La
Dop è sempre più internazionale: la quota export supera la metà del totale
(50,5%), con una crescita significativa nei mercati extra-UE (+4,2%)
Milano, 26 marzo 2026 – Il Parmigiano Reggiano rafforza
il proprio posizionamento globale e consolida il valore, in un
contesto macroeconomico complesso. È quanto emerge dai dati economici 2025
presentati oggi dal Consorzio nel corso dell’annuale conferenza stampa a
Palazzo Giureconsulti a Milano.
A fronte di uno scenario segnato da
crisi geopolitiche, incertezza sui mercati internazionali e tensioni sul
commercio globale, il giro d’affari al consumo ha raggiunto i 3,96
miliardi di euro. Le dinamiche di mercato evidenziano un andamento
divergente tra Italia ed estero. Da un lato, la domanda internazionale
continua a crescere (+2,7%), arrivando a rappresentare oltre la
metà del sell-in complessivo (50,5%); dall’altro, il mercato domestico
registra una sensibile contrazione dei volumi.
Nel dettaglio, in Italia l’aumento dei
prezzi al consumo ha determinato una riduzione della frequenza di acquisto e
delle quantità per singolo atto, pur mantenendo stabile la base dei consumatori
e sostenendo il valore complessivo. Parmigiano Reggiano non perde acquirenti
nelle famiglie italiane, ma viene acquistato meno spesso e in porzioni più
contenute: il risultato è una flessione dei volumi pari a circa il 10%,
a fronte di una sostanziale tenuta del giro d’affari.
Sul fronte dei prezzi, prosegue
il rafforzamento delle quotazioni all’origine: per il 12 mesi la
media annuale si è attestata a 13,22 €/kg (+20,6% vs 2024),
mentre per il 24 mesi l’aumento è stato del +24,8%, passando da
12,50 €/kg a 15,59 €/kg nel 2025.
La produzione cresce rispetto
all’anno precedente, attestandosi a 4,19 milioni di forme contro i 4,079
milioni del 2024 (+2,7%). Parma si conferma prima provincia per
volumi produttivi (1,391 milioni di forme), seguita da Reggio Emilia
(1,242 milioni di forme), Modena (0,918 milioni di
forme), Mantova (0,524 milioni di forme) e Bologna (0,115
milioni di forme).
La quota Italia si attesta al 49,5%
(osservatorio Sell-In Nielsen). A livello distributivo, la GDO si
conferma primo canale (65,5%), seguita dall’industria (17,3%),
sostenuta dalla crescente diffusione dei prodotti contenenti Parmigiano
Reggiano come ingrediente. Il canale Horeca si conferma ancora
marginale, attestandosi al 6,7% del totale, ma con ampi margini di
crescita. Il restante 10,5% è distribuito negli altri canali di
vendita.
Il 2025 segna un ulteriore passo nel percorso
di internazionalizzazione della Dop: la quota export supera la metà
del totale, attestandosi al 50,5% (pari a 74.980 t.), con una
crescita del +2,7%. Tra i principali mercati, performance positive si registrano
nel Regno Unito (+7,8%, 8.400 t.), in Canada (+8,3%,
3.900 t.) e Svezia (+8,8%, 2.500 t.). Anche gli Stati
Uniti hanno confermato un trend positivo (+2,3%, 16.800 t.), mentre
sono rimasti stabili i volumi destinati a Francia (-0,3%, 14.800 t.),
e Germania (+0,1%, 10.400 t.).
Proprio negli Stati Uniti (primo
mercato estero per il Parmigiano Reggiano) il quadro resta complesso. La
recente introduzione di dazi aggiuntivi, che si sommano alla tariffa
storica del 15%, ha portato il livello complessivo al 25%, con la
possibilità di ulteriori incrementi. A ciò si aggiunge una forte incertezza
normativa e operativa, che sta rallentando le importazioni: molti operatori
attendono maggiore chiarezza prima di procedere con nuovi ordini. Una
situazione che, insieme alle tensioni geopolitiche, rappresenta un elemento di
rischio per il 2026.
In questo contesto, il Consorzio
continua a investire sul posizionamento globale della marca. Con investimenti
pari a circa 34,3 milioni di euro in marketing e comunicazione, Parmigiano
Reggiano rafforza il proprio ruolo di specialità premium e prosegue nel
percorso di affermazione come brand iconico del Made in Italy. Centrale resta
il lavoro sulla distintività della Dop, attraverso una maggiore informazione al
consumatore su stagionatura, origine, processo produttivo e caratteristiche
organolettiche.
Nel corso della conferenza è stato
inoltre presentato il nuovo “Progetto Turismo”, che segna un’evoluzione
strategica per il Consorzio: il Parmigiano Reggiano diventa una vera
e propria destinazione. Si tratta della prima iniziativa organica di
sistema che valorizza il territorio come leva di costruzione di marca,
integrando caseifici, aziende agricole, ospitalità ed esperienze gastronomiche.
Il progetto punta a intercettare e sviluppare un flusso turistico dedicato
all’interno di un territorio che registra già circa 4 milioni di visitatori
l’anno, con l’obiettivo di passare da circa 85.000 a 300.000 visitatori
entro il 2029. Il piano prevede investimenti diretti del Consorzio, interamente
privati e non supportati da fondi pubblici, con l’obiettivo di strutturare
l’offerta di accoglienza e rafforzare il legame tra prodotto e territorio,
trasformando il Parmigiano Reggiano in un’esperienza oltre che in un’eccellenza
gastronomica.
«Il
2025 conferma che il Parmigiano Reggiano è sempre più un prodotto
internazionale, con una quota export che ha superato la metà del totale e un
posizionamento premium riconosciuto nei principali mercati», ha dichiarato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio. «Stiamo facendo un grande lavoro per rafforzare il Parmigiano
Reggiano come icona globale del Made in Italy, capace di generare valore e
garantire una buona remunerazione per la filiera. Allo stesso tempo, dobbiamo
affrontare alcune sfide importanti: da un lato la contrazione dei consumi in
Italia; dall’altro una situazione internazionale complessa, che ci penalizza in
particolare negli Stati Uniti, dove l’incertezza normativa sui dazi e le
tensioni geopolitiche stanno rallentando gli scambi. In questo scenario, sarà
fondamentale continuare a investire sulla crescita nei mercati internazionali e
sulla valorizzazione della distintività del nostro prodotto».
.jpeg)
Nessun commento:
Posta un commento