAMIGLIA ARLO



San Valentino è la festa dell’amore, di coloro che si amano: coppie di fidanzati e sposi, ma anche tutte le persone che si vogliono bene.

I device della famiglia Arlo, il brand numero uno di telecamere connesse senza fili, sono il regalo perfetto per far sentire amati e protetti i propri cari 365 giorni l'anno!

Facili da installare, si adattano a qualsiasi ambiente, grazie al loro design smart e minimale, e a qualsiasi esigenza - dai techguys/girls più esigenti, a coloro che non possono fare a meno di viaggiare e lasciano spesso incustodita la propria casa, a coloro che vogliono proteggere la propria abitazione senza rinunciare all'estetica e a design, fino alle coppie tech attente alla sicurezza dei propri bambini. 

A San Valentino scegli il device Arlo più adatto alla persona che ami!
ARLO PRO 3: la telecamera di sicurezza di nuova generazione che registra immagini a 2K di risoluzione con HDR - Per esigenti Techguys/girls

Arlo Pro 3 rappresenta un ulteriore passo avanti nella tecnologia già vincente di Arlo Pro 2. Offrendo una risoluzione in 2K con High Dynamic Range (HDR), un faretto integrato con visione notturna a colori e un ampio campo visivo di 160 gradi, Arlo Pro 3 restituisce immagini chiare e nitide che vantano quasi l’80% di pixel in più rispetto al suo predecessore. Pro 3 include anche il nuovo Smart Hub che gestisce in modo sicuro il traffico di rete verso la telecamera, oltre a migliorarne la potenza e le prestazioni WiFi, per una maggiore autonomia e durata della batteria.
Prezzo consigliato al pubblico: € 599,99 (Smart Hub+ kit da 2 videocamere)
Immagini ad alta al seguente link.

ARLO GO: la videocamera di sicurezza che puoi portare sempre con te - Per Globetrotter

Arlo Go è la videocamera di sicurezza 100% senza fili, “custode” del vostro relax vacanziero ed estremamente pratica. Arlo Go funziona con la rete telefonica mobile (3G e 4G LTE) e può essere posizionata praticamente ovunque senza la necessità di essere collegata a una rete WiFi, fornendo così agli utenti un sistema di monitoraggio veloce e semplice da utilizzare anche nelle località più remote. Basta acquistare e inserire una SIM con traffico dati per avere la sicurezza a portata di mano.
Prezzo consigliato al pubblico: 399€
Immagini in alta al seguente link.

ARLO DOORBELL&CHIME: progettati per offrire flessibilità e semplicità dell'installazione fai da te - Per Design addicted
Si possono associare alle telecamere wireless Arlo o ad Arlo Lights per una visione completa della porta d'ingresso o come soluzione stand-alone. Attraverso l'app gratuita Arlo, gli utenti possono connettersi ad Arlo Audio Doorbell per comunicare con i propri visitatori direttamente dallo smartphone o dal tablet. Per rendere completa l’esperienza di ingresso della smart home è possibile associare l’accessorio Arlo Chime che emette un segnale acustico, ogni volta che viene rilevato un movimento.
Prezzo consigliato al pubblico: 89,99€ e 59,99€
Immagini ad alta al seguente link.

ARLO BABY: per vegliare sempre sul tuo bambino - Per Techie Family

Il design di Arlo Baby si presenta con un look adatto a integrarsi in pressoché qualsiasi stanza, in modo discreto ed elegante. Trattandosi di un device che deve lavorare a stretto contatto con i bambini, Arlo ha pensato anche a diverse opzioni di personalizzazione, che lo trasformano in un simpatico personaggio del tutto simile a quelli dei cartoni animati. Arlo Baby è in grado di riprendere senza soluzione di continuità quanto avviene all’interno della stanza in cui è posizionato e le immagini possono essere visualizzate in streaming in tempo reale su smartphone, attraverso l’applicazione ufficiale fornita da Arlo, anche da remoto. Sono inoltre presenti luci LED e a infrarossi per controllare ogni movimento del bambino senza disturbarne il riposo. Grazie alla presenza di microfono e altoparlante, poi, è possibile parlare con il piccolo anche a distanza, direttamente dal telefono, così da tranquillizzarlo se necessario.
Prezzo consigliato al pubblico: 325€

"STARDUST Bowie by Sukita": a Palazzo Fruscione "Doodah in love with Disclan" e la proiezione di Furyo



Continuano i numerosi eventi collaterali alla mostra "STARDUST Bowie by Sukita", in corso a Palazzo Fruscione (Vicolo Adelberga 24, Salerno), organizzata dall’associazione culturale Tempi Moderni - con il supporto della Regione Campania e Scabec - e da ONO arte contemporanea, con patrocinio del Comune di Salerno e del Dipartimento degli studi politici e sociali dell'Università di Salerno. La rassegna i Racconti del Contemporaneo – IV edizione, Lights on Mars, curata dell’associazione Tempi Moderni con il contributo della Regione Campania-Scabec, Fondazione Carisal e di sponsor privati, sta riscuotendo grande successo di pubblico. Venerdì 31 gennaio 2020, alle h. 20,00, si apriranno ancora una volta le stanze dei ricordi con l’incontro pensato per la sezione "Alla corte del duca", per  l'appuntamento "Doodah in love with Disclan" con il giornalista Carlo Pecoraro. Per la prima volta, Elisabetta e Mario Maysse, Gianfranco Marmoro e Massimo Russo, proprietari dei due storici store di musica - Disclan e Doodah - s’incontreranno per parlare di loro, facendo parlare soprattutto le loro playlist. Sarà poi Carlo Pecoraro, attraverso aneddoti musicali e variazioni sul tema, ad intrecciare la storia dei generi e dei loro interpreti con i racconti di vita dei protagonisti della serata. Domenica sera (2 febbraio), sarà il cinema il protagonista assoluto. Alle h. 19,00 dialogo a più voci con Barbara Cangiano e Barbara Waschimps per introdurre gli ospiti di "Stardust Memories" alla visione di Furyo, film del 1983 diretto da Nagisa Oshima, tratto dal romanzo "The Seed and the sower" di Laurens van der Post. Inoltre domenica 2 febbraio per visitare la mostra "Stardust Bowie by Sukita" il costo del biglietto sarà di 5 euro per tutti.
Il programma completo su https://www.bowiebysukitasalerno.it/ .

CRESCE L’INTERESSE PER I PRODOTTI A MARCA DEL DISTRIBUTORE: ACQUISTATI DAL 74% DEGLI ITALIANI.

La scelta di prodotti a Marca del Distributore dipende dalle categorie merceologiche: importante il ruolo giocato da fresco e freschissimo, ancora limitata la preferenza di bevande MDD
È quanto emerge dai dati presentati da Nomisma a Marca 2020

Bologna, 31 gennaio 2020 – Cresce la penetrazione della Marca del Distributore in Italia. Nell’ultimo anno il 74% degli italiani ha acquistato almeno un prodotto food o beverage a Marca del Distributore, +2% rispetto a 12 mesi fa. Per più di 4 responsabili di acquisto su 10 dei poi non esiste spesa senza prodotti MDD: è il 43% ad acquistare prodotti alimentari o bevande a Marca del Distributori ogni volta che fanno la spesa. E’ quanto emerge dallo studio curato da Nomisma e presentato a Marca 2020 durante l’incontro “il ruolo della MDD nella categoria Vino: oggidomani, all’estero” dove sono intervenuti: Silvia Zucconi, Responsabile Market Intelligence di Nomisma, Mirco Gianaroli - Presidente sezione vitivinicol CONFAGRICOLTURA MODENA, Calogero Giuliano - Product Manager MDD DESPAR, Laura Stefanini - Brand Manager di Fior Fiore COOP, Armando Garosci, giornalista di Largo Consumo.
Tra i motivi del successo dei prodotti MDD spicca innanzitutto la fiducia che la Marca del Distributore sa comunicare al consumatore: 1 responsabile degli acquisti su 3 ripone massima fiducia (somma dei giudizi 8, 9, 10) nei prodotti a Marca del Distributore poiché sono una garanzia di sicurezza e qualità di materie prime e metodi di produzione. Se per il 36% degli italiani i prodotti a MDD sono sinonimo di qualità al giusto presso, il 31% degli italiani associa l’offerta FOOD a Marca del Distributore a ingredienti di qualità e il 19% a prodotti in grado di rispondere completamente alle sue esigenze (Nomisma per Osservatorio Marca 2019).
L’analisi per categoria evidenzia come la scelta di prodotti a Marca del Distributore dipenda ancora fortemente dalla tipologia di prodotto. Di fronte alla decisione di acquistare MDD o Marca Industriale nota, i prodotti MDD hanno la meglio nel reparto del fresco/freschissimo: 6 responsabili di acquisto su 10 hanno preferito carni a Marca del Distributore a fronte di un 20% che ha invece acquistato soprattutto carne di marca nota e il 19% che non ha manifestato una preferenza netta. Importante anche la percentuale di italiani che hanno scelto prodotti MDD nel reparto ortofrutta (54% vs 16% di chi ha preferito frutta e verdura di Marca Industriale). Dal lato opposto, il comparto in cui la preferenza per la MDD è ancora limitata è quello delle bevande. Nel caso del vino in brik/cartone è il 12% dei responsabili di acquisto a preferire la MDD mentre il 75% opta per la Marca Industriale, i vini in bottiglia di vetro MDD sono invece acquistati da appena il 2% degli italiani, che propendono invece per quelli con etichetta di marca nota nell’87% dei casi.
È bene considerare la dimensione di mercato del vino all’interno della Grande Distribuzione Organizzata; che nel 2019 ha registrato un incremento delle vendite del +3,2% rispetto all’anno precedente (dati in valore). Trend positivo anche per il vino a Marca del Distributore che nel 2019 - con un aumento del +2,9% - ha sfiorato i 160 milioni di Euro di vendite.
Allargando lo spettro al periodo 2017/2019 emerge come la fetta di mercato di vino e spumante “Marca del Distributore” presenti importanti percentuali di crescita: +11,4% per l’intero comparto vino e spumante MDD, +11,0% per il solo comparto vino e +15,2% per le bollicine.
Analizzando il consumatore italiano che effettua la spesa in supermercato e dichiara di aver visto sugli scaffali almeno una volta vini a marca di supermercato emerge come il 38% di essi abbia effettuato l’acquisto -almeno una volta – di prodotto in brik/cartone a fronte del 28% in bottiglia di vetro. Chi, secondo lo studio Nomisma, dichiara di averli visti ma ha deciso di non acquistarli si attesta al 35% per i vini in brik/cartone vs 28% bottiglia di vetro.
Se si passa a considerare la mancata conoscenza del prodotto, gli italiani che confessano di non aver visto vini a marca del supermercato sugli scaffali e che, al contrario, lo avrebbero potuto acquistare sono per l’8% orientati su prodotto in brik/cartone contro il 15% in bottiglia di vetro. Chi invece dichiara il disinteresse perché non effettua acquisti di vino al supermercato presenta un’analoga percentuale -9%- sia per il prodotto in brik/cartone sia per quello in bottiglia di vetro. Chi invece non ha fatto caso al prodotto sugli scaffali del supermercato è per il 10% interessato al vino in brik/cartone mentre il 20% in bottiglia di vetro.
Il 45% degli intervistati dichiara di aver acquistato almeno una volta in maniera consapevole vino a marca del produttore (sia esso in brik o in bottiglia di vetro). Rispetto alla frequenza di acquisto di vino di marca del distributore, chi ogni settimana lo compra è per l’1% orientato alla bottiglia di vetro e al 3% in brik e cartone. Percentuali basse altrettanto si riscontrano per acquisti effettuati di questo prodotto più volte al mese: 15% in brik/cartone e 9% per la bottiglia di vetro. Al contrario rispetto a un acquisto effettuato 2-3 volte all’anno ben il 53% dei rispondenti ha comperato bottiglie di vetro, a fronte del 41% in brik/cartone. Rispetto a un acquisto “più raro” il 37% dichiara di aver preso vino in bottiglia vs 41% in brik/cartone.
Anche per gli acquirenti di vino a marca del distributore l’offerta a marca del supermercato non è la prima scelta (53% seconda scelta vino in brik vs 59% seconda scelta vino in vetro).
Passando ad analizzare le occasioni di consumo dei vini a marca del supermercato emerge come – per il prodotto in brik- il 45% degli acquirenti lo usi per cucinare, a fronte del 35% in occasione dei pasti di tutti i giorni e, solo il 7% per cocktail e aperitivi fatti in casa.
Situazione opposta rispetto al vino in bottiglia di vetro: il 45% degli intervistati lo utilizza in occasione dei pasti quotidiani, il 17% per occasioni speciali (quali anniversari, cene romantiche, etc.) e solo il 16% per cucinare.
Quali sono i driver di acquisto? Per quanto riguarda i vini in brik/cartone al primo posto (42%) il fattore prezzo/convenienza, seguito – al 17%- dalle caratteristiche del pack e al 14% per il formato. Sempre al primo posto – anche per i vini in vetro- il prezzo/convenienza (30%) seguito dal territorio e dall’origine (24%) e al terzo posto dal marchio biologico (14%).
E rispetto alla percezione e reputazione dei vini a marchio del distributore? Il 55% degli intervistati da Nomisma vorrebbe conoscere quali cantine producono i vini a marca del supermercato. Sempre per il 50% dei rispondenti i vini a marca del distributore rappresentano una concreta alternativa low-cost ad altre marche di vino (50%); passando all’immagine del prodotto il 50% del campione Nomisma indica di collegare i vini a marca del supermercato a vini utili per cucinare (50%) e a vini in brik/di cartone (47%).
Rispetto alla reputazione i vini a marca del supermercato sono una valida alternativa ai vini di marca nota (51%) e il 46% considera l’acquisto di vini a marca del distributore come un’occasione per la compera di un prodotto di buona qualità (46%).
Per gli acquirenti i fattori distintivi e caratterizzanti di un vino a marca del supermercato dovrebbero essere:
-per l’ambito “territorio & produttore”: 47% la zona di produzione/certificazioni di origine e per il 26% la notorietà della cantina.
-per quello “green”: marchio biologico (22%) e sostenibilità ambientale (17%)
-per il “prezzo & convenienza”: prezzo basso (35%)
Allargando il fronte al mercato potenziale il 67% degli intervistati da Nomisma dichiarano che acquisterebbero vino a marca del distributore in bottiglia di vetro; nello specifico l’acquisto in bottiglia di vetro viene privilegiato per il 33% per il prezzo e convenienza, per il 19% per cantine produttrici note e ben visibili in etichetta e per il 12% per la denominazione d’origine. Al quarto posto per il marchio bio (11%).
In ultimo il consumatore si dichiara interessato a conoscere le caratteristiche dei vini a marca del supermercato in particolare attraverso promozioni, buoni sconto, coupon (52%), per il 46% grazie a isole dedicate all’interno del punto vendita e a seguire (45%) attraverso volantini nel punto vendita.

Love is in the air: le idee Duetorrihotels per San Valentino

Un 14 febbraio romantico da trascorrere a Verona, Firenze, Bologna o Genova: il gruppo Duetorrihotels invita gli innamorati a scoprire le proposte dei suoi hotel, situati in antichi palazzi ricchi di storia e arte. L’occasione per lasciarsi tentare dalle ricette, i brunch, le cene a lume di candela, perché la vera seduzione è quella della tavola.







31 gennaio 2020_ Una sorpresa da condividere, un luogo magico da esplorare e una cena romantica da gustare in due: what else? Sono gli ingredienti di un San Valentino perfetto. Le proposte di Duetorrihotels vanno in questa direzione: il gruppo leader dell'hôtellerie ha in serbo quattro idee per una festa degli innamorati da trascorrere nei palazzi storici delle città d’arte italiane, a Verona, Firenze, Bologna e Genova.


Verona, Due Torri Hotel: San Valentino nella città dell’amore
A Verona il romanticismo è onnipresente: non per nulla Shakespeare ha ambientato qui Romeo e Giulietta. Quindi perché non giurarsi eterno amore a pochi passi dal balcone di Giulietta, in un antico palazzo trecentesco immerso nel centro storico, tra stradine medievali e monumenti, con vista sui tetti e sulle romantiche anse dell’Adige. L’Hotel propone “San Valentino nella città dell’amore”: le coppie che soggiorneranno al Due Torri per due notti (check in il 14 febbraio) riceveranno uno sconto del 15%. Uno speciale menù è disponibile per la cena del 14.

L’altra proposta riguarda la cena di San Valentino: a partire dalle 20 si può sorprendere il palato dell’amato o dell’amata con le sorprese dello chef. In menù, piatti di mare (l’astice, i ravioletti di pesce) e di terra (il filetto di branzino alla Piastra), delicatamente abbinati a prodotti del territorio, cuore di cioccolato Caramelia con gel di agrumi, pere allo zenzero, streutzel alle mandorle e un assortimento di dolci coccole finali. A tavola si brinda con la speciale selezione del Due Torri, Franciacorta Brut S. A. di Vezzoli, Soave Superiore 2017 'Ciondola' di Rocca Sveva, Recioto Di Soave 2016 di Rocca Sveva.


Firenze, Bernini Palace: il Rinascimento dei sensi
La famosa sindrome di Stendhal è conosciuta anche sindrome di Firenze. Può capitare, infatti, come accadde allo scrittore francese, di essere letteralmente rapiti dalla bellezza di questa città e della sua arte. Ragion per cui, un San Valentino nella capitale del Rinascimento è un’idea brillante. Il Bernini Palace accoglie i suoi ospiti in un palazzo del XV secolo, a pochi passi dalla Galleria d’Arte degli Uffizi e dal David di Michelangelo.

Il 5 stelle propone una cena per due a cura dello chef Enrico Lo Presti. In tavola prodotti di eccellente qualità, abbinati al Toscana IGT Rosato, del Cipresseto Santa Cristina. Si inizia con il Salmone selvaggio Sockeye dell’Alaska al sale affumicato di Maldon, con cremoso di cavolfiore e gorgonzola, sorbetto di finocchio e yuzu: una ricetta che solletica il palato con una palette aromatica originale. Si prosegue con una Passatina di fagiolo zolfino e fave di cacao, bon bon di sedano rapa e rigatino, pomodorino datterino in oliocottura d’erbe provenzali, che prepara la strada al cuore, in questo caso di capasanta, con ginger e caffè coulis di pisellini e barbina rossa soffiata. Si chiude in dolcezza, con “amore e cioccolato”: grue di cacao Madagascar, burro di cacao arancia e cannella dacquoise al cocco ed essenza di liquirizia.


Bologna, Grand Hotel Majestic “già Baglioni”: musica e ricette
A Bologna, la “grassa”, la seduzione passa per la gola. Il Grand Hotel Majestic “già Baglioni” propone un San Valentino originale, a partire dal long weekend del 13-16 febbraio. Gli ospiti sono accolti da un calice di bollicine e fragole, e trovano petali di rosa e sorprese in camera. Le coccole proseguono, tra un cocktail di San Valentino e un’ora di accesso alla Majestic Health & Wellness con la possibilità di prenotare uno speciale massaggio sincronizzato di coppia, a due biglietti per la mostra “Chagall – Sogno e Magia” – visitabile nel vicino Palazzo Albergati.

Inoltre per celebrare l’amore l’hotel ha ideato il menù di Cupido del 14 febbraio. Ogni piatto è associato a un vino: ad esempio, i Tortelli di rapa rossa alla ricotta e puntarelle al peperoncino con astice e zenzero sono accompagnati da Sauvignon Blanc Vigna piccola di Enrico Vallania, mentre la Ricciola alle erbe aromatiche e arancio con fiore rosso d’inverno e finocchio è valorizzata dal triestino Vitovska Zidarieck. Nel frattempo gli ospiti sono cullati dal trio jazz composto da Monica Gualdi, Marco Preger e Dino Mondello.

La magia di San Valentino, al Majestic, prosegue fino al 16 febbraio: il classico brunch domenicale è dedicato agli innamorati, con ricette dolci e salate, primi e secondi piatti che esaltano sapori e profumi dell’Emilia Romagna.


Genova, Bristol Palace: amarsi in stile liberty
Il fascino del mare in inverno non si batte. Soprattutto a Genova, città dai mille volti, che non si finisce mai di scoprire. Incastonato tra i palazzi storici del centro, a due passi dal Palazzo Ducale e dal teatro Carlo Felice, il Bristol Palace è reso particolarmente romantico dalle atmosfere Art Déco che lo caratterizzano.

Il palazzo in stile Liberty accoglie le coppie con una proposta di San Valentino in due versioni, Silver (un pernottamento per due) e Gold (due pernottamenti per due). In entrambi i casi, gli ospiti trovano calici di bollicine e cioccolatini in camera all’arrivo, una colazione all’americana e una cena a lume di candela con menù di San Valentino nella sala del ristorante Giotto. La cena dedicata alla festa degli innamorati si apre con un flute di benvenuto accompagnato dall’Ostrica Fin de Claire con Aria di Champagne Dumez Bourboin. Seguono i Cuori ripieni al gambero rosso di Mazara con pistilli di zafferano e paprica dolce e la Ricciola cotta a bassa temperatura con il suo fumetto profumato allo zenzero. Anche il dessert è una tentazione: la mezza sfera di cioccolato bianco con mousse al frutto della passione e lamponi, con un robusto caffè 100% arabico e dolci assortiti. In abbinamento, il Brut Rose Vigna Dogarina e il Sauvignon Carlo Pradis.